Nel mentre il M5S cerca di riprendersi dalle batoste elettorali degli ultimi anni, e di costruire una alleanza minimamente credibile a sinistra (mestiere non facile con un partito come il PD), ecco piovere nuovi strali del Beppe Grillo parlante: parole di saggezza senile o incapacità di comprendere la realtà?
di Davide Amerio per comedonchisciotte.org
Le parole sono pietre, scriveva Carlo Levi, e Beppe Grillo lo sa bene, essendo il suo mestiere quello di giocare con le parole e con i sentimenti, motivo per il quale molti di noi lo hanno amato. Da parecchio tempo però, il lancio di queste "pietre" pare avere a che fare molto di più con una resa dei conti, piuttosto che con la satira o una osservazione acuta.
C'è chi sogna e rimpiange una presunta età dell'oro del Movimento, quella appunto degli strali lanciati dai palchi dal suo "profeta/guru" Beppe, con il sogno di cambiare tutto, di entrare nei palazzi del potere per "aprire il Parlamento come una scatola di tonno", perché quando arriverà l'onda del Movimento "quelli scapperanno con gli elicotteri"... e via dicendo.
A distanza di tempo, sarebbe il momento di fare qualche riflessione in più, oltre gli slogan, oltre le nostalgie, di cosa è realmente accaduto, di cosa non avrebbe potuto andare diversamente.
Questione certa è che il M5S ha raccolto una valanga di consensi (al suo apice) non perché Grillo influenzasse catarticamente le folle (come i media, e certi intellettuali, han voluto far credere), ma era il sentimento di stanchezza, disgusto, di una fetta considerevole di cittadini, a essere intercettato, a trovare finalmente una voce per denunciare il marcio che c'era, e c'è, dentro la nostra democrazia; per identificare, e cacciare - finalmente-, i "mercanti dal Tempio".
Le 5 Stelle furono la prima guida: Acqua (pubblica), Ambiente, Trasporti, Connettività, Sviluppo. Ma era l’utopia di Gianroberto Casaleggio il vero punto centrale: il Parlamentare che da “Onorevole” diventava “Portavoce”, un semplice megafono di quanto sarebbe stato deciso dalla Rete Web.
La previsione era semplice: i cittadini si sarebbero iscritti in massa alla piattaforma del Movimento (Rosseau) e avrebbero preso insieme le decisioni, e scritto programmi, realizzando appieno il significato di Democrazia Diretta.
Ne conseguiva la scelta del vincolo dei due mandati come Portavoce, e poi “torni a fare quello che facevi prima”; con il “contratto” per far pagare una penale a chi non avesse mantenuto fede agli impegni, tra i quali quello di restituire parte dello stipendio ricevuto come parlamentare.
Quindi chiunque poteva ambire ad entrare in Parlamento, indipendentemente da chi fosse, dalle sue qualità, capacità, competenze. Tanto decideva tutto la Rete… tanto “contano i programmi e non le persone”: questo era il mantra che veniva ripetuto dai vertici che gestivano il movimento, e la piattaforma. Perché “uno vale uno”, senza specificare il significato di questa frase.
Altro principio fondativo (e fideistico) era la rinuncia a qualsiasi alleanza: né con la destra, né con la sinistra… si urlava nelle piazze grilline; perché si era sicuri di raccogliere da soli il 51% dei consensi. E sopratutto senza leader, che erano considerati una iattura da vecchi partiti di regime!
Davvero in pochi, pochissimi (tra cui il sottoscritto[1]), si posero la domanda se questo modello di utopia, di Casaleggio-Grillo, potesse davvero funzionare. Se questo metodo potesse far fronte alla realtà politica dell’Italia. Se fosse seria l’idea che i potenti (indubbiamente traditori della Costituzione) sarebbero “scappati con l’elicottero”… se tutto l’impianto dei regolamenti, del Non-Statuto, delle Non-Strategie, avrebbe davvero contribuito a cambiare il paese reale, se avesse avuto la forza di “cacciare i mercanti dal Tempio”.
Molti ex elettori pentastellati si sono sentiti traditi dal movimento, dalle sue scelte politiche, dalle alleanze, dall’abbandono di certi temi (Euro, Europa, Tav, i due mandati, etc etc). Non è ancora chiaro a costoro che non si è trattato di un tradimento, ma semplicemente del fallimento di una utopia mal costruita schiantatasi contro la dura realtà.
Perchè:
- se scrivi un buon programma, ma lo consegni nelle mani di un imbecille… il tuo programma è destinato a fallire
- uno non vale uno: una testa un voto, questo è un principio democratico ma, per fare politica, occorrono competenze minime, capacità di discernimento, di fare delle scelte a volte scomode, capacità dialettiche e di analisi, etc etc…
- al 51% non ci arrivi se non hai una strategia politica, e improvvisi di volta in volta. In Italia nessuno ha mai raggiunto, e superato, tranne durante il fascismo, il 51%. Non solo: la sinistra italiana, da tempo immemore (già dalla I Internazionale socialista), è caratterizzata da una frammentazione psicologica, ancor prima che politica.
