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LA PIU' GRANDE MASSA DI IDIOTI NELLA STORIA DEGLI USA

A CURA DI: THE ANTI-FEMINIST ONLINE JOURNAL


Traduzione di un articolo pubblicato qualche giorno fa sul sito ‘San Francisco Gate’:

I Bambini Americani, più Stupidi della Polvere
Attenzione: La prossima
generazione potrebbe essere la più grande
massa di idioti nella storia degli Stati Uniti

di Mark Morford, SF Gate Columnist
– Mercoledì, Ottobre 24, 2007

Ho
una lunga discussione, che va avanti ormai da
molto tempo, con un affezionato lettore che
è anche insegnante in un liceo di Oakland.
Un uomo meraviglioso, che ha visto susseguirsi
generazioni di adolescenti, ed ha una deliziosa
sensibilità poetica e una stravagante
concezione della propria vita, della sua famiglia
e della sua adorata carriera di insegnante.

Spesso mi scrive in risposta a qualcosa che
posso aver scritto sui giovani d’oggi, dove
commento i vari fattori nefasti che stanno plasmando
le loro menti e i loro valori, e se il campo
elettromagnetico, il cibo spazzatura e i telefonini
stiano fondendo il loro cervello, e come si
può porre rimedio a tutto ciò
e quanto pessima sia la situazione.
La sua risposta a tutto ciò: non va per
niente male. E’ assolutamente raccapricciante.
Questo mio amico spesso mi fa il resoconto di
quel che vede, ogni giorno e ogni mese, ogni
singolo anno, nella sua classe. Non parla soltanto
del triste declino dell’acume intellettuale
fra gli studenti durante gli anni, e neppure
della stupefacente espansione di una cultura
della fannulloneria, o il fatto che l’eccessiva
esposizione a telefoni cellulari, iPods e TV
stia mandando in corto circuito le menti delle
attuali generazioni. Di tutto ciò, dice
il mio amico, non c’è alcun dubbio.

Non parla nemmeno del fatto che i bambini oggigiorno
siano iper-coccolati e femminilizzati e che
non passano abbastanza tempo fuori casa a fare
esercizio fisico e quindi non sanno nemmeno,
per esempio, identificare alcune piante ben
diffuse, o utilizzare un attrezzo, o costruire,
bè… qualsiasi cosa. Di nuovo, queste
cose vengono prese per certe. Ben note, tragicamente
ignorate, niente di nuovo.

No, il mio amico porta tutto questo discorso
un passo — o meglio, un balzo — avanti. Non
è semplicemente un triste declino. Non
è solamente un instupidimento generale.
E’ molto peggio.

Abbiamo raggiunto, per quel che concerne la
pubblica istruzione urbana, essenzialmente il
fondo. Siamo arrivati ad un punto dove sostanzialmente
stiamo producendo adolescenti ignoranti che
si avviano a diventare adulti ignoranti e la
società nel suo insieme molto presto
ne pagherà le conseguenze. E se pensate
che le orde di topi fondamentalisti evangelici
Cristiani, senza cervello e facilmente terrorizzabili,
abbiano rappresentato un male per l’anima di
questo paese, allora aspettate ancora un pò.

La situazione è così brutta, che
nel mentre il mio amico si avvicina alla pensione,
dice che sta considerando seriamente di lasciare
il paese per fuggire da ciò che vede
come il futuro collasso, nella prossima manciata
di anni, della funzionante società Americana
a causa dell’incontrovertibile distruzione e
scioccante — e ormai senza speranza — instupidimento
del cervello Americano. La situazione è
così tragica.

Adesso, potreste anche pensare che il mio amico
è semplicemente un burbero, un vecchio
e stanco insegnante che ha smesso di preoccuparsi
molto tempo fa. Ma ciò non è vero.
Insegnare è la sua vita. Dice di amare
i suoi studenti, di amare l’istruzione, l’apprendimento
e ama vedere le giovani menti andare incontro
al risveglio. Il problema, è che ormai
non vede più niente di tutto ciò.
E’ un pò come lo scioglimento della calotta
polare. Certo, c’è stata una profusione
di dati allarmistici per anni, ma finchè
non lo vedi con i tuoi occhi, non vieni colpito
da un profondo e viscerale terrore.

