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Israele: Arrivano gli Avvisi di Deportazione

DI ILAN LIOR
Haaretz.com
 
Israele inizia a emettere avvisi di espulsione per i richiedenti asilo africani

Il primo ciclo di avvisi – che concede 60 giorni per lasciare il paese ai richiedenti asilo provenienti dall’Eritrea e dal Sudan – sarà inviato agli uomini senza figli – circa 20.000 persone

Nella prima fase gli avvisi saranno inviati agli uomini senza figli che devono rinnovare il visto di residenza. I cittadini dell’Eritrea e del Sudan sono tenuti a rinnovare i loro visti ogni due mesi presso gli uffici di Bnei Brak.  Otterranno il loro ultimo visto di due mesi, insieme a una lettera in cui si afferma che durante questo periodo devono lasciare il paese, altrimenti gli sarà vietato lavorare e potranno aspettarsi di essere incarcerati a tempo indeterminato. Il personale del governo consiglierà di tornare in Ruanda o nei loro paesi nativi.

I richiedenti asilo deportati da Israele in Ruanda avvertono chi non è ancora partito: “Non venite qui”

Dabsai, 47 anni eritreo, è un residente di Netanya. “Non voglio andare in Ruanda”, ha detto. “Vengo dall’Eritrea e non voglio tornare in Eritrea, vado in galera, senza paura.”

Deportation notice issued by Israel to African asylum seekers early February.

Avviso di deportazione emesso da Israele a richiedenti asilo africani all’inizio di Febbraio.  Haaretz

Deportation notice issued by Israel to African asylum seekers early February.

Habtum, un richiedente asilo dell’Eritrea, che ha trascorso più di un anno nel centro di detenzione di Holot, ha dichiarato: “Mi hanno detto di andarmene entro 60 giorni, ho risposto che non posso, c’è un problema, quello per cui sono venuto qui”. Dice che preferisce andare in prigione.

Il governo prevede di assumere 100 nuovi ispettori di immigrazione, che cominceranno a lavorare a breve. Dall’inizio di aprile, i richiedenti asilo a cui sarà chiesto di lasciare il paese, ma non lo faranno, saranno soggetti all’arresto.

Secondo le cifre governative, in Israele ci sono circa 39.000 tra eritrei e sudanesi, tra cui 5.000 bambini. Per ora, le notifiche di espulsione non verranno rilasciate a donne, bambini, padri di bambini, a chiunque sia riconosciuto vittima di schiavitù o di tratta di esseri umani e a coloro che hanno richiesto asilo entro la fine del 2017 ma non hanno ancora ottenuto risposta.

Questo riduce il numero di coloro che sono soggetti  alla deportazione, per il momento,  quindi (solo) tra 15.000 e 20.000 persone. Ma il Ministro dell’Interno Arye Dery e altri funzionari hanno chiarito che la decisione di non espellere genitori, donne o bambini probabilmente non è definitiva. Nemmeno chi cerca asilo ora ha più qualche certezza.

Due settimane fa l’autorità ha inviato avvisi simili ai richiedenti asilo detenuti a Holot,  una struttura che dovrebbe chiudere tra circa sei settimane. I richiedenti asilo dicono che le autorità hanno parlato di  deportazione con circa 60 delle circa 900 persone detenute nel centro che i trova nel deserto del Negev, tutte però  provenienti dall’Eritrea. Durante questi colloqui, il rappresentante del governo ha detto che tutti devono andare in Ruanda o nel loro paese, altrimenti saranno messi in prigione  a tempo indeterminato, nella prigione di Saharonim ed hanno concesso un mese di tempo per informare le autorità di questa decisione. I detenuti nel centro di Holot dicono che non è stato proposto loro di andare in Uganda come opzione, come era in passato.

Durante queste conversazioni, i richiedenti asilo hanno ricevuto una lettera di due pagine scritta in ebraico “Scheda informativa per gli infiltrati che partono per un paese terzo sicuro” (“infiltrato” è il termine usato dallo stato di Israele per richiedenti asilo che entrarono in Israele dal confine con l’Egitto). Comincia così: “Vorremmo informarti che lo Stato di Israele ha firmato accordi che ti permettono di lasciare Israele per un paese terzo sicuro che ti accoglierà e ti fornirà un visto di residenza che ti consentirà di lavorare in quel paese, e promette non per respingerti nel tuo paese di origine. ”

Il documento continua: “Il paese in cui andrai è un paese che si è sviluppato enormemente negli ultimi dieci anni ed assorbe migliaia di residenti e di immigrati provenienti da vari paesi africani. … Questo paese ha un governo stabile, cosa che contribuisce allo sviluppo in molti campi, tra cui l’istruzione, la medicina e le infrastrutture.

Il governo dice di essere disponibile a preparare i documenti di viaggio israeliani per chi  lascia il paese e a pagare il biglietto aereo. “I rappresentanti del governo daranno assistenza fino alla data di partenza del volo dallo Stato di Israele e risponderanno a tutte le domande”.

