Il parassita

di Livio Cadè
ereticamente.net

I parassiti sono creature ripugnanti, moralmente ed esteticamente. La loro esistenza ha qualche scopo nell’ordine dell’universo, che la renda degna di rispetto? E un tale ordine esiste? Una pulce potrebbe chiedersi se la vita dell’uomo sia importante o rispettabile. O addirittura, come alcuni credono, sacra. Difficile essere obiettivi in tali questioni. Di fatto, non mi pare che la Natura attribuisca alla vita di un uomo maggior importanza di quella che conferisce alla vita di un insetto o di un fiore, o che abbia per noi una speciale affezione. Nella sua prospettiva, l’uomo non conta più di un’ameba.

Prendiamo il Plasmodium della malaria; un essere che, nella nostra visione antropica, giudicheremmo insignificante. Un semplicissimo organismo unicellulare che ha come unico scopo apparente nella vita quello di alimentarsi e riprodursi. Non possiamo notare in lui alcuna traccia di evoluzione culturale, etica o spirituale. Come può la Natura permettere che una creatura tanto rozza uccida centinaia di milioni di nobili esseri umani? Dobbiamo accettare, con amaro disappunto, che un animaletto microscopico, senza sistema nervoso, senza cervello, senza alcuna nozione del Bene e del Bello, possa distruggere l’uomo, vertice meraviglioso dell’evoluzione.

Tuttavia, se osservassimo il comportamento di questo protozoo, lo troveremmo stupefacente. Le sue uova prendono dimora nello stomaco di una zanzara, dove crescono e si gonfiano di nuove cellule fino a scoppiare. I parassiti si dirigono quindi a migliaia verso la ghiandola salivare dell’insetto e vi alloggiano, come nella sala d’attesa di una stazione. Quando la zanzara punge un uomo, inietta nel foro una gocciolina di veleno, espediente che ritarda la coagulazione del sangue e le permette un pasto più lungo. Il Plasmodium ne approfitta come di un traghetto. Defluisce nella piccola ferita insieme alla saliva e infetta l’ospite umano. Vien da chiedersi come potesse sapere che la zanzara avrebbe punto un uomo e gli avrebbe iniettato del liquido secernendolo proprio da quella ghiandola.

Una volta entrato, il parassita si dirige verso le cellule del fegato, dove si nasconde, sfuggendo alla sorveglianza dei nostri anticorpi. In quell’alveo sicuro si moltiplica, generando migliaia di esseri simili a lui. Questi fanno infine ‘esplodere’ le cellule ospiti e si diffondono nel sangue. I nuovi parassiti penetrano nei globuli rossi, li divorano dall’interno e in essi nuovamente crescono fino a causarne la lisi, riversandosi nel circolo ematico. Invaderanno così altri globuli, ricominciando da capo e consumando gradualmente il nobile essere umano, indifferenti alla sua superiorità morale e intellettuale. Alcuni protozoi resteranno invece all’interno dei globuli, aspettando che un’altra zanzara punga l’uomo e li aspiri. Così il parassita ripercorrerà a ritroso il suo cammino, tornando dall’uomo allo stomaco della zanzara, dove si riprodurrà sessualmente e ripeterà il ciclo.

Questa sorprendente catena di eventi produce da secoli una quantità inimmaginabile di sofferenza e di morte nella popolazione umana. Eppure, come non ammirarne l’incredibile perfezione? Per noi l’uomo vale infinitamente di più del Plasmodium malariae, ma la Natura non sembra dar peso a questa disuguaglianza di valori e al fatto che un parassita incosciente uccida milioni di esseri intelligenti e sensibili. Se crediamo a un universo teleologico, progettato con qualche finalità, è difficile per noi comprendere quale scopo abbia l’esistenza di questo come di tanti altri parassiti. D’altro canto, se il Plasmodium potesse porsi un simile problema, direbbe che l’uomo esiste per permettere a lui di nutrirsi e sopravvivere.

Di fatto, il parassita della malaria vive grazie a noi, come noi viviamo a spese di altri esseri viventi. Noi siamo preda del Plasmodium malariae come altri esseri sono nostre prede. V’è in questo, più che una lotta per la vita, un’incredibile complessità di interazioni inconsce e involontarie tra le varie forme esistenti. Stento a credere che questo parassita possa far progetti e perseguirli con precisione, come se avesse una perfetta conoscenza degli organismi di una zanzara e di un essere umano, nonché della relazione tra loro. Eppure, anche se non possiede organi di senso o di pensiero come noi li concepiamo, tutti i suoi movimenti sembrano guidati da un sistema finalistico cosciente, da una mente che sa bene come usare l’ambiente per i propri scopi.