Il mio amico cita studi, ricerche, statistiche,
dagli spaventosi effetti che la televisione
ha sullo sviluppo cerebrale dei bambini (ad
esempio: qualsiasi esposizione alla TV prima
dei 6 anni e le basilari connessioni cognitive
e le percezioni spaziali del vostro bambino
sono praticamente rovinate per il resto della
sua vita), al fatto che, a causa di tutti gli
insidiosi test obbligatori che adesso gli insegnanti
sono costretti ad incorporare nel curriculum,
dei 182 giorni scolastici che ci sono in un
anno, in 110 di quei giorni vengono eseguiti
dei test nel liceo Oakland High. Come ha spiegato
un suo collega, “E’ come pesare un vitello
due volte al giorno, senza mai dargli da mangiare”.

Ma più di ogni altra cosa, il mio amico
osserva i suoi studenti, anno dopo anno, notando
la più ovvia evidenza del declino delle
abilità degli adolescenti quando messi
di fronte con le più basilari richieste
intellettuali, dal comprendere la semplice storia,
al lavorare su idee vagamente complesse (due
tra gli esempi che l’hanno stressato recentemente)
e persino alla difficoltà di definire
il significato di parole come “agricoltura”
o “democrazia”. Non un solo studente
è stato in grado di dare una risposta.

E sta andando ancora peggio. Il mio amico cita
il fatto che, dei 6,000 studenti liceali a cui
ha insegnato nel corso della sua carriera, solo
una piccola frazione adesso raggiunge il diploma
con una funzionale comprensione dell’Inglese
scritto. Non sanno come mettere insieme una
frase. Non sono in grado di scrivere un paragrafo
comprensibile. Recentemente, dopo aver dato
un compito che richiedeva di disegnare delle
linee, si è reso conto che nemmeno un
solo studente sapeva come si usa un righello.

In breve, si tratta niente meno che di un’enorme
ondata di stupidità, contro cui insegnanti
un tempo appassionati, e adesso sempre più
esasperati come il mio amico, sono completamente
impotenti. E la cosa peggiore di tutte: non
è colpa dei bambini. Loro sono semplicemente
le vittime di un sistema educativo che ha fallitto
in modo orribile.

Spesso le nostre conversazioni arrivano al nocciolo
della questione, alla visione d’insieme, all’ignobile
e inevitabile truismo circa la mancanza di bisogno,
per il governo e le elite del potere in questa
nazione, di creare un sistema educativo davvero
efficace, un sistema che genera cittadini intelligenti,
riflessivi e articolati.

Per diamine, e perchè dovrebbero volere
ciò ? Dopo tutto, più la popolazione
è stupida, e più è facile
governare e controllare e iniziare guerre non-vincibili
e passare leggi che dicono che il sesso è
male e la TV è bene e che Dio sa tutto,
allora fate silenzio e mangiatevi il vostro
Double-Supremo Burrito della Taco Bell, e siate
riconoscenti che non vi arrestiamo per aver
postato foto sporcaccione nel vostro piccolo
blog.

Questo è generalmente il punto in cui
inizio ad offrire dei rimedi, un pò di
ottimismo. Per esempio, ho già discusso
in passato circa la relatività generazionale,
suggerendo che forse i bambini di oggi non sono
più spaventosi o stupidi o pericolosi
di quelli di ieri, e che forse parte del problema
è semplicemente lo stesso vecchio gap
fra le generazioni, con la generazione attuale
assolutamente convinta che quella che verrà
dopo sarà terribilmente stupida e maligna
e rappresenterà la fine della società
nel suo insieme. Sembra sempre così.

Aggiungo anche che, a dispetto di tutte le prove
sul collasso totale dell’educazione pubblica,
continuo a sorprendermi, continuo a sentire
di movimenti e azioni giovanili che mi impressionano
positivamente. Per dio, i ragazzi hanno trasformato
Internet in ciò che è oggi, hanno
rivoluzionato i media, rotto tutte le regole,
e stanno continuando a farlo.

Alcuni dei migliori designers, scrittori, artisti,
poeti, chefs e altro che ho incontrato sono
ragazzi di poco più di 20 anni. E le
migliori università della nazione continuano,
nonostante una mentalità da fabbrica-forsennata,
a produrre giovani menti di incredibile abilità
e acume. Come hanno fatto quei bambini ? In
che modo son riusciti a fuggire dall’orribile
sistema pubblico d’istruzione ? Come hanno evitato
il grande instupidimento dell’America ? Non
hanno mai visto un programma televisivo fino
a che hanno raggiunto la pubertà ? Sono
tutti nati e cresciuti altrove, in India e in
Asia e in Russia ? Sono tutti andati a Waldorf
o a Montessori e hanno tutti mangiato pane integrale
e giocato con i petardi e fatto lunghe camminate
nei boschi ? Questi bambini sono dei casi felici
? Delle eccezioni ? Solo fortuna ?

