L’alba dell’era transumana

L’alba dell’era transumana

Di Sonia Milone per ComeDonChisciotte.org

Inizia ufficialmente l’era transumana. La FDA ha autorizzato la prima sperimentazione sull’uomo degli impianti cerebrali di Neuralink, la società di Elon Musk, che consentono di interfacciare cervello e computer.
Come Overton insegna, la prima fase della normalizzazione di un tabù inizia con la legalizzazione di alcune eccezioni che incontrano il favore dell’opinione pubblica. In questo caso, la ricerca di una cura per le persone paralizzate. Naturalmente, le ambizioni sono ben altre e lo stesso Musk non le ha mai nascoste. (…“guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci”).

L’apertura alla sperimentazione umana non serve a rendere la nostra vita più sana. Serve a renderci obsoleti. La guarigione delle malattie, il sogno della grande salute, l’utopia di liberare l’uomo dalla caducità fisica, è il grimaldello con cui, nei laboratori di mezzo mondo, si sta compiendo la riprogettazione totale dell’essere umano in chiave ultra-umana.

Elon Musk è un designer di visionarismi che, fra auto elettriche e voli spaziali, alimenta il mito della scienza come potenza suprema, capace di risolvere tutti i problemi del mondo. La sua ricerca sulla disabilità si inscrive, chiaramente, entro l’orizzonte transumanista dove occorre aprire miraggi e narrazioni miracolistiche. Lazzaro alzati e cammina, con il microchip nel cervello…
Per andare, un passo alla volta, sempre più in là, oltre ogni limite, aldilà del bene e del male. La salute come bene assoluto, la scienza come religione, la biotecnologia come salvezza nella rifondazione della società moderna da parte delle multinazionali. Ogni rito di fondazione richiede sacrifici, i disabili sono le cavie su cui impiantare le fondamenta del nuovo totalitarismo digitale.

L’assedio dei corpi circondati e circuiti dal digitale sfocia ora nella loro invasione. Non più apparati esterni, protesi (come i cellulari), ma interni al nostro organismo, trapiantati e tagliati nella carne viva del nostro corpo.

A lungo imbozzolati nella rete digitale, ora i corpi sono pronti per la grande metamorfosi: dall’organico al cibernetico. La specie umana rinasce nell’artificiale. Trascende sé stessa e spicca il grande volo: dall’umano al transumano.

La natura è terrificante, con le sue inondazioni, i suoi temporali, i suoi tuoni, e va addomesticata con la tecnica; la natura umana è terrificante, con le sue patologie, le sue passioni, le sue affezioni, e va addomesticata con la medicina. La vita è terrificante e imprevedibile - come quel figlio morto a soli due mesi che ha portato Musk a scegliere di fare gli altri solo con la scienza - e va riprogrammata.
“Madre Natura, ti siamo riconoscenti per ciò che ci hai fatto diventare. Indubbiamente hai fatto il meglio che potevi. Tuttavia, con tutto il dovuto rispetto, dobbiamo dire che sotto diversi aspetti avresti potuto fare di meglio con il nostro organismo. Ci hai creati vulnerabili alle malattie e alle ferite. Ci obblighi ad invecchiare e a morire, proprio quando cominciamo a divenire saggi […] Quello che hai creato, in noi, è magnifico, eppure profondamente imperfetto […] Abbiamo deciso che è ora di emendare la costituzione umana. Non lo facciamo con superficialità, leggerezza o senza rispetto, ma con prudenza, intelligenza e con obiettivo l’eccellenza”, scrive Max Moore, uno dei massimi teorici del movimento transumanista e fondatore dell’Extropy Institute. (1)

Nel 2017, Musk lancia Neuralink allo scopo di sviluppare interfacce neurali in grado di stabilire un collegamento tra il cervello e un dispositivo esterno, come un computer. Con un microchip impiantato nel cranio, la mente può comandare a una macchina di fare qualcosa. E viceversa: la macchina può attivare azioni umane tramite impulsi elettrici neuronali. Nel 2019 Neuralink annuncia di aver realizzato un dispositivo che decifra le informazioni del cervello di un topo tramite 1500 elettrodi. Nel 2020 passa alle sperimentazioni sui maiali usando un microprocessore capace di captare i segnali elettrici del cervello e trasmetterli a un computer. Il sistema registra, ad esempio, le sensazioni olfattive del porcello trasformandole in segnali audio-visivi. Nel 2021 tocca alle scimmie: un microchip wireless impiantato in un macaco pare che gli permetta di giocare a un videogame senza usare le mani, cioè solo pensando di muovere i comandi. Musk scrive che la scimmia “sembra davvero felice”. A gennaio 2022 Neuralink dichiara trionfalmente di essere pronta ad iniziare test sugli umani.

