Il Natale di solito fa schifo, ma col Covid potremo avere le feste che abbiamo sempre segretamente desiderato

Da rt.com

 

Perché l’isteria su quanto sarà terribile il Natale quest’anno, con le famiglie che si dividono, la lontananza sociale e la probabile chiusura di bar e ristoranti? A me sembra un’ottima idea…

“Sto sognando un Natale Covid, a differenza di quelli che conoscevo…”. Forse quella canzoncina rinfrescata non suona proprio come l’originale di Bing Crosby, e poi, beh, una carola natalizia non è molto divertente quando la gente è socialmente distante. E, naturalmente, il canto è comunque vietato in alcuni luoghi…

La maledizione del Covid, vedete. Ha ucciso il Natale.

Quel microscopico guastafeste. Quello stronzetto imbucato, che non è stato nemmeno invitato! Eppure in qualche modo è arrivato dalla Cina, cavalcando il respiro della gente e saltando da un ospite all’altro. Ci ha messo un po’ ad arrivare, ma è arrivato e ora non vuole proprio andarsene.

Tutto questo parlare del Natale 2020 come un fallimento, però… aspettate un attimo. Potrebbe essere la migliore e più tranquilla stagione festiva di sempre.

 

Pensate solo a quanti soldi risparmierete sui regali per persone che vedete una sola volta in un anno. Anche i pub saranno molto probabilmente chiusi, quindi non dovrete spendere una fortuna per offrire una bevuta, o tre, al bar. Anche tutte le feste sono state cancellate.

Anche i tacchini stanno dimagrendo in attesa di un diverso tipo di pasto, poiché la regola del “non più di sei” significa che molta carne andrebbe sprecata.

Gli allevatori stanno mettendo i volatili a dieta o li macellano in anticipo per soddisfare questo nuovo tipo di richiesta. Alla fine, forse, non è una buona cosa per il pollame: grassi o magri, quelle loro strane teste chioccolanti gliele taglieranno lo stesso.

Ma guardate il lato positivo: a differenza dei tacchini, pensate da che cosa vi state salvando. Ora avete la scusa perfetta evitare quelle feste e quegli eventi a cui non avete mai voluto andare.

 

La serata annuale della zia Minnie? Quella in cui zio Mike si ubriaca con i daiquiri all’ananas e la zia Jean butta giù troppi gin and tonic, e si contendono in cucina l’ultimo cubetto di ghiaccio?

Niente da fare. Non posso venire, mi dispiace: c’è il Covid.

Poi c’è quel parente che vive all’estero, quello che arriva in aereo per qualche giorno e si trattiene oltre l’anno nuovo. Non può venire. Bloccato dalle restrizioni di quarantena all’arrivo e alla partenza. Alleluia!

E pensate a tutta la cucina che non dovete più fare. La mia ex suocera passa ore e giorni a sgobbare su un fornello caldo e a far girare tutti quei piatti, senza mai bruciare neppure un cavoletto di Bruxelles; il tutto per sfamare un’orda di persone che vede solo una volta all’anno. Perché esattamente? Questo sarà il primo anno che avrà avuto un anno libero da quando era bambina.

Annulla tutto!

 

Ma sì, prendetevi una pausa quest’anno. Un sapientone dell’Università di Harvard ti protegge: “Gli incontri multigenerazionali, al chiuso, che coinvolgono il cibo, sono tra gli ambienti più rischiosi per la trasmissione”, dice il dottor William Hanage. E lui dovrebbe saperlo, è un professore di evoluzione ed epidemiologia delle malattie infettive.

È la scusa perfetta per fare quello che molti di noi hanno sempre segretamente voluto fare: spegnere il fornello e farsi qualche panino, prima di sbracarsi davanti alla TV.

Ci saranno anche meno di quelle fastidiose pubblicità natalizie a cui assistere, visto che le aziende hanno ridotto il loro consueto blitz annuale di promozioni festive cercando di rifilarvi maglioni di lana, pigiami e altre cose di cui non avete bisogno e che non volete.

E – oh Dio, questa è una bella cosa – il party di Natale in ufficio! Quello cui normalmente è obbligatorio partecipare per non rischiare di passare un anno intero nella cuccia del cane e rinunciare alle speranze di un aumento tenuto in animazione sospesa. Finito. Annullato.

Durante questi eventi è possibile fare carriera (o distruggerla). Leccate il culo al capo giusto e una promozione l’anno prossimo è assicurata. Ma le carriere possono anche crollare e svanire nelle dure condizioni del party di Natale.

In poche brevi ore di ubriachezza e di sovralimentazione passate con la dirigenza, si può dire la cosa sbagliata all’orecchio sbagliato. Oppure, come nel mio caso, un’oliva può finire nell’orecchio sbagliato.

In un party di Natale, molti, molti anni fa, mi sono completamente ubriacato di alcolici gratis. Partecipava anche un orribile ometto, che disprezzavo profondamente. Purtroppo, questo ometto era anche il mio capo e quindi non pagava solo il conto del bar, ma anche il mio stipendio.

Per tutto l’anno, in ufficio, ero riuscito a tenere sotto controllo il mio disgusto ma, con l’aggiunta di alcol nel cocktail, i giochi erano fatti. Ho deciso che sarebbe stato davvero divertente usare la sua testa fuori misura come bersaglio, per affinare la mia capacità di lanciare piccole olive verdi da una ciotola. Per fortuna, ero così ubriaco che l’ho mancato – ce n’erano almeno tre di lui, e questo con un occhio chiuso.

Il mio ultimo vago ricordo di quella serata è quello di un collega che mi spingeva fuori dalla porta e mi metteva in un taxi mentre ero, mi disse più tardi, in procinto di invitare l’ometto fuori per una bella rissa natalizia.

Anche sbronzo, sono sicuro che avrei vinto. Il suo abbaiare era peggiore del suo morso, come un bassotto. Ma non avrebbe avuto senso presentarsi al lavoro l’anno nuovo.

E che dire dei due colleghi nell’angolo che cercavano un momento di intimità sul divano? Adesso si salveranno, ed eviteranno un anno intero di pettegolezzi d’ufficio nel 2021, perché semplicemente non potrà succedere. Non quest’anno.

Abbiamo evitato tutto questo, tutto questo! Evviva!

 

Ma non tutti sono felici. La giornalista della BBC Victoria Derbyshire è stata costretta a scusarsi dopo aver detto che avrebbe infranto la regola del “non più di sei” questo Natale. Comunque, per me sei significa due di troppo.

Dovremmo davvero approfittarne quest’anno, perché c’è un vaccino in arrivo e sarà il solito imbarazzante e costoso affare del 2021. Boris Johnson ha praticamente promesso ai britannici che ci sarà un vaccino contro il Covid in tempo per Natale.

Quindi, invece di un’iniezione di vodka, possiamo tutti aspettarci una bella iniezione di vaccino. Ci vediamo fuori dalla clinica la vigilia di Natale. Abbassatevi i pantaloni e piegatevi, ecco che arriva l’ago…

Cheers! Salute! Prosit! Za zda-ro-vye! Sarà davvero un Buon Natale, veramente.

 

Charlie Stone.

(Autore e giornalista, ha lavorato per la BBC, diversi giornali nazionali nel Regno Unito e media internazionali).

 

Link: https://www.rt.com/op-ed/505039-christmas-crap-covid-hysteria/

 

Scelto da Mac – Traduzione di Arrigo de Angeli per ComeDonChisciotte