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LINCIANDO SADDAM (PARTI V-VIII)

DI GABRIELE ZAMPARINI
The Cat’s Dream

PARTE V – LE NAZIONI UNITE E L’APPELLO DEGLI AVVOCATI DI SADDAM

Le Nazioni Unite hanno riportato:

Oggi un esperto in diritti umani e sistemi legali delle Nazioni Unite si è appellato al Governo Iracheno perché iniziasse un’indagine indipendente sull’omicidio di un avvocato che lavorava nel team difensivo dell’ex presidente Saddam Hussein (…). Leandro Despouy, il relatore speciale delle Nazioni Unite per l’indipendenza dei giudici e degli avvocati, ha detto (…) “Questo è il terzo omicidio di un membro del team difensivo di Saddam Hussein dalla partenza del processo, nell’ottobre dello scorso anno” (…)

AGGIORNAMENTO: A seguito, lettera del Presidente Saddam Hussein al popolo statunitense In questa luce, la dichiarazione diceva che il relatore speciale ha reiterato le sue critiche all’Alto Tribunale Iracheno, precisamente che la giurisdizione sia limitata a certi gruppi di individui, che sia stato stabilito in un contesto di occupazione armata, che violi il diritto ad essere processato da un tribunale imparziale e sotto tali condizioni sia autorizzato ad imporre la pena di morte. “Il relatore speciale desidera ripetere il suo sostegno all’istituzione di un tribunale internazionale per assicurare che lo spettro di crimini barbarici commessi in Iraq sia perseguito in maniera imparziale ed indipendente, in pieno rispetto del diritto alla verità di tutte le vittime della comunità internazionale nel suo insieme”, diceva la dichiarazione.

Esperto di diritti umani delle Nazioni Unite chiede un’indagine sull’omicidio dell’avvocato difensore di Saddam Hussein

Gli avvocati della difesa hanno già chiesto, il 21 dicembre 2005, nel RAPPORTO PRELIMINARE CHE METTE IN DISCUSIONE LA LEGALITA’ DELLA CORTE SPECIALE:

CONCLUSIONE

1. La Corte Speciale creata da una legislazione che è stata promulgata da una forza occupante straniera in violazione dei suoi obblighi secondo il diritto internazionale e nazionale non può essere reputata legale e si dovrebbe accettarla come illegale nel nome della promozione del predominio della legge in Iraq.

2. Gli avvocati difensori chiedono inoltre che:

3. Tutte le ulteriori udienze della Corte speciale siano interrotte finché non sia stata istituita una Corte legale e legittima;

4. Che si determini un programma per la discussione orale su questo tema preliminare; e

5. Che si determini un programma per la presentazione di documenti scritti che debbano consegnare sia la difesa che l’accusa sul tema della legittimità della Corte speciale e della sua compatibilità sia con il diritto nazionale che internazionale.

La mozione che mette in discussione la legittimità della corte

Sono certo che NOI TUTTI nel movimento contro la guerra e contro l’occupazione SOSTERREMO l’appello delle Nazioni Unite!

Fonte: http://www.thecatsdream.com
Link: http://www.thecatsdream.com/blog/2006/06/lynchng-saddam-part-5-united-nations.htm
27.06.2006

PARTE VI – PIU’ GUARDI, MENO SAI

“(…) non può esserci dubbio che dietro tutte le azioni di questa corte di giustizia, ossia il mio caso, dietro il mio arresto e l’interrogatorio di oggi, ci sia una grande organizzazione al lavoro. Un’organizzazione che non solo impiega guardie corrotte, ispettori zotici, ed Examing Magistrates di cui il meglio che si possa dire è che riconoscono i propri limiti, ma i quali hanno anche a propria disposizione una gerarchia giudiziaria di alto, anzi del più alto rango, con un seguito numeroso ed indispensabile di servitori, cancellieri, poliziotti, ed altri assistenti, forse persino boia, io non rifuggo da quel mondo. E il significato di questa grande organizzazione, gentiluomini? (…)” – Franza Kafka, Il Processo

Pochi anni fa il giornalista, regista e attivista mediatico Danny Schechter scrisse un libro il cui titolo – Più guardi, meno sai – è perfetto per sintetizzare le informazioni che otteniamo dai nostri media mainstream sul processo del Prigioniero di Guerra Saddam Hussein. (Notate: le parole “informazioni”, “nostri media mainstream” e processo devono essere lette in corsivo).

“Il secondo processo di Saddam Hussein, per genocidio contro i Curdi nell’Iraq settentrionale durante gli anni ’80 inizierà il 21 agosto, hanno detto gli avvocati dell’accusa al Tribunale Speciale” (1), ci informa la Reuters la mattina di giovedì 27 giugno 2006 alle 8:01 del mattino. Dopo poche ore, lo stesso giorno, nel tardo pomeriggio alle 5:24 PM la Reuters ci dice che Esperti forensi hanno scoperto le carte d’identità tra le presunte vittime di Saddam Hussein nelle fosse comuni, che gli accusatori iracheni sperano offriranno una prova schiacciante nel suo processo per genocidio contro i Curdi” (2). Aspettate 56 minuti e giovedì 27 giugno 2006 alle 6:20 PM la Reuters riporta:

WASHINGTON (Reuters) – Giustiziare Saddam Hussein alimenterà ulteriore violenza settaria in Iraq, ha detto giovedì un avvocato statunitense del deposto leader iracheno.

“Tale esecuzione infiammerebbe un paese che si sta già incenerendo”, ha detto l’ex procuratore generale degli Stati Uniti Ramsey Clark. “Spero che il popolo statunitense possa realizzare che se mai c’è un tempo per appellarsi alla fine delle esecuzioni, è in questo caso” (…).

Clark, un veterano difensore in casi impopolari di alto-profilo, ha parlato alla conferenza stampa per evidenziare il suo appello per una migliore protezione agli avvocati di Saddam, tre dei quali sono stati uccisi da quando il processo iracheno ha avuto inizio, ad ottobre. Il terzo è stato ucciso mercoledì (3).

A questo punto, il circo dei media ha tutte le notizie adatte ad essere pubblicate

E’ interessante notare che un particolare aspetto della stessa conferenza stampa non è stato riportato dalla Reuters:

(CNSNews.com) – Giovedì Un avvocato difensore di Saddam Hussein nell’Alta Corte Penale Irachena ha accusato il governo degli Stati Uniti di intimidire ed intralciare gli sforzi del team difensore del del deposto dittatore iracheno.

Curtis Doebbler, uno degli avvocati internazionali che rappresentano Saffad, ha detto che c’è “uno sforzo intenzionale… dal governo degli Stati Uniti per intimidirci e cercare di impedirci persino di raggiungere il tribunale, e ancor peggio nel fornire una difesa”.

Doebbler si è aggiunto a Ramsey Clark, membro della difesa di Saddam, in una conferenza stampa a Washington D.C. Per criticare quel che chiamano il fallimento dell’amministrazione Bush nel fornire un’adeguata sicurezza per gli avvocati della difesa e le loro famiglie in Iraq (4).

