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LETTERA DA GUANTANAMO

DI JUMAH ABDEL LATIF AL DOSSARI

Questa lettera, declassificata dal governo statunitense. è stata scritta da un detenuto di Guantanamo prima di suicidarsi. I primi destinatari sono Joshua Colangelo-Bryan, il suo avvocato, e Khaled, il loro interprete.

In effetti, non so da dove iniziare… o come iniziare… Josh, Khaled… sono veramente spiacente per avervi costretto a guardare… dev’essere stata la prima volta nella vostra vita… in cui avete visto un essere umano che soffriva così… morire davanti ai vostri occhi… so che è una scena terribile ed orribile, ma… mi dispiace davvero per voi. Non c’era altra alternativa tranne questo modo perché la nostra voce fosse udita nel mondo dalle profondità dei centri di detenzione, così che il mondo riesamini la propria posizione e che le persone giuste degli Stati Uniti guardino ancora alla situazione e cerchino di avere un momento di verità con sé stessi… Perché non è stata raggiunta una conclusione riguardo i detenuti di Guantanamo (Cuba), fino ad ora? Fino a quando continuerà questa tragedia? Quando finirà, dopo tutti questi anni, e quando i detenuti torneranno alle loro case, famiglie, mogli e figli? Quando smetterà di continuare questa tragedia… fino a quando? I detenuti stanno soffrendo l’amarezza della disperazione, l’umiliazione della detenzione e la vittoria della schiavitù e della repressione…Josh, Khaled: Effettivamente ho passato delle belle ore con voi… anche se erano piene di discorsi sulle mie agonie, i dolori e i pesi… spero vi ricorderete sempre di esservi incontrati e seduti con un “essere umano” chiamato “Jumah” che ha sofferto troppo ed è stato abusato nella propria fede, in sé, nella sua dignità e anche nella sua umanità. E’ stato imprigionato, torturato e privato della sua patria, la sua famiglia e la giovane figlia che ha avuto così bisogno di lui per quattro anni… senza ragione o crimine commesso. Ricordate che ci sono centinaia di detenuti a Guantanamo (Cuba), sono nella stessa situazione di sofferenza e malasorte. Sono stati catturati, torturati e detenuti senza provocazione o ragione. Le loro vite potrebbero finire come la mia… Quando mi ricorderete nei miei ultimi sospiri di vita prima di morire, mentre la mia mente sta lasciando il mio corpo per ascendere al suo creatore, ricordate che il mondo ha abbandonato noi e il nostro caso… ricordate che il nostro governo ci ha abbandonati… ricordate l’irragionevole ritardo delle corti nel fare ricerche sul nostro caso e nel prendere le parti delle vittime dell’ingiustizia… ricordate che se ci fossero persone davvero oneste e che difendono la giustizia e difendono le vittime dell’ingiustizia e se ci fossero giudici onesti, ora non sarei avvolto in sudari e la mia famiglia – mio padre, mia madre, i miei fratelli e sorelle, e la mia piccola figlia – non dovrebbero perdere il loro figlio… per sempre… ma cos’altro posso fare?

Prendi un po’ del mio sangue… prendi dei brandelli dei miei sudari… prendi un po’ dei miei resti… Scatta delle foto al mio corpo morto quando sarà riposto in un cimitero, da solo… mandale al mondo… ai giudici… alle persone che vivono di coscienza… alle persone con principi e valori, i “giusti”…
In modo che portino il fardello della colpa sulla fronte del mondo, per quest’anima che è stata distrutta per una colpa mai commessa…
In modo che portino questo fardello sulla fronte delle generazioni future, per quest’anima consumata che non ha commesso peccato…
In modo che portino questo fardello di colpa sulla fronte della storia per quest’anima che è stata consumata senza ragione…
Dopo che quest’anima ha sofferto il peggio per mano dei “protettori della pace e coloro che promuovono la democrazia, la libertà, l’uguaglianza e la giustizia”…
Lì, nell’est così lontano, dall’altro capo dell’oceano… lì nell’est… quanti padri, madri, mogli, fratelli, figli e altri membri di famiglie che stanno piangendo per i loro figli imprigionati a Guantanamo Bay (Cuba)… Perché… Perché devono soffrire l’agonia della separazione e l’amarezza di essere privati dei propri figli…
Non sono l’unico che soffre… questa angoscia… anche la mia famiglia sta soffrendo molto… La mia bambina piccola a cui hanno distrutto lo spirito a causa della mia detenzione e per avermi portato via da lei… mi manda delle lettere in cui dice: “Per favore, papà, vieni da me… per favore torna da me… tutte le bambine nella mia scuola hanno un papà, tranne me?!… Papà, ho bisogno di te… Voglio che tu torni da me… per favore torna per me…

Infatti, non ho una risposta alla sua domanda… La risposta alla sua domanda è lì, con “i giusti”…

Josh… Khaled: In questo momento, vedo la morte che incombe davanti a me mentre scrivo questa lettera… La morte ha un cattivo odore che non può essere odorato se non da quelli che stanno per affrontare l’agonia della morte.

Josh… Khaled: addio… addio senza speranza di vedervi nuovamente… vi ringrazio per tutto quello che avete fatto per me, ma ho una richiesta finale…
Mostrate al mondo le lettere che vi ho dato… fate sì che il mondo le legga… fate sì che il mondo sappia l’agonia dei detenuti a Cuba…

Prigioniero di Privazioni / Jumah Abdel Latif Al Dossari
Guantanmo Bay, Cuba
(Firma)
Venerdì, 14/10/2005

Nota: Ho scritto questa lettera lo stesso giorno della data indicato, ma sono stato sorpreso che Khaled, l’interprete, non si è fatto vedere. Volevo davvero vederlo prima di lasciare questa vita… Ho deciso di non fare alcun cambiamento a questa lettera che era indirizzata a te [Josh] e Khaled, senza rispetto per il mio amico Khaled… (lo stesso giorno durante la notte)

Fonte: http://www.informationclearinghouse.info
Link: http://www.informationclearinghouse.info/article12369.htm

Traduzione dall’inglese a cura di CARLO MARTINI per www.comedonchisciotte.org

VEDI ANCHE: Guantánamo, quattro anni di troppo: il caso di Jumah al-Dossari

Pubblicato da God