Il Potere si mantiene creando un nemico esterno

Psicologia dei Gruppi e Geopolitica: le Nazioni si Comportano Come Gruppi Sociali.

Il potere si mantiene creando un nemico esterno

Di Milgram per ComeDonChisciotte.org

Introduzione: Le Dinamiche di Gruppo Non Sono Solo Tribali
Quando si parla di psicologia dei gruppi, si tende a pensare alle società tribali e ai clan primitivi, immaginando che questi meccanismi appartengano a un passato lontano. Tuttavia, le stesse dinamiche esistono ancora oggi in ogni contesto sociale. Le persone si identificano con gruppi di ogni tipo, dalle squadre sportive ai partiti politici, dalle aziende alle comunità online. La rivalità tra tifosi di calcio, lo scontro tra ideologie politiche o la competizione tra aziende rivali sono solo alcuni esempi di come l’appartenenza a un gruppo influenzi il nostro comportamento.

Le nazioni funzionano nello stesso modo. Benedict Anderson, nel suo libro Imagined Communities, spiega che le nazioni non sono realtà naturali, ma costruzioni sociali basate su narrazioni condivise. Questo senso di appartenenza può essere usato per rafforzare l’unità interna di un paese, ma anche per creare divisioni e individuare nemici esterni.
Il Potere e la Creazione dell’“Altro”
Il potere si mantiene attraverso la creazione di un nemico esterno. La psicologia sociale dimostra che un gruppo dominante rafforza la propria identità e la propria coesione interna individuando un avversario, percepito come una minaccia. Questa strategia serve a giustificare azioni aggressive o di controllo e a legittimare il potere dell’élite, che si presenta come protettrice della collettività contro il pericolo esterno.

Gli Stati Uniti hanno costruito la loro egemonia su questo principio. Durante la Guerra Fredda, il nemico era il comunismo sovietico. Dopo il 2001, la minaccia è diventata il terrorismo islamico. Oggi, i nuovi avversari sono la Russia e la Cina, dipinte nei media occidentali come regimi oppressivi e pericolosi. In 1984 di George Orwell, il governo mantiene il controllo sulla popolazione attraverso la costante creazione di un nemico esterno. Cambiare periodicamente la minaccia permette di mantenere il consenso interno e giustificare azioni repressive, economiche e militari.
L’Unione Europea e il Bisogno di un Nemico Esterno
A differenza di nazioni come la Russia o la Cina, che hanno una lunga storia di coesione culturale e politica, l’Unione Europea non ha mai sviluppato una vera identità collettiva. Essendo una costruzione politica artificiale, è priva di una lingua comune, di una cultura unificata e di una narrativa storica condivisa. Questa fragilità rende l’UE vulnerabile alla frammentazione.

Per rafforzare la propria coesione interna, l’UE ha bisogno di un nemico esterno. Negli ultimi anni, la Russia è stata trasformata in una minaccia perfetta per giustificare un aumento della spesa militare, l’isolamento economico di Mosca e la creazione di una narrativa unitaria in cui l’UE si presenta come il baluardo della democrazia contro le autocrazie. Questo meccanismo è identico a quello descritto nella psicologia dei gruppi: senza un nemico, un gruppo fragile rischia di disgregarsi.
Paesi Grandi e Ricchi di Risorse Che Non Hanno Cercato l’Egemonia
Non tutti i paesi ricchi di risorse hanno cercato di dominare altre nazioni. Alcuni esempi storici dimostrano che è possibile essere grandi e potenti senza praticare espansionismo o colonialismo.

La Russia, a differenza delle potenze coloniali europee, non ha mai imposto la propria cultura su larga scala fuori dalla sua area naturale di influenza. Pur essendo un paese enorme e ricco di risorse, ha sempre difeso i propri confini piuttosto che esportare la propria ideologia in terre lontane. L’India, una delle civiltà più avanzate per millenni, non ha mai tentato di costruire un impero globale come hanno fatto le potenze occidentali. Allo stesso modo, l’Impero Persiano era noto per il suo rispetto delle culture locali, senza forzare le popolazioni conquistate ad adottare usi e costumi persiani.

Questi esempi dimostrano che non tutti i paesi potenti cercano l’egemonia. Esattamente come nei gruppi sociali, alcuni stati tendono al dominio, mentre altri preferiscono concentrarsi sullo sviluppo interno.
Il Processo di Deumanizzazione nei Conflitti: Palestina e Oltre
Un’altra strategia usata per mantenere il potere è la deumanizzazione del nemico. Questo fenomeno è ben descritto da Philip Zimbardo in The Lucifer Effect, dove spiega come la propaganda possa rendere accettabile la violenza contro un gruppo, riducendolo a una massa indistinta di individui senza identità o valore.