Questo blog ha già pubblicato ed esaminato i media di sinistra britannici:

– La CONCLUSIONE del RAPPORTO PRELIMINARE CHE METTE IN DISCUSIONE LA LEGALITA’ DELLA CORTE SPECIALE presentato il 21 dicembre 2005 dai avvocati del team di difesa; e

L’appello delle Nazioni Unite con le dichiarazioni di Leandro Despouy, il relatore speciale delle Nazioni Unite per l’indipendenza dei giudici e degli avvocati. (5)

Il più grande scandalo del nostro tempo, il crimine internazionale supremo, l’invasione-occupazione dell’Iraq, è stato nascosto dietro una spessa rete di bugie e propaganda. Il processo del Presidente prigioniero di guerra Saddam Hussein sta al centro di questa rete e “… non può essere dubbio che dietro tutte le azioni di questo… [processo]… ci sia una grande organizzazione al lavoro… E il significato di questa grande organizzazione, gentiluomini?

NOTE

1) Second Saddam trial to start August 21: prosecutor, Reuters, giovedì 27 giugno 2006; 8:01 AM

2) Experts say key evidence against Saddam in graves, Reuters, giovedì 27 giugno 2006; 5:24 PM

3) Saddam death would worsen Iraq violence: lawyer, Reuters, giovedì 27 giugno 2006; 6:20 PM

4) Attorney Says US Intimidating Saddam Hussein’s Lawyers, Nathan Burchfiel, CNSNews.com, 28 giugno 2006

5) Lynchng Saddam – Part 5: United Nations and Saddam’s Lawyers’ call, Gabriele Zamparini, The Cat’s Blog, giovedì 27 giugno 2006

Fonte: http://www.thecatsdream.com/
Link: http://www.thecatsdream.com/blog/2006/06/lynching-saddam-part-6-more-you-watch.htm
29.06.2006

PARTE 7 – IL MITO DEI DIRITTI UMANI

“Abbiamo cercato di addestrare gli Iracheni ai diritti umani. Abbiamo organizzato per gli Iracheni conferenze sui diritti umani insieme a tutte le ONG. Abbiamo provato a fare del nostro meglio per far entrare i diritti umani nella psiche Irachena. Penso che li vogliamo aiutare” – Ann Clwyd, Inviata per i Diritti Umani in Iraq del Primo Ministro Britannico Blair, Newsnight, BBC 2, 15 Novembre 2005

PARTE 1 – HUMAN RIGHTS WATCH E L’ INVASIONE DELL’ IRAQ

Questi sono alcuni estratti da “War in Iraq: Not a Humanitarian Intervention” [Guerra in Iraq, non un intervento umanitario, ndt], scritto nel gennaio 2004 dal direttore esecutivo di Human Rights Watch Kenneth Roth:

“Al contrario le forze della coalizione guidata dagli Stati Uniti hanno giustificato l’ invasione dell’Iraq su diversi terreni, uno solo dei quali – a confronto uno dei minori – era umanitario. Il Consiglio di Sicurezza non ha approvato l’invasione, e il governo Iracheno, essendo in gioco la sua esistenza, vi si oppose violentemente. Inoltre, mentre gli interventi in Africa erano affari modesti, la guerra in Iraq è stata massiccia, coinvolgendo una estesa campagna di bombardamenti e qualcosa come 150.000 truppe di terra.(…) Human Rights Watch solitamente non prende posizione sulla questione se uno stato debba o no entrare in guerra. Le questioni coinvolte vanno di solito oltre il nostro scopo, e una posizione di neutralità massimizza la nostra capacità di fare pressione su tutte le parti in conflitto perché evitino di danneggiare i non combattenti. L’unica eccezione che facciamo è nelle situazioni estreme che richiedono un intervento umanitario. Dato che la guerra in Iraq non era principalmente rivolta a salvare il popolo Iracheno da stragi di massa, e poiché nessuna di tali stragi era allora in corso o imminente, Human Rights Watch allora non ha preso posizione pro o contro la guerra.”(1)[grassetto aggiunto]

A parte gli argomenti di HRW per giustificare i cosiddetti “interventi umanitari“(sic!) [in altre parole quando a delle persone sarebbe permesso di uccidere delle persone per salvare delle persone, se capisco bene…ma forse mi sbaglio] è interessante capire la posizione di HRW sull’ invasione dell’ Iraq:

a) “Il Consiglio di Sicurezza non ha approvato l’invasione”

Il significato di queste poche parole è stato evidenziato già molte volte ma evidentemente non abbastanza.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale “I POPOLI DELLE NAZIONI UNITE HANNO DECISO di salvare le future generazioni dal flagello della guerra…e di riaffermare la lealtà ai diritti umani fondamentali, alla dignità e al valore degli essere umani, agli uguali diritti…di nazioni grandi e piccole e di stabilire le condizioni sotto cui possono essere mantenuti la giustizia e il rispetto per gli obblighi provenienti dai trattati e da altre fonti di legge internazionale…E PER QUESTI SCOPI di praticare la tolleranza e di vivere insieme in pace gli uni con gli altri da buoni vicini, e di unire le nostre forze per mantenere la pace e la sicurezza internazionale, e per assicurare, tramite l’accettazione dei principi e l’istituzione di metodi, che le forze armate non debbano essere usate tranne che per il comune interesse…”(2)

Il 20 Marzo 2003 i governi degli Stati Uniti e del Regno Unito hanno rotto il loro solenne giuramento [come avevano già fatto con il bombardamento dell’ Afghanistan nel 2001 e con la campagna di bombardamento NATO del 1999 nei Balcani] con l’invasione dello stato sovrano dell’ Iraq, “un atto illegale contrario alla carta delle Nazioni Unite” secondo il Segretario Generale dell’ ONU Kofi Annan.(3) Le tenebre che hanno portato al popolo Iracheno hanno già massacrato centinaia di migliaia di vite umane e contaminato quella terra con rifiuti chimici e nucleari per i migliaia di anni a venire.

Il crimine perpetrato dall alleanza di Bush e Blair è “il crimine internazionale supremo che differisce dagli altri crimini di guerra [Abu Ghraib, Falluja, haditha, ecc] solo perché contiene in se stesso la malvagità sommata di tutti”.(4)

b) “Human Rights Watch solitamente non prende posizione sulla questione se uno stato debba o no entrare in guerra…l’ unica eccezione…l’intervento umanitario… Human Rights Watch allora non ha preso posizione pro o contro la guerra”

In altre parole, poiché dopo attenta considerazione HRW escluse che l’invasione dell’ Iraq guidata dagli Usa potesse essere un “intervento umanitario”, Human Rights Watch “allora non ha preso posizione pro o contro la guerra”quel“crimine internazionale supremo che differisce dagli altri crimini di guerra [Abu Ghraib, Falluja, haditha, ecc] solo perché contiene in se stesso la malvagità sommata di tutti.”

E’ forse questa l’ultima moda per una Filosofia dei Diritti Umaniper il Nuovo Mondo della “Guerra al Terrore” e delle “Guerre Preventive”? Sembra che il XXI sarà un secolo interessante … forse l’ultimo?

Parte 2. HUMAN RIGHTS WATCH E SADDAM HUSSEIN

La posizione ufficiale di HRW sull’invasione dell’ Iraq deve essere completata con la posizione ufficiale di Human Rights Watch su Saddam Hussein. “Ci si può solo rallegrare della cattura di Saddam Hussein. Poche persone meritano maggiormente un processo e una condanna. Le forze Usa meritano un riconoscimento per avere arrestato il dittatore deposto così che i suoi crimini possano essere presentati e condannati in un’aula di giustizia, piuttosto che averlo ucciso in combattimento.”(5)[grassetto aggiunto]

Quelle forze Usa che – secondo Kenneth Roth di HRW- “meritano un riconoscimento” sono le stesse forze USA che sono responsabili, secondo il Segretario Generale dell’ ONU Kofi Annan, per “un atto illegale contrario alla carta dell’ ONU”, per usare le parole di Norimberga, “il crimine internazionale supremo che differisce dagli altri crimini di guerra [Abu Ghraib, Falluja, haditha, ecc] solo perché contiene in se stesso la malvagità sommata di tutti”

Kenneth Roth di Human Rights Watch alla fine del suo articolo del dicembre 2003 scrive: “I governi dovrebbero incoraggiare Washington a permettere ad un tribunale a guida internazionale di giudicare Saddam Hussein e i suoi compari. Il popolo Iracheno lo merita.” (Ibid.)

