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La stupidità di Rajoy ha trasformato un fallimento annunciato in uno spartiacque. Cui prodest, però?

DI MAURO BOTTARELLI

rischiocalcolato.it

Queste righe potrebbero diventare vecchie e inutili nel momento in cui le starete leggendo, sono i rischi di scrivere su argomenti in divenire come il voto catalano di oggi. Al netto della cronaca, sono due le notizie degne di nota: in tutto il Paese, i Mossos d’Esquadra non sono intervenuti per sgomberare i seggi, hanno fatto finta di niente e girato i tacchi tra gli applausi della gente. Secondo, a Girona, nel seggio in ci avrebbe dovuto votare il presidente catalano, Carles Puigdemont, le squadre anti-sommossa della Guardia Civil sono intervenute, forzando le porte, proprio al fine di porre in essere l’atto simbolico: vietare al numero uno del movimento indipendentista di votare.

C’è tensione, forte ma, finora, occorre ammettere che nulla di trascendentale è accaduto. Non so come andrà a finire: Madrid a posto in campo un apparato repressivo di prim’ordine, oltre 10mila uomini schierati e il via libera – di fatto – dell’UE a tutelare con ogni mezzo l’integrità statale e costituzionale della Spagna. Dal canto sua, la Generalitat sta ormai muovendosi nel solco del mero atto di testimonianza, indicando ai cittadini che il voto è possibile in ogni seggio e anche con schede elettorali stampate in casa. La legittimità del voto, se ci sarà, è inevitabilmente compromessa. La stessa marcia indietro notturno del presidente catalano, il quale ha detto che anche con una vittoria del “Sì” non si arriverebbe a un’automatica proclamazione di indipendenza, parla la lingua del gioco delle parti. Ma resta il simbolo e questa è una responsabilità che grava interamente su Mariano Rajoy, il suo governo e l’inazione dell’Unione Europea.

A confermarlo sono le parole di Julian Assange, numero uno di WikiLeaks, il quale dopo aver confermato il suo sostegno alla causa catalana, ha detto che quanto sta avvenendo è l’atto fondativo e prodromico della Prima Guerra Mondiale del web. Basta questo per dire che, al netto del referendum, Madrid ha perso e Barcellona vinto. Parliamoci chiaro: da Stato indipendente, la Catalogna avrebbe un debito/Pil attorno al 120% e occorre altresì ricordare come non solo Madrid compri buona parte del debito emesso da Barcellona ma, quando occorre (e non è così infrequente) pone anche la garanzia sovrana sugli stessi bond di Barcellona, per tranquillizzare gli investitori, quando si avvicinano scadenze a rischio (tipo questa). Certo, come ci mostra il grafico,

la Catalogna rappresenta circa il 20% del Pil spagnolo ma quest’altro grafico,

è chiaro nel rappresentare il trend demoscopico relativo al referendum in atto in queste ore: Barcellona ha forzato la mano nell’ultimo periodo, soprattutto con il voto parlamentare che di fatto esautorava Madrid di ogni potere sulla regione, per il semplice fatto che non voleva che quel quesito fosse posto in maniera seria (ovvero uffciale e riconosciuta da Madrid) ai propri cittadini, perché questo avrebbe svelato il bluff. E Madrid, ovviamente, ci è cascata con tutte le scarpe. Di questo 1 ottobre non resterà l’azzardo, resterà la repressione in stile franchista delle istanze autonomiste catalane, resteranno le immagini di famiglia e anziani sgomberate dai seggi, manganelli alla mano. Quelle istanze sono minoritarie, come mostravano ieri anche la manifestazioni pro-unitarie tenutesi in tutto il Paese, Barcellona compresa ma ora divenute afflato di libertà repressa di un intero Paese.

Un capolavoro mediatico-propagandistico, da parte catalana, non c’è che dire. Di fatto, il “no” della Corte suprema che ha dichiarato illegale il referendum è stato un vero e proprio regalo all’autoreferenziale Generalitat de Catalunya, un modo per perpetuare politiche fallimentari e arrivare, giocoforza, a un negoziato con Madrid in posizione di vantaggio, tutto meramente riconducibile all’effetto mediatico di queste ore: dalla CNN ad Al-Jazeera, non c’era grande network globale che non fosse presente con almeno un inviato a Barcellona. E vedere mamme con i bambini presidiare spazi “violati” da energumeni delle squadre anti-sommossa della Guardia Civil fa un certo effetto: sono immagini come rimangono impresse nella mente e portano a un immediato e acritico spirito di solidarietà verso la causa indipendentista, esattamente come le immagini simbolo scelte da media dopo ogni attentato dell’Isis.

Madrid non lo ha capito e, anzi, ha fatto il gioco di Barcellona: doveva garantire legittimità al voto odierno e sfidare al realismo il governo autonomo, il quale ha bluffato da almeno un anno questa parte. Comunque fosse andata, infatti, il processo negoziale reale – stante il caos del Brexit che le autorità europee faticano ogni giorno di più a nascondere sotto il tappeto delle trattative – sarebbe stato lento e farraginoso e avrebbe garantito a Madrid non solo il fattore tempo ma anche la copertura politica dell’UE. Così facendo, invece, Barcellona è a prescindere la vittima. E, quindi, la vincitrice non solo morale ma bensì politica della battaglia in atto. Ripeto, un capolavoro.