Il mio amico direbbe, bè, si, la maggior
parte di loro è tutto ciò. Fortunati,
ricchi, nati all’estero, istruiti in scuole
private… e sono sempre più rari. La
maggior parte dei genitori agiati — e altri
che non lo sono — adesso mettono i loro figli
in scuole private sin dal primo giorno, e quelli
intelligenti vietano la TV ai figli, gli fanno
mangiare poco cibo spazzatura e non gli fanno
usare i videogiochi. (Naturalmente tutto ciò
non garantisce che si avrà un bambino
sveglio e arguto, ma in confronto alle possibilità
di successo nel sistema scolastico pubblico,
sembra senza dubbio che aiuti). Tutti questi
bambini sono però, quanti, il 3% della
popolazione ?

Per quanto riguarda il resto, bè, l’evidenza
catastrofica sembra travolgente, al punto che
non sarebbe un’esagerazione dire che la più
grande minaccia che sta affrontando l’America
forse non è il surriscaldamento globale,
la perenne politica guerrafondaia, il cibo spazzatura,
le radiazioni a bassa-intensità o troppa
Lindsay Lohan, bensì una popolazione
fin troppo ignorante per sapere come gestire
ognuno di questi problemi, e men che meno cambiare
le cose in meglio.

Sono troppo fatalista ? Non preoccupatevi.
Tra non molto nessuno saprà più
nemmeno il significato di quella parola.

[
FONTE: SFGate.com
] [ TRADUZIONE: Antifeminist.altervista.org
]

Ma il problema del rincretinimento delle masse, a partire già dalla tenera età, non è solo degli Stati Uniti. A testimonianza del fatto che il fenomeno è in rapida espansione, ecco un altro articolo pubblicato qualche mese fa sul Daily Mail, che descrive come le abilità comunicative di molti bambini inglesi ormai stiano regredendo al livello degli scimpanzè.

Con la TV che blocca il dialogo, ai bambini verranno
date lezioni per insegnargli a parlare
di LAURA CLARK, The Daily Mail,
10 Maggio 2007

Ai
bambini piccoli verrà insegnato come
parlare, nel tentativo di fermare lo scioccante
declino delle capacità comunicative nell’infanzia.

Un nuovo studio ha scoperto che metà
di loro non sono ancora in grado, all’età
di 5 anni, di mettere insieme una frase.

In seguito a ciò, i ministri stanno incoraggiando
l’uso del programma “early talk”,
diretto a bambini fino ai 5 anni d’età,
e che utilizza segni, gesti e simboli per allargare
il loro vocabolario.

Una ricerca dell’istituto di carità per
bambini ‘I CAN’ ha scoperto lo scorso anno che
la metà dei bambini – si raggiunge anche
l’84% in certe zone – inizia gli studi con “linguaggio
e abilità comunicative impoverite”.

Non riescono a formare una frase completa e
sono in grado di capire solo semplici istruzioni.

Un’ulteriore ricerca di questo istituto ha scoperto
che i genitori passano più tempo guardando
la TV e pulendo la casa che a parlare con i
propri figli.

L’istituto ha sviluppato dei programmi d’istruzione
per lo staff degli asili nido, per aiutarli
a contrastare il problema ed incoraggiare i
neonati e i bambini a “parlarsi” tra
di loro e con gli adulti.

Il programma verrà usato anche per i
bambini che hanno difficoltà d’apprendimento.

Il Ministro per i Bambini, Beverly Hughes, ha
sottoscritto il programma è ha detto
che verrà usato nei 200 centri per bambini
della ‘Sure Start’, aiutando così circa
160,000 bambini.

L’istituto sta già lavorando con i gruppi
locali per allargare il programma agli asili
privati e pubblici, catturando così potenzialmente
decine di migliaia di altri bambini.

Oltre a provvedere l’addestramento e il materiale
didattico per gli insegnanti, il programma include
anche un servizio d’aiuto per i genitori, ai
quali verranno dati consigli sul come interagire
meglio con i propri bambini.