Human Rights Watch ha scritto molto sul Processo a Saddam Hussein :

L’ Iraq sotto il governo di Saddam Hussein ha assistito a crimini estremamente seri contro i diritti umani. Human Rights Watch ha documentato genocidio, crimini contro l’umanità, e crimini di guerra nei suoi numerosi resoconti investigativi sull’Iraq attraverso gli anni. Ma ora che Saddam Hussein è stato compreso appieno, la domanda è diventata più urgente: come verranno perseguiti i crimini del passato? Human Rights Watch raccomanda che un tribunale misto locale e internazionale giudichi Saddam Hussein.

Saddam Hussein’s Trial

Bringing Justice for the Human Rights Crimes in Iraq’s Past

HRW, December 2003

[Il Processo a Saddam Hussein.
Portare giustizia per i crimini contro i diritti umani del passato dell’ Iraq. HRW
dicembre 2003, ndt]

***

Nel dicembre 2003, le forze Usa in Iraq hanno catturato il leader Iracheno Saddam Hussein. Il 9 Gennaio gli Stati Uniti hanno dichiarato ufficialmente che egli era prigioniero di guerra secondo la Convenzione di Ginevra del 1949. La decisione ha sollevato un gran numero di questioni sul diritto umanitario internazionale, anche noto come legge di guerra.

Saddam Hussein as a P.O.W.
Q & A on the Prisoner-of-War Status of Saddam Hussein

HRW, January 22, 2004

[Saddam Hussein come prigioniero di guerra.
Domande e Risposte sullo status di prigioniero di guerra Saddam Hussein.
HRW, 22 gennaio 2004, ndt]

***

Human Rights Watch vuole che Saddam Hussein sia processato? Certamente. E non solo Saddam Hussein- anche altri membri importanti del Partito Ba’ath. Human Rights Watch ha speso molti anni a documentare i crimini del regime di Saddam Hussein. Abbiamo chiesto ripetutamente negli anni che i perpetratori di grandi crimini in Iraq, crimini contro l’umanità, e crimini di guerra, fossero perseguiti. Questi processi sono importanti non solo perché il loro successo influenzerà il futuro aspetto della giustizia in Iraq, ma anche perché potrebbe essere l’unica forma di giustizia che avranno le vittime del regime di Saddam Hussein. Data la scala assoluta delle atrocità, molti parenti delle vittime potrebbero non avere mai risposte e non trovare mai i resti dei loro cari. Questo processo potrebbe essere l’unico genere di conclusione che riceveranno.

The Trial of Saddam Hussein: Q-and-A

HRW, November 2004

[Il Processo a Saddam Hussein: Domande e Risposte
HRW, novembre 2004, ndt]

***

BAGHDAD – Per assicurare giustizia a centinaia di migliaia di vittime Irachene e alle loro famiglie, i processi a Saddam Hussein e ad altri ex funzionari iracheni deve essere equo, ha detto oggi Human Rights Watch all’apertura dei processi a Baghdad

Iraq: Saddam Trial Under Scrutiny
HRW, OCTOBER 19, 2005

[Iraq: il Processo a Saddam sotto Esame
HRW, 19 ottobre 2005, ndt]

***

(New York, 27 Gennaio 2006) – L’interferenza del governo con l’indipendenza dei giudici nel processo a Saddam Hussein e ai sette co-imputati minaccia l’equità del procedimento, ha detto oggi Human Rights Watch. La ripresa del processo è programmata per domenica a Baghdad.

Iraq: Saddam Hussein Trial At Risk
Government Undermines Independence of Judges

[Iraq: il Processo a Saddam Hussein è a rischio.
Il governo minaccia l’indipendenza dei giudici, ndt]

e finalmente il 27 Giugno 2006 HRW afferma: “Il brutale omicidio dell’avvocato iracheno Khamis Al-Obeidi, del collegio difensivo dell’ ex Presidente Iracheno Saddam Hussein, sottolinea l’urgente bisogno che l’Alto Tribunale Iracheno a Baghdad protegga gli avvocati della difesa, ha affermato oggi Human Rights Watch. Il non fare ciò mette a rischio la capacità del tribunale di condurre processi equi.”
Iraq: Court Must Act to Protect Defense Counsel, Iraqi High Tribunal Has Neglected Defense Lawyer Security, HRW, June 27, 2006 [Iraq: la Corte deve agire per proteggere il collegio difensivo, l’ Alto Tribunale Iracheno ha negato sicurezza agli avvocati della difesa, HRW, 27 giugno 2006, ndt]

E’ interessante che l’affermazione di HRW non citi che il 23 giugno 2006 Leandro Despouy, il relatore speciale delle Nazioni Unite per l’indipendenza di giudici e avvocati, abbia rilasciato una dichiarazione che tra le altre cose dice:

“Il relatore speciale desidera reiterare il suo appoggio alla creazione di un tribunale internazionale per assicurare che l’intero spettro di barbari crimini commessi in Iraq sia perseguito in un modo imparziale, indipendente e completo, in pieno rispetto del diritto alla verità di tutte le vittime e dell’intera comunità internazionale”.(6)[grassetto aggiunto]

Ho mandato una e-mail a HRW il 27 Giugno con l’intero testo del comunicato stampa “UN rights expert calls for probe into killing of Saddam Hussein’s defence lawyer” [“L’esperto di diritti umani dell’ ONU chiede un’ indagine sull’omicidio dell’ avvocato difensivo di Saddam Hussein” n.d.t.] dell’ ONU del 23 Giugno e ho chiesto se HRW aveva qualche commento da fare su ciò. Nessuna risposta…

P.S. Appena ricevuto da Amnesty International:

Da: ……. @amnesty.org.uk
Data: Thu, 29 Jun 2006 15:18:25 +0100

A: “The Cat’s Dream”

Oggetto: Re: Domanda

Caro Gabriele Zamparini,

Grazie per la sua email riguardante i commenti di Amnesty International sul processo a Saddam Hussein.

Attualmente non abbiamo una dichiarazione più recente che riguardi il processo, comunque stiamo monitorando il processo e ogni informazione e commento aggiornato sarà disponibile sul nostro sito nella sezione ‘library’. Le invio un link per informazioni:(link). Qui troverà un archivio di gran parte dei rapporti, comunicati stampa e azioni urgenti pubblicati dal 1996 a oggi.

