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La verità scomoda su cancro e telefoni cellulari

 DI MARK HERTSGAARD E MARK DOWIE

TheGuardian.com

In genere non mai diamo retta a chi dice che i cellulari sono dannosi per la salute, ma non potrebbe essere che chi li produce  abbia fatto tutto il possibile per far nascere in noi tanti dubbi sugli studi che rivelano i veri legami tra telefonini e cancro?

Il 28 Marzo di quest’anno, un rapporto della  Scientific Peer review , punto di riferimento per il governo degli Stati Uniti ha concluso che esistono “prove evidenti” che le radiazioni dei telefoni cellulari causino il cancro, in particolare è stato rilevato un cancro del tessuto cardiaco nei ratti,  evento troppo raro per essere spiegato come casuale.

Undici scienziati indipendenti hanno trascorso tre giorni presso il Research Triangle Park, nella Carolina del Nord, discutendo lo studio, condotto dal National Toxicology Program del Dipartimento della Sanità e degli  Human Services degli Stati Uniti, che ha prodotto ottimi risultati sugli effetti provocati sulla salute dalle radiazioni dei telefoni cellulari. Gli scienziati del NTP hanno esposto migliaia di ratti e di topi (le cui somiglianze biologiche con gli esseri umani li rendono utili indicatori sui rischi per la salute umana) a dosi di radiazioni equivalenti all’esposizione media di un utente mobile durante la sua vita.

Gli scienziati della peer review hanno più  volte visto aumentare il loro livello di fiducia consultando gli allegati allo studio prodotto da scienziati e staff del NTP, che alimentano il sospetto che i capi del NTP abbiano cercato di minimizzarne i risultati. Pertanto, la peer review ha trovato anche “alcune prove”  – ​​un passo sotto le “prove evidenti” – di cancro nel cervello e nelle ghiandole surrenali.

Nessuna delle principali agenzie stampa negli Stati Uniti o in Europa ha riportato queste notizie scientifiche e la continua copertura delle notizie sulla sicurezza dei telefoni cellulari ha avuto effetti positivi sulle prospettive dell’industria del wireless. Per un quarto di secolo ormai, l’industria ha orchestrato campagne PR  globali mirate a ingannare non solo i giornalisti, ma anche i consumatori e i responsabili della politica sulla scienza che oggi si occupa delle radiazioni emanate dai telefoni cellulari. In effetti, il Big Wireless ha preso a prestito la stessa strategia e la stessa tattica che usarono dai Big del tabacco e del petrolio che furono pionieri nell’ingannare il pubblico, rispettivamente, sui rischi del fumo e su quelli dei cambiamenti climatici. E come i loro omologhi del tabacco e del petrolio, i CEO dell’industria del wireless hanno mentito al pubblico anche dopo che gli scienziati li avevano avvertiti, in privato, che i loro prodotti potevano essere pericolosi, specialmente per i bambini.

C’è sempre stata l’impressione  che George Carlo fosse l’uomo di punta per far sembrare pulita l’immagine dell’industria. Tom Wheeler, presidente della Cellular Telecommunications and Internet Association  (CTIA), scelse Carlo per disinnescare una crisi di pubbliche relazioni che minacciava di strangolare già nella culla la sua industria, appena nata. Questo avveniva nel 1993, quando c’erano solo sei abbonamenti mobili per ogni 100 adulti negli Stati Uniti, ma i capi dell’industria prevedevano un futuro in forte espansione.

Sorprendentemente, i telefoni cellulari erano stati autorizzati ad essere immessi sul mercato USA dieci anni prima senza che ancora fosse stato fatto nessun test di sicurezza da parte del governo. All’epoca, fu diagnosticato  il cancro ad alcuni clienti e lavoratori del settore. A gennaio 1993, David Reynard citò in giudizio la NEC America company, sostenendo che il telefono NEC di sua moglie le aveva causato un tumore letale al cervello. Dopo che Reynard apparve sulla TV nazionale, la storia prese spazio ed una sottocommissione del Congresso annunciò un’indagine; gli investitori cominciarono a scaricare le azioni dei telefoni cellulari e Wheeler e il CTIA entrarono in azione.

Hai fatto molta strada, baby: un businessman e un vecchio telefono cellulare. Foto: Alamy Stock Phot

Una settimana dopo, Wheeler annunciò che la sua industria avrebbe finanziato un programma completo per la ricerca. I Mobile phones erano già sicuri – disse Wheeler ai giornalisti – e questa nuova ricerca avrebbe semplicemente “ribadito i risultati degli studi esistenti”.

