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LA DISTRUZIONE DI JOSE' PADILLA

DI STEPHEN SOLDZ
Psyche, Science, and Society

Oggi il New York Times ci ha regalato uno scorcio della sistematica distruzione di un essere umano, con la descrizione del trattamento “di routine” nei riguardi del cittadino degli Stati Uniti Jose Padilla, detenuto per anni senza accuse e definito come “combattente nemico”; fino a che il governo, alla vigilia di una cruciale udienza che poteva essere la sfida finale alla facoltà di trattenere qualcuno senza alcuna prova a carico, ha deciso di condannarlo comunque.

L’articolo del NYT descrive lo stato di totale isolamento in cui il prigioniero è stato tenuto per tre anni e mezzo, prima di essere condannato:

“Un giorno di primavera, durante i suoi tre anni e mezzo di reclusione come “combattente nemico”, Jose Padilla sperimentò un cambiamento nella monotonia del suo solitario confino in una spoglia cella nella prigione dellq marina militare Usa a Charleston, S.C.

Quel giorno, il signor Padilla, un nativo di New York convertito all’Islam che l’amministrazione Bush aveva accusato di progettare un attacco per mezzo di una “bomba sporca” e detenuto senza condanne, aveva bisogno di una visita dentistica.

“Oggi è il 21 maggio”, dichiarò un ufficiale della marina alla telecamera che documentava l’evento. “In questo momento ci apprestiamo a eseguire la devitalizzazione di un dente su Jose Padilla, il nostro combattente nemico”.

Diverse guardie in tenuta mimetica ed equipaggiamento anti-sommossa raggiunsero la cella n. 103. Aprirono un pannello rettangolare alla base della porta e i piedi nudi del signor Padilla vi passarono attraverso, come distaccati dal corpo. Mentre una guardia tratteneva a terra un piede con il suo stivale, le altre incatenavano le gambe del prigioniero. Successivamente, le sue mani emersero attraverso un altro buco nella porta, per essere ammanettate.

Senza dire una parola, le guardie, sporgendosi nella cella, assicurarono le manette ad una cintura metallica. Per un attimo, gli occhi impassibili di Padilla incontrarono l’obiettivo, prima che egli abbassasse la testa come sapendo cosa era in arrivo: cuffie antirumore sulle sue orecchie e una mascherina nera sui suoi occhi. Poi le guardie, i cui volti erano nascosti da visori in plastica, si misero in marcia con il loro prigioniero mascherato e incatenato, per condurlo dal dentista.

Il trattamento che il dentista era in procinto di eseguire serviva solo a continuare il vero trattamento inflitto al prigioniero, giorno dopo giorno fino alla fine:

Nella prigione militare, a Padilla è stato negato ogni incontro con i suoi legali per 21 mesi. Andrew Patel, uno dei suoi avvocati, ha dichiarato che l’isolamento non solo era molto grave, ma comportava anche deprivazioni materiali e sensoriali. In una dichiarazione sotto giuramento. rilasciata venerdì, l’avvocato ha sostenuto che Padilla era tenuto da solo in un’ala carceraria da 10 celle; che egli ha avuto contatto quasi solo con i suoi interrogatori; che la cella era monitorata elettronicamente e i pasti gli venivano consegnati attraserso un buco nella porta; che le finestre erano oscurate, e Padilla non disponeva di orologio né di calendario; inoltre dormiva su una piattaforma di acciaio, dato che il materasso gli era stato tolto così come la sua copia del Corano, “come parte del sistema d’interrogatorio”.

Perchè questo trattamento? Era forse Padilla un violento, una minaccia per le guardie o altri? Evidentemente no:

Uno degli avvocati di Jose Padilla, Orlando do Campo, ha dichiarato che Padilla era un prigioniero “completamente docile”. “Non ci sono mai stati problemi disciplinari con Jose, mai una reprimenda, mai un atto di disobbedienza”, ha detto Mr. Campo, avvocato dell’ufficio di Miami dei pubblici difensori.

Nella sua deposizione, Mr. Patel (un altro avvocato) ha dichiarato, “Mi èstato detto dai membri dello staff della prigione che il temperamento del signor Padilla era così docile e inattivo che il suo comportamento era ‘simile a un soprammobile’ “.

Aldilà di qualsiasi necessità di controllarlo, Jose Padilla ha sperimentato la tecnica di isolamento totale, il cuore del programma di tortura psocologica che il governo statunitense sviluppa da decenni. Secondo gli avvocati di Padilla:

“gli interrogatori includevano incappucciamento, posizioni fisiche molto scomode, attacchi personali, minacce di imminente esecuzione capitale e somministrazione di siero della verità”.

Compariamo questa dichiarazione con la descrizione di Alfred McCoy delle tecniche CIA di tortura psicologica:

“Sebbene questi esperimenti sulle droghe non portino a nulla e l’uso di elettroshock porti solo a cause legali, la ricerca sulla deprivazione sensoriale si è rivelata senza dubbio fruttuosa. In fatti, questa sperimentazione ha prodotto un metodo di tortura mentale, piuttosto che fisico, meglio descritto come tortura ‘no-touch’ (senza tocco)”.

