La fenice e i tecnosudditi

DI EMANUELA LORENZI

comedonchisciotte.org

“Offri al popolo gare che si possono vincere ricordando le parole di canzoni molto popolari … Riempi i loro crani di dati non combustibili, imbottiscili di “fatti” al punto che non si possano più muovere tanto sono pieni, ma sicuri di essere “veramente ben informati”. Dopo di che avranno la certezza di pensare, la sensazione del movimento, quando in realtà sono fermi come un macigno. E saranno felici, perché fatti di questo genere sono sempre gli stessi” (Fahrenheit 451 Ray Bradbury)

Ieri sono uscita dal bunker dopo quasi due settimane di autentica clausura, non per Covid ma per via di una brutta infezione all’occhio. Il dolore intenso e la visione ciclopica non mi hanno impedito di continuare a frugare, fra perniciose nanopolveri e nanotesla che inondano e demielinizzano le sinapsi, in cerca di frammenti di verità, con sempre troppe angolazioni da sviscerare e approfondire, di qui il diritto-dovere alla complessità di lettura del reale proprio quando gli occhiali forniti dal regime come mascherine monovalenti sono quelli dell’ipersemplificazione, della barbara voluttà della cultura del frammento incapace di decodificare più di un cinguettio per volta:

“Immagina tu stesso: l’uomo del diciannovesimo secolo con i suoi cavalli, i suoi cani, i suoi carri, carrozze, dal moto generale lento. Poi, nel ventesimo secolo, il moto si accelera notevolmente. I libri si fanno più brevi e sbrigativi. Riassunti. Scelte. Digesti. Giornali tutti titoli e notizie, le notizie praticamente riassunte nei titoli.” (Capitano Beatty, ibidem)

L’infantile e primigenia commozione e la semi-vertigine provate nel ritrovarmi all’esterno della gabbia in cui mi ero ulteriormente e forzatamente autoconfinata mi hanno restituito una volta di più la misura della libertà che ci è tolta (oltre che della psico-neuro-endocrino-immuno-depressione imposta per legge) e della profondità dello strapiombo che ci guarda in visione zenitale dove noi siamo le caviette in caduta per mai più risalire, giacché dalle misure di emergenza (vedi post 9/11) non si torna indietro.

App di tracciamento (in questo video si illustravano le inquietanti specifiche tecniche della App poi scelta dal governo fra 300 per il contact tracing, quella fornita dalla Bending Spoons sotto il programmatico nome “Immuni”), tatuaggio quantico sottopelle, soppressione di ogni diritto e di ogni carta per una libertà costata sangue e morti e che ora sacrifichiamo per altro sangue ed altre morti. Isn’t it ironic?

Così, con un occhio solo e una serie di casualità (o sincronicità junghiane) mi sono ritrovata a vedere l’altra sera il Fahrenheti 451 di Ramin Bahrani presentato a Cannes nel 2018, dove il finale truffautiano con gli epici uomini-libro rifugiati nella foresta diventa un po’ tristemente l’Omnis, un frammento di DNA inoculabile geneticamente dove racchiudere tutti i testi da salvare (non solo cartacei ma anche quelli censurati dal “vecchio 9” cioè Internet, oltre a film e spartiti musicali), affidandoli poi a un uccello che liberi nuovamente questa coscienza collettiva ovunque nel mondo. Quando la realtà supera la fiction…

 Apologia dell’infanzia: bambini maligni amplificatori biologici

In questa dittatura di algoritmi (a Bubu piace il suono di ‘logaritmi’) e big data cui ci stiamo più o meno pavlovianamente assoggettando, sino a livelli di dis-umanità degni di un regime dispotico/distopico fondato su censura e delazione, bulli come questo (bocciato a concorsi pubblici per cattedra di Camerino, Roma e Catanzaro) forse ce li meritiamo (come ci meritavamo una ministra della salute senza laurea e senza lode che confondeva virus e batteri[1] favoleggiando di Agata Christie[2] e spargendo impunemente fake news di stato su 470 bambini morti di morbillo[3] mentre consegnava l’intera popolazione infantile italiana alla GSK su mandato USA):

