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LA PIU' GRANDE BUFALA DELLA STORIA

DI GIANLUCA FREDA
Blogghete!

“Historia docuit quantum nos iuvasse illa de Christo fabula”
[La storia ci dice quanta fortuna ci abbia arrecato quella favola di Cristo]

(Papa Leone X, lettera al Cardinale Bembo)

“La religione cristiana è una parodia dell’adorazione del sole, in cui un uomo chiamato Cristo è stato messo al posto del sole e gli è stata tributata la stessa adorazione che veniva un tempo tributata al sole”.
(Thomas Paine)

Iniziamo con un piccolo indovinello. Io vi do degli indizi e voi dovete indovinare di quale personaggio sto parlando. – Nacque il 25 dicembre.

– Fu partorito da una vergine.

– La sua nascita fu annunciata alla madre dall’apparizione di un angelo.

– Il nome del suo padre putativo, tradotto nella nostra lingua, era Giuseppe.

– Il suo vero padre era il Dio dei cieli.

– Fu partorito in una mangiatoia all’interno di una grotta.

– Alla sua nascita comparve nel cielo una stella d’oriente.

– La stella fu seguita da tre Re saggi, desiderosi di adorare il salvatore, che gli recarono doni.

– A 12 anni iniziò a insegnare nel tempio, poi scomparve fino ai 30.

– A 30 anni fu battezzato sulle rive di un fiume da un battista che fu poi decapitato.

– A 30 anni iniziò la sua predicazione

– Ebbe 12 discepoli.

– Compì molti miracoli, tra cui la guarigione degli infermi e una celebre passeggiata sulle acque.

– Fece resuscitare un tizio di nome Lazzaro.

– Restò per 40 giorni nel deserto, combattendo contro un’incarnazione del male.

– Fu conosciuto come Krst (Cristo) che vuol dire “Unto”.

– Fu crocifisso in mezzo a due ladroni.

– Tre giorni dopo la morte, resuscitò.

– Ebbe molti soprannomi, tra cui “Verità”, “Luce”, “Figlio prediletto di Dio”, “Agnello di Dio”, “Messia”, “Il Buon Pastore”, ecc.

– Viene adorato come parte integrante di una trinità divina.

Avete indovinato? Ma naturalmente. Era facile. Si tratta di questo tizio qua:

Il suo nome è Horus, incarnazione egizia del sole. Il suo culto risale a 5.000 anni fa, 3.000 anni prima che nascesse la religione cristiana. Il suo mito è stato il canovaccio su cui sono stati elaborati – in verità, in verità vi dico, senza troppa fantasia – gran parte dei culti religiosi successivi, dei quali quello cristiano è solo l’ultimo arrivato e sicuramente uno dei meno desiderosi di distinguersi dall’originale.

Madre di Horus era la vergine Iside (conosciuta anche come Meri, nome che richiama quello di una vergine a noi più nota). Il suo padre putativo si chiamava Seb (Giuseppe). Il suo vero padre era il divino Atum (detto anche Ra o Amòn o Osiride), anch’egli incarnazione del sole, con cui Horus era tutt’uno (“Io e mio padre siamo una cosa sola”). La sua nascita era stata annunciata a Meri dall’angelo Thot. A battezzarlo sulle rive di un fiume era stato il sacerdote Anup (potremmo tradurlo con “Giovanni”) a cui fu poi tagliata la testa. Horus compì vari miracoli, tra cui guarire gli infermi e camminare sulle acque. Più che di miracoli, si trattava di allegorie. Infatti, la luce del sole possiede virtù curative per i malati e il sole “cammina” sull’acqua quando sorge dal mare e riflette sulle onde la propria luce. Tra i vari miracoli, Horus riuscì a resuscitare un morto di nome El Azar us (Lazzaro). Veniva chiamato anche Iusa (“figlio prediletto”). Combattè per 40 giorni nel deserto contro il malvagio fratello Seth, signore della tenebra. La lotta tra Horus e Seth era eterna. Nella mitologia egizia, ogni mattina Horus sconfiggeva Seth e così il sole prevaleva sulle tenebre. Ma ogni sera, all’ora del tramonto, Seth ricacciava Horus nell’oltretomba, portando il buio sul mondo. Horus era venerato insieme al padre Atum e a Ra (lo “spirito santo” che del padre era emanazione) con i quali costituiva una trinità. Si noti che quelle appena citate sono solo una MINIMA parte delle analogie tra la vita di Horus e quella del fondatore della religione cristiana, che sono davvero innumerevoli.

