Home / ComeDonChisciotte / LA MONETA E L'ECONOMIA

LA MONETA E L'ECONOMIA

DI LINO ROSSI
Soldi Online

Da dove viene l’interesse per la tematica della moneta? Dalle difficoltà economiche che sempre più persone riscontrano e dall’opera di alcuni studiosi. Potere, sviluppo e giustizia sono alcune delle questioni sollevate. E la loro soluzione sembra sempre meno eludibile

Tra i più importanti studiosi di questo tema c’è sicuramente il compianto Prof. Giacinto Auriti. La Sua tesi che la moneta non può non essere della collettività e quella della “truffa monetaria” da parte delle banche centrali davano risposte verosimili al problema delle difficoltà reali.

L’oggettiva confusione fra ruolo pubblico e privato di alcune banche centrali fra le quali FED e bankitalia, le richieste di condono di quest’ultima, i suoi bilanci così “avari” nei confronti dello Stato, l’ambiguità nell’uso delle parole chiave quali ad esempio “signoraggio”, l’ermeticità con la quale la Cassazione ha motivato la bocciatura della sentenza di Lecce, la smentita mai arrivata dei conti correnti alle Cayman Islands, le sbadataggini dei privatizzatori delle banche pubbliche che hanno di fatto regalato bankitalia ai privati, le uccisioni sempre tempestive di JFK, Alfred Herrhausen, Arrigo Molinari, Andreï Kozlov, ecc., hanno definitivamente convinto molte persone che i “signoraggisti” hanno ragione.Possibile che nel mondo intero tutti gli Stati subiscano questa truffa?

Guardando il bilancio della FED si vede chiaramente che gran parte degli interessi attivi percepiti sulle riserve, opportunamente investite, vengono “girati” al governo. Ciò significa che la collettività per avere le banconote, il circolante, si indebita attraverso titoli del debito pubblico, paga ovviamente i corrispondenti interessi, ma li riceve quasi tutti indietro, a meno dei costi necessari per il funzionamento della banca centrale, relativamente modesti per la FED ma enormi per bankitalia (1). Si tenga presente che tali costi sarebbero in ogni caso a carico della collettività, anche se la banca centrale fosse un braccio del ministero del tesoro.

Si può dedurre che la base monetaria è uno strumento della Politica Monetaria che consente di dotare la collettività di monete non onerose oppure monete gravate da un “falso” debito (2). Chi dispone a piacimento e gratuitamente della vettura di un parente non ha nessuna esigenza di acquistarne un’altra, così come chi beneficia di monete non onerose non ha la necessità di ricorrere al credito (3).

Si può quindi concludere che le denunce del Prof. Auriti sono state utili per sollevare il problema monetario, ma la Sua analisi delle reali cause del malessere è inadeguata.

Perché quindi la situazione finanziaria va così a rotoli?

Perché il debito è così asfissiante per Stati, imprese e privati cittadini?

Queste domande trovano risposta nell’inadeguatezza della PM rispetto ai problemi fondamentali sul tappeto; gli strumenti finanziari, non regolamentati, hanno di fatto sottratto risorse all’apparato produttivo (4), mentre l’uso strabico degli strumenti della PM ha gonfiato a dismisura il debito fino a divenire insostenibile (5).

La risoluzione di questi problemi è ineludibile, sia per i liberisti, sia per gli statalisti, anche se nessuno sembra accorgersene.

Va infine sottolineato che essa non può essere circoscritta ad un Paese o ad un piccolo gruppo di Paesi; deve necessariamente essere globale. Di qui l’esigenza di partire al più presto con una “nuova Bretton Woods” (6, 7, 8 e 9).

  1. https://comedonchisciotte.org/controinformazione/modules.php?name=News&file=article&sid=3844
  2. http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=1425
  3. https://comedonchisciotte.org/controinformazione/modules.php?name=News&file=article&sid=3817
  4. http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=5671
  5. http://www.saperinvestire.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2108
  6. http://movisol.org/08news062.htm
  7. http://movisol.org/08news064.htm
  8. http://movisol.org/08news068.htm
  9. http://movisol.org/08news071.html

Lino Rossi
Fonte: http://www.soldionline.it
Link: http://www.soldionline.it/a.pic1?EID=21647
01.04.2008

Pubblicato da God

35 Commenti

  1. E fin qui siamo d’accordo.
    Ma chi ci facciamo sedere a quel tavolo?
    Sti dementi che hanno usato, avallato quando non creato direttamente questo sistema di cose?
    E’ ridicolo chiedere una Bretton Wood senza prima rimuovere di peso questi delinquenti.

  2. intanto cominciamo ad essere coesi noi anticonformisti.
    uno da una parte col signoraggio, un’altro col reddito di cittadinanza, addirittura c’è anche chi chiede il no-tax.
    con la “chiarezza” delle rivendicazioni si ottiene sicuramente qualcosa di buono.