I figli sono gioie, felicità etc. ma anche maligni amplificatori biologici che si infettano con virus per loro quasi innocui, li replicano potenziandoli logaritmicamente e infine li trasmettono con atroci conseguenze per l’organismo di un adulto. (un tweet di Burioni di qualche tempo fa)

Come ci meritiamo una Azzolina (ministra dell’istruzione accusata di aver copiato la tesi di laurea) che nella celebrazione di una scuola digito-liquefatta a vantaggio delle società creatrici delle piattaforme di e-learning, sembra dimenticarsi insieme agli entusiasti dello smart-working (peraltro applicabile a una minuscola fetta della popolazione) che da un lato i bambini non sono soprammobili o cagnolini cui basta la presenza fisica di un adulto, dall’altro i bambini e i ragazzi sono davvero figli di un dio minore e questo non è un paese per bambini. Come è possibile non pensare a loro? Ripartenze, riaperture, fase 2 da presa per i fondelli mentre la scuola, la fonte di quell’ex-ducere il cui sommo compito è o dovrebbe essere trarre l’Uomo futuro dal bambino, la Scuola tace.

Mascherine per tutti e bavaglio alla stampa

Questa in estrema sintesi la ricetta del borioso allergico ai bambini e ad ogni confronto, contro la quale si è pronunciata la FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana), lui che poche settimane fa diceva in TV, sua seconda occupazione dopo i social dove passa più tempo che in laboratorio (ne avrà mai visto uno? sarà mai stato in corsia? Né medico né scienziato, insultatore di professione insomma e Grande Inquisitore per decretazione d’urgenza):

Il virus in Italia non c’è e quindi è più giusto preoccuparsi dei fulmini, delle alluvioni…Io non me la sono comprata [mascherina]: qui in Italia [uno] che si alza al mattino e dice: mi voglio contagiare, non può farlo! [Merlino conclude]: Impossibile suicidarsi con il coronavirus, dice Burioni, sappiatelo. Altri metodi ma non con il coronavirus

Una stampa che però si fa megafono di fake news di stato su fantasiosi aumenti del 20% della mortalità  (sino a fantasiosi 195%), dato poi rettificato da un comunicato stampa Istat ma ormai ampiamente diffuso dai cani da salotto del sistema che sono i media mainstream e sappiamo bene che nonostante le ‘rettifiche’ ciò che resta impresso nella mente delle masse è la prima notizia, il primo dato sbattuto sulla faccia ebete del tecno-suddito medio che tutto si beve dopo la massiccia ipnopedia huxleyana. 

PRIMUM NON NOCERE: IL TERRENO E L’EVIDENZA DEL DOLLARO

Summit UE per il vaccino e i Professori con la P

Intanto l’UE si prepara ad ospitare la conferenza internazionale  per finanziare il fantomatico vaccino, lo ha annunciato il presidente della Commissione Ue Ursula von derLeyen, quel vaccino che sarà inutile viste le mutazioni (già evidenziate in una ricerca islandese di inizio marzo, ma con particolare riferimento a questo studio che riporta la recente scoperta di una significativa mutazione), inutile anche secondo il prof Giulio Tarro:

Per quanto mi riguarda, credo che per il Sars Cov2 il vaccino sia completamente inutile. Gli antivirali e la terapia immunologica sono più che sufficienti a contrastare la diffusione di questo virus.”

