La fine di un'epoca

La fine di un'epoca

Di Greg Godels, zzs-blg

Come mai il Fondo Monetario Internazionale (FMI), l'Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization - WTO) e la Banca Mondiale, tre delle istituzioni economiche internazionali più prestigiose, prevedono un futuro nero per l'economia globale?

La Banca Mondiale, con toni lugubri, «mette in guardia sulla possibilità di un'imminente "decennio perduto" per la crescita economica».

Nel gennaio di quest'anno, la Banca Mondiale ha ridotto le sue previsioni di crescita per il 2023 all'1,7%, rispetto alla sua proiezione del 3% del giugno 2022. Per collocare questa percentuale in prospettiva, va ricordato che durante l'era della globalizzazione rampante, prima del crollo del 2007-2009, la crescita a livello mondiale era in media del 3,5% annuo. Dopo la crisi il livello medio della crescita si è attestato sul 2,8%. E dopo soli tre mesi dalla sua proiezione di gennaio, la Banca Mondiale prevede un intero decennio di aspettative di crescita ridotte. Come riferisce il Wall Street Journal: «Nel prossimo decennio occorrerà uno sforzo immane in termini di politiche collettive per riportare la crescita ai livelli medi precedenti».

Analogamente, il WTO prevede che il volume del commercio mondiale aumenterà soltanto dell'1,7% quest'anno, rispetto alla crescita media del 2,8% registrata dopo il 2008.

Facendo eco all'allarme lanciato in aprile dalla Banca Mondiale, il FMI ha annunciato le sue peggiori previsioni di crescita a medio termine dal 1990.

In altre parole, tutte e tre le principali organizzazioni internazionali hanno diffuso previsioni negative, per non dire catastrofiche, riguardo all'economia globale.

È evidente che la nave del capitalismo, già scossa da una pandemia globale, dall'inflazione rampante, da una guerra in Europa e dai fallimenti bancari, sta imbarcando acqua. Non vi sono motivi per prevedere che affondi - ma di certo è scattato l'allarme.

I guru, i responsabili politici e i docenti di economia ci avevano assicurato che l'orgia di aumenti di prezzi che stava sgretolando il bilancio delle famiglie era soltanto un fenomeno temporaneo, provocato dai danni causati alle catene di rifornimento prima dalla pandemia e poi dalla guerra in Ucraina. Sono trascorsi più di due anni da quando ci è stata fatta questa promessa.

Da allora, le spiegazioni hanno lasciato il posto alle preghiere. Gli interventi adottati - l'ennesima mistura velenosa di aumenti dei tassi di interesse servita dalla Banca Centrale - si sono rivelati meno efficaci del previsto contro l'inflazione. I tassi di interesse insolitamente bassi che hanno caratterizzato lo scorso decennio incoraggiano i consumatori a utilizzare liberamente il credito quando le loro entrate sono sotto pressione, come avviene per effetto dell'inflazione galoppante. Con l'aumentare dei tassi di interesse, i consumatori tardano a rendersi conto dell'appesantirsi dei loro debiti provocato dalla necessità di pagare interessi più alti, il che non fa che deteriorare ulteriormente il loro tenore di vita già minacciato. Il ricorso al credito annacqua l'effetto «calmante» dell'aumento dei tassi di interesse sulla domanda dei consumatori.

Gli ottimisti di professione dei media hanno festeggiato dinanzi alle cifre dell'indice dei prezzi al consumo di marzo, che hanno evidenziato una riduzione degli aumenti pari al 5% dei livelli dell'anno scorso (l'obiettivo della Federal Reserve è il 2%). Il calo è indubbiamente significativo, ma i media dimenticano di essere stati proprio loro a ripeterci incessantemente che la Federal Reserve, nel prendere le sue decisioni, fa riferimento al tasso di base (core rate) e non al tasso generale. E questo tasso - che rappresenta il vero indice dei prezzi al consumo - in realtà ha segnato un aumento in marzo: i suoi componenti, cioè i beni e i servizi essenziali, sono aumentati di prezzo rispetto a febbraio. Con buona pace della forza della fede.

Perciò, con ogni probabilità la Federal Reserve aumenterà ulteriormente i tassi di interesse in maggio, accrescendo ulteriormente il costo dei nuovi debiti contratti.

E perché mai l'inflazione dovrebbe attenuarsi, quando i consumatori continuano a correre verso l'Armageddon tollerando l'aumento dei prezzi? Proctor & Gamble, uno dei maggiori monopoli economici mondiali dei beni di consumo (che controlla Tide, Charmin, Gillette, Crest e via dicendo) ha aumentato i prezzi del 10%, limitando le perdite di volume di vendita e realizzando maggiori profitti in termini monetari. Proctor & Gamble non ha alcun incentivo a bloccare o a rallentare l'aumento dei prezzi, finché le sue entrate (e i suoi profitti) continuano ad aumentare. E perché mai dovrebbe farlo? Dopotutto, è in affari per fare soldi.

Per quanto semplice possa apparire, è questa la chiave dell'«enigma» dell'inflazione: «La sola spiegazione di tutto questo in relazione a ciò che abbiamo rilevato riguardo ad alcuni indici di prezzo degli alimentari è che si stanno ampliando i margini di profitto», ha dichiarato Claus Vistesen, economista di Pantheon Macroeconomics citato dal Wall Street Journal. Proprio così - stanno gonfiando i prezzi.

Non si tratta affatto di una «spirale salari-prezzi», come amano ripetere i cortigiani delle multinazionali. Si tratta invece, come confessa Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, di un «comportamento opportunistico» legato a una «spirale profitti-prezzi».

Gli economisti liberali e socialdemocratici criticano la strategia della Federal Reserve che mira a ridurre i consumi allo scopo di scoraggiare gli aumenti di prezzi, ma non hanno alcuna alternativa da offrire. Sono ben contenti di lasciare la gestione dell'economia capitalista ai capitalisti, anche se poi ne criticano le soluzioni.

Anche i fautori della Teoria Monetaria Moderna, un tempo tanto chiacchieroni, mantengono uno strano silenzio. Durante la pandemia aveva acquisito popolarità l'idea di mantenere grossi deficit destinati a stimolare l'economia, senza timore di favorire l'inflazione. I guru di sinistra pensavano di aver scovato un sistema indolore per finanziare le riforme sociali senza attingere ai capitali accumulati dai mega-ricchi - una sorta di pozione magica della politica. Ma il decollo della spirale inflazionistica ha messo a tacere questo dibattito.

Se tre istituzioni capitaliste così importanti prevedono incertezza e instabilità economica, la ragione è che stiamo uscendo da una fase specifica della ristrutturazione capitalista. Tra le caratteristiche e le novità più importanti dell'epoca che ci stiamo lasciando alle spalle, incarnata dal popolare termine «globalizzazione», vi sono «la crescente mobilità dei capitali, l'apertura di nuove aree di penetrazione del capitale, una rivoluzione nell'ambito degli strumenti finanziari, la disponibilità di nuove enormi riserve di manodopera specializzata a basso costo, tecniche di spedizione moderne ed efficienti, l'eliminazione degli ostacoli al commercio e la semplificazione delle normative, l'apertura allo sviluppo privato di settori precedentemente pubblici e l'adozione di accordi commerciali che sanciscono i suddetti mutamenti».

