IL DEMONE ERA UN'IDEA

DI JEFF WELLS
Rigorous Intuition (v. 2.0)

PARTE I

Il demone era un’idea; il demone è sveglio“Unmarked Helicopters”

In The Politics and Experience of Ritual Abuse (molto raccomandato, a proposito, per quelli che trovano questo campo sovrarappresentato da agende religiose e creduli cospirazionisti), la sociologa britannica Sara Scott descrive il suo libro come “storie che parlano ad argomenti”. Ogni resoconto che contravvenga profondi assunti sul mondo avrà vita dura nell’ottenere un ascolto rispettoso da qualcuno in grado di sostenere che “non può essere”. A tali persone, anche se l’impossibile stesse per accadere sotto i loro occhi, accadrebbe dietro i loro occhi: probabilmente la loro esperienza sarebbe mediata dalla negazione o sospesa dalla loro presunzione di assurdità.

La Scott scrive che accordare lo “status di verità” a racconti difficili comporta “idee di rigore e chiarezza e la volontà di essere aperti a fatti che potrebbero più comodamente venire ignorati”. Queste ipotesi e argomenti sarebbero solitamente dei circoli viziosi che ignorano convenientemente quei fatti – “gas di palude” [Link mio, ndt] o “anomalie” – senza i quali verrebbero meno. La stessa Scott, per anni, ha adottato la posizione dominante del “panico morale”, finché i suoi argomenti non furono sconfitti dalla verosimiglianza dei racconti dei superstiti:Ricordo di aver letto per la prima volta l’espressione “violenza rituale” nei giornali… era il 1989. Accuse di fanciulli portati a “feste di streghe” a cui venivano dati “buffi drink” sembravano un po’ ridicole. Ero seccata e non le prendevo in considerazione – “sapevo” cos’era l’abuso sessuale, chi lo faceva e perché; “sapevo” che aveva ben poco a che fare con “l’adorazione del diavolo”…

Ho ancora quei momenti di “magia nera”, quando mi tiro indietro… e devo ricordarmi che l’abuso non è meno terribile perché ha quei ripugnanti vestiti da cerimonia. Anzi, l’idea di uno stupro di minori con del misero occultismo potrebbe essere un’ulteriore indecenza con cui le vittime devono confrontarsi… Quando ripenso ai primi anni ’90, mi è quasi impossibile rendermi conto di quanto la mia vita sia stata sconvolta nel venire a sapere dell’abuso rituale, o ricordare la paura, l’ansia e la confusione che fece sviluppare nel mio mondo.

Non è successo così tanto tempo fa per me, posso ancora ricordare quanto fosse malvoluto questo materiale, e quanto poco accomodante per la mia visione del mondo. Perché se fosse stato vero, avrebbe demolito tutto. E una misura della sua verità, a differenza di quella di un argomento senza vita, è la sua parvenza di vita. Scrive la Scott: “quel che conta come prova, validità e rappresentatività nel valutare storie di vita deve essere concepito in termini di adeguatezza e autenticità delle descrizioni”. Questo è, credo, quel che Corydon Hammond voleva esprimere nella sua lezione cancellata alla conferenza del 1992 sponsorizzata dallo Psychiatric Institute di Washington, quando disse, “Quando voi avete delle persone in differenti stati, tra cui terapisti, che fanno indagini e chiedono ‘Cos’è Theta?’, e i pazienti dicono loro ‘killer psichici’, ciò porta a credere che certe cose siano molto sistematiche e molto diffuse”.