In questi casi la scienza ricorre a congetture che, con l’aria di fornire una spiegazione, lasciano le cose nella più totale oscurità. Potremmo supporre che questi parassiti, noi umani e ogni altra cosa creata, siamo cellule di una Mente Cosmica, e che sia quest’ultima ad assegnare comportamenti specifici, caratteri e ruoli ben definiti a ciascuno di noi, in un vasto insieme di relazioni naturali. Siamo tutti partecipi di un gioco strategico, legato ad alcune regole fondamentali, come gli scacchi o il Go, le cui combinazioni sono infinite e imprevedibili.

L’uomo sembra essere avvantaggiato, potendo disporre della scienza e della tecnologia che la sua intelligenza ha forgiato nel corso dei secoli, ma è solo un’illusione. Non v’è ragione per credere che in questo Grande Gioco non possiamo venire sconfitti. Non tanto perché un semplice virus, batterio o parassita può coglierci indifesi e annientarci. Se siamo particolarmente vulnerabili è perché la nostra stessa evoluta complessità ci minaccia, con le sue contraddizioni, i suoi intimi conflitti. L’uomo è il vero grande nemico dell’uomo, il peggior parassita e il più temibile predatore di sé stesso.

In gioco non c’è semplicemente la sua esistenza biologica, cui oggi si dà così enfatica e ingiustificata importanza, ma la sua umanità, cioè il suo patrimonio di valori. Noi vediamo che al nostro rapido sviluppo materiale corrisponde sempre più un impoverimento spirituale altrettanto imponente. Si fa sempre più concreta la possibilità di perdere quelle ricchezze intangibili che ci rendono autenticamente umani – la libertà, la creatività, la compassione, la bellezza ecc. – per sostituirle con banali proprietà e comodità materiali. Responsabili di tale declino sono tanto l’azione di parassiti spirituali e dei loro mediatori, quanto la nostra incapacità di trovare difese e terapie efficaci.

Prendiamo ad esempio la grave sindrome da ‘pandemia allucinatoria’ – o pandemenza – che oggi affligge il mondo. A questo fenomeno morboso concorrono alcuni fattori che lo accomunano alla malaria. Alla base del ciclo dell’infezione v’è infatti un piccolo insetto, il Medium Anofele (dal greco ἀνωϕελής, «inutile, dannoso»), che vive nelle paludi del giornalismo e ogni giorno depone nei cervelli della gente le sue uova, contaminate dal parassita della menzogna e della stupidità. Come il veleno della zanzara trasporta il Plasmodium nell’uomo causando la patologia malarica, così i mass media fanno da intermediari al parassita della pandemenza permettendogli di introdursi nel sistema circolatorio della mente collettiva.

Un ruolo essenziale in tale processo è svolto dal Politicum Anopheles, insetto ematofago che col suo tormentoso pungiglione inietta il veleno paralizzante di norme e decreti, rendendo impossibile al soggetto colpito muoversi e lavorare, condannandolo all’inedia. Questo liquido, come la saliva della zanzara, contiene per altro un potente anticoagulante – detto “distanziamento sociale” – che impedisce alle persone di associarsi e unirsi contro l’infezione, e permette al Politicum di pasteggiare più a lungo. All’espansione dell’agente parassitario contribuisce in modo determinante anche un altro insidioso insetto, il Peritus Anopheles, il quale inibisce la reazione immunitaria della coscienza mediante la deiezione di dati scientifici ufficiali, per loro natura falsi ma non contestabili.

Si sviluppa così questa terribile malaria che sta divorando dall’interno il nostro organismo sociale. Con ciclica regolarità siamo scossi da assurde disposizioni di legge che, mentre si autodefiniscono misure di protezione della vita, provocano un’esiziale lisi della nostra economia, della nostra cultura, della nostra libertà. Soprattutto del nostro senso di realtà, che viene profondamente alterato dall’azione psicolitica del parassita. La società si consuma in ripetute febbri terzane o quartane, trascolora, scossa da brividi e da dolori, soffocata da un’anossia sempre più grave, fino a un collasso generale, mali di cui dà la colpa a un romanzesco virus, ignorandone la causa reale.