Imitando Horus, anche Krisna, Zoroastro, Attis, Adonis e molte altre divinità adorate nel corso dei secoli celebravano il proprio compleanno il 25 dicembre. Krisna e Zoroastro erano stati partoriti da una vergine, come anche Budda, Bochia, Osiride, Serrapis, Mardouk e molti altri personaggi dei culti religiosi di ogni tempo e latitudine. Attis di Frigia (venerato in Grecia intorno al 1200 a.C.), oltre a essere nato da una vergine il 25 dicembre, fu crocifisso e resuscitò dopo i tre giorni canonici. La nascita di Krishna (India, circa 900 a.C.) fu annunciata da una stella comparsa a oriente; anch’egli fece diversi miracoli, fu crocifisso e resuscitò, come da copione. Dioniso (Grecia, 200 d.C.), nato come sempre da una pia donna il giorno di Natale, compì diversi miracoli tra i quali la trasformazione dell’acqua in vino, fu chiamato “Re dei Re” e “L’Alfa e l’Omega”, fu anche lui crocifisso e anche a lui la crocifissione fece un baffo. Mitra, il cui culto era nato in Persia intorno al 1200 a.C., nacque il solito giorno dalla solita zitella, ebbe 12 discepoli, fece miracoli, rimase morto per tre giorni trascorsi i quali indovinate un po’ cosa successe. Tra le altre cose interessanti, il giorno sacro a Mitra era la domenica, giorno dedicato all’adorazione del sole. Tant’è vero che in molte culture, il nome di questo giorno reca ancora traccia della divinità solare a cui era consacrato. In inglese la domenica è “Sunday” (giorno del sole), in tedesco è “Sontag” (idem), perfino in lingua giapponese domenica si dice “Nichiyoubi”, dove “nichi” è appunto il sole, rappresentato con il caratteristico ideogramma kanji (un quadrato diviso a metà da una lineetta).

Da Horus derivano anche alcuni termini ancora in uso nel parlato comune. Ad esempio le parole “orizzonte” (la linea visiva dalla quale si vede sorgere il sole) e “ora” (dal latino “hora”; le ore del giorno erano le “tappe” di Horus-sole durante il suo quotidiano percorso nel cielo).

I parallelismi si fanno ancora più evidenti se si prende in esame il culto di Osiride, il padre di Horus, risalente ad epoca egizia anteriore. Il rituale dell’adorazione di Atum-Amòn-Osiride, prevedeva che i fedeli mangiassero alcune focacce di frumento che rappresentavano il “corpo” della divinità (le piantagioni di frumento potevano crescere grazie al sole, rappresentando così la manifestazione fisica di Dio). Nel corso del rituale veniva esibito un ostensorio rappresentante il disco solare, che veniva sollevato in alto dinanzi ai fedeli riuniti in preghiera. Il termine “ostensorio”, contrariamente a ciò che si crede, non è cristiano e non deriva da “ostia”, ma da un etimo egizio, poi adottato anche dal latino, che significa “mostrare, esibire”. Fino al XV sec. d.C., gli ostensori cristiani avevano la forma di un disco d’oro luccicante (il sole). Fu San Bernardino da Siena a sostituire per primo, intorno al 1400, tale disco con la teca contenente l’ostia consacrata. Il Concilio di Trento, nel XVI secolo, abolì poi definitivamente questo residuo di paganesimo. La liturgia dell’adorazione di Osiride, poi ripresa dal rito cristiano, prevedeva che i fedeli tenessero la testa bassa, per evitare di bruciarsi gli occhi di fronte al fulgore del sole. Le preghiere a Osiride erano intercalate e concluse dall’invocazione del suo nome (Amòn), che ricorda in modo inequivocabile l’altrimenti incomprensibile “Amen” che conclude le preghiere cristiane.

Trasposto nel mondo greco e latino, il culto di Horus, di Iside e di Osiride generò buona parte dell’iconografia che oggi riconosciamo come “cristiana”. Nei sotterranei di Roma è ancora possibile vedere la seguente pittura murale, risalente ad epoca romana, che raffigura Iside che allatta Horus bambino. Vi ricorda niente?

Il mito della nascita di semidei dall’unione di divinità e femmine umane era un caposaldo delle religioni pagane. In molti musei (ad esempio al Metropolitan di New York o all’University Museum di Philadelphia) si possono ammirare alcune statuette raffiguranti Iside che tiene Horus tra le braccia, come una Madonna ante litteram. Con l’avvento della dinastia tolemaica (323 a.C.) il culto di Iside si diffuse in tutto il Mediterraneo. Caligola, nel 39 d.C., fece costruire nel Campo Marzio un grande tempio dedicato alla dea, l’Iseo Campense. Claudio, Nerone e Vespasiano favorirono in tutti i modi il culto di Iside. Troviamo questo culto ancora vivo e diffuso nel II sec. d.C., nella Roma degli Antonini, come ben testimoniano molti scritti letterari, tra i quali il più noto è certamente il grande romanzo latino di Apuleio, le Metamorfosi. Apuleio, imbevuto di culti e credenze orientali, fa di Iside il Deus ex Machina del romanzo, facendole riportare in forma umana l’infelice Lucio, trasformato in asino da un unguento magico sbagliato. Non stupisce, dunque, che i miti cristiani siano stati costruiti ricalcando quelli di una religione che era già nota e diffusa da secoli in ambito romano.

