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L’indicibile ecocidio e i pericoli di Trump

DI PAUL STREET

counterpunch.org

Se la catastrofe ambientale non sarà evitata, allora da qui a una o due generazioni, tutto quello di cui ora parliamo non avrà più importanza. – Noam Chomsky

Il mio ultimo saggio dal titolo “Unspeakable” [«Indicibile»] necessita di una breve aggiunta. Scritto sulla scia di quanto toccato ai viaggiatori dei sette paesi a maggioranza mussulmana colpiti dal divieto di Donald Trump, riflettevo su tre argomenti tabù nelle notizie e nelle analisi dei media corporativi statunitensi: i) la dipendenza del capitalismo da «un esercito di riserva» di disoccupati; ii) il ruolo dell’imponente budget militare statunitense nel sostentamento della società americana; iii) i crimini delle guerre imperiali statunitensi contro l’umanità nel mondo musulmano e nel resto del pianeta.

Si trattava di un saggio accettabile, benché incompleto. Lasciava da parte numerosi altri argomenti che sono stati dichiarati tabù dai media statunitensi. E voglio qui menzionare l’argomento più indicibile di tutti: la minaccia incombente del collasso dell’ecosistema a causa del cambiamento climatico provocato dall’uomo.

Non è un affare da poco. Il filosofo di sinistra John Sanbonmatsu ha già affermato che il riscaldamento climatico è «il più grande problema della nostra epoca». Come ha detto  cinque anni fa Noam Chomsky, il nostro principale intellettuale di sinistra, se la catastrofe ambientalista «non sarà evitata», allora «da qui a una o due generazioni, tutto quello di cui ora parliamo non avrà più importanza».

Chomsky si rivolgeva alle persone di sinistra e ai progressisti, un gruppo per il quale «tutto il resto» comprende alcune storiche battaglie di sinistra come la lotta alla povertà, all’imperialismo, al razzismo, all’ineguaglianza, alla plutocrazia, al sessismo, allo Stato di polizia, al nazionalismo, alle carcerazioni di massa, al controllo della mente, al militarismo, e, infine, al capitalismo.

La sua tesi è fondata. Non sembrano esserci prospettive per un avvenire dignitoso, a meno che l’homo sapiens non si svegli e agisca prontamente abbandonando i combustibili fossili per convertirsi alle energie rinnovabili – un progetto tecnicamente valido. . Lotta a coloro che distribuiscono, gestiscono e controllano la torta. Chi vorrebbe vivere in un mondo ferito dalla malattia e dalla decomposizione? Chi coltiva la speranza di ereditare da questa minoranza ricca una terra agonizzante?

E qui torniamo a Trump. La cultura mediatica e politica dominante negli Stati Uniti ha manifestato orrore e disgusto per le numerose offensive commesse dal nuovo inquilino della Casa Bianca. La lista delle insopportabili trasgressioni di Trump, delle quali potete conoscerne i dettagli attraverso i media, è impressionate. Ci sono le provocazioni verso il Messico (ovvero il proposito di «costruire un muro e farlo pagare al Messico») e il mondo mussulmano (l’infelice decreto di interdizione di viaggiare per sette Stati); il licenziamento nixoniano di un procuratore generale interinale che ha rifiutato di mettere in opera il succitato decreto; aver definito un magistrato federale che aveva tentato di ostacolare quel decreto un «sedicente giudice»; l’affermazione francamente assurda (che sembra uscita da un Goebbels) secondo la quale lui avrebbe ottenuto il voto popolare (da 3 a 5 milioni di voti!) nel novembre scorso; la sconvolgente promozione di Steve Bannon, consigliere politico superiore criptofascista di Trump, a un posto di primo piano nel Consiglio nazionale di sicurezza; l’infantile dichiarazione pubblica di Trump riguardante la sua «terribile» conversazione telefonica con il primo ministro australiano; la minaccia grottesca di inviare in Messico le truppe statunitensi per occuparsi «degli uomini cattivi»; la sua visita inaugurale al quartier generale della Cia, dove Trump si è lamentato della conta al ribasso circa il numero della folla presente il giorno della sua investitura; e quando ha detto che gli Stati Uniti potrebbero avere un’altra «chance» di mettere le mani sul petrolio iracheno.

È però sfuggita una questione fondamentale. La minaccia che Trump rappresenta per l’ecosistema è stata rimossa. È già tanto se compare sullo schermo radar dei media.