Il portavoce dell’istituto, Clare Geldard, ha
detto: “Abbiamo appreso da insegnanti d’asilo
e insegnanti della prima elementare che i bambini
si presentano con povere abilità linguistiche,
ad esempio usano solo frasi brevi e il loro
vocabolorio non è molto ricco.

“L’ambiente e la società in cui
viviamo in questo momento offrono poco aiuto
per lo sviluppo del linguaggio nei bambini”.

La Geldard ha detto che conosceva una terapista
del linguaggio che scoprì come nessuno
dei bambini di 3 anni che aveva in cura era
in grado di dire più di una parola alla
volta.

La Geldard ha aggiunto: “I genitori pensano,
‘Oh, andrà tutto bene quando andranno
a scuola – la scuola li metterà apposto’.
Ma se un bambino non è in grado di parlare
prima di entrare a scuola, allora non sarà
in grado di lanciarsi nell’apprendimento accademico.

“Metà di loro inizieranno ad essere
frustrati, e non saranno in grado di esprimersi
o di capire i compiti. E verranno etichettati
come ‘cattivi bambini’. [NdR.
…e imbottiti di Ritalin]

“Gli altri, quelli di cui mi preoccupo
maggiormente, si chiuderanno in sè stessi
e nessuno si accorgerà del loro problema
finchè sarà troppo tardi.”

LE ETA’ NELLE QUALI DOVREBBERO VENIR RAGGIUNTE
LE METE DELLA COMUNICAZIONE

0-1 anni Riconoscimento della voce dei
genitori, emissione di suoni basilari ed emulazione
delle espressioni facciali
1-2 anni Comprensione di semplici parole
e utilizzo di gesti con le mani
2-3 anni Capacità di elaborare
semplici frasi

3-4 anni Fare molte domande e socializzare
con gli amici
4-5 anni Capacità di parlare con
sicurezza durante una conversazione, facendo
errori occasionali

CONSIGLI PER I GENITORI…
• Parlate a turno. Parlate a vostro figlio dandogli
molto tempo per rispondere.


Incoraggiatelo a parlare – chiedetegli domande-aperte,
non semplici domande SI o NO.

Cercate di parlare su quel che succede nel mondo.

Utilizzate frasi più lunghe delle loro
per aiutarli ad aumentare il loro vocabolario.


Leggete qualcosa a vostro figlio per sviluppare
buone doti d’ascolto.

[
FONTE: Daily
Mail
]

[ TRADUZIONE: Antifeminist.altervista.org
]

Per altri articoli sul tema:


Asili Nido: I bambini che li frequentano a tempo pieno diventano
“asociali”…

[vai
all’articolo
]


Baby-Molestatori, articolo del Washington Post

[vai
all’articolo
]


I bambini maschi stanno fuggendo dalle scuole ‘femminilizzate’
[vai
all’articolo
]


Ancora sulla femminilizzazione delle scuole

[vai
all’articolo
]


Il Ritalin blocca la crescita

[vai
all’articolo
]

Anti-Feminist Online Journal
Fonte: http://antifeminist.altervista.org/
Link: http://antifeminist.altervista.org/risorse/bambini_americani.htm
29.10.2007

Pubblicato da God

  • myone

    Non serve citare fonti o studi in merito. L’ occhio e mente di chi guarda considerando, non puo’ non constatare tutto questo, nei singoli e nella nostra societa’. Questa situazione, e’ sempre esistita, solo che ora di acutizza, essendo il sistema una efficente macchina per deficenze.

