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La fallita rivoluzione di ferragosto

DI FEDERICO DEZZANI

federicodezzani.altervista.org

Dopo la fiducia votata al Senato è nato ufficialmente il Conte-bis che, con l’uscita dalla compagine governativa della Lega e l’ingresso del PD, muta colore da gialloverde a giallorosso. L’azzardo del vicepremier leghista di sfilare la fiducia al governo, scommettendo su elezioni lampo e sul trionfale ingresso a Palazzo Chigi, si è velocemente impantanata, lasciando l’iniziativa a M5S e PD. È interessante soprattutto leggere il fallito blitz estivo in chiave internazionale: Washington e Londra hanno tentato di installare a Roma un governo integralmente sovranista, per sferrare un attacco su più fronti all’Unione Europea. Parigi, Berlino ed il Quirinale hanno prontamente sfruttato l’errore di Salvini per disarcionarlo. La No Deal Brexit non dispone così in Italia di nessun governo che “amplifichi” le spinte centrifughe.

Pessima scelta di stoffa, Mr. Bannon

Un tempo guerre e rivoluzioni si iniziavano quasi sempre d’autunno, raramente d’estate: il lavoro nelle campagne assorbiva nella bella stagione quasi tutto il capitale umano, lasciando poche braccia libere. È vero: oggi nel mese di agosto ci si riversa verso mari e monti, ma l’effetto è comunque lo stesso. Ci vuole una certa temerarietà a tentare la rivoluzione in piena estate, con le città semi-deserte e l’opinione pubblica affaccendata in tutt’altro. Questa temerarietà non è mancata a Matteo Salvini, il vicepremier leghista, che ha scelto il mese d’agosto per sfiduciare il governo di cui faceva parte e lanciare una scalata ostile a Palazzo Chigi, puntando su rapide elezioni. L’esito è stato catastrofico, non solo per la pessima tempistica, ma anche per l’errata analisi della situazione politica (bastava un abaco per calcolare le maggioranze alternative in Parlamento) e la totale incompetenza nelle manovre extra-parlamentari. Chi urla “Me ne frego!” e invoca pieni poteri, non può poi dimostrarsi, all’atto pratico, totalmente incapace di mobilitare la piazza al momento più opportuno. La stoffa di Salvini è emersa chiaramente nel mese di agosto e si può dire: “pessima scelta di stoffa, Mr. Bannon!”.

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Pubblicato da Davide

23 Commenti

  1. La giustificazione addotta dalla Lega che non riuscivano più a governare non regge manco come trama di un film di quart’ordine.
    In nessun caso puoi consegnare il Paese a dei visionari falliti come quelli in carica ora. Solo dei poveri illusi possono pensare che l’endorsement ricevuto da Bruxelles sia per le qualità del nuovo esecutivo…questa è la medesima manica di ignoranti che ha firmato Dublino 2 senza capire un’acca del contenuto di ciò che firmavano salvo rendersene conto anni dopo a danno fatto e chiederne la rescissione. Ci credo che Merkel e Macron si complimentano con costoro…se li mettono in tasca come e quando vogliono.
    Prepariamoci al governo dei barconi, delle nuove tasse e dei pecoroni che studiano come intascare la diaria di Bruxelles invece di esaminare le conseguenze delle nuove nefandezze che bollono in pentola franco-tedesca. Figuriamoci se fanno sedere Conte alla loro mensa….

  2. E come era prevedibile fin dalle prime righe l’articolo termina con

    “La bomba Salvini non ticchetta più…ALMENO COSÌ SEMBRA.“

    😂😂😂

    …cioè aria fritta…

    Salvini non agisce da solo, c’è un partito che decide collegialmente in cui c’è gente di livello molto alto quanto a competenze, rete di relazioni, reddito…non si decide “di pancia”, non lo farebbe nemmeno la Meloni.