Ma perché Horus (e poi tutte le divinità che ne scopiazzarono la biografia, Gesù Cristo compreso) aveva scelto proprio il 25 dicembre per venire al mondo? Perché il mito della stella d’oriente e dei tre Re che la seguono? Il mito nasconde qui un fondamento squisitamente astronomico. La “stella d’oriente” non è altro che Sirio, la stella più luminosa del cielo notturno. Il 24 dicembre di ogni anno, Sirio – com’era già noto nei tempi antichi – si allinea con le tre stelle più brillanti della cintura di Orione. Queste ultime tre stelle vengono chiamate, oggi come nell’antichità, “I tre Re”. La linea retta descritta idealmente da queste 4 stelle (Sirio più “i tre Re” allineati) indica esattamente il punto dell’orizzonte dove il sole sorgerà il 25 dicembre. Ecco da dove viene l’allegoria della stella che, insieme ai tre re che la “seguono”, indica il punto dove il sole (cioè Horus) nascerà. Tutte le religioni successive, compreso il cristianesimo, hanno ripetuto questo schema narrativo senza comprenderne il senso e l’origine.

C’è anche un altro evidente motivo, pure astronomico, che spiega la data del 25 dicembre. Dall’inizio di dicembre, con l’approssimarsi del solstizio d’inverno, il sole, dopo essersi spostato incessantemente verso sud per sei mesi, si abbassa sempre di più sull’orizzonte. Il 22 dicembre raggiunge il suo punto più basso. Dopo di che resta fermo nello stesso punto per altri due giorni successivi, il 23 e il 24. Questo fenomeno, unito al freddo intenso e all’accorciarsi del periodo di luce, veniva equiparato dagli antichi ad una “morte” del sole. Improvvisamente, il 25 dicembre, il sole si alza di un grado sull’orizzonte, spostandosi verso nord, in una sorta di “rinascita” che fa prefigurare l’allungarsi delle giornate, il ritorno del caldo e la primavera. Il 25 dicembre di ogni anno Horus, dopo essere rimasto morto per tre giorni, risorgeva nuovamente, riportando la vita e la speranza sul mondo. Anche il mito della resurrezione dopo tre giorni è stato ripetuto “a pappagallo” dalle religioni più tarde, senza comprenderne il significato allegorico.

Ah, i 12 discepoli, come si sarà ormai capito, non sono altro che le 12 costellazioni dello zodiaco attraverso le quali il sole si sposta nel corso dell’anno.

* * *

La mitologia cristiana è stata costruita a tavolino molto tempo dopo l’epoca degli eventi narrati. In particolare, i quattro Vangeli sono con ogni probabilità dei falsi creati “a posteriori” per offrire un fondamento mitologico alla figura religiosa di Cristo che iniziava a confondersi e a sbiadire. La costruzione del mito è avvenuta riprendendo, anzi, ricopiando pedissequamente, senza troppa inventiva e per motivi di mero controllo politico, gli elementi allegorici di culti precedenti il cui significato è stato ignorato o distorto. Se ne rendevano ben conto i primi cristiani. San Giustino affermava: “Quando diciamo che Gesù Cristo, nostro maestro, fu generato senza congiunzione carnale, fu crocifisso, morì e resuscitò e ascese al cielo, non proponiamo nulla di diverso da ciò che voi credete riguardo i figli di Giove”. E più di un secolo dopo Eusebio di Cesarea scriveva: “Anche se noi siamo certamente un popolo giovane, e questo innegabilmente nuovo nome di Cristiani è diventato noto solo ultimamente tra tutte le nazioni, ciò nonostante la nostra vita e modo di condotta insieme ai nostri principi religiosi, non sono stati inventati recentemente da noi, ma quasi dagli inizi dell’uomo furono costruiti sui concetti naturali di quelli che amarono Dio nel lontano passato”. Tutti si rendevano conto delle similitudini tra mitologia cristiana e pagana, ma la spiegavano dando la colpa al diavolo. S. Giustino spiega la conformità che esiste tra Cristianesimo e Paganesimo, asserendo “che molto tempo prima che esistessero i Cristiani, il diavolo aveva preso piacere nel far copiare dai suoi adoratori i loro futuri misteri e le loro cerimonie”.