    Cosa ha portato questo stralcio di storia, assimilata, vissuta, in questo tempo che si fa chiamare era moderna? Non ha portato nulla, se non una iper e teorica conoscenza della frizione della mente e del logico analitico. Sai, presupponi, teorizzi, in tutto, ma non applichi in niente, e sopratutto, hai un sistema, che ha pre-fisso, l’ incanalamento del tuo essere, come elemento pre-parato, senza bisogno di metterlo in azione. Tu sei in proto-tipo, da inserire per una funzionalita’ pre-determinata, quanto basta, per far funzionare un sistema. Finche’ il sistema c’e’, ci sei anche tu, quando non ci sara’, non ci sarai nemmeno te.
    La finalita’del tutto, e’ la pura materia, il vivere, e il sovrappiu’, cosi chiamato, e’ il piacere, piacersi, e il dire, e’ divertente. Termine, che ancora non si sa’ che regione abbia come collocazione di senso. Vai a scuola, e fai quanto basta per prendere sufficente, e dimenticare, perche’ l’ appreso, non ha senso, non e’ reale, non ha insegnamento, non ha logica, ed e’ insegnato da automi, che non l’ hanno nemmeno loro assimilato come forma di comprensione e di didattica. Lo status dell’ apprendimento, e’ supportato sul conoscere al fine di passare, sul status esteriore dell’ apparire nell’ eta’ del tempo che si “credono”. E’ supportato da tutta la facolta’ di un nucleo famigliare, economicamente, come possibilita’ di averne un riscontro, uguale a uno stipendio, per vestire mangiare e divertirsi. E’ favorito dal ‘ divertente’, in tutte le mode di comunicazione, consumo, culturali e subdole, dove il passarci dentro, a meno che uno non se ne accorga, ha dell’ inbecillita’ unica e catastrofica. Eppure, famiglie su famiglie, hanno sempre continuato cosi, e come loro i loro figli, e i figli dei loro figli, a chiudere occhi e considerazioni, e a sfornare diplomati e laureati.
    Una scuola-modo-societa, alla fine, che continua, e se 50 anni fa, le americanate ci facevano pure ribrezzo, erano prese come modo di vivere, ed ora, la stessa americanata, ce la troviamo in casa, senza dubbi o scrupoli. La stessa classe degli opzional, ce li troviamo in alto, che giocano a soldi e a creazioni migliori di assestamento del niente, proponendo sempre piu’, dove i soldi si possono fare, e dove i soldi si possono prendere.

    Ma allora mi sembra giusto, sovrasedere a un discorso economico, o di speculaizoni o politico. Qui il problema, e’ come viviamo, e se abbiamo capito che cos’e’ la vita. Ci sono due mondi parallelei, che non si incontrano, e che creano una voragine esistenziale. L’ uno e’ come un sistema disgrgega il tutto, della vita della gente, e come questa societa’ ne sia subdola sottomessa e tacita. L’ altro, e’ la mancanza di disapprovazione, e di una accettazione a tutto quello che riempie la mente, e che la fa atrofizzare. Modi, mode, TV, libertinaggi al niente, e non ultima e piu’ importante: la mancanza del dialogo, dell’ educazione, della parola, del pensiero, sia in una famiglia, che personalmente, sia di un bambino e sia soptatutto dei suoi genitori. I grandi, son le persone piu’ odiose che esistano. Rarefatte, preordinate, scontate, subdole, e sono coloro, che, giustificando il tutto come: “e’ cosi che va il mondo”, radicalizzano, pure nella forma piu’ sensibile e delicata e di importanza, cio’ che dovrebbe essere l’ educazione e la trasmissione della vita, ai simili piu’ vicini a loro , che sono i figli, strumentalizzandoli, nella loro indole arresa, al prosiguimento e al meglio che si puo’, di quello che gia’ esiste come indole esistenziale.

