Il mio assurdo colloquio di lavoro con Ryanair

DI SANDRO GIANNI

tpi.it

A giudicare dagli annunci nei portali per la ricerca di lavoro, sembra che sul mercato esistano solo tre tipi di occupazioni disponibili: sistemista Java, dialogatore e operatore call center. Se non conosci Java e hai zero voglia di vendere il tuo tempo per delle chiacchiere con degli sconosciuti, al telefono o dal vivo, la ricerca pare senza possibili sbocchi.

Aggiungi che la percentuale di risposta ai curriculum inviati rasenta lo zero e che la laurea e/o i master di cui sei in possesso non sono particolarmente quotati nella borsa degli skills… il quadro si complica parecchio.

Perciò, quando qualcuno ha finalmente risposto alla mia “iscrizione a un’offerta di lavoro” ho provato una strana sensazione, di affetto quasi. Ho pensato di dover ricambiare, presentandomi al colloquio. Ho detto “qualcuno”, ma in realtà avrei dovuto dire “qualcosa”: un algoritmo, un dispositivo automatico di risposta alle mail, un bot del portale.

Non posso saperlo, ma l’invito a comparire in un hotel nella zona di Tor Vergata è arrivato pochi millesimi di secondo dopo l’invio della mia iscrizione. Ciò esclude la mediazione umana e, dunque, una seppur minima selezione del curriculum, che avrebbe potuto equivalere a qualche decimale in più nella stima probabilistica di un’assunzione.

Il lavoro non era proprio quello dei miei sogni, ma provavo a vederci delle sfumature positive: la possibilità di viaggiare, avere un contratto decente, ricevere uno stipendio non troppo basso. Ovviamente, mi sbagliavo.

Nell’atrio dell’hotel di lusso, nella periferia sud-est di Roma, una quarantina di ragazzi e ragazze tirati a lucido, con la barba fatta, il vestito e la cravatta siedono in silenzio. Tra loro, io. Alcuni si muovono sicuri nei completi eleganti, camminano come se nulla fosse, bevono il caffè senza bisogno di sistemarsi di continuo la giacca, muovono le mani sullo smartphone senza domandarsi perché la camicia faccia capolino solo da una delle due maniche. Altri sono impacciati, si toccano insistentemente la cravatta temendo che il nodo si sciolga, cercano delle tasche in cui infilare le mani senza trovarle, provano a controllare la continua fuoriuscita della camicia dalla giacca senza alcun successo.

Evidentemente, non sono abituati a conciarsi così. Tra loro, sempre io. C’è anche un ragazzo che deve aver letto male le istruzioni per l’uso: si è presentato in jeans e camicia a quadrettoni, rossi e blu. È imbarazzato, ma resta. Sembra simpatico.

In sala nessuno fiata. Quasi che talleur e vestiti abbiano trasmesso per metonimìa un certo dovere di contegno, di formalità. “Dicono che l’abito non fa il monaco, ma non è vero”, argomenta il Totò ladro vestito da carabiniere, nei ‘Due marescialli’ , “Io a furia di indossare indegnamente questa divisa, marescià… mi sento un po’ carabiniere”.

Ci chiamano e andiamo tutti insieme nel seminterrato dell’albergo, in una sala conferenze. Eliminata la prima decina di candidati con un test di inglese da seconda media, la selezione entra nel vivo. O meglio, nel video.

Proiettano una presentazione del lavoro, divisa per sezioni: informazioni tecniche sulle diverse mansioni; procedure di inizio; questioni retributive e contrattuali; possibilità di carriera; criteri di premialità; caratteristiche dell’azienda che offre il lavoro e dell’agenzia di recruitment che assume (due cose diverse: una è Ryan; l’altra una fusione tra Crewlink e Workforce International… sì, si chiama proprio così!). In questa seconda fase, si rivolgono a noi come fossimo già assunti. L’uomo sulla cinquantina, inglese o irlandese, responsabile del reclutamento allude più volte a quanto staremmo bene con indosso le nuove divise da hostess e steward.

Dalle immagini del video e dagli interventi del selezionatore si capisce che ci sono soprattutto tre caratteristiche importanti per fare questo lavoro: essere disponibili alla relocation immediata; parlare inglese; essere flessibili-e-sorridenti (insieme). Le immagini mostrano giovani di tutti i colori, che sembrano felici e raccontano la loro esperienza con Ryan di fronte a un bastone per i selfie. In particolare, insistono su quanto sia utile e divertente il corso di formazione per diventare personale di bordo. Si nuota, si spengono incendi, si salvano bambolotti, si incontrano persone. “You grow up like a man, not just cabin crew”.

Ma è più avanti che le orecchie dei candidati si aguzzano: quando si inizia a entrare nel dettaglio del salario e dei tempi di lavoro. La retribuzione è organizzata secondo una serie di premi e possibili punizioni, un incrocio tra un videogioco e una raccolta punti del supermercato. “Your performance is continually monitored and assessed”. Monitorare e valutare.

Punire solo come ultima ratio.

Soprattutto premiare: per far rispettare le regole, per aumentare la produttività, per migliorare le prestazioni. I like dei clienti danno diritto a delle ricompense: monetarie, ma soprattutto relazionali. Ad esempio, la penna nel taschino è indice di un certo numero di apprezzamenti. Costituisce dunque, tra i colleghi e nell’azienda, l’indicatore di uno status particolare.

Si viene pagati un po’ in base all’orario e un po’ a cottimo. Nel senso: un fisso non esiste; sono retribuite solo le ore di volo; si percepisce il 10 per cento su ogni prodotto venduto (…adesso lo capite il perché di tanto rumore?). Il contratto è registrato in Irlanda o nel Regno Unito. Si hanno delle agevolazioni sui viaggi in aereo.

Il salario mensile dovrebbe oscillare tra 900 e 1.400 euro lordi, in base al luogo di ricollocamento. “We try to keep the wages homogeneous among our workers”.

“Bella l’uguaglianza, quando non schiaccia tutti verso il basso”, penso io. Viene poi fatto cenno a un periodo annuale in cui non si lavora e non si ricevono soldi: da uno a tre mesi. Ma il selezionatore ci assicura che questa pausa non supera (quasi) mai i 30 giorni.

Fino a qui, niente di eccezionale. Il rapporto premi-punizioni, però, è più complesso e configura per intero il sistema di retribuzione. Ovviamente, se i diritti diventano premi e i doveri debiti, tutto cambia. Non si parla di tredicesima e/o quattordicesima, ma di bonus, che si ricevono solo il primo anno. Trecento euro il primo mese di lavoro, altrettanti il secondo, il doppio il sesto. Chi va via prima della conclusione dei primi 12 mesi, però, deve restituirli tutti.

Inoltre, la divisa (quella bella di cui sopra) costituisce un costo esternalizzato al lavoratore: il primo anno sono 30 euro al mese scalati direttamente dalla busta paga; successivamente pare si ricevano dei soldi, ma non si capisce bene per cosa, se per lavarla o non perderla.

Per ultimo, il corso di formazione per diventare hostess o steward si rivela qualcosa di più di un parco giochi in cui fare festini con altri esponenti multikulti della generazione Erasmus. Principalmente, si rivela un’enorme spesa. Se all’inizio era stato comunicato che, in via eccezionale, le registration fees del corso erano dimezzate a 250 euro, è alla fine che viene fuori il vero prezzo da pagare.

Ci sono due modalità differenti: 2.649 euro se paghi prima dell’inizio e tutto in un colpo; 3.249 se decidi di farti scalare il costo dallo stipendio del primo anno (299 euro dal secondo al decimo mese, 250 gli ultimi due).

Si aprono le domande. Dopo alcune irrilevanti su sciocchezze burocratiche, alzo la mano. “Ci avete parlato di un massimo di ore di volo a settimana, ma mai delle ore totali di lavoro. Quante sono?”, chiedo. “Voi siete pagati in base alle block hours, cioè le ore calcolate dalla chiusura delle porte prima del decollo, all’apertura dopo l’atterraggio. I tempi di preparazione dell’aereo, prima e dopo il volo, possono variare”. Varieranno pure, ma di sicuro non vengono pagati, nonostante siano tempi di lavoro.

Alza la mano quello dietro di me. “Scusi la domanda, ma ho bisogno di fare dei conti. Diciamo che uno stipendio per una destinazione non troppo cara è di 1.000 euro. Ve ne devo restituire 330 al mese tra corso e divisa. Ne rimangono 670. Dovrò prendere una stanza in affitto, diciamo almeno 300 euro. Ne rimangono 370. In più avrò bisogno di pagare un abbonamento ai mezzi per raggiungere l’aeroporto e coprire almeno le spese della casa anche nella pausa annuale in cui non si lavora. Diciamo che, se va bene, rimangono 300 euro. E non ho scalato le tasse, perché non so come si calcolano in Irlanda o UK. Secondo lei, con questi soldi si può vivere?”. Sbem.

