LA FLORIDA E' ISOLATA DAL MONDO: UN ATTACCO E' IMMINENTE?

DI PAOLA PISI
Uruknet

Non è vero, naturalmente, ma questa sarebbe la logica conclusione se si seguisse il – si fa per dire – ragionamento dei cretini che da due giorni stanno diffondendo la falsa notizia che le tutte connessioni internet dell’Iran sono scollegate, in vista – non è neppure il caso di dirlo – dell’imminente inevitabile sicuro sicurissimo attacco contro la Persia, su cui ci ammorbano quotidianamente da circa quattro anni e del cui inizio ci hanno fornito almeno 500 date, per fortuna tutte sbagliate.

Come hanno scoperto che l’Iran è isolato da internet? E caspita, lo dice il sito InternetTraffic.com, che monitora il traffico internet nel mondo, come si può dubitare? In realtà bastava dare un’occhiata al FAQ del medesimo sito per scoprire che NON viene affatto monitorato il traffico delle varie nazione, ma solo la connessione di un router per ogni stato (quello iraniano appartiene a un’università locale). Se si fosse fatto poi lo sforzo ulteriore di controllare il traffico delle altre zone del mondo, si sarebbe scoperto che il router iraniano non era l’unico ad avere un indice “zero” (nessuna connessione o connessione molto lenta). Ce ne sono altri, fra cui, appunto, e da giorni, la Florida:
Ecco qua le tabelle:

http://www.internettrafficreport.com/namerica.htm

View Graphs or Click a Router below for more detail.

Router Location

Current Index Response Time (ms)

Packet Loss (%)

gw-phx010.adpak.com

Arizona (Phoenix) 92

72

0

anhm7204.exo.com

California (Anaheim)

98 13

0

mc-gateway.lansmart.com

California (Fresno) 97

28

0

dnsauth1.sys.gtei.net

California (Los Angeles)

98

11

0

gw02.wlfdle.phub.net.cable.rogers.com

Canada (Ontario)

91 84

0

anguhub14.net.ubc.ca

Canada (Vancouver) 94

53

0

104.atm3-0.xr1.van1.alter.net

Canada (Vancouver)

95 40

0

loopback0.gw2.den4.alter.net

Colorado (Denver) 95

46

0

gigE-0.border0.vosn.net

Colorado (Greenwood Village)

94

54

0

router.vortechhosting.com

Florida

0 0

100

router.firstcls.com

Georgia 93

69

0

atl-datacenter-gw2.capitalinternet.com

Georgia (Atlanta)

93 63

0

loopback0.gw9.chi2.alter.net

Illinois (Chicago) 94

56

0

cisco-gnarly.n-connect.net

Iowa

94

59

0

kyle.sdf.xodiax.net

Kentucky

92 71

0

cisco.syssrc.com

Maryland 91

81

0

pos1-0-0-155m.ar1.bos1.gblx.net

Massachusetts (Boston)

93 62

0

rr1.torixt.avantel.net.mx

Mexico (Coahuila) 93

61

0

rr2.gdlmha.avantel.net.mx

Mexico (Guadalajara)

92

76

0

rr1.reyixt.avantel.net.mx

Mexico (Tamaulipas)

94 59

0

border0-e0.oc48-ypsi.hdl.com

Michigan (Ypsilanti) 91

83

0

gw.todays-tech.com

Missouri

91 85

0

wormhole.homeisp.com

Missouri (Kansas City) 94

60

0

pwps-core01.powerpulse.cc

Nevada (Las Vegas)

98

17

0

isp.state.nh.us

New Hampshire

91 89

0

sugaree.arorapc.com

New Jersey 91

80

0

ac-gw.dandy.net

New Jersey (Atlantic City)

90 92

0

sl-gw9-nyc-8-0.sprintlink.net

New York 92

73

0

router.madbbs.com

New York

91

87

0

180.atm6-0.gw7.nyc9.alter.net

New York (NYC)

92 74

0

wookie.core.3z.net

Ohio (Cincinnati) 91

83

0

sl-bb21-pen-15-0.sprintlink.net

Pennsylvania (Philadelphia)

92 76

0

brdr-dmz-uunet.simsware.com

Texas 95

45

0

gw-inet.ktc.com

Texas

96

34

0

core-router.centramedia.net

Texas (Pampa)