Sarebbe prevista una sovvenzione di $ 3.500 da consegnare all’aeroporto prima di salire sull’aereo, insieme al visto di ingresso nel paese di destinazione. “All’arrivo nel paese terzo, una squadra locale sarà in aeroporto per assistere durante i primi giorni, accompagnare nell’hotel che è stato prenotato e per incontrare i rappresentanti locali, che spiegheranno le possibili opzioni “, dice il documento.

Il governo dice anche che suoi rappresentanti contatteranno i rifugiati nel paese terzo poco dopo aver lasciato Israele. Il documento indica un numero di telefono che può essere chiamato “durante l’orario lavorativo”, senza indicare l’orario e dice anche che prima di salire sull’aereo riceveranno un numero di telefono di un rappresentante del paese terzo che potranno contattare.

Si avverte anche che se i rifugiati non lasceranno il paese volontariamente, saranno rimossi con la forza e la sovvenzione finanziaria prevista sarà ridotta considerevolmente. La lettera conclude, “Vi auguriamo successo.”

Il Primo ministro Benjamin Netanyahu ha detto che esiste  un accordo con il Ruanda che consente la deportazione involontaria. Il Ruanda, tuttavia, ha  pubblicamente negato l’esistenza di un tale accordo e ha ribadito il fatto che non accetterebbe nessuno deportato contro la propria volontà.

Pubblicato da Bosque Primario

  • deadkennedy

    come sempre in termini di razzismo sono insuperabili

    • Pedro colobi

      Non vedo cosa ci sia di razzista nell’obbligare, addirittura pagandolo, un cittadino straniero entrato a casa tua illegalmente, ad uscire, in aereo, con un visto per un paese che ti accoglie e ti permetterà di lavorare. Penso che anche noi dovremo fare lo stesso.

  • Zerco

    Laura Boldrini «Siamo accanto all’amico stato di Israele nelle sue azioni che sono sempre improntate alla difesa dei valori dell’Occidente contro il terrorismo e le fake news. Tutti si devono impegnare nel fermare le manifestazioni di odio e di antisemitismo sul web travestite da critica alla politica di accoglienza dell’unica democrazia del Medio Oriente»

    • Annibale Mantovan

      Propongo democraticamente l’ obbligo per tutti i cittadini romani di portare alla cintola una colt 45… Perdono e medaglia per coloro che la useranno davanti (o dietro) alla Boldrini.

  • PietroGE

    Da notare un paio di cose :

    -Agli eritrei, in Europa, viene concesso quasi sempre l’asilo come rifugiati di guerra.
    -Sulle coste israeliane non arriva nessun barcone di migranti. Molto probabilmente perchè gli scafisti hanno paura di essere ammazzati. I richiedenti asilo arrivano attraverso la frontiera del Sinai.
    -I soldi che Israele da loro per trasferirsi in Uganda o in Ruanda saranno immediatamente impiegati per pagare il trafficante che li porterà in Libia e da qui in Europa. In questo modo Israele finanzia l’immigrazione africana in Europa, proprio come fa Soros.
    -Difficile che simili notizie trovino spazio sui media del mainstream per due ragioni : primo la lobby non si tocca e secondo verrebbe meno l’ineluttabilità del fenomeno migratorio che viene propagandata ogni giorno e in ogni occasione.
    -Come verrebbe definita dagli ebrei una operazione del genere se venissa fatta in un Paese europeo ….pulizia etnica?

    • Pedro colobi

      Si, probabilmente è tutto ver, ma il sistema dovrebbe essere adottato subito anche da noi.

  • Annibale Mantovan

    Il titolo è sbagliato. Non è deportazione bensì espulsione. Deportazione è quella che fanno i principi U$rsaele ed europei quando convincono attraverso l’ uso dei media enormi masse di africani a trasferirsi nella ricca Europa…e se non basta la carota dei media per le loro deportazioni usano il bastone delle guerre e del terrorismo. Detto questo invidio Israele per il suo nazionalismo.

    • Holodoc

      Vero, mandare via chi non vuoi in casa tua (in aereo) e strappare persone dalla propria Terra (col barcone) non possono essere messi sullo stesso piano.

  • Holodoc

    Su l’Espresso adesso in edicola e online pubblicato un articolo del sionista Saviano dal titolo “Il paese salvato dagli immigrati”.
    Ho provato a leggerlo ma è rimasto visibile solo per alcuni istanti, perché la visione è a pagamento.
    C’era una foto un anziano bianco con in braccio un bambino nero, con sullo sfondo un paesello del nostro Sud. l’unica parola che sono riuscito a leggere è IRPINIA.
    Se ne deduce che la sua tesi è che gli africani ci fanno comodo per ripopolare le zone depresse del sud…. che discorso di sta cippa! Il Sud mica si è spopolato per disastri naturali o epidemie, ma proprio per l’EMIGRAZIONE che piace tanto a Saviano!!!

