La trappola

DI ANTONIO DE MARTINI

facebook.com

Erdogan è in trappola. Sotto il manto di una vittoria diplomatica di cela un cavallo di Troia.

La Turchia mira da quando è iniziata la guerra di Siria, ad impossessarsi della riva sinistra dell’Eufrate fino a Mossul: una striscia di 500km larga una trentina, in cui sistemare i circa due milioni di profughi siriani che hanno invaso il territorio turco.

Gli americani volevano che le truppe turche attaccassero l’esercito siriano e liquidassero Assad.

Erdogan si disse disposto a entrare in campagna “ assieme all’US Army”.

Su questo ostacolo si è infranta l’onda offensiva dell’alleanza occidentale ( più sauditi e Emirati) .

Gli USA rimediarono in qualche modo ricorrendo ai curdi e creando un esercito a valenza doppia: YPG curdi e FDS (forze democratiche siriane) che andarono a presidiare le posizioni smantellate dai bombardamenti alleati.

La Turchia , conoscendo i rapporti YPG coi curdi del PKK ( di Ocalan) che dal 1984 fanno guerriglia sostenuti dall’URSS all’epoca in funzione anti NATO, non vuole curdi ai suoi confini.

Dopo una serie di dispetti reciproci e avvicinamento russo turco , Trump , dopo un tentativo di cogestione della zona di sicurezza , ha aperto il cancello dietro cui abbaiava Erdogan.

Mentre l’YPG si ritirerà velocemente( ha già smantellato i posto di blocco) Erdogan si ritroverà alla casella di partenza e senza l’appoggio finanziario americano: se avanza , si scontrerà coi governativi siriani e darà fondo alle ridotte risorse di cui dispone.

Raffredderà i rapporti con Iran e Russia ed avrà speso inutilmente 3 miliardi di missili S400 dato che l’aeronautica siriana è deboluccia.
Se non avanza, dimostrerà al Vicino Oriente che è una tigre di carta e gli resteranno in casa i tre milioni di profughi siriani.

Per cavarsela, dovrà di fatto allearsi con Assad . Non impossibile, ma non facile.
Intanto ha aperto un altro contenzioso: le acque di Cipro e i giacimenti.

Davitoglu ha intanto promesso solennemente si rispettare l’integrità del territorio siriano.

Partita da seguire con interesse.

Antonio De Martini
7.10.2019
7 Comments
  1. Holodoc says

    Mah, non credo che Erdogan sia con le spalle al muro, anzi.
    La Turchia, per la sua posizione strategica a cavallo di Asia ed Europa e di Mar Nero e Mediterraneo sta ottenendo favori sia dagli Usa che dalla Russia. Ed è proprio in virtù di questa posizione di forza che può permettersi di accaparrarsi una fetta non piccola di territorio siriano alla quale anela da un bel po’, e non certo per popolarla di profughi, utili per ricattare l’Europa che continua a pagare un bel pizzo affinché non vengano sguinzagliati verso occidente, ma per far fuori i curdi e regalare quella terra ai turcomanni che da secoli abitano già dietro al confine.

    Non capisco cosa c’entri poi l’avanzata turca nella fascia di Idlib con i profughi siriani. Se la Siria avesse i mezzi per mantenerli li avrebbe già fatti rientrare. Quindi, spostando i campi profughi dal suo territorio a quello curdo la Turchia che vantaggio ne avrebbe?

  2. ton1957 says

    Non mi lancerei in facili conclusioni, la situazione appare mediatoroccata, (l’unica cosa certa è che noi bisognerà allargare i porti)la Turchia non dimentichiamo che doveva entrare nella U.E. è nostra amica, era amica alleata con gli Americani, poi è stata massacrata economicamente proprio dagli amici Americani, ha comprato gli S400 dai Russi, e se li è fatti amici, ma ora è di nuovo Amica degli Americani ma non ci danno gli F35- qualcosa non quadra del racconto ufficiale. Speriamo solo che tra un pò non gli trovino anche le armi di distruzione di massa, non c’è due senza tre recita un vecchio proverbio di Saddam e Gheddafi, alla Francia (credo anche all’Inghilterra) serve una guerra per il petrolio e per non andare dal culo (ormai sono quasi falliti) invece all’America serve una guerra per destabilizzare il prezzo del petrolio. Se non sale il prezzo del petrolio l’america và dal culo anch’essa, ha fatto troppi debiti per lo Shale oil (e non solo), serve rientrare ed anche alla svelta-la crisi economica globale è alle porte (anzi è già entrata dalle porte)

  3. Cruciverba says

    Erdogan si sta avviando ad un suicidio politico ed economico .

    Si è inimicato praticamente tutti , prima facendo il doppio gioco con USA e Russia .
    Nell’area poi ha solo nemici , i Siriani che ha ripetutamente attaccato , i Curdi , l’Armenia e l’Iran . In Europa si sta inimicando Francia ed Italia per la questione Gas/Petrolio di Cipro .
    Se veramente vuole combattere verrà spazzato via in men che non si dica ed è probabile che la Turchia perda pure la sua unità territoriale . C’è un vecchio progetto NATO / Yankee che prevedeva la formazione di uno Stato Curdo con pezzi della Turchia , Siria ed Iran che non è mai andato in pensione .
    Se attacca è la buona volta che la Turchia viene liquidata per sempre …

    1. Divoll79 says

      Gia’, e indovina chi si dovra’ poi prendere i rifugiati turchi…

  4. Quasar says

    e’ stato gia’ tutto concordato e autorizzato sia dagli americani che dai russi

  5. Lucio says

    Trump vuole svincolare gli USA dal medioriente (o perlomeno dalla Siria). Lo fa abbandonando i curdi. Forse esiste già un accordo con la Russia per tutelarli dopo qualche perdita. Figuraccia americana ma chissene. Trump punta al consenso interno ed i suoi elettori guardano maggiormente alla politica interna ed hanno votato proprio per uscire da certi scenari internazionali (Siria).
    Se fosse così i curdi dovrebbero tra qualche giorno dormire tranquilli.

    1. lady Dodi says

      Macchè! Erdogan ha attaccato.

Comments are closed.