Questa era ha ridato vita al capitalismo, provocando l'aumento dei profitti, l'iper-accumulazione e investimenti speculativi enormemente aumentati. Ben poca di questa nuova ricchezza è stata condivisa con le masse, il che ha determinato diseguaglianze senza precedenti in termini di entrate e benessere.

Il grande crollo economico del 2007-2009 ha esaurito la vitalità dell'epoca della globalizzazione - l'internazionalismo capitalista - protrattasi per oltre due decenni. Enormi quote di capitale iper-accumulato si sono rivolte verso speculazioni sempre più azzardate - un processo che ha finito per crollare sotto il peso della sua stessa arroganza.

Invece di arrendersi all'inevitabile - cioè alla «distruzione creativa» che fa regolarmente seguito a un crollo, il processo naturale di eliminazione degli «asset» tossici che il crollo lascia dietro di sé - i grandi stregoni delle centrali finanziarie di New York, Londra, Parigi, Zurigo eccetera hanno tentato di isolare, proteggere e tenere in piedi le macerie del disastro, «gonfiando» un'economia spompata attraverso una sorta di «restaurazione creativa».

L'espressione «distruzione creativa», resa popolare dall'economista Joseph Schumpeter, fa riferimento ai rottami che un crollo economico si lascia dietro - i «valori» fittizi e sgonfiati associati ai fallimenti di banche e imprese, ai beni e ai servizi fallimentari a prezzi gonfiati, ai posti di lavoro perduti, ai cattivi investimenti, ai titoli crollati eccetera. Secondo Schumpeter e i suoi seguaci, questa distruzione era essenziale per la riorganizzazione dell'economia, per un nuovo inizio che facesse piazza pulita delle scorie prodotte dal crollo.

Storicamente, il prezzo delle crisi è sempre stato pagato principalmente dai poveri e dai lavoratori, ma anche i ricchi, i potenti e le multinazionali accusano il colpo. Più grave è la crisi, meno le élite sono in grado di scaricarne le conseguenze sulle spalle dei meno potenti e dei più vulnerabili. E più grave è la crisi, maggiori sono le resistenze politiche alle ricette di sempre.

Dopo il 2007-2009, tuttavia, le istituzioni dei lavoratori erano estremamente deboli, i sistemi partitici tradizionali non davano voce alle vittime della crisi e i responsabili politici confidavano nella propria capacità di evitare o procrastinare la fase di distruzione creativa. Ritenevano di avere in mano strumenti finanziari in grado di stabilizzare e resuscitare l'economia mondiale senza passare attraverso una fase di arretramento con i relativi rovesci economici. Le banche centrali hanno speso miliardi per acquistare gli «asset» senza valore e chiuderli in cassaforte in attesa che il loro valore risalisse, consentendo di reimmetterli sui mercati. E hanno inaugurato un decennio senza precedenti caratterizzato dal denaro a buon mercato (cioè da tassi di interesse bassissimi), allo scopo di permettere a imprese malaticce, non redditizie e marginali di rimanere in vita e competere per un giorno di più. La disciplina del mercato - fatta di vincitori e di perdenti - ha lasciato il posto all'intervento statale finalizzato a mantenere tutti in gioco.

Tutto ciò non è servito che a rimandare l'inevitabile. Oggi ogni tentativo di schivare la distruzione creativa sta fallendo; le istituzioni globali sono consapevoli di questo fallimento, e lo ammettono nelle loro fosche previsioni.

Che cosa farà seguito al crollo della globalizzazione può essere soltanto oggetto di ipotesi.

Ciò che è evidente è che stiamo entrando in un periodo di crescente incertezza e conflitto. L'ascesa dei populismi di destra ha stimolato una marcata insoddisfazione nei riguardi delle soluzioni tradizionali, favorendo il nazionalismo e il protezionismo. Numerosi governi europei (Ungheria, Polonia, Italia, Paesi baltici eccetera) e asiatici (India, Turchia, Taiwan, Giappone eccetera) hanno sterzato nettamente a destra, abbracciando militarizzazione, settarismo, anti-liberalismo e nazionalismo. Gli USA e i loro alleati non sono più i campioni del libero mercato e ricorrono a dazi, sanzioni e altri provvedimenti aggressivi e unilaterali.

Le alleanze e le regole del gioco instauratesi negli anni Novanta e nel primo decennio del nuovo secolo si stanno sgretolando. La leadership mondiale è contesa, il che implica rischi di guerra. L'illusione della globalizzazione in cui «vincono tutti» sta lasciando posto alla voracità dell'«arraffare tutto ciò che si può».

A memoria d'uomo, non si ricorda un altro periodo in cui gli Stati Uniti e i loro alleati abbiano potuto impossessarsi impunemente delle risorse finanziarie di un altro Paese quale il Venezuela o la Russia. Tutti i segnali parlano non di ordine mondiale, ma di disordine mondiale, segnato da alleanze effimere e incostanti tra vecchi alleati e vecchi nemici. La Turchia può attaccare gli aerei russi in Siria e contemporaneamente vendere alla Russia droni da utilizzare contro l'Ucraina. L'Arabia Saudita può aiutare i fondamentalisti a uccidere i russi in Siria e contemporaneamente promuovere un accordo petrolifero globale con la Russia. La Russia può vendere armi sia alla Repubblica Popolare Cinese sia all'India, approfittando delle tensioni in aumento tra i due Paesi. Gli Stati Uniti possono distruggere impunemente oleodotti che permettevano alla Germania di ottenere energia a buon mercato dalla Russia, mentre gli Emirati Arabi Uniti rivendono alla Germania petrolio russo ufficialmente soggetto a sanzioni. E via discorrendo. L'unico principio alla base delle relazioni internazionali è sempre più l'assenza di qualunque principio.

È più che comprensibile, quindi, che le menti eccelse - e tendenzialmente iper-ottimiste - che lavorano per la Banca Mondiale, il FMI e il WTO prevedano un futuro cupo per il capitalismo globale. Tutti noi siamo avvertiti.

Di Greg Godels, zzs-blg

30.04.2023

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Fonte: https://zzs-blg.blogspot.com/2023/04/the-end-of-era.html

Commenti (43)

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    1. Luca VFR 8 maggio 2023

      ..E perché mai l’inflazione dovrebbe attenuarsi, quando i consumatori continuano a correre verso l’Armageddon tollerando l’aumento dei prezzi? Proctor & Gamble, uno dei maggiori monopoli economici mondiali dei beni di consumo (che controlla Tide, Charmin, Gillette, Crest e via dicendo) ha aumentato i prezzi del 10%, limitando le perdite di volume di vendita e realizzando maggiori profitti in termini monetari. Proctor & Gamble non ha alcun incentivo a bloccare o a rallentare l’aumento dei prezzi, finché le sue entrate (e i suoi profitti) continuano ad aumentare. E perché mai dovrebbe farlo? Dopotutto, è in affari per fare soldi...
      Che sia in affari per fare soldi è banale, nessuno fa beneficenza, perché è nell'ordine delle cose che una qualsiasi azienda lavori per guadagnare altrimenti il capitalista al posto di sbattersi per far soldi utilizzerebbe i suoi per goderseli al posto che lavorare. Il vero problema è che se tu aumenti i prezzi, e lo fan tutti mica solo la Procter&Gamble, la cosa va bene fino a che ci saranno i risparmi accumulati dalle precedenti generazioni, e questo vale in particolar modo per l'Italia e per gli europei, negli USA non sono mai stati dei "risparmiatori". Quando questi saran finiti, perchè come diceva giustamente la Thatcher "prima o poi i soldi degli altri finiscono", la Procter&Gamble, ma non solo lei, si attacca al tram.