Musk sogna. La connessione mente-computer apre una nuova era. L’informazione contenuta nel cervello umano può essere digitalizzata, la rete neurale mappata. Con un microchip cerebrale i pensieri di un uomo possono essere trasferiti su un supporto esterno, la sua memoria salvata e archiviata nel cloud e poi scaricata in un ambiente virtuale o in un corpo bionico. La coscienza potrebbe sopravvivere alla morte del fisico raggiungendo l’immortalità virtuale…È il sogno di sempre, battere la morte, creare il Paradiso in terra.

L’Homo sapiens è sdraiato sul lettino della sala operatoria, non è il prodotto finale dell’evoluzione, ma solo l’inizio. E Musk è lì, in un punto della scienza dove nessuno è ancora arrivato, al confine dei segreti della mente, nel “pioneer building” - come è stata ribattezzata la sede di Neuralink a San Francisco - per correggere gli errori della natura, cambiare il futuro, traghettare la civiltà verso il prossimo orizzonte. Dalla scimmia all’uomo fino al post-uomo.

Purtroppo, a meno di un mese dal trionfale annuncio sul radioso avvenire della trans-umanità, sorge un problema: muoiono quasi tutte le scimmie.
E non erano nemmeno così felici. La Physicians Committee for Responsible Medicine denuncia Musk per violazione dell’Animal Welfare Act accusando Neuralink della morte di 16 scimmie su 23 usate negli esperimenti. L’impianto del microchip avrebbe causato vomito, insufficienza respiratoria, emorragia celebrale. Il ritrovamento di scimmie con le dita degli arti mozzate non è chiaro se sia il risultato traumi inferti o di automutilazioni per il dolore.
Viene fuori che sia stata messa fretta ai ricercatori, che la sperimentazione non sia stata accurata, che Musk pretendeva risultati immediati:“saremo tutti morti prima di vedere succedere qualcosa qui dentro!”

Se queste sono le premesse, come ha fatto la società ad ottenere l’autorizzazione per la sperimentazione umana? Musk ha pubblicato la lettera di un paraplegico che si dice pronto a farsi impiantare il chip ma siamo sicuri che, in un periodo di facili esperimenti quale è quello attuale, la FDA non stia mandando al macello i più fragili? È normale che l’intrusione nell’intimità neuronale di una persona sia affidata ad una società privata nata a scopo di lucro? La ricerca è uno strumento al servizio dell’uomo o l’uomo è uno strumento al suo servizio? I medici e i giuristi aprono le porte al laboratorio di San Francisco così come aprirono le porte all’Aktion T4 di Berlino nel 1939?

Nell’allucinata utopia tecnologica di oggi, l’unica cosa che emerge è la definitiva animalizzazione dell’uomo, ridotto a scimmia di laboratorio da ammaestrare da remoto direttamente dentro il cranio.

Per il Transumanesimo non è solo il fisico affetto da paralisi a dover essere riprogettato ma il corpo in generale ad essere diventato un imbarazzante ingombro arcaico che ostacola il cammino verso il futuro. Su quel corpo così fragile, così “umano, troppo umano”, che rivela in ogni istante la nostra limitatezza, la tecnocrazia ha il dovere di intervenire ricercando un organismo perfetto, assoluto, onnipotente, perennemente giovane, immune a tutte le malattie.

Con l’inizio della sperimentazione del microchip, si palesa sempre più minaccioso il lato oscuro di una scienza che mira a progettare la digitalizzazione del pensiero, la macerazione della carne, l’olocausto della vita.
Siamo a una frontiera antropologica, a un punto di non ritorno, in grado di cambiare per sempre l’essere umano così come lo conosciamo.

Da anni Musk propugna l’ibridazione fra organico e inorganico per rendere la razza umana rilevante e competitiva in un futuro popolato dall’ IA: “io penso che la soluzione migliore sia avere all’interno del cervello un livello di intelligenza artificiale che operi simbioticamente con te, proprio come fa il tuo cervello biologico“.

Nella “guerra dei mondi” che hanno pensato per noi, bisogna diventare transumani per difesa…È la tesi sostenuta anche dal profeta del Climate Change, James Lovelock: “se non accetteremo d’integrarci con un’altra forma d’intelligenza di natura elettronica, dovremo rassegnarci a rapportarci ad essa come noi facciamo ora con le piante, con la differenza che, in quel caso, le piante saremmo noi”.