92 70

0

www.xmission.com

Utah (Salt Lake City) 97

25

0

sl-gw26-pen-0-0-0.sprintlink.net

Virginia

91 83

0

er01.asbn.eli.net

Virginia (Ashburn) 90

95

0

mae-east.wenet.net

Virginia (Vienna)

93

65

0

core1-sttl.sitespecific.net

Washington (Seattle)

96 37

0

gate.netwrx1.com

Wisconsin 89

108

0

core-1601-bmia-elkwpop-1-3.mia.net

Wisconsin (Elkhorn)

89 109

0

Router: router.vortechhosting.com
(216.157.128.1)

Location Current Index Response Time (ms)

Packet Loss (%)
Florida

0 0

100

This graph shows the Traffic Index for the past 24 hours.
This graph is updated nightly.

This graph shows the Response Time for the past 24 hours.
This graph is updated nightly.

This graph shows the Packet Loss for the past 24 hours.

This graph is updated nightly.

Sarebbe stato sufficiente fare due click sullo stesso InternetTraffic.com da cui si era dedotto che la conessione internet dell’Iran era stata totalmente interrotta e almeno questa buffonata ci sarebbe stata risparmiata. E invece no, da due giorni veniamo martellati, sulle due sponde dell’oceano, da questa ennesima bufala, con inevitabili teorie cospirazioniste annesse.

Idiozia, malafede, o un misto di entrambe? Chissenefrega, verrebbe da rispondere, visto che quando la stupidità arriva a questo punto è comunque colpevole. In ogni caso, l’operazione disinformativa è partita da un blog (che non cito per non fargli ulteriore pubblicità ), specializzato in falsi sensazionalistici, non si sa se per scopi occulti o solo per ottenere visite, link e fama (fine pienamente raggiunto). Ma se il terreno della cosiddetta informazione alternativa fosse stato un po’ meno fertile, tutto si sarebbe fermato lì. Invece, centinaia – o probabilmente migliaia – di siti hanno rilanciato la falsa notizia dell’Iran isolato, quando non era stato neppure sfiorato dal gigantesco blackout internet che aveva colpito gran parte del Medio Oriente e dell’Asia, visto che la Repubblica Islamica dell’Iran non utilizza i cavi troncati.

Paesi colpiti dal black-out internet

E infatti tutti i siti iraniani hanno continuato a funzionare perfettamente e a essere regolarmente aggiornati, e ovviamente hanno dato notizia dell’interruzione di internet negli altri paesi del Medio oriente.

Anche controllare se per caso i siti iraniani funzionavano non sarebbe stata un’operazione particolarmente difficile, tanto più che tre quarti dei buffoni che vanno gridando all’Iran isolato e alla guerra imminente solitamente si abbeverano al sito di propaganda persiana Press TV, da cui traggono gran parte delle perle informative che poi spargono per il mondo. Ma proprio questa volta non hanno guardato la loro prediletta Press TV, guarda un po’ che coincidenza.

E quello che sbalordisce, e rattrista, è che a gettarsi sulla falsa notizia dell’isolamento internet dell’Iran non sono stati solo siti noti per pubblicare qualsiasi stupidaggine, purché sfruttabile in senso complottistico, ma anche autori altrimenti seri e documentati (o che credevo tali).

Nessuno stupore se Paul Joseph Watson su Prison Planet o Globalresearch rilanciano la bufala, con cospirazioni annesse, o
se, a casa nostra, Blondet vaneggia che l’Iran è stato isolato perché forse sta per accadere qualcosa che il mondo non deve vedere (il bombardamento sull’Iran, che effedieffe va predicendo da anni con inossidabile certezza, e che ci occulterebbero tagliando i cavi?), ma si rimane allibiti a vedere che perfino una persona seria come Mike Whitney ha ripreso la falsa notizia dell’interruzione dei collegamenti internet persiani – inaugurando davvero nel migliore dei modi la sua collaborazione con il sito di Chossudovsky .

