LA DELAZIONE FUNZIONA

Lo scorso sabato sera, a Milano, è accaduto un misfatto di cui le diverse testate han dato notizia solo nelle ultime ore. Un ristoratore di origine peruviana si è recato nel suo locale nonostante si trovasse in isolamento domiciliare fiduciario poiché positivo (asintomatico) al coronavirus.

I carabinieri sono riusciti a bloccare il lestofante prima che si allontanasse, dopo aver servito ai tavoli, inzaccherato le cucine e sputacchiato qualche droplet.

Ad allertarli era stato un eroico ma anonimo cittadino (a lui va tutta la nostra gratitudine).

L’esercente ora rischia una pena dai 3 ai 18 mesi di carcere, oltre ad una sanzione da 500 a 5000 euro (speriamo 5000), per aver disobbedito ad un ordine “legalmente dato per impedire la diffusione di una malattia infettiva dell’uomo”. Il suo ristorante resterà chiuso per cinque giorni, il tempo necessario alle opportune sanificazioni. Tutti i malcapitati che si sono trovati a respirare, loro malgrado, il suo fiato contaminato, verranno presto contattati dalle autorità sanitarie per essere tamponati e quarantenati: fra questi, anche alcuni clienti, che si sono precipitati a scrivere recensioni avvelenate su Tripadvisor.

Questa notizia dimostra che la delazione funziona: senza la segnalazione del solerte cittadino, infatti, si sarebbe originato un letale focolaio, ancor più pericoloso poiché di dimensioni (potenzialmente) internazionali.

A coloro i quali van dunque blaterando sui vari social media di analogie con l’OVRA dell’Italia fascista, con la Cina della Rivoluzione Culturale o con i sistemi di controllo della DDR, ricordiamo una laconica verità: quelli là erano brutti e cattivi, questi qua lo fanno per il nostro bene e ci salvano la vita.