La NATO dopo Madrid: Nuovi membri, vecchi nemici e una strategia rinnovata

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Nei giorni scorsi, dal 28 al 30 giugno, si è tenuto in Spagna il 2022 Madrid Summit, l’annuale incontro tra i Capi di Stato e di governo dei Paesi membri della NATO, nonchè dei partner dell’Alleanza.

Chiaramente, poichè ci mancavano i bei vecchi tempi della guerra fredda, al centro del Summit c’era la questione Russa e tutto ciò che le ruota attorno. Nonostante per mesi abbiamo sentito notizie sugli sforzi che stavano compiendo i nostri leader per arrivare a una veloce conclusione del conflitto (ma chi ci credeva?!), come ci aspettavamo Mosca è stata indicata minaccia numero uno dell’Alleanza.

Non a caso, anche per questo incontro, l’ospite d’onore è stato il presidente ucraino Zelensky, che ha nuovamente chiesto miliardi di dollari da spendere in particolare in armi…e i contribuenti pagano!

Nonostante l’ex Paese sovietico sia stato il protagonista del dibattito, anche la Cina ha avuto lo spazio che si merita. La NATO sa perfettamente che i soldati col colbacco sono la penultima armata nemica da affrontare prima di quella finale, ossia il vero avversario da sconfiggere.

Il fronte di guerra nell’Europa dell’Est infatti è probabilmente solo una parte del riassetto geopolitico che stiamo affrontando e che affronteremo nei prossimi anni; la Regione dell’Indo-Pacifico sta diventando pian piano una polveriera pronta ad esplodere, e per questo motivo anche la gestione dei rapporti con Pechino è stata parte dell’agenda dell’incontro.

Andiamo però con ordine e vediamo nel dettaglio quali sono state le conclusioni del Vertice di Madrid:

Nuovi Membri

Prima di tutto, le “buone notizie”. Dopo diverse settimane di discussioni diplomatiche interne, l’Alleanza ha dichiarato in un comunicato di aver invitato formalmente Svezia e Finlandia a diventare membri [1].

Ricordiamo che Finlandia e la Svezia avevano chiesto di aderire al blocco militare già a metà maggio, pochi mesi dopo il lancio dell’operazione militare in Ucraina da parte della Russia. Tuttavia il processo di adesione era stato bloccato dalla Turchia, che chiedeva a entrambi i Paesi di porre fine al sostegno alle organizzazioni considerate gruppi terroristici dal governo del presidente Erdogan e di revocare un embargo sulle armi contro Ankara. Fortunatamente per loro, il classico do ut des ha funzionato ancora una volta e martedì 28 giugno, durante il Summit, è stato raggiunto un accordo. Erdogan ha infatti dichiarato che “la Turchia ha ottenuto ciò che voleva” [2] e la Finlandia e la Svezia adesso hanno il suo benestare per entrare nell’Alleanza. Un po’ meno felici i curdi, agnelli sacrificali in un gioco tra le parti molto più grande di loro.

Tutto contento del risultato ottenuto, il Segretario Generale della NATO Jens Stoltenberg ha commentato così l’adesione delle nazioni nordiche quando un giornalista gli ha chiesto se si temono reazioni da parte di Mosca:

La Finlandia e la Svezia sono nazioni sovrane e hanno il diritto di scegliere la propria strada e di aderire alla NATO. Li abbiamo accolti nella nostra Alleanza. Ovviamente siamo preparati per ogni evenienza. [3]

Con l’entrata dei due Paesi, senza precedenti sarà anche il nuovo confine geografico tra la NATO e la Federazione Russa. Come abbiamo scritto in precedenza in questo articolo, “la possibile adesione di Finlandia e Svezia alla NATO […] darebbe vita a un confine armato […] che dalla Norvegia arriverebbe fino alla Lettonia, per una lunghezza di più di due mila chilometri”. E chissà cosa riserva il futuro all’Oblast’ di Kaliningrad, già da ora ampiamente preso di mira.

