Il governo Meloni fa cassa sulle pensioni

L'analisi del collettivo di economisti indipendenti ConiareRivolta.org

Autunno caldo, la missione del goveno Meloni: "disinnescare il dissenso"

Di ConiareRivolta.org

Il governo Meloni si appresta a varare in questi giorni l’annunciata riforma delle pensioni. Nuovo governo, ennesima riforma, stessa identica filosofia di intervento: risparmi, risparmi e ancora risparmi, sulla pelle di lavoratori e pensionati. Ecco pronto e incartato, giusto in tempo per il Natale, l’ennesimo pacchetto di austerità pensionistica.

Sembrano lontani i ricordi di quella destra che, per qualche anno, all’opposizione, fingeva di strepitare contro la riforma Fornero. Del resto, è noto come furono gli stessi parlamentari di Fratelli d’Italia (all’epoca facenti parte del fu Popolo della Libertà) a votare allineati in parlamento quella terribile legge nel non così remoto 2011. Anche alla Lega di Salvini evidentemente dei pensionati italiani importa vagamente solo in campagna elettorale.

Oggi i partiti che costituiscono la compagine governativa si apprestano a votare compatti per una riforma che è persino peggiore di quel che si poteva immaginare solo un paio di settimane fa.

Vediamone i pilastri fondamentali.

Il provvedimento più odioso riguarda sicuramente il taglio, brutale e impietoso, alle percentuali previste per l’indicizzazione delle pensioni all’inflazione per l’anno 2023.

Va premesso che il 2022 è stato l’anno in cui dopo anni di tagli vessatori alla piena indicizzazione delle pensioni all’inflazione si era finalmente ripristinato un meccanismo di perequazione ad alta copertura: 100% dell’indicizzazione per i trattamenti fino a 4 volte il trattamento minimo Inps (circa 525 euro); 90% per quelli superiori a 4 volte e fino a 5 volte il minimo; 75% sulle fasce di importo superiori a 5 volte il minimo. Si è trattato di un ritorno allo schema vigente fino ai primi anni 2000 e poi messo continuamente in discussione dalle politiche di saccheggio delle risorse pensionistiche promosse dai governi di ogni colore.

Giova ricordare che i redditi pensionistici, essendo redditi fissi non soggetti a contrattazione e dunque non passibili di aggiornamenti e revisioni nel tempo, senza un’adeguata indicizzazione alla dinamica dei prezzi subiscono un’irrecuperabile perdita di potere d’acquisto di anno in anno.

Cosa succede, infatti, se l’indicizzazione non è piena? Spieghiamolo con un esempio. Con una pensione di 1000 euro, oggi potrò comprare una determinata quantità di beni. Se i prezzi di questi beni crescono, in un anno, del 10%, l’anno prossimo, per comprare la stessa quantità di beni, serviranno 1100 euro. Vuol dire che se la mia pensione resta ferma a 1000 euro, non potrò permettermi gli stessi beni. Anche un’indicizzazione incompleta (dell’80%, ad esempio, invece del 100%) porterà a una riduzione del potere d’acquisto. Un’indicizzazione piena evita proprio questo: data l’inflazione, la pensione cresce in misura sufficiente a conservare il mio potere d’acquisto.

Nel 2022, come noto, per le dinamiche dirette e indirette legate ai rincari energetici si è avuto un tasso di inflazione molto alto che non si riscontrava da tre decenni nel nostro paese. Mai come il prossimo anno, pertanto, l’indicizzazione alla dinamica dei prezzi sarà così cruciale per difendere il potere d’acquisto delle già basse pensioni italiane. Il ministro Giorgetti ha appena firmato il decreto che fissa al 7,3% la percentuale di inflazione usata come riferimento per la rivalutazione che verrà applicata da gennaio 2023.

Evidentemente il governo Meloni, dato l’elevato livello di spesa che una simile rivalutazione implica, ha fiutato subito “l’affare” e ha voluto cogliere l’occasione per spogliare il bottino del denaro destinato a preservare il valore reale delle pensioni ridisegnando in modo drastico lo schema delle percentuali di indicizzazione.