È interessante osservare come il parassita della falsità e della follia, penetrato in noi attraverso la puntura del Medium Anopheles, si comporti in modo simile al Plasmodio della malaria. Si accasa infatti nelle nostre cellule mentali e le erode dall’interno, dilagando nella società, dove si mimetizza coi nostri valori morali e ne provoca il disfacimento. Come il protozoo si nasconde nei globuli rossi, questo parassita si annida in alcuni principi inoppugnabili – la difesa della vita, la responsabilità, il rispetto degli altri – eludendo la reazione dei nostri anticorpi etici e intellettuali. Questo è per sommi capi il meccanismo naturale, mirabile e terribile, con cui si diffonde questa malaria della psiche, portando interi popoli al delirio e all’autodistruzione.

Come altre infezioni, anche questa ha origine e si propaga nelle zone umide e malsane dell’anima. E anche il parassita della pandemenza, come il Plasmodio,  ricorre a mediazioni e ad astute strategie cellulari per infettare il suo ospite. L’analogia con la malaria biologica presenta tuttavia limiti palesi. Infatti, la zanzara anofele è portatrice sana del parassita. Al contrario, i vettori umani di questo contagio psichico sembrano mostrare anch’essi disturbi psicotici. Inoltre, è molto improbabile che la zanzara interagisca consapevolmente col disegno del protozoo, o che pensi di trarne qualche beneficio. Ma è arduo credere che questi giornalisti, politici, tecnici, veicoli umani dell’infezione, che compiacenti offrono una via al parassita perché invada le nostre vite e le distrugga, siano altrettanto ignari. Disponendo di un sistema nervoso più evoluto rispetto a un protozoo, è verosimile che capiscano quello che fanno o ne abbiano una vaga percezione. Quindi, a differenza del Plasmodium malariae e della zanzara anofele, potrebbero essere penalmente perseguibili e venire un giorno processati per crimini contro l’umanità.

Ci si può chiedere per quale ragione costoro collaborino col parassita. La spiegazione più logica è che insetti di ordine superiore – appartenenti alla famiglia della Anopheles Summum, composta da gruppi di potere finanziari ed economici – li abbiano colonizzati e sottomessi. L’Anopheles Summum dispone infatti di un’enorme ghiandola salivare, simile a quella della zanzara, che secerne un veleno micidiale con cui corrompe e controlla le reazioni volitive e cognitive delle sue vittime. Questi organismi, assimilabili a grandi predatori, non attribuiscono alla vita umana più valore di quanto faccia un parassita unicellulare. E forse anch’essi agiscono spinti non da disegni ponderati ma da oscuri impulsi chimici, da un elementare tropismo. Nel perseguire i loro scopi potrebbero essere non più consapevoli di quanto lo sia il Plasmodium malariae. Anzi, credo siano assai meno lucidi e più fallibili di un protozoo senza cervello, privi di quel senso della misura e della realtà che il Plasmodio possiede in modo intuitivo e sicuro. Non si può quindi escludere che la loro illimitata sete di potere venga frustrata da un meccanismo di equilibri naturali o che lo stesso golem mediatico-sociale da loro creato possa infine ribellarsi e travolgerli.

Appare invece del tutto ascientifico identificare il parassita della malaria spirituale con queste persone od organizzazioni. Anche le grandi banche o multinazionali, che potrebbero sembrare la causa prima del processo morboso, sono solo strumenti del vero parassita, mostruose Anopheles che si limitano a succhiare il sangue dei popoli e a trasmettergli l’infezione. Tutte queste figure, il vanitoso pennaiolo di provincia, il capo di governo, l’amministratore del colosso farmaceutico o il vorace usuraio della finanza internazionale, sono semplici pedine, anelli tra noi e il male in questa immensa concatenazione di fatti, nel Grande Gioco che dà forma e sostanza all’universo. Alcune di loro hanno col parassita un rapporto di collaborazione formale, ben definito – forse lo chiamano Padrone o Maestro. Altre ne ignorano l’esistenza e semplicemente abboccano alle esche del denaro e del potere con cui il parassita le attira.

Sono tramiti, complici di una forza immateriale che convive con noi dalla notte dei tempi, adattandosi a ogni nostro cambiamento ambientale e culturale. Per nutrirsi e riprodursi questo essere ha bisogno infatti di esseri come noi, consci del bene e del male, sensibili alle sue seduzioni. Si crea così tra lui e alcuni uomini una sorta di simbiosi, da cui entrambe le parti calcolano di trarre dei vantaggi. Una volta che ha infettato il metabolismo dell’ospite, il parassita ne corrode le strutture spirituali, sostituendole con modelli d’azione e di pensiero che, avvalendoci di un concetto tradizionale, potremmo definire satanici, e che conducono l’anima alla morte. Il parassita può così soddisfare le sue esigenze alimentari, essendo un saprofita, cioè abituato a nutrirsi di organismi in decomposizione. Per questo, una volta entrato nell’ospite, ne trasforma le strutture organiche di coscienza in forme inorganiche, marcescenti.