    Hanno scommesso che:

    1) l’UE ”NON” aiuterà a sufficienza l’Italia come promesso

    2) il governo resterà di fatto con le mani legate e scontenterà i cittadini (anche sull’immigrazione)

    3) Pd e M5S sono troppo diversi e alla prima difficoltà le divergenze porteranno alla crisi

    4) ci sarà una grossa recessione che renderà ingestibile la situazione

    Se questi fattori si verificheranno la Lega e Salvini hanno fatto una grandissima giocata altrimenti hanno sbagliato.

    Unica incognita davvero indecifrabile, la situazione interna degli US e la posizione di Trump all’interno, alle prese con il deep state.
    Il licenziamento di Bolton vuol dire che il populismo donaldiano ha ripreso fiato?
    Che si allontana la guerra all’Iran e che diventerà esplicito il dialogo con Mosca?
    In quel caso l’Italia godrebbe ancora di un rapporto privilegiato col Potus e le possibilità di Salvini si moltiplicherebbero.

    Fra qualche mese il quadro sarà più chiaro.

  3. Potrebbe anche darsi che abbiano tirato un bidone a Salvini, USA ed UE hanno appena introdotto un secondo pacchetto di sanzioni contro la Russia per l’inesistente caso Skripal il 26 agosto, mentre il ministro degli esteri tedesco ha appena ricevuto l’uomo dell’occidente a Hong Kong Joshua Wong.
    Forse i francotedeschi hanno offerto supporto a Trump contro Russia e Cina, anche se questo gioco di sponda potrebbe stritolarli, in cambio dello scalpo di Salvini.
    La situazione economica europea volge al peggio e avere un premier sovranista nell’area euro poteva essere ferale per due politici in grosse difficoltà interne, sul piano economico e di ordine pubblico.

  4. Peccato attribuire la colpa di questa rivoluzione fallita unicamente a Salvini, dato che le rivoluzioni sono sempre precedute da un lungo percorso di sedimentazione, e mentre tutti (anche Mentana) puntano il dito contro l’errore di calcolo e di tempistica sbagliata del Capitano, in realtà le cose stanno diversamente. La fine del governo gialloverde è stata segnata da accordi segreti presi in Europa da Giuseppe_Conte, che appare sempre più chiaramente un emissario della massoneria vaticana, la crisi infatti è letteralmente esplosa con il cosiddetto Russiagate, contro Salvini si è prontamente scatenata al momento opportuno la stampa maninstream, dall’“Espresso” al “Fatto Quotidiano”. Ha fatto male Salvini a negare il tutto, ma restano oscure le dinamiche ed appare risibile il fatto che la tangente avrebbe dovuto passare per ENI, che è controllata dal PD di Renzi. E cmq l’avvocato democristiano venuto dal nulla, indicato da Grillo e stimato da De Mita nonché dal Vaticano, alla nascita del governo gialloverde aveva tenuto per sé la delega ai servizi, che negli esecutivi precedenti (Renzi e Gentiloni) era rimasta come di consueto al ministro dell’interno (Minniti). Segnale eloquente: gli azionisti occulti del Movimento 5 Stelle non si fidavano di Salvini e non intendevano lasciare nelle sue mani l’arma dell’intelligence. Di qui il sospetto che la “manina” sia stata quella dei servizi italiani rinnovati da Conte. Questo spiegherebbe anche l’intransigenza di Salvini nel voler liquidare ad ogni costo l’avvocato venuto in apparenza dal nulla, ma in realtà solidamente gestito dai veri “padroni” del Movimento 5 Stelle, pronti a schierare i grillini con la Merkel per far eleggere Ursula von del Leyen alla Commissione Ue, contro Salvini e contro gli interessi nazionali italiani. Ecco perché Salvini ha dovuto chiudere e chiedere nuove elezioni, perché solo così avrebbe potuto governare. Le ragioni della crisi le spiega in questo senso anche Bagnai:
    http://goofynomics.blogspot.com/2019/09/cronaca-di-una-crisi-annunciata.html

