Il Metodo Scientifico e il Cambiamento Climatico

Il Metodo Scientifico e il Cambiamento Climatico

Di Franco Maloberti per ComeDonChisciotte.org

Il clima sta cambiando, è evidente, e il passato indica che cambia da sempre. Ricordo le giornate di freddo polare di circa sessanta anni fa quando nella mite pianura padana si andò a meno 17 gradi centigradi. Tutto era gelato e il respiro diventava ghiaccio appena usciva di bocca. Ricordo anche la grande siccità di circa cinquant'anni fa che colpì la Somalia. A quel tempo ero coordinatore di ingegneria dell'Università somala e quel semestre venne annullato perché gli studenti vennero mandati in boscaglia per il salvataggio dei nomadi e per costruire villaggi. Erano per trasformare in stanziali i pastori nomadi ormai senza pecore e cammelli, morti di sete. Il loro governo organizzò per coordinatori, loro politici e ambasciatori due viaggi in elicottero e un traballante aereo, entrambi russi. E vidi la disperazione e la speranza.

Quello che intendo con questo scritto non è certo confutare gli effetti di grande sofferenza dell'umanità causati da repentini cambiamenti climatici o, forse, dall'epica lotta per l'energia, ma il metodo usato per spiegare le cause (e non per descrivere i fenomeni) e le medicine suggerite. Non dico che le cure non siano efficaci, dato che, forse, erano efficaci le danze della pioggia degli antichi stregoni. Dico questo, e lo dico con una certa rudezza, perché sono da sempre un fanatico del metodo scientifico, quello usato da Galileo Galilei.

Il metodo scientifico utilizza prove e sperimentazioni per stabilire i fatti in modo oggettivo. I passaggi base sono l'osservazione, l'ipotesi, la previsione, la sperimentazione, e l'analisi dei risultati. La richiesta chiave è di fare esperimenti con diversi valori in ingresso e diverse condizioni al contorno. I risultati debbono poi verificare l'ipotesi. Ovviamente, è possibile utilizzare il metodo scientifico solo per fenomeni verificabili.

In passato molti filosofi hanno dibattuto sulla scienza. All'inizio abbiamo avuto i filosofi greci. Platone si interessò del mondo razionale. Socrate analizzò la conoscenza usando la maieutica, Aristotele utilizzò logica e metafisica. Successivamente, durante il Rinascimento, Francis Bacon si concentrò sul ragionamento induttivo; Isaac Newton ha utilizzato sia il ragionamento induttivo che quello deduttivo; Galileo Galilei ha sottolineato la necessità di avere ripetibilità dei risultati.

Pamela Irvin Lazorko, nel suo articolo "Science and non-Science" [1] spiega

Il metodo scientifico procede dai dati raccolti osservando i fenomeni. Sulla base delle osservazioni, il ricercatore formula un'ipotesi, un'idea che spera di spiegare le osservazioni. Idealmente, un esperimento scientifico per verificare un'ipotesi cerca di controllare le variabili che si pensa influiscano sull'esito dell'esperimento, variando solo un singolo elemento alla volta della situazione sperimentale in modo che l'effetto di questa singola variabile sui risultati possa essere misurato o osservato. L'analisi dei risultati sperimentali potrebbe quindi mostrare che l'ipotesi originale è sbagliata, nel qual caso viene scartata, e viene sviluppata e verificata un'ipotesi alternativa. Nel caso in cui un'ipotesi non sia smentita dai risultati sperimentali, potrebbe costituire la base per una teoria che spieghi il fenomeno. La scienza attribuisce importanza anche alla pubblicazione di esperimenti, in modo che possano essere ricreati da altri ricercatori, dimostrando la coerenza delle osservazioni dichiarate e in modo che possano eventualmente perfezionare ulteriormente il processo.

Si noti che la descrizione raccomanda il cambiamento di una sola variabile e la verifica che i risultati sperimentali corrispondano alle equazioni o al modello. Gli esperimenti debbono essere poi ripetuti per una verifica fatta da altri.

Lo stesso articolo descrive la non-scienza o la pseudo-scienza come:

"Non-scienza" significa più di ciò che è antitetico alla scienza. In quanto fonti della conoscenza umana, gli approcci non scientifici come la filosofia, la teologia e l'arte hanno utilmente guidato visioni del "perché" della nostra esistenza, delle nostre interazioni reciproche o della moralità/etica definita. Al contrario, l'etichetta "pseudo-scienza" comprende i tentativi di rivendicare un mantello di verità con sforzi che, sebbene ai profani possano sembrare scientifici, mancano di verificabilità e della vigorosa revisione tra pari inerente al processo scientifico. L'astrologia, ad esempio, ha un insieme di regole e concetti sottostanti che non possono essere testati. La vaghezza delle sue previsioni evita la falsificazione proprio perché ambigue.