Per un secolo e più dopo la “nascita” di Cristo, nessuno seppe nulla di lui, della sua vita e delle sue opere. Non vi è traccia di esse negli scritti degli storici, filosofi e letterati dell’epoca, che erano una quantità, oltre che personaggi di tutto rispetto. Seneca, Plinio il Vecchio, Svetonio, Tacito, Pausania, Plinio il Giovane, Aulo Gellio, Lucano, Silio Italico, Plutarco… nessuno di loro fa il minimo cenno agli eventi della vita di Gesù, che pure avrebbero dovuto impressionare profondamente i contemporanei per il loro carattere straordinario. Gli unici scritti propagandistici sulla vita di Gesù furono, per oltre un secolo, le traduzioni dei “Septuaginta” delle antiche scritture ebraiche. Se gli scritti degli Apostoli che oggi fanno parte del Nuovo Testamento fossero esistiti all’epoca, anche in forma di appunti sparsi, sarebbero stati un’arma propagandistica poderosa. Ma non esistevano e non poterono essere utilizzati.

Scrive il critico Solomon Reinach: “Con l’eccezione di Papia, che cita un racconto di Marco, e una raccolta di detti di Gesù, nessuno scrittore cristiano della prima metà del II secolo (cioè fino al 150 d.C.) cita i Vangeli o i loro presunti autori” (da “Orpheus”, p. 218). Esisteva senza dubbio una tradizione orale sugli eventi salienti della vita di Gesù (la nascita da una vergine, la crocefissione, la morte e resurrezione, ecc.) ma niente di scritto. Tanto che nella lettera ai Galati, Paolo, temendo una contaminazione della tradizione puramente orale che i seguaci del cristianesimo andavano predicando, scriveva: “Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema! L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema!” (Gal. 7, 8). I Vangeli scritti non sono mai menzionati né citati nelle epistole del Nuovo Testamento, il che vuol dire che esse sono state scritte prima dell’elaborazione dei Vangeli.

La confusione generata dall’assenza di riferimenti scritti, oltre alla crescente delusione dei fedeli in attesa del ritorno di un Messia che non arrivava mai, costrinsero i propagandisti cristiani a elaborare dei testi biografici. I quali furono elaborati con l’imitazione pedissequa dei modelli mitologici egiziani che abbiamo appena visto. La consacrazione e omogeneizzazione della dottrina cristiana avvenne solo con il Concilio di Nicea, nel 325. L’imperatore Costantino, desideroso di utilizzare il cristianesimo per il fine proprio di ogni religione, cioè il controllo sociale, fece in modo di rimuovere le divergenze nate in seno alla Chiesa di Alessandria e dare al cristianesimo e ai suoi testi fondanti una definizione precisa. Nacquero così le mirabolanti peripezie del Cristo e dei suoi allegri discepoli. Peripezie che, appena nate, erano già vecchie di oltre tremila anni. E non se li portavano bene.

Gianluca Freda
Fonte: http://blogghete.blog.dada.net/
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13.08.2007

Pubblicato da God

  • Davide71

    Ciao a tutti: questo articolo si basa su di un articolo scritto molto tempo fa e che potete trovare nell’archivio di FISICAMENTE.net; é il numero 213. Ne consiglio vivamente la lettura per coloro che sono interessati alla questione della realtà storica di Gesù Cristo.
    La sintesi qui proposta é peraltro molto buona. Io aggiungo che l’unico storico ebreo contemporaneo che lo cita é GIUSEPPE FLAVIO, ma é quasi certo che si tratti di una interpolazione successiva…
    Questo dovrebbe mettere la parola fine a tutte le speculazioni moderne su Gesù Cristo, “Codice Da Vinci” incluso.
    Detto questo vorrei far notare alcuni punti:
    1) secondo me la più grande bufala della Storia si riferisce ad un avvenimento MOLTO più recente…
    2) leggendo questi articoli ci si imbatte molto facilmente in siti satanisti; si tratta comunque di gente che non é affatto atea… ma che mira a diffondere l’ateismo per i suoi fini.
    3) questo articolo non dimostra affatto che Gesù non sia esistito, ma soltanto che i Cristiani hanno assorbito la mitologia degli antichi egizi.
    Dimostra altresì che l’abitudine di associare ad un essere umano particolarmente notevole dal punto di vista spirituale una “storia” che ne mettesse in luce le virtù in maniera allegorica non é solo cristiana.
    In esso si nasconde, secondo me, il vero significato di “Uomo e Dio” che tanto ha fatto impazzire i teologi per 2000 anni.
    La dimostrazione dell’esistenza di Gesù Cristo riposa molto più semplicemente nei 2000 anni di Storia del Cristianesimo. Se esso fosse una religione che non avesse nessun supporto spirituale quanto pensate che sarebbe potuta durare?
    L’idea che Gesù Cristo sia un’invenzione riposa su di una lettura della Storia antica fortemente condizionata da pregiudizi moderni.
    Innanzitutto si ritiene che gli Antichi fossero tutti dei deficienti che si facessero abbindolare da maghi e cartomanti (al contrario di noi che siamo furbi).
    Questa idea é particolarmente stupefaciente per quanto riguarda l’astrologia. Si può facilmente constatare che gli Antichi ci credessero da quando é vecchio il mondo, e che in tutto il mondo si osservassero gli astri e i pianeti, e si conoscevano delle tecniche complicatissime per prevedere le loro posizioni future.
    Però continuiamo a credere che essi fossero tutti degli illusi e dei ciarlatani…più semplicemente l’astrologia non rientra nei nostri ristrettissimi schemi mentali e perciò la rifiutiamo in blocco.
    4) Nel Cinquecento i preti dicevano che la Terra era piatta, nonostante che bastasse che una persona intelligente osservasse la sua ombra sulla Luna per accorgersi che non era vero.
    Oggi invece riteniamo che non esista nulla aldilà del mondo materiale, nonostante le prove innumerevoli del contrario che chiunque incontra nell’esistenza quotidiana.
    Forse non abbiamo reso la Terra un po’ troppo piatta?

