L'impero degli astuti imbecilli

L'impero degli astuti imbecilli
Former Italian Prime Minister and PD (Democratic Party) Senator Matteo Renzi as Prime Minister Giuseppe Conte addresses to the Senate about the government crisis, in Rome, Italy, 20 August 2019. ANSA/ ETTORE FERRARI

DI ANDREA ZHOK

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La manovra scissionista di Renzi è a modo suo brillante.
Se avesse operato la sua scissione (matura da tempo) in un partito in campagna elettorale gli avrebbero imputato la sconfitta. Invece premendo per la formazione di un governo è ora nelle condizioni di: 1) far valere all’interno dell’attuale governo il piazzamento sovradimensionato del proprio entourage (frutto delle liste elettorali da lui composte a suo tempo); 2) far muovere i primi passi al nuovo soggetto politico nell’atmosfera protetta di una posizione di governo.

Questo per dire che non è che nella politica italiana manchino i talenti.

Il problema è però che l’ambiente in cui avviene la selezione naturale di questi talenti è una sorta di distopia machiavellica, in cui l’unica cosa che conta (e che sembra contare all’esterno) è la conquista di una fetta di potere a scapito di un avversario ad hoc. Ed è perciò che i talenti che si impongono per selezione naturale sono inevitabilmente, nel migliore dei casi, non degli statisti ma degli astuti imbecilli.

Le ragioni del dominio incontrastato degli astuti imbecilli sono semplici.

Da tempo il collante positivo, l’idea comune, la forma di società desiderata sono relegate all’archeologia politica.

Invece di un collante positivo ce n’è solo uno negativo, ovvero la scelta di un nemico preferenziale. L’elemento essenziale non è trovare quali linee politiche comuni abbiamo con X o Y, ma cosa dobbiamo fare per porci in antitesi a Y o X. La politica si fa sempre essenzialmente ‘contro’. Si sceglie di volta in volta un bersaglio e ci si dedica a fare tutto ciò che è necessario in termini di alleanze, norme, decreti per colpire il proprio bersaglio. Ciò vale sia quanto alle forze politiche che quanto ai temi da trattare. Non c’è l’idea positiva di qualcosa di desiderabile da produrre, ma quella dello 'scandalo da sradicare', del 'reo da imprigionare', del 'pericolo da sventare', dell' 'abuso da sanare', insomma di un nemico da abbattere.

Ma fare politica a colpi di negazione non è un’alternativa equivalente a farla in vista di opzioni positive. Una politica 'contro' è una politica che richiede furbizie, vittorie tattiche e trionfi simbolici, ma che non mette le proprie energie nella costruzione di qualcosa di duraturo, anche perché qualunque cosa positiva venga costruita finirà inevitabilmente per beneficare in qualche misura anche i ‘nemici’, che si ritroveranno a gestire una situazione migliorata.

Perciò il meglio di sé la politica odierna lo dà in manovre di riposizionamento, trucchi elettorali, espedienti legali, tutte cose dove si assiste a veri e propri virtuosismi - per chi ama il genere.

Certo, poi a nessuno interessa seguire la tediosa implementazione di progetti di legge rivolti al paese di domani, tutta roba che deve essere seguita nel tempo, che richiede decreti applicativi ben studiati, che esige messe a punto ricorrenti, ecc. Per una politica mossa dall'individuazione di nemici protempore tutto ciò è superfluo e noioso.

Così la politica odierna (italiana, ma non solo) non crea più uomini di stato, ma guitti, performer, piccoli machiavelli da avanspettacolo, astutissimi imbecilli impegnati a togliersi vicendevolmente la sdraio da sotto il culo mentre la nave affonda.

E si aspettano il vostro applauso.

Andrea Zhok

Fonte: www.facebook.com

Link: https://www.facebook.com/andrea.zhok.5/posts/1314929395355123

17.09.2019

Commenti (36)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. AlbertoConti 20 settembre 2019

      "Le ragioni del dominio incontrastato degli astuti imbecilli sono semplici."

      L'imbecillità di chi li vota.

    1. Piramis 20 settembre 2019

      Io avrei titolato "L'impero delle pecore fesse" o, a volere essere buoni, "L'impero degli astuti e degli imbecilli".
      Di che ci si lamenta? abbiamo quello che ci meritiamo.

    1. ton1957 20 settembre 2019

      Più che sugli astuti imbecilli, resterei sui talenti, pilastro portante della politica italiana sin dall'antichità, talenti che poi divennero lire, ed oggi sono euri.

    1. Primadellesabbie 20 settembre 2019

      Centrato il problema.

      Il quesito che ne discende é se questa mentalità provenga dal popolo e abbia contaminato la politica o se i "politici", che in qualche modo si caratterizzano per protagonismo e per ambizione, l'abbiano trasmessa al popolo con la complicità di indifendibili apparati mediatici, ma anche di un modo di legiferare antisociale, traccheggiante e vano.