    1. BrunoWald 8 maggio 2023

      Scaricare qualsiasi colpa sui giovani è meschino e insensato, dal momento che la gioventù è, in linea di massima, il prodotto della formazione ricevuta, e del tipo di ambiente in cui tale formazione ha avuto luogo. I difetti dei giovani sono in gran parte il risultato dei nostri fallimenti come genitori e come società.

      D'altra parte, colpevolizzare i vecchi per la situazione in cui ci troviamo, comprese le storture che denuncia ad esempio @Bertozzi, seppure non infondato, significa concedere troppo credito alla volontà e alle scelte individuali. Come ben scrive @diamanteperdente, l'essere umano medio non conta più nulla da molto tempo. Per forza di cose.

      Quando l'uomo comune viveva in realtà anguste ma comprensibili - la campagna, il paesello, il rione dove tutti si conoscevano e le conoscenze essenziali per affrontare la vita si trasmettevano da una generazione all'altra, insieme a una certa "saggezza" spicciola - egli disponeva di un minuscolo margine per agire correttamente, anche perché aveva dei modelli prossimi cui ispirarsi.

      Ma, ad onta del feticcio democratico, la stragrande maggioranza non era semplicemente in grado di sopravvivere al tritacarne dell'inurbamento, della televisione, del benessere quasi improvviso, delle accelerate trasformazioni sociali e di costume che scavarono abissi tra una generazione e l'altra: la loro psiche doveva fatalmente esserne travolta, spezzando quella cinghia di trasmissione positiva che in altri tempi garantì, in linea di massima, una certa coesione tra le generazioni. Tutte cose che a suo tempo scrisse anche Pasolini, come alcuni di voi ci ricordano.

      Limitandoci all'Italia, negli anni del "boom" molte persone se non altro conservarono un punto di riferimento in quello che diceva il parroco, o la sezione locale del PCI... Ma poi è stato spazzato via tutto, e la gente si è ritrovata abbandonata in un deserto valoriale e culturale, con un telefonino in mano e i "consigli per gli acquisti". Non mi interessa assolvere nessuno, ma più che altro capire, perciò vi chiedo: ci si poteva, obiettivamente, aspettare qualcosa di diverso?

    2. Bertozzi 8 maggio 2023

      Non lo so, ma il tuo è un prendere atto, ed è già tantissimo rispetto al pensare comune, dove era tutto giusto nel passato e la rovina odierna deriva da un non si sa cosa capitato giusto l'altro ieri. Il deserto valoriale e culturale che giustamente denunci è stato creato con la macchina del sistema, ma grazie all'olio con cui hanno unto le vite dei più, che ne hanno goduto e taciuto, e obbedito, sempre, con la vita hollywoodiana o borghesuccia degli anni buoni. Tutta quella gente crede davvero di essersi meritata la vita comoda che ha fatto. Nemmeno a me interessa assolvere o incolpare ma arrivare almeno al punto in cui sei arrivato tu, del capire che in quel modo stavano spianando il deserto ecc. E ti dirò che alla fine non mi interessa nemmeno sapere se ci si poteva aspettare qualcosa di diverso, è forse una speculazione non troppo utile, è forse più importante capire dove e come ha colpito la macchina, capire bene le dinamiche con cui ha diviso le famiglie, a chi ha dato e a chi ha tolto, provare magari a capire come ristabilire un equilibrio, di possibilità e azione, e mezzi, come evitare di nuovo in futuro che un certo tipo di olio di nuovo obnubili le coscienze dei più, e tutto questo si può fare solo se si arriva, o parte, da questo punto, dalla presa d'atto di come è stato "tutto spazzato via", senza però appellarsi a frasi fatte come "non è più come una volta" come se noi nel tutto non centrassimo nulla.

    3. DrCaligari 8 maggio 2023

      In che modo la società trasforma una persona in un idiota? Attraverso un'illusione: la persona può viaggiare da Milano a Roma in due ore, gli basta salire su una Ferrari per percorrere 600 km. Ha l'illusione di avere una grande potenzialità, ma non si accorge che quando scende dall'auto il suo potere rimane a bordo. Ora basta moltiplicare l'esempio per ogni aspetto della sua vita: un passo alla volta l'uomo è stato depauperato di tutto. Oggi si può essere meccanici senza sapere niente di motori, è tutta elettronica, passo il tester nel primo circuito se la corrente gira è a posto, lo passo nel secondo se la corrente si blocca il guasto è li: smonto il pezzo e lo sostituisco. Posso essere un medico senza neanche sapere chi era Ippocrate: ho il mio bravo motore di ricerca dedicato tipo google nel quale inserisco i sintomi e ricevo la cura. E via cosi. Se ne ricava che il vero potere risiede negli strumenti tecnologici e che i rapporti tra gli umani mutano: non più passaggio e condivisione di informazione ma rapporti solo del tipo client-server: chi possiede la produzione degli strumenti e chi li utilizza. Come se ne esce? Qualcuno parlava di sapere fare delle piccole riparazioni, ecco un ottimo esempio. Lavorare non solo per lo stipendio e per lo status ma per la passione della conoscenza. Oggi l'uomo in rivolta è quello che non chiede il pesce ma che rivendica fortemente il diritto di imparare a pescare. Con le emozioni se ne esce, con l'amor proprio. Collettivamente? Ahimé no, almeno non per ora. I primissimi Cristiani non furono quelli che venivano scannati dai pagani, quelli erano i primi. I primissimi erano il Battista, Gesù, i discepoli (scannati da Erode in persona). Per ora ancora a questo livello ci troviamo: se crediamo nell'evangelizzazione possiamo farci scannare solo da soli, non ancora in piccoli gruppi. Poi ci sarebbe eventualmente, se le cose vanno per il meglio, la fase in cui si ha la possibilità di farsi scannare appunto in gruppuscoli. Quindi i Grandi Massacri, cioè scannati in tanti da un esercito professionista. Di solito finisce li. Qualche rara volta invece, se le cose vanno per il meglio, si prende il potere. Io, poiché nasco individualista ed anche perché non parliamo di un cambiamento che mi garantisce un qualche vantaggio nell'aldilà, credo solo nella salvezza individuale. Ma se qualcuno propone soluzioni collettive mi sta simpatico faccio il tifo per lui e se posso do pure un aiuto. Saluti, in particolare al buon Bruno e al buon Bertozzi