Allora buona fede o stupidità? Tutte e due, direi. La maggior parte di questi signori se ne frega, ma se ne frega proprio, di sapere se una notizia è vera e falsa: l’importante è che sia utile a costruire un bel complotto, meglio ancora se può servire a battere i tamburi della imminente guerra contro l’Iran, il grande tema della (dis-)informazione alternativa degli ultimi anni. E la patacca dell’isolamento internet dell’Iran – occultato per oscuri scopi e per losche trame da tutti media ufficiali (iraniani compresi, ma questo è un dettaglio) – era perfetta per la bisogna. Dunque, perché controllare se per caso era anche vera? Poi, i loro creduli lettori, la ripostano per pura e innata dabbenaggine sui propri blog, senza mettere in discussione neppure per un attimo la veridicità dei loro maestri, tremando terrorizzati per la guerra che sta scoppiare e da quattro anni a lutto preventivo per l’”olocausto nucleare iraniano” (e del tutto indifferenti davanti ai genocidi veri). E alla fine, di sito in sito, milioni di persone nel mondo crederanno fermamente che i mullah iraniani sono stati tagliati fuori dal mondo.

Un’unica nota positiva, in questa indicibile miseria dell’informazione alternativa: il sito russo iraq.war aveva pubblicato – in assoluta buona fede – l’articolo di Prison Planet sull’isolamento internet dell’Iran: quando alcuni lettori, fra cui chi scrive, hanno fatto notare che si trattava di un falso, la bufala di Paul Joseph Watson è stata rimossa e sostituita con il pezzo di CNN sul black-out internet del Medio Oriente. E questo dà fino in fondo la misura del baratro in cui stanno cadendo molti dei siti “alternativi”: le loro menzogne devono essere rettificate utilizzando CNN. Una volta, era il contrario.

Paola Pisi
Fonte: http://www.uruknet.info/
Link: http://www.uruknet.info/?p=s8056
04.02.2008

23 Commenti
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alcenero
alcenero
4 Febbraio 2008 10:03

Il contenuto dell’articolo è interessante ma i toni sono davvero di infimo livello e mi dispiace che un sito come questo pubblichi questo genere di tirate.

Mi dispiace per la patetica visione del mondo saddamocentrica della Pisi ma il fatto che ci sia il rischio di un attacco all’Iran è, purtroppo, qualcosa di ben circostanziato e, mi sembra, del tutto chiaro a chi si sa informare onestamente e con la mente aperta (e con una visione delle questioni geopolitiche che si estenda a nord di Mosul o a sud di Bassora).

Spero naturalmente di sbagliarmi e che non ci sia alcuna guerra contro l’Iran: sul tema si può e si deve discutere naturalmente, come su tutto, ma usando dei toni da persone civili.

Che poi a riguardo si riportino notizie che potrebbero essere collegate a questo possibile evento, o possano essere dei campanelli d’allarme a riguardo, non ci vedo nulla di straordinario: se ci sono inesattezze nelle notizie (cioè che il balcakout e la rottura simultanea dei cavi ha colpito quasi tutto il medioriente ma l’Iran no) lo si può far notare senza dare del ‘cretino’ e dell’ ‘idiota’ a destra e sinistra.

reza
reza
4 Febbraio 2008 10:36

Gentile Sig.ra Pisi Ci ritroviamo a parlare dell’Iran, ma questa volta devo darle ragione, anche se , condividendo l’opinione di Alcenero, non credo che servivano tutte quelle “belle” parole. Naturalmente tentare di allontanare ogni ipotesi sull’attacco all’Iran, chiamando “complottisti” tutti quelli che considerano questa possibilità, non le conviene, ma lei non parla per “convenienza” vero !?! Dalla notizia sulla interruzione dell’Internet da quelle parti del mondo ho saputo per il commento di un amico sul mio blog, al quale ho risposto ancora prima di verificare che non ho avuto problemi nell’utilizzo del messenger, con cui comunico con amici e parenti in Iran, e non mi risulta che i giornali on-line siano fermi a qualche giorno fa anzi, sono tutti aggiornati, per poi andare ad indagare e trovare sull’American Chronical di oggi queste parole: Sembra che il cavo dell’internet del medioriente sia stata interrotta in due occasioni e in due punti: Il primo a 8 Km da Alessandria di Egitto e il secondo a 56 Km da Dubai. L’interuzione per “incidente”, a questo punto, dovrebbe essere l’ultima ipotesi. Il cavo appartiene alla società “Reliance Ventures Communications” di cui azioni appartengono per 66% ad una unica persona di nome “Anyl Ambani” di… Leggi tutto »

Alexis
Alexis
4 Febbraio 2008 11:40

L’articolo ben fatto e portando un paio di dozzine di prove inconfutabili a suo sostegno smonta una delle più grandi bufale postate su questo sito. Complimenti a Paola Pisi, 10 100 1000 di questi articoli. Fa sempre piacere leggere qualcosa di serio e PROVATO in mezzo a tanti articoli che sparano a zero solo per fare notizia.

