La schiena della guerra è spezzata

Alla fine gli Stati Uniti dovranno capitolare, con la conseguenza che l'Iran diventerà una potenza regionale.

La schiena della guerra è spezzata

Alastair Crooke

strategic-culture.su

Venerdì sera Trump ha ordinato all'esercito statunitense di non effettuare nuovi attacchi contro l'Iran, nonostante avesse precedentemente approvato un "attacco massiccio da porte dell'inferno" contro l'Iran.

Gli Stati Uniti hanno ora richiesto un nuovo cessate il fuoco temporaneo con l'Iran e stanno cercando di tornare al Memorandum d'intesa, sospeso e poi fallito, con discussioni che includano lo Yemen e con Trump che cerca di rendere AnsarAllah parte dei negoziati.

È evidente che Trump è arrabbiato e teme che la guerra stia consumando la sua presidenza (e la sua eredità). L'Iran ha categoricamente respinto ogni negoziato nel corso dell'ultima settimana e ha confermato che non avvierà trattative in nessuna circostanza. In parole povere, perché l'Iran dovrebbe acconsentire a dare agli Stati Uniti il ​​tempo di riorganizzarsi e riarmarsi prima di lanciare un'altra serie di attacchi contro l'Iran, quando ha gli Stati Uniti "in fuga"?

Un ritorno al protocollo d'intesa la cui credibilità è stata ripetutamente smantellata da Trump? Improbabile.

Will Schryver osserva che circolano voci secondo cui il Pentagono starebbe facendo pressioni su Trump affinché rinunci alla guerra con l'Iran, poiché gli Stati Uniti hanno quasi esaurito le proprie scorte di intercettori antiaerei e missili a lungo raggio. Anche i principali collaboratori del presidente sono preoccupati per la prospettiva di un'escalation della guerra in Medio Oriente, per l'alienazione dei principali alleati del Golfo, vulnerabili ad ulteriori attacchi iraniani, e per l'imminente crisi energetica. "Pochi, se non nessuno, nella cerchia ristretta del signor Trump ritenevano saggio il piano di escalation, hanno affermato due persone informate", riporta il New York Times.

Sembra inoltre che le manovre sulla reale situazione dell'approvvigionamento di carburante negli Stati Uniti possano aver contribuito al ripensamento di Trump. Larry Johnson riporta che:

"Un rapporto redatto da Karl Miller analizza come le operazioni segrete di approvvigionamento ed esportazione di carburante da parte dell'esercito statunitense stiano esaurendo le riserve nazionali di gasolio e carburante per aerei, in particolare in un periodo in cui le scorte interne sono già a livelli critici".

In sintesi, Miller afferma che:

“Gran parte di questa esportazione (illegale) di carburante passa attraverso canali opachi, come il centro di trasbordo di Rotterdam, dove l'assegnazione finale, destinata a scopi militari o esteri, non viene resa pubblica, esponendo l'economia americana al rischio di carenze, mentre le operazioni militari e straniere – “in particolare Israele” – godono di un accesso prioritario”.

Questo rapporto di Miller sembra collegarsi alla manipolazione palese da parte delle autorità statunitensi dei prezzi di riferimento del petrolio, volta a convincere i mercati che non vi sia alcun pericolo di carenza di carburante derivante dal rilascio d’emergenza, in corso, di 172 milioni di barili dalle Riserve Strategiche di Petrolio (SPR), avviato per contrastare gli shock di approvvigionamento causati dal conflitto con l'Iran.

Sebbene il livello minimo di sicurezza stabilito per legge sia di 250 milioni di barili (il livello attuale si aggira intorno ai 300), si sta comunque diffondendo la narrazione secondo cui il prelievo potrebbe scendere ulteriormente (fino ad una rimanenza di 70 milioni di barili). Ma è davvero possibile? Qual è il livello minimo a cui possono arrivare le riserve strategiche di petrolio? La questione è più complessa, perché non si tratta di un semplice grande serbatoio di greggio con un livello predefinito. Le riserve strategiche sono composte da numerose caverne e contengono diversi tipi di petrolio greggio, che vengono prelevati a velocità differenti, e alcune caverne rischiano di crollare se svuotate eccessivamente. In breve, nessuno sa fino a che punto si possa arrivare. È tutto un'ipotesi.

