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L'INCIVILE RICCHEZZA DELL'ITALIA IN VACANZA

DI MAURIZIO MAGGIANI

Ci spiaccicano su grafici ormai da settimane, chi di dovere non se ne capacita o se ne fa una ragione, e l’uno e l’altro proclamano qualcosa in merito un giorno via l’altro, noi ne soffriamo ormai da un bel pezzo in perfetto silenzio. Il tema è: ma questo Paese è un Paese ricco o un Paese povero?
Da come la vedo io è un Paese miserabile, un Paese di miserabile ricchezza e di miserabile povertà. Un Paese di miseria dove è sempre più difficile trovare tracce di nobiltà. Un Paese dove, facendo i conti in base al semplice principio di ragionevolezza, quello che dovrebbe costare molto costa poco e quello che dovrebbe costare poco costa molto. Dove l’idea del valore delle cose, e della loro essenza, sembra definitivamente pervertita.Ci sono state code di venti, cento, mille chilometri lo scorso week end, di gente che se ne andava al mare e dal mare ci tornava, e questo, è stato detto, è segno di quanto siamo ricchi. No, questo è un buon segno della nostra miseria. Quelli ricchi non si mettono in coda, al mare ci vanno in elicottero o in eurostar. Gli scandinavi, che sono ricchi davvero, pur essendo inopinatamente socialisti, al mare ci vengono quando noi siamo a lavorare, e si scelgono i momenti più belli dell’anno, non l’unico momento che hanno.

C’è un vecchio film dei primi anni cinquanta, c’era naturalmente Ave Ninchi tra gli altri, ed è la storia di una domenica al mare di Ostia della gente di borgata. Comincia e finisce con l’assalto al trenino per il mare. La gente che si azzuffa per un posto a sedere, che spintona e picchia anche solo per poter salire e starsene pigiata in piedi sulla piattaforma. Quel trenino per Ostia e queste code autostradali raccontano della stessa miseria. E’ cambiato in cinquant’anni solo il mezzo di trasporto, ma si tratta della stessa identica gente: gente delle nuove borgate ma dei vecchi sogni, delle vecchie angosce, delle vecchie illusioni. Ma gente che non ha forse più quella forza d’animo e di rivolta al destino che quel cinema sapeva recitare così bene, e che forse era proprio vera, vera per la gran parte dei miserabili di allora.

Chi si è messo in coda per andare a farsi un bagno nelle nostre splendide spiagge a basso costo di accesso si è certamente fermato a fare benzina e avrà una volta di più imprecato sul costo astronomico della benzina. Poi, per non morire disidratato, si sarà preso qualche bottiglia d’acqua all’autogrill. E ha pagato una bottiglietta da mezzo litro, uno virgola cinque euro. Tremila lire, per chi non lo vuole capire all’europea. Ha pagato l’acqua più del doppio della benzina. Allora, se costa meno della metà dell’acqua, la benzina non costa niente, vi pare? Oppure l’acqua ha un prezzo delinquenziale. Ma nella società del libero mercato il prezzo lo fa la domanda.

Questo Paese spaventato e impoverito è disposto a spendere cifre disumane per bere acqua minerale. Perché? Perché questo Paese è il più grande consumatore di acque minerali del mondo? È desertico? Ha le sue riserve idriche totalmente inquinate da agenti mortali? Se fosse così, se non possiamo, come possono tutti gli altri esseri umani del pianeta, bere acqua del rubinetto non saremmo forse autorizzati a fare una rivoluzione? Contro gli inquinatori, gli speculatori del bene primario dell’acqua? Volete fucilare gli stupratori e non vorreste forse fucilare gli avvelenatori degli acquedotti? Un Paese senza acqua da bere è un Paese più che miserabile. Ma forse l’acqua minerale è un vizio. L’acqua minerale ci fa sentire signori, ricchi, fichi.

Non si vergogna il primo ministro danese – l’ho visto con i miei occhi, e dirige un governo di destra, non un soviet – a chiedere un bicchiere d’acqua del rubinetto in un caffè, ma un impiegato italiano non se la sente. E un barista italiano nemmeno se lo sogna di offrirgli un bicchiere di quell’acqua. E anche questa è miseria; le pile di bottiglie nei supermercati sono miseria, miserabile ricchezza. Potremmo o no spendere meglio, in modo più intelligente e proficuo, i soldi che spendiamo per quelle bottiglie? Potremmo impiantare qualche impresa u poco più compressa e progressiva di un’industria dell’imbottigliamento?

Abbiamo le bollette energetiche più care d’Europa ma i cellulari più a buon mercato. L’acqua, la luce, il gas, la casa dovrebbero essere accessibili a ognuno senza doversi ridurre in miseria, ma un telefono mobile potrebbe benissimo costare 10 volte il suo prezzo, e funzionare per anni e anni, come una buona lavatrice, come un buon infisso, senza privare alcuno del diritto alla comunicazione.