    4. Luca VFR 9 maggio 2023

      Come in realtà sempre succede il "repentino crollo di una civiltà/società" è il frutto di un lento logorio della stessa. Logorio che comincia sempre con le piccole cose quelle che dici che" va beh! tutto sommato non ha importanza" ma che sommate con tante altre piccole cose causa alla lunga il crollo finale. Non solo, all'inizio il processo è lento poi man mano che progredisce acquista velocità fino ad arrivare al run finale dopo il quale c'è il crollo generale. E' una mia idea, che ovviamente sarà sicuramente sbagliata, ma le "piccole cose che non hanno importanza" vengono lasciate andare per pigrizia, fondamentalmente, ma in una struttura complessa anche le piccole cose servono al mantenimento della stessa. Nella nostra struttura che è molto più complessa rispetto a quella di 70 o 100 anni fa il lasciar perdere le "piccole cose" ha un effetto molto più devastante di quello che poteva avere in quell'epoca. E lo vediamo adesso sotto i nostri occhi. Non credo che questa volta la società occidentale scamperà al disastro.
      Naturalmente in tutti i tempi ed in tutte le civiltà sono sempre esistite delle Cassandre, sia maschi che femmine, che prendendo spunto dalla sostanziale immutabilità della natura umana han predetto, ed in tempi assolutamente non sospetti, che sarebbe arrivato prima o poi un patatrac. Ovviamente sono stati derisi, considerati i teorici del "era meglio prima" ma credo, invece, che conoscendo la Storia a loro precedente e vedendo come l'uomo è sempre uguale a sé stesso, han fatto semplicemente 2+2=4. L'illusione massima di ogni essere umano è quella di essere un unicum a cui non potrà mai capitare quello che è successo e che sta succedendo agli altri quando, invece, si sa benissimo che così non è. E, se vogliamo dirla tutta, è la convinzione, errata, che ti permette di tirare avanti la baracca.

    1. Cleon XIII 7 maggio 2023

      Non abbiamo idea di quel che ci sta arrivando addosso, lo dico da un po'. E non stiamo a macerarci perché è colpa nostra che-non-ci-ribelliamo-come-fanno-i-francesi, perché con l'attivismo da tastiera non si conclude nulla, che bisognerebbe scendere in pizza tutti i giorni e bla bla bla.

      Quando Geoffrey Hinton un uomo non più giovane, il responsabile dello sviluppo dell'IA di Google, che ha lavorato sull'IA fin dagli inizi, si dimette con quelle motivazioni, vuol dire che siamo in un bel casino.

      Perché i governi vogliono il controllo dell'IA? E al tempo, non "i governi", ma IL GOVERNO, quello degli USA, l'unico che conta qualcosa)? Per controllare e spiare noialtri grazie al riconoscimento facciale, ai dati biometrici, al 5G, ai telefonini e ai chip sottopelle? Naa. Quelle sono tutte bazzecole, fatte così, per provare se funziona. Di controllarci non frega niente a nessuno.

      Quello che vogliono davvero, quello per cui hanno speso per anni e anni miliardi e miliardi, quello per cui hanno permesso la creazione di reti come i social, di Amazon, di Netflix e di tutto il resto è una cosa sola: vogliono una macchina che funzioni più o meno come Chat GPT ma più grossa e potente a cui chiedere:

      Come faccio a distruggere la Russia, che possiede un arsenale di armi nucleari, senza distruggere anche me?

      Cosa fare, cosa dire, le notizie da diffondere, gli equilibri da spostare, chi tirare in ballo. Un manualetto per neutralizzare l'unica forza che si potrebbe opporre, anche solo in linea teorica, agli USA: la potenza nucleare della FR. Come fare in modo che la Russia non riesca a usarla. Sconfiggerla prima.

      Bene. La notiziona delle notizione, cari miei, è che l'hanno già fatto.

      Hanno fatto la domanda, hanno avuto la risposta e ora la stano mettendo in pratica.

      Ecco l'apparente l'illogicità di una guerra che, alla fin fine, è molto semplice: aumentare la produzione di armi e munizioni di 50, 100 volte e distruggerle in Ucraina (cioè in Russia). Questo è il primo step. Gli altri non li so, l'algoritmo potrebbe essere bello tortuoso, staremo a vedere, mica cell'ho io un software IA che me li racconti. Ho laq sensazione che non ci sarà nulla di piacevole nei prossimi sviluppi.

      E Goffrey? Se n'è andato, ben lontano dagli USA, scommetto in una zona scarsamente popolata di cui non frega niente a nessuno. Gli auguro di cavarsela.

    2. Bertozzi 7 maggio 2023

      Interessante, io pensavo gli avessero chiesto come campare per sempre. E si può chiedere dove hai preso la notiziona delle notizione? come fai a sapere che questo in ucraian è il primo passo che gli avrebbe suggerito l'iA?...mica si sta parlando di bazzecole..

    3. Cleon XIII 7 maggio 2023

      Mi occupo di computer da quando li hanno inventati. So esattamente cos'è e cosa non è l'IA, che studio dagli anni 80, dai tempi del LISP. Quando una cosa tecnicamente si può fare, vuol dire che l'hanno già fatta. Non ho neanche il più piccolo dubbio.

    4. Bertozzi 7 maggio 2023

      si ma, anche ammettendo che abbiano fatto la domanda, come fai a essere sicuro che stanno mettendo in pratica quello che l'IA gli ha risposto?
      chi ti dice che l'IA tanto per fare un esempio o un ipotesi non gli abbia risposto che non si può vincere con la Russia senza rimanerci secchi?

    5. Cleon XIII 7 maggio 2023

      E' quello che spero. Ma mi sa proprio di no.

    6. LuxIgnis 8 maggio 2023

      Le IA che non sono intelligenti manco per niente, subiscono i pregiudizi di chi le ha programmate. Le IA sono programmi, per quanto efficaci possono essere nell'elaborare informazioni sono sempre e solo programmi.
      È il conflitto che può esserci tra razionalità e intuito. Per svitare un bullone la razionalità va bene ma per affrontare situazioni che spesso sono imprevedibili la razionalità non va bene e ci vuole l'intuito. I veri problemi si risolvono solo e sempre con l'intuito. Con il cuore avrebbero detto gli antichi, vero centro del discernimento e del pensiero profondo.
      Quindi se si fossero affidati all'IA - non lo escluderei - sarebbe una buona cosa, nel senso che li porterà fuori strada facilmente. All'inizio potrà sembrare che vada tutto per il meglio ma alla lunga, non sapranno mai da dove salterà fuori il coniglio!
      La storia di ogni campo dimostra che quando si vuole controllare ogni cosa si è perdenti. Il massimo che si può ottenere è la stasi, la quale produce risultati nel breve periodo, come in realtà sono stati questi ultimi decenni, ma poi crea il collasso. La vita è movimento, e spesso è movimento caotico, la stasi è sempre morte.

    7. BrunoWald 8 maggio 2023

      Questa è anche la mia grande speranza: l'imprevedibilità del coniglio. Mi sa che altre non ce ne sono.