La rivalutazione sarà piena per le pensioni fino a quattro volte il minimo Inps (circa 2.100 euro). Oltre questa soglia scattano i tagli, con una percentuale di indicizzazione decrescente al crescere dell’importo pensionistico: 80% per gli assegni compresi tra quattro e cinque volte il minimo, del 55% per quelli tra cinque e sei volte il minimo, del 50% tra sei e otto volte il minimo, del 40% tra otto e dieci volte il minimo e del 35% per le pensioni superiori a 10 volte il minimo (circa 5.250 euro). Solo per i trattamenti al minimo (circa 525 euro) vi sarà invece con ogni probabilità una rivalutazione maggiorata (superiore al 100%).

La penalizzazione per chi ha pensioni lorde soltanto superiori a 2100 euro lordi (circa 1550 euro netti) è quindi crescente e punitiva al crescere del reddito. Per chi ha una pensione che varia dai 1550 ai 1850 euro netti si passa da un’indicizzazione del 90% ad una dell’80%. Per pensioni comprese tra i 1850 e i 2300 euro (di certo non da ricchi) la scure dei tagli porta l’indicizzazione dal 75 al 55%. Andando poi più in alto su pensioni oltre i 3000 euro netti il taglio porta la perequazione soltanto al 40% e addirittura al 35% per quelle ancora più alte contro il 75% dello schema precedente. Si può facilmente immaginare la gravità di una simile misura in un anno in cui si prevede un tasso di rivalutazione del 7,3%. Si tratta di un attacco frontale e sfrontato alle condizioni di vita di milioni di pensionati usati, ancora una volta, come agnello sacrificale dell’austerità.

Qualcuno potrebbe pensare che si tratti di tagli che colpiscono soltanto le super-pensioni, ma non è così. Una pensione lorda di 2300 euro, infatti, corrisponde a un netto inferiore a 1800 euro. Una pensione buona, vista la situazione tragica nella quale versano tanti pensionati, ma che comunque rappresenta il minimo dovuto a chi ha lavorato per oltre 40 anni. Non si tratta, dunque, di un intervento volto a ristabilire una presunta giustizia nel sistema pensionistico, ma dell’ennesimo regalo ai falchi dell’austerità.

Purtroppo, le ricette contenute nel pacchetto pensionistico non finiscono qui.

Sul fronte dell’età pensionabile, nell’intento di evitare lo scalone Fornero, bocciata prima quota 41, giudicata troppo costosa dai guardiani dell’austerità, e poi accantonata opzione uomo, il governo punta su quota 103. Si tratta del gradino al di sopra, dunque peggiorativo, all’appena dismessa quota 102, varata dal governo Draghi. Quota 103 prevedrà un’età minima di 62 anni unita ad un’anzianità contributiva minima di 41 anni per accedere alla pensione. Una sorta di quota 41 in versione drasticamente più rigida in quanto porta con sé anche il requisito anagrafico minimo dei 62 anni.

I potenziali beneficiari della misura dovrebbero aggirarsi, secondo i calcoli del governo, attorno alle 50.000 persone, un numero maggiore rispetto a quota 102 per via di un requisito anagrafico più basso (per quota 102 la combinazione era 64 anni + 38 di contributi). La platea effettiva sarà naturalmente ben più esigua considerando che la misura contiene, come del resto quota 100 e quota 102, una riduzione implicita dell’assegno pensionistico dovuta al meccanismo contributivo sia per la diminuzione dell’ammontare di contributi versati sia per l’aumento di anni di vita media attesa sui cui occorre spalmare il capitale accumulato.

Da notare, inoltre, come il requisito contributivo minimo di 41 anni di per sé rappresenti una flessibilità davvero minima rispetto allo stato dell’arte tenuto conto del fatto che secondo le regole attuali si potrebbe comunque accedere alla pensione senza alcun requisito anagrafico a 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini. Se vi accostiamo anche la soglia minima anagrafica di 62 anni è evidente come si stia parlando di una misura davvero minimalista rispetto all’annoso tema della rigidità in uscita dal mondo del lavoro per i futuri pensionandi.