Il selezionatore della società di recruitment, fino a quel momento cordiale e spiritoso, accusa il colpo. Deglutisce. Tossisce. Arrossisce. Si butta sulla fascia, prova un diversivo. “With this work you don’t get rich, but it’s in accordance with your capacity and affords your lifestyle”. Alla fine, anche qui le nostre capacità valgono poco più di un pacchetto di sigarette al giorno. Chissà, invece, come ha calcolato il nostro stile di vita!

Finito il video, io e gli altri candidati usciamo e andiamo a mangiare insieme. Da come siamo vestiti, sembriamo un gruppo di giovani businessmen in carriera, lanciati alla conquista del mercato e pronti a scalare colossi finanziari. Invece siamo lì per un colloquio che, se va bene, ci farà guadagnare meno della persona che ci serve la pizza.

Comunque, i calcoli veloci del ragazzo che ha fatto la domanda dopo di me hanno sciolto l’iniziale freddezza tra i candidati. In molti hanno perso interesse per il lavoro. Anche per questo, si scherza e si chiacchiera. Alcuni hanno appena finito la scuola superiore, altri l’università. Altri ancora hanno già diversi anni di precarietà sulle spalle e i capelli brizzolati. Tra loro…

Rimango fino all’intervista, per sport. Mi capita la collaboratrice del selezionatore. Legge il mio curriculum. Niente di eccezionale, però insomma… neanche da buttare. Tutti i titoli di studio con il massimo dei voti, laurea e due master, cinque lingue, numerose esperienze di lavoro materiale e immateriale, in Italia e all’estero.

“Are you sure you want to do this work?”, mi chiede. Bleffo: “Eeeeeh. Why not?”. “Do you know people working for us?”. “No”. “So, what do you know about this work?”. “What you told me today”, rispondo. Lei arriccia il labbro inferiore e muove la testa dal basso verso l’alto e poi in senso inverso, fissandomi con gli occhi corrucciati. Ho l’impressione che stia pensando sardonicamente “Devi essere proprio una volpe, tu!”.

Saluto, me ne vado. Sulla vespa faccio i conti: due caffé al bar dell’albergo = 3 euro; un pezzo di pizza e una bottiglia d’acqua = 4 e 50; benzina per giri vari alla ricerca di vestito, cravatta e scarpe e poi fino al colloquio = almeno 5 euro; stirare la camicia = 2 euro; stampare 7 fogli di curriculum dal cristiano-copto su via di Torpignattara, che sembra sapere quando non puoi dirgli di no = 2,10 euro. Barba e capelli costo zero, taglio autoprodotto in casa. Alla fine, non mi è andata nemmeno tanto male.

Qualcuno è arrivato in treno da lontano, spendendo molto di più. Per l’ennesima offerta di lavoro precario e sottopagato.

Almeno una cosa l’ho capita: nella compagnia aerea, quel low che precede il cost non è riferito soltanto ai prezzi dei biglietti, ma anche al costo del lavoro.

 

Il racconto che Sandro Gianni ha pubblicato su TPI è uscito originariamente sul sito delle Camere del lavoro autonomo e precario (Clap), e fa parte di una rubrica che si occupa di raccogliere le storie sulla precarietà lavorativa dei giovani.

Fonte: www.tpi.it

Link: https://www.tpi.it/2017/05/20/colloquio-lavoro-ryanair/#r

19.09.2017

104 Comments
  1. Holodoc says

    Per circa 10 anni ho approfittato di Ryanair per girarmi mezza Europa spendendo meno di aereo che di autobus.
    Meno di un anno fa ho pagato un volo per la Bulgaria 7 euro e 99.
    Era palese che prima o poi la festa sarebbe finita…

    1. enricodiba says

      Sulle navi da crociera è lo stesso, tranne per qualcuno specializzato, tipo direttore di sale o sommelier o camerieri davvero professionisti.
      L’omologazione degli studi, delle speranze professionali ha portato a questo, ormai avere un vero mestiere tra le mani, per esempio artigianale, dove ci vogliono anni e sacrifici per impararlo vale più di un percorso di studi universitario omologato.
      Per esempio i meccanici e i tecnici che fanno muovere l’aereo sono ricercati e ricompensati, ma sporcarsi le mani non va di moda.

      1. Holodoc says

        Attualmente sono occupato come manutentore per impianti di automazione industriale… ti assicuro che anche per chi si sporca le mani al low cost ci si avvicina parecchio…

        1. Tizio.8020 says

          A chi lo dici!
          Lavoro come manutentore in un sito portuale, sono artigiano.
          Ho aperto Partita IVA nel 2001, sub-appalto da 30.000 £ all’ora, però ti pagavano il doppio i festivi, ed il notturno il 50% in più.
          Son passati 16 anni, prendo 16,5 € all’ora, in fattura, notturni e festivi pagati uguale (e se vuoi restare devi farli lo stesso!).
          Praticamente fatturo il 30% in meno del 2001.
          Solo che nel frattempo il costo della vita è raddoppiato, se già prendevo poco all’apoca, adesso è nulla.
          Già se fossi dipendente, fra assegni familiari, ferie, malattia etc prenderei quasi il doppio!

          1. Holodoc says

            Se ti assumessero con contratto metalmeccanico, eventualità che ora come ora è una chimera.
            Io sono sotto contratto multiservizi… lo stesso delle pulizie.
            Straordinari e notturni pagati una miseria in più e nessun limite di orario.

          2. Tizio.8020 says

            La cosa brutta è che i dipendenti del sito, hanno un contratto “blindato” (alimentaristi); quando fanno un festrivo, prendono il giorno, la maggiorazione dell’80%, ed un intero giorno di recupero pagato.
            Praticamene, gli viene pagato quasi come tre giorni!
            Senza contare che hanno fino alla 14° (contratto metalmeccanico NON la prevede) e solo di “premio produzione” prendono circ< altre due mensilità.
            IN compenso, tutti gli esterni pigliano un cavolo.

          3. Holodoc says

            La mia azienda lavora per Poste… fanno straordinario il sabato e si prendono ferie il lunedì, così lavorano sempre 5 giorni ma sono pagati per 7!
            Io invece ne lavoro 6 e lo straordinario festivo è maggiorato di una briciola.

          4. enricodiba says

            Il problema è più del paese italiana, che ormai è sprofondato sotto la corruzione e l’incompetenza politica.

        2. enricodiba says

          Bisogna essere specializzati e non è per niente facile trovare una nicchia.

      2. uomoselvatico70 uomoselvatico7 says

        Puoi dirlo forte.
        E la cosa non riguarda solo i tecnici che si sporcano le mani ma pure gli artigiani “old style” capaci di creare, riparare, e costruire qualsiasi cosa.
        E’ un mondo pazzo dove trovi 10.000 geometri che vogliono progettare un ponte ( e spesso lo progettano pure da culo..) ma nessuno che vuol mettersi lì con malta e mattoni, per costruirlo.
        Troppa fatica.

        Ormai nei cantieri edili sono quasi tutti stranieri e persino nelle pizzerie e nei fast-food fatichi a trovare ragazzi italiani perché vogliono tutti avere il sabato e la domenica liberi.
        La frase sul guadagnare meno di chi gli serve la pizza è vera e ci credo, visto che di norma il personale che lavora nelle pizzerie prende circa 7.50 euro netti all’ora per circa 40 ore settimanali + gli eventuali straordinari, spesso pagati di più..

        Ma non hai la divisa bella sgargiante però…

        Restando sempre in argomento, un mio parente è diventato ricco facendo i forni rotanti in pietra refrattaria delle pizzerie, pensa te…

        Con la terza media, lavorando come uno schiavo per 40 anni, ma è diventato ricco.
        Ora ha parecchi dipendenti e gira spesso in Lamborghini, in Ferrari, o in Porsche……Non so….
        Le cambia spesso.
        Speriamo che mi ricordi nel suo testamento.

        1. pianista says

          Secondo me stai generalizzando troppo.
          È vero che ci sono italiani (o diciamo pure occidentali) schizzinosi, però se ci sono delle professioni che pagano di più, più in fretta (cioè in un arco di tempo minore), è ovvio che tanti vi si fiondano, se ne hanno la possibilità.
          Molti altri non sono schizzinosi, e farebbero tranquillamente dei lavori più umili, solo che sono pagati nulla.
          Il fatto di rifiutarsi ad essere pagati poco È UN BENE, non un male! I lavoratori cercano di fare leva e portare più a loro favore il punto di incontro tra domanda e offerta.
          I lavoratori stranieri che citi, giocano a sfavore degli italiani, perché fanno leva in direzione opposta.

          Il tizio di cui parli, quello con la ferrari, se l’è fatta in tempi di bengodi, quando c’era lavoro a palate anche per chi aveva la terza elementare, con la promessa (mantenuta) di un contratto stabile, lavoro stabile (e in crescita) e una paga che da sola tenesse in piedi un’intera famiglia. quindi come esempio non fa proprio testo.

