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LA FLORIDA E' ISOLATA DAL MONDO: UN ATTACCO E' IMMINENTE?

DI PAOLA PISI
Uruknet

Non è vero, naturalmente, ma questa sarebbe la logica conclusione se si seguisse il – si fa per dire – ragionamento dei cretini che da due giorni stanno diffondendo la falsa notizia che le tutte connessioni internet dell’Iran sono scollegate, in vista – non è neppure il caso di dirlo – dell’imminente inevitabile sicuro sicurissimo attacco contro la Persia, su cui ci ammorbano quotidianamente da circa quattro anni e del cui inizio ci hanno fornito almeno 500 date, per fortuna tutte sbagliate.

Come hanno scoperto che l’Iran è isolato da internet? E caspita, lo dice il sito InternetTraffic.com, che monitora il traffico internet nel mondo, come si può dubitare? In realtà bastava dare un’occhiata al FAQ del medesimo sito per scoprire che NON viene affatto monitorato il traffico delle varie nazione, ma solo la connessione di un router per ogni stato (quello iraniano appartiene a un’università locale). Se si fosse fatto poi lo sforzo ulteriore di controllare il traffico delle altre zone del mondo, si sarebbe scoperto che il router iraniano non era l’unico ad avere un indice “zero” (nessuna connessione o connessione molto lenta). Ce ne sono altri, fra cui, appunto, e da giorni, la Florida:
Ecco qua le tabelle:

http://www.internettrafficreport.com/namerica.htm

View Graphs or Click a Router below for more detail.

Router Location

Current Index Response Time (ms)

Packet Loss (%)

gw-phx010.adpak.com

Arizona (Phoenix) 92

72

0

anhm7204.exo.com

California (Anaheim)

98 13

0

mc-gateway.lansmart.com

California (Fresno) 97

28

0

dnsauth1.sys.gtei.net

California (Los Angeles)

98

11

0

gw02.wlfdle.phub.net.cable.rogers.com

Canada (Ontario)

91 84

0

anguhub14.net.ubc.ca

Canada (Vancouver) 94

53

0

104.atm3-0.xr1.van1.alter.net

Canada (Vancouver)

95 40

0

loopback0.gw2.den4.alter.net

Colorado (Denver) 95

46

0

gigE-0.border0.vosn.net

Colorado (Greenwood Village)

94

54

0

router.vortechhosting.com

Florida

0 0

100

router.firstcls.com

Georgia 93

69

0

atl-datacenter-gw2.capitalinternet.com

Georgia (Atlanta)

93 63

0

loopback0.gw9.chi2.alter.net

Illinois (Chicago) 94

56

0

cisco-gnarly.n-connect.net

Iowa

94

59

0

kyle.sdf.xodiax.net

Kentucky

92 71

0

cisco.syssrc.com

Maryland 91

81

0

pos1-0-0-155m.ar1.bos1.gblx.net

Massachusetts (Boston)

93 62

0

rr1.torixt.avantel.net.mx

Mexico (Coahuila) 93

61

0

rr2.gdlmha.avantel.net.mx

Mexico (Guadalajara)

92

76

0

rr1.reyixt.avantel.net.mx

Mexico (Tamaulipas)

94 59

0

border0-e0.oc48-ypsi.hdl.com

Michigan (Ypsilanti) 91

83

0

gw.todays-tech.com

Missouri

91 85

0

wormhole.homeisp.com

Missouri (Kansas City) 94

60

0

pwps-core01.powerpulse.cc

Nevada (Las Vegas)

98

17

0

isp.state.nh.us

New Hampshire

91 89

0

sugaree.arorapc.com

New Jersey 91

80

0

ac-gw.dandy.net

New Jersey (Atlantic City)

90 92

0

sl-gw9-nyc-8-0.sprintlink.net

New York 92

73

0

router.madbbs.com

New York

91

87

0

180.atm6-0.gw7.nyc9.alter.net

New York (NYC)

92 74

0

wookie.core.3z.net

Ohio (Cincinnati) 91

83

0

sl-bb21-pen-15-0.sprintlink.net

Pennsylvania (Philadelphia)

92 76

0

brdr-dmz-uunet.simsware.com

Texas 95

45

0

gw-inet.ktc.com

Texas

96

34

0

core-router.centramedia.net

Texas (Pampa)

92 70

0

www.xmission.com

Utah (Salt Lake City) 97

25

0

sl-gw26-pen-0-0-0.sprintlink.net

Virginia

91 83

0

er01.asbn.eli.net

Virginia (Ashburn) 90

95

0

mae-east.wenet.net

Virginia (Vienna)

93

65

0

core1-sttl.sitespecific.net

Washington (Seattle)

96 37

0

gate.netwrx1.com

Wisconsin 89

108

0

core-1601-bmia-elkwpop-1-3.mia.net

Wisconsin (Elkhorn)

89 109

0

Router: router.vortechhosting.com
(216.157.128.1)

Location Current Index Response Time (ms)

Packet Loss (%)
Florida

0 0

100

This graph shows the Traffic Index for the past 24 hours.
This graph is updated nightly.

This graph shows the Response Time for the past 24 hours.
This graph is updated nightly.