Con la mente intontita dalle suddette definizioni, forse perché sono un po' antiquato, ho classificato molti degli studi climatici come pseudo-scienza. Le ragioni: le grandezze in ingresso non possono essere modificate per verificare le ipotesi. Il sole non è, ad esempio, così gentile da cambiare il flusso energetico a richiesta. Le condizioni al contorno sono misurate con grande approssimazione. Gli esperimenti non possono essere ripetuti e verificati. Per comprovare la mia singolare opinione consideriamo i computer la cui enorme potenza di calcolo è di grandissimo aiuto. Le equazioni fondamentali della fisica e di altre discipline scientifiche si applicano solo per determinate condizioni "ideali". Inoltre, le leggi fisiche comprendono svariati parametri (le costanti fisiche - o variabili) che debbono essere misurati con esperimenti. Quando il sistema si complica, devono essere fatte deroghe alle leggi fondamentali usando equazioni correttive basate su parametri che, però, non hanno significato fisico e il loro valore deve essere trovato con altri esperimenti. Questo è ciò che accade, ad esempio, per modellizzare un transistor. Il modello iniziale basato su leggi fisiche è stato "aggiustato" con parametri il cui valore viene stabilito da centinaia o migliaia di misure sperimentali di fitting. Usare parametri sbagliati o semplicemente inaccurati porta a descrizioni bizzarre con risultati fantasiosi. L'avere computer potenti non aiuta se si usano modelli inadatti; spesso il "miglioramento" aggiunge complessità. Il risultato è che si capisce ancora meno cosa succeda.

È appunto questo è quello che, ritengo, è successo in climatologia. La presentazione di Susan Solomon Co-Chair del WG I - IPCC fatta alla Royal Society di Londra nel marzo 2007 mostra i risultati di 23 modelli con andamenti simili e con tante belle zigrinature temporali e predizioni di variazioni di temperatura al centesimo di grado (accuratezza non raggiungibile con misure reali). Dato che gli esperimenti li fa la natura (uno solo, in realtà) e le grandezze di ingresso sono un tantino imprecise (tipo l'energia che arriva dal sole o dal sottosuolo), mi sono chiesto: dato che i 23 modelli usano risoluzioni diverse e introducono parametri diversi, almeno due a testa, come si fa ad ottenere 46 valori dai pochi esperimenti che ci regalano il sole, le nuvole e, forse, la luna? E le zigrinature temporali chi le ha fatte? Come si fa ad ottenere risultati tutti concordanti (o concordati)? Nella presentazione di Susan Solomon c'è anche il famoso e controverso grafico "mazza di Hockey" "inventato" da Michael Mann della Penn State University, che prevedeva un incremento esagerato delle temperature. La vicenda ha avuto strascichi legali, perché un altro climatologo Tim Ball lo aveva offeso. La cosa si è risolta con una archiviazione, ma Mann ha dovuto pagare le spese di giudizio dato che si era rifiutato di fornire i dati che avevano generato il suo grafico (negata verificabilità). Una cosa interessante nella presentazione di Susan Solomon è la foto di un orso stanco appoggiato su un blocco di ghiaccio. Forse il messaggio era che il poverino sentiva i cambiamenti e, casomai, non sapeva nuotare? In compenso c'era una bella interpolazione lineare su un periodo di venti anni, e altri grafici su intervalli di trenta quarant'anni, quando si parla di tempistiche di diverse centinaia o migliaia di anni.

Incuriosito ho fatto anche un po' di ricerca sul Web e mi sono imbattuto in un corposo articolo che descriveva i modelli 11 e 12 dell'IPCC 2007. Scritto da 42 autori (primo autore T. L. Delworth) di 8 diverse istituzioni sparse per il mondo, spedito alla rivista "Journal of Climate" l'8 dicembre 2004, fulmineamente revisionato e rivisto in forma finale il 18 marzo 2005. L'articolo, il primo di una serie di quattro, illustra le "migliorie" introdotte rispetto al precedente modello LM2.0, dice, tra l'altro:

In secondo luogo, il Mar Caspio è ora trattato come un tipo speciale di superficie terrestre. Ciò è necessario poiché il Mar Caspio non è incluso come parte del modello oceanico e non esiste un modello lacustre all'interno di LM2.0. Il Mar Caspio è mantenuto come una superficie satura; se l'acqua per qualsiasi griglia nel Mar Caspio supera la saturazione, l'acqua in eccesso è trattata come deflusso e viene indirizzata verso il punto oceanico corrispondente alla foce del fiume Indo. Al contrario, se l'acqua in qualsiasi punto della griglia nel Mar Caspio è inferiore alla saturazione, si sposta sufficiente acqua dolce istantaneamente dall'oceano alla foce del fiume Indo al Mar Caspio per mantenere la saturazione. Così, il modello atmosferico vede il Mar Caspio come una superficie satura, mentre viene mantenuta la conservazione globale dell'acqua

Specifica anche:

In terzo luogo, il modello del terreno è stato modificato per sopprimere l'evaporazione dal terreno quando il suolo è ghiacciato a una profondità di circa 30 cm. Ciò ha un impatto significativo sul riscaldamento riducendo l'evaporazione, e quindi la nuvolosità, a latitudini più elevate dell'emisfero settentrionale durante la tarda primavera e l'estate, con conseguente aumento della radiazione a onde corte in superficie e temperatura dell'aria vicino alla superficie più calda. Tuttavia, questo cambiamento contribuisce anche a un assottigliamento del ghiaccio marino artico, che amplifica una tendenza esistente verso il ghiaccio marino artico sottile (descritto di seguito).

E i parametri?

"Ciò è stato ottenuto attraverso un aumento del 45% (da 4,7 × 10−6 s−1 a 6,8 × 10−6 s−1) nello schema cloud del parametro che controlla il tasso di erosione delle nubi in condizioni convettive." " il valore della soglia del raggio di caduta delle nuvole per l'inizio della formazione delle gocce di pioggia è stato ridotto da 10,6 μm in AM2.0 a 8 μm in AM2.1" "il parametro che controlla il tasso di erosione delle nuvole in condizioni convettive è stato aumentato del 18% (da 6,8 × 10−6 s−1 in AM2.0 a 8 × 10−6 s−1 in AM2.1)."