  5. Solita visione molto parziale e dietrologica della vicenda… Incapace di tenere conto di tutti gli aspetti strategici ma solo di un presunto piano salviniano per prendersi “tutto il potere”.
    1 – Se Salvini avesse voluto incassare il successo elettorale avrebbe staccato la spina molto prima
    2 – Per stessa ammissione della dirigenza leghista, a Salvini era stato chiesto da tempo di staccare la spina, e lui aveva temporeggiato fino a che era stato possibile
    3 – In realtà la manovra per farlo fuori dal Governo era in atto da tempo e si è messa in pratica col definitivo passaggio di Conte al fronte “Globalista” e pro UE. Firmare la finanziaria europeista scritta in totale autonomia da Tria e Conte avrebbe significato per la Lega legarsi il cappio al collo e screditarsi completamente nei confronti dell’elettorato

    Se anche fosse ragionevole la tipica dicotomia di Dezzani tra le forze “marittime” e “continentali” mi chiedo: all’Italia, per sopravvivere economicamente, conviene stare nell’asfissia della UE o nell’apertura del recupero della propria sovranità?

    Stupisce anche vedere una persona come Dezzani usare il neologismo “sovranista”, privo di qualsiasi significato, e veicolato dal main stream con l’apposito scopo di screditare qualunque impulso contrario allo status quo politico della UE.

  6. L’autore ha almeno il pregio di provare a capire quali sono le parti che si stanno affrontando sul terreno della crisi di governo italiana, anche se la tendenza è sempre quella di semplificare alcuni passaggi a seconda della convenienza del proprio ragionamento. Per esempio, quale fazione americana ha spinto per una pseudorivoluzione colorata qui da noi? Dire che Trump non capisce nulla di quello che sta succedendo è un po’ un azzardo, anche perché quando si vuole liberare di qualcuno non allineato come Bolton, lo fa senza problemi. Inoltre, dire che Salvini ha chiesto a gran voce una finanziaria antieuropa è una affermazione che, almeno pubblicamente, non risulta da nessuna parte, fino al momento della crisi. Per il resto, finalmente si comincia a sentire qualcuno che ricostruisce in maniera corretta quello che è avvenuto con il travaso di consensi tra 5s e lega. Infine il discreto indizio che se c’è qualcuno ammanicato con gli interessi veri degli americani e inglesi, quello non è certo il 5s, ma semmai un centrodestra ora in mano ad un catalizzatore di consensi come Salvini; il che, per inciso, smentisce quello che finora ha sempre sostenuto lo stesso dezzani, ovvero un 5s eterodiretto dai poteri Euro atlantici.

  7. Ho seguito Dezzani fin dai suoi esordi come blogger con molto interesse.
    Poi però ho compreso che dopo aver azzeccato diverse previsioni geopolitiche, si è montato un pò la testa ed ha cominciato a “farla fuori dal vasetto”.
    La sua ricostruzione degli eventi di questa estate sembra essere corretta e prevedere tutte le tessere del puzzle, ma secondo me eccede in complottismo.
    Dezzani vuole concedere una dignità superiore, una trama raffinata, ad una semplice ed ordinaria vicenda politica italiana.
    Salvini ha semplicemente provato a perseguire i suoi obiettivi, ed a massimizzare il potere in suo possesso al fine di raggiungerli, rimanendo in buoni rapporti sia con Trump che con Putin, dimostrandolo con la sua contrarietà per le sanzioni alla Russia ed alla Siria.

    Di certo rimane soltanto la forte ostilità nei suoi confronti del filo-europeista Mattarella che, quello si, ha effettivamente e legalmente da un punto di vista costituzionale, colto la palla al balzo del presunto errore salviniano per accontentare i padrini del “fogno” europeo.
    Tutto qui.