This graph shows the Packet Loss for the past 24 hours.

This graph is updated nightly.

Sarebbe stato sufficiente fare due click sullo stesso InternetTraffic.com da cui si era dedotto che la conessione internet dell’Iran era stata totalmente interrotta e almeno questa buffonata ci sarebbe stata risparmiata. E invece no, da due giorni veniamo martellati, sulle due sponde dell’oceano, da questa ennesima bufala, con inevitabili teorie cospirazioniste annesse.

Idiozia, malafede, o un misto di entrambe? Chissenefrega, verrebbe da rispondere, visto che quando la stupidità arriva a questo punto è comunque colpevole. In ogni caso, l’operazione disinformativa è partita da un blog (che non cito per non fargli ulteriore pubblicità ), specializzato in falsi sensazionalistici, non si sa se per scopi occulti o solo per ottenere visite, link e fama (fine pienamente raggiunto). Ma se il terreno della cosiddetta informazione alternativa fosse stato un po’ meno fertile, tutto si sarebbe fermato lì. Invece, centinaia – o probabilmente migliaia – di siti hanno rilanciato la falsa notizia dell’Iran isolato, quando non era stato neppure sfiorato dal gigantesco blackout internet che aveva colpito gran parte del Medio Oriente e dell’Asia, visto che la Repubblica Islamica dell’Iran non utilizza i cavi troncati.

Paesi colpiti dal black-out internet

E infatti tutti i siti iraniani hanno continuato a funzionare perfettamente e a essere regolarmente aggiornati, e ovviamente hanno dato notizia dell’interruzione di internet negli altri paesi del Medio oriente.

Anche controllare se per caso i siti iraniani funzionavano non sarebbe stata un’operazione particolarmente difficile, tanto più che tre quarti dei buffoni che vanno gridando all’Iran isolato e alla guerra imminente solitamente si abbeverano al sito di propaganda persiana Press TV, da cui traggono gran parte delle perle informative che poi spargono per il mondo. Ma proprio questa volta non hanno guardato la loro prediletta Press TV, guarda un po’ che coincidenza.

E quello che sbalordisce, e rattrista, è che a gettarsi sulla falsa notizia dell’isolamento internet dell’Iran non sono stati solo siti noti per pubblicare qualsiasi stupidaggine, purché sfruttabile in senso complottistico, ma anche autori altrimenti seri e documentati (o che credevo tali).

Nessuno stupore se Paul Joseph Watson su Prison Planet o Globalresearch rilanciano la bufala, con cospirazioni annesse, o
se, a casa nostra, Blondet vaneggia che l’Iran è stato isolato perché forse sta per accadere qualcosa che il mondo non deve vedere (il bombardamento sull’Iran, che effedieffe va predicendo da anni con inossidabile certezza, e che ci occulterebbero tagliando i cavi?), ma si rimane allibiti a vedere che perfino una persona seria come Mike Whitney ha ripreso la falsa notizia dell’interruzione dei collegamenti internet persiani – inaugurando davvero nel migliore dei modi la sua collaborazione con il sito di Chossudovsky .

Allora buona fede o stupidità? Tutte e due, direi. La maggior parte di questi signori se ne frega, ma se ne frega proprio, di sapere se una notizia è vera e falsa: l’importante è che sia utile a costruire un bel complotto, meglio ancora se può servire a battere i tamburi della imminente guerra contro l’Iran, il grande tema della (dis-)informazione alternativa degli ultimi anni. E la patacca dell’isolamento internet dell’Iran – occultato per oscuri scopi e per losche trame da tutti media ufficiali (iraniani compresi, ma questo è un dettaglio) – era perfetta per la bisogna. Dunque, perché controllare se per caso era anche vera? Poi, i loro creduli lettori, la ripostano per pura e innata dabbenaggine sui propri blog, senza mettere in discussione neppure per un attimo la veridicità dei loro maestri, tremando terrorizzati per la guerra che sta scoppiare e da quattro anni a lutto preventivo per l’”olocausto nucleare iraniano” (e del tutto indifferenti davanti ai genocidi veri). E alla fine, di sito in sito, milioni di persone nel mondo crederanno fermamente che i mullah iraniani sono stati tagliati fuori dal mondo.

Un’unica nota positiva, in questa indicibile miseria dell’informazione alternativa: il sito russo iraq.war aveva pubblicato – in assoluta buona fede – l’articolo di Prison Planet sull’isolamento internet dell’Iran: quando alcuni lettori, fra cui chi scrive, hanno fatto notare che si trattava di un falso, la bufala di Paul Joseph Watson è stata rimossa e sostituita con il pezzo di CNN sul black-out internet del Medio Oriente. E questo dà fino in fondo la misura del baratro in cui stanno cadendo molti dei siti “alternativi”: le loro menzogne devono essere rettificate utilizzando CNN. Una volta, era il contrario.

Paola Pisi
Fonte: http://www.uruknet.info/
Link: http://www.uruknet.info/?p=s8056
04.02.2008

Pubblicato da God

  • alcenero

    Il contenuto dell’articolo è interessante ma i toni sono davvero di infimo livello e mi dispiace che un sito come questo pubblichi questo genere di tirate.