Una misura che si potrebbe definire debole e ineffettuale assume toni foschi e poi grotteschi se teniamo conto di un ulteriore elemento: il limite di 2800 euro lordi (circa 2000 euro netti) mensili che potrà avere la pensione in caso si opti per quota 103. Chi, cioè, dovesse avere una pensione eccedente tale soglia si vedrà tagliata tutta l’eccedenza fino al raggiungimento dei 67 anni di età. Una sorta di punizione per i pensionati con reddito un po’ superiore alla media priva di alcuna giustificazione che non sia la ricerca spasmodica di risparmio.

Il bottino del combinato disposto di queste modifiche al sistema pensionistico è succulento. Al punto tale che i tagli alla rivalutazione non soltanto copriranno i costi della striminzita quota 103 ma li sopravanzeranno di gran lunga. La Banca d’Italia stima, infatti, che mentre quota 103 e altre misure “espansive” costeranno circa 700 milioni nel 2023, nello stesso anno ben 3,3 miliardi saranno risparmiati grazie al taglio della rivalutazione. Si configurerà pertanto una “manovra pensionistica” in avanzo. Non un euro quindi per i pensionati italiani, ma al contrario un furto, solo nel 2023, di oltre 2,5 miliardi di euro. Cifre destinate ad aumentare negli anni a venire, visto che già per il 2024 e per il 2025 si stima che i risparmi derivanti dal taglio dell’indicizzazione saranno pari ad almeno 6,5 miliardi di euro.

Ecco il governo delle destre che strepitavano (alcune persino dopo averla votata) contro la riforma Fornero che aveva rubato il futuro ai pensionati italiani.

Un governo manifestamente antipopolare che in ostentata continuità con il governo Draghi e i precedenti governi della storia recente mostra la sua totale compatibilità con gli assetti di potere economico del capitalismo neo-liberale e con i diktat imposti da Bruxelles che impongono austerità, dismissione del ruolo dello Stato nell’economia e redistribuzione di reddito e ricchezza dai poveri ai ricchi.

Di ConiareRivolta.org

link fonte: https://coniarerivolta.org/2022/12/14/il-governo-meloni-fa-cassa-sulle-pensioni/

14.12.2022

Commenti (49)

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    1. natascia 17 dicembre 2022

      Mi sembra di capire che non c’è niente di nuovo nemmeno con il governo Meloni.

    1. lilithdea 17 dicembre 2022

      In effetti la Meloni sta seguendo pedissequamente l'agenda Draghi(probabile al Quirinale con i voti del cdx/pd se Mattarella gettasse la spugna fra due annetti), fanno solo più slogan per far credere rimanderanno a casa loro clandestini, e faranno qualche family day in più per dire che sono contro genitore 1 e 2. Per il resto nessuno tocca al ribasso i loro vitalizi e stipendi, anzi si prenderanno la quattordicesima per le festività. Chi alla fine aveva, storcendo un po' il naso, accettato il ripristino dei vergognosi vitalizi con un rassegnato/ un po' egoistico vaticinio "se toccano i vitalizi dei parlamentari, c'è il rischio possano toccare anche le pensioni" , forse avrà cambiato idea, seppur in buona fede: questi mariuoli le toccano eccome le pensioni ribassandole invece di adeguarle al costo della vita. Se non verranno abolite, quelle in essere perchè le future generazioni non le percepiranno, è solo perchè la misura pensionistica non l'hanno varata i 5 stelle. Altrimenti le farebbero fare, con i media e le caste che applaudono, la fine del R.d.c.

    1. Falcon 120 16 dicembre 2022

      Con questa storia dei sacchi di euro trovati in casa di alcuni politici europei pubblicata dai media, magari all'ultimo momento hanno pensato come prevenzione di rimandare l'aumento, si son detti vuoi vedere che anche i pensionati hanno qualche sacchetto da qualche parte, meglio essere prudenti.