Grazie molte per il suo interesse nel nostro lavoro.
Gentili saluti

XXX XXX

Supporter Care Team

Amnesty International UK

Tel: 020 7033 1777

Amnesty International UK

The Human Rights Action Centre

17-25 New Inn Yard

London

EC2A 3EA

Da: The Cat’s Dream

Data: 27/06/2006 13:51

A: Amnesty International

Oggetto: Re Domanda

Gentile Signore/a,

Vorrei chiedere se Amnesty ha qualche commento da fare sui recenti sviluppi del processo a Saddam Hussein e sul seguente appello da parte di Leandro Despouy, il Rappresentante Speciale delle Nazioni Unite per l’indipendenza di giudici e avvocati (vedere sotto, per favore)

Grazie

Gentili saluti,

Gabriele Zamparini

NOTE:

1) War in Iraq: Not a Humanitarian Intervention, Ken Roth, Human Rights Watch, gennaio 2004

2) Carta delle Nazioni Unite – Preambolo

3) “Iraq war illegal, says Annan”,sito web della BBC News, giovedì 16 settembre 2004

4) Verdetto del Tribunale Militare Internazionale per il processo dei maggiori criminali di guerra Tedeschi, Norimberga, Germania 1946

5) Try Saddam in an international court, Kenneth Roth, International Herald Tribune, 15 dicembre 2003

6) UN rights expert calls for probe into killing of Saddam Hussein’s defence lawyer, UN News Centre, 23 giugno 2006

Fonte: http://www.thecatsdream.com
Link: http://www.thecatsdream.com/blog/2006/06/lynching-saddam-part-7-myth-of-human.htm
30.06.2006

PARTE 8 – “SUBITO DOPO LA SENTENZA DELLA CORTE”

Il Primo Ministro Fantoccio Nouri al-Maliki, l’uomo scelto dai Padri Fondatori del Nuovo Iraq, Bloody George e Bloody Tony (Bloody = Sanguinoso, ndt) per guidare la Nuova Democrazia appena accolta dalla Comunità Internazionale delle iene e degli avvoltoi (1), ha recentemente detto che il cosiddetto “processo” a Saddam Hussein “non richiederà molto tempo, e la sua esecuzione per i crimini che ha commesso arriverà subito dopo la sentenza della corte”.(2)

Mostrando rispetto per tale noto Processo Democratico voluto dai suoi padroni “Maliki ha sottolineato che, se il Presidente Iracheno Jalal Talabani si rifiutasse di firmare la condanna a morte, ciò verrebbe fatto dai suoi due vicepresidenti”

Questo è il cosiddetto Governo Iracheno (sic!) che secondo l’ ONU e le maggiori ONG occidentali per i diritti umani dovrebbe indagare sul rapimento, la tortura e la brutale uccisione di tre avvocati di Saddam Hussein e fornire sicurezza ai sopravvissuti nel collegio difensivo di Saddam Hussein.

Il Primo Ministro Fantoccio della Zona Verde, Maliki può venire a sapere con solo un paio di minuti di anticipo quando e come compariranno davanti a lui presidenti e primi ministri provenienti dall’estero, ma sicuramente non ha dubbi sul fatto che “Non c’è resistenza in Iraq, ma terrorismo politico guidato dal partito Baath che possiede denaro ed esperienza e può mobilitare estremisti ed usarli… Vi è anche il terrorismo di bande che sono ingaggiate per rubare e uccidere.”

Maliki, i suoi teppisti e i suoi padroni possono contare sull’ omertà[in italiano nel testo originale, ndt] e la complicità di quella Comunità Internazionale (sic!) che ha saccheggiato l’Iraq nell’ invasione più barbara, selvaggia e spietata dei nostri tempi.

Eppure, in questo buio panorama di giungla planetaria, è anche triste vedere gran parte del movimento occidentale contro la guerra perso dietro a questo o a quel particolare crimine di guerra ma completamente indifferente al destino dell’ Iraq e del suo presidente legittimo.

Qualunque sia la motivazione dietro opinioni personali e politiche sul suo regime, Saddam Hussein e il suo barbaro linciaggio sono esattamente al centro di questo scandalo internazionale, la “guerra di aggressione [invasione e occupazione dell’ Iraq, che] costituisce un crimine contro la pace, per il quale vi è responsabilità secondo il diritto internazionale.”(3)

La “guerra di aggressione” è un ALBERO AVVELENATO e TUTTI I SUOI FRUTTI devono essere respinti, secondo l’ art. 1 della Carta delle Nazioni Unite:

Articolo 1 – Gli scopi delle Nazioni Unite sono:

1.Mantenere la pace e la sicurezza internazionale, e a questo scopo: prendere efficaci misure collettive per la prevenzione e la rimozione di minacce alla pace e per la soppressione di atti di aggressione o di altre violazioni della pace e compiere con mezzi pacifici, e in conformità con i principi della giustizia e della legge internazionale, accordi e risoluzioni di dispute internazionali o di situazioni che possano portare alla rottura della pace.

2. Sviluppare relazioni amichevoli tra le nazioni, basate sul rispetto per il principio dei pari diritti e dell’ auto-determinazione dei popoli, e prendere altre misure appropriate per rafforzare la pace universale;

3. Raggiungere la cooperazione internazionale nella soluzione dei problemi internazionali di carattere economico, sociale, culturale o umanitario e nel promuovere e incoraggiare il rispetto per i diritti umani e per le libertà fondamentali di tutti senza distinzione di razza, sesso, linguaggio e religione; e

4. Divenire centro per armonizzare le azioni delle nazioni volte al raggiungimento di questi fini comuni.

Invece di perpetuare e appoggiare il colonialismo, dobbiamo finalmente applicare a noi stessi i principi del diritto internazionale come cura contro il nostro razzismo endemico. E’ COMPITO DEL POPOLO IRACHENO decidere il destino del SUO STESSO PAESE insieme al destino del SUO STESSO PRESIDENTE Saddam Hussein. Ciò potrà essere compiuto solamente quando il Popolo Iracheno riprenderà IL SUO STESSO PAESE dalle mani degli invasori stranieri che hanno commesso il “crimine contro la pace”, la “guerra di aggressione” contro l’ Iraq. La RESISTENZA IRACHENA è riconosciuta dal diritto internazionale ed è il solo soggetto che possa legittimamente esercitare la SOVRANITA’ SULL’ IRAQ. Noi tutti del movimento contro la guerra e l’occupazione dobbiamo APPOGGIARE la GIUSTA LOTTA DEL POPOLO IRACHENO per la libertà e l’indipendenza CONTRO l’ invasione-occupazione illegali guidate dagli Usa di uno stato membro della NOSTRA Comunità e portare davanti alla Giustizia i responsabili di questo “crimine contro la pace”

In questo contesto, il linciaggio del Presidente Iracheno Saddam Hussein, sta avvenendo circondato da un assordante, colpevole silenzio.

NOTE

1) The International Community of hyenas and vultures sulla cosiddetta “Guerra in Iraq” secondo il diritto internazionale, Gabriele Zamparini, The Cat’s Blog, 7 luglio 2006

2) Maliki: Saddam’s execution is imminent, UPI, 5 luglio 2006

3) Assemblea Generale delle Nazioni Unite, RISOLUZIONE 2625 (XXV), 24 ottobre 1970

Fonte: http://www.thecatsdream.com/
Link: http://www.thecatsdream.com/blog/2006/07/lynching-saddam-part-8-just-after.htm
09.07.2006

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da CARLO MARTINI (Parti 5 & 6) e ALCE NERO (Parti 7 & 8)

Pubblicato da God

  • marzian

    LETTERA MANOSCRITTA DEL PRESIDENTE SADDAM HUSSEIN AL POPOLO STATUNITENSE

    In nome di Dio pietoso e misericordioso.