    Mi dispiace per la patetica visione del mondo saddamocentrica della Pisi ma il fatto che ci sia il rischio di un attacco all’Iran è, purtroppo, qualcosa di ben circostanziato e, mi sembra, del tutto chiaro a chi si sa informare onestamente e con la mente aperta (e con una visione delle questioni geopolitiche che si estenda a nord di Mosul o a sud di Bassora).

    Spero naturalmente di sbagliarmi e che non ci sia alcuna guerra contro l’Iran: sul tema si può e si deve discutere naturalmente, come su tutto, ma usando dei toni da persone civili.

    Che poi a riguardo si riportino notizie che potrebbero essere collegate a questo possibile evento, o possano essere dei campanelli d’allarme a riguardo, non ci vedo nulla di straordinario: se ci sono inesattezze nelle notizie (cioè che il balcakout e la rottura simultanea dei cavi ha colpito quasi tutto il medioriente ma l’Iran no) lo si può far notare senza dare del ‘cretino’ e dell’ ‘idiota’ a destra e sinistra.

  • reza

    Gentile Sig.ra Pisi
    Ci ritroviamo a parlare dell’Iran, ma questa volta devo darle ragione, anche se , condividendo l’opinione di Alcenero, non credo che servivano tutte quelle “belle” parole.
    Naturalmente tentare di allontanare ogni ipotesi sull’attacco all’Iran, chiamando “complottisti” tutti quelli che considerano questa possibilità, non le conviene, ma lei non parla per “convenienza” vero !?!
    Dalla notizia sulla interruzione dell’Internet da quelle parti del mondo ho saputo per il commento di un amico sul mio blog, al quale ho risposto ancora prima di verificare che non ho avuto problemi nell’utilizzo del messenger, con cui comunico con amici e parenti in Iran, e non mi risulta che i giornali on-line siano fermi a qualche giorno fa anzi, sono tutti aggiornati, per poi andare ad indagare e trovare sull’American Chronical di oggi queste parole:

    Sembra che il cavo dell’internet del medioriente sia stata interrotta in due occasioni e in due punti:
    Il primo a 8 Km da Alessandria di Egitto e il secondo a 56 Km da Dubai.
    L’interuzione per “incidente”, a questo punto, dovrebbe essere l’ultima ipotesi.
    Il cavo appartiene alla società “Reliance Ventures Communications” di cui azioni appartengono per 66% ad una unica persona di nome “Anyl Ambani” di origini indiane, 5o enne che con 45 miliardi di dollari di ricchezza personale, è il sesto l’uomo più ricco del mondo.

    Queste informazioni, cara Pisi, vengono dall’American Chronichal di oggi che poi aggiunge; “forse è in atto una prova generale per attaccare l’Iran !?!”.
    Secondo l’American Chronichal “certamente il cavo delle comunicazioni attualmente interrotto, serve all’Iran, sia per le comunicazioni interne, che per quelle con l’estero quindi, nel caso di un attacco previsto, tagliare la via delle comunicazioni dell’Iran sarebbe il primo atto.”

    Come vede, la domanda se la fanno anche gli americani quindi, visto e considerato il passato recente, a partire dall’11 settembre 2001, e la relazione tra questo recente passato con il momento attauale quando a Bush rimane poco tempo per concludere, almeno con l’Iran, e senza escludere che ci potrà essere anche una “pace” tra l’America e l’Iran, invece che una guerra, forse sarebbe stato meglio se lei diceva le stesse cose, ripeto; da me condivise questa volta, senza però fare l’uso di tutte quelle parole pesanti contro i “soliti complottisti” ?
    Cordiali saluti

  • Alexis

    L’articolo ben fatto e portando un paio di dozzine di prove inconfutabili a suo sostegno smonta una delle più grandi bufale postate su questo sito. Complimenti a Paola Pisi, 10 100 1000 di questi articoli. Fa sempre piacere leggere qualcosa di serio e PROVATO in mezzo a tanti articoli che sparano a zero solo per fare notizia.

  • alcenero

    Se non te ne sei accorto l’unica cosa che smentisce questo articolo è che i problemi di collegamento internet riguardino anche l’Iran.

  • rectotal

    Ellamadonna, quanta bile! Articoli come questi odorano lontano un miglio di debunker depresso che esulta e strepita a squarciagola per essere, finalmente, riuscito a trovare il pelo nell’uovo. Che si potesse “isolare l’Iran” semplicemente recidendo un cavo sottomarino mi sembrava poco probabile anche andando “a naso”, senza nemmeno consultare il sito di InternetTraffic. Resta il fatto (ed è un fatto) che alcuni cavi di connessione sono stati recisi, che parte del Medio Oriente è rimasto telematicamente isolato e che è difficile far passare la cosa per uno sventurato accidente. Magari non sarà il segnale dell’Apocalisse, magari si sta esagerando a gridare continuamente al lupo (in questi casi, comunque, è sempre meglio strillare troppo che troppo poco, visto quel che c’è in ballo); ma ci sarebbe comunque da ringraziare i blog che hanno diffuso, pur contaminandola con illazioni poco fondate, una notizia che i media ordinari non hanno neppure preso in considerazione. E’ questo che io chiamerei “indicibile miseria dell’informazione”, non l’attività dei blog, i quali, per i pochi mezzi che hanno, stanno svolgendo un lavoro anche troppo accurato. Sta poi sempre al senso critico del lettore valutare fino a che punto una notizia sia attendibile. Non mi sembra che sparare a zero contro l’intera blogosfera, con termini che sanno più di livorosa ripicca che di doveroso “errata corrige”, senza evidenziare il prezioso apporto all’informazione che anche in questo caso è stato fornito, rappresenti un esempio apprezzabile di esercizio della capacità critica suddetta.