Non sarà un mondo di plexiglass (“soluzioni idiote”) e bavagli (“…ora siamo diventati produttori di mascherine. Quindi vuole che non le si utilizzi a tutti i costi? Usiamole pure, ma sapendo che poi le mascherine migliori per tutti quanti noi saranno il sole e il clima”) a fermare il contagio secondo Tarro, che ribadisce (come del resto Montanari e altri) la dannosità delle misure di reclusione e privazione di aria aperta, sole e movimento (e  relazione) che hanno debilitato ulteriormente le persone e soprattutto i bambini e i ragazzi, sottolineando che nella cosiddetta fase 2 più che inutili e lucrosi vaccini serviranno: “buon senso, aria aperta e il clima stagionale di questo momento. […] Non a caso le latitudini africane, come dimostrato da studi scientifici recenti, non consentono una diffusione massiccia ed estesa del Sars Cov2”.

Parliamo di Giulio Tarro, non un televirologo soubrette cinguettante che vorrebbe mettere le mascherine soprattutto all’informazione ma un vero scienziato, candidato al Nobel nel 2015, checché questo logori l’ego ipertrofico del Bubu-bullo che ha l’indecenza di scriverne in questo modo su twitterSe Tarro è virologo da Nobel, io sono Miss Italia.” Del resto dopo le bieche e livorose offese alla Gismondo, è chiaro che per questo campione di protervia qualunque voce fuori dal coretto del Patto per la Scemenza è da sedare. Vi invito caldamente ad ascoltare l’intervento del Prof di Bella su radioradio in merito alla inattaccabilità scientifica e morale del Prof Tarro e del Dottor Shiva (si riferisce a questa intervista di qualche giorno fa in cui il dottor Shiva Ayyadurai, laurea in ingegneria e informatica al MIT e due master e un dottorato di ricerca in ingegneria biologica, noto come l’inventore delle Email, accusa senza mezzi termini il Deep State : “La diffusione del panico da coronavirus da parte del Deep State entrerà nella storia come una delle più grandi frodi per manipolare le economie, reprimere il dissenso e spingere per rendere i farmaci obbligatori). Ecco cosa dice Di Bella:

Ho sentito la magnifica intervista del dottor Shiva che è di un interesse estremo, perché puntualizza gli aspetti fondamentali e l’altissima autorità morale, scientifica e culturale del professore. I concetti sono quelli, cioè la base è quella di rimanere radicati sul piano scientifico e per fare questo bisogna veramente essere illuminati dalla coscienza e dall’onestà intellettuale, che sono gli aspetti gravemente carenti nella nostra società.  In tal proposito è stata particolarmente brillante anche l’intervista al professor Tarro, due personalità unite dal fatto che hanno una base logica inattaccabile, un criterio logico consequenziale e matematico. Non per nulla Tarro ha avuto una candidatura al Nobel e ha meriti scientifici importantissimi.”

“Noi sentiamo pontificare con una certa supponenza personaggi che ci vengono riproposti ossessivamente. Se si ascoltano il professor Tarro o il Professor Shiva si nota che non vogliono imporre determinate scelte, c’è sempre una certa prudenza e una certa cautela in quello che dicono e tutto è sempre documentato e verificabile.”

Parlando di complessità della biologia, di omeostasi versus l’instabilità del patogeno e della necessità di sostenere l’immunità aspecifica (quell’insieme di meccanismi biochimici di difesa cellulare volti a prevenire, a combattere e a distruggere gli agenti infettivi attraverso le barriere anatomiche, le proteine del sistema che controlla l’infiammazione, il sistema dei macrofagi, le cellule NK e le citochine, ndr), il professore non fa altro che sottolineare ciò che qualunque medico e scienziato dovrebbe sapere, ciò che Pasteur ribadì in punto di morte, la priorità del terreno sul germe: 

Béchamp avait raison, le microbe n’est rien, le terrain est tout (L. Pasteur) 