Visto l’insuccesso dell'assalto militare di Trump, l'unica via per tornare ai negoziati sarebbe quella di offrire fin da subito delle vere concessioni. Ma, anche se Trump lo facesse, gli crederebbero? E la sua salute mentale sarebbe in grado di sopportare un'umiliazione così palese?

Il principale ostacolo sulla strada del ritorno ai negoziati con l'Iran è che lui e la sua cerchia ristretta conoscono l'Iran in modo del tutto superficiale.

Essi affermano di credere di avere a che fare con una leadership intransigente e dura, mentre gli iraniani nel loro complesso cercherebbero una via d'uscita.

Qui è l’errore; è il contrario. È la leadership ad essere pragmatica, mentre è "la gente comune" ad essere nel complesso più intransigente e a chiedere vendetta. E che pretende di sapere perché si dovrebbero avviare negoziati.

Alla fine, la squadra di Trump e i suoi tifosi di Fox News hanno mollato la vecchia idea dell’America come “nazione che salva il mondo" e sono passati ad una visione super manichea di sé stessi, tutto bianco o nero, scrive il professor Michael Vlahos, in cui:

“Le ‘buone notizie’ americane sono state sostituite dallo spettro sempre presente del Male e dalla minaccia della forza. Le sacre parole Libertà e Democrazia, pur essendo ancora ripetute, sono diventate un mantra vuoto. Il ‘vangelo’ americano non predica più la redenzione e l'espiazione: ora si concentra sull'imposizione e sulla punizione. Il voltafaccia era avvenuto in un istante, con l'11 settembre e con Guantanamo”.

Il problema, quindi, si concentra sull'atteggiamento: come è possibile negoziare o dialogare con l' incarnazione del male (come Trump definisce gli iraniani)? Ovviamente non è possibile. Era proprio questo il punto nel dipingere i nemici con termini così cupi. Impedisce una vera mediazione. Impedisce una soluzione che può essere vista come l'ascesa al potere di "una delle persone più malvagie della storia", a capo di una "banda di criminali assetati di sangue". Riduce la politica alla mera ricerca del dominio sull'"alterità".

L’Occidente ha un modo particolare di pensare che considera l’essenza stessa dell’essere umano. Questo modo di ragionare (spesso chiamato apollineo) è legato al patriarcato, alla legge, all’ordine e a un pensiero razionale, meccanico, dall’alto verso il basso. È un pensiero rigido che lascia pochissimo spazio alle zone grigie: per esso le cose sono o A o non-A, o bianco o nero.

Tuttavia esiste un’altra sfera (spesso chiamata dionisiaca) che esprime la doppia natura energetica presente sia nella natura che nell’essere umano: maschile e femminile, ordine e caos, regola e trasgressione, rettitudine e degenerazione. Questi due poli coesistono dentro di noi, si appartengono a vicenda e si definiscono l’uno con l’altro. (Il pensiero dionisiaco può essere visto come l’ombra dell’apollineo, o addirittura come una ribellione contro di esso).

E poi c’è Persefone, che rappresenta il lato ancora più profondo e nascosto dell’energia dionisiaca. Qui non c’è più il polo maschile: esiste solo una grande dea che incarna l’essenza femminile della Terra. Lei simboleggia la fertilità, la capacità di generare vita, la cura, la crescita, ma anche la conoscenza che viene dal mondo sotterraneo (quella che oggi chiamiamo intuizione). Persefone rappresenta il ciclo eterno della vita femminile: nascita, crescita, amore (come Afrodite), decadimento, morte e infine rinascita.

La coscienza, tuttavia, esprime perlopiù la qualità umana da una prospettiva specifica. Ciononostante, tutte le civiltà attingono alla piena diversità di tali componenti della coscienza che – in un modo o nell'altro – rispondono a una particolare civiltà.

