Il piano ‘A’ di Savona è una catastrofe di sottomissione all’Europa. E lui vi mente

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DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

L’esecutivo giallo-verde ha un solo pregio: ci ha messo due mesi per far capire agli euroscettici italiani chi davvero sono, almeno hanno fatto alla svelta. E sono dei dilettanti, degli arraffa Poltrone e dei bugiardi.

La bordata che affonda questo losco teatro nelle speranze di milioni d’italiani la cui vita, lavoro, futuro dei figli sono stati ammorbati dal progetto Neoliberale e Neomercantile franco-tedesco chiamato Moneta Unica, è il Piano ‘A’ del Ministro Savona, che vado a smontare pezzo su pezzo nelle righe che seguono. Ma alcune brevi parole prima.

Chi ha votato Lega e 5 Stelle il 4 di marzo sperando in una boccata d’aria fuori dall’euro si vede oggi governato da un esecutivo che ha:

1) Un Premier e un Ministro del Tesoro di fede giurata al progetto Eurozona nonostante la comunità macroeconomica internazionale abbia sentenziato da almeno 20 anni (Wynne Godley dal 1998 e di seguito) che la moneta unica progettata sui parametri di Maastricht è meccanismo automatico d’impoverimento delle aziende, di deflazione dei salari, di depauperamento dei risparmi privati, e di soffocamento della crescita. E’ infatti evidenza conclamata nel mondo che senza i trucchi monetari per 2.600 miliardi di euro della BCE l’Eurozona sarebbe implosa nel 2015-6 perché già allora morta nella crescita e nelle sue maggiori banche. Ma no, Conte e Tria sono uomini euro.

2) Un Presidente della Repubblica e un Governatore della Banca d’Italia che apertamente e volgarmente violano il loro mandato d’imparzialità sancito dalla Costituzione e dalla giurisprudenza italiane per minare ogni vagito nazionale di ribellione all’Economicidio dell’euro.

3) Il primo partito di maggioranza, il 5 Stelle, che in linea con gli ordini della Casaleggio Associati dal 2011 scientemente annacqua qualsiasi sua presa di posizione sulla catastrofe italiana nell’Eurozona. Il secondo partito di maggioranza, Lega, che inscena boutade macho anti euro, si rifiuta di rendere nota agli elettori una sua strategia competente per davvero contrastare le soverchianti armi che Bruxelles e i Mercati posseggono per schiacciare il Paese nell’obbedienza, e sta, di fatto, lavorando alla costruzione di un quinquennio dove l’Italia di Conte rafforzerà appieno la stabilità della Moneta Unica.

Al presente governo è possibile sdoganare questo volgare inganno perché purtroppo gli elettori italiani, spiace dirlo, sono cittadini formati più al tifo calcistico che alla consapevolezza di cosa servirebbe all’Italia per riscattarsi, e oggi tutti costoro, pur a fronte di evidenze scandalose già alla luce del sole, campano nella triste ma tenace autoillusione di quelli che “W i nostri! Comunque sia!”.

Per chi sa pensare e per chi ancora intelligentemente tiene all’Italia delle prossime generazioni, è bene ricordare i fondamentali di uno Stato dedito all’Interesse Pubblico Nazionale:

 

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