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Le elezioni più significative dal 1948

DI DANIELE SCALEA

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Tra chi condivide i miei valori e le mie idee c’è chi legittimamente sceglie il voto di testimonianza, il voto di protesta, il non voto.
Io credo davvero che, come ha affermato qualcuno, si sia di fronte alle elezioni più significative dal 1948, perché si confrontano posizioni mai così distanti durante la Seconda Repubblica, ma con un esito mai così aperto durante la Prima.
Globalismo vs sovranismo, elitarismo vs populismo, cosmopolitismo vs patriottismo, sono alcuni dei grandi assi su cui si muovono queste elezioni, a dispetto degli argomenti più spicci e terra-terra usati dai candidati.

Negli anni scorsi sono state spalancate le porte ai Gog e Magog del cambiamento verso una “società nuova”, che per molti è progresso ma per me è declino.
Abbattere i confini, le nazioni, le tradizioni, il lavoro, la famiglia per taluni serve a far passare la luce del “sol dell’avvenire”. Foss’anche così, gli avremmo lasciato solo macerie da illuminare. Questa consapevolezza mi appare alla base, oggi, d’una politica che sia autenticamente *conservatrice*.

Lo ammetto: probabilmente non è ancora apparso il cavaliere in armatura scintillante che, sguainando la spada, dimostrerà che le foglie sono verdi in estate. Forse verrà, forse non arriverà mai. Ma intanto c’è già chi può fare da argine, chi può frenare le tendenze più deleterie; persino, timidamente, muoversi verso la giusta direzione.

L’argine si deve erigere dal governo, perché il nemico ha già espugnato tutti gli altri luoghi del potere; lasciargli pure quello è esiziale. E’ meglio avere un governo imperfetto, contaminato da elementi estranei, che un’opposizione cristallina e intransigente.

C’è una sola coalizione che può montare l’argine al governo, e c’è un solo leader che può dare a questa coalizione un’impronta più conservatrice e sovranista.
Tracciare la X sulla scheda è un attimo, ma poi i cinque anni successivi bisogna viverli – o sopravviverli. Sentite la responsabilità, verso voi stessi e verso chi seguirà.

 

Daniele Scalea

Fonte: www.facebook.com

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1.03.2018

Pubblicato da Davide

4 Commenti

  1. Il bello deve ancora venire, sapete che dopo le elezioni avremo un circo mai visto all’opera….

  2. Appena sentito per l ennesima volta DiMaio dire che con il RdC chi é disoccupato si recherà all ufficio del lavoro verrà formato e inserito e nel frattempo avrà diritto RdC……..

  3. Le elezioni non sono mai, dico MAI state significative. Servono a ratificare cambiamenti già avvenuti e costati sangue, sudore e lacrime.

  4. La follia bestiale di una società che con una mano progetta robot che lavorino al posto delle persone e con l’altra obbliga le persone a “creare lavoro” per poter mangiare. Follia totale che manco i cavernicoli. Questo è il grande elefante nella stanza. Nessun partito lo considera, nessun elettore lo considera, tutti lo danno per scontato e immutabile: da questa religione del lavoro del tutto avulsa dalla realtà derivano il 99% dei nostri problemi e finché ci si ostinerà a ignorare il pachiderma essi non potranno che aggravarsi, con buona pace di chi attribuisce poteri magici alle crocette tracciate sui fogli o di chi crede che basti dare alla schiavitù totale il nome di “reddito di cittadinanza” per poterla tramutare nella felicità.
    Non vedo l’ora che le elezioni più inutili della storia dell’umanità si concludano, così potrò tornare a farmi due risate coi deliri di Barnard e dei suoi amici invisibili senza dover assistere ovunque a questi pietosi siparietti da pseudointellettualoidi e rivoluzionari da tastiera.
    Che si meriterebbero Stalin.