Non fraintendetemi. La crisi ambientale non ha nulla di nuovo. Gli scienziati della terra ci mettono in guardia da anni sul rischio imminente di un collasso dell’ecosistema, identificandone le cause principali nell’estrazione e nella combustione eccessive dei combustibili fossili e dei prodotti a base di carbone.

La bestia dai capelli arancione non è certo all’origine di questa «frattura ecologica», che ha le sue radici, secondo John Bellamy Foster, nella «guerra [di lunga data] del capitalismo contro la terra». Con gli Stati Uniti impegnati nella cottura del pianeta, l’umanità è da decenni impegnata in un ecocidio autodistruttivo.

Ma con la sua determinazione a «deregolamentare l’energia» ─ incrementando l’effetto serra fino all’estinzione della vita sulla terra (un crimine destinato a far passare i nazisti per dei criminali minori) ─ Trump rappresenta ciò che Chomsky ha giustamente chiamato «la campana a morto per la specie». Ora che la scienza della terra punta senza ambiguità verso una conversione rapida alle energie rinnovabili attraverso moniti sempre più disperati, Trump si impegna ad alzare i ritmi dell’estrazione e la combustione dei combustibili fossili, gli stessi che spingono  l’homo sapiens e gli altri esseri viventi sull’orlo del precipizio. Ed è la ragione per cui gli scienziati hanno spostato avanti le lancette dell’orologio dell’Apocalisse di trenta secondi.

Incredibilmente l’argomento è assente dalla copertura e dal commento dei media «mainstream» (corporativi) dell’epoca Trump. Basta un solo esempio: la critica dei media e dei democratici alla nomina di Rex Tillerson come segretario di Stato si limita quasi esclusivamente ai suoi rapporti con la Russia e con Vladimir Putin. Nulla si dice del Tillerson direttore generale di Exxon Mobil che nega il cambiamento climatico.

Sì, possiamo leggere sulla prima pagina del New York Times di domenica scorsa come l’elezione «a sorpresa» di Trump abbia rappresentato la realizzazione del sogno dei fratelli Koch, portando alla riduzione epica e a gran velocità delle regole e dei regolamenti federali che limitavano il comportamento delle industrie del petrolio, del gas e del carbone. La spaventosa relazione del Times al riguardo è un reportage di primo livello (vedere Éric Lipton « G.O.P. [Grand Old Party] e Trump si affrettano a rivedere le regole del petrolio e del gas», NYT, 3 febbraio 2017). Abbonda di importanti informazioni. Ma è impensabile che i giornalisti raccontino la storia completa ─ che le politiche energetiche di Trump porteranno la vita sulla terra a un punto di non ritorno, anticipando la nostra rovina. Sarebbe troppo. Così va su tutti i media. L’intera faccenda è indicibile.

Ancora una volta non c’è niente di nuovo. Il fatto che la questione climatica non trovi spazio nei media è dovuta al fatto che, come rivela un sondaggio sulle priorità politiche dei cittadini statunitensi, il riscaldamento climatico si collochi costantemente dopo altre preoccupazioni ─ l’«economia», il «terrorismo», l’ «educazione», l’«occupazione» e la «criminalità», per citarne solo alcune.

Gli storici del futuro guarderanno a tutto questo con stupore ─ se solo la Storia riuscirà a sopravvivere al capitalismo contemporaneo asservito al carbone e all’amministrazione Trump.

La sopravvivenza richiede un’organizzazione rivoluzionaria, una pianificazione e azioni rapide e rivoluzionarie. Come ha scritto recentemente Chris Hedges, questa nazione deve diventare «ingovernabile» appena possibile. «Non è più tempo di cooperare. È tempo di fermare i meccanismi del potere. È ora tempo di resistere. È la nostra ultima possibilità. I fanatici [della destra] [nella casa bianca di Trump] si muovono a gran velocità. Dobbiamo farlo anche noi». La scienza della terra fa intendere che Hedges abbia colto nel segno, almeno per quanto riguarda la questione ambientale. Abolire l’amministrazione eco-fascista di Herr Trumpenstein non è che l’inizio.