    8. LuxIgnis 8 maggio 2023

      E anche la mia, forse unica. E alcune cose mi suggeriscono che sarà così. Magari ci vorrà ancora molto tempo e magari non lo vedrò nemmeno.
      Beh per secoli si è creduto che i cigni fossero solo bianchi e che non ne esistessero di neri. Poi quello nero è uscito fuori.

    1. DrCaligari 7 maggio 2023

      Per me quando si parla di fine di un'epoca si prende un granchio. Globalizzazione è il nome che è stato dato a un nuovo ordine mondiale, un ordine all'interno del quale alcune zone sarebbero state i centri finanziari, Usa ed Europa, altre zone i poli manufatturieri, la Cina, altre ancora la fonte delle risorse estrattive, come Russia o Paesi del Golfo Persico, infine Paesi che sarebbero andati avanti col fatturato del proprio fabbisogno interno più il denaro proveniente dalle rimesse, tipo Africa subsahariana. Per questo non comprendo chi dice "siamo stati stupidi a mandare le nostre industrie in Cina, oppure sbagliamo a lasciare entrare tutti questi immigrati.." Non capite che l'alternativa era lasciare che la Cina si creasse il suo di sistema industriale, o che i Paesi africani si industrializzassero a loro volta ad esempio? Il problema oggi non è che la cosiddetta globalizzazione sia in crisi di suo, o che davvero qualcuno voglia affondare il dollaro, la questione è che si è deciso di operare degli enormi cambiamenti strutturali e il resto sono solo semplici conseguenze. Altrimenti questo sistema poteva tranquillamente andare avanti per decenni ancora almeno.

    1. Bertozzi 7 maggio 2023

      «Nel prossimo decennio occorrerà uno sforzo immane in termini di politiche collettive per riportare la crescita ai livelli medi precedenti».

      Tranquilli tranquilli, tocca a noi lo sforzo, immane, come tutte le rogne che ci avete apparecchiato, voi bella vita, noi sforzi immani, a fronte di latrocinii degni delle generazioni più debosciate della storia, eppure non abbiamo paura, levatevi dai coglioni e andatevi a godere le pensioni dorate e i dividendi, non ci servono le vostre lezioni o le vostre soluzioni, fuori dai coglioni, e lo dico per voi, in un modo o nell'altro uscirete dal giochino, meglio lo facciate di vostra sponte.
      Una volta fuori da coglioni voi, sarà una vera gioia fare degli sforzi immani.

    2. maghi 7 maggio 2023

      ieri mi sono messo a tagliare l'erba alta colla falce fienaia. A 70 anni sono ancora in grado di farlo, perchè anche se solo per aiutare mio padre contadino, quando ne aveva bisogno, so come fare, però lo sforzo è stato così sfiancante che oggi ho messo in moto il tagliaerba e grazie ai kw del motore a benzina ci ho messo meno tempo e fatica. Certi sforzi si possono fare solo da giovani, se ci siamo abituati (e ci siamo fatti muscoli, tendini, ossatura per farli), se sappiamo farli (oggi si direbbe know-how), altrimenti c'è solo da sperare che durino più possibile gli idrocarburi. Non penso che i giovani d'oggi, abituati a fare sforzi solo per divertirsi, senza abitudine al duro lavoro, senza la conoscenza per farlo, ma solo veri leoni da tastiera o peggio da telerincoglionitore portatile, possano fare sforzi immani senza l'ausilio di un motore endotermico.

    3. Bertozzi 7 maggio 2023

      Eh, non ci sono più i vecchi di una volta.

      (Il problema dei giovani di oggi è che non hanno i campi, il fieno le magioni, le corti, i cortili, tutti appannaggio di vecchi rancorosi che li lasciano andare in malora; i giovani di oggi vivono nei sottoscala pagando fior di quattrini di affitto ai vecchi che nel frattempo stanno tra vigna e pergolato (da rifarsi col 110).
      Per cui il loro orizzonte è limitato, corto, non guardano mai all'infinito come facevano i vecchi da giovani nella loro bella vita, a questi giovani l'infinito è concesso solo nel tablet che il vecchio padre o nonno gli ha messo in mano, memore della sua liason amorosa con la TV. E questo è uno dei motivi della miopia delle giovani generazioni, non sanno - in realtà non possono - guardare lontano, ma solo vicino , su uno schermo finto. E comunicano col mondo attraverso la tastiera, che gli ha sempre fornito il papi, gran comunicatore. Ma leoni no, proprio no, non nascono leoni dalle iene e dagli avvoltoi.
      Ma la colpa è sicuramente loro, dei giovani che non san fare niente, dovrebbero imparare ad usare la falce e la vanga nel loro monolocale senza finestre che condividono con qualche immigrato, nelle pause tra un lavoro schiavistico e l'altro, sti sfaticati. Nulla da imputare al vecchio che non sa se usare la falce o il tagliaerba per passare il tempo, eh, son problemi seri oh. Il mio vicino pensionato annoiato usa una sorta di trattore tutti i giorni per tagliare una quantità di erba grossa come un tavolo da biliardo, che io farei in pochi minuti con le forbicine da unghie. Eh, la noia, il vuoto, brutta bestia. E certo che i giovani non san fare nulla, con contanti esempi virtuosi! Ma siamo fiduciosi, Una volta che si saran levati dai coglioni i vecchi rancorosi lo si vedrà quanto e cosa san fare i giovani, anche nel deserto che gli lasceranno, l'importante è che prima o poi sti cavalieri del lavoro si levino dalle palle, che ormai la loro opera di desertificazione è quasi completamente compiuta.)

    4. JHON 7 maggio 2023

      Scusa maghi, oltre a saper usare la Ranza ( falce) sai anche "martellarla" per ricreare il filo? Potrei suggerirti il modo, se passo dalle tue parti un giorno. Comunque complimenti, per avere usato attrezzi dal nome ai più sconosciuti. A riguardo dei giovani sono ottimista, hanno capacità enormi assopite, quando saranno costretti ad usarle ci supereranno in molti mestieri che riteniamo di avere il "copyright".

    5. ric 7 maggio 2023

      il popolo " sovrano " e' sempre pronto a servire la patria!

      https://www.google.com/search?q=1+guerra+mondiale+immagini+morti&rlz=1C1CHBF_itIT1024IT1024&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=2ahUKEwjLhsjWxeP-AhWH6aQKHekTA4YQ_AUoAXoECAEQAw&biw=1920&bih=969&dpr=1

