Pepe Escobar
strategic-culture.su
Le modalità con cui l'Iran sta smantellando l'intero ecosistema militare americano in tutta l'Asia occidentale tramite una strategia estremamente disciplinata, sono qualcosa di impressionante.
L'intera infrastruttura di supporto del CENTCOM è un (devastabile) legittimo bersaglio: dai costosi radar di allerta precoce ai sistemi completi di difesa aerea; dagli hangar ai centri logistici; dai depositi di carburante e munizioni alle basi operative avanzate; dalle risorse di sorveglianza navale e marittima ai nodi di raccolta informazioni e di comunicazione.
C'è già una sorta di "Greatest Hits" che spazia in tutto lo spettro. Tra le basi più importanti, ad esempio, troviamo la Torre 22, che supporta le operazioni ad al-Tanf; la base aerea di Muwaffaq Salti, che ospita velivoli statunitensi per molteplici operazioni; Erbil, nel Kurdistan iracheno, che supporta l'intelligence e le operazioni speciali; il Bahrein, che come tutti sanno ospita il quartier generale della Quinta Flotta della Marina statunitense; il Kuwait, un'enorme area logistica e di smistamento; il Qatar, che ospita il quartier generale avanzato del CENTCOM e la più grande base aerea statunitense in Asia occidentale.
I colpi inferti a tutti questi nodi minano il mito della proiezione di potenza americana. Le nuove regole stabiliscono che questi nodi vengono essenzialmente resi sordi, muti e ciechi. A differenza del classico degli Who, [riferimento alla canzone “Pinball Wizard” dei The Who, dalla rock opera Tommy del 1969, N.D.T.] la Persia ora è il bambino nel negozio di caramelle (militari), che gioca a flipper contro l'Impero del Caos, delle Menzogne, del Saccheggio e della Pirateria.
L'Iran sa dove si trova ogni cosa, al millimetro. Non c'è bisogno di ricorrere a servizi fotografici appariscenti in stile "Shock and Awe" per monopolizzare il ciclo di notizie. Ciò che conta è la tortura cinese della costante degradazione delle capacità del nemico; la strategia è dolorosamente metodica e dolorosamente precisa.
Non c'è da stupirsi che l'Impero della Pirateria sia in stato catatonico. Cosa fare quando le proprie costosissime e pressoché insostituibili, apparecchiature di rilevamento e monitoraggio vengono ridotte in cenere? Quando gli schermi si oscurano completamente? Quando l'arrogante sicurezza imperiale dell'intera catena di comando viene silurata in tempo reale?
La tattica bellica iraniana è un insieme complesso che potrebbe un giorno essere oggetto di studio nelle accademie militari occidentali. Tutti gli elementi sono logicamente interconnessi: dalla distruzione delle infrastrutture nemiche di supporto al progressivo deterioramento delle capacità di intelligence, sorveglianza e ricognizione; dall'usura delle difese aeree e dei sistemi di intercettazione alla capillare interruzione della logistica.
E tutto ciò è estremamente conveniente in termini di costi, ma certamente non per l'Impero attaccante, dato che ogni Patriot (malfunzionante) costa milioni di dollari e, semplicemente, non può difendere decine di postazioni diverse contemporaneamente.
In sintesi: ecco come si presenta la degradazione sistematica dell'intera architettura regionale che ha permesso agli Stati Uniti e ai loro vassalli di proiettare la propria potenza militare in tutta l'Asia occidentale. Il tutto sotto gli occhi di tutto il Sud del mondo. Il manuale è disponibile a tutti, in diretta e in tempo reale.
Tutto sta finendo
La precisione, la moderazione e la capacità dell'Iran di colpire lontano stanno mettendo a tacere l'intero rumoroso spettacolo che emana dall'Impero delle Narrazioni, mentre missili e droni iraniani colpiscono incessantemente aerei da combattimento, elicotteri Black Hawk, centri dati (come l'hub centrale di Amazon in Bahrein), depositi logistici, centrali elettriche e altro ancora.
Il Sud del mondo non deve far altro che guardare le immagini satellitari dei proverbiali crateri apparsi in Kuwait, Qatar, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti. E l'Iran non ha ancora nemmeno iniziato. Se l'Iran dovesse distruggere i restanti treni di liquefazione del gas naturale (GNL) del Qatar, gran parte del pianeta rimarrebbe senza il GNL proveniente da Doha per almeno un decennio, per non parlare dell'elio necessario per la produzione di microchip.