I sintomi dell’infezione, essendo interiori, possono restare nascosti a un occhio inesperto. Esteriormente, le persone colpite da questo morbo sembrano infatti animate da buone intenzioni e da fondate ragioni. Vi sono tra loro scienziati, filosofi, filantropi, riformisti sociali, leader religiosi. Persino la Chiesa ne abbraccia le idee e le posizioni morali. Siamo arrivati al punto che un tale, fingendosi Papa, dichiara lecito, quasi un gesto d’amore, uccidere i bambini nel grembo della madre per ricavarne un intruglio vaccinale. I moderni difensori della fede non vedono in questo alcuna contraddizione con la dottrina cristiana. Perfettamente in linea con l’etica cattolica pare sia anche licenziare i dipendenti della Santa Sede che rifiutino di inocularsi il ‘vaccino’, cioè di ricevere il nuovo sacramento satanico. Forse domani questo pseudo-papa proporrà che la Città del Vaticano si chiami Città del Vacinato, per mandare al mondo un messaggio di speranza e di responsabilità. E si potrebbero fare numerosi altri esempi di come il parassita si mimetizzi in un ‘agire a fin di bene’ e celi sotto un’apparente bontà la sua natura omicida.

Quindi, non siamo molto lontani dal vero se vediamo in questa malaria una nuova manifestazione o variante di quell’antica tragedia che pesa sull’umanità fin dalla sua nascita. L’arcaico, primordiale Parasitus Satanas che causò la nostra caduta fin dall’origine ancora e sempre ci insidia. E se fossimo dotati di una vista spirituale vedremmo oggi il mondo ricoperto di anime morte, vittime della sua infezione, decomposte e trasformate in cibo per il suo stomaco insaziabile.

Non bisogna però saltare a conclusioni affrettate e disperanti. Le ragioni ultime del Male restano un mistero inaccessibile alla ragione. Chi può dire che il flagello di questo parassita metafisico non imprima all’umanità una spinta evolutiva, che il suo transitorio trionfo non stimoli una rivolta di anime forti e risvegli in noi nuove energie spirituali? Dunque, come è inutile odiare il Plasmodium malariae o la zanzara che lo trasporta, così è vano odiare il Grande Umanicida o chi ha scelto di servirlo. Occorre invece custodire la propria anima e preservarla dall’infezione, sapendo che il male non può entrare in noi senza il nostro interiore consenso. Per il resto, non possiamo impedire il naufragio dell’attuale civiltà. Ma forse il mare ci restituirà qualche relitto di verità e di bellezza. Da lì potremo ripartire insieme, noi e il parassita.

FONTE: https://www.ereticamente.net/2021/03/il-parassita-livio-cade.html
Pubblicato da Tommesh per Comedonchisciotte.org

32 Commenti
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Primadellesabbie
Primadellesabbie
18 Marzo 2021 3:59

Una crescente frenesia di speculazioni premature sembra compromettere l’ordinato dispiegarsi delle potenzialità umane, l’autore di questo articolo riesce abilmente a mettere sulle tracce di questa problematica, salvo cascarci lui stesso, non resistendo alla tentazione di girarne immediatamente i dividendi a favore dei suoi manifesti pregiudizi ideologici. Peccato.

ignorans
ignorans
18 Marzo 2021 4:09

Era partito bene, ma poi ha un pò deviato tirando in ballo le categorie della morale, del bene e del male, che non c’entrano nulla. All’inizio dice: Prendiamo il Plasmodium della malaria; un essere che, nella nostra visione antropica, giudicheremmo insignificante. Un semplicissimo organismo unicellulare che ha come unico scopo apparente nella vita quello di alimentarsi e riprodursi. Non possiamo notare in lui alcuna traccia di evoluzione culturale, etica o spirituale. Come può la Natura permettere che una creatura tanto rozza uccida centinaia di milioni di nobili esseri umani? Dobbiamo accettare, con amaro disappunto, che un animaletto microscopico, senza sistema nervoso, senza cervello, senza alcuna nozione del Bene e del Bello, possa distruggere l’uomo, vertice meraviglioso dell’evoluzione. Eccolo, l’avevi colto! Il malato di malaria è tale perchè è andato a un livello inferiore al bacillo della malaria! La “superiorità” umana, non è garantita, non è incontestabile. Nel nostro ciclo di vita possiamo scendere a un livello inferiore ad una ameba! e a quel punto siamo preda di esseri “più svegli” di noi! Se un essere unicellulare ti può fare del male, questo significa due cose: 1) sei a un livello più basso dell’essere unicellulare. Quindi non sai gestire la tua… Leggi tutto »