  3. tutto perfetto, peccato che non si accenni alla moneta creditizia, la metastasi del sistema

  4. la piaga dell’eccesso di moneta creditizia è analizzata nel 5° link

  5. Sono d’accordo su tutto, ma penso che il problema centrale dell’ “uso strabico degli strumenti della PM” sia la conseguenza inevitabile del monopolio privato dell’emissione monetaria: finché non si risolve tale problema mi sembra pleonastico invocare corrette PM (chi le dovrebbe fare?).
    Inoltre, anche ammettendo che la proprietà della moneta emessa non sia un problema – come lei pensa -, rimane il problema del monopolio dell’emissione; nessun monopolio privato è mai stato utile alla società, ed è per tale ragione che alcuni monopoli naturali vengono (venivano)affidati allo stato. Noi viviamo il paradosso di un mercato che si dice libero, o almeno aspira ad esserlo, e poi in quello che è il suo strumento più importante – la moneta e la politica monetaria – è di fatto in mano a un monopolio privato: questo è il problema centrale della questione.
    Ancora, in un sito di anti-signoraggisti ho letto la seguente spiegazione: quando lo stato (con la zecca) stampa moneta (metallica) si prende l’intero valore nominale dell’emissione, più gli interessi, mentre quando la banca centrale (privata) stampa moneta cartacea si prende solo gli interessi, che in buona parte restituisce allo stato. Ora vorrei che mi spiegasse per quale strano miracolo quando la moneta è stampata in metallo chi la stampa riceve in cambio l’intero valore nominale più gli interessi per il suo uso, mentre quando viene stampata in carta solo questi ultimi: dove e a chi va l’intero valore nominale? Non va forse alle stesse banche private? Infatti lo stato paga un interesse su un valore globale prestatogli, che quindi include la moneta più l’interesse, e non solo quest’ultimo. E non è forse per questo che i privati hanno lasciato il conio allo stato, in quanto molto meno redditizio dell’emissione cartacea? (Infatti è vero che coniare una moneta da 2 euro costa – poniamo – 50 centesimi, e quindi lo stato guadagna 1,50 euro, ma è anche vero che coniare le monete da 1, 2 e 5 cent costa – mettiamo – 10 centesimi l’una, e lo stato ci perde. Altra cosa da stampare 100 euro spendendo pochi cents).
    Del resto, se le banche private non guadagnassero nulla dall’emissione della moneta, dalla sua proprietà e dal controllo della politica monetaria, perché mai – da che mondo è mondo – hano sempre fatto di tutto per (e alla fine sono riusciti ad) assumersene il controllo?

  6. Dubito fortemente che la morte di Molinari abbia a che fare con il signoraggio, lui e il suo degno compare Nicoiello hanno un’esercito di scheletri nell’armadio.
    Inoltre mi rimane difficile capire il giroconto della FED.
    Si assumono un incarico cosi gravoso per pochi spiccioli???
    Ma per piacere…..
    Quello che volevo domandare a voi esperti di economia e questo:
    se è vero che questo “sistema” è in vigore da trecento anni( cito la sentenza di un Tribunale Italiano) ma Voi che esperti siete?
    Se alla base dell’economia esiste una truffa tutto il resto è aria fritta ivi compreso Smith e Keynes.
    Buonagiornata anche a voi

  7. Visto che il sig. Rossi partecipa alla discussione vorrei riproporre la mia domanda.
    Chi dovrebbe andare alla nuova Bretton Wood?

  8. chi la propone. quindi in primis LaRouche e Tremonti in qualità di proponenti. più ovviamente i politici in carica.

  9. per Molinari c’è la solita coincidenza (aveva denunciato bankitalia). non è una mia tesi. questo è uno dei tanti tasselli che fanno insospettire.
    se guardi il bilancio della FED vedi che ai partecipanti non va proprio pochissimo. ma il punto non è questo. la FED farà fatica a fare politiche monetarie “corrette” alzando la RO, perchè penalizzerebbe le banche, proprietarie della FED. è questo il vantaggio vero.
    per questo è fondamentale che le banche siano “pubbliche”. certamente autonome dal governo, ma “pubbliche”.
    http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=1425
    quella dei 300 anni è una bufala.
    da noi la sovranità popolare della moneta è stata eliminata nel luglio del 1981 con il divorzio.
    http://www.disinformazione.it/divorzio_stato_bankitalia.htm
    la sentenza di Lecce è completamente sbagliata.
    la Cassazione ha fatto bene a cassarla, ma doveva motivarlo con chiarezza. invece lo ha motivato facendo quasi intendere che i “complottisti” avessero ragione. come mai?
    le tesi della sentenza di Lecce si possono smontano platealmente. perchè dorndorf non l’ha fatto?

  10. monopolio privato dell’emissione monetaria: finché non si risolve tale problema mi sembra pleonastico invocare corrette PM (chi le dovrebbe fare?).

    concordo in pieno.
    http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=1425

    Inoltre, anche ammettendo che la proprietà della moneta emessa non sia un problema – come lei pensa -, rimane il problema del monopolio dell’emissione; nessun monopolio privato è mai stato utile alla società,

    concordo

    ed è per tale ragione che alcuni monopoli naturali vengono (venivano)affidati allo stato.

