La “minaccia russa”: una ‘bufala’ che può distruggere il mondo

 

Paul Craig Roberts – The Unz Review – 25 aprile 2021

 

Nel corso del 2016 il direttore della CIA John Brennan e il direttore dell’FBI James Comey, insieme al corrotto partito democratico, iniziarono ad orchestrare il Russiagate per tentare di impedire a Trump di riportare alla normalità i rapporti con la Russia, riducendo così il rischio di una guerra nucleare. L’ex presidente Trump cercò anche di stroncare sul nascere una nuova Guerra Fredda, ma questo non favoriva gli interessi di potere e profitto del complesso militar-industriale, che ha invece un disperato bisogno della “minaccia russa” per giustificare la propria stessa esistenza.

Stephen Cohen, assieme a me ed altri esprimemmo le nostre preoccupazioni sul fatto che le tensioni tra le due maggiori potenze nucleari si fossero inasprite molto di più di quanto lo fossero durante la Guerra Fredda del XX secolo. Molti siti web unirono le forze per mettere in evidenza come il  “Russiagate” fosse solo una montatura.

Per screditare queste nostre voci, nel 2016 vide la luce improvvisamente un nuovo sito, PropOrNot, che presentava un elenco di 200 “agenti e/o marionette della Russia”. Quelli di noi che avevano richiamato l’attenzione sul Russiagate e sul rischio di aggravare la situazione erano in quell’elenco. Il Washington Post aggiunse credibilità all’accusa riportando quella di PropOrNot secondo la quale coloro che erano contrari ad una politica ostile nei confronti della Russia erano “agenti di Putin”.

Alcuni siti web ingiustamente accusati si trovarono messi alle strette e scelsero di lasciar pedere la verità, mentre CounterPunch andò anche oltre, abbandonando alcuni tra i suoi scrittori migliori, come Mike Whitney e Diana Johnstone. Inoltre CounterPunch, che fino a poco tempo prima aveva collezionato, pubblicato e commercializzato in un libro una raccolta dei miei saggi, scoprì improvvisamente che preferiva la narrativa ai fatti reali. Altri siti web, che pubblicavano frequentemente tutte le mie rubriche, sono ora diventati estremamente selettivi su quali parti della narrazione ufficiale possono essere ospitate sui loro siti. Questo è stato forse l’inizio del movimento per togliere la piattaforma a tutti coloro che sfidano la narrazione.

La minaccia per chi sfida la verità si è aggravata a causa dell’ultimo decreto esecutivo del ladro di elezioni Joe Biden, il quale annuncia una “emergenza nazionale” per affrontare la minaccia russa. Pepe Escobar riporta che il nuovo decreto del presidente apre la possibilità che ogni americano venga accusato di essere un agente russo impegnato a minare la sicurezza degli Stati Uniti. “Un sottoparagrafo che descrive dettagliatamente azioni o politiche che minacciano i processi o le istituzioni democratiche degli USA è abbastanza vago da essere utilizzato per eliminare qualsiasi giornalismo che supporti le posizioni della Russia negli affari internazionali”.

La frase “sostenere la posizione della Russia” include una descrizione oggettiva ed una analisi imparziale della politica dello stato più grande del mondo. Il punto nevralgico è che, effettivamente, il decreto esecutivo di Biden fa apparire come una potenziale minaccia per gli Stati Uniti una persona che parla in modo oggettivo della Russia. https://www.unz.com/pescobar/putin-rewrites-the-law-of-the-geopolitical-jungle/ (pubblicato su CDC)

Se siamo onesti, dobbiamo riconoscere il fatto che in questo momento storico stiamo assistendo al collasso degli Stati Uniti. La verità è proibita nei media, nelle istituzioni scolastiche e nelle università se va contro le versioni ufficiali. Il Primo Emendamento è morto e sepolto. La libertà di parola è riservata alle versioni ufficiali come quella del “razzismo sistematico” e quella della “minaccia russa”. Coloro che esercitano il loro diritto costituzionale si trovano privati della loro piattaforma web o licenziati.

