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In Catalogna è scattata l’opzione nucleare. Ora si entra davvero in territori inesplorati

DI GABRIELE CRESCENTE
internazionale.it

Alla fine la rottura è arrivata. Il 27 ottobre il parlamento catalano ha adottato una risoluzione con cui dichiara che “la Catalogna si converte in uno stato indipendente in forma di repubblica”. Neanche un’ora dopo, il senato spagnolo ha approvato il ricorso all’articolo 155 della costituzione, che autorizza il governo a destituire il presidente catalano Carles Puigdemont e a prendere il controllo degli organi della comunità autonoma. È la cosiddetta “opzione nucleare”, che fin dall’inizio della crisi catalana molti avevano tentato di scongiurare.

Fino a poche ore prima delle due votazioni, era sembrato che la mediazione tra Madrid e Barcellona portata avanti dal segretario del Partito socialista catalano Miguel Iceta e dal presidente del governo basco Iñigo Urkullu fosse andata a buon fine, scrive Ana Pastor su El Periódico de Catalunya. Puigdemont aveva accettato di indire elezioni anticipate in Catalogna e il Partito socialista spagnolo aveva dichiarato che in tal caso avrebbe ritirato il suo appoggio all’articolo 155.

Territori inesplorati

Ma poi la dinamica del game of chicken, secondo cui il primo che fa un passo indietro perde, ha ripreso il sopravvento. Prima di fare un mossa che gli sarebbe valsa l’accusa di traditore da parte di molti dei suoi sostenitori, Puigdemont ha chiesto al governo una rassicurazione ufficiale che la macchina dell’articolo 155 sarebbe stata arrestata. Il premier Mariano Rajoy non ha voluto impegnarsi a fermare il senato prima che Puigdemont uscisse allo scoperto, e così tutto è saltato.

Ora si entra davvero in territorio inesplorato. La destituzione di Puigdemont sembra scontata, ma le associazioni indipendentiste hanno già fatto appello alla disobbedienza civile e i secessionisti potrebbero cercare d’impedire alla polizia spagnola di entrare nelle sedi delle istituzioni catalane. Senza contare la questione più delicata, quella del monopolio della forza. Se i mossos d’esquadra (la polizia catalana) rifiutassero di sottoporsi all’autorità di Madrid, le scene che finora sono state evocate solo come un’ipotesi lontana diventerebbero improvvisamente una possibilità concreta.

 

Fonte: www.internazionale.it

Link: https://www.internazionale.it/bloc-notes/gabriele-crescente/2017/10/27/catalogna-opzione-nucleare-indipendenza

27.10.2017

Pubblicato da Davide

  • DesEsseintes

    Ogni tanto arrivano certi che scrivono articoli tipo questo, pure di riviste famose, in cui ti dicono…”Siamo in territorio inesplorato”…”Non si sa cosa potrà succedere”…”Chissà…”…

    Non sembra una cosa difficilissima per la quale ci voglia una laurea particolare però quelli pubblicano, la gente se lo legge perché è breve e facile (non dice un katzow) e sono tutti contenti con poca spesa.

    Da un giornalista uno vorrebbe sapere qualche “notizia” e l’unica che conta adesso, della quale non si trova nulla se non da fonti troppo coinvolte e interessate per essere credibili, è quanti catalani vogliono l’indipendenza ossia quanti la vogliono “disposti a lottare”.
    Se sono almeno un quaranta per cento un minimo di possibilità ce l’hanno…ma non si riesce a sapere…

    Fatto sta che è la prima autentica rivolta contro una autorità centrale in Europa da non so quanto tempo.
    Speriamo che abbiano successo perché qualsiasi siano le ragioni dei catalani, anche le meno nobili, la loro vittoria contro il potere dello Stato provocherebbe una reazione a catena in tutta l’Unione.