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  ignorans
18 Marzo 2021 17:47

baaab shaaitaannn

ah ah ah aha

che banda de matti, se non ci metti un punto e a capo di cristo e di lucifero si sperdono come le formiche al focolare

un periodo alle zingare che scassavano troppo cominciavo a dire “baab shaitaan, baab shaitaan alleffeee!!” e facievo gli occhiacic le corna e spuavo a tterra e gli giravo introno, hi hi hi, certe si spaventavano sul serio

Salvino M
Salvino M
18 Marzo 2021 4:57

Bravo, bravissimo, non ho altre parole.

gix
gix
18 Marzo 2021 4:11

Non sappiamo con certezza (ma ormai lo possiamo presupporre, gli indizi sono tanti) se su questo mondo siano esistite prima di noi delle umanità immuni al parassitaggio, magari in virtù della loro stessa spiritualità, intesa come potente protezione concessa ad esseri in qualche modo speciali. Non sappiamo quindi se la nostra, di umanità, non sia una creazione imprevista e non direttamente costruita da colui che tutto vuole e tutto gestisce, anche se poi una entità del genere prevede e quanto meno tollera anche le cose impreviste e non create direttamente. In questo caso, si spiegherebbe la tendenza ad essere soggetti al parassitaggio, evidentemente non eravamo inizialmente previsti, siamo stati in seguito tollerati e ora dobbiamo conquistarci un posto stabile…

R66
R66
18 Marzo 2021 5:13

L’errore di base che, tra articoli e commenti, compare spesso in questo blog e quello di sopravvalutazione. Presupponendo una via fattibile e accessibile a chiunque, ci avviliamo quando questa via non viene percorsa. Alcuni sopravvalutano senza secondi fini, per puro spirito compassionevole, come per dire “voglio che anche tu stia meglio”, altri lo fanno perché non riuscirebbero a vivere senza i “vantaggi” che, spesso inconsapevolmente, offrono il sopravvalutati. Questi ultimi per certi versi non sono dissimili dai tiranni che dicono di avversare, ma questo è un altro discorso. Se invece cercassimo di non sopravvalutare? Se provassimo a considerare l’idea che una persona o un gruppo non riuscirebbero in alcun modo fare diversamente da come stanno facendo? La realtà potrebbe essere più semplice di quel che si pensa: non possono. Da qui l’attenzione a non considerarsi superiori, le carenze o per meglio dire, le diversità, non dovrebbero generare sentimenti di rivalsa a meno di non voler diventare come quelli che si detestano. Riguardo alle motivazioni, che ognuno le cerchi secondo il proprio ambito (spirituale, religioso, chimico, biologico ecc…), ma a parte la curiosità, nel considerare l’impossibilità di destarsi, ci sarebbe ugualmente l’avvilimento e la rabbia? Personalmente sto cambiando atteggiamento, a più… Leggi tutto »

Predator
Predator
18 Marzo 2021 5:40

Chiaro come la luce del sole. Da incorniciare a futura memoria.

IlContadino
IlContadino
18 Marzo 2021 5:55

Da ragazzo, al mio primo viaggio in India, mi son beccato la Giardia, parassita intestinale davvero poco simpatico. Abbiamo convissuto per circa un anno, mi ha debilitato non poco, anzi mi ha proprio steso, poi una dottoressa ha scoperto chi fosse l’intruso e con una decina di pasticconi allopatici me ne sono sbarazzato (grazie ancora dottoressa!). Dopo questa esperienza la prima e forte reazione emotiva è stata quella di odiare l’India e la sua assurdità e contraddizione, anche a livello igienico. Poi, col passare del tempo ho capito che ero io ad essere in contraddizione, volevo fare il viaggiatore, mettermi in gioco, scoprire nuove realtà ma ero talmente debole che bastava un esserino microscopico per mettermi al tappeto. Col passare del tempo ho iniziato ad avere più cura di me stesso, partendo proprio dal corpo. Certo, sono capitate altre disavventure nei cessi di tutto il mondo, ma mai nulla di paragonabile alla Giardia. Quindi alla fine l’esserino mi è stato utile, mi ha irrobustito la pellaccia e mi ha spinto ad una maggiore efficienza. Per questo non sono così pessimista in questo periodo. Un parassita che attacca a livello planetario potrà sì far grossi danni, ma allo stesso tempo spingerà… Leggi tutto »

