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Le foreste della Terra stanno andando a fuoco

DI MICHAEL SNYDER

endoftheamericandream.com

Un mondo senza foreste sarebbe un deserto apocalittico, ed in questo momento ne stiamo perdendo ad un ritmo sconcertante. Al momento della stesura di questo articolo, oltre 10.000 incendi si stanno diffondendo nelle aree boschive del Sud America e dell’Africa. I leader mondiali non sembrano però voler fare alcunché al riguardo. Gran parte dell’attenzione dei media è stata rivolta agli orribili incendi nella foresta pluviale amazzonica. Ci viene detto che il numero di incendi in Brasile è aumentato dell’85% rispetto allo scorso anno. Tale cifra, in realtà, in Africa è ben più elevata. È stato infatti riferito che ci sono “circa cinque volte più incendi in Africa che in Amazzonia” a questo punto. Il nostro pianeta viene letteralmente distrutto davanti ai nostri occhi, ma l’opinione pubblica sembra non curarsene affatto.

Occupiamoci prima di quanto sta accadendo in Amazzonia. In un precedente articolo, ho riportato che quest’anno sono scoppiati più di 72.000 incendi in Brasile, con relativa distruzione di almeno 640 milioni di acri. La CNN ha inviato un aereo sopra alcune delle aree maggiormente danneggiate, e ciò a cui hanno assistito coloro che erano a bordo era quasi orribile a dirsi

Volare sopra Rondonia, lo Stato Amazzonico più colpito (durante la scorsa settimana), è veramente estenuante, per via dell’infinita vastità della devastazione. Dapprima il fumo mascherava il costante alternarsi di campi incendiati e di cadaveri, di strade tortuose che si intrecciavano in null’altro che cenere. Sotto, i granelli arancioni di un minuscolo fuoco potevano anche divampare ancòra, ma gran parte del terreno appariva un mausoleo della foresta che un tempo lo abbelliva.

“Questa non è solo una foresta che sta bruciando”, ha detto Rosana Villar di Greenpeace, che ha aiutato la CNN ad organizzare il volo sulle aree danneggiate. “Questo è praticamente un cimitero. Tutto ciò a cui si assiste è morte”.

La foresta pluviale amazzonica è stata descritta come “i polmoni della Terra“, in quanto produttrice di gran parte dell’ossigeno che respiriamo. Molta gente ignora però che la seconda foresta pluviale tropicale più grande al mondo si trovi nel bacino del Congo. E lì stanno scoppiando ancor più incendi.

Secondo i dati ufficiali diffusi dalla NASA, infatti, il numero di incendi nell’Africa Centrale è più di cinque volte superiore a quello che attualmente colpisce il Brasile…

I dati del Fire Information for Resource Management System, ente della Nasa, riportano almeno 6.902 incendi in Angola e 3.395 nella Repubblica Democratica del Congo.

In Brasile sono 2.127.

Gli incendi nell’Africa Centrale si sono diffusi così tanto da attirare l’attenzione persino del presidente francese Emmanuel Macron

I dati della Fire Information for Resource Management Map (FIRMS) della NASA, mostrano un ampio campione di incendi in Angola, Repubblica Democratica del Congo e Zambia. L’allarmante vastità di questi incendi fa chiedere ad alcuni perché tanta attenzione venga rivolta all’Amazzonia, quando in realtà l’Africa sta bruciando ancor più gravemente. Persino Macron, che ha guidato la carica dei soccorsi internazionali, ha scritto su Twitter che avrebbe preso in considerazione l’idea di avviare una simile iniziativa per l’Africa sub-sahariana.

La buona notizia è che gli incendi nel bacino del Congo non sono così fuori controllo come quelli nella foresta pluviale amazzonica. Ci viene però anche detto che questo potrebbe presto cambiare

Organizzazioni come Greenpeace Africa, che si concentra principalmente sul richiamare l’attenzione sui problemi della deforestazione, stanno monitorando la situazione. Riconoscono che, al momento attuale, gli incendi sono relativamente “su piccola scala” rispetto alle fiamme dell’Amazzonia o persino ai precedenti incendi africani.