L'enorme soddisfazione di colpire e neutralizzare uno di quei facili bersagli da miliardi di dollari viene riservata per il momento opportuno. E, come tutti sanno, l'Iran ha il controllo del tempo, e il tempo è dalla sua parte.
Naturalmente, nulla di tutto ciò minimizza i rischi della scala di escalation e siamo ancora nel bel mezzo di quella che potrebbe diventare la Madre di tutte le scale di escalation.
Ma poi, all'improvviso, la macchina imperiale si ferma e il CENTCOM si astiene dal bombardare l'Iran per alcuni giorni. In una riunione a porte chiuse a Washington lo scorso venerdì, qualcuno con un QI superiore alla temperatura ambiente (JD Vance? Il generale Caine? Entrambi?) ha osato avvertire il neo Crasso che la sua Madre di Tutte le Escalation era destinata a fallire.
E ciò per una serie di ovvie ragioni: dalla mancanza di Patriot disponibili al panico diffuso per la petromonarchia del Golfo; dai rischi per l'economia globale ad una massiccia crisi petrolifera ormai alle porte.
Significa forse che il neo Crasso tornerà al Memorandum d'intesa che aveva firmato e poi fatto saltare? Ovviamente no. Il Piano B potrebbe invece consistere nell'intensificare la "pressione economica" attraverso ulteriori embarghi e sanzioni, come raccomandato dal Talleyrand immobiliare dei nostri tempi, Kushner, il "consigliere" della famiglia Epstein in versione ridotta.
Quindi non sono solo le riserve petrolifere globali – e la Riserva Strategica di Petrolio degli Stati Uniti (SPR) – ad esaurirsi. THAAD, Patriot, JASSM, Tomahawk, tutto si sta esaurendo.
Lasciati trasportare dal ritmo di Ansarallah
E poi ci sono Ansarallah e le Forze Armate yemenite, ora in piena attività, che stanno trascinando l'Arabia Saudita in un'escalation suicida, subito dopo aver infranto l'equazione della deterrenza aerea unilaterale.
Il costo di qualsiasi scontro tra Ansarallah e Riyadh si tradurrebbe in una catastrofe per l'Impero: il doppio colpo letale dell'impennata dei prezzi del petrolio, unito alla proverbiale "interruzione" congiunta della navigazione e del commercio nello Stretto di Hormuz e nel Bab al-Mandab. Non c'è modo per i sauditi di sfuggire a questa trappola strategica, che si sono creati da soli.
L'ultima volta che il colosso della raffinazione petrolifera del giacimento di Abqaiq, che gestisce ben il 7% della lavorazione mondiale di greggio, era andato a fuoco, nel 2019, Riyadh si era arresa a Sana'a in brevissimo tempo.
Aramco ha già sospeso le operazioni ad Abqaiq. Traduzione: almeno 7 milioni di barili di petrolio al giorno in meno sul mercato globale.
Persino le petroliere vuote dirette al porto di Yanbu, sul Mar Rosso, si vedono negare il passaggio dallo Yemen attraverso lo stretto di Bab al-Mandab. Se a ciò si aggiunge lìoleodotto Est-Ovest di fatto bloccato, l'Arabia Saudita risulta totalmente paralizzata, a dispetto di ogni tentativo di propaganda.
Lo Yemen ha colpito dove fa più male. L'Arabia Saudita ha solo quattro terminal petroliferi principali e dieci raffinerie principali. A parte Jizan, i cui serbatoi di carburante erano già stati dati alle fiamme, queste strutture sono raggruppate in tre zone bersaglio estremamente convenienti.
Lo Yemen può facilmente incenerire la parte occidentale, la resistenza irachena quella orientale.
Lo Yemen ha tutto il necessario per paralizzare il corridoio dell'oleodotto Est-Ovest/il terminale petrolifero di Yanbu e la via del Canale di Suez con pochi missili balistici, riservando le sue armi migliori e le sue capacità di intelligence, sorveglianza e ricognizione per eventuali sviluppi futuri.