    La gente del Nord è emigrata in America per trovare lavoro, quella del Sud è emigrata al Nord, quella dell’Africa verso il Sud Italia… Ora basta trovare qualcuno che dall’America vuole andare in Africa e tutti i problemi del modo sono risolti, no???

    • Pedro colobi

      Be, io per principio, un giornali del J . De Benedetti Diretto dal J. DI Milano mi guardo bene dal leggerlo.

  • Vamos a la Muerte

    “Secondo le cifre governative, in Israele ci sono circa 39.000 tra eritrei e sudanesi, tra cui 5.000 bambini”: ma pensa un po’! I Sionisti si stracciano le vesti per 39mila “colorati” che calpestano la Sacra Terra del “Popolo Eletto” ma, attraverso i propri rappresentanti come Soros&Affini, propagandano il “Dovere dell’Accoglienza” mettendo contemporaneamente in atto la Tratta degli Esseri Umani nel Mar Mediterraneo. Con l’Omino Bianco residente a Roma a far da Megafono alla Propaganda di lorsignori.
    Ma il problema non sono gli israeliani che, in verità, difendono i propri interessi benché con Ferocia e Violenza: il vero problema siamo noi, italiani e non solo, che abbiamo perso qualsiasi capacità (se mai ne abbiamo avuta in passato) di pensare al Nostro Interesse senza svenderci al miglior offerente. Perché di questo commercio di esseri umani ci mangiano sopra anche tanti nostri “compatrioti”, inutile nascondersi dietro un dito.

  • MarioG

    Aspettiamo appunto le reazioni alla notizia dei:
    Mentana, Saviano, Lerner, Parenzo, Mieli…
    Con tanta fiducia.

  • uomoselvatico70 uomoselvatico7

    E mentana cosa dice al riguardo?

  • adestil

    questa è la differenza tra chi comanda e chi no…non solo fa le cose giuste Israele ma non teme le critiche e cosi’ ha una forza tale che nessuno in effetti lo critica..anzi manco se ne parla…l’unico che ne ha parlato in tv è Borgonovo de La Verità

    • oriundo2006

      Non e’ solo una questione di atomiche. E’ la forza dell’apparato scientifico e tecnico in chiave militare che fa pesare il piatto della famosa bilancia di Brenno. Guardate il Pakistan come viene tenuto in condizione di vassallaggio da parte USA…e ci sarebbe da dire menomale, data la situazione da quelle parti…O l’India: quando chiese di poter avere un seggio permanente in sede di riforma ONU, si ricevette un diniego netto … dall’Italia, che presiedeva quella commissione ( poi svanita nel nulla ), condito da roboanti asserzioni in quel giuridichese che tutti ci invidiano…per meglio deriderci. Da cui si possono trarre tante interessanti conclusioni…siamo servi, vassalli e persino superiamo i nostri padroni nello zelo di poter escludere gli ‘altri’…
      Che paese di m…e che gente di m.

  • disqus_iUEFcL1eJR

    La Meloni, anziché indire una manifestazione contro i possibili futuri “inciuci” tra berlusconi e renzi, avrebbe fatto molto meglio a indirla contro l’immigrazione sconsiderata di cui sono succubi gli italiani senza che nessuna “democratica” alla boldrini si sia mai preoccupata di chiederne l’opinione. Francamente questa scelta e queste non scelte della meloni mi lasciano alquanto deluso così come mi è un po’ sospetto lo sforzo di Salvini di dare – in un’intervista su La7 – l’immagine di sé come persona moderata. Almeno 3 volte nell’intervista ha parlato di volere la “tranquillità” delle famiglie italiane, una cosa di buon senso ma sembrava preoccupato piuttosto di dimostrarsi “tranquillo” e rassicurante proprio lui.
    Ora a destra (ma non a manca) non si fa che parlare di “rimpatri” mentre a mio parere, poiché una politica di rimpatri è obiettivamente estremamente difficile se non impraticabile, bisognerebbe piuttosto mettere l’accento sul fatto che l’eventuale governo del centro-destra dopo le elezioni dovrebbe preoccuparsi soprattutto di evitare altri arrivi e senza fare i furbetti (alla Barnard) parlando di “inevitabili quote” , seppur basse, di immigrati…ne abbiamo già più che a sufficienza anche per raccogliere pomodori in calabria o per fargli fare i servi in nero in qualche ristorante o PMI.
    C’è un solo modo per fermare questi flussi scandalosi: blocchi armati alle frontiere terrestri (come ha fatto non solo il “fascista” orban ma anche la democraticissima Austria) e blocchi navali lungo i nostri confini marittimi…tutto il resto sono chiacchiere o, peggio, prese in giro belle e buone!

  • Mario Vincenti

    Le stesse persone che gli israeliani con termine appropriato definiscono infiltrati, meglio sarebbe definirli LADRI DI WELFARE, quali sono, da noi vengono definiti risorse, migranti, avanguardia, nuovi cittadini. Non solo questione di terminologia ma anche di atteggiamento.