    6. DrCaligari 7 maggio 2023

      Con tutto il bene che vi voglio e avendo letto con interesse le vostre considerazioni, però mi sembra che voi diate ancora troppa importanza all'elemento umano e ai singoli individui. Ma lo diceva già Pasolini parlando della semplice televisione, questo strumento che ormai è praticamente età della pietra: troppo potente per non avere una presa completa sulla psiche delle persone. Qualcuno di voi afferma "i giovani sapranno riprendere l'abilità artigiana" qualcun altro dice no, qualcuno dice è colpa loro che non si danno da fare mentre altri dicono no con queste condizioni è impossibile... Signori ormai l'essere umano medio non conta nulla, nulla in confronto alla linea dettata dai grandi mezzi di comunicazione, dall'economia e dalla politica. Occorre un super uomo nietzschiano per mantenere anche solo un minimo di capacità critica, una relativa autonomia e indipendenza nell'abilità manuale. Sapete che l'essere umano crea l'oggetto tecnologico ma poi è quest'ultimo che finisce per modellare lui, quindi potete dire cosi perché voi appartenete alla generazione che li ha creati questi prodotti, ma le nuove generazioni nemmeno se le porranno più tali questioni. A parte poche onorevolissime eccezioni intendo. Come cavarsela? Occorrono nuovi paradigmi, differenti domande, risposte mirate e progressive... Cari saluti

    7. maghi 7 maggio 2023

      penso di essere più unico che raro nell'affilatura di lame varie, dalle falci ai semplici coltelli da tavola, perchè per farlo uso la lima a ferro. Per quello che riguarda i giovani spero che tu abbia ragione, ma le mie figlie e i loro mariti e compagni mi rompono sempre la minchia per farsi risolvere i problemucci tecnici che capitano nelle loro famiglie. Aver fatto applicazioni tecniche alle medie, poi sostituite da educazione tecnica è stato un disastro. Questi, usciti dalle medie inferiori, non sanno assemblare un semplice circuito elettrico, stringere un bullone, affilare un coltello, usare correttamente una lima o la pialla. E già costava troppo il laboratorio e allora mettiamogli in mano il computer e poi lo smartphone, sennò come fai a fare dei rincoglioniti. Le capacità enormi si possono sviluppare dai 6 ai 14 anni, poi sei un rincoglionito. Questo lo sapevano benissimo e si sono mossi per rincoglionire. L'hanno fatto scientemente, sapendo di farlo, proprio come hanno fatto col covid. Il nulla che avanza della storia infinita è il GR e non si ferma certo con un speriamo che me la cavo. Difatti vivere è ormai troppo complicato e una soluzione non so se esiste.

    8. Hospiton 8 maggio 2023

      Il colmo è che si colpevolizzano i 18enni. Roba da non credere, un crollo morale da brividi.

    9. Fantine 8 maggio 2023

      La decadenza di una società si vede da come tratta i suoi vecchi.
      Crollo morale davvero.

    10. Hospiton 8 maggio 2023

      Una società muore senza giovani. Quando si scaricano ostinatamente colpe su ragazzi che devono ancora affacciarsi alla vita non ci sono scusanti, anzi si è francamente patetici, e di scaricabarile sui giovani "irresponsabili' ne ho sentiti davvero troppi in questi ultimi 3 anni (i più insopportabili mentre venivano chiusi in casa per "salvare i nonni", una menzogna rivoltante ma accolta tra gli applausi. Per la cronaca i nonni ora sono di nuovo sacrificabili, chissà se i seguaci della propaganda covid se ne son accorti). Peraltro chi scarica le colpe ha la coscienza più sporca delle fogne di Calcutta, il colmo. Rispetto il vecchio saggio, per il vecchio astioso -ma vale per un qualsiasi over 40- pronto a sacrificare per puro egoismo il benessere di un 12enne (e ne ho sentito, altroché se ne ho sentito) riesco a provare solo disgusto. Ma forse sono in minoranza, e infatti questo Paese è socialmente e demograficamente finito.

    11. Fantine 8 maggio 2023

      Caro Hospiton, non ne faccio un fatto generazionale. Come la questione uomo/donna.
      Conta l'uomo (leggi essere umano).
      Non vedo contrapposizione.
      Quello che è accaduto negli ultimi tre anni non è colpa dei vecchi in quanto tali e/o dei giovani in quanto tali.
      Che poi non si tratta solo degli ultimi tre anni.
      Come ci siamo spesso detti, oggi si vedono frutti di un lavoro partito da lontano. Con strumenti "soverchianti", sfruttando debolezze molto umane.
      Detto questo, e molto ancora si potrebbe dire, il rispetto per il capo canuto mi appartiene.
      Parlo di un rispetto molto umano.
      A questo mi riferivo.

    12. Hospiton 8 maggio 2023

      Forse alcune generazioni non hanno saputo gestire il relativo benessere, e per timore di perderlo -come sta avvenendo- sono diventati cinici e aggressivi nei confronti del prossimo, in particolare dei più giovani (come forse mai nella storia). Io posso comprendere lo smarrimento, la paura davanti a un mondo che crolla, ma un uomo (o una donna) non può sfogarsi con chi non ha responsabilità: a quel punto passa dalla parte del torto. Tutto qui Fantine, a questa categoria mi riferisco, che abbiano 40,50,80 anni raddrizzino la schiena (almeno moralmente!) e siano per primi un esempio.

    13. LuxIgnis 8 maggio 2023

      Anche senza farne un fatto generazionale, con cui in linea di massima concordo pure, ma le responsabilità cadono pesantemente sui "vecchi". Su una certa generazione che ha goduto indubbiamente il benessere su vari campi, ma non ha voluto vedere quello che codesto benessere portava di pesantemente negativo con sé.
      Non devo certo fare esempi, spero, ma è evidente quello che dico.
      Per questo benessere si è venduto l'anima al diavolo, per usare una metafora, senza pensarci due volte. Inascoltati coloro che tentavano nel passato di dare degli avvertimenti. Reputati solo delle Cassandre porta jella.
      Ora si iniziano a vedere i nodi nel pettine, e invece di prendere coscienza si sono scaricate certe responsabilità sui giovani che non hanno colpa alcuna, almeno non ora.
      E ora è difficile raddrizzare le cose, molto difficile. E i giovani sono chiamati a un compito molto arduo, per responsabilità non loro.
      Chiaramente non generalizzo, sono anch'io tra i vecchi di cui parlo, ma il vedere queste persone comportarsi come bambini viziati di 8 anni a me ha fatto veramente schifo. Più in basso di così non potevano andare. E ne ho esempi davanti agli occhi.
      Non sempre una ruga è simbolo di saggezza, spesso lo è solo di decrepitezza.

    14. Hospiton 8 maggio 2023

      "Inascoltati coloro che tentavano nel passato di dare degli avvertimenti. Reputati solo delle Cassandre porta jella"...quanto hai ragione.

    15. Fantine 8 maggio 2023

      Davvero significativo, concordo.