Ma a chi giova, tutto questo?
Perché al netto della stupidità politica di Rajoy e all’altrettanto conclamata insipienza dell’UE, un caos come quello andato in scena in questi giorni in Catalogna destabilizza. E, soprattutto, si poteva evitare.
Serve forse un accelerante a qualche incendio doloso nell’eurozona, in vista del board della BCE del 25 e 26 ottobre prossimi, quello che dovrebbe finalmente dare risposte chiare relativamente al tapering da parte della BCE relativo al programma di stimolo?
Senza contare che il 15 ottobre, in contemporanea, andranno al voto gli elettori austriaci per le legislative e quelli della Bassa-Sassonia per le regionali e un risultato brillante rispettivamente di FPO e AfD potrebbe attizzare ancora un po’ il fuoco dell’allarme populismo, sedato troppo in fretta e malamente dalla vittoria di Emmanuel Macron alle presidenziali francesi.

Una bella scusa pronta per Draghi per far ricorso a moderazione e cautela rispetto al ritiro degli stimoli? La situazione ideale per calciare ancora un po’ in avanti la lattina e attendere la FED in dicembre?

Sono cattivi pensieri ma viene da farli. Soprattutto adesso che, al netto degli insulti di Kim Jong-un, il segretario di Stato USA, Rex Tillerson, ha apertamente ammesso un’apertura di dialogo con PyongYang rispetto al programma nucleare, paradossale conferma della pantomima nucleare messa in atto finora per gonfiare un po’ i Pil di USA, Giappone e Sud Corea a colpi di warfare e spesa per la difesa. Cosa c’entra? C’entrano l’effetto mediatico e le parole di Assange, le quali confermano plasticamente come i voti “alternativi”, vedi attraverso il web, possono destabilizzare un Paese, tanto che la prima mossa della Guardia Civil è stata quella di recarsi al Centro informatico del governo catalano e bloccare tutti i programmi e le applicazioni per il voto on-line.

E chi è, nell’immaginario popolare e mediatico, il più grande destabilizzatore politico on-line del mondo, se non la Russia di Putin con i suoi hacker e l’uso spregiudicato dei social network, come dimostrerebbero i mea culpa di questi giorni – casualmente – da parte di Facebook e Twitter, finiti addirittura davanti alla Commissione intelligence del Congresso? Saranno forse questi i cui prodest che hanno reso non solo possibile ma necessaria la pantomima catalana cui abbiamo assistito e stiamo assistendo in queste ore? Scommettete che l’argomento farà capolino a breve nei dibattiti politici? Magari, ovviamente in ambito politico interno e tutto strumentale in chiave anti-Lega (con un Salvini molto tiepido e distaccato in queste ore e un Maroni invece scatenato, guarda caso) in vista delle politiche 2018, anche quelli legati ai referendum di Lombardia e Veneto del 22 ottobre?

 

Mauro Bottarelli

Fonte: www.rischiocalcolato.it

Link: https://www.rischiocalcolato.it/2017/10/la-stupidita-rajoy-trasformato-un-fallimento-annunciato-uno-spartiacque-cui-prodest-pero.html

1.10.2017

Pubblicato da Davide

  • DesEsseintes

    Ahahah…ma di cosa straparla questo signore… 😀

    Una delle migliori perle di questa accozzaglia di parole fatta passare per articolo è:

    “Una bella scusa pronta per Draghi per far ricorso a moderazione e cautela rispetto al ritiro degli stimoli?”

    E poi:

    “La situazione ideale per calciare ancora un po’ in avanti la lattina e attendere la FED in dicembre?”

    Tu oensa se fanno tutto sto casino per giadagnare due mesi…ma come fa a venire in mente una frescaxxa simile…

    La conclusione poi, che potete leggere voi stessi, è cosí scopertamente convenzionale e appiccicata con lo scotch che non vale la pena di parlarne.

    Perché questo signore ha scritto questo “articolo” (per modo di dire)?

    Certamente per elemosinare audience ma soprattutto per un altro motivo, per un suo pregiudizio intellettuale che una perdona seria dovrebbe considerare offensivo nei propri confronti PERCHÉ EVIDENTEMENTE A FAVORE DEL POTERE OSSIA CHE INDUCE ALL’ACCETTAZIONE SUPINA DELLO STATUS QUO:

    lo “scriba” obbediente NON PUÒ MAI DIRE CHE C’È UN POPOLO CHE STA DISOBBEDENDO CON SUCCESSO.

    E da bravo scriba ci ricama su i più contorti machiavellismi che appagano il “desiderio di sdegno” dei lettori meno avveduti ma allo stesso tempo gli nascondono la cosa più importante:

    UN VERO POPOLO SI STA RIBELLANDO.

    Lo scriba ha il compito di evitare con qualsiasi mezzo che il suo “lettore meno avveduto” si lasci contagiare.

    Ecco la verità di questa roba che si è deciso di pubblicare in home.

    • SanPap

      è dal 1213 che si ribellano, chiedono le paratge e ottengo crociate
      (com’è quella storia dei popoli che si fondono uno nell’altro e diventano uno fatto di schiavi ?)