    “E fra i credenti vi sono uomini che sono fedeli al patto che avevano fatto con Dio. Alcuni di loro lo hanno osservato con la morte, altri aspettano ancora, ma il loro atteggiamento non é minimamente cambiato. Dio potrà ricompensare i fedeli per la loro fedeltà e punire gli ipocriti, se Egli vorrà, oppure sarà indulgente con loro, perché Dio é clemente e misericordioso. E Dio ha respinto da sé gli infedeli a causa del loro astio, ed essi non hanno avuto alcun bene, e ha stornato dai credenti il loro attacco. Dio é forte e potente”. [Corano, 33:23-25].

    Al popolo statunitense

    La pace sia con coloro che credono nella pace e la desiderano, e insieme ad essa abbiano anche la misericordia di Dio e le Sue benedizioni.

    Mi rivolgo a voi con questa lettera dal luogo ove mi trovo prigioniero, in un tentativo dettato dalla mia responsabilità morale, umana e costituzionale, affinché non possiate dire che nessuno si é rivolto a voi con un messaggio di pace dopo l’inizio della guerra, e non ne ha confutato le cause e desiderato la pace tanto per voi che per il nostro popolo, retto, fedele ed eroico.

    E dico ciò ignorando se i miei fratelli e compagni che fuori da questo carcere guidano la Resistenza si siano messi in contatto con voi, perché dal mio arresto fino a questo momento i vostri capi hanno “democraticamente” impedito che alcuna notizia mi raggiungesse attraverso la stampa, la radio e la televisione, isolandomi completamente dal mondo e isolando il mondo da me, affinché nulla potessi udire o vedere di ciò che avviene fuori dalla mia prigione.

    é questa il vero aspetto della democrazia e dei diritti umani tanto sbandierati fuori degli Stati Uniti? Oppure chi vi comanda vi ha mentito su di essi? Mi riferisco alle persone ammazzate nelle carceri, alcune di esse dalle pistole degli stessi investigatori statunitensi. Oppure tutto questo – o altri dettagli che farebbero rizzare i capelli – vi é stato nascosto dai vostri capi per non farvi conoscere la verità?

    Mi rivolgo comunque a voi con questa mia lettera sperando che essa vi raggiunga e che la ascoltiate o la leggiate. E ciò perché sento il dovere di portare i fatti a conoscenza della gente, quale che sia il suo colore o la sua nazionalità, perché questo é il nostro dovere verso di essa, così come essa ha il dovere verso di noi di non accettare il male.

    Vi scrivo perché mi ha suggerito di farlo il mio legale, l’eminente giurista e professore Ramsey Clark. Tanto lui che il suo collega professor Curtis Dobler sono un esempio di grande umanitarismo e ho avuto di loro un’impressione personale molto positiva. Voglio anzi cogliere questa occasione per rendere omaggio al loro coraggio, perché si sono offerti a difendermi spontaneamente pur conoscendo i rischi che corrono nello svolgimento del loro compito, in particolare dopo che dei criminali hanno già assassinato quattro legali che mi difendevano.

    Popolo statunitense: ho tuttora l’impressione che i vostri governanti vi stiano ancora mentendo e non vi abbiano detto le vere ragioni che li hanno indotti ad aggredire l’Iraq. Fin dall’inizio essi hanno ingannato non solo la comunità internazionale, e in particolare quella europea, ma anche gli stessi popoli degli Stati Uniti, sapendo in anticipo che i fatti erano tutto il contrario di ciò che essi dichiaravano. Falso é anche quanto essi hanno affermato dopo che le loro menzogne sono venute alla luce, e cioé che li avevano tratti in inganno i loro servizi segreti e i tirapiedi che si erano portati in Iraq come loro marionette, esattamente come hanno sempre fatto il vecchio imperialismo e i vecchi imperi del diciannovesimo e del ventesimo secolo. Ciò che sto affermando si basa su molti fatti. Ecco i principali:

    1 – Le commissioni di inchiesta. Esse sono venute in Iraq in nome delle Nazioni Unite e hanno perquisito persino case private, oltre ad uffici governativi, palazzi presidenziali, e ad ispezionare documenti governativi. Quelle commissioni sapevano bene che l’Iraq non aveva armi di distruzione di massa, perché molti dei loro principali componenti erano statunitensi ed inglesi, oltre ad avere spie e agenti volontari di altre nazionalità. Tutte queste persone hanno setacciato tutto l’Iraq da un capo all’altro e non hanno trovato nulla di diverso da quanto i rappresentanti del governo iracheno avevano detto loro.

    Queste ispezioni sono durate più di sette anni, e sono state effettuate oltre che a mezzo di commissioni che hanno girato in macchina e a piedi, anche con aerei-spia, elicotteri, e satelliti spaziali. I funzionari statunitensi e inglesi consideravano questa come la loro occasione storica per colpire l’Iraq e distruggere le sue legittime aspirazioni e le preziose conquiste culturali e scientifiche cui esso era pervenuto in 35 anni. A questo scopo essi hanno usato le informazioni raccolte dalle spie che avevano inserito nelle commissioni di inchiesta e hanno utilizzato la cosiddetta lotta al terrorismo cominciata dopo l’undici Settembre che scosse gli Stati Uniti. Hanno imbrogliato le carte per raggiungere le mete che già si erano prefisse, e queste mete non sono quelle che essi avevano annunciato pubblicamente all’inizio.

    Essi avevano accertato che l’ingiusto embargo non aveva distrutto la libera volontà dell’Iraq né arrestato le sue legittime aspirazioni a svilupparsi da un punto di vista economico, culturale e scientifico, e come civiltà in una situazione di nuova indipendenza. Pensavano che a quell’epoca l’Iraq fosse stato vicino ad eludere l’embargo economico grazie all’aiuto di coloro che cooperavano con l’Iraq sulla base di vantaggi reciproci e dei sentimenti di fratellanza nazionale che gli arabi hanno. I governanti del vostro paese hanno allora pensato che fosse giunto il momento di imporre la loro volontà al mondo attraverso il controllo del petrolio del medio oriente e della sua produzione e commercio secondo vedute nuove e con scopi nuovi (quelli dei quali abbiamo parlato nel 2003 e prima) oltre a raggiungere una delle loro mete sioniste e a guadagnar voti nelle elezioni. L’Iran e i suoi lacchè hanno poi svolto una sporca parte nel dipingere l’aggressione come seducente e nel facilitare la sua realizzazione.

    2 – Dopo che la pressione su di loro era salita, i funzionari statunitensi non se ne andarono; dichiararono però che i fatti erano tutto il contrario di quanto essi avevano sostenuto prima dell’invasione del Marzo-Aprile 2003. Se essi avessero onestamente dichiarato di essere stati ingannati sulle informazioni ricevute e che avevano usato come copertura dell’invasione, e che, secondo quanto avevano detto, la giustificavano a sufficienza (dichiarando, all’epoca, che ciò comportava rischi per la sicurezza degli Stati Uniti), se avessero avuto questa onestà – dico – dopo che essi ebbero scoperto che quelle informazioni erano menzognere avrebbero dovuto andarsene, con tante scuse per ciò che avevano fatto nei confronti dell’eroico popolo iracheno, del popolo statunitense, e dei popoli di tutto il mondo.