Dino79
Dino79
Risposta al commento di  IlContadino
18 Marzo 2021 6:36

Io sono rimasto in India quasi un mese (per lavoro) con altri nove colleghi per un totale di 10 persone. In due siamo stati gli unici a non contrarre nulla e tornare a casa sani come eravamo partiti. Il segreto dell’altro collega erano gli alcolici che prendeva religiosamente a piccole dosi, come una medicina, fin dalle 4 del mattino. Il mio, quello di non bere acqua se non quella proveniente da una bottiglia di minerale (ben chiusa, di fabbrica) e non mangiare nulla se non un poco di riso bollito. Non ho avuto problemi e ho anche perso 8 chili…

Dino79
Dino79
Risposta al commento di  IlContadino
18 Marzo 2021 6:36

Io sono rimasto in India quasi un mese (per lavoro) con altri nove colleghi per un totale di 10 persone. In due siamo stati gli unici a non contrarre nulla e tornare a casa sani come eravamo partiti. Il segreto dell’altro collega erano gli alcolici che prendeva religiosamente a piccole dosi, come una medicina, fin dalle 4 del mattino. Il mio, quello di non bere acqua se non quella proveniente da una bottiglia di minerale (ben chiusa, di fabbrica) e non mangiare nulla se non un poco di riso bollito. Non ho avuto problemi e ho anche perso 8 chili…

oriundo2006
oriundo2006
Risposta al commento di  Dino79
19 Marzo 2021 16:03

Idem…!

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  IlContadino
18 Marzo 2021 16:17

Il problema in questo caso non è il parassita piccolo, ma i Grandi Parassiti che lo stanno sfruttando a loro tornaconto.

LuxIgnis
LuxIgnis
18 Marzo 2021 4:58

A proposito di parassiti. Avevo letto che il parassita Toxoplasma gondii (toxoplasmosi) si dice che sia presente nel 50% degli esseri umani nel pianeta.
Di solito questo parassita è presente nei ratti ma si riproduce nell’intestino dei gatti. Il parassita prende possesso del cervello dei ratti e ne modifica la volontà spingendo il ratto nelle fauci dei gatti. In poche parole rende il ratto una specie di zombie votato al suicidio.
Ed è presente in una persona su due. Uhm… sarà per questo che molte persone sembrano folli?

R66
R66
18 Marzo 2021 5:13

L’errore di base che, tra articoli e commenti, compare spesso in questo blog e quello di sopravvalutazione. Presupponendo una via fattibile e accessibile a chiunque, ci avviliamo quando questa via non viene percorsa. Alcuni sopravvalutano senza secondi fini, per puro spirito compassionevole, come per dire “voglio che anche tu stia meglio”, altri lo fanno perché non riuscirebbero a vivere senza i “vantaggi” che, spesso inconsapevolmente, offrono il sopravvalutati. Questi ultimi per certi versi non sono dissimili dai tiranni che dicono di avversare, ma questo è un altro discorso. Se invece cercassimo di non sopravvalutare? Se provassimo a considerare l’idea che una persona o un gruppo non riescono in alcun modo fare diversamente da come stanno facendo? La realtà potrebbe essere più semplice di quel che si pensa: non possono. Da qui l’attenzione a non considerarsi superiori, le carenze o per meglio dire, le diversità, non dovrebbero generare sentimenti di rivalsa a meno di non voler diventare come quelli che si detestano. Riguardo alle motivazioni, che ognuno le cerchi secondo il proprio ambito (spirituale, religioso, chimico, biologico ecc…), ma a parte la curiosità, nel considerare l’impossibilità di destarsi, ci sarebbe ugualmente l’avvilimento e la rabbia? Personalmente sto cambiando atteggiamento, a più… Leggi tutto »