Il grande oracolo della Silicon Valley è, però, Raymond Kurzweil, venerato come vero e proprio profeta dell’avvento del Transumanesino. È l’uomo per cui Larry Page e Sergey Brin sono entrati in guerra con Bill Gates per assumerlo nel team di Google. La sua fama di genio è legata ad invenzioni d’avanguardia nell’informatica, al teorema dei “ritorni acceleranti”, alla teoria della “singolarità”. (2)
Secondo Kurzweil, siamo prossimi ad un nuovo stadio evolutivo caratterizzato dall’integrazione biologica di apparati derivanti da nanotecnologie e robotica.
La “singolarità”, prevista nel 2045, rappresenterà il culmine della fusione tra le sfere fisiche, digitali e biologiche. Dopo la “singolarità”, non ci sarà più distinzione tra umano e macchina, tra realtà fisica e virtuale. L’uomo scompare, annichilito all’interno della tecnologia.

Nella valle senza stelle, in costante comunicazione con la “montagna incantata” di Davos, gli innovatori del nostro tempo “stanno rivoluzionando la condizione umana in un modo fondamentale: i loro risultati e obiettivi vanno ben al di là delle ideologie più radicali del Vecchio Ordine”, ha scritto uno dei primi teorici del Transumanesimo, Fereidoun M. Esfandiary che, fra l’altro, cambiò il suo nome in FM 2030, in omaggio ad una data evidentemente decisiva.

Klaus Schwab ha commentato la teoria della “singolarità” chiedendosi “quanto il genere umano sia effettivamente pronto ad affrontare un tale cambiamento”. La domanda è, ovviamente, retorica.
Il Transumanesimo, infatti, è l’obiettivo finale dell’élite tecnocratica. Schwab auspica apertamente un mondo popolato da individui microchippati, perennemente collegati ad una rete globale.

Con il microchip il nostro corpo diventa un ambiente navigabile non soltanto per monitorare il nostro comportamento, ma anche per influenzarlo, aprendo i corpi ad una disponibilità totale, ad una incondizionata schiavitù.

Con processi di assoggettamento innervati direttamente nella carne viva, la tecnica sequestra i corpi e li ripristina a suo piacimento. E l’anima non diventa altro che usufruttuaria di un mucchio di ossa.

La frontiera verso la quale si stanno spingendo le odierne tecnologie si fa sempre più invasiva allo scopo di digitalizzare la carne che siamo per iscriverla nel sistema biopolitico della sorveglianza perenne, assoluta, irreversibile.

Al WEF è stato annunciato il Great Reset: la pandemia ha rappresentato l’opportunità perfetta per “resettare” il vecchio mondo e ricominciare da zero andando verso un futuro veramente transumano.

La sperimentazione di Elon Musk non fa che accelerare l’appropriazione predatoria, violenta e sempre più rapace dei nostri corpi, senza che nessuno ponga un freno all’espugnazione delle nostre vite, all’esproprio di noi da noi stessi.
Siamo dinanzi ad una svolta epocale: il principio dell’Habeas Corpus che informava tutto il diritto occidentale, è crollato. Nessun rispetto è più dovuto al prigioniero, nessuna dignità è assegnata all’umano.

Leon Kass - ex presidente del Consiglio di bioetica americano - denunciando la patetica situazione in cui si trova oggi la bioetica, ha rilevato che il pericolo maggiore che si deve temere dal futuro non è tanto la tirannia, quanto piuttosto la volontaria e incredibile disumanizzazione dell’uomo. (3)

Il filosofo Francis Fukuyama ha definito il Transumanesimo come “una delle idee più pericolose del mondo”. Il movimento – culturale, filosofico, scientifico – nasce con l’obiettivo di indirizzare lo sviluppo verso il miglioramento della specie “oltre l’attuale forma umana e oltre le umane limitazioni” per mezzo della tecnica.

“La natura umana deve essere considerata come un lavoro in corso, come un inizio incompleto che dobbiamo imparare a modellare nella maniera più conveniente”, ha scritto il filosofo Nick Bostrom, fondatore con David Pearce dell’Associazione mondiale transumanisti. (4)

L’evoluzione naturale si è dimostrata, infatti, lenta, incontrollabile e imprevedibile, la nuova evoluzione sarà rapida, mirata e prodotta interamente dall’ingegno umano, eliminando tutti quegli aspetti fallimentari coma la malattia, la disabilità, l’invecchiamento e ogni altro residuo di casualità.

“Noi –afferma More – siamo l’apice dello sviluppo della natura. È giunto il momento di prendere in carico consapevolmente noi stessi e accelerare i nostri progressi”.

La qualifica “trans” indica la transizione verso uno stadio più perfetto in cui diventeremo “più che umani”, post-umani. Per la precisione, il movimento distingue fra “transumano”, che è la fase iniziale in cui gli esseri sono potenziati ma la base rimane ancora il corpo, e “postumano”, in cui la razza umana verrà radicalmente alterata fino a perdere qualsiasi riferimento antropologico.