Per comprendere meglio come la vittoria della propaganda sulla verità elevi la probabilità di un Armageddon nucleare, esaminiamo adesso le differenze tra la guerra fredda del ventesimo secolo e l’attuale.

Nella [prima] Guerra Fredda sia i leader sovietici che quelli americani lavorarono per allentare le tensioni. Furono stabiliti accordi sul controllo degli armamenti, anche attraverso un trattato sui missili anti-balistici. Si organizzavano regolarmente incontri o summit tra i leader dei due paesi. Il senso della diplomazia fu mantenuto. Furono fatti accordi che permettevano a entrambe le parti di verificare l’osservanza degli accordi da parte dell’altra.

Questo processo iniziò con John F. Kennedy e Nikita Khrushchev, allora Segretario Generale del PCUS; proseguì con Reagan e, più o meno, anche con il presidente Bush Sr., per terminare poi con il regime di Clinton, e da allora è andato sempre peggio. Il presidente Trump intendeva ridurre le pericolose tensioni con la Russia, ma non gli è stato permesso. Di fatto, questo suo intento è stato il motivo per il quale l’establishment ha tentato di destituirlo ed è così che il 2020 ha visto un colpo di stato, non un’elezione presidenziale.

Nel XX secolo molti esperti della Guerra Fredda avevano opinioni contrastanti su ciò che stava accadendo, che venivano espresse pubblicamente liberamente. Le valutazioni contrastanti venivano discusse e i dissenzienti non erano demonizzati come agenti russi. Oggi, invece, gli esperti americani hanno scoperto che essere russofobici “mette il turbo” alla carriera. Nel XX secolo il Washington Post e il New York Times erano allineati con le politiche di pace; oggi, invece, fanno parte del ministero della propaganda dei guerrafondai neoconservatori.

La conclusione allarmante è che dal regime di Clinton in poi, il governo americano ha lavorato di costantemente per peggiorare le relazioni con la Russia, fino al punto di demonizzare pubblicamente il presidente Putin e di stroncare qualsiasi dibattito sull’argomento Russia. Questo è il presupposto perfetto per l’inizio di una guerra.

Per tutti questi anni, gli americani hanno eletto con noncuranza governi che, in seguito, hanno aumentato la probabilità di un reciproco annientamento nucleare, mentre chiudevano le orecchie alle preoccupazioni dei dissidenti. Come ho già detto il 17 marzo, “negli Stati Uniti gli studi di “russistica” sono diventati propaganda. Recentemente due membri del ‘think tank’ Atlantic Council, Emma Ashford e Matthew Burrows, hanno affermato che la politica estera americana potrebbe trarre dei benefici da rapporti meno ostili con la Russia. Poco dopo, i restanti 22 membri di Atlantic Council hanno denunciato l’articolo di Ashfors e Burrows”.

Oggi sia nei circoli repubblicani che in quelli conservatori, obiettare alla demonizzazione di Putin suscita immediata disapprovazione (lo stesso vale per Cina e Iran). L’establishment statunitense è riuscito a far etichettare qualsiasi analisi obiettiva come “pro-russa” (o pro-cinese o pro-iraniana). Questo significa che per i governanti statunitensi una visione obiettiva delle relazioni USA/Russia è fuori discussione.

La “minaccia russa” è solo un’altra bufala, ma può distruggere il mondo.

 

Fonte: https://www.unz.com/proberts/the-russian-threat/

 

Traduzione di Francesco Paparella per ComeDonChisciotte

12 Commenti
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AlbertoConti
AlbertoConti
30 Aprile 2021 7:03

Questa è una riflessione fondamentale, che può fare la differenza tra il superare la crisi adolescenziale dell’umanità, coincidente con l’esplosione tecnologica, oppure lasciarsi travolgere da essa, come un bambino al quale l’incauto genitore regala un kalashnikov.