Platypus
Platypus
18 Marzo 2021 5:15

I parassiti sono sempre esistiti e sempre esisteranno, a tutti i livelli. Quello che sta venendo sempre più a mancare è un solido ed efficiente sistema immunitario culturale, intellettuale e spirituale; l’occidente è in decomposizione e pure da un bel pezzo, quindi, salvo rare e sporadiche eccezioni, una reazione immunitaria individuale o men che mai collettiva è ormai impensabile. Le civiltà non sono eterne e quando finisce la spinta propulsiva dei loro miti di fondazione regrediscono e muoiono. La lotta tra il bene e il male in questo processo non c’entra niente, è fisiologico che un organismo debilitato finisca preda dei parassiti e che questi prendano il sopravvento. Penso che l’errore in cui si finisce sempre per ricadere sia sempre quello di immaginare un progresso lineare teleologicamente e teologicamente orientato, nel quale il bene alla fine prevarrà sul male, avendo definito queste categorie come ciò che ci piace o ci spiace qui ed ora. Ananke, purtroppo, non si cura dei nostri fastidi, dei nostri desideri o di ciò che chiamiamo bene o male; l’unica speranza che rimane è che alla fine di questo giro ci siano le premesse per la spinta evolutiva auspicata dall’Autore ma, come avviene in tutti i… Leggi tutto »

Dino79
Dino79
18 Marzo 2021 6:32

Alcuni umani sono parassiti a tutti gli effetti. E ben peggiori di qualunque altro parassita esistente sul pianeta. Di alcuni conosciamo bene anche i nomi, le facce. Sono difficili da neutralizzare perche’ si sono creati una buona difesa. Ma sono numericamente POCHI e in questo sta la loro debolezza maggiore…..

Lupis Tana
Lupis Tana
Risposta al commento di  Dino79
18 Marzo 2021 6:40

Ah, son pochi, tu dici milioni di parassiti son pochi?
tutta la tribù di parlamentari, regione, provincia, comuni, sindacati, bocciofile, asl, scuole, cooperative, clero, mafie varie ecc. e sarebbero pochi… ma ‘nduè.

estrometterli dal nostro ordinamento altrimenti si riproducono diabolicamente… moltiplica per tutto il globo, vedrai che arriviamo al mezzo miliardo. sappiamo i colpevoli, ma non abbiamo le armi. purtroppo o per fortuna. saluti

Dino79
Dino79
Risposta al commento di  Lupis Tana
18 Marzo 2021 6:45

No, quelli sono le zanzare. I veri parassiti sono altri e sono pochi, assai meno dell’1% dell’umanita’. A volte mi chiedo pure se siano davvero umani…

uparishutrachoal
uparishutrachoal
Risposta al commento di  Lupis Tana
18 Marzo 2021 11:12

Forse il mezzo miliardo sono quelli esenti dall’essere parassiti..e lo dicono anche le Guidestones..(hahaha)

Maurizio
Maurizio
18 Marzo 2021 6:52

tecnicamente un parassita è un essere vivente che per sopravvivere sfrutta altri esseri viventi, quindi siamo tutti parassiti.

Simsim
Simsim
18 Marzo 2021 7:17

faccio fatica a commentare qui, dovrei fare troppe specifiche. Siamo comunque l´unico animale di questo mondo che rifiuta di accettare la propria natura, e nel rifiutarlo diamo la stura a tutti i comportamenti peggiori, basati su un´etica falsa e inutile.

Nino
Nino
18 Marzo 2021 7:21

Forse, a rischio di essere banale e superficiale, è tutto più semplice: gli umani sono parte di un sistema non a capo dello stesso.
Punto.
E se vi dicono altro o cercano di inculcare altri concetti è perché nel verbo inculCare c’è una C di troppo.

Nicolass
Nicolass
18 Marzo 2021 7:26

magistrale… letture che fanno bene all’anima

a-zero
a-zero
Risposta al commento di  Nicolass
18 Marzo 2021 17:44

Io compro anima fatta bene, io compro … baab shaitaan baab shaitaaaan

😀

uparishutrachoal
uparishutrachoal
18 Marzo 2021 11:42

La zanzara ci ricorda che non dobbiamo vivere in luoghi paludosi..
Virus e parassiti ci indicano la strada che non dobbiamo percorrere aiutandoci a vivere nel modo giusto.. ed evolvere.
In fin dei conti il male esiste per ricordarci il bene..
Che poi vivere bene sia difficile..è proprio la natura del gioco che ci vede protagonisti..
Quindi..accettiamo il campo..l’arena di lotta..e cerchiamo di uscirne fuori..senza fermarci a contestare la prova oltre il lecito..
Il gioco è iniziato fin prima l’inizio dei tempi..e i teatri di combattimento evolvono se noi evolviamo..
Abbiamo un grande compito..che è quello di spingere la baracca..altrimenti va tutto alla malora..
Una volta stabilita la nostra cosmica utilità..e l’identità guerriera..il mondo sarà più comprensibile..come anche l’autostima..se non in noi stessi..almeno nella divisa che portiamo..e non è poco…per cominciare a sollevarci dalla palude..