In questa fase la vita non sarà più esclusivamente organica, la procreazione sarà solo artificiale e gli esseri umani così come li concepiamo ora cesseranno di esistere.
Nick Bostrom ha esplicitato i principi fondanti la teoria nel “Postulato tecnologico”: in primo luogo, l’eugenetica embrionale e prenatale, ovvero la selezione di esseri “senza difetti e patologie” e l’eliminazione dei malati per via tecnica; in secondo luogo, la nanotecnologia molecolare con l’introduzione di microchips in diverse parti del corpo per potenziare le capacità, in particolare quelle cerebrali; in terzo luogo, l’uso massivo di psicofarmaci per avere il pieno controllo delle proprie emozioni; poi, terapie geniche e criogenizzazione per bloccare l’invecchiamento cellulare. (5)
I Transumanisti vedono nel gender la preparazione al post-umanesimo poiché è
un corpo autoplasmato e ricreato in concordanza coi propri desideri.

Il movimento rivendica l’emancipazione dai “pregiudizi morali”, l’unico imperativo è governare lo sviluppo con la propria morale ultra-razionale.

Gli antichi greci chiamavano tutto ciò “hỳbris”, ossia il travalicamento dei limiti dell’ordine costituito dalla natura, dall’etica, dal divino. Icaro, Tantalo, Sisifo, Edipo sono tutte figure della “hỳbris” punite dagli dei con un castigo che ricadeva anche sulla loro discendenza e non ammetteva nessuna eccezione, neanche quando era fatta a fin di bene come insegna il mito di Prometeo che ruba il fuoco ad Efesto per donarlo agli uomini.

Il limite è sempre una zona di pericolo, di instabilità, che i miti presidiano con attenzione perché è ciò che divide l’ordine (kosmos) dal disordine (kaos). Giano è bifronte.
Il Pontifex nell’antica Roma era l’autorità che ufficiava i riti preposti alla costruzione dei ponti poiché un ponte unisce due rive che la natura ha separato con un fiume: atto tecnico per eccellenza, azione contro natura, sfida agli dei, oltraggio così carico di “hybris” da richiedere immediata sublimazione in un ordine religioso.

L’uomo faustiano di oggi, invece, non risponde più a nessuna autorità esterna che non sia la propria volontà di potenza di rifondare sulla natura una seconda natura artificiale.

La tecnica è tratto specifico umano, l’uomo ha sempre modificato la natura, un tema che gli antichi hanno concettualizzato e problematizzato senza mai dimenticarne il rapporto fondativo. È una dialettica delle differenze che noi abbiamo dimenticato. Se c’è una differenza è perché esiste un limite che distingue due ambiti. La nostra modernità, invece, vive nell’uniformità del pensiero razionalista (ben altra cosa è la ragione) che ha fatto del progresso tecno-scientifico la potenza suprema, autoreferenziale, in grado di offuscare ogni altro orizzonte di senso, riallineando tutti gli altri saperi-poteri contemporanei. Come aveva capito Martin Heidegger, la “tecno-logia” è diventata la nostra vera “onto-logia”, l’unico modo con cui l’uomo interpreta il mondo in cui vive.

Quello che è sommamente pericoloso oggi è l’enorme vuoto apertosi fra i miracoli delle antiche civiltà e la nostra civiltà senza più miracoli. Quel che è davvero inquietante del Transumanesimo non sono tanto le dichiarazioni dei suoi membri o il sostegno del circolo dei potentati politico-economici ma il modo in cui esso sta già modellando la nostra cultura, le nostre convenzioni sociali, i nostri valori morali, le nostre istituzioni e tutto ciò che ha finora sorretto la vita delle nostre comunità.

E ciò accade perché il Transumanesimo altro non è che la deriva finale della nostra epistemologia. A furia di catalogare, astrarre, analizzare, separare, tagliare, vivisezionare, la grande operazione è riuscita: l’”umano” è stato chirurgicamente estratto dal corpo dell’uomo. La persona è diventata una macchina fra le altre all’interno di una logica rigorosamente funzionalista. Una macchina o funziona o non funziona e, se non funziona bene, va sottoposta a revisione per essere aggiornata, ottimizzata, potenziata. Fino a che non viene sostituita perché obsoleta.

“La civiltà occidentale moderna appare nella storia come una vera e propria anomalia fra tutte quelle che sono più o meno conosciute, è questa civiltà la sola ad essersi sviluppata in un senso puramente materiale e tale sviluppo mostruoso è stato accompagnato, come fatalmente doveva, da una regressione intellettuale corrispondente”. (6)

A dispetto di tutte le sue conoscenze delle stelle lontane e dei mondi molecolari, nonostante tutti i suoi computer e le sue creazioni artificiali, all’apice della civiltà che ha costruito, l’uomo precipita nella barbarie e distrugge sé stesso.
Nel silenzio generale, senza degna sepoltura.

In una società in cui sono già tutti mezzi transumani, alla fine, il microchip non è che un dettaglio in un ingranaggio già perfettamente montato.

