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INTERVISTA VIRTUALE A LINUS PAULING

DI MARCELLO PAMIO
Disinformazione

Per omaggiare e
soprattutto far conoscere al pubblico il suo importante lavoro, abbiamo
pensato di intervistare virtualmente Linus Pauling (1901 – 1994).
Le risposte sono estrapolate dal libro: «Come vivere più a lungo e
sentirsi meglio
», senza ovviamente modificare il senso delle parole
e il pensiero del grandissimo scienziato americano.

D: Dottor
Pauling, lei è l’unico scienziato al mondo ad aver ricevuto
ben due Premi Nobel per categorie diverse: quali sono queste categorie?
R: Ho ricevuto il Premio
Nobel per la Chimica nel 1954, e per la Pace nel 1962.

D: Nonostante i
numerosi studi, pubblicazioni e ricerche, ha avuto persino il tempo per
codificare la cosiddetta «medicina ortomolecolare». Ci può spiegare
cos’è?

R: Ho coniato il termine «medicina
ortomolecolare» per indicare il mantenimento della buona salute e il
trattamento delle malattie attraverso la variazione della concentrazione
di sostanze che sono generalmente presenti nel corpo umano e sono
necessarie per la salute.

Per la Vitamina C, credo che il trattamento di una malattia attraverso
il ricorso a sostanze che, come, l’acido ascorbico, sono normalmente
presenti nel corpo umano e necessarie alla vita, sia da preferirsi a un
trattamento che comporti il ricorso a potenti sostanze sintetiche o a
estratti delle piante che possono avere, e generalmente hanno, effetti
collaterali indesiderabili.

L’uso terapeutico di grandi quantità di vitamine, che viene chiamato
«terapia megavitaminica», è un procedimento molto importante nella
medicina ortomolecolare.

D: Quindi lei
sostiene l’importanza delle vitamine nella terapia di moltissime
malattie: cosa ci può dire a proposito della Vitamina C?


R: La Vitamina C rafforza i naturali meccanismi di difesa, in
particolar modo del sistema immunitario e aumenta l’efficacia degli
enzimi nel catalizzare le reazioni biochimiche. E’ necessaria per le
reazioni vitali di idrossilazione, in particolare nell’ormone
adrenalina e nella sintesi della molecola del collagene. Il collagene è
una delle più abbondanti proteine presenti nel corpo che va a
costituire il tessuto connettivo (la materia plastica naturale del
corpo: cartilagini, tendini, vasi sanguigni, ecc.).
Un’elevata assunzione di Vitamina C aiuta a controllare molte
malattie: non solo il comune raffreddore, ma anche altre, virali e
batteriche, come l’epatite, e altre ancora, assolutamente non
correlate fra loro, come la schizofrenia, i disturbi cardiovascolari e
il cancro.
Il dott. Claus W. Jungerblut, dell’Università della Columbia, nel
1935 riferì che la Vitamina C ad alte dosi rende inattivo il virus
della poliomielite, dell’herpes, del vaiolo bovino e quello
dell’epatite. Non solo, la Vitamina C rende inattivi pure i batteri e
le loro tossine (difterite, stafilococco, dissenteria, ecc.)

D:
Uno dei problemi più seri della nostra società sono le malattie
cardiovascolari.

Nonostante l’immenso bagaglio farmaceutico messo a disposizione dalle
corporazioni della chimica, ogni anno muoiono moltissime persone nel
mondo. In questo caso la Vitamina C può essere d’aiuto, oppure no?

R:
Le patologie cardiache costituiscono la principale causa di morte nei
paesi industrializzati. Sono convinto che il tasso di mortalità
relativo a queste patologie a ogni età potrebbe essere diminuito in
maniera notevole, probabilmente ridotto a metà, attraverso un uso
appropriato della Vitamina C.

D: Viste le
proprietà eccezionali di questa vitamina, non capisco perché le case
farmaceutiche non s’interessano della Vitamina C!
O meglio, so bene qual è il motivo, ma vorrei sentire la sua opinione!

R: La mancanza d’interesse
delle multinazionali risiede nel fatto che la Vitamina C è una sostanza
naturale che è disponibile a bassi costi e che non può
essere brevettata
!