    1. PietroGE 20 settembre 2019

      Giustissima critica alla politica italiana e ai suoi "piccoli machiavelli da avanspettacolo". Forse andrebbe approfondito il perché e il come si è arrivati a questo punto. Una causa importante la cita lo stesso Zhok : la mancanza di un "collante positivo" , che secondo me si articola in due punti, la fine delle ideologie politiche e del concetto di bene comune. In diversi territori della penisola la politica si fa per 'bande', clan mafiosi che si gestiscono tra loro il denaro pubblico, con gente che passa da una 'lealtà' all'altra a seconda del tornaconto personale. Poi ci si lamenta della corruzione endemica! Ma anche a livello nazionale le cose non sono migliori, la politica è scaduta a manovre di palazzo e giochi di potere, amplificati dal sistema elettorale proporzionale che favorisce lo sbriciolamento dei partiti in clan personali per la gestione clientelare del potere. In questo sono supportati da un sistema di media che premia il furbo elevandolo ad eroe della politica e condanna come 'fesso' chi non riesce a mantenere la posizione di potere. La cosa più insopportabile però è sentire tutta questa gente che sparla di 'interessi del Paese', 'futuro dell'Italia', ' quinta potenza economica mondiale' e via dicendo. Se siamo sull'orlo della bancarotta lo dobbiamo a questa classe politica e alla credulità del popolo elettore.

    1. Antonello S. 20 settembre 2019

      Frase tipica dell'astuto imbecille:
      "Il più grosso merito che posso attribuirmi è quello di aver eliminato Salvini dal Governo".

    1. Vincenzo Siesto da Pomigliano 20 settembre 2019

      Gli imbecilli non sono loro ma coloro che vanno a votare... ancora.

    1. Holodoc 20 settembre 2019

      Ottimo articolo, che dipinge in maniera esemplare la realtà politica non solo nazionale ma di tutto l'Occidente.
      Trump, Macron, Johnson non sono certo figure politiche di spessore molto superiore rispetto a Salvini o Renzi.

    1. fenix77 20 settembre 2019

      RENZI TORNA A DAR FASTIDIO -17.09.2019
      di Tommaso Merlo

      Renzi riprende la propria opera di autodistruzione politica mettendosi in proprio. E questa è una bella notizia. Quando gli ormai mitologici renziani finiranno sotto la soglia di sbarramento, finalmente l’Italia si sarà liberata di loro.
      Una cricca che ha fatto solo danni e un casino infernale. Una cricca di cui nessuno sentirà la mancanza.
      La brutta notizia è invece che lo statista di Rignano sull’Arno giusto ieri ha contribuito a formare il governo giallorosa ed oggi incomincia a distruggerlo.
      Davvero una persona di sani principi.
      E il motivo per cui lo fa è sempre il solito. Se stesso.

      Renzi fonda il proprio partitino personale per riconquistare il palcoscenico.
      Non ce la fa più a stare sotto ad un segretario troppo rosso e floscio, non ce la fa più a stare nelle retrovie e tenere la bocca chiusa.
      Vuole tornare davanti alle telecamere ed avere i microfoni che lo inseguono in strada per raccogliere le sue esternazioni.
      Ha solo questo in testa.
      Soddisfare quell’ego esibizionista che lo perseguita.
      La politica non c’entra nulla.
      Le idee, il paese, i problemi dei cittadini ancora meno. Anzi, saranno proprio i cittadini ad andarci di mezzo perché invece “di fare”, la politica perderà tempo ed energie dietro ai giochetti del solito arrivista.

      C’è poi un aggravante. Renzi ha sostenuto la nascita di questo governo giallorosa per fermare Salvini e l’ondata di sovranismo nero.
      E per riuscirci ha forzato il Pd ad allearsi con l’odiato Movimento, e adesso lui lascia il partito.
      Davvero un uomo di sani principi. Se sul serio il problema erano le mire autoritarie di Salvini, Renzi avrebbe dovuto stare a cuccia e mantenere il fronte “repubblicano” unito. Invece lo spacca, invece lo indebolisce.
      A dimostrazione di come al solito Renzi abbia sparato un sacco di balle.
      Renzi voleva solo che questo governo nascesse per guadagnar tempo e per sfruttarlo a fini personali.
      Da segretario di un proprio partitino, Renzi avrà un enorme potere ricattatorio sul governo giallorosa.
      E presto lo comincerà a logorare al solo scopo di strappare rilevanza politica e quindi visibilità e quindi consenso.

      Scene deprimenti tipiche della peggiore partitocrazia che ha devastato questo paese.
      Politica che si trasforma in bande al seguito di qualche egoarca spregiudicato, che diventa una mera lotta per il potere e il tutto ipocritamente in nome dei cittadini che assistono inermi.