          1. Eric Maria Gerets says

            “”Il tizio di cui parli, quello con la ferrari, se l’è fatta in tempi di bengodi, quando c’era lavoro a palate anche per chi aveva la terza elementare, con la promessa (mantenuta) di un contratto stabile, lavoro stabile (e in crescita) e una paga che da sola tenesse in piedi un’intera famiglia. quindi come esempio non fa proprio testo.””

            Perfettamente d accordo, qui in Veneto ci sono stati dei somari patentati che con la loro piccola impresa sono diventati straricchi, i loro operai hanno vissuto da operai ma dopo trenta anni di lavoro, agendo coscienziosamente, avevano messo da parte i soldi per farsi una casa, per loro o per aiutare i figli a costruirla.
            Non voglio sminuire ovviamente la bravura, la volontà, la determinazione finanche la fame che muoveva i nostri vecchi, ma per Dio, il fatto di aver vissuto in quel periodo ha fatto tutta la differenza del mondo!!

            Al netto di fannulloni e supponenti con la puzza sotto il naso, non si può più sentire che gli italiani non vogliono più lavorare.
            Dover invidiare il cameriere a 7,50 all ora, o stupirsi se per quella cifra uno non lo fa perché non ci campa, da la dimensione della miseria in cui ci hanno fiondato!

          2. enricodiba says

            Gli stranieri nei paesi come l’italia a basso tasso tecnologico e di lavoro qualificato, fanno concorrenza diretta agli italiani, lo dice anche lo studio del Cer intitolato “European Migration and the Job Market”; ma questo i politici alla renzi lo sanno bene, visto che importano immigrati a vagonate, per abbassare il costo del lavoro e sperare in qualche ripresa.

  2. enricodiba says

    Il più furbo è quello che si è presentato in Jeans e camicia a quadrettoni.
    Datevi all’agricoltura, almeno li lo stato italiano ti bassa una disoccupazione quasi decente quando non lavori.

    1. SanPap says

      ma soprattutto mangi bene
      certo le mucche vogliono essere munte alle 4 del mattino, ma il latte non è scremato, pastorizzato, micro filtrato, insomma non è acqua colorata di bianco e con una tazzona ci vai avanti per ore …
      ho paura che molti giovani dovranno dimenticarsi il mondo fatato dell’ apro il frigorifero ed è pieno di ogni ben di Dio, giro l’interruttore e la luce mi illumina d’immenso, apro un rubinetto e l’acqua potabile sgorga fresca e limpida, telefoni smart (almeno loro), connessioni che mi fanno dialogare con la casa (non vedo l’ora, voglio chiedere alla tazza del gabinetto perché mi guarda a bocca aperta ogni volta che faccio pipi)
      oppure svegliatevi.

      1. uomoselvatico70 uomoselvatico7 says

        Parole sante.
        Ma fidati, che quasi nessuno capirà, né si sveglierà..

      2. Tonguessy says

        La miseria è una grande insegnate. Oggi che la miseria l’abbiamo voluta eliminare quell’insegnante non è più disponibile. Ma ci sono ottime speranze che ritorni, come testimonia il racconto.

      3. Tizio.8020 says

        Sono più giovane di te, ma queste cose le ricordo anche io.
        Acqua potabile avuta nel 1985, insieme al telefono ed al bombolone GPL.
        Strada bianca, con pozzanghere da attraversare a piedi con la bici a mano, sennò cadevi.
        Però non mi sono mai sentito povero: se ne avevi voglia, l’estate andavi a fare la stagione da cameriere (12 ore al giorno per 7 giorni alla settimana!); ed in tre mesi ti pagavi la moto!), adesso anche ad averne voglia il lavoro non c’è.
        Se adesso manca la corrente, la gente va nel panico.
        A noi mancava un giorno sì e l’altro pure: case sparse, centralina Enel che saltava sempre.
        Ma nientre di drammatico, anzi.

        Forse ci torneremo…

  3. DesEsseintes says

    “Il salario mensile dovrebbe oscillare tra 900 e 1.400 euro lordi”

    Ma figurati

  4. Annibale Mantovan says

    Com’ è umano lei…diceva il ragionier Fantocci, con voce afona…ci fosse un comunista in giro quando serve, dico io!

  5. gix says

    Avevo già letto questo pezzo ma, dopo aver volato con questa compagnia (che finora avevo scientificamente evitato) non ho resistito alla tentazione di rileggermelo. Basta fare due conti e si capisce che la compagnia non può stare sul mercato con quei prezzi solo risparmiando sui costi del personale. Ci sono sicuramente sovvenzioni varie, alcune palesi, altre certamente occulte. Risulta che il tizio che ci prende per il culo facendosi fotografare con l’aereo tra le gambe vada in giro per il mondo a fare accordi con aeroporti (fessi) che vogliono sviluppare il proprio traffico (inesistente) a spese, nella maggior parte dei casi, pubbliche. Il che vuol dire che a coloro che pagano 9 euro per il loro viaggetto il sovrapprezzo glielo paghiamo noi tutti, e chissà quanto ci costa…Poi ci sono i sovvenzionamenti nascosti. Bisognerebbe vedere se e quanti casi di avvelenamento in volo ci sono stati, posto che altre compagnie sono state persino denunciate per situazioni del genere, il che apre ad un mondo di supposizioni complottiste…

    1. clausneghe says

      Complottiste come ad esempio, che vengano pagati per spargere in totale anonima impunità i veleni aerei noti come “scie chimiche”..

      1. gix says

        per esempio…

  6. Roberto says

    Queste “compagnie low cost” che sarebbe meglio chiamare con il loro vero nome “bande criminali” riescono ad avere costi irrisori da quando la NATO circa un venticinque anni fa gli fornisce carburante adittivato gratis ( tanto il costo ricade sulla fiscalità generale, cioè noi, anche chi vola low cost) per irrorare con le scie chimiche i cieli di tutto l’Occidente e paesi colonizzati come il nostro… alzate gli occhi al cielo e le vedrete anche voi.

  7. Airperri says

    Devastante.

  8. Primadellesabbie says

    Questo é un aspetto istruttivo del “mercato del lavoro”.

    Le prove generali.

    Nessuno lo ricorderà, ma nei primi anni settanta, quando i collegamenti tra UK e Francia attraverso il Canale della Manica erano ancora assicurati dalle compagnie ferroviarie dei due Paesi, comparve un vettore innovativo, norvegese, si chiamava Townsend & Thoresen (diverrà P & O), ed uno dei suoi battelli era, molto significativamente, “Spirit of Free Enterprise”, prezzi concorrenziali, cercavano aggressivamente i clienti nelle file in attesa di fare il biglietto da altre compagnie (non c’erano telefonini o internet!).

    La caratteristica innovativa era che, a bordo i dipendenti stipendiati si contavano sulle dita, tutti gli altri lavoravano “in proprio” o con qualche strano cottimo, dai posteggiatori nelle stive agli addetti alle manovre di attracco ed alle pulizie, e naturalmente bar, ristorante, cambia valute, duty free, giornalaio, biglietteria…

    Sembrava molto eccitante e moderno…erano le prime avvisaglie di quello che sarebbe successo.

    PS – Ryan Air fa utili per diverse vie e forse potrebbe essere meno tignosa sulle retribuzioni, ha il merito di aver indotto alcune compagnie con comportamenti più tradizionali ad adottare prezzi bassi.

    1. DesEsseintes says

      900 o 1400 lordi è evidentemente una sciocchezza.
      Guadagnano abbastanza di più.

  9. Mario Poillucci says

    Tanto per restare in tema di sfruttamento svergognato e criminale leggete cosa ha scoperto la Guardia di Finanza in quel di Latina! E già, cina, vietnam ed altri ameni staterelli sono molto vicini, anzi sono già qui!!

    1. enricodiba says

      In italia è tornato lo schiavismo.
      http://www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani/2016/06/02/news/schiavitu_l_italia_al_terzo_posto_in_europa_per_numero_di_schiavi_e_il_governo_non_fa_abbastanza-141136328/
      Grazie a ladri politici e pd vario, cambiare classe dirigente sarebbe già un bel passo.

  10. Teopratico says

    Altro aspetto agghiacciante che rileva l’articolo è l’ appiattimento emotivo, l’apatia e l’ assoluta mancanza del desiderio di libertà nei giovani ventenni, un minimo rigurgito o istinto di rivalsa, di coscienza politica e stima per stessi, per i propri simili e il proprio ambiente, nulla, sono tutti lì a elemosinare non si sa cosa in giacca e cravatta, ben stretta come un cappio o almeno un giogo a cui non ci si vuol sottrarre. Naturalmente ci saranno eccezioni, voglio sperare, ma risultano silenziose, indistinguibili. Probabilmente questo aspetto è collegato al tema della povertà, o negatività dell’immaginario post-contemporaneo di cui parlava l’altro articolo in home. L’ incapacità di creare, custodire e trasmettere dei sogni come spinta vitale è, secondo la mia percezione, evidente, mi rattrista constatare che nemmeno fra i più giovani compaia qualche traccia di una nuova coscienza, di una “rinascita”.