Proprio
come pensavo. Sempre la solita minestra: una sostanza, nonostante le
proprietà terapeutiche, non viene presa in considerazione dalle
corporazioni della chimica se non produce ritorni economici enormi.

D: Dottor
Pauling, la RGR della Vitamina C (Razione Giornaliera Raccomandata)
consigliata dal ministero dell’Alimentazione e della Nutrizione è di
60 milligrammi al giorno. Lei invece parla di svariati grammi al
giorno…

R: Le RGR relative alle vitamine, sono le dosi che hanno la probabilità
di prevenire nelle persone «di salute normalmente buona» la morte per
scorbuto, beri-beri, pellagra, o altre malattie da carenza vitaminica,
ma non sono le dosi che fanno acquistare alla gente uno stato ottimale
di salute.
Per un essere umano, 2300 milligrammi (2,3 grammi) al giorno di acido
ascorbico sono inferiori al tasso ottimale di assunzione di questa
vitamina. Da numerosi studi risulta che l’assunzione ottimale di
Vitamina C per un essere umano adulto varia da 2,3 grammi a 10 grammi al
giorno. Le differenze biochimiche individuali sono tali che, su una
vasta popolazione, il tasso di assunzione può essere incluso tra i 250
milligrammi e i 20 grammi, o anche più, al giorno.

D:
Ma dosi così elevate non sono pericolose per la salute?

R:
L’acido ascorbico nella letteratura medica è descritto come «virtualmente
non tossico». Alcune persone hanno ingerito dai 10 a 20 grammi di
Vitamina C al giorno per 25 anni senza che si producessero calcoli
renali o altri effetti collaterali. Un ammalato di cancro ne ha presi
130 grammi al giorno per 9 anni, ricavandone beneficio. Non è mai stato
segnalato alcun caso di morte per una ingestione massiccia di acido
ascorbico e neppure alcuna malattia seria.

D:
Ma non basta la Vitamina C contenuta negli alimenti?

R:
Il ricercatore Irwin Stone, nel 1965, rilevò che gli esseri umani e
altri primati come la scimmia rheus, non sanno sintetizzare la
Vitamina C e la richiedono come vitamina integrativa.

Una volta che una specie ha perso tale capacità di produrla
autonomamente, essa dipende, per la sua esistenza, dalla possibilità di
trovarla nel cibo a disposizione. Però, visto che la maggior parte
delle specie animali non hanno perso questa capacità (ad esclusione
dell’uomo), significa che la quantità di acido ascorbico generalmente
presente nel cibo non è sufficiente a fornire la dose ottimale.

D: Quindi se ho
capito bene: l’uomo, avendo perso la capacità di sintetizzare la
Vitamina C autonomamente, necessità di un apporto esterno attraverso il
cibo. Ma il cibo non è ricco a sufficienza per soddisfare questo
fabbisogno!

Come possiamo allora integrare l’acido ascorbico?

R: La Vitamina C, o
acido ascorbico, è una polvere bianca cristallina che si scioglie in
acqua.

La sua soluzione ha un sapore acido, che ricorda quello dell’arancia.
Essa può essere assunta oralmente, anche sotto forma di sali
dell’acido ascorbico, in particolare come ascorbato di sodio e
ascorbato di calcio. Tuttavia solo questi ultimi due, che sono sali,
possono essere iniettati per via endovenosa, poiché diversamente la
soluzione acida danneggia le vene e i tessuti.

D: Lei ha
criticato molto lo zucchero, come mai? Ci sono evidenze scientifiche
della sua pericolosità per la salute?

R: Da numerosi studi siamo
portati a concludere che gli uomini che ingeriscono molto zucchero
corrono rischi di gran lunga maggiori di ammalarsi di cuore, in un’età
variante fra i 45 e i 65 anni, rispetto a quelli che ne ingeriscono
quantità inferiori. L’incidenza di malattie coronariche, inclusa
l’angina pectoris, va di pari passo con l’aumentato consumo di
zucchero, e non è affatto correlata con il consumo di grassi animali o
dei grassi in genere.
Il metabolismo del saccarosio (zucchero) produce al primo stadio uguali
quantità di glucosio e di fruttosio. Il glucosio entra direttamente nei
processi metabolici che forniscono l’energia alle cellule del corpo,
il metabolismo del fruttosio invece procede in parte per una direzione
diversa, che prevede la produzione di acetato, precursore del
colesterolo che sintetizziamo nelle cellule del fegato. In uno studio
clinico della massima serietà, è stato dimostrato che l’ingestione
del saccarosio porta a un aumento della concentrazione di colesterolo
nel sangue.