Questione Zelensky e guerra in Ucraina

Come dicevamo, l’influencer del momento Zelensky ha fatto una comparsata anche a Madrid e ha rilanciato la richiesta di soldi e armi: un copione trito e ritrito che sembra fare però ancora effetto.

Intervenuto in video, lo scorso mercoledì 28 giugno, Zelensky ha chiesto all’Occidente di fornirgli aiuti sufficienti per la vittoria, spiegando che se l’Ucraina dovesse soccombere l’Europa si ritroverebbe, presto o tardi, in guerra.

Nonostante una serie di sconfitte incassate nelle ultime settimane, il leader ucraino è infatti convinto che con le truppe NATO si potrebbe terminare questa guerra con una vittoria sul campo di battaglia: in poche parole, dopo le armi anche i militari, e così finiamo tutti per dichiarare guerra alla Russia.

Giusto per fare due conti, va aggiunto che, ad oggi, gli Stati Uniti hanno approvato per l’Ucraina più di 55 miliardi di dollari in aiuti militari ed economici. L’Unione Europe e il Regno Unito fortunatamente non si sono spinti verso cifre così folli, attestandosi rispettivamente intorno ai 6 miliardi di dollari la prima e più di 3 miliardi il secondo. Nonostante ciò, sembra non bastare. Zelensky ha sostenuto che il suo Paese ha bisogno di almeno 5 miliardi di dollari al mese solo per coprire il deficit di bilancio, e quindi l’Occidente deve essere pronto a spendere ancora.

Russia: Una nuova strategia

Mercoledì 28 giugno, l’ultimo giorno del Summit, i leader della NATO hanno deciso di adottare un nuovo “Concetto Strategico”, un documento che serve a delineare la posizione dell’Alleanza nei confronti dei non membri, dei partner e degli avversari, aggiornato l’ultima volta nel 2010. Secondo le dichiarazioni rilasciate, un rinnovamento era necessario per far fronte alle sfide di un mondo sempre più pericoloso e competitivo, implementando quindi in particolare gli investimenti nella difesa comune.

Come previsto, la nuova versione del documento nomina la Russia come “minaccia più significativa e diretta” dell’Alleanza, e accusa Mosca di aver assunto un “modello di azioni aggressive” [4] contro la più ampia comunità transatlantica. Quasi ironicamente invece, troviamo scritto che “la NATO non cerca il confronto e non rappresenta una minaccia per la Federazione Russa” [5]…della serie:

loro sono i cattivi, noi non stiamo facendo niente di male.

La guerra di aggressione della Federazione Russa contro l’Ucraina ha sconvolto la pace e alterato gravemente il nostro contesto di sicurezza. […] Una Ucraina forte e indipendente è fondamentale per la stabilità dell’area euro-atlantica. Il comportamento di Mosca riflette un modello di azioni aggressive della Russia contro i suoi vicini e la più ampia comunità transatlantica. Dobbiamo anche affrontare la persistente minaccia del terrorismo, in tutte le sue forme e manifestazioni. L’instabilità dilagante, la crescente competizione strategica e l’avanzamento dell’autoritarismo sfidano gli interessi e i valori dell’Alleanza.

Il nostro nuovo Concetto Strategico riafferma che lo scopo principale della NATO è quello di assicurare la nostra difesa collettiva, basata su una visione a 360 gradi. Esso definisce i tre compiti fondamentali dell’Alleanza:

  • deterrenza e difesa;
  • prevenzione e gestione delle crisi;
  • sicurezza cooperativa.