    Nessun statunitense ha mai chiesto al suo governo, prima della guerra, come un paese ancora arretrato come l’Iraq potesse minacciare dall’altro lato dell’Atlantico la sicurezza degli Stati uniti, né perché mai la volesse minacciare, giacché gli Stati Uniti non avevano ancora violato il territorio iracheno. Se i governanti statunitensi volevano far valere la pretesa che le minacce irachene riguardavano l’opposto atteggiamento dell’Iraq e degli Stati uniti sull’occupazione sionista della Palestina e di altri territori arabi, si potrebbe rispondere che l’Iraq non é il solo fra gli stati arabi e del mondo intero ad avere su questo punto un atteggiamento opposto a quello degli Stati uniti. Inoltre, chi ha autorizzato gli Stati Uniti ad obbligare gli altri paesi del mondo ad adottare una politica su misura di quella degli Stati uniti, e se non le obbediscono guai a loro, perché essa farà loro guerra? Chi può dar credito agli appelli statunitensi sulla democrazia se gli Stati Uniti non accettano opinioni diverse da quelle loro persino su punti a carattere regionale, per non parlare di quelli internazionali?

    Altra menzogna del governo statunitense sono stati i pretesi legami dell’Iraq con ciò che esso chiama terrorismo, anche se Blair disse ben chiaro che l’Iraq non aveva nessun legame col cosiddetto terrorismo e che non possedeva armi internazionalmente vietate, obbligando così Bush a dichiarare la stessa cosa. Nonostante tutto ciò nessuna delle personalità statunitensi in vista ha chiesto a Bush su che genere di analisi razionale o su quali concrete informazioni tali pretese fossero basate.

    Gentili signore ed egregi signori, sapete perché non l’hanno chiesto? Perché alcune delle vostre personalità in vista sono condizionate nelle loro azioni dalle forze nascoste che hanno distorto l’immagine dell’Iraq che avete ricevuto. Queste forze hanno preparato per anni le basi atte a facilitare l’aggressione all’Iraq sin dall’inizio. Perciò nessuno ha domandato ai governanti statunitensi per esempio questo: come mai nessun iracheno aveva partecipato ai fatti dell’undici Settembre? E se la partecipazione di individui ad attacchi ad obiettivi statunitensi non viene considerata prova del coinvolgimento di stati con tali fatti, perché allora accusate dei cosiddetti rapporti col terrorismo uno stato come l’Iraq, il cui sistema politico é noto? Come potete accettare questa accusa come una delle sole due, sulla base delle quali é stata lanciata un’aggressione contro il popolo dell’Iraq che ha distrutto i suoi averi e le sue conquiste ed ha assoggettato le vite dei suoi cittadini a quotidiane e dirette minacce?

    Sapete, gentili signore ed egregi signori, che un paio di settimane dopo il mio arresto chiesi a uno dei funzionari statunitensi con cui stavo parlando su cosa fossero basate tali false accuse? Quanto alle armi di distruzione di massa, la sua risposta fu questa: “non avevamo niente che confermasse quanto dicevate”. E quanto ai legami col terrorismo, mi disse che le accuse erano basate “sul fatto che voi, Saddam Hussein, non avete mandato a Bush un telegramma di condoglianze per l’undici Settembre”.

    A ciò sorrisi amaramente e gli dissi: “Circa la vostra affermazione che non avevate conferma di ciò che dicevamo, sembra che i vostri funzionari mentano, e immaginano che anche quelli del resto del mondo non dicano la verità, o che non ve la dicano molti di quelli che hanno rapporti con voi né quando sono contro la vostra politica né quando sono a favore di essa. E il fatto che nessuno al mondo dica agli Stati Unii ‘questo é un errore oppure ‘questo é inaccettabile é molto pericoloso non solo per i popoli del mondo, ma per gli stessi Stati Uniti”.

    “E proprio nel momento in cui gli aerei statunitensi bombardavano l’Iraq e lo distruggevano, uccidendo i suoi cittadini – donne e bambini compresi – senza alcuna ragione, e il vostro embargo vietava persino l’importazione delle matite per le scuole elementari, perché mai Saddam Hussein avrebbe dovuto mandare un telegramma di condoglianze al presidente di uno stato i cui emissari commettevano tali crimini, ammenoché non fosse per ipocrisia e per debolezza? Se non l’ho mandato é perché non sono un ipocrita né un debole. Ma ne ho fatto mandare uno, a nome del governo, dal compagno Tariq Aziz vice primo ministro al nostro amico Ramsay Clark e per suo tramite alle famiglie in lutto”.

    Sono le grandi nazioni così in errore da immaginare che se uno non manda una lettera di condoglianze merita che si faccia la guerra a lui, al suo paese e al suo popolo? Da questo potete vedere come i governanti statunitensi hanno usato financo il vostro sangue per la loro politica temeraria e aggressiva. Sarebbe questa la moralità che un uomo o un funzionario devono avere? Nulla é più grave dei disastri che devastano i popoli a causa di inganni, torti e arbitrarietà. E questa é proprio la malattia peggiore dei governanti statunitensi che hanno coinvolto gli statunitensi in una guerra contro l’Iraq.

    3 – Dopo il mio arresto essi fecero vani tentativi di minacciarmi e intimidirmi. Uno dei loro generali dirigeva queste minacce e intimidazioni, e cercò di mercanteggiare con me promettendo di lasciarmi in vita se accettavo di firmare e leggere [alla televisione] una dichiarazione già preparata che mi mostrò. Con questa stupida dichiarazione io dovevo invitare il popolo dell’Iraq e la coraggiosa Resistenza a deporre le armi. Il mio interlocutore mi disse che se rifiutavo il mio destino era quello di finire fucilato proprio come Mussolini. Ma come sapete, e per come mi conoscete, rifiutai con sdegno e non volli toccare quel lurido documento neppure con un dito. E dissi loro che se avessi potuto rivolgermi al mio popolo gli avrei detto anzi di resistere ancora di più.

    Dopo sette giorni, per darsi più coraggio, mandarono a parlarmi un gruppo di persone. Queste dissero che erano di una università statunitense e volevano avere con me un franco scambio di idee. Accettai, e confermai loro che l’Iraq non aveva nulla di ciò che i governanti statunitensi dicevano, aggiungendo che consigliavo agli statunitensi di andarsene dall’Iraq alla svelta dopo aver fatto al popolo le loro scuse, avvertendo che in caso contrario sarebbero andati incontro a quello che stanno affrontando ora e in cui sono impantanati, e che le due metà dell’Iraq li avrebbero sommersi e non avrebbero mai potuto lasciarlo con armi e bagagli. E li sommergeranno, se Dio vuole, perché il nostro popolo ha solide basi e sa il fatto suo. E il popolo sa pure che la nostra liberazione può avvenire in modo pulito e completo soltanto con l’unità, che la tolleranza deve essere la base dei suoi orientamenti, e che le ferite vanno fasciate, e non già riaperte.

    Insomma, allora dissi loro tutto questo, ma non hanno cambiato i loro metodi, non hanno cambiato i tasti della loro falsità, e bussano ancora alle porte dell’errore vece di tentare quelle della legittimità, anche se ormai sanno come stanno le cose. A proposito: allego a questa lettera alcuni versi di una lunga ode… [omissis].

    4 – Non é né ragionevole né convincente che una nazione come l’America, alla quale sono state aperte tutte le porte dei servizi segreti dell’est e molte di quelli dell’occidente, non conoscesse la verità e non fosse in grado di conoscerla. Anche se sono convinto e ritengo che molti paesi del mondo hanno interesse nella guerra o nelle guerre in generale, gli Stati Uniti non sono fra questi, anche se possono credere di avere questo interesse. Le cose, infatti, stanno proprio al contrario.

