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L’arresto di Julian Assange

DI GIORGIO AGAMBEN

quodlibet.it

Ho incontrato Assange due anni fa nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra e ripensando a quanto mi ha raccontato durante il nostro incontro credo che si possa capire perché oggi è stato arrestato. Assange mi ha riferito che stava indagando sull’uso che Google si preparava a fare dell’immensa quantità di informazione di cui dispone. Si trattava, secondo Assange, di vendere a società di assicurazione e ai Servizi segreti dati sugli interessi, i desideri, i consumi, lo stato di salute, le letture, insomma sulla vita in ogni suo aspetto di milioni di individui. Secondo Assange – e io credo che si possa condividere il suo giudizio – questo avrebbe significato un incremento senza precedenti delle possibilità di controllo da parte dei poteri economici e polizieschi sugli esseri umani. In questione nell’arresto di Assange non è quindi soltanto il desiderio di punire le inchieste passate di Wikileaks, ma di impedire l’indagine tuttora in corso, che evidentemente viene percepita dagli interessati come una minaccia. È anche per questa ragione che occorre esprimere senza riserve la propria solidarietà con Assange.

Fonte: www.quodlibet.it/

Link: https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-l-arresto-di-julian-assange?fbclid=IwAR27x0WLnsIKhzb43B7q-FFRpBKbGZxgSIf7luy8hO98PsNESpuezozeuJ0

13 aprile 2019

Pubblicato da Davide

6 Commenti

  1. E’ la stessa cosa che avevo scritto nei miei commenti all’articolo su Facebook di 2 giorni fa: il vero pericolo è Google perché raccoglie ogni tipo di informazione da noi e non solo quelle che per vanità decidiamo condividere.

    Tramite i suoi telefoni Google sa tutto di noi, ad iniziare dalla nostra posizione istante per istante, tanto che tale informazione viene già usata dalle assicurazioni per scovare i falsi testimoni di un incidente, come mi ha raccontato un mio collega la cui compagna era stata vittima di una truffa del genere.

  2. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Ecco! Adesso ogni tassello del “puzzle” sta andando al suo posto. Chi d’internet ferisce, d’internet perisce (a buon intenditor….)!

  3. I tasti I accept nella rete li clicchiamo noi.
    Questo deve farci riflettere sulla responsabilità che tutti noi abbiamo.

  4. Eh ci mancherebbe che non si sia solidari con Assange, per quel che costa, la solidarietà non la si nega a nessuno.Continuo a leggere articoli di colleghi di Assange solidali con Assange, serve ad Assange o serve a tranquillizzare la coscienza dei colleghi di Assange ?

  5. Ma intanto dove sta
    Assange ora? Perche qui esser solidali non vale na cippa se Assange lo stanno tormentando e nessuno puo dar nulla per lui.

  6. Un altro signor nessuno,che vuole farsi pubblicità,con l’arresto di Assange.