D:
Per concludere, qual è la sua ricetta, se ne ha una, per stare bene e
vivere a lungo?

R: Ecco i punti
fondamentali del regime:
1)

Integrare l’alimentazione con notevoli quantità di Vitamina C
(da 6 a 18 grammi), Vitamina A, E, B.

2)
Assumere minerali (calcio, ferro, rame, magnesio, zinco, cromo,
selenio, ecc.)

3)
Ridurre l’assunzione di zucchero

4)
Mangiare ciò che piace, ma in maniera moderata

5)
Bere molta acqua e pochi alcolici

6)
Fare attività fisica

7)
Non fumare

8)

Evitare ogni forma di stress

La
caratteristica principale rimane comunque l’apporto di vitamine,
soprattutto di Vitamina C!

Marcello Pamio
Fonte: http://www.disinformazione.it
Link: http://www.disinformazione.it/linuspauling.htm

Pubblicato da God

Un commento

  1. Linus Pauling: l’ultima intervista del doppio premio nobel per la pace e la chimica

    Linus Pauling, Ph.D.: The Last Interview
    by Peter Barry Chowka [members.aol.com]
    interview ©1996 by peter barry chowka. all rights reserved.

    (Tradotta in italiano per La Leva di Archimede [www.laleva.cc])

    Nel 1979 quando la rispettata rivista inglese New scientist incluse Linus Pauling [www.newmediaexplorer.org] nella sua lista dei 20 piu’ importanti scienziati di tutti i tempi, non fu’ altro che uno dei tanti traguardi di Pauling che includono due premi nobel non condivisi con altri e alcuni sorprendentemente originali contributi alla biologia, chimica e fisica.


    Linus Pauling and Ewan Cameron in Pauling’s office
    at the Linus Pauling Institute 1989
    photo © 1989, 1998 by peter barry chowka

    Al tempo della sua scomparsa all’eta’ di 93 anni (Agosto 1994), Pauling probabilmente era conosciuto per i suoi piu’ recenti lavori nel campo della scienza della nutrizione e della vitamia C. Grazie ai suoi bestsellers sulla vitamia C, raffreddori comuni e cancro, le frequenti apparizioni televisive, il numero di studi pubblicati e presentazioni scientifiche sulla nutrizione curativa battezzata da lui con il nome di “medicina ortomolecolare”, Linus Pauling [www.newmediaexplorer.org] fu l’unico reppresentante “ufficiale” per l’emergente scienza della nutrizione e della salute.

    Secondo Pauling, la sua alta militanza nelle controversie politiche durante gli anni ’50 e ’60 (inclusa l’organizzazione di una vittoriosa campagna internazionale per bandire i test della armi nucleari per la quale gli fu’ assegnato il nobel nel 1962), lo prepararono al difficile dibattito degli anni ’70 e ’80 quando di fatto divento’ il leader della medicina nutrizionale in un periodo in cui la medicina ufficiale denigrava questo tipo di interessi. Durante l’ultimo ventennio della sua vita, Pauling focalizzo’ il suo interesse sulle basi scientifiche della nutrizione e la sua difesa incondizionata per le megadosi vitaminiche lo pose al centro di questa controversia.

    Anche dopo la sua morte la controversia continuo’. Il giornalista Lee Dembart, rivisito’ due nuove biografie di Pauling, definendo l’interesse dello scienziato per la vitamina C “imbarazzante” e “eccentrico”. La maggior parte degli americani, ad ogni modo, ricordano l’eredita’ di Pauling in maniera molto differente: un combattente umanitario che aiuto’ il campo della scienza nutrizionale ad avanzare e anche per aver portato alla conoscienza di molti che ne hanno benificiato – l’importanza della vitamina C.

    Mentre la fama scientifica di Pauling e’ certamente meritata, rimasi profondamente colpito, durante le numerose volte che ho potuto intervistarlo, dalla sua profonda accessibilita’, inesauribile energia, dal suo aspetto positivo e il buon umore.