  • vraie

    concordo con l’affermazione che l’unica vera tesi sostenuta è che il black out non avrebbe riguardato direttametne l’iran, per quello che può valere (da sè, nulla!!) il resto è vuota retorica, compreso lo sproporzionato, se rapportato al testo, uso di tabelle e grafici (fanno sempre effetto!)

  • robocop

    Forse in qualche caso, si tenta di avvicinare delle notizie tendenziose a sostegno di veri problemi reali, ma questo e niente in confronto all’informazione ufficiale, che invece crea una guerra su di una bugia e poi lo supporta con una montagna di informazioni false.
    Non scordiamoci che le notizie per cui è stato distrutto l’Iraq erano false, costruite da israeliani, americani e inglesi, e appoggiate dall’informazione Ufficiale di tutto l’occidente.

    Il fatto che vogliano bombardare L’Iran non lo dicono i siti di controinformazione, lo dicono i diretti interessati israeliani e americani.

    C’è da tener presente che i tempi stringono, e che a mio avviso il vero problema per cui potrebbe avvenire entro il 2008, e che per fine anno la prima centrale atomica iraniana, dovrebbe entrare in funzione.

    Quindi sarà molto difficile che si bombardi una centrale in funzione, perché si rischierebbe una catastrofe ecologica in tutta l’area del medio oriente;
    E questo sarebbe difficile da spiegare.

    Quindi o ora o probabilmente mai più, e questo non sarà facilmente accettato dagli israeliani.

    Se poi ci metti la borsa iraniana del petrolio, l’abbandono del dollaro, ecc…
    le probabilità aumentano.

    Saluti

    Roberto

    Quin

  • LonanHista

    Veramente sono tra coloro che aprono presstv,( Oltre a irib, mehr, irna, isna, baztab alalam etc)e non ci trovo tutta questa faziosità.
    Non è differente da qualunque altro sito informativo di ogni paese.
    Certo in Iran l’informazione politica è a senso unico, basta saperlo.
    Mentre noi in Italia che disponiamo di un informazione a doppiosenso dovremmp sentirci più liberi ed informati?

    Nei giorni scorsi, come quasi sempre faccio ho aperto press ed irib, e non ho trovato difficoltà.
    Ritenevo che questi siti disponessero di altre vie per comunicare, mentre ora si scopre che l’interruzione è stata una balla!

    Ma alla fine c’è stata o no l’interruzione di internet come riportata dai media?
    A parte l’iran negli altri paesi si èavuto il blackout di internet?

    E riguardo all’attacco all’Iran, stupisce il linguaggio della signora Pisi, solitamente pacata.
    Successiva a questa c’è proprio una notizia che dovrebbe farci tremare tutti:sembra che la borsa del petrolio e del gas iraniano apra in questo mese di febbraio.

    Nel leggere questa notizia mi è tornata in mente instantaneamente la visita che Bush ha fatto nel mese scorso presso i paesi del golfo persico, dove sembra non tutti siano stati daccordo con Bush che ha continuato a minacciare l’iran, mentre alti esponenti delle petromonarchie hanno storto la bocca.

    Adesso capisco il perché:
    LE PETROMONARCHIE SONO STUFE DI VENDERE PETROLIO PAGATO CON DOLLARI SEMPRE PIù SVALUTATI.

    sE C’è CHI COME L’IRAN METTE LORO A DISPOSIZIONE GLI APPARATI PER VENDERE IL LORO PETROLIO IN EURO, YEN YUAN, GLI SCEICCHI SE NE STRAFREGANO DELLE ALLEANZE CON GLI USA…

    ecco perché george whisky bush era molto incazzato del suo viaggio presso le petromonarchie…

    se effettivamente l’opec o molti paesi dell’opec cominceranno a comerciare petrolio con altre valute gli usa non sono solo in crisi:
    S O N O F I N I T I!!

    e per impedire questo, egregia signora pisi c’è solo un modo:
    rullare i tamburi di guerra, dato che agli usa è rimasto solo questo e guarda caso nonostante il pesante deficiti del bilancio Usa invece
    di diminuire le spese militari aumentano per il prossimo bilancio quasi del 10%…eppure dicono di ritirarsi dall’iraq..oppure l’ulteriore aumento di spesa è in PREVISIONE DI QUALCOSALTRO?