Di Sonia Milone per ComeDonChisciotte.org

06.06.2023

NOTE

(1) Max Moore, Lettera a Madre Natura, 2019
(2) Raymond Kurzweil, “La singolarità è vicina”, 2005 (pubblicato in Italia nel 2014).

(3) Leon Kass “Life, Liberty and the Defense of Dignity: The Challenge for Bioethics”, 2002

(4) Nick Bostrom, Julian Savulescu, “Human Enhancement”, 2009

(5) Humanity+

(6) René Guénon, “Oriente e Occidente”, 1924

Commenti (38)

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Mostra commenti 38 caricati
    1. Quasar 7 giugno 2023

      “io penso che la soluzione migliore sia avere all’interno del cervello un livello di intelligenza artificiale che operi simbioticamente con te, proprio come fa il tuo cervello biologico“.

      finche' l'IA non decide di prendere il controllo...

    1. ignorans 7 giugno 2023

      Registrare tutta la memoria di un uomo? Per ricordare tutto quello che è successo?
      Ma non c'è niente di interessante....

    1. IlContadino 7 giugno 2023

      Sono convinto che molti miei amici si farebbero installare volentieri un microchip, se questo li facesse arrampicare meglio: "Prendo due gradi?! Dove devo firmare?"
      Se ci fosse un microchip capace di togliere il doposbornia ci farei un pensierino anch'io:-))
      Forse ognuno di noi ha per davvero un suo "punto debole" sul quale cadrebbe.
      Un microchip che ti rende "migliore", secondo i tuoi canoni.
      Lo dico un po' scherzando, ma fino ad un certo punto.

    2. CptHook 7 giugno 2023

      Forse un microchip per ritrovare la gioia di vivere?
      Forse un microchip per riscoprire l'amore?
      Forse un microchip per ritrovare le semplici piccole gioie della vita?

    3. IlContadino 7 giugno 2023

      Questo intendevo.
      Un ausilio artificiale che potrebbe darti qualcosa che non riesci a "conquistare" naturalmente, con i tuoi soli sforzi.
      Personalmente uso questo spunto riflessivo come spinta per impegnarmi ancora di più; magari non necessariamente a sforzarmi di più, ma magari a cambiare angolazione, punto di vista.

    4. CptHook 7 giugno 2023

      Poco fa, rispondendo su WA ad una carissima amica e meravigliosa persona (e anche molto bella) che mi rimproverava alcuni miei "cedimenti" e mi diceva che non erano da me, ho risposto: "Sono quello che sono proprio perché sono come sono."
      Non ho bisogno di alcun microchip perché non ho alcun desiderio di essere diverso da quello che sono, nel bene e nel male, con tutti i miei difetti, le mie imperfezioni, le mie piccole miserie umane.
      Né un chip di qualsiasi genere, come dicevo, mi darà l'amore.

    5. natascia 7 giugno 2023

      Valori che si apprezzano nelle parentesi di loro assenza, e quindi l'assenza è fondamentale.

    6. absitiniuriaverbis 7 giugno 2023

      Mi fai venire in mente che si ri-trova o si ri-scopre solamente quello che già faceva parte del bagaglio di esperienze individuali.

    7. IlContadino 7 giugno 2023

      Ti capisco.
      Quasi tutti, forse tutti, ricorrono a qualche sistema per essere ciò che non sono: vino, droghe, meditazione... qualsiasi cosa pur di "andare al di là", credo sia cosa giusta, è un rispondere ad un richiamo innato, quasi inconsapevole, io lo chiamo il richiamo del lato animico, qualla voce che abbiamo dentro e che ci dice che siamo "altro", molto più profondo e vero di ciò che siamo abituati ad essere.
      Penso che la questione proposta nell'articolo voglia in futuro andare a parare là: sostituire la voce che abbiamo dentro, un vero e proprio andare contro natura, all'ennesima potenza, niente di più pericoloso.
      Proiettarsi verso la propria voce interiore e cercare di comprenderla è decisamente un buon modo, se non l'unico, di rifuggire quelle aberrazioni, altrimenti, alla lunga, si corre il rischio di snaturarsi.

      PS Sarebbe bello discutere di persona queste tematiche, tra un bicchiere di vino e una partita a freccette, che magari sei anche bravo, e interrompi l'egemonia del Bertozzi;-))

    8. CptHook 7 giugno 2023

      Una volta con le freccette ero un castigo di dio..., chissà...

    9. IlContadino 7 giugno 2023

      Ma pensa un po'!
      Al prossimo giro allora ti scrivo, chissà che non riusciamo ad incastrare, sarebbe davvero un gran piacere.

    10. CptHook 7 giugno 2023

      PS Sarebbe bello discutere di persona queste tematiche, tra un bicchiere di vino e una partita a freccette,

      Ti ho risposto via e-mail.

