Home / ComeDonChisciotte / Las Vegas: il diritto di possedere un fucile semiautomatico Ar-15

Las Vegas: il diritto di possedere un fucile semiautomatico Ar-15

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Il massacro di Las Vegas evidenzia la disonestà intellettuale della lobby per i «diritti della pistola», che ha falsificato la storia del secondo emendamento. Molti politici pretendono di rispettare rigorosamente la Costituzione statunitense quando invece stanno semplicemente falsificando il documento fondatore per scopi affaristici.

Sulla scia della fucilazione di massa del 1 ottobre a Las Vegas, dove Stephen Paddock  durante un festival di musica country ha assassinato 59 persone e ferito più di 500, ci viene detto che il motivo per cui gli Stati Uniti non possono fare nulla per fermare questo tipo di carneficina è il «diritto di portare le armi», sancito dal secondo emendamento.

Destra e Sinistra affermano che i Padri Fondatori volevano una popolazione armata in modo che la gente potesse eventualmente ribellarsi contro la Repubblica, creata dalla Costituzione statunitense. Sarebbe stata quindi la tutela di un diritto individuale, contro lo strapotere dello stato. Ma i Firmatari della Costituzione del 1787 e gli autori del Bill of Rights nel Primo Congresso del 1789 non avevano assolutamente tale intenzione.

Infatti l’obiettivo del secondo emendamento era quello di promuovere milizie statali per il mantenimento dell’ordine, in un momento di disordini politici, di potenziali rivolte di schiavi e di nativi americani alle frontiere. Insomma lo scopo immediato era quello di ottenere una «sicurezza» statale nel momento in cui si instaurava la  nuova forma di governo repubblicana nel Paese. Il secondo emendamento infatti recita: «Essendo necessaria, alla sicurezza di uno Stato libero, una milizia ben regolamentata, non potrà essere infranto il diritto dei cittadini di detenere e portare armi».

Il possesso di un’arma da parte delle milizie cittadine, durante gli anni delle grandi colonizzazioni europee, era l’unico strumento che gli statunitensi avessero per difendere territori, case e famiglie.

Se tale diritto sia esteso ai privati cittadini o solo alle milizie statali è tuttavia questione di acceso dibattito. Le Corti hanno interpretato il suo significato in diversi casi giudiziari sin dal 1900.

In altre parole è chiaro che il secondo emendamento è stato emanato in modo che ciascun Stato avesse il diritto specifico di formare «una milizia ben regolamentata», per abbattere disordini armati e proteggere la propria sicurezza.

I federalisti temevano che la loro nuova creazione, una repubblica costituzionale in un’epoca di monarchie, fosse minacciata dal potenziale di caos violento, dato che la democrazia era un concetto largamente sconosciuto.

Quindi, i Framers cercavano un sistema politico che riflettesse la volontà dei cittadini (la Camera dei Rappresentanti), ma in un quadro che controllava le tensioni pubbliche (il Senato e altri controlli e bilanci). In altre parole, la Costituzione ha cercato di sedare le controversie politiche fra vari interessi e doveva garantire la «tranquillità domestica», come spiegato nel preambolo stesso.

Uno dei primi usi delle nuove milizie statali formate col secondo emendamento, era servito per esempio al presidente Washington per condurre una forza di miliziani contro la «Whiskey Rebellion», una rivolta fiscale nella Pennsylvania occidentale nel 1794.

Fu un sollevamento popolare iniziato nel 1791 e terminato in una vera e propria insurrezione a Washington. Venne attuata dai coloni dei monti Appalachi che protestavano per l’istituzione di una accisa su liquori e bevande distillate. Questa tassa era stata promulgata come legge dal presidente George Washington. Nel Sud poi, una delle ragioni principali di una milizia era quella di riunire i bianchi armati per difendersi dal pericolo di rivolte degli schiavi.

Il secondo emendamento quindi aveva lo scopo di mantenere l’ordine pubblico, anche un ordine ingiusto, piuttosto che sollecitare  gli oppressi a prendere armi contro il governo. Quest’ultima idea è stata una reinterpretazione moderna, una distorsione della storia.

I revisionisti invece hanno trasformato il significato dei commenti provocatori di Thomas Jefferson, da una citazione di una lettera del 1787 che criticava la Costituzione per le sue disposizioni sul comandante in capo.

Jefferson aveva sostenuto che la violenza, come la ribellione di Shays, avrebbe dovuto essere accolta. Scrisse: «L’albero della libertà deve essere rinfrescato di volta in volta con il sangue dei patrioti e dei tiranni. È la concia naturale».

La Convenzione di Filadelfia si era riunita tra il maggio ed il settembre 1787 a Filadelfia, allo scopo di riformare gli Articoli della Confederazione. I delegati erano in totale 55 e provenivano da tutti i 13 Stati tranne il Rhode Island, che si era rifiutato di inviarne. Tra di essi c’erano Benjamin Franklin, George Washington, James Madison e Alexander Hamilton (spiccava l’assenza di Thomas Jefferson, che in quel periodo si trovava in Francia e di John Adams in missione in Gran Bretagna).