    L’America é un grosso paese al di là dell’Atlantico che ha raggiunto una potenza senza paragone, e io ritengo che ci siano lì delle persone che immaginano di essere sulla strada di diventare i padroni del mondo e fare del mondo un impero tutto loro. Non hanno imparato la lezione dalla loro guerra in Vietnam? L’occidente era solito sostenere l’idea che il comunismo mondiale e il blocco sovietico minacciassero i suoi interessi e anche la sicurezza di tutto l’occidente, ma nonostante tale tesi si trattava solo di una copertura sottile. E nondimeno gli statunitensi l’hanno usata e se ne sono avviluppati finché l’eroico popolo vietnamita non li ha espulsi con la forza.

    Quanto alla loro invasione dell’Iraq, capitò in una situazione che rese facile il primo passo dal punto di vista della reazione della comunità internazionale grazie all’equilibrio internazionale delle forze. Ma é anche una situazione che potrebbe rendere questa invasione più costosa della guerra del Vietnam, e questo perché quando l’America fu cacciata dal Vietnam non perse la stima della gente, o possiamo dire che la perse solo in piccola parte. Ma una volta espulsa e sconfitta in Iraq avrà perso la base fondamentale della stima generale.

    L’America, infatti, ha già perso i fondamenti di questa stima, e la sua reputazione ha cominciato a declinare. Essa non é più in grado di brandire il grosso bastone che prima minacciava di usare, e si trattava più di minacce di usare la forza che di usarla effettivamente. E voglio aggiungere che dopo la guerra in Iraq questo bastone non spaventa più tanto i popoli, e l’America é arrivata al punto di aver bisogno del silenzio anche dei paesi più piccoli e semplici, e cerca di ingraziarseli per farli stare buoni nonostante i suoi crimini e le sue politiche devianti e temerarie.

    Prima, parecchi paesi del mondo facevano la corte agli Stati Uniti e il più di loro, tranne pochi, temevano le loro minacce o le eludevano con discussioni difensive. Ma ormai Mao Tze Tung (di santa memoria) ride nella sua tomba, perché la sua predizione sull’America – una tigre di carta – si é avverata. E questo grazie ai voleri dell’Onnipotente e di quelli dei suoi agenti in terra, come gli eroici Mujahiddin del glorioso, virtuoso, militante Iraq della guerra santa. Dio benedica l’eroico popolo iracheno, e Dio benedica la guerra santa e i Mujahiddin!

    Gentili signore ed egregi signori dei popoli d’America, sono finiti i tempi in cui i più grossi e i meglio equipaggiati eserciti potevano scompigliare le formazioni degli eserciti avversari e affrettare la fine della guerra. Vedete ora il coraggioso esercito nostro, il nostro popolo eroico, e i nostri Mujahiddin sostituire il sistema delle formazioni organizzate con un nuovo tipo di guerra. E quando gli statunitensi diventano sul terreno bersagli dei rivoluzionari, che li attaccano sotto forma di bombe umane senza nient’altro che i loro corpi ripieni della fede in Dio, la superiorità statunitense si logora prima del previsto, e quanto prima questa superiorità diventerà un peso al quale sarà difficile sottrarsi.

    E allora, ascolterà l’America la voce della razionalità e della logica che le suggerisce di conservare ciò che ancora le resta, oppure Satana l’ingannatore e i partigiani del sionismo colmi d’odio continueranno a spingere avanti gli statunitensi fino a farli ingoiare dalle onde e sprofondare in fondo al mare? Chi mai, dopo tutto, ha incaricato il governo statunitense di fare il poliziotto del mondo, di modellare il mondo secondo i suoi gusti, e di impartire ordini alle nazioni della terra?

    Saddam Hussein, signore e signori, é un onorato patriota e un uomo onesto, un uomo di stato deciso a far osservare la legge; giusto, ma benevolo, che ama il suo popolo e la sua nazione. Egli é schietto e leale, non fa il doppio gioco e non inganna. Dice la verità anche contro sé stesso. Piacciono queste caratteristiche ai tiranni come Bush? Se egli fosse una persona come de Gaulle, o anche come Reagan, forse le capirebbe, o almeno non le aborrirebbe. Ma voglio dirvi, stimatissimi signore e signori, che il vostro paese scoprirà di più: scoprirà che ha perso la sua reputazione e la stima della gente. E lo statunitense che girava il mondo rispettato, sicuro e bene accolto dovunque, ora non può fare un passo fuori dall’America senza portarsi appresso un cerca-mine, e il Dipartimento di Stato emette continui avvisi sulle zone del mondo pericolose per la vita degli statunitensi.

    Questa atmosfera di odio anti-statunitense nel mondo l’hanno creata i governanti statunitensi col loro comportamento arrogante, il loro atteggiamento altezzoso e aggressivo, il loro disprezzo per le leggi internazionali e per la sicurezza del mondo (compresa quella della mia nazione araba, con l’appoggio che danno ai sionisti nella Palestina), oltre ad altri problemi umani e mondiali.

    Oggi siete in una brutta situazione col mondo, e nessuno può tirarvene fuori tranne voi stessi. Se vi correggerete, si aprirà per il mondo e per voi stessi una nuova opportunità. Ma se non fate attenzione… sono fatti vostri. Ciò di cui voi avete bisogno per la vostra sicurezza é una competizione mondiale libera e franca, e la pace.

    Gli anni dopo il diciottesimo secolo erano già trascorsi da tempo quando gli invasori sono tornati in Medio Oriente a risvegliare memorie di cose cui esso aveva dato vita e che aveva suscitato. Il Medio Oriente, e la terra araba in particolare, é stata la culla dei profeti e dei messaggeri di Dio. La terra dove i profeti sono sepolti nelle loro tombe é forse ora anche la casa dei diavoli e dei loro miraggi, ossia dei maligni invasori?

    Abbiamo creduto, e la nostra fede era fatta apposta per noi.

    Poi vennero i sionisti, guidati da un demonio.
    Ci hanno assalito come invasori, ingiustamente.
    Non hanno fermato la loro avanzata né si sono arrestati.
    Il loro diabolico protettore ha preparato il loro piano.
    Ma noi abbiamo per protettore Dio misericordioso.

    Popolo degli Stati uniti: nonostante i crimini che il vostro governo ha commesso contro di noi, contro la nostra nazione araba e contro l’umanità, il popolo dell’Iraq (e intendo dire gli iracheni veri, non quelli a doppia faccia che preferiscono servire gli stranieri invece della loro gente), il libero popolo dell’Iraq, anche nelle circostanze presenti non ha a cuore solo il destino suo, ma anche quello altrui, quando é possibile trovare una soluzione per un problema doloroso.

    Su questa base dissi già ad alcuni statunitensi, nella mia prigione: perché non vi accordate con la Resistenza per designare un paese che abbia veste legale e autorità cui la Resistenza possa consegnare i prigionieri statunitensi catturati invece di giustiziarli, come si dice che avvenga? Infatti, fino a che punto la Resistenza faccia questo non é noto, ma la gente obiettiva sa bene che l’America non si attiene nelle sue attività in Iraq alle leggi internazionali, comprese le Convenzioni di Ginevra riguardanti i prigionieri di guerra e i carcerati. La Resistenza non ha in Iraq alcun posto sicuro ove tenere i suoi prigionieri, cosicché, sia che l’unica responsabile di ciò sia la Resistenza, o che lo siano terzi che con essa non hanno rapporti, resta il fatto che essa non ha un posto sicuro ove tenere i prigionieri.