    1. omega86 says

      Ogni tanto vado alle serate ESN (Erasmus Student Network).
      Se non ci fossero tante ragazze, avrei già iniziato a tagliarmi. Sono intellettualmente apatici.
      Sono estremisti centristi.
      E soprattutto, pensano che i loro professori universitari siano DEI.

      Il problema fondamentale è proprio questo: se continuiamo a tenere gente del calibro di renato brunetta come professore universitario, cosa possiamo mai aspettarci se non omologazione, lecchinaggio e favoritismi?

      Spero in un ritorno della piccola impresa artigiana con emarginazione dei laureati degli ultimi 25 anni (e prossimi 25)

      1. Tonguessy says

        Gli artigiani hanno poca speranza di spuntarla contro le armate cinesi e coreane. In aggiunta il potere di acquisto che potrebbe aiutarli è a picco, quindi la qualità tipica dell’artigiano è lasciata da parte per favorire il costo inferiore. Purtroppo è così…..

        1. DesEsseintes says

          Infatti per questo bisognerebbe applicare uno Standard di Retribuzione Europeo, o meglio uno Standard Contrattuale per i Lavoratori Europei, e IN BASE A QUELLO, non ad altro, applicare gli embarghi.

          Non viene fatto ma addirittura NON VIENE RICHIESTO nonostante come osservi tu stesso questo si ripercuota sulle possibilità di sopravvivenza di tutti gli artigiani.
          Perché?
          Perché il piccolo e medio imprenditore non riesce a capire che pagando di più il suo impiegato sta facendo UN INVESTIMENTO.

          Se un artigiano o un piccolo medio imprenditore qualsiasi pagasse zero i suoi dipendenti ne ricaverebbe un vantaggio… ma solamente se GLI ALTRI IMPRENDITORI CONTINUASSERO A PAGARE I LORO DIPENDENTI, possibilmente profumatamente…
          Se tutti pagano zero la domanda per i prodotti forniti da quegli imprenditori scomparirebbe insieme ovviamente ai profitti.

          Un capitalismo sano in cui ci sia davvero la possibilità di fare impresa liberamente e creativamente, esiste solo se lo Stato (lo Stato) tutela questa piccola impresa sia dai grandi cartelli o monopoli sia dagli altri paesi che adottano il dumping salariale.

          MA PER FARE QUESTO OCCORRE UNA ALLEANZA FRA PMI E LAVORATORI.

          Voi vedete una singola forza politica che parla di questa alleanza?
          Un singolo blog che ne parli in termini concreti?
          Un singolo economista di alto livello o anche solo di quelli della domenica che ne parli?

          Ci sarebbe da chiedersi perché…

          1. gincoaho says

            Perdonami, ma ti sei chiesto se forse non ne parlano perché non è quella la soluzione?

          2. DesEsseintes says

            Infatti stanno risolvendo molto bene… 😀
            Parla delle cose che conosci e di cui hai esperienza diretta per cortesia.

            Mi capita di criticare il M5S per un atteggiamento troppo verticistico ma in effetti la base troppo spesso è più una zavorra che un sostegno.

          3. gincoaho says

            Ti suggerisco meno arroganza e presunzione di conoscere la materia ma sopratutto l’esperienza altrui. Altrimenti puoi sempre aprire un’azienda e pagare quanto ritieni più opportuno i dipendenti, non scordarti di fargli spendere gli stipendi solo in italia e rigorosamente in prodotti made in italy, poi vedi come funziona il mercato. Come ti hanno già detto altri, stai ragionando troppo in micro. L’unica cosa possibile che hai scritto è che lo stato deve fare lo Stato per il bene di tutti i suoi cittadini, poi imprese e lavoratori si adeguano.
            Se non hai voglia, in alternativa puoi sempre diventare ministro al posto di poletti o meglio padoan, fare meglio di loro non dovrebbe essere difficile. cià

          4. DesEsseintes says

            Poveretto…ho sxritto che lo Stato deve regolare certo standard, accordarsi con gli altri stati (nella fattispecie quelli europei) e poi applicare i dazi a chi non si adegua a quegli standard.
            Ma parlare con gente come te è come parlare con lo spettatore medio.
            Ci ho provato per anni, quasi per decenni interi e mi sono rotto gli zebedei.
            Cuocete nel vostro brodo.

          5. gincoaho says

            Vedi.. come al solito arrivi a conclusioni troppo affrettate, ti metti a fare il superiore e pensi di comprendere le persone leggendo poche righe.. Ci provi da decenni e nonostante tutto ciò che conosci sei riuscito a partorire una domanda, certo molto importante, ma non prioritaria, a cui nessuno risponde.. Povero incompreso.

          6. DesEsseintes says

            Ma cosa straparli 😀

          7. gincoaho says

            oh vedi che ciò che sai anche te è di seconda mano.. l ho già letto.. Rilassati và..

          8. DesEsseintes says

            Ihihih…sbarella, poveretto…

            Ma hai capito di cosa si parla?

            Sei in grado di dare una risposta sul merito o riesci solo a farfugliare queste battutine da squinternato?

            Mamma mia come stanno messi 😀

      2. DesEsseintes says

        Cito

        “E soprattutto, pensano che i loro professori universitari siano DEI.”

        Giusto, ho cercato di dire varie volte che il problema delle classi subalterne è quello di venerare e temere – come fanno i cani – i loro padroni.
        Il problema è che consciamente non se ne rendono conto ma inconsciamente come è ovvio sentono la ferita di quella sottomissione e per liberarsene cercano disperatamente di “distinguersi socialmente” da quelli ancora più sotto e soprattutto, qui è il dramma, dai loro stessi fratelli.

        Per questo vediamo il continuo tradimento delle classi sociali da parte degli stessi membri che preferiscono vendersi per cercare di avvicinarsi ai padroni invece che unirsi per lottare “contro” i padroni.

        La cosa buffa è che ognuno di questi personaggi come i professori universitari (ma anche “gradi” molto più alti) che appaiono come dei agli studenti, quando si trova di fronte a un dio superiore si sbraca a sua volta e lo stesso si ripete sempre uguale a mano a mano che si sale.

        Questo è quello che non riesco a capire e, pare, nemmeno a comunicare (non solo qui): come si fa a considerare come unico valore la distinzione (che pure ha un suo significato) cancellando del tutto l’appartenenza comune?
        Perché quando si sale si entra negli ambienti più prestigiosi e riservati ma per lungo tempo si rimane in una posizione di “novizio” e alla fine della vita si comprende che c’è sempre un ulteriore gradino da salire che non si è riusciti a raggiungere ossia che tutta la scalata aveva un valore molto relativo.

        Quelli che nascono veramente élite sono pochissimi e quasi mai si arriva a quei livelli in una ma nemmeno due o tre generazioni.
        Converrebbe lottare insieme ai propri fratelli ma si preferisce la strada opposta…come mai?

        1. Denisio says

          Ma senti chi parla! Quello che se gli fai un’osservazione ti banna! Ma quanto sei ridicolo!!!

          1. natascia says

            Semplicemente ne esistono più di uno.

          2. Denisio says

            Come dici? A me ricorda un certo Mincuo come presunzione…ma certo non è l’unico

          3. Tonguessy says

            DDDIO! Perché l’hai nominato? Dopo la frittura con polenta non ci voleva proprio.

    2. Piramis says

      “l’ appiattimento emotivo, l’apatia e l’ assoluta mancanza del desiderio di libertà nei giovani ventenni”
      Non c’è miglior schiavo di quello che, nascendo schiavo, pensa che lo resterà per tutta la vita.

      È carina la sinossi del libro “Messaggio per un’aquila che si crede un pollo” di Anthony De Mello, il libro è per gli ameri-cani, ma la sinossi vale la pena leggerla, è tutto lì
      “Un uomo trovò un uovo d’aquila e lo mise nel nido di una chioccia. L’uovo si schiuse contemporaneamente a quelle della covata, e l’aquilotto crebbe insieme ai pulcini. Per tutta la vita l’aquila fece quel che facevano i polli del cortile, pensando di essere uno di loro. Frugava il terreno in cerca di vermi e insetti, chiocciava e schiamazzava, scuoteva le ali alzandosi da terra di qualche decimetro. Trascorsero gli anni, e l’aquila divenne molto vecchia. Un giorno vide sopra di sé, nel cielo sgombro di nubi, uno splendido uccello che planava, maestoso ed elegante, in mezzo alle forti correnti d’aria, muovendo appena le robuste ali dorate. La vecchia aquila alzò lo sguardo, stupita. «Chi è quello?» chiese. «É l’aquila, il re degli uccelli», rispose il suo vicino. «Appartiene al cielo. Noi invece apparteniamo alla terra, perché siamo polli.» E così l’aquila visse e morì come un pollo, perché pensava di essere tale.”