    La vita, e’ una forma intelligente e spirituale, che si crea e si evolve, nella comunicazione, e nel lasciarla a se’, come movimento di sviluppo e di esistere, che deve essere difesa e lasciata in un ambiente tranquillo, comunicativo, e vero. Che deve impregnarsi della sua forma precostituita, dove porta in se’ ogni intelligenza e ogni esistere, che da solo, trova modi e soluzioni efficaci, con poco e con niente. La differenza fra le due impostazioni, porta a due risultati diversi. L’ uno, crea scorie di materiali preziosi, ma inutilizzati e inutilizzabili. Mentre l’ altro, crea una diemnsione della vita, che e’ sufficente a se’ stessa, gratificante, felice, e sopratutto, operosa e risolutrice. La distruzione di una, fa prevalere l’ altra, e se ambedue avranno una fine, la continuita’ di una, garantisce equilibrio e accettazione e completamento della vita sia singolarmente che socialmente, mentre l’ altra, ne ha completamento in se’, e ne sapra’ dare ai suoi simili. Dalla natura alla radice, l’una, ha in se’ le caratteristiche dell’ esistere, l’ altra, di esistere senza caratteristiche. Se pensate che questa societa’ abbia delle caratteristiche, vi sbagliate, perche’ il risultato, e’ puramente il frutto di una frizione per creare scorie. E se creare scorie,produce sempre questo processo, tutto e’ strumentalizzato come risultato, a fare di ogni materia, scoria, e di ogni intelligenza, prima ancora, una confuzionaria e sconclusionata, banca dati inutilizzabile.
    Il sistema, crea perbenismo, lo categorizza, ne categorizza lo schema a produzione, e ne imette i numeri, per farlo funzionare. A parte che, ogni professione in se’, sarebbe pure ridicola, sotto tanti punti di vista, e sopratutto, in tante categorie. Poi, se par far vivere la gente, e a ogni pisciata di cane, formiamo automi che operino, allora la cosa vale per quel che vale.
    Abbiamo una disgregazione sociale , che si ripercuote prima sulla famiglia, automatizzandola e finalizzandola al vivere subdolo: lavora, mangia, va a scuola, va a lavorare, va in pensione, fa figli, guarda la TV, comperati da vestire in, divertiti. Abbiamo una scuola che produce nozioni, staccate dal senso della storia stessa, e non finalizzate alla comprensione dell’ uomo, e alla sua storia passata, ma sopratutto presente. Abbiamo un sistema, che prende a numeri, a conti, a posti, e a tutto prestabilito, e sopratutto fondato, su bisogni e doveri, che fanno di classi superiori, degli strrozzini del bisogno altrui, e dei tutori dei conti, piu’ che della salute e del senso dell’ umano collettivo. Abbiamo un modo di fare cultura e conoscenza, che sempre e’ esule dal reale, e non possibilmente applicabile. Abbiamo una disgregazione informativa e formativa, che oltre al posto di lavoro, non produce nulla nelle persone. Abbiamo la testa fra le nuvole, e non sappiamo attuare concretamente, un’ educazione vera, sia in ambito sociale e personale. Io i figli di oggi, li ammazzerei, i piu’,nelle loro manifestazioni estreme, come si ammazzasse un nazzista. Sono l’ immagine vera di cosa si possa produrre in un essere umano, nella condizione a come siamo oggi. La colpa non e’ loro, ma di tutti e di tutto, ma… un calcio nei coglioni, non lo sanno dare nemmeno i loro genitori. E chiudo qui.
    Vivere a pari passo con una famiglia, e con i figli, presuppone che l’ intento vero del tutto, sia comunicare noi stessi, nel nostrro vero, e nelle nostre capacita’ creative vere, che sono creare nel reale, vita, lavoro, attivita’ modeste, dedizione a famigliari, figli, vicini, paesani, con le maniere propie della persona, e non con gli stereotipi, propri di oggi, che alla fine, sono la via piu’ facile e semplice, per dire, mene frego, non mi comporta nulla, e la giustificazione in una battuta, mette tutto il contesto a tacere. Quella che, dovrebbe essere la manifestazione, dell’ arte , della poesia, della letteratura, dovrebbe essere invece, il frutto di tutto questo, tradotto e ridimensionato, nel quotidiano vivere, e seppur ristretto, ambito famigliare e sociale-affine. Solo cosi, e’ un’ educazione al sapere.Spesso il piu’ non e’ parte del sapere che conta, ma e’ solo un prestampato per il poi, per esserne parte nel sistema, e non e’ considerata come valore in se’.

    Dove vogliamo andare? Cosa volgiamo mettere nella testa della gente, che non c’e’ piu’ niente da mettere, che serva, e che abbiamo gia’ tutto prestabilito e servito, in quel che ci serve e che ne sovrabbondiamo? Dove un riscatto? Abbiamo l’ energia atomica, la tecnologia, la medicina, i mezzi di ogni tipo, ogni cosa di ogni cosa. Eppure, ancora siamo protesi, nel meglio del piu’, per salire sul solito cavallo, che a malapena sta’ in piedi, e non ti puo’ portare, oltre l’ atmosfera, e oltre a qualche opra di cammino, facendo vedere le medesime cose. In una egemonia esasperata, in una economia esasperata, in una cultura esasperata, in un prodotto del niente esasperato, in governi inutili esasperati, in una politica e in un insegnamento esasperato, in una fiscalita’ esasperata e propensa alla paura e alla diffidenza, non si fa altro, che creare lacci che soffocono il normale procedere del vivere di un organismo, che si chiama vita e mondo. Quando si blocca questo, la cosa va in cancrena, ed e’ irrecuperabile, ne viene a intaccare l’ intero organismo, e nel metabolismo del tempo e del reciclo, si paga a caro prezzo, con risultati pari a quello che si e’ seminati.