Passi prendere acqua dal mar Caspio e farla volare per 2500 kilometri fino all’oceano Indiano (o viceversa), ma cambiare un parametro del 45% mi sembra una esagerazione.

Consideriamo ora gli aspetti del suolo studiati anche nel modello 13, che, in base a quanto dice il capitolo 8 del rapporto IPCC 2007 Climate Models and their Evaluation" [3] usa l'articolo "Improved Ground Hydrology Calculations for Global Climate Models Soil Water Movement and Evapotranspiration" di F. Abramopoulis, C- Rozenweiz, B. Choudhuri, Journal of Climate, 2008 [4]. È uno studio dettagliato con tante equazioni. Suppone che la legge di Darcy sia valida su tutto il sottosuolo (perché?), e lo modellizza in strati con diversa permeabilità che cambiano a gradino. Suppone poi che a certa profondità sia impermeabile (?). Per la soluzione delle equazioni nel tempo usa un metodo implicito che garantisce stabilità, ma, come noto, non è molto preciso. L'articolo usa poi un fitting logaritmico al (solo) secondo ordine usando dati di comunicazioni personali. Dice poi, anche se la matric potential e la hydraulic conductivity mostrano isteresi, l'effetto è trascurato per semplicità.

In aggiunta ai due articoli ho esaminato anche altri tratti dai riferimenti del capitolo 8 del rapporto IPCC-WG1 2007. La maggioranza usa tante equazioni ma le soluzioni usano approssimazioni e parametri anche forniti da altri. Le costanti fisiche usate non sono accurate. Ad esempio [5] usa per la densità del ghiaccio 917 kg/m-3, ma, a quanto pare il valore non è così preciso; secondo [6], se si parla di giaccio marino si va da 720 a 940 kg/m-3. Nello stesso articolo [5], di grande complessità matematica, si legge tra le altre cose:

They are therefore approximated with forward or backward differences, rather than centered three-time level forms (pag. 9). Sono allora approssimate con ...

Rain has no effect on sea ice or snow in the model (pag. 173). La pioggia non ha alcun effetto sul giaccio salino o la neve salina ...

However, it is critical that the sum of the fractions never exceeds one, otherwise ice formation might become unstable (pag. 179). ... altrimenti la formazione di ghiaccio potrebbe diventare instabile

For simplicity no shortwave radiation is allowed to penetrate through snow and all of the near-infrared radiation and 30% of the visible radiation is assumed to be absorbed at the surface of sea ice (pag.181). Per semplicità radiazioni a corta lunghezza d'onda non penetrano nella neve e si assume che la radiazione visibile e il 30% della radiazione infrarossa sia assorbita sulla superficie del ghiaccio marino.

Un'altra caratteristica dei modelli è che affrontano aspetti diversi separatamente e poi i vari risultati vengono collegati per un risultato supposto coordinato. Come noto, per sistemi non lineari non vale la regola della sovrapposizione degli effetti.

Mi sono concentrato su quanto esisteva nel 2007, perché fin d'allora si diceva che

"Il riscaldamento è inequivocabile e la maggior parte del riscaldamento degli ultimi 50 anni è molto probabilmente (90%) dovuto all'aumento dei gas serra" (slide 30 della presentazione Solomon).

Quanto sopra è un piccolo spaccato della attuale situazione. Ci sono tutti gli aspetti della natura umana e, in particolare, quello che gli psicologi chiamano la sindrome di Icaro: quel desiderio di andare sempre più in alto, inseguendo il mito che risponde a un interrogativo di cruciale importanza per l'umanità: "spiegare perché qualcosa esista o accada". La ricerca della spiegazione, però, esula dagli insegnamenti del metodo scientifico ed è sostituita da una risposta surrogata creata dal computer e da verifiche ipotetiche. Si è creato un meta-modello, una sorta di icona religiosa, che potrebbe anche corrispondere al vero (e questo lo sapremo tra diversi decenni o secoli), ma che sfugge alle regole imposte dal metodo scientifico.

Il tutto è stato poi spinto da ingentissimi finanziamenti che hanno prodotto decine di migliaia di articoli impossibili da districare. Tutti quei soldi sono motivati, probabilmente, da obiettivi politico-strategici, primo tra questi, il controllo dell'energia. Non credo che siano stati gli studi sul clima quelli che hanno guidato le decisioni dei policy maker, ma che siano stati certi policy maker che hanno chiesto di fare studi per "convincerli" a prendere certe decisioni. Per questo hanno erogato copiosi finanziamenti per strumenti, sempre più sofisticati, che sembrano le piume e la cera delle ali costruite da Dedalo per il figlio Icaro.

Di Franco Maloberti per ComeDonChisciotte.org

25.11.2022

Franco Maloberti ha conseguito la Laurea in Fisica (con lode) presso l’Università di Parma, Italia, nel 1968, e il Dottorato Honoris Causa in Elettronica da Inaoe, Puebla, Messico, nel 1996. È stato Professore di Microelettronica presso l’Università di Pavia, è stato il TI/J. Kilby Analog Engineering Chair Professor presso la Texas A&M University e Distinguished Microelectronic Chair Professor presso l’Università del Texas a Dallas. Attualmente è Professore Emerito presso l’Università di Pavia, e Professore Onorario all’Università di Macao, Cina SAR. Ha più di 600 pubblicazioni scientifiche, ha pubblicato dieci libri ed è titolare di 40 brevetti. È il Direttore della Divisione I dell’IEEE, è stato Presidente dell’IEEE CASS e dell’IEEE Sensor Council. Ha anche servito l’IEEE in numerose posizioni di responsabilità. Nel 1999 ha ricevuto l’IEEE CAS Society Meritorious Service Award, la CAS Society Golden Jubilee Medal nel 2000 e la IEEE Millenium Medal. Ha ricevuto l’IEE Fleming Premium nel 1996, l’ESSCIRC 2007 Best Paper Award e l’IEEJ Workshop 2007 e 2010 Best Paper Award. Ha ricevuto il premio Mac Van Valkenburg della IEEE CAS Society 2013. È Life Fellow di IEEE.