    1. absitiniuriaverbis 7 giugno 2023

      Allora, tutti sani e oltremodo longevi!
      Ma... questa situazione ha l'effetto di aumentare la popolazione, mentre l'obbiettivo dichiarato era di ridurla.

      Mi sono perso per strada.
      Immagino che il microchip consenta un tot minimo di vita garantita gratis e che poi si paghi periodicamente per vivere oltre il minimo.
      All'interno del minino garantito sono ovviamente installate funzioni cognitive standard rendendo personalizzabili a pagamento tutti gli extra.

      I burattinai, questa specie di individui, crescono a volpinax e furbitrol, si diceva un tempo.
      Les jeux sont faits, rien ne va plus !

    1. carla 6 giugno 2023

      Qualcuno ha letto che Musk è l'unico della cricca che propende per la crescita e non per la riduzione della popolazione mondiale?
      Ecco come immaginavo questo è il motivo che lo spinge a desiderare di avere sempre più soggetti su cui sperimentare, un novello mengele come se già non ne avessimo a sufficienza

    1. carla 6 giugno 2023

      Chi mai con un po' di sale in zucca si metterebbe nelle mani di questi che ci raccontano frottole sullo sbarco lunare da 50 anni, ipotizzano robot magici e invece vogliono solo manomettere la perfezione dell'essere umano perchè non riescono a combinare proprio nulla di diverso.
      Basti vedere il risultato delle auto elettriche che sono forni semoventi.
      A parte il fatto che qualcuno potrebbe obiettare fa tutto sempre parte del piano di sterminio del gregge iniziato con ottimi risultati.

    1. gianB 6 giugno 2023

      ""guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci""
      I Profeti, veri o falsi che siano, si presentano sempre in veste di pastore non di pecore. Questa voluta confusione é utile a non far sorgere possibili dubbi sul pastore.

    1. maghi 6 giugno 2023

      ma noi siamo già ora programmati. I programmi si chiamano istinti, in primis conservazione tramite procreazione e sopravvivenza. La natura ci avrebbe dato anche le idee, i pensieri, la mente, ma a vedere come viene usata forse sarebbe meglio un bel chip e divenire un cyborg. Mi basta guardare in alto a sx, dove c'è l'uomo trans incinto per sincerarmene. A quello lì sicuramene un bel chip gli ci voleva proprio. Bisognerebbe metterlo, se non in tutti gli umani, almeno in quella parte che è di fuori come i terrazzi. Ma quanti ne rimarrebbero? Su 8 mld attuali forse qualche decina di mln.

    2. CptHook 6 giugno 2023

      Infatti..., ed è proprio ciò che vogliono quelli che controllano quella diecina di milioni...

    3. maghi 7 giugno 2023

      se uno non è di fuori come i terrazzi, forse non è di facile controllo. Certo tutto dipende dalla levatura morale ed in questo intorno a me, giganti non ne vedo.

    4. Bertozzi 7 giugno 2023

      Provalo tu poi ci dici.

    5. Bertozzi 7 giugno 2023

      (cit.Colombini)

    6. maghi 7 giugno 2023

      Colombini è simpatico, ma mio nonno mi metteva in guardia dai lucchesi. Diceva spesso che quando Cristoforo Colombo sbarcò in America, ci trovò i lucchesi che scambiavano perline colorate di vetro con l'oro dei nativi. La truffa ce l'hanno nel sangue, perchè ad una sagra in Garfagnana una tentò di far passare le castagne che mia moglie aveva raccolto come sparse da lei per i bambini e voleva farcele pagare. Un altro ad una bancarella ce le vendette, ed erano bellissime, poi erano tutte immangiabili, nere dentro, perchè vecchissime. Disse che aveva più di 80 anni ed era in splendida forma. Invece quelle che ci vendette uno sdentato, male in arnese l'altro ottobre nel grossetano erano squisite. A questo punto mi chiedo: il lucchese furbo ed in forma era così perchè disonesto e il grossetano male in arnese e sdentato lo era, perchè onesto? Il Principe di Machiavelli deve saper anche fare il male, ma farlo per fregare qualche euro o per esibizionismo personale non è certo per ragion di stato. E' cleptomania. Credessi alla trasmigrazione delle anime, uno dovrebbe rinascere gazza ladra. Sarà per questo che ce ne sono tante?