Ma gli Articoli della Confederazione erano sempre più criticati perché prevedevano un legislativo federale eccessivamente debole. Il Congresso, infatti, non poteva controllare i commerci tra gli Stati (per cui si venne a creare una serie di leggi tributarie e di tariffe in conflitto tra di loro), i quali prendevano il governo centrale con tale leggerezza che i loro rappresentanti erano spesso assenti e la legislatura nazionale veniva di frequente bloccata, anche su questioni marginali, a causa della mancanza di un quorum. Il Congresso, inoltre, dipendeva totalmente dai loro finanziamenti (in quanto non poteva riscuotere autonomamente le tasse) e non fu in grado di pagare il debito estero ed i soldati impegnati a combattere contro gli indiani.

La necessità di riformare le istituzioni federali spinse quindi ad organizzare una convenzione interstatale ad Annapolis, nel settembre 1786, ma ad essa parteciparono solo cinque Stati; si decise, quindi, di istituirne un’altra per la primavera successiva, da tenersi a Filadelfia, in Pennsylvania.

Il successo di quest’ultima dipese in buona parte dalla ribellione di Shays nel Massachusetts, cioè nell’attacco di un arsenale da parte di un gruppo di contadini schiacciati dai debiti e dalle tasse. Dopo qualche mese la rivolta fu faticosamente sedata, ma ciò che fece scalpore era che, nonostante la sicurezza del Massachusetts fosse in grave pericolo, il Congresso non poteva intervenire in quanto la cosa non era di sua competenza. Quest’evento creò più di tutti la consapevolezza della necessità di una riforma.

Jefferson poi era un ipocrita di livello mondiale, che raramente credeva di quello che stava dicendo o scrivendo. Aveva espresso parole nobili come «tutti gli uomini sono creati uguali, … dotati, dal loro Creatore, con certi diritti inalienabili, tra questi quali la vita, la libertà e la ricerca della felicità», in realtà era uno schiavista impenitente, che aveva violentato numerosi schiavi.

Anche lui non era mai disposto a rischiare il proprio sangue, come fosse quel «concime naturale» di libertà. Durante la guerra rivoluzionaria quando Benedict Arnold guidò una forza di lealisti contro Richmond, Jefferson, che era allora governatore della Virginia, fuggì dalla capitale sul cavallo più veloce che avesse potuto trovare. Più tardi, quando la cavalleria britannica si avvicinò a Charlottesville e alla sua casa di Monticello, Jefferson nuovamente riprese a scappare. In altre parole, Jefferson rappresentò il primo «falco» col coraggio di un «pollo», cioè uno che  sosteneva con forza il militarismo, ma appena possibile se la svignava.

E comunque non era stato un delegato alla Convenzione Costituzionale, né aveva fatto parte del primo congresso, che aveva prodotto il secondo emendamento, quindi non era stato direttamente coinvolto. In altre parole, è un errore storico citare Jefferson quando si vuol dimostrare ciò che i Framers intendevano dire con la Costituzione e il Bill of Rights.

Per molti anni la Corte suprema degli Stati Uniti ha interpretato il secondo emendamento come un diritto collettivo, permettendo agli americani di partecipare ad una «milizia ben regolata», non un diritto individuale per comprare le armi più spettacolari o nascondere un arsenale militare nel seminterrato.

Tuttavia, negli ultimi decenni, dato il potere ipnotico della narrazione falsificata sull’immaginazione umana, il diritto americano è stato riscritto, spacciando per vero un illusionismo politicamente conveniente. Quella storia fasulla ha dato origine all’immagine dei Framers come radicali rivoluzionari, dei Leon Trotsky del Settecento, che incoraggiavano la ribellione armata contro la propria repubblica. Anziché persone che credevano nello stato di diritto e nell’ordine sociale, i Framers erano intesi come governanti che volevano che i cittadini potessero sparare alla polizia americana, ai soldati, ai rappresentanti eletti e ai funzionari governativi come esponenti della «tirannia».

Negli anni Cinquanta e Sessanta del ‘900 invece furono i redneck a sognare una resistenza armata contro il governo federale tirannico, in quanto imponeva leggi sull’integrazione razziale e altre ipotetiche violazioni sui diritti degli stati, tanto che la contestazione culminò nell’episodio di Oklahoma City del 1995, dove morirono 168 persone (tra cui 19 bambini) e ne rimasero ferite 680. Fu il più sanguinoso attentato terroristico entro i confini degli Stati Uniti prima del 9/11. Un camion imbottito di nitrometano liquido esplose contro un edificio nel centro della città.

Timothy McVeigh, veterano della guerra del Golfo, venne riconosciuto colpevole: processato e condannato alla pena di morte, fu giustiziato l’11 giugno 2001 tramite iniezione letale.

Fino al 2008, i giuristi repubblicani avevano una maggioranza nella Corte Suprema e potevano quindi falsificare migliaia di precedenti legali e dichiarare che il secondo emendamento aveva  stabilito un diritto individuale per gli americani a possedere armi. La sentenza della Corte Suprema ha poi effettivamente «convalidato» la storia così artefatta del diritto.

Tanto che anche democratici come Barack Obama o Joe Biden non hanno mai contraddetto il sacrosanto diritto sancito dal seconda emendamento, che avrebbe permesso agli americani di sfilare in pubblico con pistole sui fianchi e fucili automatici incollati sulle spalle.