Sottolineiamo la necessità di rafforzare in modo significativo la nostra deterrenza e la nostra difesa come spina dorsale del nostro impegno a difenderci reciprocamente ai sensi dell’articolo 5. Lo scopo fondamentale della capacità nucleare della NATO è quello di preservare la pace, prevenire la coercizione e dissuadere l’aggressione. Finché esisteranno le armi nucleari, la NATO rimarrà un’alleanza nucleare. […] Il Concetto Strategico sottolinea che assicurare la nostra resilienza nazionale e collettiva è fondamentale per tutti i nostri compiti principali ed è alla base dei nostri sforzi per salvaguardare le nostre nazioni, società e i valori condivisi”. [6]

Venendo alla Russia, come detto indicata come prima minaccia, secondo i nostri leader non si può “escludere la possibilità di un attacco contro la sovranità e l’integrità territoriale degli alleati” poichè questi “attori autoritari sfidano i nostri interessi, i nostri valori e il nostro stile di vita democratico”. [7]

Secondo il documento, la Federazione Russa sta cercando di stabilire nuove sfere di influenza e di controllo “attraverso la coercizione, la sovversione, l’aggressione e l’annessione”, utilizzando tutti i mezzi disponibili per minare “l’ordine internazionale”. [8]

A tale scopo, Mosca sta anche “modernizzando le sue forze nucleari” e sta innovando le sue tecnologie militari, poichè punta da un lato a “destabilizzare Paesi a est e a sud” e dall’altro a disturbare “la libertà di navigazione nell’Atlantico settentrionale” e nel Baltico. [9]

Per tutti questi motivi “non possiamo considerare la Federazione Russa un nostro partner. Tuttavia, rimaniamo disposti a mantenere aperti i canali di comunicazione con Mosca per gestire e mitigare i rischi, prevenire l’escalation e aumentare la trasparenza”, recita il documento. [10]

E la Cina?

Mentre il tema Russia ha dominato la discussione al vertice di Madrid, il nuovo Concetto Strategico, come vi avevamo anticipato, non ha dimenticato di definire i rapporti con Pechino, considerata dall’Alleanza una minaccia per “i nostri interessi, la nostra sicurezza e i nostri valori”. [11]

In particolare, possiamo leggere come i nostri leader ritengano  l’ “ampia gamma di strumenti strumenti politici, economici e militari” che la Cina sta utilizzando “per aumentare la sua impronta globale e proiettare il suo potere” [12] sinonimo di poca trasparenza nelle relazioni internazionali ed intrisi di retorica conflittuale e disinformazione anti occidentale.

Secondo la NATO, la R.P.C. sta cercando si conquistare una posizione di supremazia nei settori strategici dell’energia, della tecnologia e delle catene di approvvigionamento per potersi imporre come nuovo Paese leader e sovvertire (anche lei?!) “l’ordine internazionale” [13];  in quest’ottica, quindi, si colloca anche il rafforzamento del partenariato sino-russo.

A quanto scritto nel documento strategico, si aggiungono anche le dichiarazioni di alcuni alti funzionari dei Paesi dell’Alleanza:

in particolare, segnaliamo quella del Ministro degli Esteri britannico Liz Truss che ha definito la crescente potenza militare della Cina “un problema per la sicurezza euro-atlantica” e ha avvertito Pechino che qualsiasi tentativo di prendere il controllo di Taiwan con la forza sarebbe “un errore di calcolo catastrofico” [14]. A rincarare la dose, anche il nuovo Primo Ministro australiano Anthony Albanese, che non solo ha invitato la Cina a condannare l’operazione della Russia in Ucraina, ma ha anche sottolineato di aver avuto un incontro molto positivo con i leader di Giappone, Corea del Sud e Nuova Zelanda proprio per garantire un freno al minaccioso espansionismo cinese.

Nonostante ciò, il nuovo Concetto Strategico ribadisce che i Paesi dell’Alleanza rimangono “aperti ad un impegno costruttivo con la Repubblica Popolare Cinese”. [15]

Non vediamo l’ora di vedere i fatti: chissà come si svilupperà.

Non dimentichiamoci del cambiamento climatico

Tra i temi discussi al vertice di Madrid, anche il cambiamento climatico ha avuto ampio spazio. Certo, ai comuni mortali potrà sembrare contraddittorio che chi investe miliardi di dollari nella guerra – da sempre uno dei fattori principali di inquinamento –  poi si metta a discutere del clima, ma in fondo quale coerenza possiamo mai pretendere quando ci si gioca il potere a livello mondiale?