    • gix

      Può essere, ma non ne sarei tanto convinto (del successo), in fondo alla UE peggiore potrebbe andare bene stare a guardare che succede in ogni caso, anche se per ora tutti hanno negato un minimo di consenso alla Catalogna. A questo punto non si capisce bene che vantaggi possa avere il tizio che guida la rivolta, specie ora che è stato anche destituito. Era riuscito ad ottenere una qualche forma di trattativa, ma da ora in poi, continuando così, fornisce una giustificazione alle azioni del governo centrale, anche le più ignobili. La UE comunque, viste le crisi al suo interno, ormai naviga a vista, quindi ben venga un bel problemone dietro al quale nascondersi momentaneamente, e guardare come si potrà sfruttarlo a proprio vantaggio in futuro

    • alboino

      Almen per ora l’opinionismo cosiddetto alternativo degli italioti sembrerebbe costretto a fare qualche passo indietro:
      1. deve riconoscere che la questione catalana non era una sceneggiata napoletana.
      2. Forse deve mettere tra parentesi, per il momento, le macchinazioni diaboliche del Grande Vecchio Soros, ubiquamente ed ecolalicamente spaparanzate fin qui.
      3. Forse deve riconoscere che esistono ancora dei popoli e non solo degli aggregati di individui massonicamente manipolabili, e che certi popoli hanno identità e palle.
      4. Forse comincia a sospettare che le identità regionali non sarebbero, per le Massonerie Globaliste, più manipolabili dei tradizionali Stati Unitari.
      5. un 40% di gente “dura” sarebbe più che sufficiente allo scopo. L’ETA nei Paesi Baschi ha ottenuto tutto quel che per i baschi desiderava, Grazie, lamentevolmente, a un feroce terrorismo anche ad personam. E la percentuale degli etarras nel popolo basco non era certo il 40%. Anche i Paesi Baschi son zeppi di castigliani aragonesi e extremenos d’importazione. Ma arrivò l’autonomia finanziaria e scolastica ecc… e la maggioranza dei baschi, i vecchi e i nuovi, è rimasta contenta. Spero solo che i catalani non riprendano il terrorismo, che pure loro han conosciuto in tempi lontani.
      6. Tutti gli europei (perfino buona parte dei krukki) han per un motivo o per l’altro le scatole piene dell’UE. Fra poco vedremo se siamo entrati in una fase repressiva paragonabile a quella della Santa Alleanza tra il 1815 e il 1830.

      • giulio pelernei

        Dopo tanti anni di letture di tesi complottiste [alcune delle quali sembrano credibili] dove la false-flag è come il prezzemolo, ho capito la loro vera funzione: demoralizzare le persone per scoraggiarle alla ribellione e all’associazione: infatti, perché ribellarsi se poi si finisce dalla padella alle braci?
        Ma anche questa mia tesi è un po’ complottista…

        • alboino

          Non so se e quanto Lei abbia ragione. Per ora io mi trovo in una impasse. Me la devo vedere o
          1. con le risibili manipolazioni del mainstream, che cercano di sfessacchiarmi come se fossi un Bertoldo.
          oppure
          2. con i mantra del meanstream, che son intrisi di “economicismi volgari” (fossero almeno i vecchi “marxismi volgari”!) e di complottiami volgari.

        • Perfidissimo Volto

          Guardi… io conosco i catalani, e soprattutto i catalanisti. Sono persone di un’ignoranza abissale. Non conoscono nulla e si inventano storia, letteratura, geografia, tutto. Arrivano a dire che Leonardo da Vinci così come Amerigo Vespucci così come Cristoforo Colombo erano catalani. Ma seriamente, eh!, solo perché un sedicente studioso, Jordi Bilbeny, ha espresso delle tesi bislacchissime sulle presunte origini dei suddetti. Da allora Bilbeny è il punto di riferimento per coloro, stupidi, ignoranti e presuntuosi.
          Non mi stupisce che abbiano seguito il pifferaio di Hamelin fin dentro il cratere del vulcano, perché sono irragionevoli.

          • giulio pelernei

            Evidentemente Lei è stata sfortunata poiché ha conosciuto solo il tipo di catalani che ha descritto.
            Io che in Catalunya ci vivo da 15 anni, sono stato molto meno sfortunato, anzi, forse troppo fortunato.

          • Perfidissimo Volto

            A conoscere chi?

          • giulio pelernei

            “Ma veramente che TUTTI gli europei abbiano le scatole piene dell’UE è una sua personale opinione. Su quali numeri si basa per fare una simile affermazione? Potrebbe elencare, per favore, una lista di percentuali, di sondaggi, di ricerche, o di qualsiasi indagine SERIA che possa supportare le sue certezze? Perché, per esprimere un simile parere, avrà certamente consultato delle fonti. Ecco, gradiremmo conoscerle anche noi”.

            Questa è una sua frase.

            Ebbene, sostituiamo ora la parola “europei” con “catalanisti”.
            Per essere coerente e credibile Lei ora dovrebbe dimostrare che quanto affermato sui catalanisti non sia solo una sua personalissima [e rispettabile] opinione.
            Alcuni dati, please.