 

Paul Street

Fonte: http://lesakerfrancophone.fr

Link: http://lesakerfrancophone.fr/ecocide-inqualifiable-et-perils-de-trump

9.02.2017

Traduzione dal francese per www.comedonchisciotte.org  a cura di VOLLMOND

 

Pubblicato da Davide

  • VanderZande

    Adesso Trump e’ diventato addirittura una minaccia per la specie umana. La prossima settimana ci sara’ un comunicato della Federazione Galattica, che dichiarera’ “la bestia con i capelli arancione” nemico dell’Universo.
    Ma che vadano tutti a fare in…..

  • MarioG

    “Ancora una volta non c’è niente di nuovo. Il fatto che la questione
    climatica non trovi spazio nei media è dovuta al fatto che, come rivela
    un sondaggio sulle priorità politiche dei cittadini statunitensi, il
    riscaldamento climatico si collochi costantemente dopo altre
    preoccupazioni”

    Veramente i media sono saturati dalla questione climatica e dalla terribile CO2. Quello che “non trova spazio nei media” sono le prove.
    Come biasimare i cittadini statunistensi se non la collocano tra le priorità politiche?

    • VanderZande

      Il cittadino statunitense medio non fa altro che ripetere a pappagallo quello che i media corporativi gli propinano. Adesso i cari liberal anti – Trump fanno casino ANCHE per la questione climatica. E contro il pussy – grabbing. E contro la Russia che vuole mangiare i loro bambini. L’attenzione che l’americano medio riserva a ciascuno di questi argomenti e’ direttamente proporzionale all’importanza che gli viene data in televisione.
      Ciho perso degli amici per tutto questo liquame. Paion drogati….

  • Fulminato1975

    Secondo me Trump non c’entra nulla. L’ecodistruzione figlia del capitalismo, ormai è sfuggita al controllo degli stessi suoi creatori. Le energie alternative non ci salveranno, sono più che giocattoli. Un conto è l’energia liberata dalla scissione in un’istante di molecole formatesi in milioni di anni, un conto è l’energia prodotta “qui il vento, qui l’elettrone” o “qui il sole, qui l’elettrone”… Sarà un’ecatombe, e secondo me è questione di 30/50 anni al massimo.

  • clausneghe

    E non ha speso una sola parola per coinvolgere nei responsabili dello sconvolgimento climatico i militari con i loro ordigni che continuano imperterriti a far scoppiare sulla pelle di mamma Gaia…
    Non una parola ha speso questo moderno Troll impegnato ad infangare Trump, come se non lo fosse di suo già abbastanza, non una parola contro la guerra.
    Pensate che i suoi amichetti gallonati hanno, proprio in questi giorni, “rilasciato” migliaia di bombe caricate a scarti di uranio in terra Siriana garantendo così una epidemia di tumori, là dove ancora non li conoscevano..

  • Ci martellano da anni sulla questione climatica come fosse il più grosso dei nostri problemi, senza che ci siano evidenze reali di questi sconvolgimenti, nè che derivino dall’attività dell’uomo o dall’aumento della CO2. Il problema sarebbe il carbone di Trump ?
    Non una parola sull’attività guerrafondaia di Obama e degli Stati Uniti contro gli altri popoli del mondo, che con solo una piccola parte dei loro arsenali nucleari, potrebbe portare alla distruzione del pianeta in pochi minuti.
    Le catastrofi per l’umanità, vengono più dall’uranio della Clinton che dal carbone di Trump !

  • mazzam

    Strano che gli “intellettuali” de sinistra abbiano tempo di pensare agli ecocazzi li facevo troppo impegnati a divorare l’umanità direttamente dalla ciotola. Come i cani.

    • Lupis Tana

      dato importante nel 1928 i cani mangiavano dalle ciotole d’ORO che i loro padroni ameri-cani compravano apposta. poi venne il 1929 e patapunf…. così scrisse Upton Sinclair nel libro (bellissimo) Metropolis…

  • Zerco

    E bravo Paul Street! Tu sì che hai capito tutto. Perché mai i media, i think tank e i non si scagliano contro Trump sulla questione ecologica? Solo su questo?
    Già, perché? Sarà mica che a loro dell’ecosistema non frega niente, anzi quella è l’unica cosa su cui sono d’accordo con Trump? No, è impossibile che i “benpensanti” liberal lascino fare a Trump il lavoro sporco di insozzare il pianeta, mentre loro, così puliti, preparano la rivoluzione perché i transgender non possono più andare nel cesso che gli pare.

  • Nicolass

    se quello del riscaldamento globale fosse un problema reale allora il modo migliore per contrastarlo sarebbe costringere con la forza il genere umano a diventare vegano….