NOTE BIBLIOGRAFICHE

[1] https://philosophynow.org/issues/96/Science_and_Non-Science

[2] T. L. Delworth er al. "GFDL's CM2 Global Coupled Climate Models. Part I: Formulation and Simulation Characteristics" Journal of Climate, Vol. 19, N. 5 (March 2006), pp. 643-674.

[3] IPCC Climate Change 2007 - Chapter 8 Climate Models and their Evaluation.

[4] Abramopoulos et al. "Improved Ground Hydrology Calculations for Global Climate Models (GCMs): Soil Water Movement and Evapotranspiration", Journal of Climate

Vol. 1, No. 9 (September 1988), pp. 921-941.

[5] Description of the NCAR Community Atmosphere Model (CAM 3.0) https://www.cesm.ucar.edu/models/atm-cam/docs/description/description.pdf

[6] G. W. Timco, R. M.W. Frederking "A review of sea ice density", Cold Region Science and Technology", Elsevier, 1996.

Commenti (52)

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Mostra commenti 52 caricati
    1. lurker 28 novembre 2022

      Ottimo articolo, grazie all'autore per il suo lavoro e alla redazione per averlo pubblicato. Non ne potevo piu' di sentire "lo dice la Scienza" ed altre simili amenita'.

      La discussione sulle varie approssimazioni e manipolazioni dei parametri mi ha fatto venire in mente la famosa barzelletta del cavallo sferico... che peraltro, nella versione che mi avevano raccontato, funzionava :-)

    1. XL 26 novembre 2022

      Con il classico linguaggio scientifico e gli eufemismi usati sulle riviste a revisione paritaria, il professore ha semplicemente detto che la congettura del riscaldamento antropico - per quel che se ne può sapere - è una cagata pazzesca.

      La cosa interessante però non è la conclusione, ma il fatto che sedicenti scienziati pur di convalidare un risultato pregiudizialmente stabilito, non si facciano scrupolo di violare il metodo scientifico, arrangiando una cosa qua e saltando a piè pari una cosa là: si comportano da ciarlatani senza vergogna, ma vengono presentati dai media (finanziati dai soliti noti) come "la voce della comunità scientifica".

      Nessuno ha visto procedimenti simili col covid?

    2. emilyever 26 novembre 2022

      Io:), ma dal punto di vista che non ne posso più di questi modelli matematici che dovrebbero spiegare tutto e che invece mostrano crepe. Proprio qualche giorno fa avevo letto su La Verità la sintesi dell'intervento di Ioannidis (come è noto l'epidemiologo di Stantford numero 1 al mondo per hp index) che invitato a Torino in un convegno sulla gestione della pandemia dal punto di vista sociologico,aveva detto che l'Imperial college aveva preparato due modelli che gli erano stati anche sottoposti : il primo dimostrava che il lockdown avesse salvato vite, il secondo che invece fosse stato ininfluente, anzi dannoso. Avevano concordato che il secondo fosse più corretto, ma poi, inspiegabilmente (?) è stato diffuso il primo. L'imperial college di Ferguson si era già distinto per modelli previsionali di milioni di morti per sars cov 1 e Mers, assolutamente sballati.
      Il fatto dei dati concordanti nei vari modelli di cui si parla nell'articolo mi ha ricordato poi l'obiezione che avevano fatto subito gli analisti dell'articolo di Lancet nel meggio 2020 in cui si sosteneva che l'idrossiclorochina in tutte le parti del mondo nell'epidemia di covid aveva provocato morti e danni al cuore. Ebbene, i dati erano troppo omogenei per età, continenti, struttura fisica ed etnia. Poi vennero subito le prime denunce che portarono al ritiro dell'articolo per dati completamente inventati.

      Per quello che riguarda il clima sapevo che i modelli matematici presentati non riescono a spiegare i dati del passato, anzi li contraddicono.

    3. FrancoMaloberti 27 novembre 2022

      Calma, ci sono modelli e modelli. Quelli che rispettano il metodo scientifico sono affidabili, anche se usano decine di parametri. Le previsioni del comportamento di un circuito integrato sono precise, e la resa di fabbricazione è ben alta. Si fanno le simulazioni sul possibile comportamento prima della fabbricazione perché un errore di progetto costerebbe rifare le attrezzature (maschere ottiche) che costano svariati milioni. I modelli prevedono correttamente perché sono verificati con tantissime misure sperimentali su circuit costruiti ad hoc per quella certa tecnologia. Le misure e i modelli tengono anche conto delle variazioni di comportamento per le inaccuratezze del processo di fabbricazione (corner).

      I modelli dell'elettronica sono una cosa seria!