- le alleanze sono quindi necessarie, anche se hai raggiunto il ragguardevole traguardo della maggioranza relativa. Il punto è con chi le fai, e come le fai. Se ti fai minchionare da un inaffidabile come Salvini, dichiarando che hai tutto sotto controllo (Di Maio), ti ritrovi con il cerino in mano, perdendo il 50% del tuo elettorato
- il contratto per vincolare gli eletti (con penali da 100mila euro) era una farsa, che ha fatto spanciare di risate studenti del primo anno di Giurisprudenza: La nostra Costituzione non prevede nessun vincolo al mandato del Parlamentare
- non puoi immaginare dei portavoce come “burattini”; giusto che il Parlamentare risponda di ciò che fa all’elettorato, ma deve avere una sua capacità discrezionale e decisionale nel sostenere un progetto condiviso, non può essere un soggetto passivo che parla per conto terzi senza cognizione di causa
- le cacciate di personaggi non in linea con le idee di Grillo-Casaleggio, in genere quelli che si ponevano domande, è avvenuta in modo ridicolo: neanche in una associazione bocciofila tu puoi cacciare le persone senza una motivazione validata da dei Provibiri
- il M5S aborriva i leader… e si è ritrovato con una marea di capi e capetti fedeli, non alla linea del movimento, ma a chi li aveva nominati. Una confusione filosofica ereditata dalla pessima politica italiana: un Leader è cosa diversa da un capo! Sopratutto i veri Leader lo diventano spesso... “a loro insaputa”, per acclamazione e consenso, piuttosto che per nomina.
- l'idea del vincolo dei due mandati era una spada di Damocle sulla testa. Non puoi metterti un vincolo del genere che favorisce i tuoi avversari: se fanno cadere il governo, e si va alle elezioni, si conta un mandato per i tuoi, indipendentemente dal periodo. In questo modo l'esperienza accumulata si perde. Questo non era considerato vivendo nell'illusione che le persone non contassero, ma contassero solo i programmi!
- sulla questione dei due mandati scrissi a Grillo e Casaleggio, tramite un amico di Beppe: spiegai il pericolo, e ricevetti una risposta chiara: "siamo consapevoli del problema, ci stiamo pensando". Ne fui lieto, molto meno quando la soluzione prospettata fu quella del "mandato Zero"! Il che significava non aver capito nulla del problema. In quel momento un vero leader avrebbe dovuto assumere una scelta coraggiosa e spiegare che certe scelte erano errate e senza consistenza logica. Magari sarebbe costato un po' di voti, ma la chiarezza ne avrebbe fatto guadagnare altri.
- l'ultima stupidaggine del Dimaioleggio è stata promuovere il taglio netto dei Parlamentari, offrendo l'illusione che quelli dei vecchi partiti sarebbero andati a casa. Pia illusione... realizzando due danni: il primo nel diminuire il numero dei tuoi Parlamentari; il secondo è che il taglio deve essere fatto conseguentemente a una Legge Elettorale adeguata, e a una riscrittura dei collegi elettorali. In questo modo hai solo danneggiato la rappresentatività degli elettori nel complesso e, in special modo, delle minoranze.
Ci sono stati dei cambiamenti, ma Grillo è rimasto dietro le quinte, commettendo, a mio parere, un grave errore: quello di voler fare il “capo politico ombra” spacciandosi per “garante”; tutto questo alle spalle di Giuseppe Conte, incaricato, dopo lo schianto del Dimaioleggio (mio acronimo per indicare la triade composta da Di Maio, Grillo, Casaleggio), di raccogliere i cocci e rimetterli insieme.
Lo schianto finale è avvenuto durante il periodo Covid. L’alleanza con il PD ha costretto il M5S a rinunciare a quello spirito critico sui vaccini, che aveva avuto ai tempi della ministra Lorenzin (PD), la quale voleva impedire ai bambini non vaccinati di entrare a scuola. Una finta epidemia di morbillo non suffragata dai dati. Ne parlò la brava giornalista Tiziana Alterio nel suo libro “Il Dio Vaccino”.
Il fatto più grave fu la trama ordita da Grillo, su sollecitazione di Mario Draghi, per far fuori Giuseppe Conte (ne parla lo stesso Conte nel suo libro “Una nuova primavera”). Non fu quindi il caso a spingere il M5S a sostenere l’incappucciato della Finanza, nonostante i malumori di molti parlamentari pentastellati. E Conte doveva essere cacciato per permettere ad altri di mettere le mani sui soldi contrattati del PNRR.
Inevitabile quindi lo scontro tra Conte e Grillo. E la maggior parte degli iscritti avevano compreso bene il gioco sporco di Beppe (forse semplicemente interessato ai 300mila euro pagati a lui per la comunicazione), e le conseguenze delle sue scelte imposte al Movimento.