alcenero
alcenero
4 Febbraio 2008 14:12

Se non te ne sei accorto l’unica cosa che smentisce questo articolo è che i problemi di collegamento internet riguardino anche l’Iran.

rectotal
rectotal
4 Febbraio 2008 15:53

Ellamadonna, quanta bile! Articoli come questi odorano lontano un miglio di debunker depresso che esulta e strepita a squarciagola per essere, finalmente, riuscito a trovare il pelo nell’uovo. Che si potesse “isolare l’Iran” semplicemente recidendo un cavo sottomarino mi sembrava poco probabile anche andando “a naso”, senza nemmeno consultare il sito di InternetTraffic. Resta il fatto (ed è un fatto) che alcuni cavi di connessione sono stati recisi, che parte del Medio Oriente è rimasto telematicamente isolato e che è difficile far passare la cosa per uno sventurato accidente. Magari non sarà il segnale dell’Apocalisse, magari si sta esagerando a gridare continuamente al lupo (in questi casi, comunque, è sempre meglio strillare troppo che troppo poco, visto quel che c’è in ballo); ma ci sarebbe comunque da ringraziare i blog che hanno diffuso, pur contaminandola con illazioni poco fondate, una notizia che i media ordinari non hanno neppure preso in considerazione. E’ questo che io chiamerei “indicibile miseria dell’informazione”, non l’attività dei blog, i quali, per i pochi mezzi che hanno, stanno svolgendo un lavoro anche troppo accurato. Sta poi sempre al senso critico del lettore valutare fino a che punto una notizia sia attendibile. Non mi sembra che sparare… Leggi tutto »

vraie
vraie
4 Febbraio 2008 15:57

concordo con l’affermazione che l’unica vera tesi sostenuta è che il black out non avrebbe riguardato direttametne l’iran, per quello che può valere (da sè, nulla!!) il resto è vuota retorica, compreso lo sproporzionato, se rapportato al testo, uso di tabelle e grafici (fanno sempre effetto!)

robocop
robocop
4 Febbraio 2008 17:56

Forse in qualche caso, si tenta di avvicinare delle notizie tendenziose a sostegno di veri problemi reali, ma questo e niente in confronto all’informazione ufficiale, che invece crea una guerra su di una bugia e poi lo supporta con una montagna di informazioni false.
Non scordiamoci che le notizie per cui è stato distrutto l’Iraq erano false, costruite da israeliani, americani e inglesi, e appoggiate dall’informazione Ufficiale di tutto l’occidente.

Il fatto che vogliano bombardare L’Iran non lo dicono i siti di controinformazione, lo dicono i diretti interessati israeliani e americani.

C’è da tener presente che i tempi stringono, e che a mio avviso il vero problema per cui potrebbe avvenire entro il 2008, e che per fine anno la prima centrale atomica iraniana, dovrebbe entrare in funzione.

Quindi sarà molto difficile che si bombardi una centrale in funzione, perché si rischierebbe una catastrofe ecologica in tutta l’area del medio oriente;
E questo sarebbe difficile da spiegare.

Quindi o ora o probabilmente mai più, e questo non sarà facilmente accettato dagli israeliani.

Se poi ci metti la borsa iraniana del petrolio, l’abbandono del dollaro, ecc…
le probabilità aumentano.

Saluti

Roberto

Quin

LonanHista
LonanHista
4 Febbraio 2008 19:01

Veramente sono tra coloro che aprono presstv,( Oltre a irib, mehr, irna, isna, baztab alalam etc)e non ci trovo tutta questa faziosità. Non è differente da qualunque altro sito informativo di ogni paese. Certo in Iran l’informazione politica è a senso unico, basta saperlo. Mentre noi in Italia che disponiamo di un informazione a doppiosenso dovremmp sentirci più liberi ed informati? Nei giorni scorsi, come quasi sempre faccio ho aperto press ed irib, e non ho trovato difficoltà. Ritenevo che questi siti disponessero di altre vie per comunicare, mentre ora si scopre che l’interruzione è stata una balla! Ma alla fine c’è stata o no l’interruzione di internet come riportata dai media? A parte l’iran negli altri paesi si èavuto il blackout di internet? E riguardo all’attacco all’Iran, stupisce il linguaggio della signora Pisi, solitamente pacata. Successiva a questa c’è proprio una notizia che dovrebbe farci tremare tutti:sembra che la borsa del petrolio e del gas iraniano apra in questo mese di febbraio. Nel leggere questa notizia mi è tornata in mente instantaneamente la visita che Bush ha fatto nel mese scorso presso i paesi del golfo persico, dove sembra non tutti siano stati daccordo con Bush che ha continuato… Leggi tutto »

