LE FASCE COLORATE DELL'IRAN: ALTRA PROPAGANDA NEO-CON

blankDI KURT NIMMO
Another Day In The Empire

Non finisce mai con i neo-con: armi di distruzione di massa illusorie, tubi di alluminio, yellow cake, Mohammed Atta a Praga, argumentum ad nauseam, ab ovo usque ad mala. I neocon sono bugiardi consumati e patologici. “L’annuncio dell’Iran di costringere i non musulmani ad indossare una fascia identificativa sta inducendo molte persone a fare il paragone di Hitler e dei Nazisti, che costrinsero gli Ebrei ad indossare stemmi dalla forma di una Stelle di David”, dichiara il Pensatore Americano, o piuttosto non-pensatore, poiché c’è una buona probabilità che la storia sia un insensato e vistoso stratagemma da quattro soldi: altre scartoffie gettate sulla pila di documenti per attaccare l’Iran.John Howard, il neo-con australiano, “ha reagito con orrore ad una nuova legge iraniana che costringere gli Ebrei e i Cristiani ad indossare fasce colorate”, riferisce National Nine News. “Questa settimana il parlamento iraniano ha passato una legge che stabilisce un codice di abbigliamento per tutti gli Iraniani, richiedendo loro di indossare ‘indumenti islamici standard’ quasi identici’, riporta il giornale canadese National Post”, ma non si fa menzione che che il National Post sia sommerso da neo-con e posseduto dall’israeliano Harold “Izzy” Asper, un eminente membro della comunità ebraica canadese e un energico difensore del sionismo fino alla sua morte nell’ottobre 2003.

Come fa notare oggi Paleo nel blog di Daily Kos, l’autore dell’articolo sulla “fasce colorate” è Amir Taheri. Potrete constatare che i suoi scritti sono pubblicati da National Review, New York Post, Jerusalem Post e Weekly Standard. Ma ancor più significativo è che viene sponsorizzato dalla Benador Associates, precedentemente un’azienda di pubbliche relazioni il cui fondatore, Eleana Benador, ha importanti legami con la destra [o meglio con i neo-con]”. La lista di clienti della Benador è un veritiero “chi è chi” di criminali neo-con, tra cui, Richard “Principe delle Tenebre” Perle, James “Quarta Guerra Mondiale” Woolsey, Michael “Fascista Universale” Ledeen, Charles Krauthammer, Max Boot, Frank Gaffney, Michael Rubin, David Wurmser, Laurie Mylroie, e la propagandista di guerra del New York Times Judith Miller (l’unica neo-con finita dentro una cella – ma per la ragione sbagliata). [*]

Naturalmente, i soliti sospetti – tra cui il Jerusalem Post e lo Ynetnews in Israele; il New York Sun negli Stati Uniti ed il Judeoscope in Canada, solo per nominarne alcuni – si sono immediatamente e voracemente fiondati sull’articolo di Taheri.

Il dubbio “articolo” di Taheri è un invito a nozze per il paragone con il nazismo, tirato fuori con crescente frequenza mentre la campagna “colpisci e terrorizza” contro l’Iran cresce rigogliosa. Il direttore esecutivo del Consiglio del Congresso Ebraico per l’Ebraismo Mondiale, Neil Goldstein, semplicemente non è riuscito a trattenersi: “Il Presidente Iraniano Ahmadnejad nega che l’Olocausto sia mai avvenuto, ma segue da vicino la strada nazista mente costringe gli Ebrei ad indossare vestiti gialli e minaccia di distruggere Israele, proprio come i Nazisti costrinsero gli Ebrei ad indossare stelle gialle come preludio all’implementazione del loro programma genocida”.

“Questa è una reminiscenza dell’Olocausto”, ha detto alla United Press International il rabbino Marvin Hier, presidente del Centro Simon Weisenthal a Los Angeles.

Nel frattempo, il Reverendo Rob Scheneck, presidente del Consiglio Clericale Nazionale di Washington D,C, etichettato come “cristiano evangelico” (in altre parole, cristiano sionista) crede che la storia fasulla della fascia “prova che il peggio nella storia umana si ripete” (cioè, l’Iran sarebbe la Germania Nazista rinata) e raccomanda “Il Presidente Bush, la Segretaria Rice e il Congresso ad intraprendere un’azione rapida e severa contro l’Iran e a sostenere la più terribile delle conseguenze, se il paese dovesse approvare questo decreto supremamente inumano”.

Dovrebbe essere notato che la dubbia storia sulle fasce viene da “espatriati iraniani”, l’equivalente iraniano degli espatriati iracheni (che, per caso, hanno stretti legami con i neo-con ed il Pentagono) responsabili per aver raccontato le oltraggiose menzogne su Saddam, le armi di distruzione di massa e di altri orrori chimerici.

“Davanti all’improvvisa prospettiva di essere rilevanti, gli attivisti [iraniani] in esilio stanno lottando per essere riconosciuti dai politici statunitensi”, scrive Ronald Hilton. “Stanno prendendo contatti con la Casa Bianca, il Pentagono, il Dipartimento di Stato, la CIA. Si vantano di tete-a-tetes con membri dello staff del vice presidente Dick Cheney… Prevalentemente esibiscono le cartoline di Natale dal Kansans del senatore repubblicano Sam Brownback, un sostenitore di lunga data della legge che fornirà di supporto finanziario l’opposizione iraniana. A Washington, stanno girando come attori che cercano un agente… Alcuni esiliati iraniani ipotizzano che qualcuno tra loro potrebbe emergere come il prossimo Ahmad Chalabi, il leader dell’opposizione irachena che aiutò a sollecitare l’invasione statunitense dell’Iraq con le sue informazioni, ora screditate, le quali indicavano il possesso di armi chimiche e biologiche da parte del regime di Saddam Hussein”.

Infatti, tutta la faccenda suona come una ripresa neo-con, come se non ci fossero stati gli ultimi tre anni. Aggiungerci tetre memorie dell’Olocausto rende il tutto più ripugnante.

Ovviamente, non importa se la storia della Stella di David venga dimenticata o evapori sotto il severo sguardo della verità – l’impressione è lasciata indelebile nelle menti di milioni di persone, specialmente Statunitensi impressionabili: i mullah dell’Iran sono il Nuovo Hitler (dopo Osama e Saddam) e se non intraprendiamo “un’azione veloce e severa” contro il popolo dell’Iran – immaginatevi mini atomiche e missili anti-bunker che scoppiano su Tehran – questi mostri islamici “cancelleranno Israele dalla mappa”, non importa se Israele ha oltre 400 testate ed ha espresso il desiderio di usarle (e infatti le ha usate per ricattare gli Stati Uniti nel 1973).

Israele può prendersi cura di sé – e dovrebbe lasciarci fuori dal sordido casino con i suoi vicini.

Nota del traduttore:

[*] Judith Miller, dopo aver rivelato l’identità di un agente della CIA (Valerie Plame), finì in galera per essersi rifiutata di fornire il nome della sua fonte. Molto probabilmente si trattava di Karl Rove.

Kurt Nimmo
Fonte: http://kurtnimmo.com
Link: http://kurtnimmo.com/?p=371
20.05.2006

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CARLO MARTINI

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