  11. DesEsseintes says

    Vorrei chiarire…900 o 1400 “LORDI” al mese è evidentemente una balla, non so se si è capito…
    Guadagnano DI NETTO abbondantemente di più di quel lordo indicato.
    Non so di preciso ma a occhio superano tranquillamente i 2000.
    Attenzione (lo dico per quelli che non hanno mai visto una busta paga in vita loro) che una cosa è “lo stilendio fisso” un’altra sono le varie voci aggiuntive che non sono “stipendio fisso” ma alla fine sono parte integrante del guadagno mensile.
    Quindi eventualmente è possibile che di fisso prendano 900 o 1400 lordi ma lavorando si aggiungono automaticamente altre voci di entrata.

    Naturalmente il fatto che le ferie e le malattie non siano pagate è una cosa che, non dico negli anni settanta, ma negli anni novanta sarebbe stata considerata alla stregua di un reato.

    Ma voi vedete le hostess della Ryan protestare?
    Vedete manifestazioni nelle piazze per ridare i diritti al lavoro?
    I sindacati confederali addirittura smorzano e si propongono come “mediatori” ossia lavorano per l’azienda…

    I cittadini protestano per gli immigrati che levano il lavoro ai locali ma…non dicono niente sull’epidemia di bassi salari che colpisce il lavoro dipendente…

    E allora con le pigne in testa, cari piccini, non andate da nessuna parte…

    Sono problemi “vostri” piccini…dovreste capirle da soli queste cose…

    Non siete tanto svegli.
    Piccini…

    1. Tizio.8020 says

      Forse confondi le paghe dei “già dipendneti” con quelle offerte ai “futuri dipendenti”.
      Non è detto che siano uguali, anzi la tendenza è fare nuovi contratti sempre peggiori dei vecchi.

      1. DesEsseintes says

        Che stai dicendo?
        Oh ragazzi, ma credete di essere gli unici sulla terra che hanno lavorato?
        Svegliatevi un attimo che si sta parlando delle VOSTRE chiappe, non delle mie…

        😀

        1. Tizio.8020 says

          L’ho già scritto prima, ma lo ripeto.
          Colloquio per assunzione da “Norauto”, disponibilità richiesta, quaranta ore settimanali, ma spalmate su sette giorni nell’intervallo 08-20 con rimonte multiple, paga quella versata dallo Stato grazie a “garanzia Giovani”, cioè 470 € netti al mese.
          Se non ci credi, ti scansiono il contratto di lavoro!

          1. DesEsseintes says

            Caro…carissimo Tizio…io vi voglio molto bene e mi dispiace tanto che non capiate una mazza…

            Ascoltami attentamente…cosa ti ho detto?
            Che non è vera la storia di Norauto?
            No carissimo…non so nemmeno cosa sia Norauto né (per l’amor di Dio) voglio saperlo…

            Cosa ti ho detto?
            Leggi bene sopra e qui di seguito: ho detto che NON È VERO che alla RyanAir il MENSILE (il mensile) sia di 900-1400 lordi…
            Ci sei, caro?

            È una caxxata e lo so perché viaggio tanto, anche con Ryan per le tratte europee e ho parlato con le hostess.

            Guadagnano di più.

            Se non ci credi sei liberissimo.

            Ora ti saluto e stammi non bene, benissimo.

  12. Echoes says

    @comedonchisciotte-400c3241004b5db7ca7f5abfef2794f2:disqus “mi rattrista constatare che nemmeno fra i più giovani compaia qualche traccia di una nuova coscienza, di una “rinascita”

    Vero, la prima mossa dovrebbe partire da chi superato il liceo o comunque la maggiore età, si appresta a cercare lavoro o studiare. Da loro mi aspetterei una certa refrattarietà al farsi schiavizzare. Non ci vuole un genio per capire quando ti stanno sfruttando, e semmai anche finendo in qualche call center o simili, dopo pochi giorni ( i più avveduti) o al max dopo un paio di mesi dovrebbero abbandonare quel “lavoraccio” perché viola il diritto di intelligenza umano.

    Se chi propone certe condizioni si vedesse tanti bei NO giovani sbattuti in faccia, sarebbe costretto a cambiare approccio, o almeno a non approfittarsene sempre e ovunque.
    Questo vale in tutti gli aspetti della vita e a tutte le età secondo me.

    Ma alcuni nascono zerbini, altri ci diventano e altri smettono solo di lottare, il brutto è che se parti a 90 gradi già da giovane sei uno zombie telecomandato. Poi sti fenomeni lagnosi hanno hashtag cool, profili social super cuul e non si fanno mancare tante amenità per apparire ciò che non sono, come quel completino da bastone su per il sedere che devono indossare per convicere a farsi comprare. C’è un limite alla dignità e una letteratura sconfinata di autori in tal senso, da cui poter attingere per figurarsi come sarebbe la propria vita da ‘ribelle’ con amor proprio.
    Ma forse non li trovano su AmaZzon scavalcati da tanto altro ciarpame digitale.

  13. natascia says

    Rendiamoci conto che uno schiavo costa molto di più.

  14. scifraroc says

    ” definirei la globalizzazione come la libertà , per il mio gruppo, di investire dove vuole, per il tempo che vuole, per produrre ciò che vuole,approvvigionandosi e vendendo dove vuole e dovendo sottostare al minimo di restrizioni possibili in materia di diritto del lavoro e di accordi sociali.” . Percy Barnevik , principe di un impero intercontinentale della metallurgia e dell’elettronica in un discorso agli azionisti del gruppo nel 1995 . Direi che 22 anni dopo l’obbiettivo prefisso è stato ampiamente raggiunto , con la complicità dei governi e la dimessa ignavia della maggior parte di popoli.

    1. DesEsseintes says

      Dimessa ignavia?
      Di’ pure complicità.

      L’ammasso di pecore

  15. Tizio.8020 says

    Se si lamentano di queste paghe, che vadano a fare colloqui da Norauto!
    Hanno chiamato a colloquio il figlio di mia moglie, tutto bene, l’avrebbero prso subito.
    Notare che è iscritto alla “garanzia Giovani”.
    Orario di lavoro, otto ore al giorno, per quaranta ore settimanali.
    Disponibilità dalle 08,00 alle 20,00 dal lunedì alla domenica.
    Orario spezzato, anche con più rientri.
    Praricamente, fai otto ore al giorno, ma non sai quandio e da quanto le fai: potresti iniziare alle 08,00 , smontare alle 11,00 , rimontare alle 14,00, rismontare alle 15,00, rimontare alle 16,00, e finire alle 20,00.
    Io esagero, eh, ma gliel’hanno prospettato.
    E nel frattempo, dove vai?
    Cavoli tuoi, stenditi su una panchina.
    Contratto?
    “Garanzia giovani”: 12 mesi, rinnovabile.
    Paga?
    “Garanzia Giovani” !
    Cioè??
    Lo Stato mette 470 €.
    Tutto qui?
    Scusi, ma quanto voleva prendere???

    Mavaffanculo!
    Praticamente uno dovrebbe stare impegnato 12 ore al giorno, sette giorni su sette, per 470 € che nemmeno pagano loro, ma lo Stato Italiano??

    1. uomoselvatico70 uomoselvatico7 says

      Questo è sfruttamento.
      Quando avevo le paninoteche, io pagavo 7.50 l’ora e spesso gli straordinari li pagavo di più..
      Tipicamente avevo personale che si metteva in tasca 1200-1300 euro + gli straordinari se uno voleva farli, + le eventuali mancie che davano i clienti.
      Ora ho venduto tutto e ho smesso, ma finchè lavoravo ho sempre pagato a tutti tutto quello che dovevo pagare, fino all’ultimo centesimo.
      Sempre.
      Chiunque dovrebbe sempre rifiutarsi di lavorare per meno di 6-700 euro al mese part time, e 1200-1300 full time, è una questione di dignità…
      io proibirei anche l’assunzione al di sotto dei 6-700 euro al mese, se un qualsiasi dipendente ti serve per meno di 3-4 ore al giorno, significa che non ti serve, punto e basta.

      1. Tizio.8020 says

        Eh, sei una mosca bianca!

        Nei gionri scorsi, spostando vecchia roba, ho spulciato uno scatolone di vecchi giornali.
        Buttai, ma ho salvato un opuscolo regalato da “Il Resto del Carlino” nel 2009, contenente i Redditi dele Aziende della Provincia di Ravenna.
        Mi sono messo a scorrerlo, cercando le Aziende dove ho lavorato.
        Beh, quella dove sono ora, fatturato 2007, poco oltre 15 milioni; utile, 3.200.000 €
        Quella dove lavorava mio fratello, fatturato 14.800.000, utile 32.000 €.
        Poi ho scorso le Concessionarie, e lì mi son cadute le balle.
        BMW, fatturato 42.000.000 , utile 322.000 € !!!
        Fiat, fatturato 63.940.000 , utile 386.000!
        VW, fatturato 61.340.000, utile…54.000 € !!!
        (Posso scansionare…)
        Ma capite dove sta l’inghippo?
        Le Aziende NON pagano Tasse, si mangiano tutto per poter dimostrare di perderci, e non pagar nulla.
        Poi non mi devo incazzare quando mi chiama l’Agenzia delle Entrate dicendo che “non sono congruo”, perchè ho fatturato “solo” 35.000 €”.
        Mavaffanculo,sono in subappalto, faccio solo manodopera, e con un fatturato di 35.000 € ho un utile di 28.000, quindi pago più tasse di quei ladri che fatturano 15.000.000 !!!!