      • DesEsseintes

        Prima dai gli appuntamenti al ghetto…poi si scopre che sei un cataro…
        C’è un sacerdote domenicano, il fratello Tomás, che vorrebbe fare quattro chiacchiere con te…

        • SanPap

          non c’è problema, Bonhomme; sempre alla fontana delle tartarughe, mi riconoscerà subito perché mi porto la fida spada ad una mano e une bazelaire, sai com’è …

  • Wal78

    Mi sembra altamente prematuro fare simili sconclusionate considerazioni. Farei comunque una serie di considerazioni
    – Sono 7 anni che la Catalogna chiede il referendum, quindi non mi sembra una boutade mediatica
    – Nulla di trascendentale accaduto? Sottolineo solo che la polizia stata fatta arrivare con le navi
    – I debito della Catalogna di 42 miliardi di Euro su 255 miliardi di PIL. Non capisco come si faccia a sostenere che il debito stia al 120%. Ricordo che circa il 10% di tutta a tassazione della Catalogna finanzia il resto della Spagna
    – A me par che la macchina mediatica sia tutta contro la Catalogna

    Che sto caos sia fomentato è indubbio, cui prodest mi sembra presto per dirlo

  • ant85

    ” Comunque fosse andata, infatti, il processo negoziale reale – stante il caos del Brexit che le autorità europee faticano ogni giorno di più a nascondere sotto il tappeto delle trattative ”

    Mi duole ammetterlo ma no, in questo caso a faticare è proprio il governo britannico.

  • Vamos a la Muerte

    “e portano a un immediato e acritico spirito di solidarietà verso la causa indipendentista”:
    assolutamente no. La Spagna ha tutto il diritto di difendere la propria integrità territoriale e la sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegale il referendum, basta per affermare senza possibilità di essere smentiti che Puigdemont e i suoi compari si sono posti al di là della legge.
    Bottarelli parla dei Valori Fondanti di uno Stato, come quello spagnolo, come se fossero pedine di una partita a scacchi: quando la Corte Costituzionale parla non c’è possibilità di appello.
    Dispiace, ma questo articolo ricorda tanto certe persone che vorrebbero introdurre in Italia un quarto, quinto ma anche un sesto grado di giudizio. E perché no? Magari anche due o tre Corti Costituzionali.

    • Wal78

      La costituzione è un mero atto giuridico fondativo di uno stato. Come tutti gli atti giuridici può essere ribaltato, cambiato, annullato da un popolo o da un qualsiasi potere…anche se minoritario. E la carta geografica, da sempre, ha avuto mutazioni. Lo stato spagnolo ha il diritto di difendere con la forza la sua legge cosi come il popolo catalano, se vuole, ha il diritto di rifiutarla. Non esistono valori fondanti di uno stato perchè gli stati vengono fondati tramite atti giuridici. Le nazioni invece hanno valori fondanti.

      • Primadellesabbie

        “…Lo stato spagnolo ha il diritto di difendere con la forza la sua legge cosi come il popolo catalano, se vuole, ha il diritto di rifiutarla. …”

        Leggono a destra e a manca, vogliono discutere e formulare giudizi su tutto, cominciando a spararli da appena svezzati, e poi scopri che l’ABC é così difficile da comprendere.

        • Wal78

          La consuetudine è la fonte primaria del diritto, non la legge. E nella storia la geografia è sempre mutata rifiutando la “legge” precedente.

          • Primadellesabbie

            Il fatto di riuscire ad imporre le leggi é il momento fondante della legalità.

          • DesEsseintes

            Ma la legalità non è il diritto

          • Primadellesabbie

            Se ti riferisci a quello conosciuto come “diritto naturale” hai ragione, altrimenti é il diritto che inquadra e determina la legalità.

            (é un po’ che non mi interesso di diritto e temo che l’uso dei termini appropriati, che é essenziale, ne risenta)

          • DesEsseintes

            Non solo quello naturale, c’è anche quello locale di cui deve tenere conto la rule of law.
            Wal78 parla di “consuetudine” e immagino si riferisse a questo.

          • Primadellesabbie

            Le consuetudini e gli usi locali sono un’altra cosa, la consuetudine di cui parla Wal78, almeno credo, fa riferimento ad alcune scuole che fanno originare le leggi da questa. Come puoi immaginare una rivoluzione, di solito, scrive le proprie leggi diversamente.

            L’importanza della ribellione, pacifica o violenta, é ben illustrato da molti episodi storici, pensiamo a Gandhi, al colpo di fucile che, si dice, Ben-Gurion sparò in aria prima di attraccare in Palestina, lo stesso taglio del nodo di Gordio contiene anche questo messaggio.

            PS – Guarda anche questo, che non c’entra con sopra:
            http://parstoday.com/it/news/world-i117175-catalogna_assange_difende_referendum_sospendere_spagna_dall'ue

          • DesEsseintes

            Cito

            “Wal78, almeno credo, fa riferimento ad alcune scuole che fanno originare le leggi da questa”

            Di questo stavo parlando. Sistema di common law da applicarsi secondo i principi della rule of law, “stare decisis”.

            Un sistema giuridico che ha la funzione di limitare il potere esecutivo.

            In questo senso applicare le leggi dove la consuetudine riconosce principi diversi da quelli su cui si basano quelle leggi significa applicare la legalità ma non rispettare il diritto (“locale” quindi diverso da “i diritti”).

            Almeno, cosí la vedo per quello che ho capito.

            Poi si discute nelle maniere e nelle sedi piu raffinate ma resta il fatto che se non ci si mette d’accordo l’unica fonte del diritto è sempre chi mena di più…

          • Holodoc

            Se togli la legalità resta la legge del più forte, del “me ne frego” di lontana memoria.

          • DesEsseintes

            Appunto cercavo di distinguere.

            Legalità NON VUOL DIRE DIRITTO.

