La Corte Costituzionale tedesca ha bloccato la ratifica del Recovery fund

agi.it

di Roberto Brunelli

Un nuovo ostacolo al Recovery Fund è arrivato dalla Corte Costituzionale tedesca. I giudici di Karlsruhe hanno indicato al presidente Frank-Walter Steinmeier che non potrà procedere alla ratifica del fondo da 750 miliardi di euro varato dall’Ue per la ripresa dell’Europa devastata economicamente dall’uragano del coronavirus finché non arriverà un pronunciamento in merito della stessa corte.

Il paradosso è che lo stop arriva proprio nel giorno in cui il Bundesrat – la camera dei Laender – ha dato, peraltro all’unanimità, il suo via libera all’imponente pacchetto d’aiuti post-pandemia, che ha già avuto luce verde dal Bundestag con una maggioranza schiacciante. Un iter parlamentare concluso, insomma, a cui mancava solo la firma del capo dello Stato.

A quanto si spiega a Karlsruhe, la decisione di sospendere la ratifica è legata alla presentazione di vari ricorsi, in particolare quello dell’associazione “Buergerwille” (ossia “volontà dei cittadini”) legata a Bernd Lucke – l’economista anti-euro e fondatore, poi dimessosi, dell’Afd, il partito dell’ultradestra – secondo il quale la possibilità che il Recovery venga finanziato con mezzi propri rappresenta una forma di condivisione del debito “inammissibile” in Germania, la quale affronterebbe “rischi finanziari incalcolabili” nel lungo periodo.

A quanto afferma l’alleanza di Lucke sul proprio sito internet, il ricorso è firmato da 2281 cittadini tedeschi: preoccupati, a quanto pare, che altri Stati membri dell’Unione europea – più deboli finanziariamente della Germania – alla fine dei giochi possano non essere in grado di ripagare la propria quota del pacchetto di bond comuni, con l’effetto che i Paesi più robusti economicamente si vedano costretti ad essere loro a sborsare quanto dovuto ai creditori.

La questione non è di poco conto: la Commissione Ue può dare il via all’ammissione dei crediti e dei pagamenti solo quando tutti e 27 i Paesi membri avranno a loro volta ratificato l’accordo sul Recovery fund.

La conseguenza immediata è che la ratifica da parte di Steinmeier viene bloccata fino al giudizio di Karlsruhe. In teoria non esiste uno spazio temporale prefissato entro il quale la Corte costituzionale tedesca debba esprimersi, ma in seguito alla presentazione di un ricorso d’urgenza la procedura in generale non va oltre i tre mesi.

Da parte sua, il ministro alle Finanze Olaf Scholz ha cercato di gettare acqua sul fuoco, affermando che il governo “è ben attrezzato” per sostenere ricorsi alla Corte costituzionale: “L’esperienza con altre denunce analoghe mi rendono fiducioso circa il fatto che la ratifica possa essere conclusa in tempi brevi”.

Ne è convinta anche la Commissione Ue: siamo “fiduciosi che la Corte costituzionale tedesca deciderà rapidamente sul caso delle misure provvisorie”, ha commentato un portavoce. Non solo: la Commissione “è convinta della legittimità della decisione sulle risorse proprie”, ha aggiunto il portavoce, secondo il quale questa “non è stata messa in discussione dal tribunale”.

In generale, a detta di Bruxelles “è fondamentale che la decisione per il Recovery fund sia approvata rapidamente da tutti gli Stati membri, in particolare alla luce delle sfide dovute alla pandemia Covid-19”. E ancora: “L’obiettivo dell’Ue resta quello di garantire il completamento del processo di ratifica in tutti gli Stati membri entro la fine del secondo trimestre di quest’anno”.

A Berlino prevale un certo ottimismo circa un verdetto positivo da parte dei togati di Karlsruhe: difficile andare contro una sovranità parlamentare così schiacciante, con un Bundestag che si è espresso per due terzi a favore del Recovery fund ed un Bundesrat che ha votato all’unanimità.

Nell’approvare il sistema di finanziamento dell’Ue fino al 2027, la camera che riunisce i Laender ha anche approvato lo schema del fondo per la ricostruzione post-pandemica, dove parte del fondo fluirà ai Paesi beneficiari in forma di sovvenzioni, parte come prestiti, attraverso un sistema di bond comuni.