        1. uomoselvatico70 uomoselvatico7 says

          Questi sono i cosiddetti “artifici contabili” vergogna tipicamente italiana, che permette ad aziende con fatturati milionari di evadere legalmente le tasse pagando 4 spiccioli, mentre sfruttano i dipendenti.

          Un ristoratore, un barista, o un piccolo imprenditore invece, non avendo sedi o domicili fiscali all’estero se solo non emette uno scontrino, rischia pure la chiusura del locale.
          Per quanto riguarda la finanza e la famigerata agenzia delle entrate so molto bene di che pasta son fatti….
          Meglio non parlarne neanche.

          Lo so come funziona in Italia, ed è per questo che ho chiuso tutto e ho smesso di fare impresa in questo infelice paese.
          Vattene anche tu…… il mondo è tanto grande ed è pieno nazioni parecchio più civili dell’Italia.

  16. Eru Ilúvatar says

    Purtroppo “sporcarsi le mani”, checché ne dica chi l’ultima ricerca di lavoro l’ha fatta nel secolo scorso, all’inizio di questo secolo lo dovevi scegliere quando eri ancora minorenne (quindi eventualmente erano altri a sceglierlo per te, perché non si può pretendere che un 14enne morto di seghe faccia progetti economici a lungo termine), per maggiorenni non c’era nessunissima iniziativa seria di inserimento al lavoro manuale e chi poteva prendere apprendisti ti rideva in faccia e ti diceva che a vent’anni sei vecchio per imparare. A meno che non si fosse disposti a fare gli schiavi agricoli o gli schiavi da cucina, non i lavoratori. Parlo al passato perché ho la sensazione che anche la formazione per minorenni ormai non se la passi troppo bene, stando a quanto mi raccontano qua e là.
    Comunque io queste cose le dicevo dieci anni fa (non perché sia un veggente, ma perché erano assolutamente evidenti) e tutti a ridermi dietro e a darmi del mammone sfaticato solo perché non volevo farmi schiavizzare. Ora le leggo un po’ ovunque e mi domando dove fossero tutti questi paladini della dignità umana quando passavano le prime leggi sul precariato. Non ricordo di averne incontrati molti all’epoca; in compenso in molti sfrecciavano su SUV acquistati grazie allo sfruttamento dei nuovi precari e ci sbeffeggiavano dicendo che ciascuno è artefice del suo destino.
    Bizzarro; adesso che sono sepolti di debiti, chissà perché non rivendicano più l’essere artefici del loro destino ma danno la colpa agli altri; spesso e volentieri ai famigerati “giovani”. Quindi questi giovani dovevano essere orgogliosi di essere precari quando fruttavano ancora ai padroni, ora che i padroni stanno anche peggio i giovani dovrebbero cambiare idea e ribellarsi.
    Mi scusino lorsignori ma non me la sento; del resto sono solo un mammone sfaticato e, in quanto tale, ogni volta che qualcuno si impicca per debiti mi bevo un bicchierino alla faccia sua.
    Magari cambierò idea quando i grandi maestri di vita si renderanno conto che, per quanto puoi rigirare la frittata, il tempo non va indietro ma va avanti, gli anni ’90 non tornano più e tocca pensare a delle alternative (tipo, la butto lì: solidarietà umana al posto di competizione spietata? Non so eh..) o più probabilmente quando saranno tutti morti.
    Perché di stare almeno MUTI, dopo il macello che hanno fatto, non gli passa neanche per l’anticamera.
    Bella la storia del colloquio in ogni caso, mi ha strappato un sorriso nel rammentarmi certe esperienze personali 😉

  17. Nat says

    Uno dei grandi problemi del mercato del lavoro italiano sono proprio le agenzie di recruiting. E non è un caso. Aggiungo che spesso questi recruiter (ed in genere gli addetti alle risorse umane) sono semplicemente inadeguati. Il fatto è che vi vogliono così, squalificati ed arroganti. E non è un caso.

    Ps: Anche io talvolta mi occupo di selezione del personale ed un po’ di autocritica non vi farebbe male.

    1. FTW says

      Bisogna avere delle competenze pregresse e partecipare a dei corsi obbligatori per poter ottenere questo tipo di lavoro, oltre che partecipare ad aggiornamenti periodici e/o seminari online (spesso in lingua inglese perchè nel mondo anglosassone c’è molta più attenzione verso questa mansione). Non è un lavoro che si può fare occasionalmente improvvisandosi recruiter perchè ci si considera conoscitori di uomini, finisce che assumi qualcuno solo perchè ti sta simpatico oppure perchè avete frequentato la stessa scuola, avete avuto esperienze di vita simili o per assurdo tifate per la stessa squadra di calcio. Verissimo che spesso e volentieri molti recruiter tendono ad essere arroganti (verso i candidati amorfi), soprattutto quelli molto esperti, ma questo non deriva da una forma mentis da “Dio sceso in Terra” come pensi, piuttosto da una serie infinita di “tranvate” prese da candidati che si vendono benissimo durante le interviste one-to-one raccontando palle su palle, inventano il CV di sana pianta, mentono spudoratamente sulle esperienze precedenti e ad ogni domanda posta dall’interlocutore rispondono quello che secondo loro il recruiter vorrebbe sentirsi dire. Poi non si presentano a lavoro, e non parlo di lavori da 600 € al mese o con ritenuta d’acconto, parlo di contratti STABILI e duraturi, ma questo succede perchè sono figli dell’opulenza dei propri genitori, che a differenza di altri paesi forse più civili del nostro, si tengono ancora in casa i figli a 25 anni, rendendoli così dei mostri incapaci di affrontare il mondo convinti che tutto gli sia dovuto. Ripeto, è vero che molti di noi sono così, sarei un bugiardo se provassi a sostenere il contrario, ma è altrettanto vero che ci sono anche tantissimi candidati che non lavoro non se lo meriterebbero mai.

      1. Nat says

        FTW ha scritto: “Bisogna avere delle competenze pregresse e
        partecipare a dei corsi obbligatori per poter ottenere questo tipo di lavoro, oltre che partecipare ad aggiornamenti periodici e/o seminari online”.

        Ma ti prego… Aggiornamenti periodici e/o seminari online, LOL.
        Di che competenze parli? Serve un diploma di scuola superiore e la faccia da tolla… Fondamentalmente siete dei passacarte con l’incarico di circuire e vessare il malcapitato di turno. Difatti vi affidano la selezione di impiegati ed operai di basso livello. Quelli che in gergo chiamano gli “usa e getta”. Mica selezionate manager… La maggior parte di voi sono donne al primo impiego… Hanno demandato a voi quello che dovrebbero fare i Centri per l’impiego… Lascia perdere, non voglio sembrare inutilmente cattivo.

        Ps: Visto che parli di qualifiche, competenze e falliti, toglimi
        una curiosità. Sei laureato (specialistica)? I tuoi colleghi in genere possiedono un titolo universitario? Se sei laureato in psicologia non voglio saperlo, LOL.

        1. FTW says

          Ammazza oh, devi averne presi di pesci in faccia da qualche semplice Junior!!! Non sai bene di cosa parli, ma si vede che puoi aver incontrato solo persone alle prime armi che giustamente selezionano ruoli medio/bassi, con tutto il rispetto per chi lavora, ci mancherebbe altro. Per avere sto dente avvelenato verso le APL deve esserti successo qualcosa di veramente brutto, ma non voglio giudicarti, capisco la situazione. Sai come in tutti i settori, c’è chi ha più o meno sensibilità verso le
          persone; magari si potesse assumere solo bravi recruiter. Per farti capire, nell’azienda dove lavori sono tutti dei fenomeni? hanno sempre voglia di lavorare tutti i giorni? nessuno ti ha mai fatto un torto magari per fare carriera e se fosse per te lo sbatteresti fuori a calci nei denti se ne avessi la possibilità? è la stessa cosa. Mi dispiace, cerca di guardare oltre che ci sono tante cose belle nella vita. 🙂

          1. Nat says

            Non rispondi e tracci profili psicologici. Andiamo bene, LOL.
            Che ne sai di dove opero? Tu hai preso a modello poche situazioni (del bresciano?) che non rappresentano certo il mercato del lavoro. Ripeto, io non mi occupo di rifornire di operai la provincia e non seguo seminari online. Come dicevo siete squalificati, tecnicamente ed umanamente. Il fatto è che servite così. Chi vuoi che ci mettano a
            trascrivere il cv di un immigrato?

            Ps: Mai lavorato per un APL, se proprio sono quello che vi fa schiattare … Rilassati, dove lavoro io al massimo potresti svuotare i cestini.