Tutto parte dalla profonda crisi economica di un impero unipolare morente, che non trova di meglio per uscirne che sviluppare a dismisura il proprio complesso industriale-militare, senza mettere in discussione i principi conservatori su cui si fonda, cioè essenzialmente il privilegio di parte con ogni mezzo, interno ed estero.

Una tale ipertrofia delle potenzialità belliche deve necessariamente trovare giustificazione in un nemico. Fato vuole che ne trovi oggettivamente due di nemici, la Russia sul piano tecnologico-militare e la Cina su quello economico-commerciale.

Da molte presidenze siamo ormai abituati a sentire che “il tenore di vita degli americani non è negoziabile”, detto da un Paese che ha la maggiore impronta ecologica procapite sul pianeta, il che è un modo populista per giustificare che le pretese dell’elite di dominare il mondo non sono negoziabili col resto del mondo. Praticamente un cul de sac, determinato dal declino USA e dall’ascesa dei BRICS.
Ridurli alla ragione vuol dire affrontare il conflitto nucleare, ma questo non possiamo permetterlo.

Seneca22
Seneca22
Risposta al commento di  AlbertoConti
30 Aprile 2021 7:39

Secondo le presunte profezie di Irlmaier la Russia invaderà l’Europa Occidentale. Mi chiedo se le provocazioni arriveranno al culmine o se l’uccisione di Putin scatenerà i russi che odiano i pacifichisti…

Dino79
Dino79
Risposta al commento di  Seneca22
30 Aprile 2021 9:27

Penso che i falchi della guerra Usa resteranno ben scornati se cominceranno una guerra contro la Russia. Anzi, potrebbe essere l’ultima cosa che faranno nella loro inutile e nociva esistenza. Si spera solo che non trascinino nel baratro anche noi europei.

AlbertoConti
AlbertoConti
Risposta al commento di  Dino79
30 Aprile 2021 11:17

Più che trascinarci ci stanno spingendo avanti, in prima linea. A questo è servita l’operazione “ucraina” (Fuck the Eu! Detto da Victoria Nuland già nel 2014).

Dino79
Dino79
Risposta al commento di  AlbertoConti
30 Aprile 2021 9:23

Detto anche da un paese con un terzo della popolazione ormai sotto la soglia della poverta’. Un “tenore di vita” che molti americani sarebbero ben felici di negoziare con qualcosa di piu’ umano.

AlbertoConti
AlbertoConti
Risposta al commento di  Dino79
30 Aprile 2021 11:18

Questo fa parte del privilegio di parte interno. Il risultato non può che essere una piramide sociale con il vertice ricchissimo separato dalla base sempre più impoverita.

Dino79
Dino79
30 Aprile 2021 9:09

A questo punto, una frase come “istituzioni democratiche degli USA” suona come una battuta comica.

E’ probabile che anche il caso dell’ “agente russo” recentemente scoppiato qui in Italia fosse una montatura per rovinare i rapporti tra i nostri due paesi. Il che dimostra ormai senza ombra di dubbio chi siano i nostri veri nemici (alleati, un corno!).

ndr60
ndr60
Risposta al commento di  Dino79
1 Maggio 2021 12:43

L’Italia è un paese a sovranità limitata dal 1945, e la UE non è nient’altro che la copertura politica della NATO.
La cosa paradossale è che il miglior alleato naturale dell’Europa occidentale è proprio la Russia: la prima ha le industrie, la seconda le risorse energetiche. Per cui le élites USA devono fare di tutto per ostacolare il loro avvicinamento: corrompendo e cooptando la tecnocrazia europea, in primo luogo.

Dino79
Dino79
Risposta al commento di  ndr60
1 Maggio 2021 18:39

Proprio cosi’.