Il caso della Palestina ne è un esempio evidente. I palestinesi vengono ritratti nei media israeliani non come esseri umani con una cultura e una storia, ma come una minaccia alla sicurezza di Israele. Il linguaggio utilizzato li descrive come terroristi, radicali o nemici dello Stato, giustificando bombardamenti, occupazioni e blocchi economici che altrimenti sarebbero considerati inaccettabili.

Lo stesso processo è stato applicato ai leader politici non allineati. Gli Stati Uniti hanno spesso demonizzato capi di stato come Gheddafi, Saddam Hussein o Assad, costruendo immagini negative che giustificavano guerre e colpi di stato. Questo è lo stesso meccanismo che ha portato al genocidio degli Indiani d’America, considerati “senza anima” e quindi sacrificabili.

Un parallelismo si trova in Things Fall Apart di Chinua Achebe, dove il colonialismo britannico distrugge l’identità della tribù Igbo attraverso la narrativa della superiorità occidentale. Quando un gruppo viene deumanizzato, la sua sofferenza non viene più percepita come rilevante e qualsiasi azione contro di esso diventa giustificabile.

Conclusione
Il potere si mantiene attraverso la creazione di un nemico esterno. Le nazioni egemoniche usano la propaganda e la deumanizzazione per giustificare azioni aggressive. Tuttavia, la storia dimostra che non tutti i paesi potenti cercano l’egemonia. Alcune nazioni si sono concentrate sullo sviluppo interno, dimostrando che l’aggressività e il dominio non sono un destino inevitabile.

Comprendere questi meccanismi aiuta a smascherare la propaganda e a interpretare la geopolitica con maggiore lucidità.

Di Milgram per ComeDonChisciotte.org

22.03.2025

Commenti (12)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 12 caricati
    1. SOD 24 marzo 2025

      ottima disamina, se solo si arrivasse ad una minima media consapevolezza. Ma non succedera'

    2. Loire 24 marzo 2025

      ottima disanima per i sempliciotti come te, il potere crea il nemico e lo pseudo contro potere crea gli idoli. genuflettetevi!

    3. SOD 24 marzo 2025

      grazie a te, ci illumini d'immenso

    4. Loire 24 marzo 2025

      Per i ciechi non c'è luce che tenga

    1. Loire 23 marzo 2025

      L'articolista ha compreso che Russia e Cina sono Stati e la UE non lo è? Parla della UE come se fosse una nazione Le società non funzionano come i gruppi della psicologia sociale, sono un attimo più complessi Ma quando mai si parla di psicologia dei gruppi per le società tribali? Semmai ci fosse qualcuno che lo fa sta solo facendo colonialismo. Anche Greci e Romani erano rispettosi delle culture locali ma ovviamente non si citano perchè estero è più bello!
      L'invenzione del nemico comune è una famosa tecnica usata dalla propaganda nazista, non è connaturata alle nazioni. Ma

    2. SOD 24 marzo 2025

      mi sa che devi rileggere l'articolo

    3. Loire 24 marzo 2025

      non ho bisogno di rileggerlo, tu invece mi sa che ogni tanto un libro devi aprirlo

    4. SOD 24 marzo 2025

      non solo dimostri di non capire il senso di quel che leggi, ma ti permetti anche di dare lezioni di vita. Altro fenomeno

    5. Loire 24 marzo 2025

      Io ho fatto il mio commento all'articolo e tu, invece di limitarti a fare il tuo, ti sei preso la briga di venire a dirmi "mi sa che devi rileggere l’articolo". Sei tu che vuoi dare lezioni! E non tolleri chi la pensa diversamente Ribadisco: ogni tanto aprilo un libro

    1. Achille 23 marzo 2025

      Non sono le nazioni a cercare il Potere, bensi le classi elitaria che guidano le nazioni. Il mondo non è una guerra fra popoli na una lotta di classe…..da sempre

    1. DrCaligari 23 marzo 2025

      Se si ammette l'ipotesi che ci sia un governo mondiale (è buffo che durante la pandemia ci fosse mentre dal giorno dopo no) allora più che di questioni geopolitiche si dovrebbe banalmente parlare di esempi che rientrano nell'ampio alveo della polarizzazione. Nemici più subdoli, perché concretamente inafferrabili, sono invece il patriarcato, il razzismo. Nemici evergreen il nazismo, il fascismo. Nemici più velenosi, perché come in un covo di serpi gli altri intorno a te sono pronti a morderti, tutto quello che esula dall'ortopedia mentale del politically correct. Ormai i media sono untori di psicosi e sotto il mio mantello io serbo per loro una Colonna senza infamia.

    1. maghi 23 marzo 2025

      l'odio è un bel legante. Bisogna però instillarlo. Ma con tutti i problemi che ci sono, non sarebbe meglio cercare di risolverli, invece di fare polemiche inutili e deleterie, come ogni settimana compaiono in tutta l'informazione e controinformazione? Per me siamo un paese di fuori come un terrazzo.

Visualizzati 12 di 12 commenti approvati.