Il programma di Liz Truss per una Gran Bretagna globale cerca di invertire il corso della storia

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Matthew Ehret
strategic-culture.org

Molte cose sono reversibili. I chili messi presi nello scorso Ringraziamento, le buche nelle strade di tutto il New Jersey e persino la perdita dei capelli può essere facilmente invertita.

Una cosa non reversibile è il tempo, ma, nonostante questa impossibilità, alcuni tecnocrati deliranti e affamati di potere sono assiduamente impegnati a riportare il mondo non solo ai giorni di gloria della geopolitica imperiale britannica del XIX secolo, ma addirittura all’apice del feudalesimo medievale, anche se con qualche tocco tecnocratico moderno.

L’attuale aspirante leader della Gran Bretagna, Liz Truss, che certamente a settembre prenderà il timone della nave di Stato britannica, ha sottolineato il suo impegno a ripristinare la stupida politica della “Gran Bretagna globale,” un patetico tentativo di riportare l’Impero Britannico ai suoi giorni di gloria, rinnovando il programma di lunga data stabilito per la prima volta da Cecil Rhodes nel suo testamento del 1877 (alias: Le mie confessioni di fede), in cui l’arci-razzista diceva:

“Perché non dovremmo formare una società segreta con un solo obiettivo: promuovere l’Impero Britannico e portare l’intero mondo incivile sotto il dominio britannico, recuperare gli Stati Uniti e fare della razza anglosassone un unico Impero?”

In un recente discorso, la Truss ha delineato le sue priorità riguardo a questa nuova agenda della Gran Bretagna globale, prendendo di mira l’influenza maligna della Cina nel mondo e i presunti desideri di dominio globale della Russia. Nel suo discorso, la Truss ha affermato che:

“Farò in modo che il Commonwealth sia al centro dei miei piani per la Gran Bretagna globale.”

“Come uno dei più grandi gruppi di democrazie amanti della libertà, dobbiamo garantire che ci siano chiari vantaggi nel rimanere membri del Commonwealth e offrire alle nazioni una chiara alternativa alla crescente influenza maligna di Pechino.”

Questa dichiarazione rappresenta il massimo dell’ipocrisia, poiché nessuna nazione ha le mani più sporche di sangue della Gran Bretagna, sia nel passato che nel presente. Dopo aver gestito un impero globale di schiavitù economica e aver invaso quasi tutte le nazioni della Terra in un periodo o in un altro, la Gran Bretagna continua ad esercitare un enorme controllo sulle concessioni minerarie dell’Africa con oltre 1.000 miliardi di dollari di interessi minerari diretti controllati da società britanniche e/o basate nel Commonwealth britannico. Secondo il rapporto del 2016 prodotto da War on Want: “101 società quotate alla Borsa di Londra (LSE) – la maggior parte delle quali britanniche – hanno operazioni minerarie in 37 Paesi dell’Africa subsahariana. Collettivamente controllano oltre 1.000 miliardi di dollari delle risorse più preziose dell’Africa. Il governo britannico ha usato il suo potere e la sua influenza per garantire alle società minerarie britanniche l’accesso alle materie prime africane. Questo accadeva durante il periodo coloniale e continua ad accadere oggi.”

Come descritto ne La tela del ragno, la City di Londra è il centro nevralgico della finanza mondiale, con la Banca d’Inghilterra e i paradisi fiscali offshore del Commonwealth che forniscono la copertura a trilioni di dollari di riciclaggio di denaro sporco, al finanziamento del terrorismo e ad altre pratiche di corruzione a livello globale. Durante i 250 anni di egemonia britannica globale, le nazioni impoverite del mondo si sono ritrovate più impoverite, meno in grado di acquisire mezzi di produzione industriale e più in guerra con se stesse e con i loro vicini attraverso tattiche di divide et impera.

Dal punto di vista delle operazioni di intelligence globale, la Gran Bretagna ha creato e gestisce la struttura di comando centrale dell’apparato di intelligence Five Eyes ed è stata anche soprannominata “Londonistan” per aver fornito rifugi sicuri ai gruppi terroristici internazionali che hanno trovato rifugio sotto l’apparente ideologia liberale della tollerante Gran Bretagna. È stato inoltre accertato che l’intelligence britannica ha contribuito a creare e/o ha continuato a sostenere gruppi terroristici a livello internazionale, come sottolineato dal ricercatore dell’EIR Michael Billington nel rapporto del 2020 British Creation and Control of Islamic Terror: Background to China’s Defeat of Terror in Xinjiang.

La Cina, d’altro canto, ha dimostrato solo buona volontà nel condurre affari con i suoi vicini meno avanzati economicamente, sia in Asia che in Medio Oriente, Africa o America Latina.

Se è vero che sia la Cina che la Gran Bretagna stanno promuovendo attivamente l’aumento delle zone di libero scambio, è solo la Cina a sostenere effettivamente una politica di crescita onesta e un terreno di gioco equo con aumenti effettivi e misurabili dell’istruzione, degli standard di vita, della produttività industriale, del lavoro e dell’attività economica a tutto campo all’interno delle nazioni partner.