    Il 9 aprile del 1994, quattro mesi prima che Linus Pauling [www.newmediaexplorer.org] mori’, lo intervistai telefonicamente per conto di una radio privata. Anche se malato e confinato nella sua casa sulla costa pacifica vicino Big Sur (California), Pauling nell’occasione della diretta radiofonica e fu il solito articolato, ottimistico e avvincente uomo che avevo sempre conosciuto. Era la sua ultima intervista.

    Peter Barry Chowka
    febbraio del 1996

    ———————————————————————

    PETER BARRY CHOWKA: Dr. Pauling, potrebbe sintetizzare il ruolo che la vitamina C ha nella salute dell’uomo e la sua importanza nella salute di tutta la nazione?

    LINUS PAULING: La vitamina C – acido ascorbico, sodio ascorbato o calcio ascorbato – e’ coinvolta in un gran numero di reazioni biochimiche nel corpo umano. Due delle sue maggiori interazioni sono il potenziamento del sistema immunitario e la sintesi del collagene, una sostanza molto importante che tiene unito il corpo umano. Il collagene rinforza i vasi sanguigni, la pelle, i muscoli e le ossa. L’uomo non puo’ creare collagene senza la vitamina C.

    Quello che mi impressiono’ 20 anni fa’ fu quando Irwine Stone [www.vitamincfoundation.org] (Ph.D.), indico’ che la maggior parte degli animali, escluso l’uomo e le scimmie, producevano vitamina C (2). Non fanno affidamento al cibo o alle pasticche di vitamine, gli animali producono vitamina C nel fegato proporzionata al loro peso corporeo. Per un uomo adulto le proporzioni dovrebbero essere una media di 10-12 gr (12.000 mg) al giorno. Questo valore e’ 200 volte superiore all’RDA (Raccomended Dietary Allowance – Dosaggio giornaliero raccomandato) – 200 volte rispetto a quello che la gente assume normalmente dalla sua dieta.

    Questo e’ il motivo per il quale dovremmo prendere 200 volte il dosaggio di vitamina C che la FNB (Food and Nutrition Board) ci raccomanda. Il dosaggio di 60 mg stabilito dagli RDA e’ troppo lontano e sottolinea l’importante necessita’ di assumere integratori di Vitamina C.

    CHOWKA: Durante gli ultimi 20 anni lei ha studiato i pazienti malati di cancro che sono stati trattati con alti dosaggi di vitamina C. Recentemente ha pubblicato diversi studi insieme con Abram Hoffer [www.islandnet.com] (M.D., Ph.D.) riguardante il trattamento del cancro con la vitamina C (3,4). I risultati sembrano essere molto promettenti.

    PAULING: Oh, si! Mi sono interessato della vitamina C e cancro nel 1971 e ho cominciato a lavorare con Ewan Cameron [osulibrary.orst.edu] (M.B., Ch.B.) chirurgo primario dell’ospedale Vale of Leven in Scozia. Cameron [osulibrary.orst.edu] dava 10 gr di vitamina C al giorno a malati con cancro terminale non piu’ trattabile (5). Questi pazienti furono poi comparati da Cameron [osulibrary.orst.edu] e me con pazienti con lo stesso tipo di cancro alla stessa fase terminale che erano trattati nello stesso ospedale ma da altri medici — medici che non usavano la vitamina C e che utilizzavano i trattamenti convenzionali.

    I malati terminali curati da Cameron [osulibrary.orst.edu] vissero molto piu’ a lungo paragonandoli a quelli che non assumevano 10 gr di vitamina C al giorno. Gli altri pazienti vissero una media di 6 mesi dopo che furono diagnosticati come terminali, mentre i pazienti di Cameron [osulibrary.orst.edu] vissero una media di 6 anni.

    Recentemente ho collaborato con Hoffer [www.islandnet.com], un fisico che vive a Victoria (British Columbia, Canada).
    Hoffer [www.islandnet.com] tratto’ 300 pazienti malati di cancro (6) e raccomando’ a tutti loro essenzialmente lo stesso trattamento di Cameron [osulibrary.orst.edu]. Ma circa un quarto o un terzo dei pazienti non seguirono il trattamento per una ragione o per un’altra: il medico di famiglia potrebbe aver detto loro che alte dosi di vitamina C li avrebbe uccisi o i pazienti potrebbero aver avuto dei problemi di stomaco e non hanno voluto continuare a prendere le vitamine.