    Noi viviamo il paradosso di un mercato che si dice libero, o almeno aspira ad esserlo, e poi in quello che è il suo strumento più importante – la moneta e la politica monetaria – è di fatto in mano a un monopolio privato: questo è il problema centrale della questione.

    concordo

    Ancora, in un sito di anti-signoraggisti ho letto la seguente spiegazione: quando lo stato (con la zecca) stampa moneta (metallica) si prende l’intero valore nominale dell’emissione, più gli interessi,

    è vero che siprende il valore nominale, ma NON è vero che si prende gli interessi. semplicemente effettua pagamenti per opere, prestazioni, ecc.

    mentre quando la banca centrale (privata) stampa moneta cartacea si prende solo gli interessi, che in buona parte restituisce allo stato.

    corretto

    Ora vorrei che mi spiegasse per quale strano miracolo quando la moneta è stampata in metallo chi la stampa riceve in cambio l’intero valore nominale

    vero

    più gli interessi per il suo uso,

    falso

    mentre quando viene stampata in carta solo questi ultimi: dove e a chi va l’intero valore nominale?

    il valore nominale è nel pezzo di carta che gira nelle nostre tasche. se va in un negozio con quei pezzi di carta, ci danno beni e servizi in cambio? ovviamente si.

    Non va forse alle stesse banche private?

    assolutamente no

    Infatti lo stato paga un interesse su un valore globale prestatogli, che quindi include la moneta più l’interesse, e non solo quest’ultimo.

    ma la moneta viene usata dalla Stato.

    E non è forse per questo che i privati hanno lasciato il conio allo stato, in quanto molto meno redditizio dell’emissione cartacea? (Infatti è vero che coniare una moneta da 2 euro costa – poniamo – 50 centesimi, e quindi lo stato guadagna 1,50 euro, ma è anche vero che coniare le monete da 1, 2 e 5 cent costa – mettiamo – 10 centesimi l’una, e lo stato ci perde. Altra cosa da stampare 100 euro spendendo pochi cents).

    negli anni ’70 gli Stati hanno fatto troppa moneta ed hanno fatto la bella pensata di delegare i banchieri. punto. negli USA le monete di carta della FED li fa lo Stato.

    Del resto, se le banche private non guadagnassero nulla dall’emissione della moneta,

    falso

    dalla sua proprietà

    falso

    e dal controllo della politica monetaria,

    è questo il problema!!!

    perché mai – da che mondo è mondo – hanno sempre fatto di tutto per (e alla fine sono riusciti ad) assumersene il controllo?

    la risposta dovrebbe essere chiara.
    se non lo è prego di riproporne delle altre.

    che tags si usa per fare il grassetto?

  11. il circolante non frutta interessi.
    gli interessi, la prima voce del conto economico bankitalia, vengono dall’investimento della riserva al circolante.

    è tutto molto chiaro. ma se non lo è prego rinnovare le domande.

  12. http://www.corriere.it/economia/08_aprile_02/bernanke_usa_recessione_a2b9df66-00bf-11dd-aec1-00144f486ba6.shtml

    Bernanke: «Ci aspettiamo che l’economia si rafforzi nel secondo semestre, in parte grazie allo stimolo delle politiche monetarie e di bilancio.»

    quando la Politica gli dirà che per risolvere la situazione bisogna usare gli strumenti della PM, che Bernanke detiene, in modo che il debito generalizzato cali? ovvero alzando la BM (ed abbassando nel contempo il moltiplicatore bancario) e regolamentando la broda dei derivati che il suo predecessore ha deliberatamente deregolamentato?

  13. RobertoDomenichini

    Anche io dubito che Molinari sia morto causa Signoraggio.

    Circa l’articolo di lino mi trovo perfettamente d’accordo.
    La politica monetaria è improntata al modello monetarista mentre la politica fiscale è improntata al modello Keynesiano.
    la PM non asseconda la politica fiscale e quindi se ne deduce che qualsiasi intervento anche sensato sulle infrastrutture non creerà benessere ma solo ulteriori danni a seguito del finanziamento delle stesse con debito sottoscritto dai privati e non dalla Banca Centrale immetendo Base monetaria.
    Provate a leggere qualcosa sulla scuola economica italiana o hallesismo e comprenderete da cosa dipendono le crisi di sovrapproduzione e perchè il tasso d’interesse gestito in maniera arbitraria dalla BCE è soltanto deleterio per l’economia attuale.

    Buona continuazione

  14. RobertoDomenichini

    Anche io dubito che Molinari sia morto causa Signoraggio.

    Circa l’articolo di lino mi trovo perfettamente d’accordo.
    La politica monetaria è improntata al modello monetarista mentre la politica fiscale è improntata al modello Keynesiano.
    la PM non asseconda la politica fiscale e quindi se ne deduce che qualsiasi intervento anche sensato sulle infrastrutture non creerà benessere ma solo ulteriori danni a seguito del finanziamento delle stesse con debito sottoscritto dai privati e non dalla Banca Centrale immetendo Base monetaria.
    Provate a leggere qualcosa sulla scuola economica italiana o hallesismo e comprenderete da cosa dipendono le crisi di sovrapproduzione e perchè il tasso d’interesse gestito in maniera arbitraria dalla BCE è soltanto deleterio per l’economia attuale.