    4. emilyever 27 novembre 2022

      Non lo metto in dubbio se fatti seriamente, ma quando, ipotizzo, devono dimostrare già una tesi suggerita dal potere politico, se permetti, ho qualche dubbio

    1. FrancoMaloberti 26 novembre 2022

      Il problema primario non è il clima ma il consumo di energia e il suo dominio. Per quello il paziente (ma non tutti) muore.

    1. IlContadino 26 novembre 2022

      I commenti mi hanno dissuaso a leggere l'articolo, mi scuso, di solito non scrivo senza aver letto.
      E mò la sparo!
      Le bizze climatiche non sono di origine antropica, tanto meno naturale. Dietro al fenomeno c'è lo "zampino" altro, sempre quello, sempre lo stesso zampino. E noi qui a discutere e discutere e discutere. Teniamo sempre in mente il parallelo con l'allevamento. Un bel giorno l'allevatore si accorge che tenendo accese le lampade anche di notte le galline producono più uova; e luce fu. Chissà cosa ne pensano le galline, magari alcune di loro si sentono responsabili del cambiamento, mah.
      Se c'è una bizza climatica c'è di certo un valido motivo, a noi complottisti l'arduo compito di scoprirlo, ma stavolta la vedo dura;-))

    2. Rnamessaggero 26 novembre 2022

      Anche tu col tuo monopattino che gli altri sono tutti da buttare. In effetti pedalare in bicicletta è anti eco, finisce che respiri il doppio come quando si ragiona per confrontarsi con chi pedala per superare i ragionamenti che incontra. Senza unione non c'è forza ma con l' unione diventi comunista, lo stesso monopattino per tutti.
      L'articolo sopra, non lo dice perché anche CDC è complice, ma tratta il problema come se la colpa fosse del virus e non del Green pass 😉.
      Hasta compagnero, la soluzione ce l'abbiamo quando elaboriamo il problema sapendo che ne abbiamo due, come le uova a due tuorli: troppa "luce" nei pollai di comando. Mangi pollo e diventi cieco, com'è possibile, la scienza non spiega tutto, benvenga quindi Enri Potte la quattrocchia con la magia.

    3. Ricciardo 26 novembre 2022

      un po' come mangiare la pizza partendo dalla crosta circostante e poi per sazietà tralasciare il cerchio centrale ben guarnito.

    1. Luca VFR 25 novembre 2022

      Oltretutto la Terra, lo dicono i geologi non io, ha avuto parecchi periodi in cui la concentrazione di CO2 era ben più alta dell'attuale. Dato che siamo qua a discuterne credo che la concentrazione di CO2 sia un NON-problema, ma un ottimo modo per monetizzare il solito schema Ponzi adattato alla novella sensibilità ecologica. E l'ecologia è, ricordiamolo sempre, la scienza degli echi.

    2. Fedeledellacroce 26 novembre 2022

      Bravo.
      Monetizzano eccome.
      Qui pagano 70 euro l'anno per ettaro se si sottopone a conservazione forestale.
      Ci sono i soliti ricchi e promotori della truffa che hanno acquistato migliaia di ettari..... il proprietario di Swatch, un ex presidente della repubblica e socio di Al Gore, etc....
      Quindi quando un'industria, o un'impresa vogliono esibire il bollino "carbon neutral", non é che non producono CO2, ma semplicemente comprano "aria pulita (fritta)" da chi conserva il bosco. E continuano a intossicare il prossimo, felici di essere progressisti.
      Limortacciloro!

    3. Rnamessaggero 26 novembre 2022

      Quindi i geologi onesti dicono che quando la terra aveva un vulcano ogni 100 metri la co2 era altissima, figo.

    1. Primadellesabbie 25 novembre 2022

      Mancava proprio il castello di supposizioni e ipotesi relative al clima per armare la mano dei malintenzionati che vogliono cambiarci l'esistenza a modo loro!

      Viene da pensare con tenerezza e nostalgia alle manifestazioni dell'Esercito della Salvezza contro l'alcool all'uscita dalle miniere.

    2. Rnamessaggero 25 novembre 2022

      Non sarai di quelli che crede di essersi scelto come vivere spero. Io volevo andare a cavallo, uscire dal lavoro e con un fischio vedermi arrivare Furia cavallo del uest , ma non trovando stazioni per il fieno ho comprato un'auto e me la faccio a piedi sino al parcheggio, lo so potrei comprare un monopattino elettrico ma non impennano, non hanno potenza e io col due ruote che non impenna non posso crearmi l'illusione di avere un cavallo.
      No perché poi gli alcolizzati diventavano violenti con le mogli i figli, risse varie, all' esercito non interessava il fegato del minatore, bastava capire, lo stesso problema di tanti oggi, non capiscono, e grazie a loro diventiamo tutti guidati con una scusa o con un'altra: poco cambia se non si forniscono risposte all'altezza.

    3. Primadellesabbie 25 novembre 2022

      Da giovane mi è accaduto più volte di scoprirmi a riflettere su dove fossi capitato, e ho cominciato presto a rendermi conto che c'era da preoccuparsi della direzione che potevano prendere, tutte assieme, le menti degli altri.

      L'alcool glielo davano da ragazzini per ridurre la crescita, per via dell'altezza delle gallerie e dei cunicoli, e pazienza per il fegato.

      Poi, quando gli sarebbe servito per dimenticare almeno per qualche ora, prediche su prediche.

      I cavalli notoriamente inquinano per via di certe esalazioni fisiologiche, e guastano terribilmente il clima, specie quelli del uest, le macchine ne hanno intere mandrie nascoste sotto il cofano, ma adesso basta: solo automobili a pile.