    ps.signora pisi, qualora leggesse, la invito ad essere più pluralista.
    Blondet ha il suo punto di vista, condivisibile o meno è la sua opinione!
    Come ad esempio il papa alla sapienza avrebbe espresso le sue opinioni.
    Questo per dire che PURTROPPO, COME ANCHE EVIDENTE SPESSO IN QUESTO SITO LA SINISTRA STA forse DIVENTANDO BECERA E REAZIONARIA PEGGIO DEI FASCISTI, ED INVECE DI ASCOLTARE PREFERISCE TAPPARE LA BOCCA AGLI ALTRI?a chi non la vede e pensa come lei?

    e a proposito di blondet, non condivido nessuno dei suoi pensieri però leggo ogni suo articolo, perché a me interessa quello che racconta NON QUELLO CHE PENSA!
    e lo stesso il papa o chiunque non abbia le mie stesse opinioni.
    Contano i fatti e blondet è stato tra i primi, se non IL PRIMO IN ITALIA A DUBITARE DELL’11 SETTEMBRE E DI TANTE ALTRE COSE COME I POTERI BANCARI, DELLA SVENDITA DEL PATRIMONIO PUBBLICO DI COME CERTA SINISTRA SIA PASSATA DAL RAPPRESENTARE LE MASSE A RAPPRESENTARE SE STESSA E FARE I CAMERIERI AI POTENTATI INTERNAZIONALI.

  • paolapisi

    LonanHista,
    certo che l’interruzione internet c’è stata, in Medio Oriente e in India, esattamente come riportato dalla stampa. E potrebbe . potrebbe – essere stato un sabotaggio. Invece migliaia di siti alternativi, in tutto il mondo, hanno pubblicato che l’Iran era isolato da internet, quando invece l’Iran non è stato toccato, se non in minima parte, dal black-out. Faccio presente che i signori di cui sopra non hanno scritto che “anche” l’Iran era stato colpito, ma anno titolato, a caratteri cubitali, “L’IRAN E’ ISOLATO DAL NET!!!!!!!!!!!!”. hanno cioè trascurato i fatti veri, per gridare a pieni polmoni una notizia falsa. Da qui poi sono partiti a dire che il presunto isolamento internet dell’iran era il primo passo (il milionesimo primo passo) della guerra annunciata da 4 anni. Dire che sono dei cretini è fargli un complimento.

    Press TV è un sito di propaganda, il che non vuol dire che pubblichi notizie false (qualche volta l’ha fatto), ma presenta i fatti in una determinata luce. Poi, questa volta l’Iran non ha fatto nè detto proprio nulla di sbagliato: mica sono stati gli iraniani a scrivere che erano isolati da internet. Press TV e gli altri siti iraniani hanno presentato i fatti correttamente: hanno parlato del black-out che ha investito gli altri paesi del Medio-oriente (esclusi del tutto o quasi: Israele, Libano, Iraq, Iran, che usano altre linee), e hanno scritto più o meno le stesse cose dei media occidentali. Mentre i siti “alternativi” occidentali scrivevano che l’Iran era isolato dal mondo, a Teheran c’era un conferenza stampa governativa per mostrare i progressi tecnologici dell’informatica iraniana e di cui ha dato notizia ISNA;
    http://www.redorbit.com/news/technology/1239992/internet_coverage_27_per_cent_in_iran__report/index.html?source=r_technology
    L’Iran non ha proprio nessuna colpa delle stupidaggini scritte dai siti alternativi occidentali: non le ha nè fomentate nè incoraggiate.

    Io rispetto le opinioni altrui, ma fatti e opinioni sono due cose diverse: un’opinione può essere giusta o sbagliata, e questa è una valutazione soggettiva, un fatto o è vero o è falso, e questo è un dato oggettivo. Per esempio, rispetto – anche se non condivido – l’opinione di chi, basandosi sui fatti reali, crede che ci sarà una guerra contro l’Iran, ma non rispetto proprio per niente chi invece inventa fatti inesistenti per supportare a propria tesi della guerra prossima ventura. Con questo criterio, io domani posso pubblicare che Bush vuole bombardare la Francia perchè era l’amante di Carla Bruni e lei l’ha lasciato per Sarkozy, e poi pretendere pure di essere rispettata in nome della democrazia?

    I paesi dell’Opec, se volessero, potrebbero vendere il proprio petrolio in valute diverse dal dollaro senza alcun bisogno di ricorrere alla borsa petrolifera iraniana. E la borsa iraniana cambierà ben poco:
    qui c’è un articolo che spiega la questione:
    http://www.globalresearch.ca/index.php?context=viewArticle&code=%20EN20060310&articleId=2076

    E’ stato pubblicato da Globalresearch, notoriamente filo-iraninanio, l’autore (come del resto chiunque scriva su Globalresearch) è fermamente convinto che ci sarà una guerra contro l’Iran, ma anche lui mostra come la borsa petrolifera significhi ben poco nell’economia mondiale.
    Saluti.

  • Cataldo

    Che non ci fosse un “isolamento” dell’Iran si era capito gia sabato, sul sito petrolio.blogosfere avevo risposto ad un intervento ot sul tema. Mi rendo
    conto che è difficile collocare esattamente una serie di eventi come quelli che hanno coinvolto i cavi sottomarini nella regione del golfo e verso l’India. Ma sicuramente si deve fare uno sforzo, invece di saltare a improbabili conclusioni.
    In questo senso l’articolo della Pisi ha ragione.