    Buona continuazione

  15. RobertoDomenichini

    Anche io dubito che Molinari sia morto causa Signoraggio. Circa l’articolo di lino mi trovo perfettamente d’accordo. La politica monetaria è improntata al modello monetarista mentre la politica fiscale è improntata al modello Keynesiano. la PM non asseconda la politica fiscale e quindi se ne deduce che qualsiasi intervento anche sensato sulle infrastrutture non creerà benessere ma solo ulteriori danni a seguito del finanziamento delle stesse con debito sottoscritto dai privati e non dalla Banca Centrale immetendo Base monetaria. Provate a leggere qualcosa sulla scuola economica italiana o hallesismo e comprenderete da cosa dipendono le crisi di sovrapproduzione e perchè il tasso d’interesse gestito in maniera arbitraria dalla BCE è soltanto deleterio per l’economia attuale.

    Buona continuazione

  16. RobertoDomenichini

    Anche io dubito che Molinari sia morto causa Signoraggio. Circa l’articolo di lino mi trovo perfettamente d’accordo. La politica monetaria è improntata al modello monetarista mentre la politica fiscale è improntata al modello Keynesiano. la PM non asseconda la politica fiscale e quindi se ne deduce che qualsiasi intervento anche sensato sulle infrastrutture non creerà benessere ma solo ulteriori danni a seguito del finanziamento delle stesse con debito sottoscritto dai privati e non dalla Banca Centrale immetendo Base monetaria. Provate a leggere qualcosa sulla scuola economica italiana o hallesismo e comprenderete da cosa dipendono le crisi di sovrapproduzione e perchè il tasso d’interesse gestito in maniera arbitraria dalla BCE è soltanto deleterio per l’economia attuale.

    Buona continuazione

  17. RobertoDomenichini

    Anche io dubito che Molinari sia morto causa Signoraggio. Circa l’articolo di lino mi trovo perfettamente d’accordo. La politica monetaria è improntata al modello monetarista mentre la politica fiscale è improntata al modello Keynesiano. la PM non asseconda la politica fiscale e quindi se ne deduce che qualsiasi intervento anche sensato sulle infrastrutture non creerà benessere ma solo ulteriori danni a seguito del finanziamento delle stesse con debito sottoscritto dai privati e non dalla Banca Centrale immetendo Base monetaria. Provate a leggere qualcosa sulla scuola economica italiana o hallesismo e comprenderete da cosa dipendono le crisi di sovrapproduzione e perchè il tasso d’interesse gestito in maniera arbitraria dalla BCE è soltanto deleterio per l’economia attuale.

    Buona continuazione

  18. A mio avviso la banca d’italia deve essere gestita esclusivamente dallo stato.Punto.
    Se la sentenza è stata cassata(ora mi cerco i dati semmai siano in rete)
    vuole dire che truffa è e truffa rimane.
    Also di Smith Keynes non ci acchiappo niente ma vedo che i risultati delle loro teorie sono disastrosi.
    La cartamoneta è carta straccia e chi la detiene non può avere utili ovvero i soldi non possono e non devono rendere dei soldi.
    Le banche sono associazioni per delinquere e lo stanno dimostrando .
    Il “liberismo” serve solo a creare monopoli cioè il famigerato stato delle multinazionali di antica memoria ( lo dicevano le Br)
    Lo sviluppo continuo è insostenibile, l’unico sviluppo continuo dovrebbe essere nella ricerca.
    La distribuzione delle merci è disastrosa e in mano a delinquenti & speculatori.
    In molti campi bisogna tornare indietro: sviluppare l’agricoltura e non importare le verdure tossiche dalla Cina o pagare gli agricoltori per non coltivare determinate aree, diminuire la dipendenza dal petrolio escludendo il ricorso al nucleare.
    Ma soprattuto eliminare questa folla di politicastri, banchieri ,manager,
    economisti della mutua sono delinquenti che ci succhiano il sangue come vampiri.
    Inoltre non vi dimenticate che il futuro prossimo venturo il pianeta Terra ci riserva amare sorprese è facile che ritorniamo alle caverne.
    Questo è già successo e succederà nuovamente e noi non ci possiamo fare niente.

  19. caro dav, comprendo il tuo sfogo ma facendo il “matto” non risolvi nulla. se mi metti smith e Keynes sulla stessa barca è urgente che ti fermi un attimo ed aspetti che ti passi. smith non prevede l’intervento dello Stato mentre Keynes, si. il benessere che c’è stato nel secondo dopoguerra lo dobbiamo a Keynes. una delle poche colpe di Keynes è stata quella di essere morto troppo presto. Se fosse campato come suo babbo avrebbe superato il 1970 e ci avrebbe sicuramete risparmiato parecchie friedmaniate (che, massimo della sfortuna, ha campato moltissimo) facendogli vedere i sorci verdi, a lui ed ai sui stra…i chicago boys. le BR sono state strumentalizzate dai liberisti. lo vuoi fare anche tu?