            Infatti si chiama “LEGGE” del più forte.

            Se il più forte impone la sua “LEGGE” quella diventa “LEGALITÀ” ma non è “diritto”.

            In parole povere e semplificando molto: “LEGALITÀ” non vuol dire “GIUSTIZIA”.

            Quindi: secondo me il “diritto” deriva dalle consuetudini locali come è per molti aspetti nei sistemi di common law.

            Queste consuetudini locali – ATTENZIONE – hanno valore di diritto quando la comunità dove vengono praticate è un vero “popolo” il che significa che la sua classe dirigente è e si riconosce parte integrante e indistinguibile dalla (sua) gente, È PRONTA A CONDIVIDERNE IL DESTINO E OVVIAMENTE DEVE ANCHE VALERE IL VICEVERSA.

            In queste condizioni quelle consuetudini sono “giuste” ossia NON lo sono in base a criteri oggettivi/astratti esterni alle tradizioni/consuetudini di quella comunità.

            Tutto qui.

            Ragazzi…SE CAPITE QUESTO SIETE LIBERI, ok?

            Sveglia.

          • freddicruger

            Da secoli lo dicono
            Summum ius, summa iniuria
            anche perchè senza LEGALITA’ l’applicazione del DIRITTO non darebbe luogo a GIUSTIZIA

            ps
            il diritto è da sempre prodotto dal gruppo vincente (i.e. “legge del più forte”)

          • DesEsseintes

            Cito:

            “anche perchè senza LEGALITA’ l’applicazione del DIRITTO non darebbe luogo a GIUSTIZIA”

            Bravo tesoro.
            Solo che è valido anche il viceversa.

            Perché io non ho detto che la “legalità” è sbagliata…ci sei sí…?
            No, eh?

          • freddicruger

            Quale sarebbe il viceversa (con legalità e senza giustizia o con legalità ma senza diritto)?
            Comunque tesoro di mamma, nessuno ha detto che hai sbagliato…

    • Lupis Tana

      il trattato di Helsinki firmato da 35 stati, anche dalla Spagna dà il via libera all’autodeterminazione dei popoli… allora perché non lasciarli votare? fanno la voce grossa solo per intimorirli o vogliono far passare il messaggio; le Indipendenze non passeranno? t l

  • Antonio XV

    Anche io non voglio pronunciarmi su eventi in divenire… Tuttavia, alcuni concetti mi diventano chiari: per la Catalogna, e ancor di più per il Curdistan, non si tratta di concetti come “popolo”, diritto all’autodeterminazione, e simili… La categoria è quella del “tradimento”. Sarebbe come se nel mio paese si scoprisse una fonte di ricchezza (petrolio, uranio, oro…) e i pochi abitanti del paese pensassero di costituirsi in stato autonomo (Popolo) per sfruttare da soli quella ricchezza e non dividerla con altri… È una furbata che non ha niente a che fare con i concetti di popolo, costituzione, unità politica, identità politica… A maggior ragione se dietro vi è un Nemico che soffia su una guerra civile prevedibile… Nel caso di Israele sul Curdistan la cosa è di lampante evidenza… Ma poi il referendum è assurdo anche per un altro motivo: se l’esito non è per unanimità, cosa succede che al 45 % che non fosse d’accordo si riconosce il 45 % del territorio, che andrebbe da un’altra parte, o resterebbe con la Spagna o l’Iraq? O il 45 % dovrebbe sottostare al 55 % che però non ne vuole sapere degli altri spagnoli con i quali fino ad oggi ha costituito una stessa comunità politica e statuale? Chi è che sta dietro il tentativo di secessione della Catalogna?…. Penso che sia fondamentale considerare il nemico esterno che ha interesse alla divisione e indebolimento di uno stato confinante o potenziale concorrente secondo lo schema hobbesiano del diritto naturale… Certo, se lo vogliono i catalani possono dare inizio a una nuova guerra civile, che nel 1936 iniziò proprio da Barcellona e che vide da una parte e dall’altra brigate straniere… Ed anche la Spagna ha un eguale diritto a difendere la sua integrità territoriale… Ma a chi conviene una guerra civile? E per cosa? Per versare meno tasse al governo centrale? E se a Barcellona un terremoto distrugge tutta la città gli altri spagnoli devono sentirsi solidali? L’unità politica di un popolo non può ridursi a tasse versate e servizi erogati… Questa è la fine della politica e l’inizio del commercio…

    • Primadellesabbie

      Tradimento!

      Perché non “dividono” quello che stava sotto i loro piedi a loro insaputa?

      Grazioso.

      Ad ogni modo i curdi sono un popolo antico (da Wikipedia):

      “The land of Karda” is mentioned on a Sumerian clay-tablet dated to the 3rd millennium B.C. This land was inhabited by “the people of Su” who dwelt in the southern regions of Lake Van; The philological connection between “Kurd” and “Karda” is uncertain but the relationship is considered possible. Other Sumerian clay-tables referred to the people, who lived in the land of Karda, as the Qarduchi and the Qurti.