Così, quasi ogni persona instabile può caricarsi di armi, introdursi in un bar, in un posto di lavoro, in una chiesa, in una scuola o in un hotel di Las Vegas, e mirare alle persone quasi fossero obiettivi di Call of Duty. Dunque il diritto alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità è stato superato dal diritto di possedere un fucile semiautomatico Ar-15, che grazie ad un marchingegno acquistabile online si trasforma poi in una mitragliatrice, in grado di sparare 700 colpi al minuto.

Fingere che questo fosse l’intento dei Framers della Costituzione, o l’obiettivo del primo Congresso, è intellettualmente disonesto.

La parola «diritto» poi appare solo 14 volte in tutta la Costituzione attuale (inclusi i due diritti conferiti al governo). Notevole anche l’assenza di un linguaggio che implicava che i «diritti» fossero «inalienabili» o «naturali».

La parola «potere», invece si trova menzionata 43 volte, ogni volta che si riferisce esclusivamente alla prerogativa del governo. Poiché i diritti «individuali» sono menzionati solo 12 volte, questo produce un rapporto di circa 4:1 a favore del potere governativo sui diritti individuali. Senza gli sforzi di quei progressisti zelanti, che hanno combattuto per i diritti di voto universali, il rapporto sarebbe oggi di 6:1.

Sta di fatto che si fatica a comprendere che le gigantesche sparatorie di massa sono diventate ormai parte del tessuto sociale degli Stati Uniti, intese come attacchi terroristici contro il popolo americano,  sostenute dalla plutocrazia della nazione attraverso uno delle sue organizzazioni più potenti, la National Rifle Association (NRA).

L’associazione organizza corsi di maneggio ed eventi «sportivi» relativi alle armi, ed è spesso considerata come una delle più potenti lobby politiche degli States, considerata la sua abilità nel distribuire grandi quantità di voti alle elezioni, e valutate le sue attività lobbistiche contro il controllo delle armi.

Michael Moore, nel suo Bowling a Columbine, documentario dedicato alle stragi nelle scuole statunitensi, definisce gli appartenenti alla NRA come «i successori del Ku Klux Klan». Secondo lui si deve all’influenza della NRA se molte leggi sul controllo delle armi sono state bloccate, e se la presenza di «milizie» desta enormi preoccupazioni. E poi racconta come in una banca del Michigan ai clienti più fedeli si regala una pistola, oppure di un gruppo di «cittadini onesti » che organizzano campi di addestramento paramilitare per esercitare il diritto alla difesa.

Le sedi delle stragi comunque sono sempre diverse ogni volta: un campus universitario privato in Virginia, una sala universitaria pubblica nel nord dell’Illinois, un cinema ad Aurora, Colorado, una scuola elementare di Connecticut, una chiesa nera a Charleston, Carolina del Sud, una danza gay club di Orlando … ora un concerto all’aperto a Las Vegas, ma il copione è sempre lo stesso.

 

Alla fine psicopatici, veri o presunti, cani sciolti o semplici esecutori di mandati, come Seung-Hi Cho (Virginia Tech), Steven Kazmierczak (Università del Nord Illinois), James Holmes (Aurora, Colorado), Adam Lanza (Sandy Hook Elementary School), Omar Mateen Paddock (Las Vegas), possono tranquillamente dotarsi di armi automatiche e munizioni per compiere delle stragi.

La popolazione e le voci dei media decenti chiedono restrizioni elementari sulla vendita di armi o semplicemente l’esigenza di controlli rigorosi per gli acquirenti di pistole. Ma la NRA vince sempre e, nel frattempo, la violenza continua a mietere molte vite ogni giorno. La sparatoria di massa, definita pietosamente come l’uccisione di oltre quattro persone, è ormai assurdamente comune negli States, come dice The Guardian:

«1.516 sparatorie in 1.735 giorni: l’attacco a un festival di musica country a Las Vegas che ha lasciato almeno 59 morti è la più mortale sparatoria di massa nella storia moderna degli Stati Uniti, ma ci sono stati altri sei sparatorie in America solo la settimana passata. Nessun’altra nazione progredita si avvicina al tasso di violenza armata presente in America. Gli americani possiedono 265 milioni di pistole, più di una pistola per ogni adulto e più del numero di automobili sulle strade americane. I dati raccolti dal Gun Violence Archive ci rivelano un numero umano sconvolgente: la violenza di massa esplode in media nove giorni su dieci».

Leggete di nuovo: negli Stati Uniti oggi la violenza di massa esplode in media nove giorni su dieci.

Ma un nuovo sondaggio prevede che 133 milioni di queste armi siano concentrate nelle mani solo del 3% degli adulti americani, un gruppo di super-proprietari che hanno accumulato una media di 17 pistole ciascuno. Il riepilogo dei risultati dell’indagine Harvard / Northeastern, ottenuto esclusivamente dal Guardian e dal Trace, stima che il numero di armi da fuoco degli Usa è aumentato di circa 70 milioni di pistole dal 1994.

Un numero sempre più crescente di americani si armano per proteggersi dagli attacchi altrui, rivela un nuovo sondaggio dell’università di Harvard. La loro arma prescelta è una pistola, portatile, che possa essere anche portata in numerosi luoghi pubblici.