La sopravvissuta “Kate” ha raccontato alla Scott di come, quando aveva 10 anni, fu prostituita nelle caserme dell’esercito. (“Mio padre era ancora nell’esercito, allora. La maggior parte dei miei clienti erano militari, e avevo clienti abituali a quell’età”). La sopravvissuta “Sophie” ha parlato dei viaggi in Belgio per partecipare a differenti livelli di produzione pornografica (“… decisamente una classe superiore… è proprio una cosa completamente diversa e gli attrezzi che hanno sono molto più distinti”). Sophie ha anche descritto la biforcazione degli stati di credo tra l’apparenza esterna della forma cristiana e il mondo interno dell’oscuro occultismo:

E’ uno scherzo. Chè nei boschi è come Dagon e Satana e Baal e Malach [sic] e tutta questa roba, e poi hai compreso che Dio è magnifico, Dio è fantastico! E’ come: “cosa sta succedendo?” Ti fa… Voglio dire che è un’altra la ragione per cui lo mascheri: presto realizzi che effettivamente conduci due vite e sono completamente separate l’una dall’altra.

Storie di vite che parlano ad argomenti è la situazione in cui si stanno trovando testimoni dell’‘UFO all’Aeroporto di O’Hare. Talvolta questo significa parlare a sé stessi. Un impiegato della United è apparso “emotivamente scosso” dall’avvistamento e “ha sperimentato alcuni problemi religiosi” a causa di esso, ha riferito un collega. Un giorno dopo l’avvistamento del 7 novembre, circa due mesi prima che la storia emergesse a livello nazionale, un testimone oculare ha postato su Democratic Underground che “alcuni dei nostri impiegati erano sbalorditi dall’avvistamento, ma non preoccupati. Semplicemente avevano problemi ad accettare quello che avevano realmente visto e cosa significasse esattamente”.

Un impiegato della O’Hare ha fornito questa descrizione dell’evento al National UFO Reporting Center:

Sono un meccanico tassista. Ho la responsabilità professionale di trasferire gli aerei spenti da gate a gate o nel complesso di hangar per la manutenzione. Effettuiamo anche il necessario test sul motore nella fase di accensione. Quindi spero che questo faccia qualcosa per dare un po’ di credibilità al mio resoconto. Sono ancora assolutamente meravigliato e stupito di quanto vidi quel pomeriggio.

Alle 16.30 circa, un pilota fece un commento alla radio riguardo un oggetto di forma circolare o discoidale che si librava sopra il gate C-17 dell’atrio C a Chicago. All’inizio scherzammo di tra di noi e poi lo stesso pilota disse di nuovo alla radio che era a circa 700 piedi sopra il livello di terra. Per quel giorno la base del banco di nubi era prevista a 1.600 piedi, se ricordo correttamente. Stavo trasportando un Boeing 777 dal Terminale Intl allo hangar della compagnia sul lato Nord dell’Aeroporto. Mentre passavamo il terminale C sulla carreggiata Alpha, osservammo un oggetto circolare grigio, scuro, sfocato. Era senza dubbio sopra il Terminal C. Si stava librando molto regolarmente e sembrava che cercasse di rimanere vicino alla coltre di nubi. La radio interruppe con chiacchiere sull’oggetto e il controllore ATC che stava gestendo il traffico di terra fece qualche furbo commento sul presunto stazionare di un FUFO sopra il terminale C.

Dovemmo continuare a trasportare l’aereo allo hangar. Dopo averlo posizionato, notai che il veicolo non era più là, ma al suo posto c’era un cerchio quasi perfetto nello strato di nubi. Il buco scomparve pochi minuti dopo.

Per il resto della serata ci furono scherzi sulla radio riguardo l’avvistamento.

Accordare lo status di verità ad un racconto straordinario è talvolta difficile per quelli con la propria straordinaria esperienza di vita, le cui interpretazioni del mondo sono, piuttosto naturalmente, contestualizzate dalle loro stesse storie. Così i sopravvissuti di abusi rituali e chi si occupa di loro potrebbero presumere che gli UFO e “High Weirdness” [Link mio, ndt] non abbiano validità oltre il sottoinsieme delle loro memorie visive, e gli Ufologi potrebbero essere ciechi all’aspetto occultista di entrambi i loro soggetti e del potere terrestre, perché sono fissati con l’ipotesi extra-terrestre.