Ciò non vuol dire però che le fiamme siano sotto controllo. “Il problema potrebbe ripresentarsi qualora oggi non venissero prese misure preventive”, ha detto a Newsweek Irène Wabiwa Betoko, Responsabile Senior della Campagna Forestale di Greenpeace Africa.

Molti degli incendi in Africa sono stati provocati intenzionalmente dagli agricoltori per liberare la terra, ma stanno ancora erodendo ecosistemi chiave. Non possiamo permetterci di continuare a trattare il nostro pianeta in questo modo, stiamo perdendo specie ad un ritmo assurdo.

Secondo una nuova ricerca appena pubblicata, “alcune piante si sono estinte fino a 350 volte più velocemente rispetto alla media storica” …

La Terra sta assistendo ad una perdita di specie senza precedenti. Alcuni ecologi stanno utilizzando il termine ‘sesta estinzione di massa‘. A maggio, un rapporto delle Nazioni Unite ha avvertito che 1 milione di specie sono a rischio estinzione. Più recentemente, 571 specie di piante sono state dichiarate estinte.

A dir la verità, estinzioni si sono verificate sin dalla comparsa della vita sulla Terra. La vera domanda è: ne è aumentato il tasso? La nostra ricerca, pubblicata oggi su Current Biology, ha scoperto che alcune piante si sono estinte fino a 350 volte più velocemente della media storica, con conseguenze devastanti per specie uniche.

Quante ne dovremmo perdere ancòra prima di iniziare a preoccuparci sul serio?

Se seguite il mio lavoro su base regolare, allora saprete già che sono profondamente preoccupato per la nostra “cultura della morte”. Le nostre infinite guerre hanno ucciso migliaia di persone. Milioni di bambini sono stati uccisi nelle nostre “cliniche”, stiamo spazzando via innumerevoli specie di piante ed animali senza nemmeno pensarci due volte.

Che tipo di mostri siamo diventati? Siamo così freddi e senza cuore, tutto ciò di cui ci preoccupiamo è noi stessi.

Nel frattempo, le conseguenze a lungo termine di cui così tanti avevano avvertito stanno iniziando ad arrivare. Un recente articolo della CNN sugli incendi dell’Amazzonia riporta che “il futuro apocalittico è qui, ed è impaziente”…

È difficile bollare come allarmista qualsiasi pretesa di sorte avversa, quando si assiste alle skyline rese invisibili dal fumo, le fiamme rigare le pianure come lava e quando si sentono i tassisti disinteressati dirti che non hanno mai visto la situazione messa così male. Il futuro apocalittico è qui ed è impaziente.

Per una volta, sono d’accordo con la CNN.

A lungo termine, nulla sopravvivrebbe. Stiamo sistematicamente distruggendo noi stessi e tutto ciò che ci circonda. Per un po’ ci è sembrato di non dover temerne le conseguenze.

Ora però i tempi bui sono alle porte. Il cattivo odore dei nostri malvagi modi di fare si è fatto insopportabile.

 

Michael Snyder

 

Fonte: http://endoftheamericandream.com/

Link: http://endoftheamericandream.com/archives/experts-brace-for-an-apocalyptic-future-as-earths-forests-slowly-burn-to-the-ground

 

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da HMG

 

 

Pubblicato da Rosanna

La mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale. Allergica al pelo di capra e alle fake news.

13 Commenti

  1. “Il cattivo odore dei nostri malvagi modi di fare si è fatto insopportabile.”
    Arridaje con i sensi di colpa e con il peccato originale. Qualcuno mi vuole spiegare perchè un italiano che vive e lavora in Italia dovrebbe essere responsabile degli incendi in Congo o in Brasile?

  2. Ma come può una foresta “pluviale” prendere fuoco?
    Le piante devono essere secche per incendiarsi, o no? Posso capire la Siberia, che è tutta sterpaglia, ma l’Amazzonia che va a fuoco non la capisco.