  8. Questo dibattito mi sembra tanto surreale quanto fuorviante. Certo, si accenna a Trump, Bannon e co. ma alla fin fine i protagonisti sono sempre Salvini e compagni di merende, come se questi fossero statisti (ahahah) in grado di determinare le politiche di questa povera colonia dell’impero. Salvini sì, Salvini no, Salvini forse …. Salvini è solo uno dei tanti avventurieri che purtroppo proliferano nel nostro paese, come Mussolini, Andreotti, Berlusconi. Salvini sovranista? Non scherziamo … Con servizi segreti, vertici delle forze armate e polizie nelle mani di burattini dell’impero e un popolo (si fa per dire ) di pecore invertebrate rincretinite dalla tv …. L’uomo del destino autore di sofisticate trame che nonostante gli italiani renderà libera la nostra povera italietta? Dal 1945 chi ci governa, ultimo proprio Salvini, è un collaborazionista dell’occupante, idem il santino Berlinguer che vendette i “comunisti” e Grillo i 5s. Come i curdi in Siria sono i boot on the ground in una battaglia tra fazioni dell’impero in cui saranno sempre perdenti, così è per i sedicenti protagonisti della politica italiana, perché Trump o Deep State colonia siamo e colonia rimarremo. Alla faccia del sovranismo. Sentir parlare la Spadini di rivoluzione salviniana in questo contesto mi sembra veramente ridicolo.

  9. Ma se veramente volessimo cambiare qualcosa, non e’ certamente con la lega e berlusconi. Sono, comunque un unico partito pieno di corrotti, come tanti altri. Solo chiacchiere , pagliacciate, show e niente altro. Salvini ,ultimo messia o forse penultimo in fatto di gradimento popolare. Questi rappresentano il vecchio, con in faccia la maschera di un giovane. In un anno e piu’ si e’ visto poco: quota 100 e rdc da far pagare ai giovani.Cosi ‘ so boni tutti’! Gli sbarchi che son diminuiti son quelli mediatici, alla ribalta, su qualche carretta di nave, mentre ne entravano lo stesso da tutte le parti a centinaia. Ci prendono in giro, compreso l’attuale governo, eccetto qualcuno, ma e’ ben poca roba.

  10. finalmente un’analisi decente sulla lega-revolution

  11. La globalizzazione, intesa come forma deteriore del globalismo, conta su un esercito di miliardi di consumisti che si impegnano con entusiasmo e senza sosta, giorno e notte, tempo cosiddetto libero, vacanze e malattie comprese, e finanche quando dormono.

    Senza questo esercito di militanti profondamente motivati, di globalizzazione non si parlerebbe, e nemmeno di finanzieri o di oscure cupole, semplicemente non ci sarebbero i presupposti.

    Chi pretende di opporsi al globalismo, come ha detto bene recentemente Carpeoro (minuti 55:48 – 56:33 dell’ultima trasmissione), non capisce il mondo in cui vive.

  12. Scusate non ci azzecca niente o forse si. Mentre il Dezzani si trastulla con Le sue teorie a Lecco un irregolare africano manda ko due donne ed il giudice clemente gli affibbia i domiciliari. Per Salvini, citando Guardamagna, sarà una pacchia a meno che qualcuno non lo scavalchi a destra ritenendolo troppo moderato.

  13. Il Grande Twittatore – di Marco Travaglio (FQ 12-09-2019)

    Essendo astemio, non pensavo che una sbornia potesse durare un mese. Però auguro di cuore a Salvini di tornare sobrio, almeno fino a quella successiva, perché ci sveli il vero autore del suo tweet del 2 luglio, ore 19.29https://twitter.com/matteosalvinimi/status/1146108578148884480?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1146108578148884480&ref_url=http%3A%2F%2Filcappellopensatore.it%2F2019%2F07%2Fvon-der-leyen-presidente-della-commissione-ue-la-lega-gioca-sporco%2F: “A prescindere dai nomi, l’importante è che in Europa cambino le regole, a partire da immigrazione, taglio delle tasse e crescita economica. E su questa battaglia l’Italia sarà finalmente protagonista. #vonderLeyen”. Salvini era con Di Maio all’ambasciata Usa per l’Independence Day. Conte li aveva appena avvertiti da Bruxelles dell’opportunità unica di infilarsi nelle divisioni del fronte europeista e rendere l’Italia decisiva nell’elezione della candidata tedesca del Ppe Ursula von der Leyen a presidente della Commissione. E Salvini diede subito il via libera: caduto il falco socialista olandese Timmermans per i veti di 11 Paesi, fra cui l’Italia, non era più questione di “nomi”, ma di “protagonismo” dell’Italia. L’aveva preannunciato quel mattino a La Stampa il suo capogruppo Ue Marco Zanni: “I popolari ci hanno convinto. Avremo un portafoglio di peso”. E fonti leghiste confermavano all’Ansa il voto a Ursula “perché sulla riforma di Dublino e l’immigrazione abbiamo buoni riscontri”. Conte, trattando per due giorni e due notti con i partner europei, aveva rotto l’isolamento giallo-verde con la maggioranza Ppe-Pse-Alde uscita dalle Europee. E nutriva buone speranze che i franchi tiratori socialisti su Ursula rendessero indispensabili i voti grillo-leghisti. Il sovranismo sterile e parolaio di Salvini poteva virare verso quello pragmatico e produttivo di Conte.