    Fermiamo il tempo, le inutili ed esauste attivita’ umane, che spesso sono nella testa e in poveri conti di niente, e ritorniamo alla saggezza, partendo dal basso, fino all’ alto. E se l’ alto e’ troppo alto, per farlo influenzare in bene nel basso, freghiamocene, o facciamolo fuori. E’ una legge, che fila bene nel naturale, con gli anticorpi, e l’ annientamento virale. Sapessimo almeno, che il tutto, e’ prodotto da noi, per il solo motivo, che lo possiamo, ma non che sia utile o al servizio di qualcosa. Ci mancano i piedi per terra, e la testa attaccata al collo, gli occhi bassi, e sopratutto, molte catastrofi in piu’. Queste, almeno naturalmente, ci riportano al senso della vita, nella sua biodiversita’, evolutivita’, ed instabilita’. Perche’, il sapersi labili e non infiniti, limita sopratutto l’ esubero di danno, e da’ saggezza e modi di vivere piu’ consoni.
    Peccato, che, non ci sia un mondo o un posto contrassegnato, dove vivono i potenti, i politici, gli sgaloppini in gravatta, e tanti altri, dove mandare il tutto questo, per una loro prima riabilitazione e conversione al tutto. (vado a letto ciao)

    Volgio vivere in una stalla, sapendo che c’e’ fuori un sistema che mi da’ tutto e che non voglio nulla, se non propio l’ indispensabile, volgio lavorare poche ore al giorno non chiedendo denaro e sapendo che non me ne si chiede perche’ non esiste, voglio fare cose che mi piacciono e che sono i miei passatempi, voglio mangiare di quello che mi da un orto un frutteto e i miei animali, voglio prendere le cose che non ho per vivere e che le posso trovare semplicemente, voglio stare in una famiglia dove c’e’ il mio tutto, voglio che la mia via sia la mia famiglia, voglio avere una donna o un uomo da amare e condividere il mondo dello spirito, voglio avere un figlio per cominucargli tutto questo, voglio vedere ogni giorno pace nei miei pensieri e nel mio esistere, voglio una tv quando occasionalmente voglio vedere cose che non so o non ho, non voglio ne pubblicita’ ne telegiornali ne gossip ne merda voglio vedere la vita del mio prossimo
    come e’ la mia, voglio un computer per comunicare idealmente visto che sono felice, le cose impossibili o ordinarie da dire ma che sussistono e che non sono cacca come sono ora, voglio arrivare alla fine dei miei giorni parco e felice, lasciando questa esistenza felice di esserci stato, ed andarmene in un’ altra, dove so che il tutto si ripetera’ al meglio e al perfetto e dove l’ imperfetto sara’ debellato per sempre.

    (scusate gli errori, il non ellineamento della logica, carpitene il senso se ce ne’ uno, meglio di cosi non so fare per ora)

  • lucamartinelli

    ho apprezzato il tuo commento, amico. solo che aggiungerei, scusa ma non posso farne a meno, che il sistema fa di tutto per avere persone ignoranti e incapaci di formulare qualsiasi capacita’ critica. cosi le masse possono essere gestite e sfruttate al meglio. costano solo qualche squallida e pornografica trasmissione come quelle che ci perseguitano tutti i giorni.

  • myone

    Tutto e’ teorizzato, mentre il sistema pensa di pensare per te, e si crede il frutto della sintesi di tutti. Loro sono uomini e leggi, ma si esimono di farlo personalmente, un’ educazione vera, perche’, qualcuno cambia il loro modo di pensare e di fare, nonche’ di comandare e di avere il coraggio, di fare il melgio. L’ altruismo, come comunicazione, toglie potere, e fa si che qualc’ un altro, faccia per loro quello che loro non fanno per te. Questo e’ il sistema, quando non e’ un servizio, nella giustizia. E la consapevolezza, e’ una delle prime giustizie della coscenza e del fare, e dell’ esistere.

    Una scuola, dove le date e qualche effimero racconto, che domani non si ricordera’ piu’, ai fini di dire, prendere un numero ed andare avanti, on educa alla comprensione delle cose, ne a formare una societa’ coscente. La mia vittoria e’ la tua, il mio pensare e’ il tuo, il mio fare, e’ il tuo.