      I monopattini non si impennano ma strillano maledettamente forte, almeno quello che ho sfiorato posteggiando la bicicletta. È uscito da un negozio un tale inviperito, con lo smart che gli aveva segnalato la 'tragedia'...per fortuna lo conoscevo, per rabbonirlo ho chiesto informazioni del gioiello, non l'avessi mai fatto, ora so tutto: solo il suo...gli altri sono da buttare!

    4. Rnamessaggero 26 novembre 2022

      solo il suo…gli altri sono da buttare!

      Credo tu abbia centrato il problema e senza dover scavare più di tanto.
      L' alcol per non crescere ho sempre creduto fosse una presa in giro, grazie per il rinfresco.

    5. Primadellesabbie 26 novembre 2022

      Non escludo sia una presa in giro, stante che lavoro dei bambini e assunzione regolare di alcool erano collegati.

      Con breve ricerca ho comunque trovato:

      "Other studies found evidence for disruptions in stature, weight distribution, and a risk for nutritional deficiencies."

      Da qui:
      https://arcr.niaaa.nih.gov/volume/38/2/alcohol-and-puberty-mechanisms-delayed-development

    1. Rnamessaggero 25 novembre 2022

      La CO2 crea effetto serra ? I combustibili fossili creano co2 ? È aumentata la CO2 nell' atmosfera rispetto alle percentuali antecedenti l' uso massivo di combustibili fossili ? Semplici domande per semplici risposte senza tante equazioni. Nessuno ha prove scientifiche mi va bene, la cosa certa è che allo stato attuale, che sia vera la tesi antropica o quella naturale, il petrolio tra qualche decennio comunque finirà, ma anche se finisse ieri, e fosse il responsabile dell' aumento del clima, per un bel po' di anni sarebbero Titanic da fermare remando contro con un cucchiaino. Leggevo negli anni '80 le previsioni sull' aumento del clima causa CO2 in eccesso e disboscamenti pure, ma non erano scienziati, era solo gente che ci azzeccava per caso, lo stesso caso che fa morire un appena "vaccinato" nell' hub.

    2. XL 26 novembre 2022

      1) La CO2 non può essere considerata veramente un gas serra perché ha un intervallo strettissimo di assorbimento degli infrarossi e va subito a saturazione. Tradotto data una quantità molto bassa di CO2 in atmosfera, puoi aumentarla dieci volte tanto che non fa più nessun effetto.
      2) I dati storici ci dicono che PRIMA aumenta la temperatura e POI, 800 anni dopo, aumenta la CO2. E questo da qualche milione di anni, ben prima che ci fossero le industrie (le quali comunque aggiungono alla CO2 di origine naturale un misero 1% scarso).
      Se ci pensi il 1300 è stato un periodo caldo, i ghiacciai sulle alpi non c'erano (abbiamo testimonianze dei Walser che portavano le mucche al colle del Teodulo 3500 m) e guarda caso adesso, cioè 800 anni dopo, è aumentata la CO2 in atmosfera.

      Spero che siano semplici risposte a semplici domande.

    3. Rnamessaggero 26 novembre 2022

      Le prendo per buone, il tono è convincente e non sei il primo che riporta questi fatti. Purtroppo dovrò documentarmi ulteriormente e di campane da ascoltare ce ne sono veramente tante.

    1. LuxIgnis 25 novembre 2022

      Sia che il riscaldamento sia di origine antropica (dubbio) o di origine naturale (più probabile) non ci si può fare nulla.
      Se è di origine antropica per poter fare qualcosa bisognerebbe riportare tutta l'umanità a un'epoca preindustriale e capisci da solo che questo non è possibile. Morirebbero miliardi di persone.
      Se è di origine naturale va da solo che non si può far nulla. Mica pretendiamo di comandare il sole o chissà che altro della natura?
      Bisognerebbe solo accettare le cose e regolarsi di conseguenza, ma per farlo bisognerebbe cambiare il sistema dominante in toto.

    2. Fedeledellacroce 26 novembre 2022

      Moriremo tuttiiii!!!
      Tipo Ice Age, il cartone animato....
      Come ti piace farla tragica, Vincé.
      Dai che la vita é un dono e questo mondo é fantastico, Basta aprire gli occhi.
      Poi se seguire le notizie ti rende cosí catastrofista, ti consiglio di non aprire 'u combiuter....

    3. LuxIgnis 26 novembre 2022

      Non moriranno miliardi di persone per il riscaldamento climatico. Moriranno perché l'uomo non ha più capacità di adattarsi, moriranno perché il sistema impedisce l'adattamento.
      Altrimenti non succederebbe nulla: alcune zone verranno abbandonate, e altre popolate. Tutto qui. È probabilmente già successo.
      A meno che tu non pensi veramente che diventeremo una palla di fuoco. Succederà anche questo ma molto più in là probabilmente.
      Ma se si interrompe la tecnologia drasticamente, allora sarà un'ecatombe.

    1. Nestor Halak 25 novembre 2022

      Capisco di essere irriverente e probabilmente inopportuno,ma mi viene da chiedermi: l'autore voleva farsi capire e far passare un messaggio o non voleva farsi capire per apparire figo?
      Mi pare che il succo sia: il riscaldamento globale di origine antropica non è scientificamente provato.