    Invece lo scorpione padano, sopraffatto dalla sua vera natura, ordinò ai suoi di votare contro. I 5Stelle mantennero la parola, anche per le aperture della VdL su ambiente e migranti. E i loro 14 voti furono decisivi per farla eleggere. Così Conte dovette sudare sette camicie per strappare la promessa della Concorrenza (il massimo finora ottenuto dall’Italia, quando B. ci mandò Monti) alla riottosa Ursula, che non voleva saperne di un leghista. Ma il premier fu così “traditore” che tenne il punto: il commissario spettava alla Lega, per premiarne la vittoria elettorale e per responsabilizzarla in Europa. Salvini gli indicò Giorgetti, che però si tirò indietro e la Lega prese a cincischiare tra Garavaglia e Centinaio (per l’Agricoltura). Il resto è noto: la crisi del Papeete e la svolta degli Affari economici a Gentiloni. Questi sono i fatti, con buona pace degli eurocomplotti che il Cazzaro rinfaccia a Conte, Di Maio e Pd. Le uniche congiure anti-Salvini sono quelle architettate da Salvini. E, sia detto a suo onore, funzionano a meraviglia.

    https://infosannio.wordpress.com/2019/09/12/il-grande-twittatore/

  14. L’articolo di dezzani ha il merito di mettere in luce la forte strizza che c’era nell’eurocrazia per una doppia offensiva ,brexit e italexit, quasi impossibile da gestire . Però, caro dezzani ,bannon è proprio uno di quegli che trump ha cacciato e solo in Italia viene accreditato di tanto potere. Poi se lo chiami a parlare come analista ti dirà quello che penso anche io(e non solo io!) e che ho scritto in vari post di commento all’endorsement di trump: trump non ha capito bene( sai che novità) cosa stava succedendo in Italia ,al g 7 conte gli ha dato ragione sulla russia quindi si è sbilanciato su conte ma non appena avesse realizzato che il nuovo esecutivo sarebbe stato europeista senza se e senza ma e che dei due attori di governo precedenti quello più freddo sulla bri era di gran lunga la lega avrebbe cambiato idea(e anche qui sai la novità). La ricostruzione di dezzani è una ricostruzione dietrologica al quadrato un po’ come quella che vede il comportamento di grillo dettato dai guai giudiziari del figlio. Inoltre se il piano fosse stato ordito da Goldman Sachs credo sarebbe gestito un po’ meno a capocchia! Senza contare che salvini era ben consapevole dell’ostacolo Mattarella e rompere anche subito dopo la vittoria alle europee non avrebbe cambiato niente. Io penso semplicemente (e le cose semplici sono sempre le più probabili) salvini si è fidato della “coerenza” dei 5 s e sul fatto che zingaretti non solo volesse ma anche potesse davvero andare ad elezioni! Sulla gestione della crisi da parte di salvini evitiamo per cortesia di sparare sulla croce rossa!