    Pertanto, onde assolvere le esigenze umanitarie ed eliminare giustificazioni per l’uccisione di prigionieri, faccio questa proposta – e con la migliore delle intenzioni – tanto a voi che alla Resistenza e a chiunque possa riguardare. Se l’accetterete e rispetterete le Convenzioni di Ginevra, non vi saranno più giustificazioni per chi uccide i prigionieri. Se invece il vostro governo non l’accetterà, esso sarà responsabile di tale rifiuto e delle conseguenze che esso avrà per il nostro popolo e per la nostra eroica Resistenza derivanti dalla violazione da parte del vostro governo delle leggi internazionali. E questo sarà particolarmente importante se in futuro vi sarà un aumento di prigionieri statunitensi, e credo proprio che aumenteranno. O forse il vostro governo apre gli occhi sulle cose solo quando le tocca con mano?

    Egregi signore e signori: é ora che il vostro governo cominci a considerare tutti i popoli come uguali di fronte alle leggi internazionali indipendentemente dalle dimensioni delle nazioni di cui fanno parte. Chiunque viola le leggi internazionali con la sua politica e col comportamento del suo esercito deve sopportarne le conseguenze lui solo. E se la sua politica non segue i dettati delle leggi internazionali, non ha diritto di chiedere ad altri di rispettare i diritti suoi a norma di tali leggi.

    Egregi signore e signori: chi si é lasciato sfuggire l’occasione di agire per cercare di evitare la guerra, ha ancora una possibilità di cercare di farla cessare e di restituire all’Iraq la pace e la libertà secondo le scelte che il suo popolo farà e senza interferenze straniere di chicchessia.

    Popolo statunitense: non mi rivolgo a te per debolezza o come un supplicante. Io, la mia gente, i miei fratelli e compagni, e la mia nazione, ci rivolgiamo a te sulla base della nostra responsabilità morale e umana. Vi ripeto che i vostri governanti, e in primo luogo il vostro presidente, vi hanno mentito e vi hanno ingannato e imbrogliato servendosi dei mezzi di informazione che dipingevano l’Iraq come incorreggibile e Saddam Hussein come un odioso dittatore, odiato dal suo popolo e del quale esso non vedeva l’ora di liberarsi. Alcuni di questi mezzi di informazione hanno spinto le loro menzogne fino a dichiarare che gli iracheni avrebbero accolto gli eserciti invasori con festeggiamenti e con le rose.

    So bene che molta gente non si ferma a sottilizzare, e che non ha né il tempo né la possibilità né la voglia, quando le ammanniscono notizie false, di fare indagini per scoprire la verità. Tanto per fare un esempio, gli statunitensi non hanno avuto modo di accertare questo: come mai, se gli iracheni odiavano tanto Saddam Hussein, costui era riuscito a sconfiggere l’Iran di Khomeini dopo otto anni di una guerra di aggressione da lui impostaci con lo slogan di esportare la rivoluzione cominciando dall’Iraq? statunitensi: la vittoria sull’Iran di Khomeini non é stata una faccenda breve, ma é venuta solo dopo otto anni di dure operazioni militari in cui sono cadute migliaia di iracheni e centinaia di migliaia di iraniani.

    E poi: se Saddam Hussein era un dittatore, come mai nel 1980, in piena guerra, stabilì un parlamento con regolari elezioni quando in Iraq non ce n’era uno dal 1958? Se lui e il suo governo erano dittatoriali, come faceva a visitare scuole, università, città e villaggi, e passare le notti con la sua gente dopo il calar del sole? Come poteva viaggiare e andare al fronte di notte e di giorno e anche nelle trincee in zona di guerra fra i soldati musulmani?

    Si, gentili signore e signori, il vostro governo vi ha proprio ingannati, e voi, o piuttosto molti di voi, non avete avuto modo di scoprire la verità, o da voi o attraverso altri, perché la lobby sionista che ha patrocinato la guerra insieme ad alcuni dei centri di potere vi ingannavano e vi imbrogliavano, nascondendo ai vostri occhi la verità vera e sostituendo ai fatti informazioni falsificate e tendenziose. E una cosa ancora: se Saddam Hussein era un dittatore odiato e disprezzato dal suo popolo, come mai questo lo ha sopportato e perché lo ha scelto come Presidente con un referendum?

    Popolo d’America: le disgrazie che vi hanno colpito (compreso il crollo della stima e reputazione degli Stati uniti) e hanno colpito la nostra nazione araba e il nostro popolo eroico, sono stati unicamente causati dal temerario comportamento del vostro governo e dalla pressione del sionismo e dei centri di potere, che lo hanno influenzato spingendolo a commettere quei crimini e quelle azioni scandalose per precisi motivi che nulla hanno a che vedere con l’interesse del popolo statunitense. Dei massacri, e del sangue che sta scorrendo a torrenti nelle strade e nelle campagne irachene, la responsabile prima di chiunque altro é l’America.

    Voi sapete, o forse avete adesso cominciato a capire, che né i tirapiedi che le forze armate statunitensi si sono portati appresso sui loro aerei o sui loro carri armati come vergognoso regalo, né l’Iran, che ha spinto e continua a spingere avanti quelli che li appoggiano e chi essi appoggiano, avrebbero potuto condurre allo spargimento di sangue e alla distruzione dell’onore e delle proprietà del nostro popolo e del nostro stato se gli Stati Uniti non avessero intrapreso l’aggressione e l’invasione e dato gli ordini relativi; e nella cosiddetta Zona Verde essa li dà tuttora. Perciò, chi porta il peso di tutti questi crimini e di queste violenze sono gli Stati Uniti. Allora: volete voi far cessare quello che sta succedendo usando i metodi della verità diretta senza digressioni ed evasioni, o volete che la macchina della morte continui a mietere iracheni e statunitensi senza fare nulla per risolvere il problema?

    Questa é la vostra responsabilità di fronte alla Storia, gentili signore e signori. Se vi ravvederete, potrete salvare quel che resta della stima e della reputazione degli Stati uniti e dei suoi interessi; se non farete nulla, vorrà dire che sarete restati in silenzio al cospetto del male: “Oh Signore, concedici la perseveranza e fà che moriamo da musulmani”. [Corano, 7:126].

    Popolo statunitense: le guerre che il vostro governo promuove nel mondo, fra le quali quella dell’Iraq, sotto la spinta di certi centri di potere degli Stati Uniti che conoscete meglio di me, non fanno l’interesse del popolo statunitense. Voi sapete meglio di chiunque altro quanto sangue avere pagato per liberarvi dal colonialismo inglese, e dopo di ciò come gli Stati Uniti si sono unificati e quanto altro sangue ciò sia costato. E dunque, signore e signori, come potete accettare questa stonatura che degrada più gli Stati Uniti di quanto non degradi l’Iraq? Come potete accettare, non solo l’invasione, ma di infangarvi nelle faccende interne dell’Iraq? Una terra di profeti, di messaggeri e di figure rette; Baghdad, la quarta città santa della terra araba (dopo la Mecca, Medina e Gerusalemme), sotto gli occhi di tutto il mondo islamico e di tutta la nazione araba. Come potete pensare che l’Iraq possa accettare di nuovo un governo coloniale, anche se questo arriva ora sotto altro nome e con altri slogans? Salvate il vostro paese, e lasciate l’Iraq!

    Pace.

    “Dio é grande”.

    firmato:

    Saddam Hussein,

    Presidente della Repubblica dell’Iraq e Comandante in Capo delle Forze Armate Mujahid.

    7 di Luglio 2006.

    N.B.: allegata alla lettera era una scelta di liriche di Saddam Hussein riguardante la patria, l’invasione, e la lotta di liberazione.

    Fonte: http://www.albasrah.net/
    Link [www.albasrah.net]