Le vendite di armi poi tendono ad aumentare proprio dopo le grandi stragi, perché i possessori di pistole si preparano in previsione di nuove restrizioni che in realtà non arrivano mai.  L’Armed Madhouse di Greg Palast è l’America del XXI secolo, che diventa ancora più armata e folle di prima.

Tutto è predestinato statisticamente, come la NRA sa di certo. Però non si possono associare migliaia di psicopatici socialmente depressi e milioni di armi automatiche che uccidono istantaneamente, in una società di adoratori di videogiochi, altamente militarizzati e violenti.

Tutto quello che deve fare la NRA è assicurarsi che i killer possano ottenere le armi e le munizioni di cui hanno bisogno, attraverso la cosiddetta mano invisibile del mercato. Qual è l’agenda, l’obiettivo politico? La vendita di fucili è parte di esso, ma il vero programma è più profondo dell’intenzione commerciale immediata, cioè creare una strategia della tensione così pervasiva che la gente avrà paura ad unirsi in movimenti e proteste per conto della democrazia, della giustizia sociale, della pace, della sanità e dei diritti civili e umani, per il bene comune.

In una società così miserabile infatti non viene proprio voglia di chiedere qualcosa di meglio, rispetto ad una falsa democrazia che cela continuamente la propria vera identità, un mondo di bassi salari, di banksters e squali della finanza, di conflitti razziali, di rovine ambientali, di ignobile plutocrazia, di  sessismo dilagante, di aggressivo razzismo e di guerra infinita. Perché alla fine gli americani si ammazzano tra di loro, ma  non cambiano nulla della loro plutocrazia imperiale.

 

Rosanna Spadini

FONTE: www.comedonchisciotte.org

06.10.2017

 

Pubblicato da Rosanna

Ho insegnato italiano, latino e storia in un Liceo Classico, la mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale ...
  • DesEsseintes

    “La vendita di fucili è parte di esso, ma il vero programma è più profondo dell’intenzione commerciale immediata, cioè creare una strategia della tensione così pervasiva che la gente avrà paura ad unirsi in movimenti e proteste per conto della democrazia, della giustizia sociale, della pace, della sanità e dei diritti civili e umani, per il bene comune.”

    Ma siamo sicuri?
    Io vedo invece che i movimenti per i (pelosi) “diritti civili”, “umani”, per la “pace” etc etc, spuntano come funghi da tutte le parti e sostenuti vigorosamente dagli stessi globalisti che vogliono impedire la vendita delle armi.
    Cioè spiego…la NRA non è globalista, ok?

    Quindi qual è il senso di questo ennesimo pesantissimo meat loaf?

    • Che la NRA non sia globalista è tutto da dimostrare, visto che rappresenta una delle lobby politiche commerciali più potenti degli USA, e che cerca di esportare armi anche in altri paesi … quindi tu saresti favorevole all’esistenza di una lobby di questo “calibro” (nomen omen) … “Anche se ampiamente considerato uno dei più potenti gruppi di lobby negli Stati Uniti, l’impatto della NRA sulle politiche sulle armi da fuoco si estende ben oltre i confini statunitensi. Non solo la NRA ha bloccato o invertito gli sforzi per rafforzare le leggi sulle armi negli Usa, ma ha anche lavorato per opporsi agli sforzi internazionali che vogliono combattere il commercio illecito di armi da fuoco, in forum come le Nazioni Unite, sostenendo che queste misure violerebbero i diritti degli Stati Uniti. Si è anche impegnata nella difesa delle politiche in altri paesi, ritenendo che lavorare a livello internazionale possa aiutare a prevenire le tendenze globali che potrebbero influenzare negativamente il dibattito. Sebbene la carta della NRA vieti di spendere soldi all’estero, l’organizzazione si occupa di fornire risorse e di influenzare in molti modi, inclusa la collaborazione con gruppi di lobby locali per lanciare la propria capacità di combattere la legislazione sul controllo delle armi.
      L’attività di lobbying internazionale della NRA ne fanno un alleato de facto dei maggiori esportatori mondiali di armi di piccolo calibro, per un totale di milioni di $ 706 2009. I contributi e le sponsorizzazioni degli armaioli hanno contribuito a conferirne una voce forte sia nei dibattiti nazionali sia in quelli internazionali. Nel 2010 solo, la NRA ha speso più di 243 milioni di dollari in generale – 80 volte più del più grande gruppo di controllo pro-pistola, il Brady Center per prevenire la violenza da armi da fuoco, che ha speso solo 3 milioni di dollari.
      Anche se alcuni proventi derivano da quote di iscrizione (l’organizzazione afferma di avere 4,5 milioni di membri), una parte significativa delle entrate NRA viene direttamente dall’industria delle armi da fuoco, che contribuisce al gruppo in vari modi. La pubblicità dell’industria nelle pubblicazioni NRA è un’altra fonte significativa di ricavi, pari a 20,9 milioni di dollari nel 2010. Alcuni anche tra i produttori di armi sussidiano direttamente il gruppo, acquistando membri di NRA per i loro clienti o fornendo alla NRA una parte dei ricavi.
      Oltre a quelle importanti esportazioni di armi da fuoco legale, gli Stati Uniti sono anche una delle principali fonti del commercio internazionale delle armi nel mercato nero. Ad esempio, si stima che quasi la metà degli omicidi in Canada siano commessi con le pistole americane che sono state contraffatte illegalmente nel paese. A Toronto, la polizia dice che circa il 70 per cento delle pistole sequestrate nei crimini sono state contrabbandate dagli Stati Uniti … ”
      http://www.americasquarterly.org/content/nras-hemispheric-reach

      • DesEsseintes

        Alt…per cortesia…
        Io non c’entro niente con la NRA dei vari Charlton Heston che facevano i filmacci…però tu hai scritto qualcosa di molto preciso sui movimenti per i diritti civili che è DIAMETRALMENTE OPPOSTO alla filosofia della NRA.