    7. maghi 8 giugno 2023

      tramite i media quelli ne controllano mld, specie nel 1° mondo, perchè negli altri due il popolo lo tengono ancora in pugno con il timore come era anche qui prima del benessere petrolifero, che ha permesso alle elitè di creare un sistema di obbedienza basato sul benessere che concedono al popolino, visto che con l'energia dei fossili è ora possibile, ma come diceva Machiavelli, questa è una fedeltà comprata che può essere tolta alle elitè, non appena questo benessere finisce. E' il caso appunto dell'esaurimento dei fossili, in quanto non rinnovabili e allora perchè non usare ancora questa fedeltà per togliersi di mezzo una parte consistente di questi ingrati finchè ancora credono in loro. Un sistema era vaccinarli con iniezioni spacciate come benefiche, ora coll'impoverimento in modo da condurli sempre più nelle tue grinfie, decerebrandoli, poi terminandoli. I tempi dicono (agenda) 2030, poi può essere 2035 o 2040, bisogna vedere quanti fossili hanno ancora a disposizione per irretire e decerebrare. Nessun migrante verrebbe qui se dicessero che tra pochi anni la cuccagna finisse. Questi dopo 10 anni possono chiedere la cittadinanza e cominciare ad avere diverse migliaia di euro di sovvenzioni per campare, più case o affitti pagati. E chi li ferma di fronte a questa cuccagna? Se poi trovano qualche grassona brutta e repressa con un pò di soldi, che nessun autoctono vorrebbe sposare, perchè ormai nessuno qui è alla fame come era una volta, e come ci si buttano i furbacchioni. Fanno bene. Meglio vivere con una racchia, che soffrire l'indigenza e la fame. E poi almeno finchè hanno soldi queste poveracce possono illudersi di avere l'amore e un'esistenza come le donne desiderabili. E pensare che c'è anche chi si sposa con donne diversamente abili per amore o penso per pietà, che almeno è il sentimento più vicino all'amore. Conosco diversi che si sono sposati per pietà, che in fondo l'istinto di protezione per la donna è innato nei migliori, anche se di migliori ce ne sono sempre stati pochissimi.

    8. CptHook 8 giugno 2023

      E pensare che c’è anche chi si sposa con donne diversamente abili per amore o penso per pietà, che almeno è il sentimento più vicino all’amore.

      Scusa, ma questa vorrei che la spiegassi un po' meglio perché, sarò tonto, ma non l'ho capita...

    9. maghi 8 giugno 2023

      è successo a Pistoia, che un sacerdote si è innamorato di una parrocchiana diversamente abile con cui è felicemente sposato dopo il consenso del Vescovo. Per la vicinanza della pietà all'amore, tutti i mariti, me compreso, che hanno compassione delle minori forze fisiche della compagna, tendono a proteggerla.

    10. CptHook 8 giugno 2023

      Non condivido questa tua visione/interpretazione dell'amore.
      Ho vissuto i migliori 38, incredibilmente meravigliosi, anni della mia vita accanto alla donna che vedi nel mio avatar, disabile grave dall'età di 4 anni e posso assicurarti che non c'è mai stato in me il benché minimo sentore di pietà o compassione, solo un amore immenso che trascendeva tutto, un amore pieno di stima, perché non esiste amore se non c'è anche stima, ma non puoi chiamarlo amore se è mosso da pietà o compassione o quant'altro.
      C'è spesso stato, questo sì, un odio amaro e furioso per tutto quello che il destino, o chi/quello che vuoi, aveva fatto ad una creatura meravigliosa come lei, e spesso anche quest'odio mi ha dato la gioia di darle tutto me stesso perché lei soffrisse di meno.
      Sai, adesso che lei non c'è più, e che mi rimprovero tutto quello che oggi capisco che avrei dovuto capire prima, i nostri amici mi dicono che nessuno avrebbe potuto fare per lei quello che ho fatto io.

      È una cagata pazzesca!

      Se non sai dare tutto te stesso, succeda quel che succeda, costi quello che costi, come fai a chiamarlo Amore?

      E ti dirò ancora una cosa, che mi ha insegnato tanto e mi ha preparato ad incontrare lei.

      Da 20enne ho conosciuto la madre di un caro amico, colpita da artrite progressiva deformante, una donna piccola, anziana, che camminava piegata in due e viveva di dolori. Un giorno l'ho vista a scuola, a salutare i suoi ex-colleghi e li ho guardati mentre la salutavano: nei loro occhi non c'era pietà o compassione, avevano lo sguardo come di chi avesse visto Marylin.

      Quel giorno ho capito tantissime cose, molto più che in tutti i miei anni di liceo...

      La vicinanza della pietà all'Amore, no, non la accetto...

    11. maghi 8 giugno 2023

      pietà e amore impongono dei doveri verso il prossimo. In questo senso sono vicini. Io non ci vedo una grande differenza, ma rispetto le opinioni altrui. Semmai, parafrasando San Paolo, in amore un marito deve dare tutto sè stesso fino alla morte, mentre nella pietà non si arriva a tali livelli di dovere.