  3. Responsabile chi? I piloti sono folli che si divertono a guidare senza regole, o meglio con regole improvvisate, molti di noi (i passeggeri) si divertono insieme a loro non riuscendo più a discernere il giusto/sbagliato, male/bene, odio/amore. Altri passeggeri, tra cui mi ci metto pure io, hanno penetrato da un pezzo il dramma, e comprendono che a guidare così non si raggiunge nulla di bello e che la storia è brutta da far schifo. Va fermato il pilota ad ogni costo, ma è ben organizzato sulla promessa alla massa che li vota e che lo incita a guidare sempre più sconsideratamente. Pertanto bisogna coalizzare quasi tutti i passeggeri attorno a ideali e valori di là da venire. La vedo dura. Il pericolo avanza. Acqua grazie!

  4. Purtroppo, ogni volta che sento parlare di problemi ambientali, per non dire di questo allarmismo sui roghi nella foresta amazzonica, tendo a diffidare, specie in questa giornata di giuramento del nuovo Governo, che ha inserito nel suo programma la “green economy” (l’inglese fa chic). In questi giorni però, approposito di Amazzonia, il coro unico è stato interrotto da scienziati scorretti, i quali hanno smentito la credenza del “polmone del mondo”. Qualche economista, altrettanto scorretto, mette in guardia dall’ambientalismo, quale strumento per convincerci, od obbligarci, alla più o meno felice decrescita.

  5. A giudicare dalla foto se tutte quelle foreste stanno andando in fiamme, un pò di fumo dovrei vederlo anch’io- Esagerare e creare sensi di colpa al più serve a spingere l’uomo comune all’apatia,si rende conto della sua impotenza egoista e nulla farà, al più, l’occidentale ambientalista applaude Greta nel mentre che prende l’aereo che lo porterà in ferie, sulle spiagge dei mari tropicali, disboscate e disanimalizzate per far posto ad alberghi, lettini ed ombrelloni.( poi magari come è successo ad un mio conoscente, andato in Messico il mese scorso, ci trova il mare pieno di alghe puzzolenti e si accorge che forse era più meglio assai il nostro mare raggiungibile a piedi- ma questa è un’altra storia) Lanciare allarmi è cosa buona e giusta ma se poi ti becco a fare la grigliata, la crociata su internet,il viaggio aereo di piacere, la settimana bianca d’inverno (anche lì qualche albero prima che facessero la pista c’era) abiti in città con riscaldamento o condizionamento a palla- direi che come diceva quel tale morto su una croce (fatta da albero tagliato) chi è senza peccato scagli la prima pietra ed eviti di rompere le palle a chi è peccatore per necessità/povertà.
    Sarà che mi chiamo Antonio come San Antonio Abate (quello di Padova che ha introdotto il maile nella dieta cattolica è un’altro) eremita vissuto nel deserto sino a 110 anni dormendo nelle grotte e mangiando quel che trovava, sarà perche sono laico doc su titti i temi dogmatici, sarà che sono diversamente intelligente dalla massa, ma le prediche, le accuse ed i sensi di colpa le accetto solo dal mio Santo e da quelli che predicano bene e razzolano altrettanto bene.
    Il pianeta può bruciare anche tutto ma io non muoverò un dito, primo perchè non ne sono responsabile se non in parte insignificante, secondo perchè il pianeta non ha bisogno del mio aiuto (finito di bruciare riprendera a crescere ancor più bello e rigoglioso- che ci sia ancora l’uomo, per me, è un dettaglio insignificante)

  6. La parola chiave di fronte a questi crimini contro il pianeta e tutta l’umanità che lo popola è RESPONSABILITA’.

    A qualcuno, non senza giuste motivazioni, questo fa subito venire in mente il “senso di colpa”, strumentalizzato da più parti per secondi fini.

    L’unico senso di colpa giustificato è quello che non c’è, legato all’estinzione di massa di noi umani e degli altri viventi sul pianeta Terra, perlomeno i migliori. Non c’è per il banale fatto che non ci sarà più alcuna coscienza a provarlo.

    Da qui ad allora però ci sono un’infinità di passaggi intermedi, o di segni inquietanti, come la devastazione del patrimonio forestale col fuoco, ad opera di pochi e stupidi criminali.