Nino
Nino
Risposta al commento di  uparishutrachoal
18 Marzo 2021 20:30

Dici che il nostro compito è spingere la baracca.
Sono più dell’idea che la baracca vada avanti anche da sola e forse meglio. Dobbiamo solo capire se vogliamo essere parte dell’equipaggio o se preferiamo consapevolmente o ignorantemente e colpevolmente affondarla

uparishutrachoal
uparishutrachoal
Risposta al commento di  Nino
18 Marzo 2021 21:23

Bè..finché viviamo facciamo parte dell’equipaggio..c’è poco da fare..
Possiamo scegliere se fare i lavativi..o lavorare.. in ambiti diversi..e con mansioni defilate..
La baracca andrà avanti anche senza di noi..ma siamo noi che non andremo avanti..
L’egoismo diventa altruismo se ben inteso..e i nostri interessi si identificano con quelli cosmici..
L’unico modo per uscire dal gioco è attraversare le varie arene..e andare a rimpinguare quel Principio benefico che per godere il mondo con troppo impegno rischia di passarsela brutta..e noi con Lui..
Insomma ..il giorno della marmotta si ripete..e se non passiamo la sfida..questa si ripeterà ancora e ancora..
E’ la ruota che gira..e non si ferma finché noi non ne usciamo..
Se rifiutiamo di cambattere il senso di colpa ci prenderà..e la paura di fallire ci renderà più accorti..ma alla fine ci vuole anche qualche aiutino se lo chiederemo..
Dal momento che siamo in gioco..giochiamo..!
E se anche dopo una vita miserabile ..al momento di morire ci facciamo una risata vedendo il fallimento..bè..la vita non sarà stata vissuta invano..perché una briciola di buon umore l’abbiamo consegnata all’Universo..che ne ha bisogno come noi e basta non farlo annoiare..che è il vero peccato mortale..

Nino
Nino
Risposta al commento di  uparishutrachoal
18 Marzo 2021 22:11

Così mi pare meglio😜.
Insomma la baracca va avanti anche da sola assumendo che noi non la distruggiamo perché se così facessimo ci estingueremmo noi e la baracca Terra.
Ma l’Universo è vasto e forse non è nemmeno la prima volta…

uparishutrachoal
uparishutrachoal
Risposta al commento di  Nino
19 Marzo 2021 12:38

Il realtà tutto l’impegno ci porta a un menefreghismo consapevole..
E solo da questo menefreghismo l’Universo potrà percorrere la sua strada..con noi che veleggeremo alle sue correnti senza gli impedimenti che ci ingegniamo per ostacolare la navigazione..
Il gioco sarà finito e ne potrà cominciare un altro..che l’Infinito non ha limiti alla sua fantasia..

natascia
natascia
19 Marzo 2021 0:22

La differenza sta nella facoltà di analisi che all’ ameba manca. Diretta da leggi chimiche, fisiche e biologiche l’ameba agisce continuamente senza tregua per la sua sopravvivenza fisica e il suo prolificare. Non vedo alcun nesso con l’Uomo. L’Uomo analizza e si ferma, guarda e studia anche l’ameba, ma decide poi di autodistruggersi. Questo pensare all’uomo come una semplice entità biologica è sbagliato. È sbagliato. Penso piuttosto che deliberatamente e lucidamente , l’Uomo occidentale, per noia , per insensatezza abbia inserito il pilota automatico e si stia andando a fracassare alla massima velocità contro la montagna. Stop.

Stefania
Stefania
19 Marzo 2021 11:03

Livio Cadè è un genio. Conservo ancora il suo “manualetto dell’antisfacista”’come un gioiello.
E questo articolo è paragonabile alla Batracomiomachia di Giacomo Leopardi.
Comunque, se posso aggiungere un mio modesto contributo alla problematica, l’articolo in commento mi ha fatto giungere ad un’importante constatazione: ora il re è davvero nudo. Prima sapevamo di corruzione, di malasanità, di malavita, di servizi segreti deviati, di logge massoniche, ecc. ma tutto sommato pensavamo che il sistema conservasse una sua se pur minima parvenza di credibilità. L’Anopheles Summum ha invece scoperto completamente le sue carte e abbiamo identificato esattamente il nostro nemico, le sue armi, i suoi servitori, i suoi obiettivi, smascherato le sue ipocrisie. Sappiamo che il parassita è disseminato ovunque. Credo che sia già un buon inizio.

oriundo2006
oriundo2006
Risposta al commento di  Stefania
19 Marzo 2021 16:05

Un buon inizio…per una terribile fine.