    Gia dalla fine degli anni 80 ci sono stati progetti e test per operazioni sottomarine di spionaggio sulle dorsali. L’idea che si tratti di un intervento maldestro di spionaggio è plausibile. La guerra ai cavi sottomarini è stata gia verificata con i tentativi sovietici di tagliare la dorsale di ascolto antisommergibile SOSUS, con varie esercitazioni che hanno coinvolto i famosi “pescherecci” rossi. Qui siamo ad un livello diverso. Le probabilità che siano eventi casuali è molto molto bassa. Anche quella di un test di resilienza delle comunicazioni è una ipotesi plausibile. Sarebbe opportuna una inchiesta internazionale su cosa è accaduto. Per gli scenari di guerra, purtroppo sempre immanenti nel quadro politico mondiale disastrato, saranno importanti le decisioni europee sullo status del Kosovo, che a discesa condizonerà la politica estera globale dei prossimi mesi ed anni.

    per chi è interessato riporto i post del 2/2 con dei links per chi vuole seguire la faccenda.

    “””Senza entrare nel merito delle considerazioni sul ruolo di Internet, quell’indice uguale a 0 nell’articolo su FdF non significa che l’Iran è tagliato fuori dalla rete.
    . Il fatto che Israele e Iraq non siano affetti dal taglio dei cavi è ovvio, data la natura delle reti che sono state messe in opera nei due paesi.

    Qui si fanno alcune considerazioni, ma tutte da verificare

    worldpressnetwork.net/forum/viewtopic.php?f=2&t=172

    I links dal golfo partono, alcuni con qualche ritardo, ma non ho ancora riscontrato alcuna anomalia, a parte l’assenza della notizia dei tagli ai cavi. Vedremo in giornata gli sviluppi.

    Per certo una operazione riuscita di spionaggio in immersione su un cavo comprende che questo non sia “tagliato” 🙂

    Pensare che il Falcon aveva iniziato a volare da poco.
    news.oneindia.in/2006/09/05/flag-falcon-submarine-cable-system-launched.html

    Qui possiamo andare a vedere il Falcon, fondali bassi, accesso facile.
    www1.alcatel-lucent.com/submarine/refs/World_Map_2007_LR.pdf

    Nella mappa fornita gentilmente da Alcatel i cavi della flag sono rappresentati in blu e più flebili, ma è solo una illusione ottica sciovinista, non certo un indicatore del flusso dei dati

    Il comunicato ufficiale da flagtelecom.com
    Il taglio n° 1
    Europe-Asia cable was reported cut at 0800 hrs GMT on January 30 2008.
    – Location of cut is at 8.3 kms from Alexandria, Egypt on segment between Egypt and Italy.
    – Good news is that the Repair ship loaded with spares has sailed from Catania, Italy and
    expected to arrive at repair ground by February 5 2008.
    Questo è cosa nostra.
    Il taglio n°2
    – FALCON cable was reported cut at 0559 hrs GMT on February 1 2008.
    – Location of cut is at 56 kms from Dubai, UAE on segment between UAE and Oman.
    – Good news is that Repair ship loaded with spares is ready in Abu Dhabi port, UAE. ( meno male 🙂
    However due to bad weather, the port authorities have not permitted any ships to sail. As
    soon as weather clears, the ship will sail to the repair ground.
    – FLAG has arranged part of the Restoration capacity via terrestrial route between the
    landing stations in Al Khobar and Jeddah in Saudi Arabia. This was executed with
    excellent cooperation by Integrated Telecom Company which is the Landing Party of
    FALCON system in Saudi Arabia.
    – Some of the circuits of Qatar Telecom (Q-Tel), Ministry of Communications Kuwait and
    Du, UAE that were severely affected have been restored.

    Sembra che i servizi siano comunque garantiti.”””

  • reza

    Sull’attacco al centrale nucleare di Bushehre menzionato da robocop devo precisare che:
    Come era previsto dall’accordo Iran-Russia, il combustibile nucleare e cioé, l’uranio arricchito al 50% e pronto ad uso, in quantità necessaria per il funzionamento di un anno del suddetto centrale, è stato consegnato interamente (in sette espedizioni) durante il mese di Gennaio 2008 e che, tutto il combustibile ora è depositato nello stesso centrale di Bushehr.
    Dunque, sul fatto che , alla luce di questo importante dettaglio, gli israeloamericani vogliono ancora bombardare Bushehr , avrei seri dubbi.

  • reza

    Correzione: uranio arricchito al 5% e non al 50%.

  • alcenero

    Leggo nell’articolo sopra scritto da Paola dell’ottimo Uruknet che:

    E infatti tutti i siti iraniani hanno continuato a funzionare perfettamente e a essere regolarmente aggiornati

    Poi vado proprio su uruknet (come tutti i giorni puntualmente) e leggo questo articolo, che dice [www.uruknet.info]:

    Like most countries in the region, the outages in Iran were very significant, but for the most part they did not exceed 20% of their total number of networks. Now 20% is a significant loss, but in the context of an event where countries lost almost all of their connectivity, such a loss did not place Iran into the top 10 of impacted countries

    traduco:

    Come in molti paesi nella regione le perdite di connessione in Iran sono state molto significative, ma nella maggior parte dei casi non hanno superato il 20% del numero totale delle reti. Ora il 20% è una perdita significativa ma nel contesto di un evento in cui paesi hanno perso quasi tutta la loro connessione una tale perdita non pone l’Iran nei 10 paesi più colpiti.

