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LA DEVASTAZIONE CHE INFLIGGIAMO: DAL VIETNAM ALL'IRAQ

Due lettere da veterani del Vietnam sui “danni collaterali” in Iraq

DI TOM ENGELHARDT

Quasi due settimane fa, ho pubblicato un pezzo di Michael Schwartz, “Una ricetta per la Carneficina”, sulla natura brutale delle “regole di ingaggio” americane nei combattimenti aerei in Iraq e sulla risultante proliferazione di vittime civili irachene. È successo che il pezzo ha suscitato violenti ricordi in diversi veterani del Vietnam, che hanno scritto intense risposte a Tomdispatch – queste colpiscono tanto che ho scelto le due più eloquenti da distribuire (con il permesso degli autori, naturalmente) nel mio ultimo dispaccio (unitamente ad un mio articolo sul modo in cui l’esperienza in Vietnam ha perseguitato l’amministrazione Bush nell’avventura irachena).

La prima lettera arriva da Wade Kane, ex mitragliere di elicottero e caposquadra in Vietnam, che ha scritto da Crescent City, in Florida; la seconda è di George Hoffman, ex medico in Vietnam, di Lorain Ohio, che descrive essere “sessanta chilometri a ovest di Cleveland, nel cuore del decadente apparato industriale, con il mio appartamento che si affaccia, panoramicamente, su ciminiere e fabbriche d’acciaio”. Entrambi, nei loro resoconti, danno all’analogia tra il Vietnam e l’Iraq nuovi e dolorosi significati. Questi sono i tipi di voci che dovremmo ascoltare sempre di più in questo paese e, sfortunatamente, non riusciamo mai a farlo. Non perdete questo dispaccio.Lettera #1

Wade Kane scrive:

Caro Tom,

Sebbene sono sicuro che, ogni tanto, giustiziamo persone innocenti dopo anni di prigionia nel Braccio della Morte, noi come nazione ci vantiamo di non giustiziare alcun innocente. Solo i peggiori assassini sembrano andare nel Braccio della Morte. Pertanto sembra piuttosto ironico che, dopo aver visto qualcuno piantare una bomba sul ciglio della strada in Iraq, almeno a quanto pareva, grazie al collegamento video con un drone Predator, usando quell’informazione, si decida di sganciare una bomba di 230 Kg su di una casa dove qualcuno potrebbe aver cercato riparo, una casa in cui non abbiamo alcuna indicazione se ci siano o meno altre persone.

Uccidere donne e bambini innocenti va bene, è “solo” un danno collaterale… Se ciò “va bene” perché, allora, non andava bene quello che faceva il Tenente Calley in Vietnam? Analogamente, perché Hiroshima e Nagasaki andavano bene, ma My Lai no? In qualche modo, quando i nostri soldati sparano a degli innocenti molto da vicino ne siamo spaventati, ma quando ciò accade per mezzo di bombe o di artiglieria “va bene”.

[Una donna a My Lai]

All’incirca quando My Lai si presentava all’opinione pubblica, mi trovavo a volare come caposquadra/mitragliere su di un Chinook [elicottero Usa]. Oltrepassando un piccolo villaggio, pensai di aver sentito un colpo singolo diretto verso il mio elicottero. O, forse, si trattava solo uno scoppio a livello delle pale. Osservando a fondo il villaggio, potevo vedere donne e bambini nelle strade in quella che avrei potuto definire “scena bucolica”. Decisi di non rispondere al fuoco, anche se le regole di ingaggio della mia unità me lo avrebbero permesso. Circa un’ora dopo ricapitammo a volare su quel villaggio. Non si vedeva nessuno, ma erano evidenti numerosi crateri di bombe nelle culture di riso e dove una volta c’erano le case. Ritengo che qualcun altro abbia ricevuto dei colpi, o pensava di averli ricevuti, decidendo di rispondere al fuoco, chiedendo ai piloti un attacco aereo. Dubito che qualcuna delle persone del villaggio abbia avuto il tempo di scampare all’attacco. Eppure non ho mai sentito parlare di quell’evento, solo di My Lai…

Non sono innocente. Più o meno in quei giorni, volando basso – qualcosa come 6 o 7 metri sul livello del terreno a 230 Km/h – incontrammo una famiglia che si dirigeva verso un campo di tapioca. Quando ci passammo vicino, un ragazzo di più o meno dodici anni afferrò la zappa e la punto verso di noi come un’arma. Ho tentato di puntare il mio M-60 e di sparargli, ma eravamo troppo veloci. Allora, l’avrei sentito come un buon colpo, in quanto il ragazzo si stava addestrando a tirarci giù. Adesso, guardando i miei bambini, sono terrorizzato da quanto potessi essere stato indurito, calloso.