La vera prevenzione quindi è igiene di vita per rafforzare il terreno[4] e non guerra al germe[5] attraverso la vaccinazione. A tal proposito ricordiamo una volta di più ai ciechi adepti del dogma onto-vaccinista che oltre ad incidere in maniera nefasta ed imprevedibile sull’epidemiologia delle malattie aumentandone morbilità e mortalità grazie al mutante di fuga, e al netto della mancanza di sicurezza, anche l’efficacia è un mero atto di fede: vaccinazione NON coincide con immunizzazione (come dimostrano peraltro gli esami anticorpali effettuati su soggetti vaccinati che risultano completamente scoperti e, per contro, bambini con immunità anticorpali senza alcuna vaccinazione -ne ho prova di prima mano), i vaccinati possono quindi contrarre la malattia e diffonderla a tutte le fasce di popolazione e, fra queste, i bambini non vaccinati hanno mostrato di cavarsela sempre meglio nonostante i tentativi di censura degli studi che lo provano. La vera prevenzione è lo stile di vita atto a creare condizioni sfavorevoli sia al tumore che all’infezione, prevenzione che include l’uso farmacologico (antinfettivo o antitumorale)  e non fisiologico delle vitamine come “traduttori di energia in materia e viceversa” (come le definisce Di Bella), che agiscono sulla capacità globale di affrontare eventi avversi in una visione più globale (in linea con gli studi ortomolecolari).

ELECTROCRAZIA, LE NANOCOSE e L’EVIDENZA DEL DOLLARO

Nobel Montaigner: Covid-19bio-arma favorita dal 5G

Un altro scienziato, nientemeno che il premio Nobel Luc Montaigner, oltre a parlare delle mutazioni e delezioni riscontrate, ha confermato in questa intervista la teoria già avanzata a gennaio dal team indiano che aveva analizzato il genoma del virus (scoperta[6], che avrebbe forse potuto risparmiare molte vite se non fosse stata ritirata dopo 24 ore evidentemente dopo pressioni ai ricercatori indiani – degna di nota la contestazione nostrana via facebook da parte dell’imprenditore bio-farmaceutico Enrico Bucci su Open di Mentana) secondo la quale il coronavirus sarebbe frutto di una manipolazione sfuggita al laboratorio di Wuhan per un ipotetico vaccino anti-aids e in cui la parte che muta e sembra non procedere più è proprio quella legata alla introduzione di queste sequenze (in altri termini, l’origine non naturale ma ingegnerizzata del virus è la causa della sua super-patogenicità, che scomparirà con la scomparsa di questo plus che le è stato attribuito, un’arma batteriologica più o meno accidentalmente man made insomma):

“Non siamo stati i primi, un gruppo di ricercatori indiani ha cercato di pubblicare uno studio che mostra il genoma completo di questo virus che ha all’interno delle sequenze di un altro virus, quello dell’Aids. Il gruppo indiano ha ritrattato dopo la pubblicazione. Ma la verità scientifica emerge sempre. La sequenza dell’Aids è stata inserita nel genoma del coronavirus per tentare di fare il vaccino”. […] La natura non accetta alcuna manipolazione molecolare, eliminerà questi cambiamenti innaturali e anche se non si fa nulla, le cose miglioreranno, anche se purtroppo dopo molti morti”

Tuttavia, la parte più interessante dell’intervista a Montaigner, che fa notare pacatamente la sua possibilità di lavorare in modo indipendente e senza pressioni in quanto premio Nobel (diversamente da altri ricercatori, è banale ricordare che ogni ricerca ha bisogno di fondi e che la maggior parte della ricerca è comprata e che si tratta di DBM Dollar Based Medicine più che di EBM?[7]), è a mio parere la seguente:

“Con l’aiuto di onde interferenti, potremmo eliminare queste sequenze – ha spiegato – e di conseguenza fermare la pandemia. Ma ci vorrebbero molti mezzi a disposizione”.