  15. https://m.dagospia.com/dago-salvini-e-di-maio-non-hanno-avuto-il-quid-per-capire-la-politica-internazionale-213469

    Secondo me, l’analisi migliore l’ha fatta… Dagospia (incredibile…).
    In pratica, Salvini e Di Maio sono (in modo diverso) ignoranti relativamente ai Poteri Forti. Troppo tempo dedicato a twittare e a postare stupide foto invece di comprendere il sistema (invisibile) dei Poteri Forti.
    Secondo D’Agostino (e anche secondo me) Salvini non avrà una seconda occasione.
    Pertanto, Bagnai (che crede alla mutua distruzione tra PD-5S) si sbaglia. D’altra parte, si sbagliò pure con “Il Tramonto dell’Euro”, analisi corretta delle cause della crisi ma previsioni errate sul futuro dell’eurozona. Purtroppo la sua saccenza e la sua ingenuità gli impedisce di capire come funziona il sistema.

  16. 1,2 KWh di potenza installata, studio associatto zona Crocetta, la più ricca di Torino, tre stanze, tre P.I. (una è di mia figlia) stamani sono andato a trovarla, mi fà vedere la bolletta della luce 180.000 lire, domando “ma cosa evete di elettrico ?” una luce in ogni stanza e qualche caricabatteria per computer e telefonino.Rispondo a mia figlia- “il problema non è quanto paghi di bolletta, il problema è che una P.I. debba perdere tempo a preccuparsi del costo della corrente anziche cercare clienti e lavorare”.
    Usciamo andiamo per un caffè al vicino bar, un bel bar alla Crocetta ( ci vanno non meno di 500.000 di lire a metterlo su) entriamo,ci sono due avventori in un tavolino con due caffè, il barista saluta educatamente ma non sorride, si parla del più e del meno e coinvolgo il barista nella discussione, ho capito perchè non ci ha sorriso all’igresso, da un lato gli mancavano almeno 4 denti, il resto era una sorta di schacchiera tra denti buoni e denti marci- pago 4.000 lire (al tavolo sempre e solo quei due clienti con il caffè ) per deformazione professionale (ho sempre fatto impresa) faccio due conti della serva, ammortamento investimento iniziale+costi di mantenimento+tasse+varie ed eventuali (che poi sarebbe il suo stipendio) prima che il barista, con quei 4 caffè, riesca ad andare dal dentista, ci vanno tre generazioni.
    Esco, dico a mia figlia- “hai capito perchè esco poco, ogni volta che esco è una ferita al cuore” lei non capisce (tutti i giovani non capiscono, sono istruiti a non vedere) le spiego il tutto, lei mi guarda come un marziano, poi la invito a guardare i palazzi intorno (tutti bei palazzi in stile) non c’è più un fiore, una pianta sui balconi, le serrande quasi tutte chiuse. Le racconto che un tempo era un tripudio di colori e fiori, facevano la gara a chi aveva il balcone più colorato, oggi pare che la gente (anche quella ricca) non abbia più voglia di vivere, anzi pare che preghino perchè la morte arrivi in fretta.
    Lo sò, mi si può imputare di essere fuori tema, qui si parla di Salvini, di Conte e Di Maio, c’è chi dice che è meglio uno, chi dice che è meglio l’altro- ma io vedo zombi che camminano per la strada e baristi senza denti, vedo la morte e non vedo nessuno tra i politici che abbia occhi per questo paese.
    P.S.
    ho usato le lirette, fose ci siamo dimenticati di quanto valevano. E non parlatemi di flattax, dello zero virgola qualcosa di tasse in meno su redditi o fatturati che non ci sono più.

  17. bertani – dezzani tutti a scrivere contro salvini che sarà il prossimo grillo saltante della repubblica italiana.
    troppi ani nella stampa italiana.

  18. I rivoluzionari, in un sistema come il nostro, non prendono il 30%, non vanno in tv e restano relegati allo 0,5, al più finiscono nel tritacarne mediatico per tafferugli più o meno organizzati. Se arrivano a certe percentuali, è perché così è stato pianificato, in quanto funzionali al potere che si muove dietro le quinte, che ha bisogno di qualcuno che tenga impegnata la gente a dividersi tra i Di Maio e Salvini.