    1. DrCaligari 6 giugno 2023

      Io mi domando ma come fa l'uomo della strada a credere che lo vogliano immortale? Forse crede che la Costituzione sia il suo baluardo granitico, bah. Come si fa a non capire che se la tecnologia funziona sarà appannaggio delle elites, mentre per tutti gli altri servirà a schiavizzarli finchè non crepano e poi tanti saluti.

    2. fiurdesoca 6 giugno 2023

      e come si fa a dar fiducia alle istituzioni
      (vedi vaccini per esempio e non è il solo), che sono anni che ci prendono in giro e nonostante questo c'è chi ci crede ancora?

    3. Bertozzi 7 giugno 2023

      Perché la maggior parte delle persone, almeno qui in Italia, è stata educata affinché pensi "a me non toccherà, magari il vicino, il collega o il figlio, ma non me". Dopo 60 anni di questo imprinting l'uomo della strada è arrivato a pensare che il sistema ce l'ha con tutti ma lui singolo la sfanghera' comunque, mentre tutto va a puttane. E 60 anni di imprinting non li cancelli nemmeno con le siringhe obbligatorie e le mutande in faccia.

    4. DrCaligari 7 giugno 2023

      Una parte della popolazione la pensa cosi è vero. Ma io parlavo di un'altra fascia ancora; quelli che si sentono tutelati, protetti, come fossero loro stessi appartenenti a un elite insomma. Quelli mi fanno veramente morire, perché questi che dici tu alla fine una minima di comprensione ce l'hanno, invece loro zero anzi tutt'altro. Nuvole ecco dove vivono.

    1. Jimbo 6 giugno 2023

      Con tutta questa tecnologia in occidente negli ultimi vent'anni al posto che migliorare viaggiamo in retromarcia.
      Trovo anch'io inquietante il transumanesimo ma se si esclude il cellulare si fatica a trovare qualcosa di veramente innovativo in quest'ultimo periodo. Saranno poi cosí fenomenali?
      Inventano il bimby o altra robetta poi arriva l'alluvione e spazza via tutto.

    2. Primadellesabbie 7 giugno 2023

      Il silicone ovunque, i macchinari per analisi mediche che hanno determinato la scomparsa della professione del medico con i risultati che vediamo, l'esaurimento dell'abilità artigianale con lo spirito critico che comportava, il senso di potere e sicurezza ispirati dal modo in cui è percepita la tecnologia al punto che si possano promuovere crociate come la vaccinazione planetaria o l'azione nei confronti del clima o la scelta del sesso o l'adeguamento dell'uomo ai capricci dei bisogni che si decide di assegnargli, non ti sembrano "qualcosa di veramente innovativo"?

      Giorni fa al bar sport c'era chi parlava di meteoriti, hanno concluso che non ci sia da preoccuparsi: `è tutto sotto controllo'!

    1. Arthur 6 giugno 2023

      "La guarigione delle malattie, il sogno della grande salute, l’utopia di liberare l’uomo dalla caducità fisica"

      Queste cose non sono sbagliate.
      Sono aspirazioni legittime e doverose.
      Il problema è che i transumanisti mirano ad altro, che è spiegato molto bene nell'articolo.
      E, soprattutto, i transumanisti non hanno fiducia nel potenziale evolutivo naturale dell'uomo, e quando dico naturale intendo un processo integrale biologico, intellettuale, spirituale e morale.
      Ad ogni modo, il transumanesimo è solo una delle tante nefandezze che l'uomo ha compiuto e continua a compiere.
      Ci penserà la Provvidenza a dare a ciascuno ciò che merita.

    2. gianB 6 giugno 2023

      Appunto, la Provvidenza, buona quella. Che abbia dato quello che si meritavano anche a quei circa 300 "poveri cristi", diciamo così, morti e non so quanti storpiati di quei treni che hanno fatto i fuochi di artificio in India?

    3. galb65 6 giugno 2023

      Chissà se lì in India non ci sia lo "zampino" di qualche globalista che sparge dollari per ottenere risultati come in una "strategia della tensione" che manda messaggi a chi li deve ricevere. Capisc' a mmè.

    1. massimo70 6 giugno 2023

      sono veramente ignorante in materia, certo che se me la vendi come una cosa che permette ad un paralizzato di tornare a muoversi non posso che accoglierla con favore, ma se penso a tutto ciò che di male una tecnologia del genere potrebbe portarsi dietro non ne sono più tanto convinto..

    1. Primadellesabbie 6 giugno 2023

      Ma non c'era già il buddismo per affrontare con saggezza i limiti della condizione umana?

      Ah, ma quella è la soluzione da Oriente.

      Da Occidente invece nel materialismo ci si è tuffati, ai bimbi si è regalato il 'meccano' per evitare che scarroccino.

      E ora ci ritroviamo a dover seguire Musk e i suoi maiali, .......al posto di Budda.

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