  • lino-rossi

    appoggio in pieno la sete di verità, di libertà e di giustizia che anima i lavori di Gianluca Freda, ma in questo caso non posso che invitarlo ad essere più prudente ed ad ascoltare le mirabilissime parole di Davide71.
    un solo esempio pratico: se i potenti della terra avessero ascoltato le raccomandazioni di S.S. Pio XI° contenute dal punto 105 al punto 110 della “quadragesimo anno”, oggi non ci troveremmo in questo mare di guai.
    http://www.vatican.va/holy_father/pius_xi/encyclicals/documents/hf_p-xi_enc_19310515_quadragesimo-anno_it.html

  • sultano96

    Beh! e allora!!!! Non riesco a capire il senso penetrale di quest’articolo. Le persone possono credere a tutto ciò che vogliono, fintantochè rimane nella loro sfera privata, quello che mi urta, fin dalle fondamenta umane, è il credo materialista arrogantesi l’imposizione sulla mia persona dei suoi intendimenti.
    L’Italia, nella propria rappresentazione politica, è la fattispecie di questa dottrina attuando la schiavizzazione dei propri sudditi soggiogandoli ai propri fini, grazie all’aiuto di quei cristiani di sinistra che dimostrano la loro totale sconoscenza sullo sviluppo storico indicato da Gianluca Freda nel suo articolo. Il colmo è che definiscono “pizzo” il contributo economico, richiesto da una parte di società in certe enclave del territorio italico, ma il loro ladronicio fiscale invece lecito perché ammantato da una sedicente definizione democratica. Fortunatamente gli antichi volgevano il loro sguardo verso il cielo, i nostri contemporanei lo rivolgono verso le latrine!!! Tutto ciò viene definito come evoluzione, con le parole si acconciano tutte le credenze, tranne che impastare le frittelle!!!!

  • macosamidicimai

    Sultano, dev’essere veramente penetrante il senso di questo articolo se ti ha innervosito cosi’ tanto.

    Non avendo da opporre nessun ragionamento a quanto scritto dall’autore, provi a “buttarla in caciara”, tirando in ballo la politica nostrana, che nulla ci azzecca con l’argomento trattato.

    Il tuo, sostanzialmemente, è l’intervento di un frustrato.

    PS:Ma perchè Sultano poi, non potevi scegliere “Feroce Saladino”?

  • Il_Predicatore

    Visto che si parla di bufale, non dimentichiamo “Il culto di Mitra”