      Many Kurds consider themselves descended from the Medes, an ancient Iranian people, and even use a calendar dating from 612 B.C., when the Assyrian capital of Nineveh was conquered by the Medes. The claimed Median descent is reflected inthe words of the Kurdish national anthem: “We are the children of the Medes and Kai Khosrow.”…

      Ed il motivo che ostacola il loro riconoscimento da ciascuno dei tre Paesi che attualmente occupano il loro territorio, é recente, ed é costituito da un intervento di ingegneria (é inutile fingere, contro ogni evidenza, di non informarsi dal mainstreem!), anzi due, e risalenti agli anni’80/90, precisamente questi:

      https://www.google.co.uk/maps/place/Urfa+News/@36.6297071,42.8233347,1708m/data=!3m1!1e3!4m5!3m4!1s0x15347009f6e55f95:0x812e2677292dc7a!8m2!3d37.2211646!4d38.805256?hl=en

      https://www.google.co.uk/maps/place/Urfa+News/@37.4802259,38.3203677,2687m/data=!3m1!1e3!4m5!3m4!1s0x15347009f6e55f95:0x812e2677292dc7a!8m2!3d37.2211646!4d38.805256?hl=en

      Qui un ampio saggio al proposito:

      http://www.matthewmachowski.com/2010/06/kurds-iraq-water-politics.html

      Come vedi il petrolio per una volta c’entra poco.

      E cerchiamo di moderare i termini, in attesa di capire meglio…

    • Tipheus

      Certo. Il 45 % deve accettare il 55 %. Altrimenti saremmo ancora una monarchia.
      E poi non capisco: i referendum sono validi quando? I “plebisciti” del 1860 erano validi? O a ben vedere non erano “costituzionali” neanche quelli? Alla fine l’autodeterminazione dei popoli c’è dai tempi degli Ittiti. E’ una forma di diritto naturale incoercibile. Poi naturalmente c’è la forza.
      Poi la Catalogna non è un condominio, o una ripartizione amministrativa casuale. E’ una Nazione. Lo dice la storia. È diventata Spagna per conquista militare ai primi del XVIII, dopo alcuni secoli di semplice unione personale con la Castiglia. Cioè con la FORZA. La stessa che sta usando la Spagna in questo momento.

  • Holodoc

    Il voto per l’indipendenza è incostituzionale quindi non ha alcuna validità.

    Concordo però con il fatto che il governo Rajoy sbaglia ad usare la violenza passando dalla parte del torto.
    Avrebbero dovuto lasciare che si votasse e poi, in caso di vittoria del sì, semplicemente dichiarare che se i Catalani veramente vogliono separarsi che lo facciano con la forza assalendo le prefetture e la Guardia Civile.
    A quel punto se le sarebbero presa i separatisti la responsabilità di usare la violenza.

    • DesEsseintes

      “Ribellione essere giusta…ma solo quando padrone dare permesso scritto…
      Se grande carta scritta da padrone dire che disobbedienza è possibile Zambo disobbedire…altrimenti Zambo obbedire a padrone bianco…”

      “Scusa eh…ma cosí obbedisci anche quando disobbedisci…”

      “…Zambo non capire parole arcane di uomo malvagio…Zambo non fidare…”

      • Holodoc

        Scusa “Buana”, ma a quale tirannia si starebbero ribellando i catalani?

        • DesEsseintes

          Vogliono l’indipendenza

          • Holodoc

            Quindi vogliono l’indipendenza perché vogliono l’indipendenza… ottima motivazione!

        • giulio pelernei

          I catalani sentono di avere una loro identità come popolo.

          • Holodoc

            Anche tu quindi mi confermi che vogliono l’indipendenza per una questione di principio, non per motivi fattuali.

          • DesEsseintes

            “Zambo non volere indipendenza…padrone essere buono e Zambo contento cosí”

            “Ma che discorsi fai, scusa…uno vuole essere libero proprio per non avere padroni”

            “Zambo paura di uomo che dire cose strane…Zambo essere schiavo figlio di schiavi e volere restare cosí”

            “Va bene, però gli altri avranno il diritto di pensarla diversamente e di volere un altro destino per se stessi, non ti pare?”

            “No! Altri deve restare sotto padrone a obbedire come fa Zambo…se altri ribellare allora Zambo costretto pure lui a ribellarsi…ma Zambo tanta paura…tanta tanta…”

          • Holodoc

            “Zambo alla fine trovato coraggio, scappato da padrone malvagio, ora non più costretto a lavorare per lui e per fare mangiare suoi fratelli schiavi più deboli!”

            “Ok adesso sei come lui. Peccato che nessuno ti abbia detto prima che anche lui aveva un padrone, anzi, più di uno”

            “Cavolo dici?!?!”

            “I suoi padroni si chiamano EU, BCE, NATO, WTO, FMI… adesso sono loro i tuoi padroni”

            “Zambo capito di fatto cacchiata!!! Dove essere mia catena… rimettere ora al collo subito… per favore!”

          • Primadellesabbie

            Proprio così. L’esperienza di cercare la libertà e viverne le conseguenze, fase indispensabile nel percorso di maturazione dell’essere umano e di acquisizione della coscienza, non é per tutti.

            É da irresponsabili costringere alla libertà chi non vi é portato, ed é da criminali che chi non vi é portato impedisca agli altri di cercarla e di viverla.

            A ben guardare, anche la nostra, molto imperfetta, organizzazione sociale, offrirebbe una certa possibilità di scelta, a patto che una delle due tendenze non si ostini a voler imporre a tutti la propria strada.