    2. LuxIgnis 25 novembre 2022

      Beh è molto tecnico, ma d'altronde se si vuole confutare alcune tesi bisogna anche specificare le cose.
      Questo è più semplice e illustra varie contraddizioni e miti sul presunto riscaldamento a opera dell'uomo (in inglese):
      https://www.globalresearch.ca/copenhagen-and-global-warming-ten-facts-and-ten-myths-on-climate-change/16467

    3. Ricciardo 25 novembre 2022

      Concordo Lux; peraltro il prof. Maloberti ha scritto alcune volte su questo sito guadagnandosi legittimamente la mia attenzione e stima. Arricchisce questo spazio che a volte, recentemente, viene occupato da articoli redatti da persone pavoneggianti che ho imparato a saltare a pié pari. Oplà.

    4. maghi 26 novembre 2022

      io, fossi uno scienziato, mi vergognerei a pubblicare tali articoli ambigui. Zichichi affronta il GW da un punto di vista ben più scientifico, cioè afferma che la scienza del clima è troppo complessa per essere inquadrata con le equazioni e se ne tira fuori, ma i dati sono incontrovertibili. Mai nella storia della terra si è visto un cambiamento così repentino come quello antropico, nemmeno colla fine dell'era dei dinosauri che è durata 2 mln di anni. Poi conosco purtroppo l'onestà intellettuale di tanti scienziati, pronti a vendersi per una forcata di noci, specie tra quelli che primeggiano. Galli, Bassetti proprio tra i recenti esempi, insegnano. Le prove non mancano, come la diminuzione della temperatura di 2° alle quote aeree in USA per la repentina interruzione del traffico commerciale successivo alle torri gemelle o il riscaldamento bestiale di questa estate colla ripresa delle attività umane post pandemia. Sì, lo so, sono tutte intuizioni non inquadrabili nella scienza con equazioni lunghissime, ma l'intuizione del montanaro che alla fine dell'inverno ha visto calare meno la catasta di legna di aver avuto un inverno meno gelido del solito, è il metodo scientifico di Galilei e scusate se è poco. Poi uno ci può cercare di costruire sopra le equazioni che vuole, ma non può dire che il fenomeno per questo non esiste.

    5. FrancoMaloberti 26 novembre 2022

      Beh, da un redattore mi sarei aspettato una maggiore capacità analitica. Io apparire figo? Ma va', gatto silvestro. Io ho fornito tutti i puntini. Rilegga e li colleghi!

    6. FrancoMaloberti 26 novembre 2022

      Commento da credulone e da disattento lettore. Non ha capito che quello che dico è in aggiunta a quello che dice Zichichi. Lui sottolinea l'effetto delle equazioni non lineari, come quelle di Navier-Stokes, che porta al cosiddetto effetto farfalla. Io ho solo esaminato le approssimazioni fatte nei modelli e nelle soluzioni numeriche. Queste sono talvolta grossolane e, comunque, non hanno la accuratezza necessaria per giustificare le previsioni a medio termine. Tutti quei modelli sono stati usati per le indicazioni ai policy maker.Lei crede davvero che prendere acqua da mar Caspio e spostarla nell'oceano indiano a 2500 chilometri sia una buona soluzione per un modello serio? Liberare il cervello dalla mantra del riscaldamento globale è difficile ....

    7. Rnamessaggero 26 novembre 2022

      Capisco, era difficile anche 40 anni fa far capire che vi stavamo andando incontro, figuriamoci adesso col caldo che fa cercare di convincere i bidimensionali a 36° all' ombra che in realtà e in base alle formule i 36° sono solo percepiti in verità siamo a -10°.
      Certi scienziati sono come quelli che rubavano i soldi da sotto al materasso per poi dire, che chi legge i giornali, deve sapere che l' inflazione si mangia i soldi. ( Cit. Totò/Peppino de Filippo )

    8. Nestor Halak 26 novembre 2022

      Opps, il professore mi ha beccato nella mia intemperanza! La mancanza di capacità analitica deriva forse dal fatto che non sono un vero redattore, invio solo qualche articolo che eventualmente viene pubblicato. Vezzo che mi è venuto da quando hanno preso a rinchiudermi in casa.
      Prometto che collegherò i puntini, ma forse in questa sede non guasterebbe fornire la figura, pur se scientificamente meno accurato.

    9. FrancoMaloberti 26 novembre 2022

      La figura è una serie di pozzi di petrolio e la smania di impossessarsene. La figurina dietro è una folla enorme che usa le dita e non il cervello.

    10. Nestor Halak 26 novembre 2022

      E questa figura, intendo più i pozzi che non le dita degli sciocchi, come si collega esattamente con l'approssimazione dei modelli predittivi del cambiamento climatico?

    11. FrancoMaloberti 26 novembre 2022

      la figura riguarda il controllo dell'energia che si nasconde dietro alle restrizioni (per gli altri) e impone di usarne meno, con la scusa dei cambiamenti che, per c*ulo, sono a favore.

    12. Nestor Halak 26 novembre 2022

      Mi sembra molto criptico, non sono bravo a risolvere rebus e continuo a non capire la connessione tra i modelli di predittivi del cambiamento climatico e il controllo dell'energia.
      Che si tenti di esagerare le responsabilità del consumo di carburanti fossili sul cambiamento climatico per promuovere la "rivoluzione verde" e con questa un cambio di paradigma sui consumi, lo dicono in molti.
      E' questo che vuole significare?

    13. maghi 26 novembre 2022

      a metà degli anni '80 vidi sparire la neve in appennino a quote medie, quando prima tutti i giorni dovevo mettere le catene (allora c'erano solo i pneumatici chiodati, le gomme da neve erano ancora lontane anni). Poi l'ho vista sparire del tutto alle stesse quote, circa 20 anni dopo. Sarò un credulone, ma ho gli occhi buoni, la memoria di ferro e l'intelligenza sveglia. I fisici possono fare le formule, ma la realtà è mia, perchè l'ho vissuta sulla mia pelle, invece di starmene comodo al calduccio all'università.