Carlo sembrava una buona scommessa per realizzare la missione di Wheeler. Un epidemiologo con una laurea in giurisprudenza, che aveva condotto studi per altre industrie contestate. Dopo aver effettuato uno studio finanziato da Dow Corning, Carlo aveva dichiarato che le protesi mammarie presentavano solo minimi rischi per la salute. Con i finanziamenti messi a disposizione dall’industria chimica, aveva concluso che bassi livelli di diossina, la sostanza chimica che aveva alimentato lo scandalo Agent Orange, non erano pericolosi. Nel 1995, Carlo prese la direzione del progetto WTR, finanziato dall’industria (Wireless Technology Research) , il cui budget finale di 28,5 milioni di dollari lo rese la ricerca sulla sicurezza mobile con i maggiori finanziamenti mai spesi fino ad oggi.

Comunque, Carlo e Wheeler alla fine si scontrarono duramente sulle scoperte del WTR, che Carlo presentò ai leader dell’industria di settore il 9 febbraio 1999. A quella data, il WTR aveva commissionato più di 50 studi originali e ne aveva revisionato molti altri. Questi studi avevano sollevato “serious questions” sulla sicurezza del telefono,  ammise Carlo in una riunione a porte chiuse con il CdA della CTIA, a cui parteciparono gli amministratori delegati o gli alti funzionari delle 32 aziende leader del settore, tra cui Apple, AT & T e Motorola.

Carlo scrisse lettere a  tutti i capi tribù del settore il 7 ottobre 1999, ribadendo che dalla ricerca del WTR aveva rilevato quanto segue: il rischio di “rari tumori neuro-epiteliali all’esterno del cervello era più che raddoppiato … negli utenti di cellulari” e c’era un’apparente correlazione tra “tumori cerebrali verificati sul lato destro della testa e l’uso del telefono sul lato destro della testa”. Inoltre “la capacità delle radiazioni emanate dall’antenna di un telefono di causare danni genetici funzionali [era] decisamente positiva”.

Carlo esortò i CEO a fare la cosa giusta: fornire ai consumatori “tutte le informazioni necessarie per esprimere un proprio  giudizio informato su quanto di quel rischio sconosciuto intendessero assumersi”, soprattutto perché qualcuno “aveva ripetutamente e falsamente affermato che i telefoni wireless sono sicuri per tutti i consumatori compresi i bambini”.

Il giorno dopo, un livido Wheeler incominciò a far buttare fango, pubblicamente, su Carlo. In una lettera condivisa con i CEO, Wheeler disse a Carlo che la CTIA era “certa che nessuno avesse mai presentato alla CTIA gli studi che Carlo aveva citato”, un evidente sforzo per proteggere l’industria dalle sue responsabilità nelle cause che, originariamente, avevano portato all’assunzione di Carlo.  Wheeler affermò inoltre che gli studi non erano stati pubblicati sui peer-reviewed journals e mise in dubbio la loro validità. Le sue tattiche buttarono acqua sulla polemica, anche se Carlo aveva in effetti ripetutamente informato Wheeler e altri alti funzionari dell’industria sugli sviluppi degli studi, che erano stati già presentati ad una peer review e che sarebbero stati presto pubblicati.

Negli anni a venire, le scoperte della WTR sarebbero state confermate da tanti altri scienziati negli Stati Uniti e in tutto il mondo. La World Health Organisation nel 2011 classificherà le radiazioni dei telefoni cellulari come un “possibile” cancerogeno umano e i governi di Regno Unito, Francia e Israele misero in guardia la popolazione contro l’uso dei telefoni cellulari da parte dei bambini. Ciononostante, le campagne di propaganda del settore riuscirono  a disinnescare sufficientemente le preoccupazioni del pubblico, tanto che oggi tre su quattro adulti in tutto il mondo hanno un telefono cellulare, rendendo così l’industria del wireless tra le più ricche sulla Terra.

La prima intuizione strategica che anima le campagne di propaganda delle multinazionali è che un dato settore industriale non deve vincere contro le argomentazioni scientifiche sulla sicurezza, ma deve solo continuare ad alimentare la discussione. Mantenere viva l’attenzione sull’argomento equivale a una vittoria per l’industria, perché l’apparente mancanza di certezza aiuta a rassicurare i clienti, a far respingere le normative del governo e a scoraggiare le azioni legali che potrebbero intaccare i profitti.

Fondamentale per mantenere vivo un argomento scientifico è far sembrare che gli scienziati non siano tutti d’accordo. E’ in questo modo, e di nuovo come le industrie del tabacco e dei combustibili fossili, l’industria del wireless ha vinto al “war-game” della scienza, come si legge in un Memorandum interno di Motorola del 1994. La scienza del gioco della guerra prevede di giocare sia in attacco che in difesa – di finanziare cioè gli studi a favore dell’industria per attaccare gli studi che fanno troppe domande e di mettere esperti del settore dentro gli organi di consulenza come l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per cercare di screditare gli scienziati le cui opinioni divergono da quelle che convengono al settore.