    A metà del primo secolo a.C, il culto bovino penetrò nella cultura romana. Il culto di Mitra era un amalgama di diversi culti bovini praticati in Medio Oriente, Nordafrica e Asia Minore. Originariamente, Mitra era un’antica divinità ariana, dio ‘ della luce; ma già in epoche remote, il culto solare si era fuso con i più popolari culti bovini dell’epoca. Mitra veniva spesso definito «signore dei pascoli selvaggi». Era il dio della vita, della fecondità. Saggio e puro, questo «dio di purezza e di bontà» combatteva le forze del male. Alla fine del secondo secolo, il culto mitraico fu dichiarato religione ufficiale di Roma: all’epoca, era assai più diffuso dell’allora neonato culto cristiano. Il culto bovino permeava quasi ogni aspetto della vita romana: quando una giovane coppia si scambiava il voto di matrimonio, all’altare la sposa dichiarava: «Dove tu sei toro, io sono vacca».
    Il grande mito mitraico dell’uccisione rituale del toro esercitava un fascino particolare sui soldati romani, che lo diffusero in ogni angolo dell’impero.
    I discepoli del culto mitraico venivano battezzati in feste speciali. I battezzandi si affollavano in una fossa, sopra cui si trovava un toro. Il sacerdote celebrava il mito mitraico che culminava con l’uccisione del toro: a quel punto i novizi levavano il volto verso l’animale morente il cui sangue colava sul loro corpo e nella loro bocca. Dopo essere stati purificati dal sangue sacro, a ognuno veniva somministrata una piccola dose di seme estratto dai testicoli del toro, che avrebbe garantito l’immortalità nel giorno del giudizio, quando «il sacro toro dei tori scenderà sulla terra e Mitra riporterà tutti gli uomini alla vita».

    Il mitraismo presenta diversi elementi comuni con il cristianesimo, fatto che rese le due religioni fortemente concorrenti:
    entrambi i culti affermavano la dualità di bene e male; entrambi sostenevano l’esistenza di un paradiso e di un inferno, e la salvezza eterna di chi era battezzato nella fede. Se l’imperatore Costantino non si fosse convertito alla fede cristiana, il culto mitraico avrebbe trionfato. Per questo, i ministri del culto cristiano si appropriarono di numerosi rituali mitraici, allo scopo di guadagnare maggiore seguito popolare. Conrad [n.d.r “The Horn and the Sword”, Jack Randolph Conrad] afferma che la cristianità ha assunto il bagno nel sangue, lavacro di tutti i peccati, dal culto mitraico, sostituendo il sangue di Cristo morente a quello del toro. La religione cristiana si appropriò anche del giorno sacro a Mitra: il 25 dicembre, che celebrava la nascita del sole, divenne il giorno della nascita di Cristo.
    E, come finale colpo di grazia, i cristiani trasformarono il toro mitraico nel simbolo delle tenebre: il dio della religione avversa divenne incarnazione del diavolo. Nel 447 d.C, al Concilio di Toledo, la chiesa pubblicò la prima descrizione ufficiale del demonio. Secondo i prelati, il demonio è:

    “…un’enorme, mostruosa apparizione nera, con corna sulla testa, zoccoli fessi o un solo zoccolo fesso, orecchie d’asino, pelosa e unghiuta, con occhi lampeggianti, zanne terribili, un fallo immenso e odore di zolfo.”

    [da “Ecocidio” di Jeremy Rifkin]

  • canopus

    Interessante l’articolo di Freda. Nulla da eccepire, salvo che l’allineamento fra la cintura di Orione e Sirio non è perfetto come dice lui, ma diciamo pure che lo si può far passare. E comunque con gli allineamenti stellari, più o meno esatti, si può ipotizzare qualsiasi cosa. D’altronde è la prima volta che leggo questa “ipotesi” esplicativa dei re magi (e se vogliamo della cometa di Natale), e mi ha davvero divertito. Le nozioni indicate da Freda si possono trovare su vari libri di comparazione religiosa.
    Cosa indica in realtà tutto il discorso? Non che il cristianesimo ha copiato (non solo esso comunque) ma che tutte le religioni sono bufale. E questo lo diceva anche Mark Twain, tanto per citare un nome, in un suo aforisma: “Avere fede significa credere a ciò che qualsiasi scemo sa che non è vero”
    Il punto cruciale delle religioni è che esse vengono insegnate ai bambini. Si sa che la mente di un bambino è tabula rasa, essa può essere facilmente plagiata (indottrinata), con un adulto il plagio sarebbe più difficile (certo non impossibile, sia chiaro). I figli di genitori cristiani (cattolici meglio dire) vengono mandati al catechismo, i figli di genitori islamici vengono mandati nella moschea dall’imam, e quelli ebrei in sinagoga dal rabbino. Siamo là, tutti alla pari nella nefandezza di riempire la testa ai bambini, ognuno con la propria religione. Crescendo poi ben pochi riescono a scrollarsi di dosso quel plagio infantile, e rimane il “bisogno” intrinseco di credere in una qualche divinità, nonostante eventuale istruzione universitaria. Serve a niente contro l’indottrinamento infantile.