          2. FTW says

            i cestini che mi passeresti dal cesso che pulisci 🙂

          3. Nat says

            Mandami la tua email del lavoro…

          4. FTW says

            Tu intanto non me lo hai ancora detto che lavoro fai, non voglio sapere l’azienda che non mi interessa, ma almeno la mansione.

          5. Nat says

            Se anche te lo dicessi non capiresti, rilassati.

          6. DesEsseintes says

            Cito:

            “i cestini che mi passeresti dal cesso che pulisci :-)”

            Ecco che vengono fuori le radici.
            Inequivocabili fin da subito.

          7. FTW says

            No ho solo risposto con l’ignoranza ad altra ignoranza. Non credo che sei contento del lavoro che fai, non passeresti le giornate ad attaccare chiunque la pensa in modo diverso dal tuo, te ne fregeresti allegramente.

          8. Nat says

            FTW ha scritto: “No ho solo risposto con l’ignoranza ad altra ignoranza. Non credo che sei contento del lavoro che fai, non passeresti le giornate ad attaccare chiunque la pensa in modo diverso dal tuo, te ne fregeresti allegramente.”

            Vedo che ai seminari online non vi insegnano la grammatica.
            Li mortacci tua e de tu nonno 🙂

          9. WM says

            @comedonchisciotte-76330c26dea62332de2ca7b4a9ef51ec:disqus @comedonchisciotte-fe5e7cb609bdbe6d62449d61849c38b0:disqus @disqus_0qgn8m3M45:disqus piantatela.
            Grazie

          10. FTW says

            ok

          11. DesEsseintes says

            E naturalmente io vengo elencato per primo!

          12. Nat says

            Because you are the worst 🙂

          13. WM says

            Tranquillo, fai il bravo bambino e non ti scriverò per primo sulla lavagna, basta che ti comporti bene 😀

          14. Nat says

            Veramente io gradirei che FTW continuasse. Ci sta fornendo l’esatto
            profilo di chi lavora per le APL. Non mi pare poco, non ti sembra?

          15. WM says

            Io direi che le vostre opinioni e posizioni sono già chiare, quello che segue è solo inconsistente battibecco, non ti sembra?
            E mi tocca continuare a cancellare…

          16. Nat says

            No, per una volta non credo si tratti di un inconsistente
            battibecco. E nemmeno credo di aver superato i limiti del politicamente corretto. Ho posto domande e volendo posso corredare quel che dico. Come FTW sa bene, il candidato va stimolato. Se poi questo non è proprio quel che si dice un gioiellino… Che ci vuoi fare? La realtà va mostrata per quel che è e lasciami dire che abbiamo appena iniziato. Credi che il forum sia più adatto?

          17. WM says

            Il “piantatela” era riferito ai battibecchi, non alla sostanza.
            Se volete continuare a commentare argomentando, siete perfettamente in tema e liberi di farlo, ma non di giocare a chi ce l’ha più lungo.
            Fino ad un certo punto i commenti erano produttivi, poi vi siete impantanati in querelle personali e siccome la china era ripida, meglio metterci uno stop prima di dovervi bannare tutti e tre.
            Spero di essermi spiegato meglio e che la cosa finisca qui.
            Se volete aprire un thread nel forum, siete liberi di farlo.

          18. Nat says

            WM ha scritto: “P.S. FTW ha cancellato i suoi messaggi da solo, anche quelli significativi, è nelle sue facoltà il farlo.”

            Colpa tua, LOL.

          19. WM says

            Vero, la prossima volta aspetto che esageriate e vi banno, senza perdere tempo ad avvisare 🙂
            Era solo per avvertire che non li avevo cancellati io.
            Sarebbe una buona cosa se cancellaste anche voi i vostri, visto che sono repliche senza controparte.

          20. DesEsseintes says

            Lavoro, lavoro…io sta parola l’ho già sentita, sai?

            Senti piccolino, che mestiere faceva papà?
            Tanto per vedere se ho indovinato…

  18. DesEsseintes says

    FTW

    La tua lunga tirata, o piuttosto sfogo accorato e vendicativo, purtroppo non c’entra un fico secco con il tema del post.

    Anche se fai il recruiter (che è un leggero handicap) se rileggi non ti sarà difficile comprendere che il senso di quello che scrive SG è che oggi il lavoro è diventato sfruttamento.

    E – qui fai attenzione mi raccomando – implicitamente denuncia il fatto che questo sfruttamento ormai viene considerato “normalità”…proprio come fai tu, capisci?

    Seguimi.

    Ci sono due impostazioni:

    1) il sottomesso che considera la situazione in cui si trova come “stato di natura”, “oggettività ineludibile” e quindi si adegua poi se è riuscito a sfangarla in qualche modo compensa facendo una amara morale agli altri, come fai tu nel tuo sfogo.

    Comprensibile, per carità.

    2) il non sottomesso con un minimo di capitale culturale di autentica qualità a disposizione – o che magari abbia comunque un paio di cosi che funzionino come si deve – al contrario non ci sta e non accetta che la situazione in cui si trova debba essere considerata “stato di natura”, “oggettività ineludibile”.

    Crede che derivi da “scelte politiche”, da “rapporti di forza” per i quali il lavoro, a partire dalla seconda metà degli anni settanta, è stato sconfitto e oggi si trova in una posizione di debolezza tale per cui chi offre un impiego ha la possibilità (e soprattutto si sente nel diritto) di imporre condizioni che una quarantina circa di anni fa sarebbero state considerate inaccettabili.

    Questo signore non sottomesso purtroppo è quasi un isolato e si deve adattare, deve sorbirsi le lezioncine compiaciute e vendicative dei recruiter che hanno accettato lo status quo ossia, in altri termini, si trova in soaruta compagnia in mezzo a una massa sconfinata dibpersone che non solo non sono disponibili alla lotta ma danno ragione al padrone.

    Poverini, se non hanno dei soldini per i fatti loro soffriranno molto.

    Alcuni cederanno, diventeranno dei sottomessi a loro volta.

    Allora uno si chiede: è meglio non sottomesso senza lavoro o sottomesso col lavoro?

    Questi sono problemi vostri piccini ma ricordate che se qualcuno non comincia a ribellarsi anche i vostri figli diventeranno dei sottomessi col tatuaggio e con stipendi vergognosi.

    Comunque io di lavoro faccio il recruiter di non sottomessi e purtroppo devo dirti che non hai le qualità necessarie.

    No, inutile…lascia perdere, non fa per te…

  19. DesEsseintes says

    La tua lunga tirata, o piuttosto sfogo accorato e vendicativo, purtroppo non c’entra un fico secco con il tema del post.

    Anche se fai il recruiter (che è un leggero handicap) se rileggi non ti sarà difficile comprendere che il senso di quello che scrive SG è che oggi il lavoro è diventato sfruttamento.

    E – qui fai attenzione mi raccomando – implicitamente denuncia il fatto che questo sfruttamento ormai viene considerato “normalità”…proprio come fai tu, capisci?

    Seguimi.

    Ci sono due impostazioni:

    1) il sottomesso che considera la situazione in cui si trova come “stato di natura”, “oggettività ineludibile” e quindi si adegua poi se è riuscito a sfangarla in qualche modo compensa facendo una amara morale agli altri, come fai tu nel tuo sfogo.

    Comprensibile, per carità. Cristo riconosceva anche le ragioni del pubblicano.

    2) il non sottomesso con un minimo di capitale culturale di autentica qualità a disposizione – o che magari abbia comunque un paio di cosi che funzionino come si deve – al contrario non ci sta e non accetta che la situazione in cui si trova debba essere considerata “stato di natura”, “oggettività ineludibile”.

    Crede che derivi da “scelte politiche”, da “rapporti di forza” per i quali il lavoro, a partire dalla seconda metà degli anni settanta, è stato sconfitto e oggi si trova in una posizione di debolezza tale per cui chi offre un impiego ha la possibilità (e soprattutto si sente nel diritto) di imporre condizioni che una quarantina circa di anni fa sarebbero state considerate inaccettabili.

    Questo signore non sottomesso purtroppo è quasi un isolato e deve fare buon viso a cattivo gioco, deve sorbirsi le lezioncine compiaciute e vendicative dei recruiter non molto istruiti che hanno abbassato la testa e hanno accettato lo status quo mettendosi al servizio dei padroni.

    Ossia, in altri termini, si trova in sparuta compagnia in mezzo a una massa sconfinata di persone paurose che non solo non sono disponibili alla lotta ma danno ragione al padrone.

    Poverini, quei non sottomessi se non hanno dei soldini per i fatti loro soffriranno molto.

    Alcuni cederanno, diventeranno dei sottomessi a loro volta.

    Allora uno si chiede: è meglio non sottomesso senza lavoro o sottomesso col lavoro?

    Questi sono problemi vostri piccini ma ricordate che se qualcuno non comincia a ribellarsi anche i vostri figli diventeranno dei sottomessi col tatuaggio e con stipendi vergognosi.