Finanziare la ricerca a favore è forse stata la tattica più importante, perché trasmette l’impressione che la comunità scientifica sia veramente divisa. Quindi, quando gli studi hanno messo in relazione le radiazioni wireless con il cancro o con danni genetici – come fece la WTR di Carlo nel 1999; come ha fatto lo studio Interphone dell’OMS nel 2010  e come ha fatto la NTP del governo USA all’inizio di quest’anno – l’industria può già presentare, con precisione, altri studi già esistenti che non concordano con quelle tesi.

Uno sguardo ravvicinato lascia intravedere il gioco di prestigio. Quando Henry Lai, professore di bioingegneria all’Università di Washington, analizzò 326 studi relativi alla sicurezza effettuati tra il 1990 e il 2006, scoprì che il 44%  non rilevava nessun effetto biologico dalle radiazioni dei telefoni cellulari, mentre il 56% le rilevava; apparentemente gli scienziati erano divisi. Ma quando Lai ha riclassificato gli studi sulla base delle fonti di finanziamento, è emerso un quadro ben diverso: il 67% degli studi finanziati in modo indipendente rilevava effetti biologici, mentre, per gli studi finanziati dall’industria. ne rilevava solo il 28%. Le scoperte di Lai sono state confermate da una analisi del 2007  su Environmental Health Perspectives, che ha concluso, per provare gli effetti sulla salute, che gli studi finanziati dall’industria erano due volte e mezzo meno attendibili rispetto a quelli indipendenti .

C’è solo un giocatore chiave che non è stato intaccato in tutta questa ricerca sul wireless: le Assicurazioni. Nel reportage su questa storia, non abbiamo trovato nessuna compagnia di assicurazioni che venda un prodotto che copre dalle radiazioni dei telefoni cellulari. “Perché dovremmo venderlo?” –  Ha chiesto un assicuratore con una risatina prima di indicare quelle due dozzine di cause legali contro le compagnie wireless, che chiedono un risarcimento totale di $ 1,9 miliardi per danni.

La neutralizzazione del problema della sicurezza da parte dell’industria Wireless ha aperto le porte all’Affare Grosso, al Primo Premio: la proposta di trasformazione della società  in un Internet of Things.

Celebrato come un gigantesco motore di crescita economica, Internet of Things permette alle persone di collegarsi con uno smartphone o un computer, non solo ad altre persone, ma con questi dispositivi si collegheranno alle macchine e a tutti i dispositivi del cliente, fino anche ai pannolini del bambino – tutto avverrà a una velocità molto più alta di quella attualmente disponibile.

Tutto compreso anche il lavello della cucina: L’Eco di Amazon è solo l’inizio dell’Internet of Things – Foto: Alamy Stock Photo

Ma c’è un problema: Internet of Things richiederà l’aumento della tecnologia 4G di oggi con la tecnologia 5G, quindi una “massiccia” esposizione di tutta la popolazione alle radiazioni, come si legge in una petizione firmata da 236 scienziati di tutto il mondo  che hanno esaminato e pubblicato più di 2000 studi  e rappresentano “una parte significativa degli scienziati accreditati nel campo della ricerca sulle radiazioni”, secondo Joel Moskowitz, direttore del Center for Family and Community Health alla University of California, Berkeley, che ha contribuito a far circolare la petizione. Tuttavia, come i cellulari, anche la tecnologia 5G  sta per essere introdotta senza che nessun test di sicurezza sia stato effettuato prima di aprite le vendite sul mercato.

La mancanza di prove definitive che una tecnologia sia dannosa non significa che questa tecnologia sia sicura, eppure l’industria wireless è riuscita a vendere questo errore logico a tutto il mondo. Il risultato è che, negli ultimi 30 anni, miliardi di persone in tutto il mondo sono state sottoposte a un esperimento di salute pubblica: usare un telefono oggi, e scoprire solo dopo se questo causa danni genetici o cancro. Nel frattempo, l’industria ha ostacolato la diffusione di una piena conoscenza sui dati scientifici e i media non sono riusciti a informare il pubblico su quello che gli scienziati pensano davvero. In altre parole, questo esperimento di sanità pubblica è stato condotto senza il consenso informato dei suoi soggetti, anche se l’industria sta barando spudoratamente.

 

Mark Hertsgaard  è un autore e corrispondente ambientale per  the Nation,  che ha pubblicato una versione differente di questo articole. Mark Dowie è autore e ricercatore storico di base a  Willow Point, California

 

Fonte: www.theguardian.com

Link: https://www.theguardian.com/technology/2018/jul/14/mobile-phones-cancer-inconvenient-truths

14.07.2018

 

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org  e l’autore della traduzione Bosque Primario

Pubblicato da Bosque Primario