“Le scoperte dell’ Agenzia erano una continua rivoluzione, la prima vera rivoluzione in questa crudele scienza dal diciassettesimo secolo– e grazie alle recenti rivelazioni di Abu Ghraib e Guantanamo, questi metodi sono per tutti ormai familiari, anche se molti Statunitensi ancora non conoscono la loro stessa storia. Dopo attenta analisi, quelle foto di corpi nudi rivelano le tecniche di tortura CIA più basilari – posizioni fisiche costrittive, deprivazione sensoriale e umiliazioni sessuali.

Non abbiamo testimonianza di umuliazioni in campo sessuale, ma il resto delle tecniche descritte sono state usate anche su Padilla.

[un eccellente rapporto su queste tecniche, con esaustive citazioni dal manuale della CIA ‘KUBARK’, reso recentemente pubblico, viene fornito da Valtin nel suo ‘Torture 101: manuale CIA sull’ interrogatorio coercitivo’]

Come indica l’articolo del Times, Padilla è un caso da manuale che dimostra ciò che queste pratiche possono fare:

“la dottoressa Angela Hegarty, direttrice del reparto di psichiatria forense al Creedmoor Psychiatric Center di Queens, Nwe York, che ha esaminato il signor Padilla per un totale di 22 ore fra giugno e settembre, ha dichiarato in una deposizione che “il soggetto manca della capacità per aiutare la sua stessa difesa”.

“è mia opinione che a causa di queste esperienze durante la reclusione, il signor Padilla non comprende la natura e le conseguenze dei procedimenti attuati contro di lui, non è in grado di collaborare con i suoi difensori, e ha riportato danni psicologici come risultato di una sofferenza mentale, ad esempio disordini da stress post-traumatico, complicati dagli effetti neuropsichiatrici del prolungato isolamento…”

Gli avvocati di Padilla dicono di aver trovato grosse difficoltà nel convincere il loro cliente di essere dalla sua parte.

Dal momento in cui Padilla ha potuto parlare con i suoi difensori, Patel gli ha fatto visita di frequente all’interno del carcere militare e nel centro di detenzione di Miami, e Padilla ha osservato personalmente Patel mentre arringava in sua difesa davanti alla corte nel tribunale di Miami.

Ma, ha dichiarato Patel nella sua deposizione, nonostante ciò il suo cliente è ancora diffidente. “Il signor Padilla rimane incerto nel decidere se io e gli altri avvocati che lavorano sul suo caso siamo effettivamente dalla sua parte oppure se anche noi siamo un’altra componente del piano governativo di interrogatorio…”

” In particolare, egli risulta particolarmente riluttante a parlare di quello che è accaduto nel carcere militare, temendo di essere riportato là prima o poi”, ha dichiarato il signor Patel.

“durante i colloqui, spesso mostra tic facciali, movimenti inconsulti degli occhi e del corpo”, ha detto Patel. “Queste contorsioni sono particolarmente inquietanti dato che solitamente Jose è ammanettato e incatenato a una cintura di metallo quando si incontra con noi”.

Perchè questa tortura psicologica è continuata per anni e anni? Si può immaginare che in principio pensassero che Padilla avesse chissà quali segreti da rivelare. Ma ben prima dei tre anni e mezzo che sono trascorsi, devono necessariamente essersi resi conto che egli non aveva assolutamente niente da confessare. Quindi perchè continuare? Possiamo soltanto fare delle congetture. Stavano forse conducendo un barbaro esperimento, per determinare cosa ci sarebbe voluto per distruggere la sua personalità? E’ stata soltanto una barbara punizione per l’umiliazione subita da coloro che avevano ordinato questo trattamento, una volta realizzato che Jose non era il grande terrorista che credevano di aver catturato? Oppure semplicemente il tremendo macchiario messo in moto dal governo ha continuato a marciare cercando di ottenere la massima risonanza mediatica da un arresto di bassa lega?

E’ fondamentale scoprire com’è stato possibile che questi anni di torture siano andati avanti, chi ne è responsabile, poiché in queste risposte si trova la chiave del possibile futuro di tutti noi. Questo tipo di abusi ha una storia di oltre 50 anni di utilizzo da parte del governo degli Stati Uniti. Periodicamente vengono smascherati e condannati, ma continuano ad essere sviluppati e utilizzati. Il Military Comissions Act (ossia l’Aato di legalizzazione della detenzione e tortura a tempo indefinito del 2006), recentemente promulgato, rende ogni cittadino statunitense potenzialmente soggetto a un destino simile a quello di Padilla, con un semplice ordine del presidente degli Stati Uniti. L’unico modo di fermare questa procedura è rendere pubblici i nomi dei responsabili, verso l’opinione pubblica e i media. Altrimenti, il destino di ognuno di noi potrebbe divenire uguale a quello di Jose Padilla.

Stephen Soldz
Fonte: http://psychoanalystsopposewar.org/blog/
Link: http://psychoanalystsopposewar.org/blog/2006/12/04/the-destruction-of-jose-padilla/
04.12.2006

Traduzione a cura di CLAUDIO DELLA BRUNA per www.comedonchisciotte.org

Pubblicato da God