          • Perfidissimo Volto

            Perfetto, sostituiamola:
            “Ma veramente che TUTTI i catalanisti abbiano le scatole piene dell’UE è una sua personale opinione. ”

            In base a questo nuovo assioma da lei sollecitato non si capisce perché i catalanisti vorrebbero stare all’interno dell’UE ed essere riconosciuti proprio dall’UE.

            Lo può spiegare, per favore?

          • giulio pelernei

            In queste ultime tre settimane la situazione è sensibilmente cambiata e per capire come può evolvere bisogna ormai aspettare le elezioni del 21 dicembre.

          • DesEsseintes

            Dai giornali spagnoli sembrerebbe che ERC e JxSÍ vincerebbero e non è escluso che incrementino leggermente il loro consenso, il tutto in una partecipazione al voto a livelli altissimi.

            Pensa che roba…una classe dirigente di pecioni che solo per il fatto di aver “fatto vedere” di essere disposta a combattere assieme al suo popolo è riuscita “davvero” a svegliare una nazione intera…

            Io l’ho sempre detto e non solo qui ma in situazioni “operative”: la chiave di tutto è che la classe media locale di ogni paese decida di lottare insieme al suo popolo, ossia assieme alla sua classe subalterna, essendo pronta a pagare anche lei lei conseguenze della battaglia e eventualmente della sconfitta.
            A quel punto il popolo si infiamma “automaticamente” e non c’è potere che possa opporsi.

            Confido che un giorno qualcuno lo capirà

          • giulio pelernei

            In effetti è proprio sorprendente.
            Nonostante tutte le incoerenze e gli errori commessi – soprattutto nella fase finale del process – che stanno favorendo gli attacchi dei media di regime, gli indipendentisti credono ancora in Puigdemont. A Barcellona, sabato 11 novembre, c’erano 1,5 milioni [750 mila per la guardia urbana] di indipendentisti manifestando contro l’incarcerazione del governo catalano, la capacità di mobilitazione è, dunque, rimasta invariata.
            Ci sono due fatti significativi che sono accaduti in questa ultima settimana. Il primo di questi è stata l’improvvisa morte del Fiscal General del Estado, José Manuel Maza, colui che tre settimane fa aveva istruito la causa contro Puigdemont & Co, dovuta a un’infezione renale fulminante mentre si trovava in Argentina per un meeting sulla giustizia. Il governo ha fatto rientrare la salma e non ha voluto che si facesse l’autopsia… Oggi la Fiscalia di Barcellona ha deciso di aprire un’inchiesta. Il secondo fatto, accaduto l’altro ieri, è l’incontro alla Zarzuela di Felipe VI con Mahmud Abbas, e dopo il quale ha chiesto ufficialmente al governo spagnolo di riconoscere lo Stato di Palestina… Tieni conto che un mese fa il governo spagnolo era molto arrabbiato con gli israeliani rei di non aver preso una posizione chiara riguardo alla repubblica catalana. Tuttavia, due settimane fa il presidente d’Israele Rivlin venne in Spagna per vedersi con Rajoy e poi dichiarò che il suo interlocutore era la Spagna e non la Catalunya. Qualcosa non mi quadra.

      • DesEsseintes

        Ho detto il 40% (che è una cifra a occhio) per una soluzione democratica fatta di pressioni tipo manifestazioni pacifiche, richieste di riforma costituzionale per ottenere la possibilità di un referendum etc etc
        Non sono favorevole alle lotte armate che a mio avviso funzionerebbero solo se “difensive” ossia, nel caso catalano, se Madrid impazzisse e mettesse in atto una repressione sanguinosa.

        Fatto sta che il caso della Catalogna non esce fuori cosí per caso ma è il sintomo di un malessere sempre meno sostenibile dovuto alla struttura tecnocratica e antidemocratica della UE.

        A mio avviso sia nell’Unione Europea che in generale nel mondo occidentale esistono delle aporie intrinseche cioè il sistema si basa su delle menzogne che non è più possibile nascondere con la nota balla che “abbiamo dei problemi perché siamo sulla strada del progresso e qualcuno rema contro ma IN FUTURO la ricchezza e la democrazia si diffonderanno a tutti”.

        • alboino

          Condivido largamente e avevo già avanzato un’ipotesi, magari peregrina: i montanti “regionalismi identitari” sono inconsci tentativi di scampare alla spersonalizzazione identitaria di Grande Fratello UE.
          Scusa se, per la fretta di questo momento, mi sono espresso in modo troppo sbrigativo.