paolapisi
paolapisi
4 Febbraio 2008 20:04

LonanHista, certo che l’interruzione internet c’è stata, in Medio Oriente e in India, esattamente come riportato dalla stampa. E potrebbe . potrebbe – essere stato un sabotaggio. Invece migliaia di siti alternativi, in tutto il mondo, hanno pubblicato che l’Iran era isolato da internet, quando invece l’Iran non è stato toccato, se non in minima parte, dal black-out. Faccio presente che i signori di cui sopra non hanno scritto che “anche” l’Iran era stato colpito, ma anno titolato, a caratteri cubitali, “L’IRAN E’ ISOLATO DAL NET!!!!!!!!!!!!”. hanno cioè trascurato i fatti veri, per gridare a pieni polmoni una notizia falsa. Da qui poi sono partiti a dire che il presunto isolamento internet dell’iran era il primo passo (il milionesimo primo passo) della guerra annunciata da 4 anni. Dire che sono dei cretini è fargli un complimento. Press TV è un sito di propaganda, il che non vuol dire che pubblichi notizie false (qualche volta l’ha fatto), ma presenta i fatti in una determinata luce. Poi, questa volta l’Iran non ha fatto nè detto proprio nulla di sbagliato: mica sono stati gli iraniani a scrivere che erano isolati da internet. Press TV e gli altri siti iraniani hanno presentato i fatti… Leggi tutto »

Cataldo
Cataldo
5 Febbraio 2008 4:31

Che non ci fosse un “isolamento” dell’Iran si era capito gia sabato, sul sito petrolio.blogosfere avevo risposto ad un intervento ot sul tema. Mi rendo conto che è difficile collocare esattamente una serie di eventi come quelli che hanno coinvolto i cavi sottomarini nella regione del golfo e verso l’India. Ma sicuramente si deve fare uno sforzo, invece di saltare a improbabili conclusioni. In questo senso l’articolo della Pisi ha ragione. Gia dalla fine degli anni 80 ci sono stati progetti e test per operazioni sottomarine di spionaggio sulle dorsali. L’idea che si tratti di un intervento maldestro di spionaggio è plausibile. La guerra ai cavi sottomarini è stata gia verificata con i tentativi sovietici di tagliare la dorsale di ascolto antisommergibile SOSUS, con varie esercitazioni che hanno coinvolto i famosi “pescherecci” rossi. Qui siamo ad un livello diverso. Le probabilità che siano eventi casuali è molto molto bassa. Anche quella di un test di resilienza delle comunicazioni è una ipotesi plausibile. Sarebbe opportuna una inchiesta internazionale su cosa è accaduto. Per gli scenari di guerra, purtroppo sempre immanenti nel quadro politico mondiale disastrato, saranno importanti le decisioni europee sullo status del Kosovo, che a discesa condizonerà la politica estera… Leggi tutto »

reza
reza
5 Febbraio 2008 5:31

Sull’attacco al centrale nucleare di Bushehre menzionato da robocop devo precisare che:
Come era previsto dall’accordo Iran-Russia, il combustibile nucleare e cioé, l’uranio arricchito al 50% e pronto ad uso, in quantità necessaria per il funzionamento di un anno del suddetto centrale, è stato consegnato interamente (in sette espedizioni) durante il mese di Gennaio 2008 e che, tutto il combustibile ora è depositato nello stesso centrale di Bushehr.
Dunque, sul fatto che , alla luce di questo importante dettaglio, gli israeloamericani vogliono ancora bombardare Bushehr , avrei seri dubbi.

reza
reza
5 Febbraio 2008 8:49

Correzione: uranio arricchito al 5% e non al 50%.