    1. Astronauta 16 dicembre 2022

      Invece di pensare a varare la riforma delle pensioni non dovrebbero prima varare l inps e tridico, nel senso di affossarli come meritano? Il baraccone inps non puo reggere in queste condizioni, altro che riforme di nome e mai di fatto razionali.
      Singolare che un tridico (minuscolo volutamente) messo a capo dell inps,in quota grillina, resti ancora li dopo che si e'triplicato lo stipendio senza che un belato si levi contro?
      Speriamo che la baraonda nella UE ora si ripercuota in Italia.
      E'solo questione di poco da quel che si nota.

    2. Arian Van Heisen 16 dicembre 2022

      Le sedi territtoriali dell' Inps non funzionano tutte allo stesso modo
      in Italy dipendono dalle regioni .

    3. ric 16 dicembre 2022

      tranquillo finira' tutto senza clamori ..se non quelli di facciata.

      UE : l' inizio della fine dei popoli.. A MENO CHE ....

    4. Astronauta 16 dicembre 2022

      Non credo. La situazione e' fuori controllo e oltretutto il colpo di grazia potrebbe essere il pfizergate dove la fonder ne esce a pezzi.
      Il Pronostico che la fine della UE sara alla fine del 2022 lo vedo fondato.

    5. Astronauta 16 dicembre 2022

      La sede centrale e' a Roma.

    6. Arian Van Heisen 16 dicembre 2022

      Le domande di RDC sono gestite provincialmente
      se la stessa domanda di RDC la fai aL Nord al sud al centro hanno risultati diversi.

    7. Astronauta 16 dicembre 2022

      Non parlavo solo di Rdc ma dell inps in generale. Baraccone che proviene dal fascismo. Ma che non si sappia.

    1. JHON 16 dicembre 2022

      Pensavamo ancora di vivere negli anni delle Pensioni Baby? Guardiamo sempre il dito, ma non quello che ci sta dietro. Conosco maestre che dopo 14 anni 6 mesi e 1 giorno sono andate in pensione alla "veneranda età" di 34 anni, ora ne hanno 70, la metà della loro vita vissuta con 800mila£, prima, ora 1600,00 Euro. Per mantenere i voti dei vari Spadolini, Craxi, De Mita, Andreotti, Fanfani, Cirino Pomicino, Jervolino & company, hanno smantellato il tesoro dell' INPS, che vi assicuro non era per niente vuoto. Anzi! Poi, nel corso degli anni si sono attaccate alle tette materne, tutte quelle sigle di pensioni, che non disponendo di un loro ente, sono finite nel calderone INPS, tutti per uno, i giornalisti, i dirigenti degli enti inutili e in ultimo, i cassintegrati delle grandi Aziende partecipate e non. Quindi l' intero settore pubblico, che godendo di pensioni medio alte e privilegi inimmaginabili per gli stessi lavoratori privati, hanno assicurato negli anni il sostegno ai vari governi succedutosi. Ora è la classica lotta fra scimmie, tipo 2001 Odissea, poveri contro meno poveri, disperati contro meno disperati. Conosco altresì, piccoli artigiani, con lacrime agli occhi per via dei loro assegni da fame, ma col duro lavoro proprietari di lussuose ville e vita agiata. La destra che ora Governa, non può essere la Robin Hood della povera gente, ci si aspettava qualcosa di meglio? Molti si stanno dando schiaffi sulla mano, per avere votato questo governo, ma la situazione non cambierà minimamente, anzi con l' anno nuovo, con l' introduzione da parte UE del pareggio di Bilancio, scatteranno altre restrizioni e giù Sacramenti. Ora i fautori del disastro, sopra descritto sono pronti a disseppellire l'ascia di guerra, tenuta in riserva per troppo tempo, il Sindacalista con L'Audi a cinque cerchi, dichiara solennemente: GUERRA! Forse, grazie alle Festività ci potrà essere tregua, ma subito dopo aver mangiato lenticchie e vaniglia, sarà meglio preparare l' elmetto e il vecchio caro Moschetto.

    2. Arian Van Heisen 16 dicembre 2022

      Si è la solita sinistra salottiera che porta in Parlamento il diritto al Lusso che si fanno i resort in Africa...!

    3. JHON 16 dicembre 2022

      Lady Marukalele, sposata Summahoro. Più radicali di così, poi con quel tocco di stivali di gomma......carini però!