    Comunque io di lavoro faccio il recruiter di non sottomessi e devo dirti che non hai le qualità necessarie.

    No, inutile…lascia perdere…non fa per te…

    1. FTW says

      Secondo me il recruiter lo fai per rifondazione comunista, credimi non c’è bisogno di tirare in mezzo la politica in qualsiasi discussione, a meno che non si abbia un preciso interesse nel farlo. Purtroppo non hai capito (non hai voluto capirlo) lo spirito del mio post, nessuno parla di sfruttamento da 5 € lordi/ora per lavorare 13 ore al giorno senza contratto, formazione o sicurezza sul luogo di lavoro, parlo di ben altro, contratti stabili con possibilità di indeterminato dopo pochi mesi, Invece tu parli di sfruttamento citando a memoria qualche manifesto ma in realtà non sai di cosa parli, però io non ti attacco come fai tu per frustrazione verso il mondo dei “padroni” (non sembra ma mi dispiace sul serio), Ti dico invece che hai pienamente ragione al punto 2, a patto che la persona abbia qualcuno che possa dargli da mangiare, allora si che posso fare il “Bertrand Russel” della situazione, scrivendo che non bisogna farsi sfruttare da quei mascalzoni dei padroni, però a 2 metri da me ci sono gli operai che si spaccano la schiena in miniera per 12 ore al giorno per farmi fare la bella vita. Quelle persone sono le stesse che ti hanno dato un’istruzione, ti hanno dato da mangiare e non ti faranno mai fare la guerra per il grano. Bisogna avere più rispetto per quella categoria di “sottomessi” come li chiami tu (ormai in via di estinzione) che non hanno mai conosciuto l’opulenza come il ragazzo dell’articolo, che non avendo trovato lavoro da laureato nel suo settore (crisi? mancanza di attitudini? ha scorreggiato durante il colloquio? non gli piaceva il contratto?) si sfoga contro la cattiva Ryanair che non vuole riconoscergli il valore economico che secondo lui meriterebbe. Nessuno dice che è piacevole fare certe cose, o che si è contenti della situazione attuale che vive il paese, certo se non vivessimo fino a 30 anni a casa con i genitori magari potremmo imparare ad apprezzare anche questi lavori e dire cara grazia, dato che ho visto con i miei occhi situazioni ben peggiori di quella e ci sono persone che hanno 50 anni e ancora tanta voglia che non riescono a trovare perchè qualcuno li considera vecchi e fanno veramente la fame non sapendo se riusciranno a mangiare il giorno dopo.

      1. DesEsseintes says

        Cosa affastelli nozioni che hai letto sulla settimana enigmistica.
        Calmati e rifletti sullo sfogo del tutto inappropriato e fuori tema che hai scritto sopra.
        Quanto a me non ho alcun motivo di prendermela con i padroni che non ho e non avrò mai e non c’entro niente con rifondazione comunista.
        Hai degli schemini da quattro soldi che ti servono per accontentare i tuoi di padroni (perché tu i padroni sopra di te li hai e li avrai finché campi, amico mio); usali nel tuo bellissimo lavoro ma non metterli in mezzo in discorsi che non hai capito.

        Le tue mielose considerazioni sulla sfortuna dei poveri cinquantenni disoccupati con le quali cerchi goffamente di rimediare alla figuraccia che hai fatto sono molto poco convincenti alla luce di quel post ridicolo che hai deciso di pubblicare.

        1. FTW says

          Beato tu che hai chi lavora per qualche “padrone” e ti da da mangiare 🙂

          1. DesEsseintes says

            Ehehe…no tesoro mi spiace…so che ti rode fare lo schiavo ma io sono libero come un fringuello e non dipendo economicamente da nessuno.
            Povero recruiter rosicone

          2. FTW says

            hahaha ti voglio bene, hasta siempre! 😉

          3. DesEsseintes says

            Eheheh…è andato nel pallone, poveraccio…

          4. FTW says

            seeeee sarai figlio di imprenditori o manager, mandami un CV che un lavoro te lo trovo :-)))

          5. DesEsseintes says

            Ahahah…ma non ne azzecchi una, povero infelice…

            E a te ti mettono a scegliere la gente?

            E per forza che sei cosí pieno di rancore povera stella…

          6. Nat says

            Scegliere… Parola grossa.

      2. Nat says

        FTW ha scritto: “nessuno parla di sfruttamento da 5 € lordi/ora per lavorare 13 ore al giorno senza contratto, formazione o sicurezza sul luogo di lavoro, parlo di ben altro, contratti stabili con possibilità di indeterminato dopo pochi mesi”.

        Dimmi la paga media che offrite ai vostri clienti/lavoratori, LOL .
        E, se lo sai, dimmi le reali condizioni lavorative a cui sono sottoposti.

        Ps: Io in azienda ci sto, a differenza dei recruiter.

        1. FTW says

          Mi dispiace seriamente che hai trovato solo questo tipo di situazioni nella tua area geografica, purtroppo ce ne sono tante ma non bisogna genralizzare. Per come scrivi sembri un ragazzo/a abbastanza giovane, probabilmente sotto i 30 anni. Hai ancora tutta una vita davanti non devi vivere con il rancore, quello ti fa solo male.

          1. DesEsseintes says

            Poveraccio…LOL

            Senti umile gnomo…ho incontrato un recruiter ma erano altri tempi e io avevo meno di trent’anni quindi ero dieci volte più matto di adesso.
            Selezione con vari candidati che però sarebbero stati presi per la maggior parte perché ai tempi si assumeva tanto.
            Nella commissione al centro c’è una signora e io in piedi a rispondere.
            A un certo punto lei mi chiede:

            “A cosa sta pensando?”

            Erano altri tempi…e io avevo vent’anni…

            “A come si può sentire lei a dover decidere in due minuti della vita di ragazzi che potrebbero essere suoi figli”

            È restata a giustificarsi per cinque minuti buoni dando spiegazioni di tutti i tipi e io che le dicevo no ma ha ragione, capisco benissimo, il suo è un lavoro importantissimo…

            Ovviamente ci hanno assunti tutti meno mi pare uno o due con contratti talmente da favola che se te li raccontassi ti metteresti a piangere visto il lavoro di cakka che devi fare per mangiare.
            Mai avuti meno di tre mesi di vacanza all’anno, tanto per dirne una… 😀 …il recruiter…ihihihih…

          2. FTW says

            Hai detto bene, erano altri tempi. Comunque non hai visto niente, ci sono persone davvero “indegne” che fanno questo lavoro, qualcuna l’ho anche conosciuta ma non intendo entrare nei dettagli. Non si tratta di decidere della vita di qualcuno, non si muore se non si viene assunti, si tratta solo di trovare le persone più idonee per una determinata attività.

          3. DesEsseintes says

            Non hai capito una fava.
            Delle tue esperienze lavorative e di vita non gliene frega niente a nessuno.
            Ti sto solo dicendo che hai scritto un post da frustrato rancoroso, tutto qua.
            Un abbraccio, piccolino.

          4. FTW says

            dai che magari ti chiama una APl, tieni il cell acceso 🙂

  20. Primadellesabbie says
  21. fabtravel.altervista.org says

    Cari giovincelli che ci avvicinate al mondo del lavoro, dovete sapere che le generazione prima di voi nel secolo precedente HANNO LOTTATO DURAMENTE per ottenere di volta in volta minimi miglioramenti: le ferie l’orario di lavoro la mutua la pensione…..tutto e stato raggiunto a costo di lotte scioperi duri scontri e privazioni di salario durante gli scioperi o i licenziamenti.
    Come ogni cosa anche i diritti dei lavoratori hanno bisogno di manutenzione.
    Le ultime generazioni hanno totalmente ripudiato (spesso anche fisicamente) le generazioni precedenti e quello da queste ottenuto , primi fra tutti i sindacati ma anche la politica seria. Le ultime generazioni occidentali rigettano tutto ciò proviene dal recente passato compreso il sesso, pensando di sapere loro come si fa grazie al fatto che (credono0 di saper usare un cellulare che in breve sara vecchio e da buttare come la loro conoscenza.
    Talmente farlocchi da non capire di essere manipolati astutamente in maniera che sia loro a voler essere consumatori……. Ti piace volare a londra per 9,90 euro ? Come pensavi che fosse possibile? Eri convinto che Ryanair fosse una società di beneficenza?
    Ecco questo è il mondo che avete voluto dopo aver buttato via quello che vi era stato tramandato gratuitamente. Avete fatto una ricca colazione e adesso non sapete cosa mangiare a pranzo edallora andrete a mangiare cio che gli altri si sono messi da parte per cena: le pensioni saranno di chi ha lavorato una vita vengono tagliate continuamente per dare soldi a chi non ha mai lavorato e deve essere introdotto. Ma non preoccupatevi finiranno anche questi e non ci resterà che fare i profughi verso i paesi arabi o la Cina ……

Comments are closed.