Heisenberg
Heisenberg
30 Aprile 2021 10:46

la questione la trovo ben rappresentato nel libro di Ortega y Gasset ne “la ribellione della masse” quando parla della pace ed espone un concetto essenziale, che ognuno dovrebbe conosce per poter perpetrare la pace nella propria vita e nel proprio paese. Come affrontato tempo addietro qui in un bell’articolo che parlava di Eraclito, dell’uno e dell’interdipendenza di fattori quali la carestia e l’abbondanza e la pace e la guerra, parlando di quest’ultimo dualismo la questione si complica un po’ nel trasportare la filosofia astratta nella realtà dei giorni nostri. Vero è che, in un dato momento storico, la pace è assenza di guerra e la pace non potrà mai debellare il seme del conflitto come il conflitto non potrà mai sciogliere l’esigenza di pace. Arrivando quindi nel pensieri di Ortega lui identifica la pace non come assenza di guerra, ma come la volontà delle parti di intrecciare una stretta collaborazione e comunicazione per poter spegnere sul nascere qualsiasi possibile conflitto. come: con il confronto, identificando la pace come presenza di confronto e la guerra come assenza di confronto. La guerra nasce laddove muoiono le collaborazioni, questo porta, in breve tempo, ad un’incremento delle incomprensioni tra le parti ed allo… Leggi tutto »

Hospiton
Hospiton
30 Aprile 2021 15:57

Poco fa ho appreso che la Russia ha sanzionato Sassoli e altri funzionari UE, “inseriti nella black list della Russia di Putin, che ha annunciato la sua dura risposta alle sanzioni varate a marzo dall’Ue contro sei dirigenti russi per il caso dell’oppositore in carcere Alexiei Navalny e per altre gravi violazioni dei diritti umani”. (fonte ANSA). Per quanto mi riguarda è un atto doveroso da parte di Putin nei confronti di questi miserabili provocatori da quattro soldi, addirittura Sassoli è arrivato a scomodare Tolstoj “Non c’è grandezza dove non c’è verità“, citazione che pronunciata da un burocrate UE, istituzione basata sulla menzogna, risulta particolarmente irritante. In difesa del prode David sono prontamente intervenuti Gentiloni, Di Maio, Letta e vari lustrascarpe, “atto di ostilità senza precedenti” e altre perle di notevole ipocrisia (le sanzioni contro la Russia rappresentano forse un atto di distensione? Domanda retorica per i suddetti lacchè con la parola malafede stampata sul grugno), Putin sarà terrorizzato dalle prese di posizione di tali eminenti personaggi e si attendono le roboanti pernacchie di risposta dal Cremlino. La UE finirà molto male, espressione di una civiltà in caduta libera, fiacca, viziosa, fintamente altruista, se la Russia riuscirà a non farsi… Leggi tutto »

merolone
merolone
1 Maggio 2021 1:05

Negli ultimi tempi si è assistito ad un allineamento e militarizzazione oltre che dei media pure della politica occidentale sugli interessi di Israele, chiaramente a partire dagli USA, che non lascia presagire niente di buono. Ultimamente è stata in Italia ricevuta con tutti gli onori la golpista bielorussa, che in patria è ricercata per terrorismo e i cui collaboratori stanno appunto confessando di aver cercato di uccidere il presidente bielorusso, mentre in Russia è stata dichiarata organizzazione terroristica la cerchia dei collaboratori di Navalny. Questo peggioramento militarizzato dei rapporti dell’Occidente con Russia, Iran e Cina è arrivato dopo che gli USA con Biden avevano ripristinato il trattato Start e avviato di nuovo con l’Iran trattative sul JPCM. Improvvisamente sono iniziati gli insulti, le aggressioni, le minacce a Russia, Iran e per soprammercato pure Cina. Chi aveva interesse a fare ciò? Facile dirlo, un piccolo paese mediorientale che soprattutto in Siria ma pure indirettamente in Ucraina si confronta con la Russia e l’Iran, appoggiato molto dalla Cina. La situazione in Israele dal punto di vista sanitario ed economico sta peggiorando, se non ci fossero i divieti di viaggio all’estero per la falsemia chi ha una doppia cittadinanza se la sarebbe già… Leggi tutto »