Andare in giro a mandare fotografie idiote con il cellulare è miserabile ricchezza, pagare metà del proprio stipendio per due buchi in periferia è miserabile povertà. E l’una e l’altra coabitano incarnate in milioni di miei connazionali. Sarebbe civilmente corretto che l’energia elettrica costasse la metà, ma un vestito Armani dieci volte di più, un Rolex cento, perché il lusso deve essere pagato a prezzo politico, come a prezzo politico deve essere pagato l’indispensabile per vivere. Ogni cosa ad un prezzo, perché ogni cosa ha un valore. Ma non solo valore commerciale, ma anche valore morale e civile.

L’armadietto del bagno zeppo di medicine è incivile ricchezza, prendersi la polmonite al pronto soccorso è immorale povertà, e le due cose sono in coabitazione perfetta. Una medicina che ti solleva dal dolore, che ti guarisce dovrebbe costare qualcosa per tutti, un euro per chi solo quello, mille per chi ne ha milioni. La gratuità genera indifferenza e disprezzo. La vita non è gratis, e quando lo sembra è solo un’ orribile illusione: c’è qualcuno che sta pagando per te.

Ed è immorale ricchezza anche un corso di studi – elevato e completo come tutti avrebbero diritto di desiderare – fornito gratuitamente. La cultura, l’istruzione, la formazione di qualità costano moltissimo alla comunità. Ogni studente, ogni famiglia di ogni studente, dovrebbe dare per scontato che studiare sarà un grande sacrificio e un faticoso impegno. Intellettuale ed economico. Chi non ha i mezzi ma ha le qualità potrà farlo a carico della comunità, mettendoci di suo quello che può se ne ha, ma chi ha i mezzi e magari niente qualità dovrà pagare salato per levarsi lo sfizio. Questo sarà un paese di nobile ricchezza, oggi è un Paese ricco di corsi di studio mediocri e di molti giovani vagolanti tra la depressione e la languida noia.
Ecco che siamo un paese tragicamente povero, stupidamente ricco, miserabile senza nobiltà.

Maurizio Maggiani
Fonte:www.ilsecoloxix.it/
26.06.05
Tratto da http://www.zivago.com/FattiLibriInterna?id_fatto=5130
 

Pubblicato da Davide

  • GRENADIER

    In passato mi è capitato di leggere un articolo di Maggiani, parlava della mia città, La Spezia, mettendone a nudo impietosamente e con grande maestria, tutti gli aspetti deplorevoli, accompagnandoli giustamente ad altrattanti aspetti di rassegnazione, ignoranza e menefreghismo dei suoi abitanti.

    Ora ripropone su larga scala un ritratto simile dell’Italia, sul quale non sarebbero mai sufficienti parole di approvazione.Conclusioni: il lusso esiste, i poteri forti accumulano denaro a spese del consumatore-risparmiatore, quindi in primis ci vorrebbe una bella imposta patrimoniale , e salata, come qualche movimento politico (faccio notare TRASVERSALMENTE) propone.Porsche Cayenne (che consumano 1 litro di preziosissima ed esuaribile-ricordiamocelo- benzina ogni 4 km), abiti firmati, vacanze all’ultimo grido, cellulari idem…Il benessere(ma forse è meglio definirlo ultra benessere, per me benessere vuol dire, mangiare dormire vestirsi lavorare vivere con gli altri dignitosamente) c’è.Ci sono anche tanti che non fanno altro che vivere per ostentarlo, pur non avendone i mezzi: che si indebitano per avere il BMW a 20 anni, che pagano le vacanze a rate, che inorridiscono all’idea di non farla , la vacanza, che seguono il gossip, Verissimo,le fiction, vanno al concerto di Vasco pagando 50 euro il biglietto, leggono tutti i possibili libelli dell’era consumista (cito tra i più scandalosi-ma sono ormai una MIRIADE: VANITY FAIR, MEN’S HEALTH, GQ, MAX, GLAMOUR etc etc) rivolti a donne e uomini , pieni di insulse pagine in cui si pubblicizzano gli ultimi ritrovati per il corpo, il fitness, il tempo libero, tutti rigorosamente dai 1000 euro in su…

    INSOMMA C’E’ UNA RICERCA FORSENNATA DELL’APPARENZA.Gli antichi invece privilegiavano il dialogo, il confronto e la conoscenza.La conoscenza…
    Comedonchisciotte lo conosco da un mese, ma lo visito ogni giorno.La Tv (anche per via del lavoro) non la vedo da mesi e mesi…
    Quanta gente visita Donchisciotte e quanta accende la TV e si beve Tg, talk-show e varietà privi di contenuto critico e verosimiglianza??????????????

    Ci vorrebbe un altro articolo per approfondire tutto quel che non va sotto questo aspetto.Sintetizzando,
    1- Le menti sono al degrado , specialmente quelle delle nuove generazioni.

    2-La formazione spirituale ed intellettuale si riduce alla personalizzazione del look o dei gusti musicali:orde di ragazzini vestiti in stile rasta, punk, metal, dark, e chi più ne ha più ne metta, ma tutti con rigoroso cellulare ultimo grido in mano, quindi , ne deduco, con genitori pronti ad elargire ed altrattanto alterati nella percezione dei reali fini del vivere.