        Il punto è che è GIUSTO che la gente possa detenere armi in casa.
        Chi non lo capisce va contro i fondamentali principi delle rivoluzioni di fine settecento e inizio ottocento.
        Che erano validi.
        Non mi parlare dei matti furiosi, parlami dei cittadini normali e dei motivi per i quali è stata fondata una Garde Nationale.

        Non facciamoci prendere per il naso.

        • Appunto, se è giusto tenersi un’arma in casa, sei libero di farlo, ma dovrai addestrarti bene, perché i criminali sono più esperti di te … per di più il modello americano dovrebbe essere l’esempio di un Paese in cui la cultura della sacralità delle armi da fuoco ha prodotto più crimini e più violenza.

          • DesEsseintes

            Sto cercando di dire che i criminali c’entrano fino a un certo punto.
            Ti ripeto: il motivo per cui in America la gente è autorizzata a tenere un’arma in casa è storicamente un altro e su quello verte la polemica per quanto non tutti, pare, lo capiscano.
            Lo stesso motivo per il quale dopo al Rivoluzione è stata fondata la Garde Nationale.

          • Mi sembra di aver detto questo, anche se il revisionismo ha taroccato le carte e il secondo emendamento è stato travisato, con l’aggiunta della lobby delle armi NRA, che difende i suoi numerosi interessi miliardari. Infatti l’obiettivo del secondo emendamento era quello di promuovere milizie statali per il mantenimento dell’ordine, in un momento di disordini politici, di potenziali rivolte di schiavi e di nativi americani alle frontiere. Insomma lo scopo immediato era quello di ottenere una «sicurezza» statale nel momento in cui si instaurava la nuova forma di governo repubblicana nel Paese. Il secondo emendamento infatti recita: «Essendo necessaria, alla sicurezza di uno Stato libero, una milizia ben regolamentata, non potrà essere infranto il diritto dei cittadini di detenere e portare armi» … ambiguità naturale tipica delle Costituzioni, quindi interpretabile in due modi, per cui il “diritto” di portare le armi prevale sul “diritto” dell’altro di non essere malauguratamente trucidato durante una strage.

          • DesEsseintes

            Quindi mi stai dicendo che c’è un trade off.

            Quale alternativa scegli tu?

            Dimmelo per cortesia.

          • Io non credo che il modello americano sia valido, anzi lo ritengo tragicamente assurdo, perché permettere alla popolazione l’assoluta libertà nel possesso delle armi, ha sottoposto la società ad un’escalation di violenza gratuita. Secondo i dati raccolti dal Gun Violence Archive la violenza di massa negli States esplode in media nove giorni su dieci, mi sembra un dato piuttosto allarmante … credo invece che la sicurezza dei cittadini dovrebbe essere garantita dallo stato, in un contesto nazionale, ma visto che negli ultimi anni anche lo stato sta abdicando ai propri doveri, e la “mano invisibile del mercato” regna sovrana, credo che anche il nostro futuro sarà destinato ad una deriva violenta di tal genere, quindi addestriamoci a vivere nel far west della giustizia self service.

          • DesEsseintes

            E’ un errore e anche grosso.

          • amaryllide

            la Guardia Nazionale è appunto NAZIONALE, non del privato cittadino!

        • amaryllide

          “fondamentali principi delle rivoluzioni di fine settecento e inizio ottocento.”
          mi sfugge in quale rivoluzione di fine settecento si sia mai considerato il “diritto” ad essere armati come principio fondamentale, visto che ROsanna ha con una ricostruzione impeccabile dimostrato come il 2 emendamento NON sia nato per tutelare il possesso privato delle armi
          Io aggiungo qualche altro numero: i 13 stati originari si estendevano per ben 2000 km, vi vivevano 4 milioni di abitanti, la “città” più grande era New York con ben 30.000 abitanti, uno yankee su cinque era lealista (cioè stava dalla parte del re d’Inghilterra), e gli inglesi (come confermò la guerra del 1812) non avevano dato le ex colonie per perse definitivamente. Da questi dati emerge con evidenza che il fondamento dell’emendamento NON era il possesso privato di armi, ma la “well regulated militia”, che doveva essere presente in ogni villaggio e città “per la sicurezza dello stato” (e non del cittadino!). In pratica l’emendamento permetteva ad ogni villaggio di farsi la propria colonna militare contro il governo tirannico, che NON era quello di Washington, ma restava quello inglese. Di fatto era una visione della diffusione delle armi molto più vicina a quell Svizzera (dove ogni cittadino ha diritto a tenere in casa il fucile con cui ha fatto la naja, quindi ce l’ha dopo essersi addestrato militarmente, e non solo perchè è maggiorenne!) che al delirio imposto dalla NRA.