alcenero
alcenero
5 Febbraio 2008 13:50

Leggo nell’articolo sopra scritto da Paola dell’ottimo Uruknet che: E infatti tutti i siti iraniani hanno continuato a funzionare perfettamente e a essere regolarmente aggiornati Poi vado proprio su uruknet (come tutti i giorni puntualmente) e leggo questo articolo, che dice [www.uruknet.info]: Like most countries in the region, the outages in Iran were very significant, but for the most part they did not exceed 20% of their total number of networks. Now 20% is a significant loss, but in the context of an event where countries lost almost all of their connectivity, such a loss did not place Iran into the top 10 of impacted countries traduco: Come in molti paesi nella regione le perdite di connessione in Iran sono state molto significative, ma nella maggior parte dei casi non hanno superato il 20% del numero totale delle reti. Ora il 20% è una perdita significativa ma nel contesto di un evento in cui paesi hanno perso quasi tutta la loro connessione una tale perdita non pone l’Iran nei 10 paesi più colpiti. Il resto dell’articolo spiega, pacatamente, che la questione della perdita di connessione in Iran è stata molto sopravvalutata ma il fenomeno non era assente. C’era proprio bisogno… Leggi tutto »

marko
marko
5 Febbraio 2008 14:22

Grande Paola Pisi! Condivido in pieno, compresi i toni. Il punto chiave è proprio questo: VERIFICARE le notizie PRIMA di pubblicarle. Questo è un serio limite di Comedonchisciotte: pubblicare tutto in maniera acritica (o peggio, in funzione del sensazionalismo o della corrispondenza con propri modelli e teorie precostituiti) non fa altro che screditare quella parte di VERA controinformazione. Sembra democratico, invece si fa il gioco di chi la democrazia la vuole limitare. Visto che oggi come oggi è impensabile censurare le notizie scomode, è molto più facile inondarle, diluirle, screditarle, affiancandole a tutto quello che passa per la testa dei complottisti. Io vengo qua per gente come Bertani (per dire un nome). Ma quanti resistono dopo aver letto qualche baggianata ultrasbufalata su scie chimiche o missili sul pentagono? Peccato…

Alexis
Alexis
5 Febbraio 2008 14:32

Ed è esattamente ciò che diceva l’articolo smentito clamorosamente.

paolapisi
paolapisi
5 Febbraio 2008 19:54

Visto che si sente pure il bisogno di insistere: 1. è vero che uruknet ha pubblicato un articlo tratto da Renesys, che afferma – con grafico allegato – che dei 695 siti iraniani da loro monitorati, 135 prima attivi non rispondevano, seppure per breve tempo, durante il black-out. Naturalmente Renesys ha attribuito, in via deduttiva, i problemi dei suddetti siti al guasto nei cavi. Comunque, una breve perdita di connettività del 20% di 695 siti, non significava niente, visto che la tesi dei siti alternativi era che l’Iran era stato iisolalto completamente come primo atto bellico e per impedirgli di comunicare. Da altri fonti, che invece monitorano tutti i siti iraniani, sembrerebbe che l’Iran non abbia avuto alcuna perdita significativa di connettività: http://www-wanmon.slac.stanford.edu/cgi-wrap/pingtable.pl?file =throughput&by=by-site&size=100&tick=monthly&from=EDU.SLAC.STANFORD.N3&to=Iran&ex=none&dataset=hep&percentage=any 2. Non dubito che il signor Alcenero legga quotidiniamente uruknet, ma deve avere la lettura selettiva, perchè subito sopra l’articolo da lui citato ce n’era un altro, tradotto dall’iraniano ISNA: http://www.uruknet.de/?p=m40846&hd=&size=1&l=e Il 3 febbraio, mentre i siti alternativi occidentali una conferenza stampgovernativa per illustrare i progressi della tecnologia informatica iraniana. Bene, il direttore generale della Information Technology Company, Sa’id Mahdiyun, ha dichiarato: We have not yet had a complaint on the quality [of the service] following… Leggi tutto »

alcenero
alcenero
6 Febbraio 2008 3:55

Forse non ci siamo capiti, io non me la prendo con i contenuti di quello che dici che sin dall’inizio ho trovato interessanti e meritevoli di considerazione. Me la prendo col metodo che usi: smettila con questo atteggiamento patetico e penoso del tipo “siete tutti traditori, cretini, idioti in malafede io sono la vera controinformazione” (che è anche un atteggiamento po’ complottista tra l’altro visto che ti piace il termine), Se ti poni così lo credo che nessuno risponde alle tue mail.

Sulla questione specifica ti ho fatto semplicemente notare una cosa che non puoi assolutamente smentire, cioè che persino sul tuo sito le notizie riguardanti il blackout (che ho letto tutte se ti può interessare), oltre che essere più pacate del tuo atteggiamento isterico erano meno nette del tuo “tutto funziona perfettamente cari idioti”. Rendendo i tuoi toni da Savonarola ancora più risibili.