    4. Arian Van Heisen 16 dicembre 2022

      Il problema è che chi critica oltre ad non proporre nulla in concreto si rivela pure peggio di quelli che denunciano
      pertanto non se ne esce, come pensavano gli Antichi Greci
      la democrazia è una forma di governo inadeguata per gli uomini.

    5. JHON 16 dicembre 2022

      Criticare la Sx? Razzista!

    6. Astronauta 16 dicembre 2022

      Vogliono fare i salotti anche in Ruanda.
      Che qualche orango li sistemi a dovere, anche in salotto, lussuriosamente.

    7. Arian Van Heisen 16 dicembre 2022

      Certo..! meglio che razzista all' incontrario
      eheheh...!

    8. JHON 16 dicembre 2022

      Sempre meglio di invertito.

    9. ric 16 dicembre 2022

      Guarda , anche io conosco artigiani e commercianti che hanno una pensione bassissima , roba da 800 euro ,,Ma loro pagavano il minimo previsto dall' INPS per la loro attivita' . Poi gli alloggi al mare , in montagna ecc... facevano e fanno parte dei loro risparmi . Non mi fanno pena per niente . hanno avuto i tempi d'oro ....

    1. Arian Van Heisen 16 dicembre 2022

      Premesso che questo governo non piace e chi lo definisce nazionalista è completamente fuori strada o fa finta di non capire, perche è solo un governo Gate keeper al servizio Usa-Giudei, detto questo l' articolo è molto fazioso perchè la manovra va giudicata nel suo insieme e partendo dal pregresso, ora visto il Dbt. preesistente, l' inflazione causata da fattori esogeni ( materie prime ) ed endogeni senza criterio come il Bonus 110 ( un favore alle lobby dei ricchi ) costato alle casse Statali 36 Miliardi e al Rdc un favore alle mafie ed ai furbetti da divano 9 Miliardi , la coperta diventava molto corta...! pertanto togliere l' indicizazzione alle pensioni più alte per favorire quelle sotto i 1500 Eur. è un ' intervento di buon senso e se consideriamo che non abbiamo sovranità ma dipendenza monetaria la manovra appare tutto sommato equilibrata .

      L' articolo denota un pregiudizio tipico di una sx. salottiera che si lamenta per non permettersi il maglione di caschmire con la pensione da 2000 Eur. e porta in Parlamento tutti gli scappati di casa Africani che richiedono il diritto alla moda di Versace si fanno i resort in africa con la compiacenza dell' Euro Tower e ONG taxi del mare finanziate generosamente da Bruxelles e da Roma.

    2. ric 16 dicembre 2022

      governo nazionalista ? Si ma a quanto pare di altre nazioni... USA . ucraina, ,israele...

    1. gianB 16 dicembre 2022

      Ma si sta criticando la progressione di recupero della capacità redistributiva di uno stato oltre i 2100 euro di pensione? fatemi capire se mi sbaglio.

    2. Arian Van Heisen 16 dicembre 2022

      No, hai capito perfettamente..!
      sono quelli della sinistra da salotto.

    3. gianB 16 dicembre 2022

      semplicemente .... Allibito!!!
      E' tra le prime cosa che farei anch'io ... e .. giuro..... non ho votato!

    1. ric 16 dicembre 2022

      Ma in fondo cosa e' la pensione ?
      Ngli intenti delle prime forme di pensione spiccava la volontà di assicurare a chi non poteva piu' per anzianità o invalidità procurarsi il necessario per vivere . Ottima e encomiabile attenzione rivolta a chi ha prodotto ricchezza per se e per altri.
      le esigenze in una eta' avanzata se si riducono verso i beni classici o superflui , ma aumentano verso quelle legate alla salute e sovente alla famiglia. Ognuno riceve una quota in proporzione a quanto versato attraverso i contributi di una vita di lavoro ( senza contare quelli che nella vita hanno mai lavorato , si sono fati pagare i contributi dal popolo ma hanno pensioni dorate ) .