  20. Caro dav penso che nel commento tu faccia confusione. Introduci troppi concetti senza riuscire a collegarli.
    Questo è il mio punto di vista.
    Tu vuoi che la banca d’Italia debba essere gestita dallo Stato ma poi parli di politicastri.
    Ergo ne deduco che con bravi politici sia un bene che la banca d’Italia venga gestita dallo Stato.
    Io penso che non è un problema di gestione ma di conoscere la politica monetaria.
    Anche un politico onesto se incompetente farebbe grossi danni.
    A questo punto dovremmo trovare politici onesti e competenti. Buona fortuna!
    Sul pianeta concordo con quanto da te scritto.
    Inoltre la “truffa” non è legata al fatto che la BCE stampi denaro.
    E’ molto più subdola.

    Alla prossima

  21. Qui siamo alla frutta: i politici DEVONO essere ONESTI E CAPACI altrimenti devono starsene a casa.
    La politica monetaria deve essere semplice e il denaro deve essere proprietà del popolo.
    In quanto alle banche il trucco è vecchio :partendo dalla Banca dei regolamenti di Basilea a scendere sono tutte “amministrate” da banchieri ovvero i controllori sono quelli che dovrebbero essere controllati.

  22. Non sono “matto” se metto Smith e Keynes nello stesso calderone perchè li ritengo degli azzeccagarbugli.
    Prima di parlare di politica monetaria e disquisire torniamo alla base la proprietà della moneta è del popolo con buona pace dei fini analisti di borsa.
    Punto:
    Se vai a vedere sul forum in tempi lontani ho consigliato ai danarosi frequentatori di convertire i loro averi in oro/sterline/franchi svizzeri e vedi l’oro dove è arrivato e io non sono un fine analista par tuo ma un emerito skulturato.
    Punto.
    Se di matti come me ce ne fosse di più le cose cambierebbero…ma non e cosi quindi voi continuate a disquisire su questo e quello tanto l’Italia se la sono già venduta e noi ci ritroviamo con le pezze alle natiche.

  23. Ho inviato un commento alla risposta del signor Rossi, ma non lo vedo da nessuna parte (avrei voluto aggiungerla come risposta, ma non so come fare), e non so nemmeno se gli è arrivato: qualcuno mi sa dire come è possibile farlo, oltre a postarlo come un nuovo commento? Mi proteste anche dire come fare per far comparire gli “a a capo”? Grazie!
    Per intanto ripropongo qui il mio commento:

    A me sembra che la questione dell’interesse, che non viene
    percepito dallo stato quando è lui stesso a emettere moneta, sia una prova in
    più a sostegno della proprietà privata della cartamoneta emessa.
    LO stato stampa monete metalliche e ne usa il valore (perciò dà monete
    metalliche in cambio di servizi, lo scambio finisce lì, immettendo così sul
    mercato moneta libera da vincoli, ovvero moneta di proprietà reale di chi la
    possiede). Il fatto invece che una banca privata percepisca degli interessi
    sulla moneta che stampa e dà allo stato – mi sembra – è la prova che in realtà
    tale moneta la presta soltanto, non la dà in cambio di beni; in questo caso lo
    scambio – o circolazione – non sono ancora compiuti, perché la banca s’attende
    dallo stato la restituzione dell’intero valore nominale prestato allo stato
    (in quantità di moneta che solo lei può stampare, si badi bene, non di beni).
    “la moneta viene usata dalla Stato”
    Anche qualsiasi persona che prende denaro in prestito usa la moneta che
    riceve, tuttavia poi deve ridarla indietro con gli interessi (e dato che
    l’unica istituzione che può stampare nuova moneta è lei stessa, tale sistema
    genera intrinsecamente la necessità di domandare un nuovo credito, e quindi di
    fondare l’economia sul debito).
    Del resto, se così non fosse, la moneta verrebbe stampata da una tipografia
    (di stato o privata), e la remunerazione per il servizio reso si
    chiamerebbe “onorario”, o “parcella”, ma non certo “interesse”; per sua stessa
    natura l’interesse viene percepito su qualcosa che si dà solo a prestito, non
    su qualcosa che si vende; e il fatto che lo stato non percepisca interesse
    sulla moneta che si stampa da sé mi pare la prova decisiva della proprietà
    privata di quella moneta che non si stampa da sé.
    Inoltre continuo a non capire per quale miracolo sustanziale quando stampo su
    del metallo un numero ne riscuoto l’intero valore nominale, mentre quando lo
    stampo sulla carta no: per logica, deve andare a qualcuno in entrambi i casi,
    o in nessuno dei due.
    Sui motivi, poi, che hanno portato gli stati a delegare (o a lasciarsi
    delegare) l’emissione di moneta io non discuto (non era questa la mia
    intenzione): ovviamente l’emissione di moneta è uno strumento troppo ghiotto
    al fine di appianare i debiti, e i politici non hanno mai mancato d’usarlo in
    tal senso; ma proprio per questo, per quale ragione mai i privati dovrebbero
    limitarsi dall’iperinflazionare nell’usare uno strumento che gliene dà tutte
    le opportunità? Se lo hanno fatto i politici, perché i privati dovrebbero
    astenersi dal farlo? Dirò di più, è ancora più facile che lo facciano:
    infatti, i politici almeno vi ricorrono solo per non pagare realmente un
    debito (per cui hanno il limite teorico del loro debito da restituire), mentre
    i privati vi ricorrono per guadagnarvi (vi ricorreranno senza alcun limite
    certo).