  19. Di tutto questo discorso mi rimane oscuro il fatto che la lega per far bene avrebbe dovuto fare la crisi una- due settimane dopo le europee. Cosa sarebbe cambiato? Secondo me nulla. L’accordo che hanno fatto a ferragosto in quattro-cinque giorni rivela che lo stavano preparando da tempo, aspettando l’occasione giusta e quindi lo avrebbero solo fatto prima a Giugno. Leggere Bagnai fa sempre bene:
    http://goofynomics.blogspot.com/2019/09/cronaca-di-una-crisi-annunciata.html

  20. Il signor Dezzani fa la solita analisi del senno di poi , quando altri già da molti giorni scrivono in lungo ed in largo sul’argomento .
    Non aggiunge niente di nuovo ai fatti ma la butta tutta nella strategia di Bannon per destabilizzare l’UE . Non è detto che questa strategia non sia vera ma negare la fuga da una finanziari che non controllavano più (come Lega) è sbagliato ,come meravigliarsi che il deep state Italiano stesse a guardare inebetito lo svolgersi degli eventi.
    La Lega ha sbagliato strategia se era quella di andare in tempi brevi al voto,attivando pure quel mostro del PD riportandolo al comando per riapplicare tutti i diktat dell’unione europea,
    perché come state capendo tutti non ci daranno nessun contentino solo qualche briciola se va bene ,in cambio di chi sa cosa.

  21. Ammetto di averci capito poco delle ragioni di questa crisi, provo quini a mettere assieme alcuni avvenimenti per capire se ci sono correlazioni e trovare una possibile spiegazione, tre per me significativi 1) la sconfitta dei sovranisti in Europa 2) la stagnazione della Germania 3) l’appoggio dato a Conte da parte di Francia e USA.

    All’indomani delle elezioni europee ormai chiaro che contrariamente a quanto pronosticato il prossimo consiglio europeo non sarebbe stato stravolto, i sovranisti si scindono tra chi cerca tramite una trattativa politica di far valere i voti presi, M5s e Paesi di Visegrad da una parte e irriducibili dall’altra.

    Al contempo la Germania alle prese con una recessione annuncia che la prossima manovra sara’ in ottica anticiclica fatta in deficit, a fronte di questo volonta’ sembrerebbe, nonostante la sconfitta alle europee aprirsi la possibilita’ di un cambiamento delle politicche economiche in chiave anti-austerity. Ma e’ cosi, potranno Francia ed Italia “allargare i cordoni della borsa” o la possibilita’ di sforare i limiti di bilancio sara’ consentito solo ai paesi virtuosi con piu’ basso rapporto deficit/pil?

    Qui entra in campo la Francia, sfrutta la separazione del campo sovranista in Europa vi fa’ leva, cambia atteggiamento verso l’Italia cerca una sponda con gli USA, ottiene che Trump appoggi il nuovo governo Conte. Tutto quindi in funzione anti tedesca in accordo colla politica americana di marginalizzazione della Germania.

    La domanda e’ quindi: questo governo e’ nato a causa di un cambiamento degli assetti europei e cioe’ per permettere la nascita di un asse francoitaliano?

    E se accordo politico c’e’ stato si puo’ ipotizzare che anche la Lega vi abbia aderito uscendo volontariamente dal governo in cambio naturalmente di una contropartita?

    All’ultima domanda sembrerebbe aver trovato risposta il sovranista Fraioli, ipotizza come contropartita all’accordo politico l’autonomia differenziata, in ottica secessione ed aggregazione all’area economica tedesca del nord italia.

    https://youtu.be/6KLEy-peLKk

  22. La spiegazione che Bannon abbia spinto Salvini ad andare al voto per essere a Palazzo Chigi in contemporanea alla Brexit regge, dato che Trump potrebbe avere saputo che Conte è organico ai clintoniani e quindi se lo voleva togliere dai piedi, d’altronde l’ha chiamato “Giuseppy” quindi non lo stima per niente, per questo il Conte Clinton prima è volato a Bruxelles e il 18 a Roma arriva Macron, hanno fatto la cavolata del governo anti-Trump che per adesso deve gestire la Brexit con Johnson e contro Macron e la Merkel, ma poi probabilmente si occuperà del premier clintoniano di Roma.

  23. A Bruexelles chi commanda secondo Dezzani? Direi la NATO. La NATO chi la commanda?

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