            Sarebbe un bene per tutti che coloro che concepiscono i lager vi si rinchiudessero volontariamente, e non é detto…

          • Holodoc

            Se i Catalani avessero acquisito veramente coscienza di quello che accade nel mondo cercherebbero prima alleati, dentro e fuori la Spagna, disposti ad appoggiare la loro indipendenza in nome di un futuro più libero.
            A me pare che cerchino solo di avere una parte più grossa del pastone che i veri padroni hanno preparato, a scapito degli altri spagnoli.
            E non hanno capito che i loro problemi non nascono a Madrid, dove i governanti sono solo dei burattini, ma a Bruxelles.

          • Eric Maria Gerets

            Non solo, sono appoggiati in questo per motivi che non tutti riescono a cogliere….
            Il rumore mediatico su questa vicenda è direttamente proporzionale alla sua funzionalità ad altre logiche, i grandi mezzi di informazione qui come altrove insegnano che non serve la violenza se un istanza e chi la sostiene non sono graditi, basta il silenzio, basta non parlarne o farlo distrattamente, si possono pure manganellare le ossa altrui, basta non dare troppa importanza al tutto.
            Se invece lo si fa e’ solo perché serve parlarne, dell indipendenza catalana in quanto tale frega un tubo a nessuno, ma adesso serve, serve assolutamente poi si vedrà…..

          • Holodoc

            “Divide et Impera”… ecco a cosa serve la secessione della Catalogna!

          • DesEsseintes

            Ma tu hai capito cosa ti ha detto PdS?

          • Primadellesabbie

            Ecco, questa é l’ultima di una lunga serie di “rivelazioni” in questo senso:
            http://www.libreidee.org/2017/09/la-cia-mi-disse-piazzeremo-il-nostro-uomo-a-mosca-gorby/
            Esemplare: se non si riesce dal basso, si agisce dal vertice, e noi lo abbiamo sotto gli occhi da molto tempo.

            Chi volesse potrebbe capire che non c’é possibilità di mettersi al riparo da certi appetiti che non passi attraverso la maturazione del singolo, della sua coscienza, al punto da essere in grado di sapere cosa vuole anziché farselo suggerire o imporre.

            L’ambiente più favorevole a questa maturazione é quello in cui l’individuo é in grado di identificare le radici della propria cultura di partenza, quando ve ne sia una, responsabile del suo modo di pensare, e soppesarla, coltivarla, allontanarsene magari, confrontarla, metterla alla prova, verificarla?

            Questo ambiente, quando esiste, si chiama popolo, il proprio, quello al quale si sa di appartenere, e non saremo tu o io a suggerire cosa e perché, o ad indurre a valutazioni di sorta, dettate da fumose strategie che si accumulano nella mente di economisti venduti e comprati quotidianamente come verze al mercato dell’informazione.

          • DesEsseintes

            Ma cosa dici?
            Ti rendi conto o no?

            Aprire bene tue orecchie, please.

            La Spagna – ma anche l’Italia, la Grecia, il Portogallo – che sono “stati nazionali”, SONO LORO CHE HANNO PORTATO LA LORO GENTE NELLA UE ossia sotto la Troika, capisci?
            Non è la Troika che ha applicato l’austerità in Soagna, Italia etc, sono proprio gli stati nazionali che lo hanno fatto.

            Allora, seguimi bene:

            a) se potevano rifiutarsi di farlo non puoi fidarti di loro e sono loro i colpevoli

            B) se non si potevano rifiutare ed erano obbligati significa che non servono più a nulla

            Ed è vera la a) perché un atto di disobbedienza sarebbe possibile quindi gli stati nazionali sono COMPLICI E COLPEVOLI.

            “Ma io non intendo QUESTI stati nazionali, intendo quelli voluti per esempio dalla costituzione italiana”

            E dove diavolo stanno?

            Leggi bene: lo stato nazionale italiano È SOLAMENTE GENTILONI CHE VA A SVENDERCI ALLA FRANCIA, non ce n’è un altro, ok?
            Tu vedi masse di italiani scendere per strada per chiedere allo stato italiano di difenderli?
            Vedi masse di italiani votare per qualcun altro che li porti fuori dall’Europa?
            E allora caro, lo stato italiano è Gentiloni, Renzi, Monti e tutti quelli che hanno firmato Maastricht, il pareggio di bilancio, il fiscal compact e il MES…NON CE N’È UN ALTRO.

            E Zambo non deve scappare…vedi come ragioni anche inconsciamente…per te libertà non è lottare…è scappare…Zambo invece deve DESTITUIRE il padrone, ci sei?

            “Cosa tu dire!!!…tu uomo malvagio…poi padrone me sgridare…Zambo essere contento di fare servo…avere ragione Primadellesabbie…libertà non per tutti…”

            E qui devo dare ragione a te e a PdS ma io almeno ci ho provato e non solo qui che è uno scherzo, anche nella vita reale e ho incontrato almeno un 95% di Zambi…il mondo è fatto cosí e ne prendo atto…

          • Holodoc

            Se ne hai preso atto perché continui ad agitarti?

            Comunque non riesco a capite tutto questo tifo per i catalani, cosa hanno di speciale a parte il fatto che sono più bravi a fare i soldi degli altri spagnoli?
            Pensi forse che i catalani una volta indipendenti non metteranno al potere dei nuovi Rajoy o Zapatero? Le menzogne sono meno gravi in catalano che in castigliano?

          • DesEsseintes

            Perché mi meravigli.
            Hai detto varie volte che sei uno che lavora tanto e viene pagato poco eppure non mi sembri particolarmente propenso alla ribellione.
            Anzi sembra che tu preferisca quel tipo di fatalismo che fa

            “Tanto è sempre uguale…ce fregano sempre…mannaggia, che potemo fa’…”

            Contento tu…anzi scusa se ne ho parlato, questo delle condizioni di lavoro non buonissime è un problema solo tuo, assolutamente non mio e non devo impicciarmene.