          • alboino

            @ Des Esseintes. Le mie ipotesi peregrine si troverebbero confermate in un fondo di dedefensa.org del 28.10:

            … . Si la crise catalane nous a montré quelque chose jusqu’ici… c’est bien qu’elle est partie intégrante de la crise européenne qui se situe au cœur d’un pouvoir stratifié, ossifié, figé dans sa corruption psychologique ….
            – Madrid … avec un gouvernement qui a joué la grande scène de la souveraineté selon la Loi dans un ensemble acharné à détruire la souveraineté des peuples et à se rire des lois au nom d’un tabou, l’Europe-UE qui se prend pour la Loi.
            – Les indépendantistes catalans, eux, … n’ont pas la tâche suprême de se montrer plus responsables que les responsables politiques…. Leur jeu, à eux, c’est de favoriser…… la montée de la tension …..; parce qu’alors et ainsi se trouve concrétisée la possibilité la plus forte de voir leur parti se renforcer, les indécis ou les centristes poussés à évoluer vers les indépendantistes puisque repoussés par le maximalisme quasi-autoritariste auquel est conduit le gouvernement central tributaire et courroie de transmission de la surpuissance du Système.
            – L’un des aspects quasiment naturels de cet ensemble …..c’est la dévolution, la déstructuration, l’inévitable contestation du centre puisque du centre viennent les diktats des pouvoirs qui sont totalement acquis au Système, et donc totalement créatures du Système.
            -… Alastair Crooke observe : « Partout désormais, on assiste à une réaction contre le déracinement des cultures nationales pour la raison simple que le processus du pouvoir s’est trop éloigné des simples citoyens et que les simples citoyens se sentent complètement “dé-souverainisés”. …. la pensée et l’action souveraines ne peuvent trouver leur accomplissement que dans une culture nationale : ce que c’est que d’être Américain, Russe ou Catalan…
            -» Ce que nous vivons aujourd’hui aux USA et en Europe [de la part des pouvoirs en place], ce sont les efforts pour repousser vers les profondeurs ces impulsions pour une “re-souverainisation” culturelle.
            -La Catalogne répond à une poussée voulue par la Grande Crise générale . L’argumentation autour de la constitutionnalité du processus et la viabilité d’une indépendance a la vanité et la frivolité du débat sur le sexe des anges.
            -Quant à Rajoy, soutenu par toute la bande de “la Secte” de Bruxelles, il fait la seule chose que savent faire ces gens-là, acolytes et zombies au pouvoir pour le compte du Système : tenter d’aveugler avec l’étoupe disponible, – ici la Guardia Civile, et pourquoi pas les quelques chars qui restent à l’armée espagnole, – l’une des innombrables voies d’eau qui percent la coque du Titanic. Vous parvenez à en aveugler une, dix autres se sont ouvertes entretemps ; ou bien, comme Shakespeare a dû le dire, vous ne parvenez plus à aveugler quoi que ce soit, devenus aveugles vous-mêmes, et nous entrons dans le temps de la tragédie et de la folie à visages découverts,.

            Sembra davvero di respirare un’aria più fina, leggendo ste cose. E leggendole m’è venuto un dubbio atroce: che i nostri nazionalisti-unitari, che si professano anti-UE, non siano inconsciamente la quinta colonna della UE? – Non li ho visti neppure lamentare le randellate del Primo Ottobre. Al limite li ho visti applaudirle.

      • Perfidissimo Volto

        Ma veramente che TUTTI gli europei abbiano le scatole piene dell’UE è una sua personale opinione. Su quali numeri si basa per fare una simile affermazione? Potrebbe elencare, per favore, una lista di percentuali, di sondaggi, di ricerche, o di qualsiasi indagine SERIA che possa supportare le sue certezze? Perché, per esprimere un simile parere, avrà certamente consultato delle fonti. Ecco, gradiremmo conoscerle anche noi.
        Ah, ecco, un dettaglio… sa da dove deriva l’attenzione alle autonomie basche che sono STORICHE? Forse lei non lo sa, ma le autonomie basche (ex regno di Navarra) hanno radici lontane ed erano riconosciute dalla corona di Spagna, almeno fino al XVIII secolo. Le autonomie catalane invece sono un’invenzione modernissima, in quanto l’Aragona (di cui faceva parte la contea di Barcellona, e non il regno di Catalogna come amano pensare i catalanisti) e la Castiglia si fusero per il matrimonio dei due regnanti, quindi non fu né un’annessione né una secessione, ma un’UNIONE. Ma vaglielo a spiegare ai catalanisti incalliti che pretenderebbero di riscrivere la storia secondo i loro vaneggiamenti e da queste pretese storiche ricostruire un’autonomia mai esistita se non PROPRIO dopo la costituzione del 1978.
        Le palle dei catalanisti sono piene di fuffa.