    16. Fantine 8 maggio 2023

      Concordo su ciò che hai scritto, Lux.
      Però, lasciando fuori i soliti furbetti (vedi baby pensioni o lauree regalate o lavoro raccomandato etc.), il benessere è stato frutto anche di lavoro e sacrificio, certamente in un contesto particolare che è stata la "guerra fredda".
      Perciò il nostro benessere, parlo dell'Europa, e per ragioni di tempo sono costretta a semplificare troppo, e me ne dispiace, dipende anche da scelte del potere. Eravamo funzionali, in uno con il contesto anche storico e di progresso, con i pro e i contro che quest'ultimo inevitabilmente porta con sé.
      Detto questo, consideriamo che la prima formazione sociale in una società, almeno nella nostra, era ed è (ancora) la famiglia. Alla base di una famiglia, cosidderta "nucleare", c'è amore tra l'uomo e la donna e poi, sottolineo poi, naturalmente verso i figli, che sono e restano un dono. Io personalmente concepisco anche l'amore tra persone dello stesso sesso e credo sia affare di ciascuno, ma questo ora esula dal nostro discorso.
      Forse quello che oggi si sta perdendo è il senso vero di ciò che significa amarsi davvero l'un l'altro. Non mi riferisco solo all'amore tra un uomo e una donna, ciò che voglio dire è che il piccolo, poi bambino, poi ragazzo guarda innanzitutto in casa propria.
      E contano le parole e l'esempio, in famiglia e nel contesto in cui si vive.
      Come insegni generosità e fratellanza se non le pratichi e non le vivi e pensi solo al tuo orto?
      Riflettiamo anche su questo.
      Chiedo scusa se ora non posso argomentare oltre, ma spero che possiamo confrontarci anche su questo.
      Aspetto di leggervi.

    17. LuxIgnis 8 maggio 2023

      Credo che il benessere sia stato frutto di una casualità, a cui forse sono seguiti anche un certo lavoro.
      È la tecnologia principalmente che ce l'ha portato. Ma è quella stessa tecnologia che ci sta uccidendo lentamente perché non si è voluto vedere il suo lato oscuro.
      Per renderti l'idea è come se a un certo punto l'umanità fosse entrata in un "paese dei balocchi", dove ci si è lasciati guidare da un Gatto e la Volpe in guisa di profeti.
      E non è stato solo un scelta del potere (il Gatto e la Volpe) ma condivisa da tutti. È bello il paese dei balocchi, è bellissimo. Da risposte semplici e da facili appagamenti, ma chiede un prezzo da pagare. Ora in realtà non c'è niente di male in questo ma il non sapere il prezzo da pagare è terribile.
      È come in medicina (è comunque nel tema del discorso), prendi un farmaco che fa veramente bene per il suo scopo, ma poi ha una serie di problematiche in cui crea dei problemi. Non voler sapere se il gioco vale la candela, è nefasto. Non dirlo è peggio ancora.
      Ci vuole una grande maturità e presa di coscienza per amare. Fare una famiglia, fare figli è molto facile. Tutti sono in grado di farlo. Ma amare quello no.
      La maggior parte delle persone non riesce ad amare se stesso, pensa se riesca ad amare un altro.
      L'amore ha mille trappole nel suo percorso, alcune di queste sono le regole, le classificazioni, le denominazioni.
      Ti ricordi i bigliettini con su scritto "love is". Ecco qualunque risposta è una trappola.
      Per uno strano paradosso che magari un giorno spiegherò, l'amore si raggiunge quando non te ne frega più niente. Neanche dell'amore stesso.

    18. JHON 8 maggio 2023

      Hai in mano un mestiere d' oro nel saper affilare gli utensili necessari all' uso quotidiano. Oggi trovare un arrotino è come trovare l' acqua nel Sahara. Era un mestiere dignitoso e dava da vivere a quelle persone con le scarpe grosse, ma con il cervello fino. Complimenti.

    19. Fantine 8 maggio 2023

      Non sono sicura che le dinamiche stiano in questi termini. Non vedo l'aggressività e il cinismo verso i giovani. Da parte di chi, poi? Dei genitori e dei nonni?
      Ogni generazione guarda alle nuove in termini paternalistici, a tratti censori, con sfumature sul tema.
      E' il giudizio sulla società nel suo complesso, sul dove si è giunti - e dove si è giunti comprende tutti, anche i giovani, che sono figli e nipoti - che è inesorabile.
      Non voglio eccedere in un pessimismo che non mi appartiene. È solo consapevolezza. Certo che confido nell'essere umano. Ma il punto è proprio questo, l'ho detto più volte, è l'uomo, la sua "umanità" sotto attacco. L'umanità che gli appartiene con tutti gli slanci e le debolezze. E i giovani sono sicuramente i più esposti. E lo sono perché anche i genitori sono essi stessi vittime e bersagli. Quei genitori che dovrebbero agire per il bene, quello vero, dei propri figli, amandoli ed educandoli e proteggendoli, nella fanciullezza e nella adolescenza (soprattutto, ma non solo), nel rispetto dell'uomo e della donna che saranno. Insegnando ad amare e a pensare.
      E come ho detto anche a Lux, certe cose si insegnano con le parole e con l'esempio. Non è così difficile. Può diventarlo nel contesto.
      La domanda è: ci sono uomini e donne che concepiscono l'esistenza umana in un certo modo?
      Ci sono.
      Quanti ne sono?
      E tra questi, quanti vivono in coerenza con ciò?
      E gli altri?
      Cosa vogliono davvero per sé e per gli altri?
      Il contesto manipola, vero.
      E la coscienza?
      L'uomo discerne il bene dal male?
      Quando interviene la sua coscienza?
      Quale è il limite di ciascuno?
      Quando si arriva al punto in cui oltre non si può andare?
      Qual è la soglia della sofferenza a cui si assiste che ci muove e non ci lascia indifferenti?
      Ho usato non a caso il verbo "muovere", non "toccare".
      Il cuore, se non si è mostri, viene toccato.
      E poi?
      È l'umanità. È sentire. È dare ascolto alla umanità che abbiamo dentro.
      Ciascuno come può.
      Ma te lo immagini?
      Un sorriso e una mano tesa a un altro uomo?
      Una parola buona e non una cattiva.
      Preserviamola la nostra umanità.
      Il resto dopo.

    20. Fantine 9 maggio 2023

      Condivido molto di ciò che hai scritto, Lux.
      Il paragone con il paese dei balocchi, con risposte semplici e facili appagamenti, è magistrale.
      Sull'amore dobbiamo forse intenderci (su cosa intendiamo e come lo intendiamo).
      Al di là di etichette e definizioni.
      Poi ciascuno ha le sue strade e i suoi passi.
      Grazie di questa condivisione.
      Estendo anche a te l'ultimo commento a @Hospiton, che pure ringrazio, per i nostri scambi.

      Ps: non conosco i bigliettini "love is".
      Sono rimasta a "amare* vuol dire non dover mai dire mi dispiace" ;)
      A tal proposito, vorrei tornare su quel film e sull'ultima pagina del libro da cui è tratto.Su ciò che dice Oliver a suo padre e su come lo dice e "dove".
      Aggiornerò il commento o ne scriverò a seguire.

      *Errata corrige: amare (non amore).

    21. LuxIgnis 9 maggio 2023

      "Amore vuol dire non dover..." è una delle strisce della serie di "love is". La più famosa ma ce ne sono tante altre.

    22. Fantine 9 maggio 2023

      Io mi riferivo alla celebre frase del libro e del film (Love story, 1970).
      Non sapevo ne avessero fatto una striscia!
      Considera che io sono nata nel '74 e il film l'ho visto a 10 anni, più o meno, e letto il libro.
      Mi giri qualcosa su queste strisce, Lux?
      Ti ringrazio.