            Però vedi, se i catalani insistono nella loro protesta (e attenzione che non è detto, ci sono ottime probabilità che già domani si inizi a sgonfiare tutto con divisioni all’interno del movimento)…ma se insistono, la UE è in guai molto grossi ossia non può parteggiare né per una parte né per l’altra perché si darebbe la zappa sui piedi, ma non può nemmeno rimanere neutrale perché apparirebbe insignificante.

            Quindi se (“se”) la protesta continua, “se” il popolo catalano resta unito succederà che i cittadini di tutta Europa capiranno che in quanto popolo hanno un grande potere, che non sono in balia di Bruxelles, che possono “fare paura” anche loro alla Troika, non solo la Troika a loro.
            E che tutti (tutti) se vogliono possono pretendere di uscire dalla gabbia europea così come i catalani hanno preteso di uscire dalla Spagna.
            Non è una questione da poco.

            Ci sei, sì?

          • Holodoc

            Se la posta in gioco è quella che dici, allora la UE non potrà che mantenere la posizione già presa: la Spagna deve rimanere unita.

            E il Trattato di Lisbona dà all’Unione tutti gli strumenti anche coercitivi per attuare questa direttiva.
            Quindi poco conta quello che vorranno i catalani, come poco è contata finora la volontà dei greci. Quello che conta è l’appoggio alla linea dell’Unione da parte dei vari governi e dei popoli che rappresentano.

            Se gli altri governi, e popoli, europei se ne sbattono di quello che accade in Catalogna come se ne sono sbattuti di quello che è accaduto in Grecia, l’indipendenza non avverrà mai.

            Quanti catalani sono intervenuti per evitare che i greci patissero la fame? Cosa vuoi che gliene freghi quindi ad un disoccupato greco se i ricchi catalani non possono godersi i propri privilegi senza doverli spartire con gli altri spagnoli!

            Se l’egoismo deve essere il faro dell’Europa, allora siamo messi davvero bene…

          • DesEsseintes

            No caro, sono tutte scuse perché non sei uno propenso alla ribellione e ti rode che altri si ribellino.

            Sai cosa potrebbe succedere?
            Che adesso il governo tratta con i catalani e gli concede quella autonomia fiscale che gli aveva negato pochi anni fa.

            Be’ sarebbe comunque una vittoria per la Catalogna e un esempio da seguire per tutti quelli che vogliono ribellarsi al potere centrale.

            E non è solo una questione di egoismo, come insisti a dire nel tuo scoraggiato e pallosissimo fatalismo.
            La dimostrazione?
            La Grecia ha dei problemi economici molto maggiori della Catalogna eppure non si è ribellata.
            Ora se la Catalogna ottiene l’indipendenza o anche solamente un sostanziale aumento delle autonomie sarebbe la prova che se la Grecia avesse avuto il coraggio di scendere in piazza contro la UE a quest’ora sarebbe riuscita a ottenere qualcosa.

            E sarà la prova per tutti i popoli europei che se si uniscono sono in grado di mandare nel pallone qualsiasi potere centrale che sia quello dei piccoli pirla di Madrid o quello dei grossi pirla di Bruxelles.

            E magari si sveglia anche il povero Zambo.

          • giulio pelernei

            Sembra anacronistico ma TUTTI i catalani che conosco [vivo qui da 15 anni] mi rispondono così.

          • Holodoc

            E ti dicono anche che prezzo sarebbero disposti a pagare per averla?
            Una cosa è dire, una cosa è fare.

  • GioCo

    Complimenti un analisi molto interessante, ma colpisce di più la massa di commenti che inevitabilmente rimane incastrata nella possibile trappola illusionista (non dichiarata).
    In questo piccolo spezzone video
    https://www.youtube.com/watch?v=CSuqZK88VZc&t=2m47s
    viene spiegato abbastanza bene quali vulnerabilità ha la mente e come può essere deviata l’attenzione.

    Facciamo un esempio. Diciamo che sono su un palco a spiegare come funziona tecnicamente la “miss direction” in economia, insieme a un presentatore che chiameremo per semplictà “Franco”. Al pubblico io e Franco diciamo che spiegherò come funziona una “scommessa allo scoperto esternalizzata”. Poi dico a Franco -come stessi scherzando- che in fondo siamo noi a fare tutto il lavoro e non è giusto che il biglietto costi così poco e che noi si prenda pure una percentuale così bassa. Allora gli propongo per arrontondare una scomessa: se al termine dello spettacolo nessuno se ne va, io prendo 1 € da ogni spettatore, se anche solo uno lascia la sala, il ricavato se lo prende lui. Cos’è che non va? Semplice, che chiunque vinca paga un altro per ciò di fatto il termine corretto per quell’euro è “tassa” d’uscita, ovviamente indebita come imprevista. Inizia ad accendersi qualche lampadina? Beh, dovrebbe …
    Eh, ma direte voi che siente volpini, mica il pubblico è così fesso, se all’uscita dovessero chiedergli 1 € verrebbe fuori un putiferio, chiamerebbero i carabineieri, la forza pubblica e se la cosa viene forzata iniziano a volare ceffoni … insomma non si può fare “è impossibile”. Ecco, qui scatta la “miss direction”. Io non dico al pubblico che deve un 1 € per uscire, ma una balla qualsiasi. Per esempio parlando in modo concitato (=da leggere in fretta) dirò che io e Franco in realtà siamo volontari perché il ricavato del biglietto è devoluto a una associazione per bambini di un orfanotrofio e che però lo spettacolo dovrebbe proseguire perché i soldi non bastano: per ciò se ognuno all’uscita versasse 1 € lo spettacolo potrebbe proseguire e si potrebbero raccogliere tutti i fondi necessari, poi metto il bussolotto dove riporre l’euro platealmente dove tutti vedano chi versa uscendo. La magia sta nel fatto che adesso se uno esce senza dare 1 € si sentirà una schifezza e si sentirà pure in dovere di giudicare chi non lo fa, dato che “l’offerta” non è obbligata, epperò tutti possono vedere chi si sottrae, per ciò ognuno diventa “agente delle tasse” per conto di noi due marmittoni furbacchioni …