        • alboino

          Convengo che l’espressione “tutti gli europei” era approssimativa. Qualche isondaggio è stata pur fatta, e gli scontenti dell’UE non risultavano pochi. Non so se sia stata fatta quell’indagine GLOBALE e SERIA di carattere UFFICIALE che mi chiede Lei. Credo di no, ma forse Lei lo sa e può dunque mettermi sotto il naso i dati che contraddicono le mie opinioni. Le quali sono fondate sul comportamento di consistenti minoranze (come il Front National in Francia o l’AFD in Germania) o di maggioranze e addirittura Stati (il gruppo di Visegrad contro la politica immigrazionista UE…. il Brexit…)…. adesso ci si mette anche l’Austria, che magari non sarà contenta del tutto delle politiche UE. Vedremo.
          Quanto alla storia spagnola qualche precisazione:
          1.i fueros di Navarra hanno radici lontane, ma poi la monarchia borbonica se ne impipò anche di quelle (soprattutto a partire dal reazionarioFerdinando VII).
          2. l’Unione tra Castiglia e Aragona fu un’unione personale (cioè nella PERSONA del monarca) in seguito a un matrimonio. Ma i due regni continuarono, giuridicamente e in teoria, ad avere due costituzioni DISTINTE (sotto un MEDESIMO monarca), almeno fino alla guerra di Successione Spagnola (1715) dalla quale di fatto la Catalogna venne assoggettata al centralismo madrileno.
          Sicché qualche buon motivo storico di reazione ce l’avranno sempre avuto pur loro, o no?

          • Perfidissimo Volto

            Quindi, secondo il medesimo ragionamento, gli stati che composero l’Italia, potrebbero voler tornare al 1715, ignorando ciò che è avvenuto in tre secoli. Esattamente come voler dare un futuro a Israele come terra promessa dopo 3000 anni o come voler ricreare la Serenissima secondo certi veneti fulminati (mentre essi si credono illuminati).
            Ottima prospettiva storica e soprattutto giustificazione assolutamente plausibile… mah!

    • Eric Maria Gerets

      Ma qual è il nesso fra una “loro vittoria contro il potere dello stato” e ” una reazione a catena che metterebbe in discussione la coesione stessa della UE”?
      Non di minor rilevanza per altro il “speriamo che abbiano successo…. qualsiasi siano le ragioni dei catalani”

      Le ragioni dei catalani intesi come “gggente” sono sicuramente espresse in buona fede e possono pure ad uno sguardo esterno apparire condivisibili, finanche auspicabili, ben diverso è l obbiettivo che si vuol raggiungere attraverso l appoggio o meno di queste istanze facendole apparire attraverso i media a seconda della loro funzionalità, al potere costituito o che si vorrebbe costituire, buone o meno buone.
      Ora, i meandri del potere e i suoi meccanismi sono per me come per molti altri praticamente sconosciuti, ma posso sicuramente affermare empiricamente che l appoggio o, attenzione, la non dissociazione da alcune istanze, il cerchiobottismo “caciarone” che si osserva quando qualcuno prende in esame questa faccenda mi lasciano molto dubbioso sul fatto che la rivolta contro Madrid sia prodromica ad una rivolta contro Bruxelles,intesa come centro di coesione dell UE.
      Questo auspicio, oltre a non essere nemmeno preso in considerazione dagli “indipendentisti”, viene addirittura ribaltato nel momento in cui si sostiene dagli stessi a gran voce una Catalogna filo UE e con l Euro nel portafoglio.
      Ergo, non sarà Soros, non sarà il vecchio grande o piccolo, non saranno gli anonimi pupari, sarà chi sarà ma a qualcuno cavalcare la frantumazione degli stati del sud Europa, al momento i più fragili e volutamente indifesi fa comodo eccome, il che rovescia completamente il sillogismo rivolta contro lo Stato uguale rivolta contro potere che da rivolta contro UE.
      Mi piacerebbe conoscere le vostre opinioni.