Questo è il campo della medicina futura e passata, dell’omeopatia, della fisica quantistica e della memoria dell’acqua (non a caso tema caro a Montaigner). E per gli omeoscettici a digiuno di meta-analisi (ricordando che la Svizzera rimborsa le cure omeopatiche, la Bundesverbandder Pharmazeutische Industrie la “Farmindustria” tedesca riconosce l’omeopatia come efficace anche “in prima scelta”, mentre in Inghilterra dove la famiglia reale che potrebbe avere accesso a qualunque medicina si cura con l’omeopatia con risultati evidentemente eccellenti ed esiste un intero ospedale omeopatico), permettetemi di rappare alla Gil Scotto-Heron

“La rivoluzione non è al di qua di Avogadro, fratello…”

I detrattori ignorano o fingono di ignorare la farmacologia delle microdosi, la low-dose medicine, per cui ad esempio in una diluizione 5CH di un medicinale omeopatico si agitano miliardi di molecole di principio attivo nonostante le sparate grulline post-verità, ma esistono conferme scientifiche di attività anche per i medicinali ultralow o privi di molecole (che i negazionisti delle nanomolecole siano gli stessi che negano le nanopatologie senza alcun fondamento di EBM?).

Del resto, come diceva Bertrand Russell, “la resistenza alle idee nuove aumenta in ragione del quadrato della loro importanza”

The resistance to a new idea increases by the square of its importance.

Lo scienziato parla delle onde elettromagnetiche in cui siamo immersi e dei pericoli del 5G che avrebbe favorito la diffusione del virus e la sua patogenicità indebolendo le nostre difese immunitarie. Questo fattore (insieme al già citato[8] ruolo dei PM10 come carrier del virus, delle estese e insensate campagne vaccinali con antinfluenzale e antimenigococcico nel bergamasco e delle errate strategie e diagnosi che rendono probabilmente 9 morti su 10 semi-iatrogene fra ignoranza delle tromboembolie e sovraccarico delle terapie intensive[9]) è talmente rilevante che il solo citarlo mette a rischio di bavaglio, proprio per questo riporto di nuovo il più completo documentario sul 5G 5G- APOLCALYPSE -The Extinction Event di Sacha Stone, che invito a guardare integralmente giacché nessuno vi dirà mai e così chiaramente ciò che vi è illustrato e documentato.

Aggiungo che i medici dell’ISDE (International Society of Doctors for Environment) hanno recentemente denunciato in una dettagliata lettera al Presidente del Consiglio, al Ministro della Salute e al Ministro dell’Ambiente che fra le pieghe del Decreto legge “Cura-Italia” si faciliterebbe la realizzazione del programma 5G[10], in articolare nell’art. 82 dove si autorizzano le Compagnie di telecomunicazioni allo “svolgimento di ogni utile iniziativa per potenziare le infrastrutture di comunicazioni elettroniche…”. Tale autorizzazione assume il significato che si sta concedendo un potere illimitato alle multinazionali delle telecomunicazioni che non potrà che facilitare la realizzazione del programma 5G.

Ricordiamo inoltre che qualsiasi sperimentazione sull’Uomo senza consenso rappresenta una violazione del Codice di Norimberga, e a questa associazione risulta che siano già stati depositati esposti basati su tale ultima considerazione presso le competenti autorità sovranazionali proprio in ambito di inquinamento da standard “5G”.

Dal summit UE al summit Rockfeller

Tornando al summit del 4 maggio, fra i temi che saranno trattati: Populism in Europe, The inequality challenge, The future of work, Artificial intelligence, The US beforemidterms, Free trade, US world leadership, Russia, Quantum computing, Saudi Arabia and Iran, The “post-truth” world, Current events. Non so se sia più preoccupante l’avallo del Mini Ver orwelliano sotto la falsa dicitura de “Il mondo delle post-verità”, il “Populismo in Europa” o le due questioni più diabolicamente intrecciate all’attuale distopia antropofaga: AI e Quantum computing. A proposito di database genomici e di informazioni sanitarie che dovrebbero essere protette ricordiamo l’accordo segreto di vendita dei nostri dati sensibili alla IBM fatto da Renzi a Boston nell’ambito del mirabolante progetto Watson Health (Big Brother della salute, parliamo di una incredibile mole di dati dei cittadini lombardi concessi senza consenso).