    Circa il commento di Davide71, vorrei ribadire – se ho capito bene il suo pensiero – che effettivamente non bisogna confondere atei e satanisti. I satanisti sono CREDENTI. Che credono e seguono satana non importa, loro credono, NON SONO ribadisco NON SONO atei.
    Non comprendo bene invece l’accenno di Davide71 all’astrologia. Io ‘perdono’ gli antichi se ci credevano. Essi non erano “sciocchi”, niente affatto, solo che lo scibile umano aumenta secolo dopo secolo e non ci trovo nulla di strano o di malvagio nella credenza negli astri, visto che negli stessi secoli c’era qui e là anche la visione animista (gli spiriti dei boschi, gnomi, folletti ecc). Quel che mi dà fastidio è che molti ci credono ancora oggi nell’astrologia…
    Non lo so poi se la bufala più grossa sia quella molto recente cui Davide71 fa cenno. La bufala cristiana (e le relative bufale di altre religioni) sono durate secoli, quanto durerà la bufala dell’11 settembre?
    Infine, la Terra piatta, il ‘500 ecc. Non era poi così semplice capire, a quell’epoca, che la Terra era sferica. Chi, oggi, lo capirebbe da solo? Siccome non ancora si sapeva che la Luna era un corpo celeste autonomo, distante in media 384.400 kilometri, si doveva essere molto intelligenti per capire che l’ombra della Terra durante un eclisse di Luna era la prova lampante che la Terra stessa fosse sferica. Con l’assunto, appunto, che la Luna avesse una certa distanza dalla Terra, il che come poteva venire in mente alla gente comune e ai preti? Qualcuno lo aveva capito anche ai tempi dell’antica grecia, ma erano dei geni, non gente qualsiasi.
    L’ultima frase di Davide71 invece mi sconcerta. Egli dice: “Oggi invece riteniamo che non esista nulla aldilà del mondo materiale, nonostante le prove innumerevoli del contrario che chiunque incontra nell’esistenza quotidiana. Forse non abbiamo reso la Terra un po’ troppo piatta?”
    Fino ad oggi, alla veneranda età di 55 anni, non ho mai inciampato in una di quelle ‘innumerevoli prove quotidiane (quotidiane?) dell’esistenza di un mondo non materiale’. Devo essere stato maledettamente sfortunato…

  • rectotal

    Il mio articolo è stato scritto in fretta e furia e devo ammettere che la mia cognizione dei miti di Osiride, Iside e Horus è molto limitata. Si tratta oltretutto di miti estremamente complessi, arricchitisi di un’infinità di elementi nel corso dei millenni e di elementi ulteriori via via che venivano recepiti nelle varie culture greca, latina, ecc.
    Ad esempio scopro solo ora che Azar, l’uomo “resuscitato” da Horus, non era altro che uno dei nomi di Osiride stesso. Azar/Osiride era stato ucciso da Seth, il suo corpo smembrato in 14 pezzi, ognuno dei quali era stato nascosto presso una diversa città egizia. Iside, armatasi di santa pazienza, ritrovò tutti i pezzi del corpo dello sposo. Tranne uno, il fallo, che Seth aveva prudentemente gettato nel Nilo per evitare che Osiride potesse generare. Si tratta com’è evidente di un’allegoria che intende spiegare la fertilità del Nilo e il suo ruolo vitale nell’agricoltura egizia. All’assenza del fallo, Iside rimediò facendo innalzare enormi obelischi che avrebbero sostituito la parte mancante (qui immagino che si sprecheranno le battute tipo “ma come, non era vergine?”). Comunque, una volta ritrovati i vari pezzi, essi furono rimessi insieme da Iside, da sua sorella Nephthi e da suo figlio Horus, secondo le prescrizioni poi raccolte nel Libro dei Morti egizio. Grazie a Horus e all’intervento di Anubi, Azar/Osiride poteva tornare in vita tutte le notti.
    Due cose sono interessanti: gli egizi preponevano l’articolo al nome delle loro divinità, per cui Azar diventava El-Azar. Quando il mito fu recepito dai latini, al nome fu aggiunta la desinenza nominativa “us”, per indicare che si trattava di un nome maschile. Ne venne fuori il nome “Elazarus”, dal quale si arriva con facilità al “Lazarus” cristiano. Lo stesso soprannome di Horus, Iusa (“figlio prediletto di Iu”, dove “Iu” era un altro dei nomi di Osiride) fu traslitterato in greco come “Iusaas”, da cui sembra derivare il “Iesus” che tutti conosciamo. Infine, la località in cui Azar fu riportato alla vita era la città egizia di Anu. Gli ebrei la chiamavano Beth-Anu, cioè “casa di Anu”. In lingua ebraica la “u” e la “y” sono lettere intercambiabili, per cui la città di Bethany (Betania) fu identificata come il luogo in cui Gesù aveva fatto risorgere Lazzaro.
    Si può avere un’idea di quante siano le similitudini tra il mito di Horus e quello di Gesù alla pagina:
    http://www.theosophical.ca/AncientEgyptAppendix.htm
    da cui ho tratto molte delle informazioni per l’articolo.