      • Gino2

        Concordo, a grandi linee.
        ” (…) dubbioso sul fatto che la rivolta contro Madrid sia prodromica ad una rivolta contro Bruxelles,intesa come centro di coesione dell UE.”

        A volte anche le troppe cacchedipiccione sono prodromiche a una rivolta contro Bruxelles secondo qualcuno.
        Ovviamente quando ci sarà qualcosa potenzialmente davvero ” prodromica ad una rivolta contro Bruxelles” ce ne daranno un descrizione totalmente manipolata o addirittura nessuna descrizione.

        Purtroppo molti hanno capito come funziona il “Potere”
        …. e poi aggiungono MA…
        e quel ma che rappresenta la “speranza vana” non razionale totalmente non giustificata, disintegra il “ho capito come funziona il potere”

        Ho capito che questo è un pero MA spero mi dia delle mele…non si sa mai

      • giulio pelernei

        Gira e rigira è la tesi complottista di Dezzani.
        A chi farebbe comodo sfruttare la Catalunya come un pedone della scacchiera?
        Dezzani spesso fa coincidere le ipotesi con le tesi.

        • DesEsseintes

          Giulio, che aria tira?
          Secondo te di indipendentisti duri puri ce ne sarà almeno un quaranta per cento reale?

          • giulio pelernei

            Hola DesEsseintes.
            Il risultato del referendum fu 38% di indipendentisti sul totale degli aventi diritto al voto.
            Il problema della legittimità è dovuto proprio a questa cifra e non al fatto che il referendum fosse illegale.
            Infatti, il governo intervenne in quel modo proprio per paura di trovarsi con il quorum e con una vittoria netta dell’indipendentismo.
            D’altra parte, perché mobilitare 10 mila poliziotti per ostacolare un evento che non aveva nessun valore giuridico?
            Tuttavia, secondo me quello che sta accadendo è più da intendere come una rivoluzione nel quale una minoranza super organizzata, rumorosa e con molta fede, produce astutamente e pacificamente un cambio di legittimità.
            Ovviamente per gli indipendentisti la proclamazione della Republica de Catalunya è stata una grande gioia, tuttavia sono consapevoli che i prossimi 15 giorni saranno decisivi.
            L’articolo 155 è praticamente impossibile da applicare poiché sono scontati atti di disobbedienza all’interno dell’amministrazione pubblica.
            Sono pacifici ma hanno la forza di mobilitare 2 milioni di persone.
            Sembra stiano preparando uno sciopero generale di… 10 giorni.

          • DesEsseintes

            Grazie, molto interessante.

        • Eric Maria Gerets

          Ma perché complottista?
          È una cosa detestabile che quando qualcuno non sa che ca…spita dire deve tirar fuori questo termine inutile e stucchevole.
          Rigiro la domanda, ma a questo punto un bel chissenefrega della Catalunya?
          Perché deve diventare argomento principale con tutte le cose che accadono nel mondo?
          Perché per esempio della guerra Ucraina al centro Dell Europa da anni non frega un tubo nemmeno all ultimo dei giornalistucoli e di questo indipendentismo di una regione che con la sua città principale è il simbolo di tutto ciò che non è identità, una babele del divertimento, del trendy e del cool si muovono le corazzate mediatiche al soldo dei soliti noti?
          A chi fa comodo parlar di questo, e di farlo diventare argomento di strettissima attualità, al posto di altri che meriterebbero pari se non superiore spazio lo chiedo a lei, sempre che non sia una domanda troppo complottista.

          • giulio pelernei

            Ok, lasciamo perdere il complottismo e chiamiamola, come si faceva una volta, dietrologia.
            Non capisco bene la tua tesi.
            Dezzani aveva formulato la tesi che la frantumazione degli stati europei in piccole regioni fosse proprio l’obiettivo della grande finanza.
            È la tua stessa tesi?

        • alboino

          “Dezzani spesso fa coincidere le ipotesi con le tesi.” Bien dit!…. Anche quando le ipotesi-tesi sembrano smentite dalla realtà effettuale. Canocchiale di Galileo, please…!

      • DesEsseintes

        Credo che la domanda da porsi sia: l’indipendentismo catalano è una questione isolata o è il sintomo dell’insostenibilità delle politiche economiche europee?
        Nel secondo caso questa vicenda porterà a degli sviluppi inaspettati (e personalmente me lo auguro),
        Seguiamo i “fatti” e giudicheremo su quelli.