  • Vamos a la Muerte

    Di fanatico qui c’è solo l’estensore di questo delirante articolo, scritto dal catastrofista di turno in cerca di un po’ di visibilità.
    Comunque stia tranquillo: faranno a tempo a morire lui, i suoi figli e i suoi nipoti ed il Mondo sarà ancora qua. A meno che qualche criminale a stelle e strisce, liberal progressista e assolutamente Ambientalista, non decida di attaccare la Russia scatenando una bella guerra termonucleare. Come avrebbero voluto fare Obama e la Clinton: due personcine dalla spiccata sensibilità ambientalista.

  • gianni

    l’ umanita’ dei paesi industrializzati per come inquina non merita niente di buono , produciamo veleni e ci meritiamo tumori

  • gianni

    le scie chimiche che stanno facendo ammalare e morire tutta la vita sulla terra cerano anche con obama

  • Truman

    In prima battuta mi sembrava un discorso da ubriaco. Poi ci ho pensato e ho deciso che gli ubriachi ragionano molto meglio di Paul Street.
    Un esempio di pura logica: scrive un saggio che chiama “indicibile”, senza aver minimamente voglia di ragionare che se l’hai detto non è più indicibile.

    Parla poi della “«guerra [di lunga data] del capitalismo contro la terra». Con gli Stati Uniti impegnati nella cottura del pianeta, l’umanità è da decenni impegnata in un ecocidio autodistruttivo.” Non lo sfiora minimamente l’idea che dietro il capitalismo ci sono degli ultraricchi che potrebbero essere interessati a uccidere buona parte degli umani e tenersi la Terra in buone condizioni, tutta per loro.

    Dice poi: “Trump […] è la ragione per cui gli scienziati hanno
    spostato avanti le lancette dell’orologio dell’Apocalisse di trenta
    secondi.” Strano, io ero convinto che gli scienziati avessero spostato avanti le lancette durante il regime di Obama, perchè il richio di guerra termonucleare era cresciuto.

  • Ronte

    …e infine, al capitalismo…
    Ecco, l’errore sta tutto qui. E’ il capitalismo l’anima delle disgrazie ambientali e umane:Sfruttare comunque e a qualunque costo!
    Perciò solo la liberazione dell’umanità dall’anarchia del capitalismo; solo la riconquista del controllo sociale sull’economia planetaria sulla tecnica, sulla scienza e sui loro indirizzi; solo un controllo sociale sulla produzione e i suoi fini, in funzione della specie umana e quindi del suo ambiente di vita, può disinnescare la bomba ecologica alimentata ogni giorno dal capitalismo:Ripristinando l’equilibrio tra produzione e natura. E ricostruendo anche per questa via una diversa relazione tra specie umana e le altre specie viventi. Rifondare l’equilibrio armonico tra sviluppo economico e sostenibilità ambientale.
    P.S.
    E c’è chi pensa a costruire nuovi stadi di calcio e poi e poi…

  • Personalmente ritengo che quanto affermato da Chomsky sia valido e condivisibile, quello che mi sento di smentire è l’attribuzione di un colore politico alla questione ambientale. Che Chomsky parli di argomenti apolitici e del tutto esenti da schieramenti di destra e sinistra è evidente. Quale persona, fascista o comunista che sia, ammesso che oggi si possa ancora parlare in questi termini, vorrebbe vedere i ghiacciai disciogliersi o il surriscaldamento globale mangiare la vita sul nostro Pianeta? Diciamo piuttosto che Trump è caro a quelle visioni lobbistiche che, se pur consapevoli della priorità che l’ambiente richieda, preferiscono assecondare e tutelare i propri interessi. Donald Trump ha avviato una politica cara alle elites lobbistiche del carbone, della finanza, del petrolio, della grande industria. Al contempo, attraverso la sua battaglia contro i giornalisti, vuole illudere il popolo che sia dalla sua parte andando contro alla stampa, che negli Usa è appannaggio di quelle elites che Trump serve. Per ulteriori approfondimenti in merito al rapporto tra Trump e le elites, in riferimento alle recenti questioni tra il Presidente e la stampa statunitense, segnalo a tutti voi questo articolo:

    http://www.ilpuntodifuga.it/2017/02/25/donald-trump-dichiara-guerra-ai-mezzi-mediatici/