    Per chiudere, non le sembra che le banche private abbiano il potere reale di
    controllare la politica monetaria (il problema da lei addotto) proprio perché
    emettono in regime di monopolio la moneta nazionale, e proprio perché la
    moneta da loro emessa gli appartiene? (come spiegare altrimenti la percezione
    di un interesse? Quando vado al mercato e compro con un titolo di credito [nel
    caso dello Stato, il suo titolo di debito, o “pagherò”] una banana, quella
    banana non è a prestito, ma è mia, perché il venditore riceve già in pagamento
    il mio titolo di credito-cartamoneta; non mi obbliga a ridargli una banana e
    mezza, dopo che si è tenuto anche il mio titolo di credito)

    “il circolante non frutta interessi.
    gli interessi, la prima voce del conto economico bankitalia, vengono
    dall’investimento della riserva al circolante”
    Questa frase non l’ho capita, mi può spiegare cosa intende dire?

    Riguardo i tags, ne so quanto lei, mi rimane in buona parte misterioso l’uso
    di questo mezzo.

  24. il tuo giudizio di Keynes è inaccettabile.
    squalifiche te stesso, non certamente Keynes.

    la moneta ora è strutturata in maniera che non è di nessuno al momento dell’emissione.

    si potrebbe anche strutturare in maniera tale da far si che al momento dell’emissione fosse dello Stato.

    non cambierebbe nulla.

    quando faccio l’esempio della vettura cerco semplicemente di rendere visibile questo concetto.

    il problema è che la PM è nelle mani dei banchieri, mentre dovrebbe essere nella mani di persone pubbliche animate dall’intento di fare gli interessi della collettività e non quelli dei banchieri.

    è vero che se falliscono i banchieri fradici siamo tutti in difficoltà, ma nell’ipotesi che le banche centrali, delegate dagli Stati, stiano ferme immobili.
    se viceversa facessero la giusta PM non ci sarebbero problemi. semplicemente ritorneremmo nella giusta proporzione fra “produzione” e “finanza”.

    http://www.youtube.com/watch?v=3XGJq8wrw5I

  25. è questo il problema. ma non lo risolvi sperando in politici onesti e capaci. lo risolvi avendo TU chiara la faccenda e facendo in modo che sia chiara per moltissime persone. quando le cose sono chiare, tutti, partendo dai politici, sono obbligati a stare in riga. quando viceversa sono confuse i soliti furbi ne approfittano. quindi è una questione di cultura, non di fortuna (di imbatterci in politici onesti e capaci col bollino blu). sulla moneta fai molta confusione e quindi alimenti il tuo nemico.

  26. la mia risposta è qualche commento più su.

    ribadisco che la proprietà della moneta è un falso problema.
    vedi esempio della vettura.

    il problema è che gli interessi dei banchieri sono opposti a quelli della collettività e l’arbitro è il banchiere stesso.

    http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=1425
    http://www.saperinvestire.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2108 (qui c’è anche la mia mail)

  27. RobertoDomenichini

    Caro Dav
    Faccio subito una precisazione. Penso che tutti impariamo qualcosa nel confronto. Non è che tu sei skulturato e gli atri geni.
    Si cerca tutti insieme di valutare se una cosa resiste alla logica al punto da farla assurgere ad assioma.
    Ti vorrei chiedere: quando parli di sovranità della moneta ti riferisci al fatto che la moneta la deve stampare lo Stato o che possa esistere un libero mercato della stessa?
    Grazie anticipatamente.

    Un carissimo saluto

  28. RobertoDomenichini

    Non è importante di chi è la propietà della moneta. Se sui biglietti ci fosse scritto anche il tuo nome e cognome ma ne circolasse poca, o meglio, la giusta quantità pui notare che l’economia andrebbe allo sfascio.
    La cosa IMPORTANTE è che ne circoli la giusta quantità!

    Buona continuazione

  29. si può pensare un sistema nel quale il circolante viene fatto direttamente dallo Stato, come le monete metalliche o i biglietti di Stato, col quale si muore tutti di fame, a causa del circolante basso e del moltiplicatore bancario alto (Politica Monetaria).
    ciò che conta per il benessere dei cittadini è la determinazione della QUANTITA’ di circolante e del moltiplicatore bancario in funzione delle varie condizioni al contorno.

    ciò che conta quindi è la PM e non certamente il futilissimo concetto della proprietà della moneta al momento dell’emissione.
    la moneta allo stato attuale, al momento dell’emissione, non è della banca centrale, ma è DI NESSUNO.
    se fosse della banca centrale gli interessi li terrebbe essa, invece così non è.
    gli interessi vengono girati allo Stato che è garante dell’emissione attraverso il corrispondente titolo del debito pubblico.

    ho già esposto in dettaglio in altri interventi tutti questi passaggi. se non sono chiari si tratta semplicemente di riproporre la domanda.

  30. non le sembra che le banche private abbiano il potere reale di controllare la politica monetaria (il problema da lei addotto)?

    si, attraverso il controllo di bankitalia.

    proprio perché emettono in regime di monopolio la moneta nazionale, e proprio perché la moneta da loro emessa gli appartiene?

    non corrisposnde al vero.