Quindi ora basta, ritorna nella civilità e cerca di risolvere i tuoi problemi di idiosincrasia verso l’Iran che superano quelli analoghi di Giuliano Ferrara.

alcenero
alcenero
6 Febbraio 2008 4:00

Non proprio, l’articolo smentito clamorosamente diceva che i problemi web in medio oriente sollevavano sospetti di sabotaggio perchè erano colpiti tutti i paesi tranne Israele e Iraq. Adesso sappiamo che mentre Israele e Iraq non erano affatto colpiti, l’Iran era colpito in modo minore (20% dei collegamenti, vedi mio commento sotto). Comunque ripeto qui la mia posizione: la differenza tra quanto affermato dagli articoli di altri siti e quanto affermato dalla pisi non giustifica (ma forse nulla lo avrebbe giustificato) i suoi toni da quarta crociata. Tutto qua.

reza
reza
6 Febbraio 2008 6:47

Riassunto della situazione:

E’ ormai certo che l’interruzione dell’Internet della regione asiatico/mediorientale riguarda tre punti; di due interruzioni avvenuti mercoledi scorso, uno è stato vicino all’Egitto, l’altro vicino ad Emirati Arabi Uniti, e un terzo vicino all’India sarebbe avvenuto il venerdi passato.
Mentre i tecnici indiani stanno al lavoro ed sperano di poter riparare il danno entro i prossimi due giorni, per l’Egitto ci vorranno ancora una settimana/10 giorni e gli Emirati si stanno appoggiando per ora sull’arabia Saudita perché le condizioni del mare sono proibitive per intervenire.
Confermo che l’Iran sta fuori dalla mischia e che non ha interruzioni dell’Internet, ma solo un rallentamento per 10-20%.

Comunque sia, non credo che questa cosa possa passare per “incidente”!

alcenero
alcenero
6 Febbraio 2008 6:57

Ciao Reza, grazie del riassunto. Certo è un incidente anomalo e dato che riguarda la regione mediorientale per me è più che legittimo avere dei sospetti, anche se naturalmente è sempre molto difficile trarre conclusioni… Aspettiamo di vedere cosa accadrà nel prossimo futuro

reza
reza
6 Febbraio 2008 7:32

Via Alcenero, adesso la Pisi può dire quel che vuole ma tre interruzioni su tre non possono essere “incidenti”.
Io ho un sospetto.
L’altro giorno per l’Iran è stata una giornata di elevatissima importanza, parlo del lancio di “Safir 1” nello spazio che, altrettanto come la notizia sulle interruzioni dell’Internet, è stato quasi celato dai mass media occidentali.
Vuoi vedere che con interruzione intenzionale del’Internet volevano bloccare proprio questo lancio ?
Questa è una mia personale ipotesi, non ho letto niente sui giornali iraniani del caso se non solamente le informazioni che vi sto portando qui.
Continureò ad aggiornarvi;-))

alcenero
alcenero
6 Febbraio 2008 17:09

Per chi continua a essere interessato alla vicenda, tanto il sito di Madsen quanto un altro ( Rense.com [www.rense.com] che purtroppo non ho il tempo ora di tradurvi….sorry) riportano il possibile danneggiamento di un quinto e un sesto cavo.

Naturalmente questi report potrebbero essere dovuti alla confusione sul luogo esatto dei danneggiamenti dei primi cavi.

In ogni caso il quinto cavo rotto sarebbe tra Qatar e UAE (United Arab Emirates) e il sesto sarebbe un cavo tra Suez e Sri Lanka (fonti su queste notizie sono nelle note all’articolo di Rense.com).

Se trovo ulteriori fonti ve lo farò sapere

lorenzob
lorenzob
8 Febbraio 2008 16:25

Condivido al 100%. Anche a me la cosa e’ sembrata molto strana e mi e’ bastato andare su un paio di siti di news iraniani trovati al volo su google per leggervi che il problema veniva descritto come relativo all’india e non certo come una grave emergenza nazionale.
Ci ho messo 10 minuti.

Forse si spera troppo che le proprie profezie si avverino per poter essere obiettivi. Quante volte e’ stata annunciato come imminentissimo l’attacco all’Iran? Decine. In questo modo si fa solo il “loro” gioco: diffondere ansia e terrore.