    Gianluca Freda

  • sultano96

    Chi se ne frega se lei non è mai inciampato in una prova non materiale! Come potrebbe verificarsi ciò dal momento che i suoi arti inferiori sono solidi! A meno che Lei non sia dotato di corpo eterico e quindi in grado di sperimentare quella dimensione, entrando in sintonia con Davide71, ma questo non è il suo caso, altrimenti non si sarebbe espresso come ha fatto!! La pregherei, se c’è, di spiegarmi la differenza tra la cultura trasmessa dall’università italiana e quella trasmessa nelle aule catechistiche, nelle madrase o nelle sinagoghe? Tutti i laureati che conosco io, direttamente od indirettamente, credono alla bufala del 11 settembre o a quella dello sbarco sulla luna, da parte degli americani. Per convincere le persone come lei gli statunitensi hanno divulgato le rocce lunari contro cui inciampare!!A mio avviso, ogni istituzione ha lo scopo recondito del plagio, altrimenti non sarebbe tale, la torre di Babele docet!

  • sultano96

    Forse lei è colui che rilascia le patenti? Dal momento che si è permesso di definirmi con i più svariati epiteti!!! Non avendo capito il senso della mia risposta doveva, come minimo, chiedermi lumi sul significato recondito delle mie affermazioni e non cogliere l’opportunità per manifestare la sua totale maleducazione.

  • Alexis

    LA PIU’ GRANDE BUFALA DELLA STORIA…scritta da gianluca freda!

  • Alexis

    http://tektonics.org/copycat/osy.html Consiglio questo sito a quell’ignorante di Gianluca Freda che diffonde fregnacce a nastro. Uno studioso SERIO ha fatto una VERA ricerca sulle somiglianze fra Gesù e Horus…risultato? Strano ma vero Freda ha sparato un’altra cagata copiata dall’UAAR…altra associazione più che seria.
    Che poi questo articolo sia la vera bufala lo dimostra il fatto che in giro per internet ognuno lo scrive a modo suo, mi spiego:stesso articolo ma al posto di Horus ci mettono Bacco, o Mitra, o altro ancora…quindi guarda caso la “leggenda” di Gesù sarebbe stata copiata da tutte le divinità possibili immaginabili mentre tutte le altre leggende escludendo Gesù, guarda caso sarebbero anch’esse uguali fra loro!!!!!FORMIDABILE!!! Diciamo le cose come stanno, ogni sfigatello falso e relativista spara la sua…”BUFALA PIU’ GRANDE DELLA STORIA”!!!

  • Andyilmatto

    “guarda caso la “leggenda” di Gesù sarebbe stata copiata da tutte le divinità possibili immaginabili mentre tutte le altre leggende escludendo Gesù, guarda caso sarebbero anch’esse uguali fra loro”

    Il fatto che siano uguali tra loro dimostra a maggior ragione che si copiano.
    Vai a studiarti le leggende di Mitra, Chrishna, Buddha, Quetzalcoatl, Hercules, Attis, Baal ecc. (ce ne sono a decine); scoprirai molte cose ricorrenti nella vita di questi personaggi: nati il 25 dicembre, nati da una vergine, visitati da 3 magi, morti e risorti dopo 3 giorni, seguiti da 12 discepoli ecc.
    Robert M. Price (http://en.wikipedia.org/wiki/Robert_M._Price) è un teologo ateo che si occupa in particolare proprio di questo; ti consiglio di guardare i video delle sue conferenze su Youtube (se sei ferrato con l’inglese) o di leggere i suoi libri.

  • Andyilmatto

    “guarda caso la “leggenda” di Gesù sarebbe stata copiata da tutte le divinità possibili immaginabili mentre tutte le altre leggende escludendo Gesù, guarda caso sarebbero anch’esse uguali fra loro”

    Il fatto che siano uguali tra loro dimostra a maggior ragione che si copiano.
    Vai a studiarti le leggende di Mitra, Chrishna, Buddha, Quetzalcoatl, Hercules, Attis, Baal ecc. (ce ne sono a decine); scoprirai molte cose ricorrenti nella vita di questi personaggi: nati il 25 dicembre, nati da una vergine, visitati da 3 magi, morti e risorti dopo 3 giorni, seguiti da 12 discepoli ecc.
    Robert M. Price (http://en.wikipedia.org/wiki/Robert_M._Price) è un teologo ateo che si occupa in particolare proprio di questo; ti consiglio di guardare i video delle sue conferenze su Youtube (se sei ferrato con l’inglese) o di leggere i suoi libri.