    (come spiegare altrimenti la percezione di un interesse?

    gli interessi sul circolante lo Stato li spende e li riceve indietro. non è vero che la banca centrale prende quegli interessi.

    Quando vado al mercato e compro con un titolo di credito [nel caso dello Stato, il suo titolo di debito, o “pagherò”] una banana, quella banana non è a prestito, ma è mia, perché il venditore riceve già in pagamento il mio titolo di credito-cartamoneta; non mi obbliga a ridargli una banana e mezza, dopo che si è tenuto anche il mio titolo di credito) “il circolante non frutta interessi.

    ovviamente. questo non c’entra nulla con quanto sopra discusso.

    gli interessi, la prima voce del conto economico bankitalia, vengono dall’investimento della riserva al circolante” Questa frase non l’ho capita, mi può spiegare cosa intende dire?

    lo Stato mette dei soldi suoi nella riserva (attivo dello stato patrimoniale bankitalia – all’attivo bankitalia ci stanno i crediti bankitalia (per conto dello Stato)); bankitalia ovviamente li investe (facendo concorrenza alle banche) e gli interessi li gira allo Stato. ovviamente i partecipanti bankitalia diranno a bankitalia: se ti azzardi a crescere il circolante, e quindi a farci concorrenza, noi, i tuoi propritari, ci offendiamo. se poi ti azzardi a crescere la riserva obbligatoria, ci arrabbiamo proprio!
    ecco, trivialmente espresso, il conflitto di interessi.

    se leggi il bilancio bankitalia torna tutto, una volta che hai la chiave di lettura.

  31. tags

    per andare a capo devi mettere br fra “minore” e “maggiore”.

    per gli altri bisogna provare.

  32. RobertoDomenichini

    Ricapitolando:

    1) La propietà della moneta è un finto problema.
    2) Il problema non è che la BCE stampi moneta ma che NON ne stampi la giusta quantità basandosi sull’idiozia delle politiche monetariste.
    3) Ne consegue che la “truffa” è legata a questa NON concorrenza della BCE con le banche commerciali che a seguito della scarsa quantità di Base monetaria immetteranno denaro oneroso (prestiti).
    basti pensare che l’aggregato M0=110 milirdi di euro; mentre M3=1200 milirdi di euro.
    4) Le banche commerciali oltre a indebitare con prestiti hanno avuto, con la complicità degli organi di controllo, per piazzare derivati a destra e a sinistra. Una bomba più pericolosa del debito pubblico.
    5) La BC NON si intasca soldi quando stampa moneta e NEANCHE la presta. Solo chi ha le idee confuse può pensare che la base monetaria sia un debito oneroso e da restituire.

    Per ulteriori informazioni:
    [email protected]
    Se però scrivete pubblicamente sarebbe preferibile e utile a tutti.

  33. Caro Domenichini io le idee ce le ho veramente confuse. Ci sono cose che non riesco a chiarirmi. Ne ho già discusso con Lino Rossi e lui ha provato a spiegarmele, ma io non sono riuscito a convincermi. Sarà perchè provengo da studi scientifici dove le equazioni chiariscono tutto ma a me sembra che in economia tutto sia opinabile.
    Provo a rispiegare quali sono per me i punti dolenti e mi scuso se le mie considerazioni vi appaiono troppo banali:

    1) La banca Centrale stampa carta colorata a costo quasi zero. Con questa acquista buoni del tesoro. Ne tiene per se una minima parte il resto lo rivende ai risparmiatori. Chi non è mai andato in banca a comprarsi il suo bel BOT? Quindi a fronte dell’uscita di carta colorata incassa denaro vero proveniente dal risparmio. A me sembra che in questa operazione ci guadagni eccome. E’ come un negoziante che paga i fornitori con i soldi del monopoli e riceve dai clienti soldi veri.

    2)E’ vero che la Banca restituisce, a meno delle spese, gli interessi percepiti dallo Stato ma i risparmiatori che hanno acquistato i titoli no. E ci mancherebbe. Quindi perchè parlare di debito non oneroso? La stragrande maggioranza dei 70 miliardi di interesse che lo Stato paga ogni anno per il debito non gli torna certo indietro.

    3)Se anche mi dimostraste che è tutto ok, che la Banca non ci guadagna nulla nè nulla ci perde lo Stato perchè diavolo tutti ( e sottolineo Tutti!) i politici continuano a ripetere che siamo oppressi da uno spaventoso debito che impedisce una politica economica a favore dello sviluppo. Padoa Schioppa con i lucciconi agli occhi davanti al tesoretto che non si può impiegare a favore di pensioni e salari perchè c’è il debito da risanare.

    Conclusione: è evidente che qualcuno imbroglia. Che siano i banchieri o i politici o entrambi, ma questo meccanismo che hanno messo in piedi è tutto fuorchè trasparente.

    Nella mia sconfinata ingenuità io ai banchieri pagherei solamente le spese di emissione senza emettere alcun titolo di stato.

    Saluti a tutti e grazie per gli eventuali chiarimenti.