    23. LuxIgnis 9 maggio 2023

      Il film o l'ha presa da lì o è coincidente con le strisce, anche se queste sono un poco prima.
      Qui trovi la storia delle strisce ma è solo in inglese
      È degli anni 70. Io che sono del 65 me le ricordo. Per un periodo si trovavano dappertutto.
      https://en.wikipedia.org/wiki/Love_Is...
      Il link per qualche motivo non va direttamente alla pagina giusta. Devi quindi poi cliccare sulla prima indicazione: love is a comic strip

    24. Hospiton 9 maggio 2023

      Io li ho visti Fantine, naturalmente non pretendo che la mia esperienza sia la stessa di tutti gli altri ma cavolo, non penso di esser l'unico a aver udito discorsi raccapriccianti nel biennio covid...leggevo e sentivo in continuazione parole abominevoli nei confronti dei ragazzi (del tipo "vaccinateli tutti, bambini compresi, spargono il contagio!", o "giusto impedire loro l'attività sportiva se non sono vaccinati!", per non parlare dell'averli segregati in casa per mesi con pretesti già discussi). Cos'è questa se non aggressività, cinismo, egoismo? E non trovo scusanti di alcun tipo (propaganda, educazione ecc), niente giustifica una tale pochezza. Ormai cerco di evitar di pensare a quelle frasi pronunciate tra il 2020 e il 2022, davvero dolorose, la fiducia nel genere umano finisce sotto i tacchi, la rabbia rischia di prendere il sopravvento e rovinare le giornate. Per fortuna esistono persone che tale fiducia la restituiscono, e ti spingono a proseguire, a non diventar cinico e indifferente come alcuni che hanno annullato la loro parte migliore, sconfitti da fallimenti, delusioni, dalla durezza della vita (che non possono diventare un alibi, non fino al punto di scagliarsi contro chi non ha colpe). Come diceva Calvino ne "Le città invisibili" «L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà: se ce n’è uno è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.
      Due modi ci sono per non soffrirne.
      Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.
      Il secondo è rischioso ed esige attenzione e approfondimento continui: cercare e saper riconoscere che e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio».

    25. Fantine 9 maggio 2023

      Ti comprendo perfettamente, Hospiton.
      Ma quei discorsi raccapriccianti, dici bene, erano generalizzati nella pandemenza. Ne sono stati destinatari tutti i non vaccinati, giovani e meno giovani.
      Si era in piena pandemenza.
      E non credo affatto che ne siamo usciti.
      Concordo sulla pochezza a cui ti riferisci, ancor più biasimevole, perché rivolta ai ragazzi, ma ci sono stati anche coloro (adulti e ragazzi) che hanno colpevolizzato, per usare un eufemismo, gli adulti non vaccinati. Ricordo bene le frasi di quanti dicevano "Vergogna! Per colpa vostra si dovranno vaccinare i bambini".
      Con annessi discorsi sulla fiducia nella scienzahah e sul dovere civico.
      Disertori e bla bla (recte blah blah).
      Come dicevano che la segregazione cui hanno costretto tutti fosse colpa dei non vaccinati.
      E questo veniva dal vicino, dal parente, dal collega, dall' "amico".
      Purtroppo non si può far finta che non sia successo, dobbiamo guardare avanti con questa accresciuta consapevolezza.
      Consapevoli anche del fatto che non è affatto finito nulla. Erano preparativi e la strada è tracciata.
      Parliamo dell'agenda europea e di ciò che hanno approvato e stanno approvando.
      Non oggi, altrimenti ci si rovina la giornata, caro Hospiton. E non solo.
      Ma ci torneremo.

    26. Hospiton 9 maggio 2023

      Vero, e infatti anche l'accanimento contro i non vaccinati adulti l'ho trovato abietto, vergognoso, ma più comprensibile (non giustificabile, attenzione). Devo ammettere che quello contro i giovani mi ha amareggiato in maniera di gran lunga superiore, pur considerando tutta la propaganda con cui ci hanno martellato... l'ho percepito come particolarmente vigliacco, ostile alla vita, soffocante, ipocrita a livelli insostenibili. Voglio sperare che molti dei profili che sparavano a zero fossero fake o propagandisti prezzolati (cosa peraltro verosimile). Ma guardiamo avanti, dici bene. A presto Fantine, e buona giornata!

    27. Brule 9 maggio 2023

      "sono untori perfetti" me la ricordo ancora.
      Non dico chi la disse intervistato, perchè me ne vergogno io per lui.

    1. maghi 7 maggio 2023

      ovviamente una coltre fumogena è stata fatta scendere sul GR. Tanto ce l'avevano detto dove vogliono andare a parare: "Sarete tutti poveri" nel 2030 o poco più in là, se poi vogliono anche prima. Ora tutti zitti, ma il progetto va avanti a gonfie vele. Sì, ti danno il contentino del PNNR, invitano a pranzo miriadi di extracomunitari, che cercano di avere un CU per dimostrare di aver lavorato 10 anni in Italia per poi avere la cittadinanza e cominciare a mangiare a ufo per sempre. La storia recente degli immigrati dagli anni '90 è per lo più tutta qua. Così si creano milionate di poveri, che vivono di accattonaggio statale e si costringono gli autoctoni a fare lo stesso coll'impoverimento conseguente. Dopo tutti nelle grinfie dello Stato, che è già lui stesso nelle grinfie delle multinazionali. E' tutto così chiaro, che mi meraviglio di quanti obnubilati ci sono, sviati da informazione e contro informazione deviata, influenser di comodo, che ognuno si porta dietro qualche migliaio di disperati che non sanno che pesci pigliare. Intanto qui vicino hanno riaperto un bar ieri sera, probabilmente con aiuti pubblici, chiuso da mesi. Musica assordante e una ventina di italiani attempati a sedere, di sicuro parenti ed amici dell'avventore. Nella piazza solo poche donne straniere col velo coi piccoli e nulla più. Durerà poco, poi richiuderà, ma bisogna dare ancora l'illusione di benessere di prima del covid, quando bastava dare droga e rock and roll e decine di giovani accorrevano a rimpolpare gli incassi. Ma ora dove sono finiti? Tutti morti o malati di eventi avversi?

    1. PietroGE 7 maggio 2023

      Gli USA e i loro alleati non sono più i campioni del libero mercato e ricorrono a dazi, sanzioni e altri provvedimenti aggressivi e unilaterali.
      Perché alcuni, non tutti, hanno capito di essere i perdenti della globalizzazione e ora corrono ai ripari. La domanda allora è : può un sistema finanziario internazionalizzato coesistere con una economia che si sta de-globalizzando? Secondo me no, per questo le monete nazionali dei Paesi capaci di produrre beni essenziali (praticamente quelli tecnologici) a buon mercato acquisteranno sempre più spazio nel commercio internazionale, con conseguenze geopolitiche rilevanti. L'Europa, a questo riguardo, è l'ultima ruota del carro. Vive in un mondo virtuale fatto di 'libera circolazione di merci e uomini', 'diritti umani' (che poi sarebbero quelli decadenti occidentali) da imporre a tutti e welfare finanziato con il debito. Un 'living in the past' che prima o poi si paga a caro prezzo.

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