    I pazienti malati terminali di cancro che non seguirono il regime di Hoffer [www.islandnet.com] ebbero un tempo di sopravvivenza di circa 6 mesi. Quelli che seguirono la terapia di Hoffer [www.islandnet.com] ottennero risultati ancora migliori di quelli di Cameron [osulibrary.orst.edu]. In media sopravvissero circa 12 anni dopo che furono diagniosticati come malati terminali non trattabili.

    La terapia di Hoffer [www.islandnet.com] includeva 12 gr di vitamina C al giorno, circa la stessa quantita’ di Cameron [osulibrary.orst.edu], ma includeva anche quantita’ significative di altri nutrienti: 800 U.I. di vitamina E, 1000 o 2000 mg di niacina, grosse quantita’ di altre vitamine B e la vitamina A sotto forma di betacarotene. Apperentemente le altre vitamine interagiscono con la vitamina C e danno una difesa ancora maggiore contro il cancro.

    Per molto tempo Cameron [osulibrary.orst.edu] e io sostenevamo che ogni paziente affetto da cancro, cominciando il prima possibile nel corso della malattia, dovrebbe prendere 10 gr di vitamina C in aggiunta alle appropriate terapie convenzionali. Adesso, insieme con Hoffer [www.islandnet.com], sostengo che ogni paziente malato di cancro, cominciando il prima possibile nel corso della malattia, dovrebbe prendere 10-12 e piu’ gr di vitamina C, 800 U.I. di vitamina E, alti dosaggi di altre vitamine e 200 mcg di selenio al giorno. Io pe
    nso che la terapia di Hoffer [www.islandnet.com] e’ la terapia che i malati di cancro dovrebbero seguire – sempre in aggiunta ad un’appropriata terapia convenzionale, dove “appropriata” significa una terapia convenzionale che abbia mostrato il suo valore per pazienti con lo stesso tipo di cancro.

    CHOWKA: Lei vede progressi nella guerra al cancro?

    PAULING: Si, penso di si. Ma sara’ grazie alle vitamine e non con i farmaci. Sicuramente.

    CHOWKA: Cosi’ lei vede progressi nel potenziale delle vitamine e degli antiossidanti e non molti nel trattamento di tipo convenzionale che abbiamo visto fino a questo punto?

    PAULING: Di certo non cercando farmaci e trattamenti miracolosi, no. Sento forte che la vitamina C ed altre sostanze ortomolecolari, come la lisina, provvederanno a controllare in maniera efficace le malattie cardiovascolari molto di piu’ di quanto sara’ possibile sul cancro. Sono molto positivo nella soluzione dei problemi cardiocircolatori.

    CHOWKA: Lei ha recentemente pubblicato diversi studi sulla nutrizione e i problemi cardiocircolatori (7-8).

    PAULING: Gli studi contengono un argomento molto semplice. Ho avuto molti problemi nel capire perche’ le persone che si sono occupate dei problemi cardiocircolatori non hanno pensato a questo quando 20-30 anni fa fu’ accettato dai cardiologi che la causa primaria dell’aterosclerosi e delle malattie cardiocircolatorie e’ una lesione delle pareti delle arterie in un periodo di forte stress. Cosi’ mi sono chiesto due o tre anni fa “perche’ le pareti delle arterie subiscono una lesione?”. Gli animali non subiscono queste lesioni quando sono stressati. Noi subiamo queste lesione perche’ le nostre arterie sono deboli.

    Perche’ son deboli? Normalmente, le arterie degli animali vengono fortificate dai depositi di collagene. L’uomo non puo’ produrre collagene senza la vitamina C. Gli uomini non assumono vitamina C a sufficienza, cosi’ le loro arterie sono deboli. Cosi’ a seguito delle varie fasi di sviluppo delle malattie cardiovascolari, arrivano le lesioni. Quindi, la carenza di vitamina C e’ la causa primaria delle malattie cardiovascolari.

    CHOWKA: Possiamo pensare che la diminuzione dell’incidenza delle malattie cardiocircolatorie in questo paese e’ dovuta al fatto che gli americani prendono piu’ integratori vitaminici e in particolar modo la vitamina C?