    14. Ricciardo 26 novembre 2022

      maghi, anch'io constato ciò che rappresenti, ma la nostra esperienza è limitata al tempo medio di una generazione. qui dentro invece alcuni stronzetti scrivono il loro bel temino e con questo si arrogano il diritto di commentare con insolenza gli scritti altrui. chissà perché.

    15. FrancoMaloberti 27 novembre 2022

      Maghi, le variazioni del clima hanno cicli che vanno ben oltre la vita di un uomo.

    16. FrancoMaloberti 27 novembre 2022

      Quasi.

    17. maghi 27 novembre 2022

      e altri stronzetti si arrogano il diritto di negare che rilevazioni attendibili delle variazioni del clima ci sono da più di 3 secoli, vanno molto oltre la vita umana e vanno tutte nel senso delle mie osservazioni, in sintonia con l'avvento dei combustibili fossili. Va bene che i primi utilizzi del carbone hanno influito un nulla, ma l'uso del petrolio negli ultimi 60-70 anni sono stati deflagranti per il clima e che colpa ne ho io ad essere uno dei pochi ad essermene accorto? Dovrei fregarmene per non essere chiamato "stronsetto"? Mio nonno ha combattuto 11 anni in due guerre e le ha vinte entrambe contro gli ottomani e gli austroungarici e mio padre ha difeso l'onore patrio in mezza Europa. Un mio antenato ha combattuto ed è morto eroicamente per difendere Prato dal sacco delle orde lanzichenecche di Carlo V e papaline. Qui qualcuno non è stronsetto, ma proprio una merda. Chissà perchè? Stupidità, disonestà intellettuale? Spero la prima.

    18. maghi 27 novembre 2022

      lo diceva anche Keynes. Ma quando la smetterete voi accademici di pensare solo alla vostra panza. Lo scibile umano non è solo il fare i galletti nella vostra miserabile materietta, che vi ha dato da campare lautamente senza troppi sacrifici e ora vi preoccupate che la pacchia dei fossili finisca troppo presto e ve ne fregate delle generazioni future. Un bell'esempio di empatia, caratteristico delle persone piene di superbia. Ma che fregatura esistesse l'inferno, vero? Tra poco lo vedrete.

    19. FrancoMaloberti 27 novembre 2022

      Ma che sciocco livore! Perché usa energia usando computer, telefonino, riscaldamento, fuoco per cuocere il cibo, auto per spostarsi, luce per rischiararsi, se lei non pensa alla sua panza ed è così preoccupato per le generazioni future? A proposito, se non è un seme di zucca, l'inferno lo vedrà anche lei.

    20. alessandroparenti 27 novembre 2022

      Vuole solo dimostrare l'indimostrabile, quindi deve essere poco chiaro, molto tecnico e prolisso. Come si fa a confutare ciò che elenca se non si riesce neanche a terminare la lettura?

    21. alessandroparenti 27 novembre 2022

      A novembre a Reggio Emilia in sandali, bermuda e maniche corte non è la norma,come i 26 gradi che si raggiungevano di giorno in ottobre e fino ai primi di novembre. Il clima è sempre cambiato, ma quando il cambiamento era veloce si parla di millenni. Qui in 50 anni si sono sciolti i ghiacciai. E l'autore è scorretto: parla della "mite" pianura Padana e dice che 50 anni fa si sono raggiunti i 17 sotto zero. Dimentica che nel 1985 in inverno sono stati raggiunti -20 in città e -27 nella bassa padana. Non 50 anni fa e comunque valori inimmaginabili adesso.

    22. maghi 27 novembre 2022

      quindi lei sa di avere la coscienza così sporca da essere sicuro di andare all'inferno. Io invece sono sicuro di andare in Paradiso. Guarda un pò. Si studi il Vangelo e le vite dei Santi, invece di scrivere queste fetecchie di articoli, sarebbe meglio per lei e per tutti.

    23. FrancoMaloberti 27 novembre 2022

      Ma va', in Paradiso!

    24. FrancoMaloberti 27 novembre 2022

      Forse non ha capito che io, modestamente, dico che i modelli climatici non sono conformi al metodo scientifico. Lei si basa sull'esperienza e forse ha ragione (o forse no).

    25. Nestor Halak 27 novembre 2022

      In questo caso siamo quasi d'accordo.

    26. Nestor Halak 27 novembre 2022

      Secondo me non vuole tanto dimostrare qualcosa, quanto indicare come da parte del main stream scientifico si tenda ad alterare la percezione della realtà attraverso l'uso di modelli predittivi che non hanno la precisione necessaria per poter arrivare a previsioni affidabili.
      Però evita di trarre le conclusioni in chiaro per non uscire da ciò che è scientificamente dimostrabile e prendersene quindi la responsabilità.
      Il problema è che in una sede come questo blog il messaggio non passa alla grande maggioranza degli utenti.

    27. maghi 27 novembre 2022

      Non ti curar di lor, ma guarda e passa.

    28. FrancoMaloberti 27 novembre 2022

      Proprio de coccio ... il messaggio non passa ai duri di comprendonio ...

    29. Ricciardo 27 novembre 2022

      maghi, mi riferivo a chi commenta con insolenza e quindi non a te. perdonami comunque.

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