      Una mossa cinica che Renzi rischia di pagare carissima. Certe sceneggiate da vecchio regime oggi fanno venire il voltastomaco.
      Ma Renzi è convinto – come molti Benpensanti – che “al centro” della scena politica vi sia un Eldorado di voti e la corsa all’oro è in atto da tempo. Si parlava di Cairo e altre comparse lobbistiche, Toti è rotolato giù dalla Liguria e adesso s’accoda pure Renzi.
      La triste danza della politica commerciale che insegue quote di mercato elettorale.

      La triste danza di personaggi che hanno fatto il loro tempo ma non si rassegnano alla propria irrilevanza.
      Minestre riscaldate. Vicoli ciechi.
      L’Italia vuole e merita di meglio.
      Questo governo soffrirà ma che Renzi abbia ripreso la propria opera di autodistruzione politica mettendosi in proprio.
      È davvero una la bella notizia.

    1. Annibal61 20 settembre 2019

      Beh...scusate, Renzi è un genio, altro che imbecille. Lui e l' avvocatessa Boschi si stanno fregando le mani. Ci saranno un centinaio di servitori a fare a gara a chi lecca meglio...Mi stupisco di Mattarella. Se facesse il Presidente della Repubblica come da Costituzione e non il presidente del consiglio si sarebbe accorto degli intrallazzi di Renzi in Parlamento.

    1. federico18 20 settembre 2019

      Ma se scrivo che la violenza è l'unica soluzione contro questi maiali vengo bannato?

    1. lady Dodi 20 settembre 2019

      Non sottovalutate questo personaggio. Se gli riesce il colpazzo, altro che i "pieni poteri di Salvini"!

    1. gincoaho 20 settembre 2019

      Renzi ha fatto copia incolla dal Verdini della scorsa legislatura.

    1. Jane 20 settembre 2019

      Ma proprio per questo, "scappare" nell'astensione, noo?

    1. runblade 20 settembre 2019

      Il problema di fondo è:
      Che razza di persone siamo diventate noi tutte ( e a maggior ragione i politici) disposti ad essere delle figurine per qualche misero beneficio?
      Non siamo più disposti a combattere per nessun ideale se per questo ci tolgono il ns. benessere.
      Tutti compresi ( e il sottoscritto).

    1. Pizellone de Luppi 20 settembre 2019

      E chiamali Fessi. I Fessi sono quelli che fanno finta di non vedere, non chi li sfrutta per avere quello che vuole.

    1. Platypus 20 settembre 2019

      Un tempo c'erano Idee ed Ideali, c'erano i Filosofi che applicavano le loro migliori energie ad elaborare visioni del mondo ed Idealisti che dedicavano le proprie vite a plasmare in forme concrete ciò che altri avevano intuito o formalizzato. Non che prima non si commettessero errori, anche tragici, o che non ci fossero strumentalizzazioni ma, perlomeno, c'era una certa tensione diciamo "verticale". successivamente tutte queste cose sono state sostituite dalle ideologie, dai partiti politici, da ideologi ed attivisti ed era ancora qualcosa; la rivoluzione puoi farla una volta, poi si torna alla normalità della vita democratica che deve fare i conti con la vita di tutti i giorni. morte anche le ideologie cosa rimane? ricettine economiche, slogan, chiacchiere becere, Renzi...

    1. kison 20 settembre 2019

      m
      i sono fermato ad astuti imbecilli perchè è la descrizione completa e definitiva dei pollitici galleggianti;
      al più si potrebbe aggiungere"" amorali"" che per un politico è peggio dello scontato ""disonesti"".

    1. Alessandro Guardamagna 20 settembre 2019

      Quadro sintetico e corretto. La maggior parte dei talenti "politici" che arrivano alle pagine dei giornali in Italia sono infatti dei commedianti o furbi privi di reale spessore e delle doti di leadership che distinguono uno statista da un capobanda. Al limite sono stati capaci di ingannare più di altri, ma restano totalmente privi di reali capacità politiche re. senso dello stato, rispetto del popolo e di regole condivise. E senza nessun progetto serio per la società più ampia. Del resto all'indomani della sconfitta del Marzo 2018 Renzi disse chiaramente a chi gli chiedeva quali fossero i suoi impegni futuri, che si sarebbe dedicato a vedere il film mangiando pocorn seduto sul divano, segno evidente della mancanza di idee e di interesse per la vita istituzionale dello stato italiano cui, a sentir lui, avrebbe dedicato la propria.

      Indigna vedere che soggetti simili, invece di essere sbattuti fuori dal parlamento o messi in galera, vengono lasciati sostanzialmente indisturbati. Alla fine siamo sempre allo stesso punto. Mi chiedo se Di Maio non andrà a finire con Renzi uno di questi giorni, e quale mai sarà "il programma" che differenzia il nuovo obbrobrio renziano dal PD. Mah...

    1. ant85aa 20 settembre 2019

      Questi politici sono il riflesso degli italiani, un vero e proprio mors tua vita mea che ha ridotto il paese in questo stato.

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