    PAULING: Oh, si. Nel 1979, Emil Ginter (Ph.D.) pubblico’ una lettera dicendo che c’era un parallelismo tra la diminuita mortalita’ a causa di malattie cardiocircolatorie e l’aumentata assunzione di vitamina C negli Stati Uniti (9).

    CHOWKA: Per molti anni lei e i suoi colleghi avete affrontato una battaglia contro il potere della medicina ufficiale per portare alla conoscienza di tutti le sue idee sulla vitamina C e per la medicina nutrizionale in generale.

    PAULING: Io penso che sta’ cambiando. Gli scienziati tendono a seguire le mie raccomandazioni ma ho molti piu’ problemi con l’establishment medico. Sembrano essere prevenuti, non hanno la mente aperta rispetto all’informazione disponibile a riguardo delle vitamine e altri nutrienti in relazione a malattie come il cancro e molte altre.

    Recentemente, durante l’ultimo anno, parte delle mie fatiche sono state dedicate a contrastare questa strana posizione dell’establishment medico: ora hanno accettato il fatto che gli antiossidanti assunti dall’alimentazione diminuiscono l’incidenza del cancro. Ma nei loro libri e articoli continuano a dire “ma non prendete integratori vitaminici”. Questo e’ completamente fuori da ogni logica secondo il mio punto di vista. Oltretutto non danno nessuna argomentazione valida per supportare queste dichiarazioni. Uno studio di James Enstrom (Ph.D.) e suoi associati mostra quanto possa essere efficace anche una piccola quantita’ in piu’ di vitamina C assunta in forma di integratori (10).

    CHOWKA: Il suo commento sull’establishment medico suggerisce un’altra domanda. Nel 1982 lei disse che, secondo il suo punto di vista, soprattutto il pubblico americano fu responsabile per i cambiamenti nella medicina moderna, specialmente per gli importanti progressi (11). E’ ancora il suo punto di vista oggi?

    PAULING: Si! Penso che lo steso pubblico rispose meglio a quanto detto da me insieme a Cameron [osulibrary.orst.edu] e me e Hoffer [www.islandnet.com] che non il mondo medico in generale. Dieci anni fa la gente mi diceva: “Ho detto al mio medico che prendo un grammo di vitamina C al giorno o tre grammi di vitamina C al giorno e lui mi ha risposto: “Non farlo, ti potrebbe uccidere, quelle vitamine sono velenose””. Cinque anni fa la gente ha cominciato a dirmi: “Ho detto al mio medico che prendo diversi grammi di vitamina C al giorno e lui mi ha detto: “Bene, non ti fara’ male. Va pure avanti se vuoi. Probabilmente non ne avrai nessun giovamento, ma se vuoi prenderle continua pure”.

    Oggi mi dicono che i medici sono propensi nel dire: “Va bene, forse ti possono fare bene”, specialmente quando i pazieni mostrano un aspetto migliore di quello che il medico si aspetta da loro e dicono: “Penso che la ragione possa essere l’alto dosaggio di vitamina C e vitamina E che sto’ prendendo”. Adesso i dottori tendono ad essere d’accordo con questo punto di vista. Non so’ quanti dottori prendono l’iniziativa di prescrivere vitamine ai loro pazienti seriamente malati, ma penso che molti possano almeno essere aperti a questo.

    CHOWKA: Cosa succede al Linus Pauling Institute di Scienze e Medicina in Palo Alto (California) che recentemente ha celebrato il suo 20° anniversario?

    PAULING: I ricercatori stanno lavorando a diversi problemi, in particolar modo quelli che riguardano la vitamina C e altre vitamine in relazione alle malattie o, in alcuni casi, semplicemente la chimica di base delle vitamine. Un’osservazione che fecero circa tre anni fa, facendo delle ricerce in vitro e’ che l’HIV, il virus implicato nell’AIDS, veniva controllato da concentrazioni moderatamente alte di vitamina C — concentrazioni che si vedono nel flusso sanguigno prendendo dai 10 ai 20 grammi di vitamina C al giorno. Questa scoperta ha attratto l’attenzione dei ricercatori sull’AIDS del National Institutes of Health (NIH) a hanno preparato un test per determinare l’efficacia degli alti dosaggi di vitamina C nel cotrollare l’AIDS o l’infezione da HIV.