        • alboino

          La mia risposta è implicita in quel fondo di dedefensa.org che ho riportato, a brandelli , poco sopra, Ne consiglio la lettura intera.
          – Ne sconsiglio la lettura solo a quelli che sperano trovarci il “convidado de pietra” Soros, sempre evocato nelle loro sedute spiritiche…. Non ci compare…. forse perché è un sito francese, e molto ci manca perché i francesi abbiano la nostra “finesse” interpretativa.

  • Holodoc

    Situazione molto delicata. Supponiamo la che la secessione non venga fermata, la UE si troverebbe davanti ad un vicolo cieco. Se la riconosce, fa torto ai governi nazionali più influenti al suo interno, se non la riconosce la libererebbe dal suo giogo opprimente aprendo automaticamente la strada agli investitori orientali.
    Per questo temo che la Spagna sarà autorizzata ad usare ogni mezzo per fermare l’indipendenza.

  • Nathan

    Non è facile ora prevedere cosa accadrà, certo è che i prossimi giorni saranno storici per tutta Europa. Io spero solo che non si abbia una deriva violenta non ne abbiamo davvero bisogno.

  • yakoviev

    Accadrà che gli indipendentisti verranno sconfitti

    • Anastasia Svevi

      Ma infatti cos’altro ci si può aspettare? Verranno presi a bastonate dalle forze di Madrid e la questione, almeno per il momento, sarà conclusa.

      • alboino

        Quel che non ho capito è se ci tifi oppure no, per le randellate.

        • Anastasia Svevi

          No, e perchè dovrei tifarci? Non sto da nessuna delle due parti. Starei dalla parte degli indipendentisti catalani se fossero motivati da principi patriottici e da uno spirito nazionale autentico, invece il tutto è di matrice puramente economica quindi l’esito di questa storia mi è indifferente.

          • alboino

            OK…. ma credo fermamente che il vederci una “matrice puramente economica” sia il più grosso degli abbagli….
            … sia la più classica delle distorsioni mentali con cui ragionano le nostre “masse” italiarde (di ogni pseudo-colore), che si sono del tutto auto-estinte in POLITICA (che non sia quella del pappa-e-ciccia, dove prosperano)…
            … sia appunto l’alibi mentale di comodo con cui si cerca di tappare il vuoto del cervello politico italiardo…
            …. sia insomma un fenomeno da coda di paglia, che qui consiste in questo: gli economicismi volgari non possono che vedere economicismo volgare dappertutto.
            – Ma in altri paesi, nella testa della gente, puoi trovare ancora un qualcosina in più dei calcoli da salumaio. Ti assicuro che i catalani ce l’hanno “uno spirito nazionale autentico”.

            Scusami, ma essendo io un animale politico (intendo: culturalmente) non riesco a capire come si possa scrivere: “l’esito di questa storia mi è indifferente”.
            Saluti

  • –<>– –<>–

    Per come sta nascendo, il nuovo Stato è destinato a fallire.
    Sarà uno Stato che avrà una Costituzione, ma essa non avrà alcun valore, e potrà essere stracciata e violata ogni qualvolta faccia comodo.
    Sarà uno Stato dove si potranno indire referendum su tutto (la costituzione non conta), stamparsi le schede a casa e votarsi. Anche quattro gatti, potranno farsi il loro referendum, e se votano tutti e quattro, si potrà dire in giro che il 100% della popolazione è d’accordo, tanto il quorum è un optional.
    Uno Stato barzelletta, come ė stata una barzelletta la secessione, e i buffoni che la sostengono.

    • Franco Maraschi

      Ne parlavamo nel quartiere, della casa al mare, l’altra settimana. Facciamo un referendum e ci proclamiamo indipendenti. Abbiamo l’accesso al mare, prepareremo una flotta per conquistare il mediterraneo. Certo ce la dovremo vedere con la flotta catalana, sara’ una lotta all’ultimo sangue .

  • Wal78

    Ma quale territorio inesplorato. Ci sono state numerose secessione violente o non violente negli ultimi anni. Senza un appoggio esterno la Catalogna non sarà mai indipendente a meno che la cosa non sfoci in una guerra civile col sangue e allora arriverebbero i democratici americani ed europei con le loro missioni di pace per sanare a situazione.
    Ricordo a tutti che la secessione non è in realtà giuridicamente illegale poiché per giustificare l’indipendenza del Kosovo il Tribunale internazionale dell’Aia ha sancito che anche se le secessioni sono contro il diritto e la legge del paese, non sono contrarie al diritto internazionale. Tutti i governi europei riconoscono valida tale sentenza. Il vaso di Pandora lo hanno aperto loro.

