Home / Intervista / IRAQ: 10 DOMANDE E RISPOSTE

IRAQ: 10 DOMANDE E RISPOSTE

DON NASH (UNKNOWN NEWS) INTERVISTA DAHR JAMAIL

Com’è l’Iraq due anni e mezzo dopo l’invasione Usa?

La maggior parte dell’Iraq è un disastro e in uno stato di caos totale.

Le condizioni di sicurezza sono giustamente descritte come quelle di una guerra di guerriglia brutale fuori
controllo da più di un anno. Anche adesso gli attacchi alle forze Usa sono in media più di 70 al giorno, e ci si aspetta che aumentino nei prossimi mesi.

Il mito per cui l’esercito Usa ha il controllo su ogni porzione dell’Iraq è solo quello – un mito. Anche la “Zona Verde”, pesantemente protetta, è presa di mira dai mortai su una base quotidiana. Se qualcuno volesse volare verso o dall’aeroporto internazionale di Baghdad, si prepari per una spirale discesa/decollo… perché questo è necessario da più di un anno a causa dell’incapacità dell’esercito di tutelare l’area attorno all’aeroporto. Come in Vietnam, si spara agli aerei se non usano il metodo a spirale di decollo/atterraggio.Le infrastrutture sono allo sfascio. Per la maggior parte delle compagnie occidentali che hanno vinto i contratti senza appalto, questi contratti sono il loro sogno — profitti garantiti senza supervisione. Compagnie come la Bechtel sono state pagate integralmente per un contratto iniziale dal valore di 680 milioni di dollari e hanno vinto contratti per un totale di oltre 3.8 miliardi di dollari, nonostante il fatto che molto dei loro progetti nel contratto iniziale non sono stati nemmeno iniziati.

Nel frattempo, gli Iracheni soffrono e muoiono per malattie trasmesse attraverso l’acqua, la malnutrizione è peggiore che durante le sanzioni, e c’è una disoccupazione superiore al 70 %.

Nel complesso, cosa prova il popolo iracheno verso l’occupazione Usa?

Secondo un recente sondaggio commissionato dall’esercito britannico, l’82 % degli Iracheni vuole che tutte le forze di occupazione siano rimosse dal loro paese, meno dell’1 % pensa che le forze di occupazione abbiano migliorato la sicurezza e il 45 % ammette apertamente di sostenere che gli attacchi contro le forze Usa siano giustificati. Questo è abbastanza simile a quel che ho rilevato durante i miei 8 mesi in Iraq, solo che trovai una percentuale maggiore (più del 45 %) di Iracheni che sostenevano la resistenza.

C’è modo di sapere quanti Iracheni siano detenuti dagli Stati Uniti?

No. Ma ora c’è un gran numero di persone scomparse in Iraq (più di 100.000 secondo due ONG irachene che conosco), molti dei quali si teme siano detenuti dagli Stati Uniti. Una ONG, Dottori per la società irachena, stima che ci siano 60.000 Iracheni nelle strutture detentive dell’esercito Usa in Iraq.

Cos’è successo davvero a Fallujah e a Ramadi?

Durante l’assalto di novembre 2004 a Fallujah, il 60 % della città è stato completamente distrutto. Anche la maggior parte degli edifici rimanenti avevano dei danni che andavano dal moderato al grave. Le ONG irachene e i lavoratori medici a Fallujah e nei dintorni stimanopiù di 4.000 morti, la maggior parte civili. A tutt’oggi più di 50.000 residenti di Fallujah restano senza casa.

L’esercito Usa ha usato cluster bomb, munizioni all’uranio impoverito, e fosforo bianco (una nuova forma di napalm) durante l’assalto, e sembra che abbia usato anche dei tipi di armi chimiche.

Ho descritto Fallujah come una Guernica dei nostri giorni, e preferisco chiamarla un massacro piuttosto che un assedio. Fallujah è il modello per la politica estera dell’amministrazione Bush. Da allora non c’è stata alcune ricostruzione completata all’interno della città, come era stato promesso dalle autorità dell’occupazione.

Ci sono altre città in Iraq distrutte dall’esercito usa di cui non abbiamo sentito parlare?

Molti negli Stati Uniti potremmo non aver sentito di Al-Qa’im, Kerabla, Najaf (durante le intifade di Muqtada al-Sadr), Haditha, Hit e parti di Baquba, Baghdad, Ramadi e Samarra, che hanno sofferto di una distruzione su larga scala a causa delle operazioni militari Usa.

L’Iraq è già in guerra civile?

Sì, una guerra civile sostenuta dallo stato. Il governo fantoccio iracheno, che fa capo agli Stati Uniti, sta usando l’esercito Badr (sciita) e la milizia Peshmerga (curda) per battersi contra una resistenza prevalentemente sunnita. La maggior parte dei comuni Iracheni sono riluttanti all’idea di una guerra civile, ma temono la possibilità che si verifichi a causa della tattica Usa del divide ed impera attuata in Iraq.

Cosa prova il popolo iracheno nei confronti di quello americano?

Fortunatamente, la maggior parte sono pronti a distinguere tra il governo Usa e il popolo americano. Ma sfortunatamente, in posti come Fallujah, Haidtha ed Al-Qa’im, dove le operazioni Usa hanno causato così tanta morte e distruzione, quella distinzione si è offuscata o è andata perduta.

Abu Musab al-Zarqawi è vivo?

Personalmente, non credo sia vivo. Al riguardo ho cercato molto quando ero in Giordania, visitando la città da cui viene Zarwqawi (al-Zarqa), e poi intervistando molti dei suoi vicini e vecchi amici ho trovato che la maggior parte di loro credeva fosse stato ucciso a Tora Bora, in Afghanistan, durante la campagna di bombardamenti Usa che hanno seguito gli eventi dell’11 settembre.

Ogni affermazione che sia un leader della resistenza irachena o che stia conducendo un gruppo terroristico in Iraq è, credo, propaganda di stato Usa.

Il popolo iracheno ha qualche speranza per il futuro?

Non molte oggi. La maggior parte di quelli che possono permetterselo stanno lasciando l’Iraq. Quelli che non ha scelta se non quella di rimanere si aspettano una violenza continuata e in aumento, nessuna ricostruzione, uno stato fondamentalista e un’occupazione Usa senza fine che era fallita ancor prima di iniziare.

Il popolo americano è obbligato ad aiutare quello iracheno? E come potrebbe essere fatto?

Il popolo americano è del tutto obbligato ad aiutare quello iracheno perché è colpa nostra se alla cabala di Bush è stato permesso di invadere l’Iraq. Ogni cittadino degli Stati Uniti che non sta facendo ogni cosa in suo potere per porre fine a quest’occupazione illegale ed immorale il più velocemente possibile è complice con i crimini di guerra commessi in Iraq su una base quotidiana.

Grazie, Dahr Jamail.

Data: 4 novembre 2005

Fonte: Unknown News

Link

Traduzione dall’inglese a cura di CARLO MARTINI per www.comedonchisciotte.org

Pubblicato da God