    CHOWKA: Dr. Pauling, c’e’ un certo numero di altri pionieri della scienza e medicina innovativa di questo secolo come Albert Szent-Gyorgyi [www.newmediaexplorer.org](M.D., Ph.D.), che scopri la vitamina C. Sfortunatamente, sembra che molta della gente di oggi non e’ cosi’ informata circa il contributo di scienziati come lei e Szent-Gyorgyi [www.newmediaexplorer.org]. Mi piacerebbe chiederle, quindi, come le piacerebbe essere pensato e ricordanto, specialmente dalla gioventu’ americana?

    PAULING: Questa’ e’ una domanda complicata e per me e’ difficile rispondere. Credo che le future generazioni penseranno a me come “l’uomo della vitamina C”. Ma certamente questo non e’ quello che io penso di me. Per vent’anni ho solamente ripetuto le cose che diceva Stone [www.vitamincfoundation.org], cosi’ come Szent-Gyorgyi [www.newmediaexplorer.org] stesso, circa il grande valore di alti dosaggi di vitamina C e altre vitamine. Ma Szent-Gyorgyi [www.newmediaexplorer.org], che scropri e isolo’ per primo la Vitamina C nel 1927, non fu’ un grosso sostenitore dei megadosaggi vitaminici. Hoffer [www.islandnet.com] e Humphrey Osmond (M.D.), divennero molto dopo di lui i rappresentanti di altri dosaggi di vitamina C e niacina per i pazienti schizofrenici — dosaggi che superavano 500 o 1000 volte gli RDA (12). Io fui molto impressionato da quello che scrissero Hoffer e Humphrey Osmond, cosi’ come dalle analisi che fece Stone [www.vitamincfoundation.org] sulla vitamina C.

    CHOWKA: E’ ottimista per il futuro?

    PAULING: Si, sicuramente! Sono apparentemente ottimista di natura. Sono stato ottimista sul controllo della guerra nucleare, ottimista rispetto ad un miglioramento dei rapporti tra l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti e ottimista sulla medicina ortomolecolare. Oggi, molte persone sono convinte che la medicina ortomolecolare sia la medicina del futuro. E cosi’, si, sono ottimista.

    Peter Barry Chowka e’ un giornalista, analista medico-politico, relatore e consulente. Per oltre vent’anni ha lavorato per la stampa, trasmissioni radio e ha documentato la promessa per un approccio innovativo e tradizionale alla salute. Chowka e’ stato consulente di un canale televisivo e il Congresso degli Stati Uniti e membro dell’Ufficio delle medicine alternative del NIH.

    REFERENZE:

    1. Dembart, L. Los Angeles Times: E-4, February 2, 1996.
    2. Stone, I. Vitamin C: The Healing Factor Against Disease. New York: Grosset and Dunlap, 1972.
    3. Hoffer, A., & Pauling, L. Jnl Orthomolecular Med, 5: 143-154, 1990.
    4. Hoffer, A., & Pauling, L. Jnl Orthomolecular Med, 8: 157-167, 1993.
    5. Cameron, E., & Pauling, L. Op cit.
    6. “Since then,” Hoffer writes, “my series has expanded to over 700 patients, and the data we first reported shows the same beneficial response,” Personal communication, Feb. 7, 1996.
    7. Rath, M., & Pauling, L. Jnl Orthomolecular Med, 6: 125-134, 1991.
    8. Rath, M., & Pauling, L. Jnl Orthomolecular Med, 7: 5-15, 1992.
    9. Ginter, E. Am Jnl Clin Nutr, 32: 511, 1979.
    10. Enstrom, J.E., Kanin, L.E., & Klein, M.A. Epidem, 3: 194-202, 1992.
    11. Chowka, P.B. New Age , 8: 36-39, December 1982.
    12. Osmond, H., & Hoffer, A. Lancet, 1: 316-319, 1962.

    Questa intervista e’ stata pubblicata per la prima volta nell’Aprile 1996 su Nutrition Science News [www.newhope.com].

    Se volete scrivere una lettera all’editore di Nutrition Science News commentando questa intervista, mandate una emal (in inglese) a Lisa Marshall a:

    [email protected]

    Per scrivere all’autore dell’intervista, Peter Barry Chowka, madare un0email a: [email protected]

    Fonte: http://www.laleva.cc/
    Link [www.newmediaexplorer.org]
    28.11.2003