    • Annibale Mantovan

      Bravissimo, è diritto internazionale e lo hanno firmato loro. Aggiungo che nel caso le autorità spagnole scelgano la repressione violenta è come se tagliassero il ramo su cui sono sedute. Auguri! Secondo me è meglio che tutti facciano un passo indietro e lascino fare un referendum ai catalani. E’ sempre meglio essere dei buoni vicini che nemici.

      • giulio pelernei

        Un referendum alla scozzese è sempre stato l’obiettivo degli indipendentisti catalani.

        • paolfili

          Ed è la cosa piu’ sensata che ogniuno (Spagna ed Europa compresa)
          potrebbe auspicare

  • clausneghe

    C’è una profezia, per quanto possano valere le profezie, che dice: “Quando la Russia sarà alleata con la Persia, la Spagna brucerà”.
    Quando sventolano le bandiere, subito dopo arrivano i morti.
    Anche a Donesk e a Lugansk quando venne ammainata la bandiera Ucraina la folla fece festa.
    Poi i nazisti Ukraini cominciarono a bruciare con aerei e artiglieria i difensori separatisti nei posti di blocco, i quali risposero con la guerra, che portò ai risultati odierni che tutti vediamo e cioè fame miseria lutti e distruzioni da entrambe le parti.
    Le bandiere andrebbero bruciate e gli Stati abbattuti, altro che nazionalismi…
    Il nazionalismo è il più spinto egoismo di massa, nient’altro.

    • Primadellesabbie

      Credo che tu potresti apprezzare la tesi di fondo di questo signore che insegna in Israele: “sono i nazionalismi che si sono inventati le nazioni e non viceversa” (da 3’55” in poi):

      https://www.youtube.com/watch?v=TX_xXMsg9BI

      Che porta a qualche altra interessante, e per alcuni sorprendente, riflessione sul tema popolo nazione.

      La tua profezia é interessante, sono, infatti, i rapporti della Spagna con l’UE da tenere d’occhio se si risveglia il franchismo, che non conviene a nessuno tranne a quelli che hanno interesse a tenere tutti perennemente sulla corda, e devono, per questa ragione, inventarne una al giorno.

    • giulio pelernei

      I separatisti catalani sono assolutamente pacifici, tuttavia, il vero pericolo è l’inflltrazione di gruppi paramilitari stranieri che potrebbero accendere la miccia.

  • Annibale Mantovan

    Premetto che io sono un indipendentista SERENISSIMO dalla notte dei tempi (anni ’70). Ebbene, tutta questa forza il movimento indipendentista non l’ha mai avuta. Siamo sempre stati maltrattati, umiliati e marchiati in TUTTE le occasioni dai media con termini come : razzisti, omofobi, secessionisti, terroristi,egoisti, evasori, ladri, ciarlatani, retrogradi,…ora ….puff….l’ atteggiamento dei media è magicamente cambiato. I secessionisti son diventati indipendentisti e gli unionisti si son mossi violentemente….Davide contro Golia… Secondo me ha ragione Dezzani. E’ tutto MANOVRATO!

    • giulio pelernei

      Dezzani, anche se avesse ragione, si sbaglia poiché i catalani non accetteranno di rimanere prigionieri in una gabbia più grande.

  • A 19th century man

    Che posso dire.. Secessione si, secessione no.. ? In verità ci sono elementi a favore più della prima ipotesi.
    Secessione si per il dato oggettivo che la Catalogna è una nazione diversa dalla Spagna.
    Secessione si perche la Castiglia non ha MSI conquistato la Catalogna, fu un atto di unione mediante matrimonio tra Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia…
    In ogni caso speriamo vada in pezzi anche l’UE..

  • Vamos a la Muerte

    Con la “dichiarazione d’indipendenza” di questo triste figuro il Carnevale di Barcellona, decisamente fuori stagione, sta giungendo al termine. Qualche giorno di tensione e poi tutto tornerà alla normalità come è giusto che sia.
    Una repubblichina filo-Nato e Filo-Unione Europea: questi sono peggio dei rivoluzionari da salotto anche se molto più divertenti.

    • alboino

      Invece Rajoy è un noto putiniano, membro del gruppo di Visegrad e completamente estraneo al Bilderberg.