  34. Innanzitutto vorrei una spiegazione chiara di questo punto: come è possibile che un numero stampato su del metallo dìa allo stampatore tutto il valore nominale stampatovi sopra, mentre sulla carta no? (non vorrei come risposta solo un “sì, è così”, se possibile, ma vorrei che mi fosse spiegato il meccanismo per il quale ciò è possibile).
    Anche ammettendo che “sia così”, lo stato compra dallo stampatore della cartamoneta emettendo titoli di debito pubblico (che non vanno forse alle banche?), sui quali paga un interesse. Su tale moneta che riceve in cambio percepisce un interesse, dal quale toglie solo la piccola parte che si prende la BC per pagare i costi di stampa ed esercizio. Tuttavia, per poter avere moneta e riceverne in cambio gli interessi deve prima stampare titoli di debito pubblico sui quali paga un interesse molto più alto di quello che riceve dalla moneta… non è un meccanismo un po’ strano? Non si sente forse un pochino di puzza di bruciato? Non sarebbe forse molto più logico ed economico per lo stato (come pubblico, e non come politica-governo) stamparsi da sé la cartamoneta, così come si stampa già le monete metalliche?
    Si dice che lo stato non può emettere direttamente moneta, perché altrimenti inflazionerebbe troppo e s’indebiterebbe troppo: ma di fatto, ha tutto il potere di continuarsi a indebitarsi “ad libitum” (stampando titoli di debito a volontà) e di non pagarlo alla bisogna (tramite il suo potere fiscale, legislativo e coercitivo): perciò, se questa è la ragione a sostegno del controllo da parte dei privati dell’emissione monetaria, ha mancato pienamente il suo scopo.
    Poi, lasciamo pure da parte la questione della proprietà della moneta, diciamo pure che è un falso problema, cosa mi dice sul monopolio dell’emissione monetaria da parte dei privati? Non è forse questa la ragione del fatto che la BM sia bassa e il moltiplicatore bancario alto? Non è forse vero che i privati si siano assunti il controllo totale dell’emissione della moneta e quindi – come dicevo nel commento precedente – la possibilità totale di determinare la politica monetaria e specularvi sopra a piacimento? E non è forse per il fatto – come dicevo nel commento precedente – che i privati non hanno limiti a iperinflezionare (dato che non debbono ripagare solo un debito che non riescono a ripagare, come lo stato, ma vi guadagnano) che sono stati in grado d’innescare “Una bomba più pericolosa del debito pubblico”?
    Dirò di più, a me pare che il problema non sia nemmeno questo, ma che l’origine stessa del problema sia proprio la possibilità di un moltiplicatore bancario, o di una riserva frazionaria (la quale è da considerare la causa stessa dell’assunzione del controllo dell’emissione monetaria da parte dei privati). Il problema stesso dell’emissione della moneta è una conseguenza e un risultato di tale riserva frazionaria.
    Si dice che la BC dia poco circolante per obbligare la gente a prenderlo a presito, quando invece – per me – la quantità di circolante è solo un prodotto e un effetto dell’emissione reale monetaria che avviene a monte, grazie alla riserva frazionaria o moltiplicatore bancario.
    Perché la riserva frazionaria – o la possibilità di prestare più di quello che realmente si possiede – è la fonte stessa dell’inflazione e del debito della società nei confronti delle banche private. La quantità di cartamoneta stampata è sempre e solo una porzione del valore di tutte le transizioni annue effettuate (dato che il denaro circola, e lo stesso pezzo di carta verrà usato in innumerevoli transizioni); di conseguenza, aumenta costantemente la massa di denaro telematico esistente, grazie al moltiplicatore bancario, e renderai sempre insufficiente la quantità di denaro esistente: perciò tale mancanza non è tanto la causa della necessità di ricorrere alla moneta indebitante delle banche private, quanto è l’effetto del loro potere d’emetterla.
    Di conseguenza, anche la “giusta” quantità di moneta è un falso problema.
    Considerare la quantità di moneta come il vero problema significa ancora considerare l’emissione monetaria come una prerogativa pubblica, in mano allo stato, che fornisce la quantità di moneta necessaria alle transizioni annue della società. Ma non è affatto così: le banche emettono moneta indebitante grazie al moltiplicatore bancario, inflazionano e la BC – sia essa privata o pubblica – deve sempre rincorrere tale aumento della massa monetaria virtuale con un aumento di quella reale.
    Che sia moneta indebitante – a prescindere della questione della proprietà della moneta – è certo a causa del differenziale di tasso d’interesse dato dalle banche per un deposito e ricevuto per un prestito: in ogni caso, le banche riceveranno indietro dalla società una quantità di moneta maggiore di quella che la società presta a loro in depositi, e dato che tali banche sono le uniche alle quali ci si può rivolgere per chiedere a prestito tale ulteriore quantità di moneta, la società s’indebiterà necessariamente con le banche private; è già in questo momento e passaggio che la moneta diviene di loro proprietà, ed è questo che rende possibile – progressivamente – che la moneta diventi sempre più di loro proprietà, e che renda la società sempre più dipendente dal prestito o “credito”, a prescindere da chi la emette.

  35. Come si fa, di fatto? Quali tasti devo premere (cosa è “br”)?
    Sono molto a digiuno a riguardo.