Fra gli ospiti invitati: Global Preparedness Monitoring Board, Wellcome Trust, Gavi,CEPI e ovviamente la Fondazione Bill and Melinda Gates. Un Bill Gates alla quinta potenza, o la quintessenza di Bill Gates, come ci segnala con la solita pacata ironia Marcello Pamio:

Ricapitolando e riassumendo, le cinque organizzazioni invitate alla conferenza internazionale per finanziare il vaccino sono: Bill Gates, Bill Gates, Bill Gates, Bill Gates e infine Bill Gates.
Quindi un unico e pericoloso individuo è praticamente in mezzo a tutti i gruppi e organizzazioni che lavorano per sfornare un vaccino che sarà poi inoculato a miliardi di persone in tutto il mondo!
 

Altro summit interessante è quello del gruppo Builderberg che, incurante della pandemia e a testimonianza della sovra (o sotto…di sicuro DIS)- umanità dei suoi membri, quest’anno si terrà come se nulla fosse a Torino fra il 7 e il 10 giugno (a queste elite piace proprio l’Italia) e vedrà fra i partecipanti Vittorio Colao, ex CEO Vodafone membro della lobby europea “Round Table of Industrialists”  nata con i poco filantropici interessi delle  multinazionali e…..a capo della task force che ci guiderà dal baratro della fase 1 al baratro della fase 2.

E allora, alla vigilia di una festa della liberazione in catene, se questi si armano di cherosene e droni-segugio, noi ci armeremo di conoscenza perché:

“Comandante Beatty, la nostra Carta” -quella dei Padri Costituenti, ma anche la fibra di cui sono fatti i pensatori resistenti alla dittatura del Pensiero Unico –“la nostra Carta è più spessa: non ha ancora preso fuoco!”

LIBERTÀ!

 

Emanuela Lorenzi

20.04.2020

[1]la pertosse sarebbe un virus; la pertosse sarebbe un male incurabile e che i bambini li si ricovera e si darebbe loro “quel che si trova”; per curare i virus si userebbero gli antibiotici” ipse dixit

[2] Perle dall’inopportuno intervento all’interno del festival dell’economia di Trento dove la nostra parlava di carenza di cultura scientifica in Italia, ironicamente divenendone tronfio quanto inconsapevole esempio, “se sei una donna incinta e ti becchi la rosolia perdi il bambino o rimane menomato (anche la grammatica non è un’opinione) “se sei un adulto e prendi gli orecchioni, cari uomini, rimanete sterili, se va bene” ma “se sei un adulto e prendi il morbillo, finisci in ospedale“;  perché se a te ti hanno insegnato alle medie c’è un vaccino come funziona poi non ti fai questo problema quando c’hai un figlio” anche e soprattutto quando c’è “questa specie di epidemia che non è un’epidemia“.

[3] La smentita alla più clamorosa e reiterata fake news della ex ministra arrivò dal sito ufficiale «Public Health England» del ministero di Salute Pubblica inglese, il quale pubblicò i dati epidemiologici della mortalità da morbillo dal 1980 al 2013 evidenziando che nel 2013 ci fu un solo morto adulto (25 anni) per complicanze polmonari (non per morbillo).