  • uomoselvatico70 uomoselvatico7

    Breve storia degli stati uniti d’America:

    https://www.youtube.com/watch?v=vDmjYsdCrnI

  • mrspes

    E’ un peccato che ci siano stati solo 59 morti. Ce ne sarebbero voluti forse 2-3.000 . Forse cosi’ si svegliavano

    • robertis

      E’ un peccato che esistano gli idioti che parlano a vanvera.

      • mrspes

        Come te?

    • amaryllide

      si sono svegliati dopo l’autoattentato dell’11/9?

  • –<>– –<>–

    Questa ennesima finta strage (crisis actors show), otterrà come risultato un aumento della vendita delle armi, come sempre accade in questi casi.
    Non è necessario ammazzare 50 persone se hai tutti i mezzi (media e intelligence) per ingannarne miliardi, e fargli credere che siano state ammazzate.
    Basta poi costruire una versione per gli scettici (i complottisti), in questo caso quella dei tiratori multipli, ed il gioco è fatto.
    Pertanto, ipotizzare scenari in base ad una menzogna è tempo perso.
    Chi ha pianificato l’evento ne ha già previsto le conseguenze.
    https://youtu.be/tVLgxiygoTk

    • televisione falsa

      Come per gli attentati sionisti in Europa i morti sembra che siano molti di meno di quelli che dicono i falsi media mainstream

      • –<>– –<>–

        I morti negli “attentati” in occidente, sono pari a zero.

        Ps: prima di accusarmi di follia, siete pregati di fare una ricerca sulle agenzie di crisis cast.
        https://m.youtube.com/watch?v=JNk7mplq0Tc

        • televisione falsa

          Sì sì so tutto mi informo in rete , Anche perché non si spiega migliaia di persone tutte con lo smartphone a firmare qualsiasi cosa e non si spiega come ci siano soltanto 2-3 video e pure sfocati

          • –<>– –<>–

            Se hai capito, non puoi credere ai morti ammazzati.
            La maggioranza delle persone crede alle versioni ufficiali perchè ” è impossibile che lo Stato ammazzi i suoi cittadini”.
            E hanno ragione, perchè fa finta di ammazzarli.
            https://m.youtube.com/watch?v=s4CYqlw7t-U

          • amaryllide

            si spiega abbastanza facilmente, invece. Opporsi a un assassino che sta facendo una strage impone a monte un’idea di interesse sociale (“posso rischiare per fermare l’assassino se la mia morte salverà la vita ad altre cento persone) che chi vive solo per i selfie non può avere.

      • –<>– –<>–
  • Peccato che quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola sia un uomo morto. (S. Leone, Per un pugno di dollari)

  • Truman

    Le parole sono armi, in particolare quando coagulano in forma di idee. Le idee possono coagulare in forma di ideologie, le quali sono armi potentissime. Certo, non bastano le idee e le ideologie, comunque esiste un manuale per le rivoluzioni non violente che è alla base delle rivoluzioni colorate che hanno sfasciato il Medio Oriente. E’ stato più importante quello che l’atomica per mantenere il potere imperiale.
    I presunti terroristi usano autocarri ed automobili e fanno stragi. Non sono necessarie armi esplicite per il terrore.
    E comunque ciò che ci hanno raccontato sono balle spaziali, dalla prima immagine che mostri si può valutare una distanza tra lo sparatore ed i bersagli di 500 m, e il Kalashnikov è dichiarato per un tiro utile di 400 m. Rigirandola in tutti i modi, siamo al limite di portata dell’arma, oppure oltre.

  • Tonguessy

    Non vedo novità: “milizie statali per il mantenimento dell’ordine, in un momento di
    disordini politici, di potenziali rivolte di schiavi e di nativi
    americani”. A questo servono le armi: a sancire la superiorità dei bianchi. Cioè a stigmatizzare come certa tecnologia sia il veicolo primario dell’imposizione del potere. Oh, certo, i media. Non sono molto d’accordo che le parole siano macigni. Credo che i proiettili siano molto più significativi di parole e macigni messi assieme. Ed è per questo che la Rifle Association sta avendo gioco forte in questa partita: follow the bullet, versione postmoderna di follow the money. In realtà il proiettile e le armi sono solo dimostrazioni di debolezza, ma tale debolezza è diventata forza primaria per abbandono degli avversari. Il potere si manifesta (oggi più di ieri) attraverso queste idiozie. Non esiste più alcuna autorevolezza, solo autoritarismo. Jefferson è stato il capostipite del delirio filosofico secondo cui TIME IS MONEY (forse che space is beauty? O vulnerarbility is fun? Love is culture?) tipico di quella mentalità calvinista che si è diffusa a macchia d’olio nell’inconscio popolare. Triste.

  • RUteo

    NUOVO EMENDAMENTO
    Ogni statunitense ha diritto a un obice da 150 mm per abbattere il vicino e i parenti !

  • Annibale Mantovan

    Però se uno porta la pistola è rispettato.

    • FreeGuns&MariJuana

      In Italia funziona che se hai la pistola sei rispettato essndo che il porto di armi è un privilegio quindi riservato solo ad una elite di persone.In usa invece le armi le portano tutti e sono anche un ottimo deterrente x la maleducazione reciproca.