      Nulla di piu' errato in questo meccanismo dal punto di vista sia ECONOMICO sia in quello
      legato ad un senso di giustizia . Chi ha pagato poco come contributi e' solo perche' riceveva uno stipendio da fame , ed il suo basso stipendio era ed è la caratteristica essenziale per poter pagare a qualcuno stipendi da nababbi.. fino ad arrivare sia nel pubblico che nel privato a pensioni di 90mila uro mensili ... MENSILI ripeto . ( un dirigente TELECOM )
      Si presume che ad uno stipendio da nababbo corrisponda sempre un genio con capacita' eccezionali , un mostro di sapienza e di dedizione al lavoro inimmaginabili ....
      Pur ammettendo che sia vero ( e qui mi scappa da ridere) lo stipendio da nababbi corrisposto e' dato per le ENORMI capacita' che tutti conosciamo... Monti, DRAGHI.. Mattarella ..e vari big del privato.. che ci hanno portati in questo benessere che tutto il mondo ci invidia... Ma ora che questi personaggi , sia il dirigente , il politico e l' operaio di fonderia quando vanno in pensione sono inoperosi tutti allo stesso modo . Gia' i Big hanno avuto stipendi e privilegi spaventosi , indubbiamente ne hanno fatto tesoro , quindi hanno risorse disponibili
      a sufficienza per affrontare una vecchiaia decorosamente. Cosa che non ha l' operaio comune. da momento che sono inoperosi tutti quando sono in pensione sarebbe opportuno che i contributi versati per la pensione vengano chiamati "ONERI sociali " poiche' e' il meccanismo retributivo che ha creato queste distorsioni negli stipendi . E quando si va in pensione si possa avere una somma netta che possa variare fra il minimo di 1500 euro ed un massimo di 3000 euro. A seconda della situazione famigliare .
      le differenze economiche sono state gia' ampiamente elargite nel mondo del lavoro a danno di chi produce per mantenere qualcuno , non e' giusto che vengano anche riproposte quando si e' a casa a fare un cazzo.

    2. Arian Van Heisen 16 dicembre 2022

      Esatto quando sei anziano hai le stesse esigenze di un operaio e i denari li hai già percepiti durante la vita lavorativa,

    1. Luca VFR 16 dicembre 2022

      Ma tanto ci pensano i perati a salvare l'INPS. Morendo.

    1. Rama 16 dicembre 2022

      Mi dispiace, ma io non vedo nessuna via d'uscita! Tranne...

    2. ric 16 dicembre 2022

      affrontiamola !!

    1. ignorans 16 dicembre 2022

      Un governo di "destra" permette a certa gente di tirare fuori uno spirito "sindacalista", che lo metti sempre bene dappertutto. Della serie "il welfare è sacro", che poi è l'unica cosa che sa fare "la sinistra" semplicistica e banale.
      Fosse per me mi piacerebbe colpire queste persone con un colpo secco alla nuca in modo da stimolare il risveglio di uno che dorme
      Sono sicuro che il prossimo articolo si occuperà del tema : "il frocio nella cultura di sinistra", e il successivo sarà "frocio e sindacalista, che bella accoppiata!".

    1. sbregaverse 16 dicembre 2022

      Il governo Meloni
      fa cassa (bara)
      sulle pensioni dei :
      SOLITI COJO....

    1. Bertozzi 16 dicembre 2022

      1500, 1800, 2300 euro... bello sto articolo di fantascienza! Curiose anche le dovute adeguate indicizzazioni che però non valgono altrettanto per stipendi e salari, ma vabbè, lì ormai è come sparare sulla croce rossa, li hanno già fatto terra bruciata gli altri, adesso le destre nazionaliste raccattano altrove, qualcuno l'aveva anche detto tempo fa... ma non è ancora niente, si può tranquillamente far finta di niente e tornare a dormire, va tuuuuutto bene.

    1. omega 16 dicembre 2022

      La 103 è effettivamente una presa per il culatello, nello stile vorrei ma non posso. Inoltre, avvantaggia i lavoratori del nord, perché al sud aver lavorato per 41 anni con i contributi é rarissimo.