    Cosa provoca tutto questo? Un sacco di fesserie, certamente, ma ognuna rimanda all’altra in modo falso e tutte insieme però “magicamente” sembrano sensate. E’ il loro “stare insieme” che le rende sensate, organiche per un preciso meccanismo-limite del cervello. Se forziamo al rallentantore la moviola iniziamo a osservare che questo “insieme” non supera l’esame del buon senso. Per esempio: i soldi non bastano per chi? perché nessuno l’ha spegato prima di entrare? Perchè non è stato nemmeno nominato l’orfanotrofio? Perché la cassetta è proprio dove tutti la vedono? Perché … etc.

    Tuttavia io e Franco possiamo facilmente smarcarci da tutte queste accuse dicendo che siamo in buona fede e le malelingue che si inventano complotti non fanno che diffondere negatività e lo fanno per invidia, perchè c’è tanta cattiveria nell’uomo, no? Chi diamine può smontare affermazioni simili? Una volta accettata la truffa, nessuno!

    Adesso fischiano le orecchie? Non ancora? Caliamo il tutto su Rajoy e la narrazione mainstream, la bontà di un voto di seccessione nei fatti del tutto inutile ma nei fatti anche “gonfiato” emotivamente per effetto di un “terrorismo di stato” e che sembra seguire una volontà popolare che “guardacaso” stavolta non appare populista …
    http://www.abc.es/espana/abci-rajoy-populismo-demagogia-barata-solo-crea-pobreza-y-division-201701260951_noticia.html
    Poi rianalizziamo come funziona la “miss direction” e di nuovo torniamo su Rajoy … con pazienza. Forse non noteremo niente ancora, ma il sospetto sarà difficile esorcizzarlo …

    • DesEsseintes

      Cito:

      “Diciamo che sono su un palco a spiegare come funziona tecnicamente la “miss direction” in economia”

      Viene spiegato in quel monologo di Shakespeare già citato da Risanna tempo fa.
      Quello che comincia con:

      “To bee or not to bee….”

      PS Ah, if this too too solid flesh would melt and resolve itself into a dew…almeno non ci si pensa più…

      • GioCo

        confesso che non ricordo la citazione e la ricerca mi porta solo a una risposta di Rosanna al commento di @Echoes qui:
        https://comedonchisciotte.org/nel-mondo-rovesciato-del-g-20-il-vero-e-un-momento-del-falso/

        Comunque la questione è un po’ più complessa (nel senso di “differente”) rispetto il tema shakespeariano e riguarda un riflesso del pensiero unico in economia, definizione felice coniata da Ignacio Ramonet in un editoriale su Le Monde diplomatique. Il riflesso è una precisa filosofia che ha per oggetto la giustifica di agire moralmente “bene” nel prendere a chi ha poco o nulla per dare ha chi ha già tutto e vuole sempre di più. Lo strumento attuatore per tale filosofia è l’illusione a cui tutti siamo soggetti per limiti propri del nostro essere umani e che in parte si poggia sul mainstream, ma solo in parte. L’idea di base è la ricerca attiva della collaborazione della vittima che accetta di buon grado non solo di pagare il cappio per la sua forca, ma pure di fare la fatica di realizzare la forca ed il giudizio insieme per potersi suicidare. In apparenza questo è impossibile, sfortunatamente proprio questo lo rende possibile, come qualsiasi esercizio di illusione magica.

        La famosa battuta che viene pronunciata dal principe Amleto di solito sottointende l’interrogativo esistenziale del vivere (essere) o morire (non essere) alla radice dell’indecisione (il
        famoso «dubbio amletico»). Ma qui non stiamo parlando di indecisione politica o del fatto che l’illusione porti all’incertezza se certe azioni siano o non siano “vere”. Stiamo parlando di un pensiero unico che agisce esattamente come un cubo Borg, assimila:
        https://it.wikipedia.org/wiki/Borg_(Star_Trek)#Cultura_e_tecnologia_dei_Borg

        La parte inquetante è che la realtà è persino più orrida della fantasial cinematografica: i Borg sono collegati a una rete, il Collettivo

        Si facciano due conti sul probabile futuro della “rete” …

        • DesEsseintes

          😀

          Credo che ci sia un…miss understanding…

          • GioCo

            certo, solo non capisco cosa mi sono perso …

          • DesEsseintes

            Una questione di miss spelling

          • Truman

            Credo che il termine inglese giusto sia “misdirection” e credo sia analogo al “detournement” di Debord.