    Il resto dell’articolo spiega, pacatamente, che la questione della perdita di connessione in Iran è stata molto sopravvalutata ma il fenomeno non era assente.

    C’era proprio bisogno di dire che invece in Iran la rete funziona perfettamente e chi dice il contrario è un cretino, un idiota e probabilmente è in malafede? Misteri della mente umana, d’altronde nessuno è perfetto…

  • marko

    Grande Paola Pisi! Condivido in pieno, compresi i toni. Il punto chiave è proprio questo: VERIFICARE le notizie PRIMA di pubblicarle. Questo è un serio limite di Comedonchisciotte: pubblicare tutto in maniera acritica (o peggio, in funzione del sensazionalismo o della corrispondenza con propri modelli e teorie precostituiti) non fa altro che screditare quella parte di VERA controinformazione. Sembra democratico, invece si fa il gioco di chi la democrazia la vuole limitare. Visto che oggi come oggi è impensabile censurare le notizie scomode, è molto più facile inondarle, diluirle, screditarle, affiancandole a tutto quello che passa per la testa dei complottisti. Io vengo qua per gente come Bertani (per dire un nome). Ma quanti resistono dopo aver letto qualche baggianata ultrasbufalata su scie chimiche o missili sul pentagono? Peccato…

  • Alexis

    Ed è esattamente ciò che diceva l’articolo smentito clamorosamente.

  • paolapisi

    Visto che si sente pure il bisogno di insistere:

    1. è vero che uruknet ha pubblicato un articlo tratto da Renesys, che afferma – con grafico allegato – che dei 695 siti iraniani da loro monitorati, 135 prima attivi non rispondevano, seppure per breve tempo, durante il black-out. Naturalmente Renesys ha attribuito, in via deduttiva, i problemi dei suddetti siti al guasto nei cavi.
    Comunque, una breve perdita di connettività del 20% di 695 siti, non significava niente, visto che la tesi dei siti alternativi era che l’Iran era stato iisolalto completamente come primo atto bellico e per impedirgli di comunicare.
    Da altri fonti, che invece monitorano tutti i siti iraniani, sembrerebbe che l’Iran non abbia avuto alcuna perdita significativa di connettività:
    http://www-wanmon.slac.stanford.edu/cgi-wrap/pingtable.pl?file
    =throughput&by=by-site&size=100&tick=monthly&from=EDU.SLAC.STANFORD.N3&to=Iran&ex=none&dataset=hep&percentage=any

    2. Non dubito che il signor Alcenero legga quotidiniamente uruknet, ma deve avere la lettura selettiva, perchè subito sopra l’articolo da lui citato ce n’era un altro, tradotto dall’iraniano ISNA:
    http://www.uruknet.de/?p=m40846&hd=&size=1&l=e
    Il 3 febbraio, mentre i siti alternativi occidentali una conferenza stampgovernativa per illustrare i progressi della tecnologia informatica iraniana.
    Bene, il direttore generale della Information Technology Company, Sa’id Mahdiyun, ha dichiarato:

    We have not yet had a complaint on the quality [of the service] following a cable disruption in the ocean.

    Traduco:

    Non abbiamo avuto ancora alcun reclamo sulla qualità [del servizio] in seguito alla rottura di un cavo sottomarino

    Dunque, le fonti ufficiali della Repubblica Islamica dell’Iran affermano che non vi è stato alcun problema durante il black-out. Non vogliamo credere neanche a loro?

    3. Perfino il router dell’Iran University of Science and Technology – che Internet Traffic Report afferma di monitorare quotidianamente e che secondo loro tuttora risulterebbe disconnesso, in realtà funziona perfettemente da giorni:
    http://www.iust.ac.ir/

    4. Ho scritto a Mike Whitney, con cui intrattenevo cordiali rapporti, per segnalargli, dati alla mano, che non era vero che l’Iran era stato isolato, e che si era fidato di dati falsi. La lettera era molto cortese: bene, il signor Whiteny non mi ha neppure risposto, ma ha scritto un altro articolo per ribadire che l’Iran è completamente isolato (senza produrre alcuna fonte) e che tutto questo ò stato fatto per iniziare la guerra, anche in relazione con l’apertura della borsa petrolifera iraniana: lo si può leggere su Globalresearch. (Possiedo recentissime email del signor Whitney in cui si dichiara d’accordo me sul fatto non ci sarà alcun attacco contro l’Iran ). BUONAFEDE?

    Ho scrtto un’altra lettera a un altro notissimo sito “alternativo”USA che chiedeva informazioni ulteriori sull’isolamento internet dell’Iran. Nessuna risposta neanche da questo: in compenso il suddetto sito era solito linkare 5-6 articoli al giorno da uruknet, e oggi neache uno (è andato direttamente alla fonte a piè di pagina). Invece, ha linkato una decina di articoli del blog disinformativo che aveva lanciato per primo la bufala di internet isolato. In questo mondo indecente della disinformazione alternativa bisogna tenersi bordone a vicenda, che diamine. Fieri di esserne fuori: francamente, comincia a essere meglio Fox News.