    1. Martin 16 dicembre 2022

      Semplici numeri sono illuminanti: la manovrina del Governo vale 35 miliardi e il discusso reddito di cittadinanza costa 8 miliardi.
      Il contributo italiano al capestro MES costa 14 miliardi!!!! Le armi all'Ucraina, neanche lo sappiamo.
      Spaghetti Republic!

    2. omega 16 dicembre 2022

      La svendita dell'Italia e degli italiani allo straniero continua, colla corresponsione dei soliti trenta denari agli svenditori.

    3. Arian Van Heisen 16 dicembre 2022

      Il bonus 110 ( un regalo alle mafie e hai ricchi che si sono rifatti i palazzi incassando pure il 2 % ) è costato alle casse statali 36 Miliardi.

    4. JHON 16 dicembre 2022

      Tu Martin che viaggi sempre sulle notizie, sai qualcosa della riunione del consiglio di guerra convocato dall' illustrissimo presidente nostro, il 12/12 ? Gatta ci cova.

    5. Martin 16 dicembre 2022

      No, proprio nulla. Di certo ci sara' una certa complessita' nella equanime divisione della "torta" degli armamenti all'Ucraina, specie dopo il cambio di Governo. Non so se si vuole anche scongiurare preventivamente qualunque remota idea di blocco navale. Ricordo invece benissimo quando l'organismo fu convocato d'urgenza da Napolitano per spingerci alla guerra in Libia, uno dei peggiori errori del nostro Paese dal 1945 ad oggi che ancora paghiamo a tutti i livelli - ma basta non parlarne.

    6. ric 16 dicembre 2022

      mi sa che si stanno creando le alleanze future....

    1. clausneghe 16 dicembre 2022

      Beh, da qualche parte dovranno pur prenderli i soldi da mandare ai nostri fratelli Cracchini che ora sono al buio senza acqua e gas e sotto i missili Russi che non finiscono mai..
      E dove li prendono i danari, questi sciagurati governativi che ubbidiscono allo straniero come un cane che mena la coda intanto che lo portano dal veterinario per l'eutanasia?
      Li rubano sempre a quelli, i lavoratori, i poveri, i fumatori, gli automobilisti, i multati e via discorrendo..niente di nuovo.
      Questo governo non porterà nulla di buono, in quanto è frutto di un albero malato, il sistema assurdo nel quale ci fanno vivere.

    2. ric 16 dicembre 2022

      che i i missili russi non finiscano mai e' un bene. l' importante e' che finiscano gli Zelensky

    1. Eugiorso 16 dicembre 2022

      Le merde al governo "draghi 2 senza draghi" semplicemente continuano nelle politiche draghiste-europoidi-ultraliberiste, non fanno niente di nuovo, visto che non hanno un vero programma - solo slogan elettorali fasulli e ipocriti - perché il programma vero è imposto dall'esterno e impostato dal banchiere-serpente draghi, volato via improvvisamente (verso altre future cariche collaborazioniste?) ...

      Dopo aver provato a diffondere le assicurazioni private per lavoratori/ pensionati - sul modello liberista statunitoide - hanno compreso che solo i tagli selvaggi e continui possono ridurre in modo consistente e progressivo la spesa pensionistica, che è il loro vero obbiettivo, da raggiungere a qualsiasi costo umano e sociale.

      Cari saluti

    1. Primadellesabbie 16 dicembre 2022

      La sinistra, o chi ne ha preso il posto, ha tradito apertamente la sua missione, invece la destra, molto coerentemente, conferma la sua.

    2. ducadiGrumello 16 dicembre 2022

      scontro fra titani...

    3. Astronauta 16 dicembre 2022

      E chi sarebbero i titani in questi caso?

    1. mago 16 dicembre 2022

      Certo aumentando del 2% il Pil per il comparto militare affaristico donando miliardi ai fratelli ukraini comprando vaccini dagli amici ospitando clandestini a pranzo e a cena che volete la coperta è corta e da qualche parte bisogna pure tagliare.

    2. clausneghe 16 dicembre 2022

      Dico più o meno le stesse cose, e non ti avevo ancora letto..

    3. mago 16 dicembre 2022

      siamo noi i Patrioti...

    4. Brule 16 dicembre 2022

      Sintesi perfetta!

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