La gente non si è mai seriamente preoccupata dei test Starbucks (che sarebbe potute essere una bomba). Se fosse stata ideata, come non è avvenuto, avrebbe pesato circa un cinquecentesimo di quelle che noi, abitualmente, sganciamo nei quartieri residenziali in Iraq. Sembra che la maggior parte della gente non riesca a concepire la devastazione che infliggiamo su scala regolare. Oggi, per esempio, un tizio che conosco mi ha inviato qualche “foto di quanto stiamo bene” per le nostre truppe in Iraq. Solite cose: vecchie signore con cartelli “Grazie, Mister Bush”, bimbi che sorridono. Foto che, lei dice, “semplicemente non fanno notizia”. Per quel che riguarda il “non far notizia”, che mi dite delle foto dei bambini che le nostre bombe hanno sventrato? Foto di quel tipo si trovano in “Where War Lives”, un giornale fotografico del Vietnam di Dick Durrance (prefazione di Ron Kovic).

Dovremmo essere la luce viva del mondo, spendendo i soldi delle tasse in cure per la malaria, non per uccidere innocenti.

Non abbiamo alcuna vergogna?

Dal profondo del mio cuore, voglio ringraziare coloro che, come te, tentano di porre fine a questa follia in forma di guerra.

Wade Kane

In tempo di guerra:
SP/5 Wade O. Kane RA 14952996
Co. A, 228th AVN BN (ASH)
Prima Divisione di Cavalleria (Airmobile), dal giugno ’67 fino a giugno ’68
Mitragliere sul Chinook 64-13137, dall’agosto ’65 al novembre ’67
Caposquadra/mitragliere sul Chinook 64-13140, dal novembre ’67 al giugno ’68
Occasionalmente mitragliere di rampa su Chinooks, dal febbraio ’68 al giugno ’68

Campagne/Battaglie:
La valle di Que Son e LZ Leslie
Battaglia per la Cittadella di Hue durante Tet ’68
Missione di soccorso a Khe Sanh
Campagna Aprile &’68 della valle A Shau

Lettera #2

George Hoffman scrive:

Caro Tom,

Voglio tu sappia che molti veterani del Vietnam non si trovano per nulla a proprio agio quando affrontano l’argomento di questa guerra in Iraq, per nulla necessaria, che ha strappato le vite di tanti Iracheni innocenti, come pure di tanti uomini e donne americane che stanno prestando servizio da quelle parti. Sono sicuro che la ragione per cui ho sentimenti così profondi su questa guerra è che, come soldato di sanità in Vietnam, ogni giorno per un anno sono stato in un ospedale, faccia a faccia con tali vittime e trattando con loro a livello viscerale.

Ho servito in Vietnam come assistente medico dal 31 maggio 1967 al 31 maggio dell’anno successivo presso l’ospedale della dodicesima divisione USAF (United States Air Force – Aviazione degli Stati uniti) a Cam Ranh Bay. Oltre a trattare i soldati feriti, il complesso aveva anche una corsia speciale per la gente vietnamita. Normalmente si trattava degli ufficiali e dei parenti dell’amministrazione Thieu, gente molto istruita e impiegata in posizioni di governo. Tuttavia, occasionalmente, i pazienti erano contadini, persone normali che gli Americani stavano tentando di vincere alla nostra causa (il problema dei cuori e delle menti). Erano, di norma, pazienti colpiti da proiettili shrapnel – “danni collaterali.” E, naturalmente, essendo stati colpiti dagli americani, erano arrabbiati nei loro confronti e i loro cuori e menti erano persi alla nostra causa, e guadagnati alla causa della guerriglia, presumibilmente il male.

Con queste informazioni personali, sfortunatamente necessarie, lasciatemi dunque arrivare al tuo ultimo dispaccio. Capisco la ratio sottostante la politica dell’amministrazione Bush riguardo la supremazia dei cieli, che sembra logica in termini di giudizio militare, ma è un fallimento completo per quel che riguarda la diplomazia. Sono sicuro che molte migliaia di innocenti Iracheni, la cui unica colpa è stata quella di aver vissuto accanto alle case di qualche insorto, o in quelle case stesse, sono stati uccisi in questi sedicenti attacchi aerei chirurgici con bombe di precisione; e, come in Vietnam, queste operazioni stanno diventando una delle principali ragioni per cui gli Americani stanno perdendo l’appoggio degli Iracheni come pure trasformando civili in insorti.

