IL TRIONFO DI AFD COME CONSEGUENZA ULTIMA DEL NEOLIBERISMO E DELL'IMPERIALISMO EUROPEO E TEDESCO

IL TRIONFO DI AFD COME CONSEGUENZA ULTIMA DEL NEOLIBERISMO E DELL'IMPERIALISMO EUROPEO E TEDESCO


Di Domenico Moro


Prima dell'euro, la Germania era definita da The economist "il malato d'Europa". Poi, grazie al gas russo a buon mercato, alle controriforme che hanno abbassato i salari e soprattutto all'euro, che rendeva più competitive le merci tedesche in Europa e negli Usa, la Germania ha accumulato surplus commerciali enormi (in un paio di occasioni anche superiori a quelli cinesi). Ma una economia mercantilistica, basata solo sulle esportazioni a danno dei partner, non poteva reggere e non ha retto.

Oggi, la Germania è di nuovo "il malato d'Europa". L'industria tedesca è al collasso: la Volkswagen ha deciso 50mila licenziamenti in Germania e la chiusura di quattro stabilimenti, bypassando i sindacati e il governo della Sassonia (che ha il 20% delle azioni). La causa della crisi è la sovrapproduzione di capitale, ma a farla detonare sono stati la fine del gas russo a buon mercato, le sanzioni Usa e soprattutto la concorrenza cinese. Mentre il mercato estero collassa, quello interno ristagna grazie a decenni di austerità di bilancio, basata sui trattati Ue, che la Germania ha imposto non solo ai popoli europei ma anche al suo popolo.

Di fatto, è il modello tedesco di capitalismo "sociale" (fondato sulla collaborazione tra azienda, sindacato e governi regionali e federale), che va definitivamente a pallino, e con esso il consenso ai due partiti che ne erano stati il cardine, la Spd (socialdemocratica) e la Cdu (democristiana). Ma la crisi della Spd nasce venti anni fa, con le controriforme Hartz nel 2003-2005 che hanno ridotto i salari e i sussidi, mentre quella della Cdu è cominciata con l'apertura delle frontiere agli immigrati da parte di Angela Merkel nel 2015. Oggi, a peggiorare le cose, il governo Merz, che si appoggia su Cdu e Spd, sulla crisi e i licenziamenti della Volkswagen è muto, mentre punta tutto sulla guerra contro la Russia e sulla crescita enorme della spesa militare, volendo fare dell'esercito tedesco quello più potente d'Europa.

Di tutto questo ha approfittato abilmente Afd, che nel suo programma attacca Ue, immigrati e guerra alla Russia (ma appoggia Israele nella sua guerra contro Gaza). Quindi, prima di parlare di neonazismo, parliamo della distruzione da parte del neoliberismo (di destra e di sinistra) del patto sociale su cui dalla fine della Seconda guerra mondiale si era basata la stabilità in Europa occidentale e soprattutto in Germania, allo scopo di liberare gli "spiriti animali" del capitale e contrastare la caduta del saggio di profitto. Oggi, mentre rinasce un imperialismo europeo e Mertz, Macron, Burham, Meloni (con il consenso della Schlein) ci stanno portando alla guerra è paradossale che, a parte l'estrema sinistra, sia proprio l'estrema destra a frenare. Ma sono stati loro - i liberali (compresi i liberal democratici di sinistra) - ad aprire la strada a quest'ultima.

Di conseguenza, il contrasto ad Afd e, in Italia, a Vannacci, può passare unicamente per una coerente politica anticapitalistica, antiimperialistica e contro il riarmo e la guerra. Faccio notare, in conclusione, che in Sassonia-Anhalt, sommando i voti di Afd, Die Linke e BSW (che sembra abbia superato lo sbarramento), quasi il 60% dei votanti è contro l'invio di armi all'Ucraina e contro la partecipazione di truppe europee alla guerra contro la Russia.


Di Domenico Moro

07.09.2026


Domenico Moro si occupa di globalizzazione e di economia politica internazionale. E’ autore di Globalizzazione e decadenza industriale e Nuovo compendio del Capitale; Eurosovranità o democrazia? Perché uscire dall’euro è necessario, Meltemi, Milano 2020.


Commenti (2)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 2 caricati
    1. AlbertoConti 9 settembre 2026

      In un mondo ideale i dazi esistono, e sono inversamente proporzionali al differenziale nei costi di produzione del Paese da cui si importa. Significa che non sono gli stessi per lo stesso tipo di merci importate da Paesi diversi. Ovviamente il discorso è più complesso per le materie prime. Lo scopo in ogni caso dovrebbe essere quello di tendere ad una maggiore equità sociale tra Paesi e all'interno di ciascun Paese, livellando progressivamente consumi e tenori di vita, entro un range umanamente accettabile. Ne siamo ben lontani, anche se la strada è stata aperta, e difficilmente si tornerà indietro, nonostante le guerre di rapina e i ricchi governi-fantoccio imposti dal bullo di turno sempre a scopo di rapina.
      Le cosiddette "sinistre" hanno abbandonato questi principi, e la reazione è servita. Tutto qui.

    1. PietroGE 8 settembre 2026

      Il gas russo non c'entra niente con la crisi economica e sociale tedesca tuttalpiù, ha fatto da acceleratore. L'imperialismo europeo, o peggio tedesco, fa semplicemente ridere. Il fattore che ha catapultato i partiti di estrema destra a cifre di consenso record dalla Svezia all'Italia è il fallimento della società multietnica e multiculturale, un fallimento che viene percepito ora non solo da coloro che con gli immigrati ci abitano vicino ma anche dalla classe media che prima se ne fregava del problema. È questa la novità che sta scardinando gli equilibri politici europei. A questa si aggiunge la catastrofale decisione di inserire la Cina nel WTO e di aprire il commercio a gente che produce ad un terzo del costo europeo. Un tempo i cinesi benestanti si compravano BMW e Mercedes, ora hanno le loro auto di lusso e dei prodotti tedeschi o europei se ne fregano. Questi sono errori che pagherà una intera generazione di europei e che sono difficili da eradicare perché necessiterebbe un cambiamento di mentalità dal liberismo alla economia a servizio della nazione. Al momento non vedo tra i partiti cosiddetti di estrema destra o sovranisti che dir si voglia una presa di coscienza della dimensione della crisi : demografica, economica, sociale e geopolitica. La Russia poi non sta meglio della Germania, le perdite umane e materiali sono immense mentre i guadagni sono modesti rispetto a quanto si era preventivato. Per non parlare poi del fatto che la Cina si sta comprando l'economia russa a prezzo di saldo.

Visualizzati 2 di 2 commenti approvati.