    3-L’informazione non ci aiuta, anzi ci condiziona e ci plagia.i media sono uno dei più rovinosi aspetti del mondo post-industriale.grazie a Dio internet da voce a tutti.

    4-Manca la volontà di elevare cuori e menti, perchè ciò risulta scomodo, consente di percepire i reali problemi sociali, l’inettitudine di quanti dovrebbero risolverli in quanto delegati a ciò dai cittadini, le iniquità retributive, gli sprechi pubblici, le attività ramificate e schiaccianti dei poteri forti, quelli economici.

    SOLO POCHI SGUARDI NOBILI VEDRAN L’AURORA

    “Fra la virtù e la ricchezza corre questa differenza che, poste ciascuna su due piattidella bilancia, l’una tira sempre in senso contrario all’altra[…] Se dunque la ricchezza ed i ricchi vengono onorati in uno Stato, di tanto la virtù e gli uomini virtuosi vengono disprezzati” Platone-REPUBBLICA

  • abby

    Vivo in un paese dove l’uomo piu’ ricco (plurimiliardario) s’e’ costruito il patrimonio con il riciclaggio di rifiuti tossici. Ora vivo nel luogo a piu’ alto inquinamento in Italia. Non si puo’ far nulla, ha una rete di personi influenti che lo appoggia. Senza parlare della camorra locale.

    Per una manifestazione popolare, spontanea, tenuta l’anno scorso (contro la costruzione di un’altra struttura che avrebbe peggiorato le cose) i manifestanti – maggioranza donne e bambini- sono stati caricati dalle forze dell’ordine che usavano lacrimogeni.
    Funziona cosi’. l’ignoranza e’ una gran bella cosa, ad esser coscienti a volte serve solo per soffrire due volte.

  • illupodeicieli

    condivido gran parte di quanto scritto dal sig. Maggiani, anche perchè le valutazioni e comunque quanto riportato non cade “nella presa in giro o nell’ironia” che spesso accompagna articoli e servizi “sui vizi e le abitudini” degli italiani. per esperienza personale conosco quasi tutti gli aspetti dei vizi e vorrei portare qualche giustificazaione in merito: dove sto io l’acqua ha sapore sgradevole , pur essendo stabilito da analisi che è potabile. a 15 km di distanza è egualmente potabile ma il sapore è gradevole. considerate ,per esempio , che dove sto io le condotte sono nuove, avranno si e no 8 anni mentre a 15 km sono molto più anziane. il mare, che bello! da casa mia lo vedo ogni giorno quando , al mattino, apro la finestra : impiego un minuto e mezzo ( a semaforo verde) per arrivare e parcheggiare l’auto. mi darete del disgraziato e inquinatore. ma vi spiego che andrei anche a piedi ma non me la sento di attraversare al semaforo, in quanto non è previsto l’attraversamento pedonale.
    una bella camminata di un km circa, la farei: fa bene sudare e camminare stando a quanto dicono i medici , e poi al mare mi reco di pomeriggio verso le 16 e rimango fino alle 19 massimo 19 e 30. quanto a camminare posso dire che pur usando l’auto per lavoro ( essendo agente di commercio) ho acquistato anche una valigia trolley cosi, parcheggio l’auto dove non devo pagare la sosta e poi vado a piedi. tornando al discorso del mare io non ci vado ,per le ragioni anche esposte nell’articolo che commento ( a modo mio) , mai di sabato domenica e festivi. odio le code e poi come agente di commercio ne ho le tasche piende dell’auto ( ch eè di piccola cilindrata). come telefonino ho un motorola vecchio di 5 anni, che non scatta foto ma ,in compenso telefona. siccome non guadagno abbastanza, pur essendosi rotto il display ( al buio non si vede un tubo) non lo posso ancora cambiare e aspetto tempi migliori. ma non sono un sostenitore degli stravizi, pur essendo un venditore, non spingo la gente a comprare più di quello che serve. vendo a rivenditori e non a utenti finali, ma il discorso è lo stesso: è inutile caricare le persone di costi che non possono sostenere perchè poi non ti potranno pagare. che vantaggio c’è ? secondo quanto ho letto in un sito il 65% e mutui casa non viene onorato alle scadenze pattuite ( che poi il costo delle case sia spropositato e le banche siano usurai legalizzati è un’altro discorso): quì dico che c’è gente che spende troppi soldi in cose che non sono utili : o meglio io e altri pensiamo che non lo siano. allora , e chiudo per non annoiare i malcapitati che leggerano quanto da me scritto, è il modo di vedere le cose che non coincide, il mio e il loro. per me sono altri i valori che contato, le cose che hanno importanza e per cui mi impegno in un acquisto o che comunque vorrei fare. e sottolineo vorrei perchè tra il dire e il fare ci sono i costi ,ora molto elevati, per poterle fare: ho da alcuni anni ,e non dai tempi dell’euro, imparato a dire a me stesso due cose:non me lo posso permettere (rolex , volvo , seconda casa , ristorante ecc.) e preferisco di no ( se è una cosa che teoricamente e praticamente si può fare ma esula dal mio modo di vedere la vita).