    Il punto è che la responsabilità cresce, diventando sempre più pressante, con la potenza della tecnologia. Ad ogni nuova applicazione di massa di nuove e più potenti tecnologie non possiamo più comportarci come i “bambini che fanno ooh, che meraviglia!”. Il 5G come esempietto per tutti.

    E’ pur vero che un fiammifero non è una grande e nuova tecnologia, ma tutto il contesto che porta il criminare a strofinarlo per incendiare il bosco è frutto e conseguenza ultima delle tecnologie adottate da altri umani, e qui ci siamo dentro tutti, anche noi che stiamo qui usando la tecnologia da tastiera. Per volere un mondo migliore e futuribile per quelli che seguiranno alla nostra generazione ci vuole responsabilità, che non è cosa per bambini che fanno ooh, che meraviglia (di fronte ad ogni nuova lusinga dei giocattoli tecnologici e di ciò che possono produrre, nel bene e nel male).

  7. Cmq questo Snyder è un catastrofista e quindi pessimo, poi non colpe ma più laicamente responsabilità dei paesi e dei cittadini che consumano troppo e male.

  8. Il soldato va in guerra perche’ pensa che a morire saranno gli altri.

  9. A leggere bene i dati non dovrebbe essere quella tragedia che raccontano
    Gli Incendi del 2019 del Bacino del Rio delle Amazzoni – Cosa Emerge dai Dati GFED
    http://www.climatemonitor.it/?p=51457

  10. Le mappe degli incendi sono pubblicate dalla Nasa da almeno 20 anni
    Nei periodi secchi le regioni interessate solo praticamente un unico immenso incendio, le altre nell’altro emisfero sono di un bel verde intenso; al cambio di stagione le parti si invertono: quelle che erano incendiate tornano verdi, quelle verdi scompaiono a causa degli incendi. Come è possibile ?
    Il satellite rileva un incendio quando ? Quando accendo un fornelletto da campeggio ? Non credo proprio. E allora qual è la sensibilità dello strumento ? Poniamo sia la superfice di un campo da calcio (in molti articoli “scientifici” si utilizza questa unità di misura); quindi rilevato un campo calcio a fuoco il satellite marca come incendiato il corrispettivo pixel sulla foto; ma un pixel corrisponde a molte migliaia di campi da calcio: un singolo incendio contenuto può diventare l’incendio, che non c’è, di una vasta zona.
    Con questo non voglio minimizzare il fenomeno, assolutamente no; solo vorrei mettere in guardia sull’utilizzo della “tecnologia”
    Penso che questi incendi siano uno dei grandi obiettivi mancati dell’ONU e di tutta la pletora di associazioni che ha generato; il contenimento della crescita della popolazione è l’altro; e i due obiettivi mancati sono strettamente connessi.

  11. La maggior parte dell’ossigeno lo producono le diatomee, difficili da bruciare
    Ossigeno dagli oceani: il ruolo delle Diatomee
    https://namiorganic.com/ossigeno-dagli-oceani-il-ruolo-delle-diatomee/

  12. Ci sono foto di fasci laser che insistono sulla foresta amazzonica causando dapprima un fumo bianco poi i roghi, in sudamerica ho letto più di una discussione sul tema.
    Ci sono stati venti eccezionali che hanno sradicato intere foreste in Cadore meno di un anno fa.
    Ci sono molte amministrazioni comunali che estirpano alberi apparentemente sani tra le proteste e lo stupore della gente o che appaltano la “manutenzione” dei boschi vergini ad aziende private che le deturpano scavando passaggi che vanno inevitabilmente a compromettere gli equilibri faunistici locali. Il 70%dei comuni italiani è a rischio frane e alluvioni che ne derivano.
    In Europa é stato disboscato il 50%delle foreste per scopi commerciali, edilizi e agricoli.

  13. Invece di bruciare i boschi potrebbero tagliarli e usare la legna.
    E poi lasciarli ricrescere a turnazione, senza distruggerli del tutto col fuoco.

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