Tuttavia, la Commissione europea può iniziare a prendere i prestiti ed effettuare i pagamenti solo quando tutti i 27 stati dell’Unione europea avranno ratificato la decisione. Nel governo tedesco c’è soddisfazione per questo passaggio.

Lo stesso Scholz, che è anche vice cancelliere, ha parlato di “un chiaro segnale della solidarietà e della forza dell’Ue”, sottolineando che “in Germania vi è una ampia maggioranza a favore di un’Europa solidale e capace d’azione. Insieme ci impegniamo perché tutto il continente esca bene dalla crisi e venga messo in grado di affrontare un futuro digitale e attento al clima”.

Ma intanto l’attenzione è tutta rivolta verso Karlsruhe: e non è la prima volta che la Corte costituzionale tedesca sottopone l’Europa a docce fredde, per esempio affermando il rischio che la sovranità della Germania (e della Bundesbank) sia limitata dalle decisioni della Bce: l’ultima volta è stato l’anno scorso, quando i giudici costituzionale hanno ritenuto di affermare che il ‘quantitative easing’ varato da Mario Draghi nel 2015 potesse violare il mandato dello stesso Eurotower non rispettando il principio di proporzionalità.

In più, Karlsruhe stabilì che la stessa Banca centrale europea dovesse spiegare in modo convincente ed entro tre mesi la presenza della Bundesbank nel programma. A questo giro, si ritiene che i giudici costituzionali siano sensibili al fatto che c’è in ballo il voto dei parlamenti nazionali di numerosi Paesi membri: fatto sta che ancora una volta al Vecchio Continente tocca rimanere col fiato sospeso.

Fonte: https://www.agi.it/estero/news/2021-03-26/corte-costituzionale-tedesca-sospende-la-ratifica-recovery-fund-11942614/

Pubblicato il 27.03.2021

5 Commenti
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merolone
merolone
27 Marzo 2021 8:22

Si comincia a notare qualche segnale di ribellione da parte della Germania verso gli USA, i tedeschi avevano sostenuto Biden contro Trump in quanto speravano che avrebbe ripristinato l’accordo nucleare con l’Iran, abolito le sanzioni alla Russia permettendo il North Stream 2 e allentato le tensioni con la Cina, invece con l’Iran è peggio di prima, le pressioni per bloccare il North Stream 2 sono ormai irresistibili e gli USA chiedono e impongono agli europei di inviare navi da guerra contro la Cina nel Pacifico.
Adesso gli USA si apprestano a piazzare missili ipersonici a raggio intermedio con testate atomiche sul territorio europeo mettendo a rischio la sopravvivenza del continente, a questo punto dato che Trump aveva perlomeno cominciato a ritirare le truppe dalla Germania forse i tedeschi stanno cominciando a sabotare la UE sul piano economico per mettere in crisi la NATO, di cui la UE è il braccio politico ed economico, nella speranza di liberarsi dalle catene imposte dalla defunta superpotenza.

Simsim
Simsim
Risposta al commento di  merolone
27 Marzo 2021 18:20

Se vuoi la mia impressione, l’europa tornerà prima o poi divisa a metà tra est e ovest. La parte est fondamentalmente in area di influenza russa, la parte con Francia e sud europa di influenza americana, che manterrà quindi un bastione di influenza sul mediterraneo.

AlbertoConti
AlbertoConti
Risposta al commento di  merolone
28 Marzo 2021 5:08

Anche in Francia la NATO sta diventando un ospite indesiderato. Peccato in questo frangente avere un traditore al governo e un altro a garantire la Costituzione, altrimenti sarebbe stata un ottima occasione per un risorgimento liberatorio (e soprattutto salvifico), dopo più di 70 anni di servitù coatta.

Simsim
Simsim
27 Marzo 2021 18:17

Vorrei avere una corte costituzionale come la loro. Non perché sinora abbia fatto chissà quale differenza nella sostanza, ma perché se ne avessimo una altrettanto rompipalle, ci saremmo scampati almeno la metà delle leggi vergogna che hanno caratterizzato questa infausta parentesi europea della nostra storia.

AlbertoConti
AlbertoConti
28 Marzo 2021 5:02

C’è proprio da restare col fiato sospeso: si riaccende la speranza che ognuno faccia per sè, senza condizionalità esterne ed ostili. Se solo non avessimo un traditore al governo e un altro a garantire la Costituzione!