In aggiunta ai reporter e agli editori dei media convenzionali, la maggior parte dei quali rimane inconsapevole dell’orribile realtà per i civili iracheni in queste operazioni, il cittadino americano medio sembra aver completamente abboccato all’esca della propaganda dell’amministrazione Bush riguardo a come la guerra sia stata proseguita. I civili, in realtà, non concepiscono per nulla quanto possa essere orribile il “danno collaterale” e sarà una lezione dura da imparare, dal momento che i media più importanti, sostanzialmente, si rifiutano di rendere nota questa situazione.

Naturalmente, gli insorti amano la politica americana di supremazia aerea, perché ogni nuova ferita e/o morte è un ottimo strumento per reclutare persone dalla loro parte. Penso che sia più che una coincidenza che la coppia di sposi, trasferitasi dall’Iraq alla Giordania, che si è scoperto viva a Fallujah, è stata tra i terroristi suicidi che parteciparono all’attacco degli alberghi di Amman. In un articolo che ho letto, un reporter afferma che i residenti di Fallujah stavano tranquillamente celebrano gli attacchi. Ricorda inoltre che l’assedio di Fallujah nel novembre del 2004 rase al suolo quasi i due terzi degli edifici di quella città. Come dicevano i soldati di terra in Vietnam, il risarcimento è un vero figlio di puttana.

Connesso all’assedio di Fallujah c’è un altro problema che non è stato ben denunciato dai media convenzionali. Durante l’assedio, le forze americane hanno sparato raffiche di fosforo bianco. Ho curato soldati in Vietnam che sono stati feriti da proiettili shrapnel rivestiti di fosforo bianco o, come lo chiamavano i soldati, Willy Pete. A differenza del napalm, i proiettili shrapnel al fosforo bianco bruciano finché non si ossidano completamente. Pertanto brucia attraverso la pelle, fino alle ossa. D’altronde, i comandanti militari americani in Iraq hanno usato un’arma che ha sobillato i civili iracheni contro i loro sedicenti liberatori, trasformandoli in insorti. Mentre sempre più truppe americane sono dislocate fuori dell’ Iraq, a causa della pressione politica applicata all’amministrazione Bush da quando il repubblicano Murtha è diventato così ostile alla guerra, sono sicuro che ai comandanti militari in campo è stato detto di minimizzare le perdite americane, cosicché essi sono liberi di fare affidamento sempre di più sulla politica di supremazia aerea per colpire gli insorti.

[Bambini vietnamiti fuggono dal napalm]

Un’ultima, personale osservazione: sospetto che, negli anni a venire, gli storici guarderanno alla guerra in Iraq allo stesso modo in cui ora lo fanno nei confronti della guerra in Vietnam. Entrambe le guerre sono state dichiarate in base a false premesse (la Risoluzione del Golfo di Tonkino contro le armi di distruzioni che non esistevano e i collegamenti non esistenti tra Saddam e gli jihadisti di Al Qaeda) ed accettate ad occhi chiusi dai rappresentanti al congresso che hanno la forza morale delle meduse. La propaganda del presidente Johnson circa le nazioni nel Sud Est dell’Asia che cadono come tessere del domino in mano ai comunisti, si adatta anche troppo bene alle rivendicazioni di Bush che fare dell’Iraq un modello di democrazia nel Medio Oriente significherà che i regni e le dittature circostanti cadranno allora come tante tessere del domino verso le riforme democratiche. Le azioni diffuse di spionaggio illegale verso i civili americani durante il Vietnam si accoppiano alle attuali azioni di spionaggio senza autorizzazione alle spalle degli Americani da parte della NSA e del programma militare americano TALON. Infine, similmente, ai funzionari chiave nell’amministrazione Johnson, gli stessi funzionari che hanno incitato il presidente Bush a proseguire questa guerra non necessaria, sono i primi a lasciare l’amministrazione quando la censura nazionale si abbatte su di essi. Ovviamente, mi sto riferendo in questo caso al segretario della difesa Robert McNamara, che fu l’architetto della Guerra in Vietnam, e a Paul Wolfowitz, che ha avuto un ruolo simile per la guerra in Iraq. Entrambi sono scomparsi nella Banca Mondiale, dove ciascuno di essi ha ammesso in seguito di scontare la fermezza e la determinazione del nemico; e, nel caso di Wolfowitz, che egli è rimasto sorpreso quando la guerra è diventata pura guerriglia.

Se avessi una sola parola per descrivere la qualità più essenziale sia dei Nuovi Pionieri dell’amministrazione Johnson sia dei Neo-Conservatori dell’amministrazione Bush, quella parola sarebbe arroganza.

Con sincerità,

George Hoffman

Informazioni:

Data: 22 gennaio 2006

Fonte: Tom Dispatch

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Traduzione dall’inglese a cura di PG per www.comedonchisciotte.org

Pubblicato da God