Si possono contestare molte cose a Giuseppe Conte nella gestione della Pandemia. I DPCM, per esempio, contestati anche da un fine giurista come Ugo Mattei. La scelta della “Tachirpirina e vigile attesa”, imposta dal ministro Speranza (altro PD), senza una riflessione critica da parte del movimento. Su questa scelta ritengo il ministro Speranza andrebbe processato per crimini contro l’umanità. E che dire del silenzio sull'infame Green-Pass?
Il non aver prestato ascolto alle voci dissonanti, competenti in ambito medico, è stato un punto di debolezza. L’aver consentito, politicamente, che si creasse una psicosi verso le persone definite NO-Vax, un calderone giornalistico nel quale finivano i leoni frustrati da tastiera, insieme a medici, infermieri, ricercatori, che segnalavano le anomalie delle cure imposte… è stato certamente un errore pagato al prezzo di altri elettori che si sono allontanati.
La passività nei confronti di una Unione Europea, a guida Von der Layen, che inciuciava con le Big Pharma a suon di Sms, è stata un’altra manchevolezza. Oggi solamente un cieco/sordo può non prendere atto che sull'efficacia dei vaccini (e sugli effetti collaterali) le Big Pharma hanno mentito... oppure non hanno mentito, ma lo hanno fatto certi politici (e certi intellettuali) che trattavano i dubbiosi come degli "untori" alla stregua del Manzoni.
Obbiettivamente è necessario però ricordare il clima di incertezza, e di isteria politica, del primo periodo. Le pressioni poi per appoggiare la cordata Draghi-Cingolani hanno fatto il resto, per allontanare altri elettori.
Nonostante tutto ciò, il M5S ha conseguito obbiettivi importanti e positivi per il paese: dal RdC, al Bonus 110, alla ricostruzione (senza strali giuridici) del ponte Morandi, alla riconversione industriale per produrre mascherine anti covid, ai miliardi contrattati da Conte per il PNRR, le restituzioni di parte degli stipendi, etc etc
Questa, a mio parere, la storia non raccontata, ma vissuta nel corso del tempo. Cosa potrà accadere nei prossimi mesi è difficilmente prevedibile, visti gli attori in campo.
Di sicuro Beppe Grillo farebbe bene a pensionarsi, per quanto riguarda la politica attiva. I suoi strali sono oggi fuori luogo, ingiustificati, e manipolatori della realtà, e della storia del Movimento.
Essendo peccatore, nel pensar male, e odorando il tentativo di riportare alla ribalta il Mario Draghi, buono per tutte le stagioni - tranne che per il bene del paese -, visti i precedenti in merito, visti i tentativi della destra di demolire (non riuscendoci) la figura di Conte attraverso la commissione Covid, visti i grattacapi nel PD, preso atto che il PD continua ad allinearsi alle linee liberiste e atlantiste senza capacità critica….
… il sospetto che qualcuno tema il M5S recuperi la fiducia dell’elettorato che si è astenuto in questi ultimi anni... l’avrei.
di Davide Amerio per comedonchisciotte.org
03.08.2026
NOTE
[1] Per chi volesse approfondire: Movimento 5 Stelle 3.0 Dal vaffa al potenziale movimento Riformatore scaricabile gratuitamente
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Le opinioni espresse dall'autore potrebbero non coincidere con la linea editoriale di ComeDonChisciotte.org
Dante Bertello 5 agosto 2026
Il M5S arrivò al 31% alle elezioni politiche nel 2018 grazie al Reddito di Cittadinanza.
In Campania prese il 50% e nelle regioni limitrofe il 45-40% solamente perché si era promesso di aiutare economicamente con il RdC i cittadini.
Io espressi la mia perplessità al riguardo, sul Forum presente sul sito del Movimento quando nel 2017 lo scrissi, ma mi venne detto che era uno dei pilastri della campagna elettorale.
A casa mia questa si chiama “compravendita di voti”.
Poi la scelta di Di Maio è stata catastrofica (non me ne abbia Vincenzo Siesto, alias Dario Lampa), come quella di mettere uno come Conte come candidato premier (ma chi lo conosceva?) e dopo averlo conosciuto chi ha pensato di utilizzarlo?
Anche quella di tagliare il numero dei parlamentari è stata una stupidaggine, e lo dissi allora. Quando su Russeau mi chiesero di votare per il governo giallo-rosso, dissi che se avesse vinto il si mi sarei messo in “aspettativa” dal Movimento.
Grillo è stato colui che ha dato l’imput (e senza di lui il Movimento non sarebbe nato), ma gli mancano le basi e le capacità per fare il leader di un partito politico (e anche le capacità per scegliere le persone).
Se metti le persone sbagliate nei posti cruciali, il minimo che possa capitarti è quello che è successo al Movimento 5 Stelle.
Di Maio, Conte, Fico, Casalino, Bonafede, trovate il trait d’union, e avrete la risposta (ma anche Casaleggio non mi è mai piaciuto molto...).