In un quadro più ampio, le partnership strategiche interconnesse tra Russia, Cina e Iran in Eurasia rimangono pienamente operative. In pratica, Russia e Cina sostengono l'Asse della Resistenza.
L'Iran utilizza il sistema russo Murmansk, che disturba inesorabilmente il GPS e acceca i missili statunitensi e israeliani.
L'Iran utilizza anche il sistema cinese Beidou, l'equivalente del GPS, inattaccabile dagli americani e in grado di fornire una precisione al centimetro ai missili e ai droni iraniani.
L'Iran utilizza i Kometa russi: chip elettronici che equipaggiano missili e droni, causando gravi danni alla guerra elettronica americana.
Nel frattempo, sul fronte diplomatico, Teheran ha respinto tutti gli ultimatum statunitensi. Il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha rivelato che ci sono stati colloqui indiretti con Washington sia a Islamabad che a Muscat, confermati anche da mediatori pakistani.
A Muscat il gruppo del neo Crasso ha addirittura preteso che gli Stati Uniti continuassero a "gestire" la rotta meridionale dello Stretto di Hormuz. Teheran ha rifiutato: o si torna al Memorandum d'intesa o niente. La sordità, la mutismo e la cecità imperiali sono destinate a peggiorare.
Pepe Escobar
Fonte: strategic-culture.su
Link: https://strategic-culture.su/news/2026/07/29/the-deaf-dumb-and-blind-empire-of-piracy/
29.07.2026
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org
Dario Lampa 31 luglio 2026
A proposito di consumismo e relative conseguenze: siamo in piena emergenza climatica, Emergenza che oramai è diventata una minaccia esistenziale sia per l'individuo sia per tutta la specie umana che è la sola ad essere veramente a rischio estinzione o nel migliore dei casi ad essere a rischio di sterminio. Ma questo la maggioranza della popolazione in preda ad una "dissonanza cognitiva" indotta dal sistema non lo percepisce. Ma i criminali politici e plutocrati purtroppo al potere lo percepiscono eccome! Ma preferiscono non aprire gli occhi alla popolazione: lo sterminio più o meno lento della inconsapevole popolazione è la salvezza per questi paranoici criminali. Criminali perché debbono ( è imperativo) dichiarare l' emergenza ambientale come minaccia esistenziale e intraprendere tutte le azioni necessarie per eliminarla ma non lo fanno solo perché ciò andrebbe contro il loro potere e i loro profitti anche se l' umanità rischia l' estinzione o lo sterminio.
Un esempio semplice di " dissonanza cognitiva' della popolazione: c'è un pollaio con tantissimi polli (la popolazione" dissonante'. Ogni sera una volpe (le disastrose conseguenze del sistema sostenuto dai criminali al potere) fa visita al pollaio e ammazza un paio di loro. Gli altri rimasti non fanno niente perché pensano che tale sorte tocchi a qualcuno altro o pensano che il pericolo sia talmente lontano da non impensierire. Ma alla fine, quando si accorgeranno di essere rimasti in pochi per combattere la:"volpe", sarà troppo tardi per opporsi.
absitiniuriaverbis 1 agosto 2026
Mi permetto un pizzico di ironia: per onorare il tuo nick name, dovresti tennerlo acceso quasi in permanenza e quindi incrementare necessariamente il consumo di energia (di qualsivoglia natura). Cio ti consentirebbe anche di essere illuminato da altri articoli che non imputano ai peraltro deplorevolissimi umani il continuo ciclico mutare del comportamento del Sole.
Lui fa il suo mestiere (banalissimo, consentire la vita) mentre evolve verso la sua destinazione finale di gigante rossa. Non e' dopodomani, tranquillo. Ma e', sara'.
Di sicuro gli umani contribuiscono ma siamo al livello di meno dell'uno %. Concordo che non sarebbe affatto sagggio ignorarlo per quanto, odiernamente, direi che le priorita' sono altrove.
Ho visitato di recente le mastodontiche installazioni di pannelli solari in Cina e chiaccherato del primo impianto (operativo in due anni) per l'utilizzo della fusione termonucleare controllata capace di contenere un plasma ad oltre 100 milioni di gradi per utilizzare una fonte praticamente infinita di energia economica in quantita' giganti. Il nucleo pesa oltre 600 tonnelllate. Vedremo. Non chiacchiere ma azioni.