  • alcenero

    Forse non ci siamo capiti, io non me la prendo con i contenuti di quello che dici che sin dall’inizio ho trovato interessanti e meritevoli di considerazione. Me la prendo col metodo che usi: smettila con questo atteggiamento patetico e penoso del tipo “siete tutti traditori, cretini, idioti in malafede io sono la vera controinformazione” (che è anche un atteggiamento po’ complottista tra l’altro visto che ti piace il termine), Se ti poni così lo credo che nessuno risponde alle tue mail.

    Sulla questione specifica ti ho fatto semplicemente notare una cosa che non puoi assolutamente smentire, cioè che persino sul tuo sito le notizie riguardanti il blackout (che ho letto tutte se ti può interessare), oltre che essere più pacate del tuo atteggiamento isterico erano meno nette del tuo “tutto funziona perfettamente cari idioti”. Rendendo i tuoi toni da Savonarola ancora più risibili.

    Quindi ora basta, ritorna nella civilità e cerca di risolvere i tuoi problemi di idiosincrasia verso l’Iran che superano quelli analoghi di Giuliano Ferrara.

  • alcenero

    Non proprio, l’articolo smentito clamorosamente diceva che i problemi web in medio oriente sollevavano sospetti di sabotaggio perchè erano colpiti tutti i paesi tranne Israele e Iraq. Adesso sappiamo che mentre Israele e Iraq non erano affatto colpiti, l’Iran era colpito in modo minore (20% dei collegamenti, vedi mio commento sotto). Comunque ripeto qui la mia posizione: la differenza tra quanto affermato dagli articoli di altri siti e quanto affermato dalla pisi non giustifica (ma forse nulla lo avrebbe giustificato) i suoi toni da quarta crociata. Tutto qua.

  • reza

    Riassunto della situazione:

    E’ ormai certo che l’interruzione dell’Internet della regione asiatico/mediorientale riguarda tre punti; di due interruzioni avvenuti mercoledi scorso, uno è stato vicino all’Egitto, l’altro vicino ad Emirati Arabi Uniti, e un terzo vicino all’India sarebbe avvenuto il venerdi passato.
    Mentre i tecnici indiani stanno al lavoro ed sperano di poter riparare il danno entro i prossimi due giorni, per l’Egitto ci vorranno ancora una settimana/10 giorni e gli Emirati si stanno appoggiando per ora sull’arabia Saudita perché le condizioni del mare sono proibitive per intervenire.
    Confermo che l’Iran sta fuori dalla mischia e che non ha interruzioni dell’Internet, ma solo un rallentamento per 10-20%.

    Comunque sia, non credo che questa cosa possa passare per “incidente”!

  • alcenero

    Ciao Reza, grazie del riassunto. Certo è un incidente anomalo e dato che riguarda la regione mediorientale per me è più che legittimo avere dei sospetti, anche se naturalmente è sempre molto difficile trarre conclusioni… Aspettiamo di vedere cosa accadrà nel prossimo futuro

  • reza

    Via Alcenero, adesso la Pisi può dire quel che vuole ma tre interruzioni su tre non possono essere “incidenti”.
    Io ho un sospetto.
    L’altro giorno per l’Iran è stata una giornata di elevatissima importanza, parlo del lancio di “Safir 1” nello spazio che, altrettanto come la notizia sulle interruzioni dell’Internet, è stato quasi celato dai mass media occidentali.
    Vuoi vedere che con interruzione intenzionale del’Internet volevano bloccare proprio questo lancio ?
    Questa è una mia personale ipotesi, non ho letto niente sui giornali iraniani del caso se non solamente le informazioni che vi sto portando qui.
    Continureò ad aggiornarvi;-))

  • alcenero

    Per chi continua a essere interessato alla vicenda, tanto il sito di Madsen quanto un altro ( Rense.com [www.rense.com] che purtroppo non ho il tempo ora di tradurvi….sorry) riportano il possibile danneggiamento di un quinto e un sesto cavo.

    Naturalmente questi report potrebbero essere dovuti alla confusione sul luogo esatto dei danneggiamenti dei primi cavi.

    In ogni caso il quinto cavo rotto sarebbe tra Qatar e UAE (United Arab Emirates) e il sesto sarebbe un cavo tra Suez e Sri Lanka (fonti su queste notizie sono nelle note all’articolo di Rense.com).

    Se trovo ulteriori fonti ve lo farò sapere

  • lorenzob

    Condivido al 100%. Anche a me la cosa e’ sembrata molto strana e mi e’ bastato andare su un paio di siti di news iraniani trovati al volo su google per leggervi che il problema veniva descritto come relativo all’india e non certo come una grave emergenza nazionale.
    Ci ho messo 10 minuti.

    Forse si spera troppo che le proprie profezie si avverino per poter essere obiettivi. Quante volte e’ stata annunciato come imminentissimo l’attacco all’Iran? Decine. In questo modo si fa solo il “loro” gioco: diffondere ansia e terrore.