  • gix

    E’ paradossale ma probabilmente ha più senso oggi, rispetto al passato, il fatto che l’americano medio sia armato perché non si fida del suo governo. Lo stato federale ammazza alcune migliaia di cittadini all’anno, molti proprio con le armi in conflitti a fuoco, molti altri con sistemi più o meno riconoscibili e palesi. Ma d’altronde il governo perseguita i propri cittadini anche con altri metodi, imponendo sistemi di vita che privilegiano una miscela di sradicamento, precarietà, competitività estrema, mancanza di solidarietà e senso di appartenenza, ma soprattutto (su questo ha ragione Michael Moore) terrorizzando la gente dalla mattina alla sera con tutti i mezzi possibili forniti dai media, dalla televisione e quant’altro. Detto questo non è però pensabile che molte di queste stragi siano fatte da psicopatici spesso isolati. Pensare che un tizio di 64 anni abbia trasportato decine di fucili in una camera di albergo e da li abbia potuto ammazzare e ferire centinaia di persone è semplicemente una cosa irragionevole. L’unico senso di appartenenza che gli americani possono sperimentare, per poter avere un minimo di identità comune , è dato dal terrore, dalla paura dell’ignoto, dello Stato, dello stesso vicino di casa. Con il terrore si tiene unita una nazione senza storia ed identità

    • FreeGuns&MariJuana

      Il senso di appartenenza&identità condiviso dagli americani è dato dalla Difesa comune del proprio “Stile di Vita Liberista”.Difesa sia contro gli attacchi alla Libertà Individuale provenienti dallo Stato(federale) che per definizione è invece di natura [email protected] quindi buracrate e comunistario sia contro chiunque minacci questo Stile di vita.
      Se un cittadino usa viene rapito o ucciso all’estero è tutta la Nazione che reagisce fino al punto di Dichiarare guerra ad uno stato.
      Questo è il loro senso di appartenenza condiviso e al di fuori del quale una persona è sospetta.
      In italia invece,anzichè mandare F35 quando un cittadino italiano viene massacrato, addirittura da esponenti segreti di un sedicente stato estero di terroristi beduini, inviamo ambasciatori e regalie…

      • Mah … in realtà mi sembra di ricordare che gli USA non sono scesi mai a patto con i terroristi islamici che tagliavano teste ai loro ostaggi, mentre l’Italia ha sempre pagato il riscatto, anche se spesso non lo ha dichiarato … vedi il caso di Giuliana Sgrena oppure quello delle volontarie italiane rapite in Siria, Greta e Vanessa.

        • gix

          Potrà sembrare strano, ma agli Usa non conviene scendere a patti, ma non per una questione di onore, semplicemente per mantenere il terrore in vita, che diventa un collante per gente che altrimenti sparerebbe a chiunque si affacci alla soglia di casa propria, compresi i vicini conosciuti. In questo concordo con Blondet quando dice che per gli americani alla fine non è importante vincere le guerre, ma portarle avanti finche è possibile. Noi abbiamo ancora, non so per quanto, la cultura della vita, perciò paghiamo e cerchiamo di salvare il salvabile con gli armistizi.

        • FreeGuns&MariJuana

          Apparte citare la Screna a sproposito è proprio esattamente come dici. Non mi sembra ci sia differenza tra pagare un riscatto e pagare una tangente che rappresenta il nostro stile di vita condiviso dalla classe dirigente fino al popolo che lo loda anche sul web 😉

      • amaryllide

        non diciamo sciocchezze. Gli USA la guerra la fanno solo quando hanno la certezza di non prenderle, altro che reazione di tutta la Nazione! Trump che raglia tuttii i giorni contro Ciccio Kim quando questo gli ha restituito un cittadino USA in coma irreversibile se ne è rimasto zitto e muto, perchè sa che Kim ha il confettino atomico..

    • Infatti sembra che l’operazione non sia stata opera di un solo sparatore, perché le raffiche di fucili mitragliatori avevano intensità e sonorità molto diverse, in qualche momento addirittura si sovrappongono. Il che conferma la contemporaneità dell’azione di diversi cecchini. Il resto è mistero. Resta da chiedersi come mai il mainstream abbia già archiviato il caso … sta di fatto che quando capitano questi attentati fanno sempre così, nell’immediato parlano di un solo killer, poi nei giorni successivi saltano fuori altri complici. Poi c’è anche un post di Maurizio Blondet, che dice che la strage sarebbe stata annunciata tre settimane fa …
      http://www.maurizioblondet.it/la-strage-las-vegas-stata-annunciata-3-settimane/

      • amaryllide

        Blondet è spazzatura. Ed è pure ideologicamente bollito. Un clericofascista che difende la NRA è da neurodeliri

    • amaryllide

      se i mass media terrorizzano i cittadini dal mattino alla sera, il fatto che questi si armino è la CONFERMA che la propaganda funziona alla perfezione, altro che aver senso!