Mentre la Cina ha fornito prestiti su larga scala per corridoi di trasporto, nuove zone industriali e investimenti in carbone, petrolio, gas naturale, energia idroelettrica e nucleare a Paesi che hanno disperatamente bisogno di un vero sviluppo, la Gran Bretagna globale e le sue coorti americane/UE hanno trascorso decenni a fornire solo prestiti condizionati a vincoli e tecnologie verdi “appropriate,” che impediranno per sempre all’Africa o ad altre nazioni povere di stare in piedi con le proprie gambe.

Facendo ancora una volta eco all’agenda della Tavola Rotonda per una federazione imperiale con sistemi commerciali preferenziali in tutto il Commonwealth come blocco economico dominante nel mondo, la Truss ha dichiarato

“Dare la priorità al commercio con i Paesi del Commonwealth rafforzerà i legami economici e di sicurezza, aumentando al contempo le opportunità per le imprese britanniche di accedere a uno dei più grandi blocchi economici del mondo.”

L’idea della Gran Bretagna globale ha sempre avuto al centro il concetto di un Commonwealth britannico integrato, con i Five Eyes a capo dell’intelligence, la City di Londra a capo della finanza e le strutture ereditarie di potere incentrate sulla Corona come fonte titolare dell’autorità attraverso cui tutti i rami dello Stato profondo internazionale traggono i loro poteri.

Dal 1833, la Gran Bretagna globale è stata gestita da un sistema pseudo-privato di agenti della Corona, oggi chiamato Crown Agents for Overseas Government and Administration. Questo vasto organismo esiste in uno status semi-ufficiale e si auto-descrive come “un’emanazione della corona” ed è estremamente attivo nell’Europa centrale e orientale, con la sua massima attenzione al sistema di gestione economica, energetica e sanitaria dell’Ucraina. L’agenzia è partner della Banca Mondiale, delle Nazioni Unite e della Fondazione Bill e Melinda Gates e agisce come una gigantesca holding, con un azionista chiamato Crown Agents Foundation con sede a Southwark, Londra.

Nato negli anni ’30 come nuovo volto dell’Impero Britannico, l’attuale Commonwealth Britannico occupa 12,2 milioni di chilometri quadrati di territorio, ospita 2,4 miliardi di persone e rappresenta il 21% della superficie mondiale. Per coloro che credono ancora nel mito della scomparsa dell’Impero Britannico dopo la Seconda Guerra Mondiale, vale la pena di confrontare le mappe del Commonwealth e dell’Impero.

Il fatto è che l’Impero Britannico continua ad esercitare una vasta influenza sugli affari mondiali. Nonostante sia nominalmente scomparso dopo la Seconda Guerra Mondiale, lasciando il posto ad un “Impero Americano,” la Gran Bretagna globale è semplicemente un tentativo di rendere esplicito ciò che è sempre stato vero. Gli strateghi odierni che gestiscono il “ballo delle debuttanti” dell’agenda della Gran Bretagna globale sono impegnati in un disperato tentativo di posizionare il Commonwealth al centro di una nuova era post-reset. Questo riposizionamento richiede la demolizione controllata di una bomba ad orologeria da 1,5 quadrilioni di dollari di derivati chiamata “sistema finanziario” e un periodo di guerra civile negli Stati Uniti. Ma richiede anche la non-esistenza della Cina, della Russia o di qualsiasi altra rete organizzata di Stati nazionali che rifiutino la richiesta di ridursi allo status di nazioni schiave e spopolate.

Quest’ultima parte dell’equazione è il punto in cui l’intero piano va a catafascio per i moderni eredi di Churchill e Oswald Mosley, i cui modelli utopici da torre d’avorio del nuovo ordine mondiale richiedono una completa inversione delle forze oggettive della storia, che operano per un destino molto diverso per l’umanità. Si tratta di un destino molto più armonioso, nel quale questi feudatari non hanno alcun ruolo significativo, a meno che non modifichino profondamente le loro abitudini e acquisiscano alcune competenze utili.

Questo fatto era stato perfettamente delineato dal Presidente Putin il 20 luglio 2022, quando aveva parlato dei cambiamenti positivi avviati dalla crescente alleanza multipolare. Nel suo discorso, Putin aveva affermato che:

“Questi enormi cambiamenti sono irreversibili, naturalmente. Sono in corso processi nazionali e globali per sviluppare i fondamenti e i principi di un ordine mondiale armonioso, più equo e più incentrato sulla comunità e sulla sicurezza, in alternativa all’ordine mondiale esistente o all’ordine mondiale unipolare in cui abbiamo vissuto e che, per la sua natura, sta decisamente diventando un freno allo sviluppo della nostra civiltà.”

Matthew Ehret

Fonte: strategic-culture.org
Link: https://www.strategic-culture.org/news/2022/08/17/liz-truss-global-britain-agenda-tries-to-reverse-time/
17.08.2022
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

 

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