Ecco allora che anche il cambiamento climatico viene trasformato in un nemico per la sicurezza degli alleati – non del mondo, se pur volessimo credere a tutte le storie sul clima, ma soltanto degli alleati. Come se nemmeno tali fenomeni debbano essere letti in chiave planetaria – poichè troviamo scritto nel documento:

È un moltiplicatore di crisi e di minacce (che) può esacerbare i conflitti, la frammentazione e la competizione geopolitica. [16]

Riguardo a questo tema, la NATO ha quindi deciso di lanciare il Fondo per l’innovazione, attraverso il quale miliardi di euro verranno destinati a start-up e sviluppo di nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, ovviamente – a chiacchiere – necessarie per mitigare l’impatto climatico.

Stoltenberg in conferenza stampa ha commentato così la questione:

Il cambiamento climatico è una sfida fondamentale del nostro tempo. E la NATO è impegnata a fare la sua parte per mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici sulla nostra sicurezza. Oggi abbiamo concordato una nuova metodologia per mappare le emissioni militari di gas serra. E abbiamo concordato obiettivi concreti per ridurre le emissioni della NATO.
Il nostro obiettivo è ridurre le emissioni degli organismi e dei comandi della NATO di almeno il 45% entro il 2030. E arrivare a zero emissioni entro il 2050. Questo è un passo importante per la nostra Alleanza. Non possiamo scegliere tra avere militari verdi o militari forti. Devono essere entrambe le cose. Dobbiamo quindi mantenere la nostra efficacia e prontezza operativa mentre continuiamo ad adattarci. [17]

Il meglio arriva alla fine: i militari USA a casa nostra

Chiudiamo con quella che è sicuramente l’aspetto più scontato di tutta questa storia. Come annunciato da Biden, gli USA intensificheranno la loro presenza militare in Europa orientale, istituendo un quartier generale permanente in Polonia e dislocando 5.000 persone in Romania.

Inoltre, nuove squadre per la difesa aerea saranno inviate in Germania e in Italia, e il numero di cacciatorpedinieri americani di stanza in Spagna verrà portato da quattro a sei.

In conclusione, secondo la Casa Bianca, l’aumento della presenza militare porterà il numero totale di truppe statunitensi dispiegate in Europa a 100.000.

Che dire, dopo questo summit spagnolo non vi sentite tutti più sicuri?


Massimo A. Cascone per ComeDonChisciotte.org

Note:
[1] https://www.nato.int/cps/en/natohq/official_texts_196951.htm

[2] https://www.analisidifesa.it/2022/06/in-ginocchio-ai-piedi-del-sultano-per-fare-un-dispetto-alla-zar/

[3] https://www.nato.int/cps/en/natohq/opinions_197301.htm

[4] NATO 2022 Strategic Concept

[5] Ibidem

[6] Ibidem

[7] Ibidem

[8] Ibidem

[9] Ibidem

[10] Ibidem

[11] Ibidem

[12] Ibidem

[13] Ibidem

[14] https://www.theguardian.com/world/2022/jun/29/chinese-invasion-of-taiwan-would-be-catastrophic-miscalculation-liz-truss

[15] NATO 2022 Strategic Concept

[16] Ibidem

[17] https://www.nato.int/cps/en/natohq/opinions_197288.htm

Altre fonti:

https://www.pbs.org/newshour/world/biden-says-u-s-will-increase-long-term-military-presence-in-europe

https://www.pbs.org/newshour/politics/biden-nato-to-increase-military-presence-in-europe-amid-russian-aggression

https://www.rt.com/news/558102-nato-summit-highlights-russia/

https://theconversation.com/china-russia-and-climate-change-why-australias-place-at-the-nato-summit-was-so-important-185588

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