  • Primadellesabbie

    “Prima che la stirpe dei filosofi non diventi padrona della Città, non ci sarà tregua dei mali, né per la Città né per i cittadini, né quella forma di Stato che nel nostro discorso stiamo narrando per immagini potrà di fatto trovare compimento.”
    (Platone)

    • DesEsseintes

      E se invece il casino l’avesse fatto proprio la stirpe dei filosofi?
      Speriamo che l’amico abbia passato il body scan che l’ho visto preoccupato…

      • Primadellesabbie

        Si ho capito, ma glielo mostri Belushi con l’aeroplano e il pistolone che difende l’America dai musi gialli?
        Se ha scordato il coltellino svizzero mignon passa un brutto quarto d’ora.

        • DesEsseintes

          Il pistolone al body scan?
          Sei matto?

          E’ già tanto che io ti parli del body scan che non so quanti abbiano capito. Ammesso che ci fosse da capire ma allora non c’era nemmeno da parlare.

          Buon viaggio all’amico.

        • DesEsseintes

          No no, il coltellino svizzero non succede assolutamente niente.
          Il pistolone sì.
          Est modus in rebus, non lo sapevi?

  • La citazione fa riferimento al fatto che se intendi difenderti da solo con una pistola dovrai addestrarti bene, perché i criminali la sanno usare meglio di te …

    • johnny rotten

      Puoi anche addestrarti quanto vuoi, ma quando sono professionisti delle agenzie a fare le stragi, contro la propria popolazione, non ci si può difendere, pensa ai morti di Ustica o alle tre torri del’11/9, o anche agli spettatori al concerto di Las Vegas, le armi però possono, anzi devono, servire a combattere proprio questi criminali.

      • Ti stai contraddicendo, prima dici che non ci si può difendere dai terroristi con le armi, poi dici che però le armi servirebbero per difendersi … quindi per quanto tu ti possa addestrare alla fine i professionisti del crimine restano loro, e noi siamo destinati comunque ad essere sopraffatti, anche se siamo armati, anzi forse un’arma usata in maniera maldestra può rappresentare di fatto un detonatore di violenza estrema.

        • johnny rotten

          Non mi sto contaddicendo, semplicemente mi riferisco ad organizzare una lotta armata, cosa che è ben diversa da difendersi singolarmente in un attentato, pensa ai gruppi resistenti contro il nazismo come esempio.

          • Sulla lotta armata in situazioni storiche estreme, sono d’accordo, ma qui si sta parlando della libertà di poter possedere armi singolarmente, all’interno della propria casa, per una difesa personale. Allora in questo caso il maldestro uso delle armi, da parte di persone che le hanno acquistate e poi messe in un cassetto, non sarebbe una scelta intelligente, perché per usare un’arma nel modo giusto, bisogna praticarla molto spesso.

  • gio

    Mi spiace Rosanna ma non credo che qui su donchisciotte non troverai molti sostenitori alle tue teorie…. chi ama la liberta dell’informazione ama la liberta sempre… la strada da perseguire non è quella di limitare le persone tramite leggi statali che controllino la popolazione ma creare una societa basata sull’amore dove non ci sia motivo per farsi del male

    • E quale società sarebbe stata basata sull’amore nella storia??

    • FreeGuns&MariJuana

      E’ il concetto di [email protected] che proprio non va!Io ho paura delle armi degli altri.

    • ignorans

      Bravo. Infatti bisognerebbe chiedere alla Spadini che scriva un articolo dal tema: “Come elevare la razza umana senza l’uso di leggi o della sociologia”.

  • Marco

    Gli Stati Uniti rappresentano la più degradante fogna sociale, l’abisso morale verniciato di laido perbenismo, lontano anni luce dal faro di libertà e democrazia che pretenderebbero di rappresentare. Purtroppo questo degenerato popolo di ritardati sanguinari arroganti imbecilli, privo di Storia e di dignità, detiene ancora le leve del potere globale…e noi europei, potenzialmente molto al di sopra di questo strame maleodorante, ci accodiamo come cagnolini festanti al diktat della follia.

    • amaryllide

      L’America è
      l’unica nazione della storia che sia passata direttamente dalla barbarie
      alla decadenza, senza la solita fase intermedia di civiltà.

  • Primadellesabbie
  • Vamos a la Muerte

    Premettendo che ciò che avviene negli Usa mi interessa fino a merenda se non nei suoi risvolti in Europa e nel mondo – “alla fine gli americani si ammazzano tra di loro, ma non cambiano nulla della loro plutocrazia imperiale” – c’è da dire che la ricostruzione del “lupo solitario”, per quanto concerne la strage di Las Vegas, fa acqua da tutte le parti ed è assai più probabile si tratti dell’ennesimo caso di attentato false flag come già sottolineato da vari bloggers e giornalisti.

    • Sì hai ragione, proprio per questo motivo ho dato un taglio più storico e problematico alla vicenda, concentrando l’attenzione sul potere spropositato della lobby delle armi NRA, che probabilmente è fortemente implicata nella brutta storia di Las Vegas, non solo perché sostiene da sempre, con la scusa del secondo emendamento, la liberalizzazione delle armi, ma anche perché forse è implicata nella probabile prossima proposta dell’incremento di privatizzazione della sicurezza. Non credo invece che il massacro sia stato taroccato in laboratorio, secondo lo stile hollywoodista di Star Wars …
      https://www.rischiocalcolato.it/2017/10/las-vegas-stata-false-flag-ad-uso-interno-privatizzare-la-sicurezza-troppi-paddock.html