Pensare secondo una determinata cultura significa pensare in un certo modo; appartenere invece a una cultura diversa, a un gruppo etnico diverso, a una religione diversa, implica un modo di pensare differente. Eppure, rimaniamo tutti umani.

L'arroganza imperialista di Trump sta quindi iniziando a scontrarsi con la realtà: sarà difficile – forse impossibile – trovare una soluzione per il Medio Oriente, perché vedere il mondo da una prospettiva puramente apollinea è essenzialmente maschile ed esclusivista e non riesce a comprendere l'"essere Altro"; si basa piuttosto su un privilegio eccezionale. Semplicemente non riconosce – e non può riconoscere – una pluralità di menti.

Gli Stati Uniti hanno perso la guerra. Adottando un linguaggio manicheo così intransigente, Trump si è di fatto precluso qualsiasi possibile soluzione diplomatica. Allargando il conflitto (Libano, Yemen, Siria e Iraq) ha complicato enormemente qualsiasi percorso diplomatico. Tutti gli elementi sono interconnessi, ma perseguono anche obiettivi distinti. Pertanto, una soluzione implica una complessa matrice di problematiche, piuttosto che una disputa binaria tra Stati Uniti e Iran. Gli Stati Uniti dovranno infine capitolare, con la conseguenza che l'Iran diventerà una potenza regionale (rafforzando Russia e Cina), mentre la regione si adatterà gradualmente a questa nuova realtà mediorientale.

Alastair Crooke

Fonte: strategic-culture.su
Link: https://strategic-culture.su/news/2026/07/28/the-wars-back-is-broken/
28.07.2026
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org


Commenti (2)

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    1. oriundo2006 30 luglio 2026

      Mi pare eccessivamente 'manicheo' il nostro Alastair ( o ALI...stair ? ).
      Il piano compessivo è semplice: unificare i Paesi 'occidentali' o i loro aggregati perchè di origine indoeuropea, qualsiasi cosa possa significare oggi, in una piramide con a capo il Dollaro in funzione anticinese.
      Anche se oggi si parla di una nuova moneta del tutto artificiale, con ampie farneticazioni neo-millenariste, vere e fasulle che siano, l' obiettivo è sempre quello stile Paperon De' Paperoni: sedersi su di una montagna di asset critici per il mondo detenendone il monopolio 'definitivo'.
      Ovvero il sistema petro-dollaro riveduto e corretto.
      Questo obiettivo non è più possibile, con o senza Iran. La guerra potrà evolversi o fermarsi ma la scienza e la tecnica stanno decretando il tramonto del petrolio come unica fonte di energia a basso costo. Non posso citare gli articoli ma gli sviluppi recenti sono immensi. Mai nella storia umana siamo andati così avanti nelle scoperte scientifiche che se applicate come lo sono al comparto militare, rendono gli USA una anatra zoppa pronta a sostituire il tacchino nelle mense del ThanksGivingDay: ma cinese.
      Di che parla dunque il cialtrone a stelle strisce ? Forse la sua sicumera deriva da altro...ma qui si entra nel campo minato degli 'extra'...e preferisco astenermi.
      Un'altra guerra inutile per noi umani su questo Pianeta un tempo meraviglioso.

    1. GioCo 29 luglio 2026

      Trump rimane un anschenazi e qualsiasi altra considerazione "volente o nolente" è una copertura all'evidenza che è un aschenazi e fa esattamente quello che farebbe un cripto-aschenazi: il piacere di un unico ente che è sempre lo stesso, il catto-giudaismo.
      D'altronde avete a memoria percaso un fanatico stile "Segretario di Stato" made in USA che si presenta in TV con quella schifezza sulla fronte a mo' di martire cattolico ? Chiunque altro è stato "licenziato" dal presidente ma lui "gode" di una protezione particolare (sembra). Come il genero d'altronde, altro aschenazi. Ma poi Clinton che è stato defenestrato per del sesso orale (di una aschenazi che ha coservato in armadio il suo sperma) come lo si confronta con "Trump l'amico intimo di Epstein" ? Quando vogliamo confrontare CHI ha accesso a QUALE potere è l'impunibilità a fare da metro e misura. No ?!

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