    Non esiste un raccontare ed addentrarci nella storia, per capire, e per compararla a un sistema come sia quello di oggi. E’ scontato sapere gia’ quattro resoconti, per sitetizzare, che c’e’ un mondo cattivo, ingiusto, e che non si puo’ fare nulla, e quindi, discorso chiuso. Fare qualcosa, quando ci sono gia’ chi pensa di farlo, e se non lo fanno loro, neanche permettono di farlo, tagliano gia’ le gambe a chiunque. Alunni in primo piano, poiche’ non trovano riscontro di discussione e di incoraggiamento, e nemmeno per chi insegna, uscirebbe dal programma, si proietterebbe oltre, creando disguidi, modi considerati personali o olitici, e rimanendo nel modo, non mette a repentaglio il suo stipendio. Un fare storia, che sappia leggere la storia di oggi, con la comprensione, visto internet, di come vanno le cose, nell’ informazione e nel sentire cose nuove e piu’ vere. Sapere che sono tutti i modi, e perche’ ci sono, e a che pro o contro agiscono, e per quali fini, e quali credi.

    Il senso civico di una societa’, che si prodiga per sussitere, e che si fonda sul lavoro, e sulle risorse. Una formazione a come si deve lavorare e quando e quanto. L’ organizzazione sociale, le ridistribuzioni scientifiche tecnologiche e di risorse per un modo equo ed equilibrato, visto nel contesto generale del tutto. . Una formazione, che e’ pure dei pochi o dei piu’ e non dei molti, ma che serve per tutti, in un inserimento nel mondo del lavoro e della societa’. Una richiesta e una pronta risposta al tessuto formativo, che sia operante e collettivo.

    Uno studio umanistico, fatto sul campo di lavoro di se stessi, della societa’, e nella comprensione di come siamo fatti, come dovremmo essere, e come eravamo. Una scuola che e’ anche una societa’, dove il dire e’ pure un vivere, nel propio ambiente, no nfatto di cretinate come si usa, ma fatto fa fatti veri e da incontri veri. L’ incomunicabita’, la differnza di vedere e di essere, la violenza dell’ imporsi, on sono caratteristiche di diversita’, ma sono frammentazioni di non unione e di non appoggio, su basi che dovrebbero essere comuni ed evolute. Tutto e troppo teorizzato, voluminoso, nozionistico, ma che non trova nessuna semenza vera di attuazione, e sappiamo , che, il riscontro dimostrativo e attuato, e’ l’ unico mezzo milgiore per imparare, apprendere, e che rimane come capo saldo nell’ effettuare le cose e nel crederle

    Una classe dirigente, che fa i conti sulla crema del grasso, senza dare e risolvere queste crepe e queste disgregazioni della societa’. Una politica e una economia, che non e’ a servizio della crescita e del consolidamento di una crescita omogenea e totale, ma che si prodiga solamente a intimidire e a dirigere, una massa di persone, che alla fine danno a loro, non solo denaro, ma la vana gloria di dire, io ho fatto per te, io ho fatto per loro, io ho fatto perche’ te non avresti potuto fare di meglio. E sono sempre li, nello stesso brodo, dove cambiano gli animali da lessare, e gli assaggiatori, sempre grassi e sempre inutili. Un sistema quando c’e’, rimane, e si allarga e si intrinseca, solo per essere usato, e per usare, ma no cambia la sostanza di tutto quello che produce come demenza illogica basilare infantile.

    Poi c’e’ da dire, che ci vuole sempre e comunque, sia da parte del richiedente che da parte dell’ elargitore, quella che viene chiamata la droga per il popolo. Praticamente, dall’ aprire la Tv, dall’ impastare la societa’ di giochi e giochini, per rendergli la vita diversa, ma sostanzialmente, uguale, e non solo qui, ma al peggio dei risultati- Quando fanno qualcosa che e’ elementare, la fanno passare come una sacrosanta conquista loro e di chi li ha votati, mentre, dall’ altra parte, la commedia continua a mietere scenate e sceneggiate, pro il tutto di quello che si sa’ e si vive. Ma pure una societa’, che gli pace tanto, soffrire cose, ma non farsene mancare altre. Alla fine, quando si mangia e si sbarca il lunario, ben venga la vita, che no ne’ poi come la pensiamo in peggio, ma e’ solamente, vita e stop, che in altri contesti, potrebbe pure essere peggio. Gia’, per molti non e’ cosi, e sopratutto, questo andare che e’ globale, il peggio, lo deve ancora assaggiare, perche’ sino ad ora, l’ hanno sempre fatto assaggiare agli altri.