[4] E in cosa consiste l’igiene di vita? In primis, come dovrebbero sapere anche i sassi ormai, di cibo vero e sano, possibilmente integro (non raffinato) e biologico (non depauperato delle sostanze nutritive, non conservato, lucidato, conservato, adiuvato e spruzzato di glifosato per essere poi avviluppato in pellicole con distruttori endocrini quali ftalati e bisfenoli), più vegetale che animale (più alcalinizzante che acidificante), pochi zuccheri (ma riconoscete ed evitate vi prego gli edulcoranti nelle bibite dei bambini quali acesulfame K e sucralosio, cancerogeni teratogeni e neurotossici certi), niente tablet e cellulari ai bambini, movimento all’aria aperta ed esposizione solare contro la carenza endemica di vitamina D (immunomodulante chiave), perciò acqua e aria pulita, ma anche pensieri puliti, più alcalini che acidi (cosa difficile ora più che mai).

[5] La teoria igienica ci ricorda che i germi sono non solo fondamentali ai fini di un sano microbioma intestinale (l’intestino è sede del GALT primo fronte immunitario ma è anche il “secondo cervello”, un vero e proprio sistema nervoso con il 90% di messaggi chimici che vanno dalla pancia al cervello ) ma proprio per la formazione di un sistema immunitario efficiente, ne è la palestra e la troppa igiene a partire dagli anni 70 è stata certamente concausa del picco di allergie e di malattie autoimmuni anche e soprattutto nei nostri bambini.

[6]«Abbiamo trovato 4 inserimenti nella spike glycoprotein (S) che sono unici per il 2019-nCoV e non sono presenti in altri coronavirus. È importante sottolineare che i residui di aminoacidi in tutti e 4 gli inserti hanno identità o somiglianza con quelli dell’HIV-1 gp120 o dell’HIV-1 Gag. È interessante notare che, nonostante gli inserti siano discontinui sulla sequenza di aminoacidi primaria, la modellazione 3D del 2019-nCoV suggerisce che convergono per costituire il sito di legame del recettore» scrissero i due scienziati nell’Abstract della loro ricerca supportata da alcuni studenti della blasonata Scuola di Biologia di Kusuma ma poi misteriosamente ritirata.

[7]Non è semplicemente più possibile credere a gran parte della ricerca clinica che viene pubblicata, o fare affidamento sul giudizio dei medici di fiducia o delle linee guida mediche autorevoli. Non ho nessun piacere nel giungere a questa conclusione che ho raggiunto lentamente e con riluttanza durante i miei due decenni come Direttore della rivista medica New England, Marcia Angell, medico ed ex direttore del New England Journal of Medicine. Altri direttori di riviste scientifiche hanno denunciato l’asservimento della scienza all’industria e ai governi.

[8] https://comedonchisciotte.org/the-revolution-will-not-be-televised-brother/ si vedano gli studi linkati nella parte relativa al divieto di dubitare dei decessi

[9] Come sottolinea questo interessante contributo: I morti di covid sarebbero morti per insufficienza respiratoria dovuta non a polmonite virale interstiziale, quanto piuttosto a “trombo-embolia” innescata sempre dalla risposta infiammatoria eccessiva del sistema immunitario. Si sta infatti adesso sperimentando la cura con l’eparina, noto fluidificante del sangue, in combinazione con il cortisone (anti-infiammatorio) che sta avendo ottimi risultati in molti ospedali anche nelle situazioni più compromesse. In questo caso però, osservano i medici che hanno fatto questa scoperta, la terapia intensiva, l’intubazione ed i respiratori non solo sarebbero stati inutili, ma addirittura letali contribuendo significativamente al decesso dei pazienti (9 morti su 10 ricoverati in terapia intensiva). Avremmo risparmiato molte morti e si sarebbe evitato di sovraccaricare inutilmente il sistema sanitario e le terapie intensive dei vari ospedali. E quindi ci avrebbero tenuti a casa per cosa?

[10] https://www.isde.it/decreto-cura-italia-tra-le-pieghe-del-provvedimento-si-facilita-la-realizzazione-del-programma-5g/?fbclid=IwAR11596_ro8KGXLYlaIbs23ey-laQ47tM64uYR0rqnfV1EFUpmo0D6_b3J8#_ftn1

 

 

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