Uno degli aspetti più notevoli della storia dello O’Hare è che si tratta di una storia vera e propria. Gli incontri con cose inspiegabili in genere non sono riportati, perché cadono al di fuori delle nostre categorie empiriche. Richard Dolan ricorda l’avvistamento di un conoscente e compagno nei dintorni di Siracusa in una solare giornata del 1980 “Silente, librandosi sopra gli alberi, grande come un campo da calcio”). In cielo c’erano anche un piccolo aereo privato e l’elicottero di una stazione TV per il controllo del traffico, i quali dovevano per forza averlo visto. Dopo che due caccia da combattimento lo sfiorarono, sparì “come un proiettile” senza alcun suono.

“Il bello della storia è questo”, scrive Dolan:

Era certo che l’incontro sarebbe stato al telegiornale, quella sera, e rimase alzato fino alle 11, proprio per sentire il resoconto di un avvistamento di un enorme UFO fuori Siracusa. Ma non solo non ci fu alcune notizia su un qualche UFO, ma sembrava che i mezzibusti… uscirono dai loro ruoli per minimizzare qualunque cosa strana. L’annunciatore disse infatti, “un’altra giornata noiosa a Siracusa”.

Quand’ero molto piccolo, una notte mia madre uscì dal letto per usare il bagno e fu costretta a dare un’occhiata fuori dalla finestra. Vide qualcosa che non fu mai in grado di spiegare, ma rimase certa che aveva visto qualcosa che non dovrebbero esistere. Era una creatura simile ad un centauro, con il corpo di cavallo e la testa di uomo, e stava fissando la finestra del bagno. Chiamò agitatamente mio padre di venire a vedere, ma era troppo stanco per alzarsi, e troppo incline a credere che non ci fosse nulla da vedere. Guardò finché esso se ne andò, con passo pesante e rumoroso.

Un’altra giornata noiosa.

Jeff Wells
Fonte: http://rigint.blogspot.com/
Link: http://rigint.blogspot.com/2007/01/demon-was-idea-part-one.html
02.01.2007

PARTE II

Segni tracciati sulla superficie della tua mente
Quest’ora, adesso sopra noi: l’ora, giunta adesso
“Unmarked Helicopters”

Nel 1952, miss Margarita Ruiz de Lihory y Resino, che portava i titoli di Marchesa di Villasante e Baronessa di Alcatrali, aprì la sua dimora antica e tentacolare, nella città spagnola di Albacete, a due giovani uomini descritti dai testimoni come “di apparenza scandinava”, i quali si presentarono come “dottori danesi”. Rimasero per due anni, conducendo “esperimenti psico-fisiologici con animali”, secondo molto lettere ricevute da agenti della CIA stazionati a Madrid prima del 1965. Le lettere ipotizzavano anche i dottori non fossero affatto danesi, ma piuttosto alieni nordici – “fratelli spaziali” dal pianeta “UMMO”.

Nell’estate del 1953, Margot Shelly, la figlia della Baronessa, sì ammalò, e l’amica con cui si trovava contattò la Marchesa, la quale fece esaminare Margot dai suoi misteriosi dottori. L’uno descrisse la sua malattia come benigna, l’altro come probabilmente fatale. La diagnosi del secondo si rivelò accurata e la ragazza morì nella casa della madre il 19 gennaio 1954. Prima che Margot fosse seppellita, il suo corpo venne mutilato chirurgicamente. Una delle mani, la lingua ed entrambi gli occhi se ne erano andati.

La settimana seguente, uno dei figli della Marchesa compilò una diffida contro di lei, sostenendo che erano state compiute delle indecenze sul corpo della sorella. La polizia fu inviata a cercare nella casa e furono trovate le parti mancanti di Margot. (Nessuna traccia, sembrerebbe, dei “dottori danesi”). Il suo corpo venne riesumato e fu aperta un’inchiesta penale.

Scrive Jacques Vallee in Revelations:

La Marchesa aveva molti animali domestici nelle sue proprietà. Molti dei suoi cani morirono in circostanze misteriose. Alcuni furono trovati con lo stomaco aperto; altri erano mummificati. Nel giardino della sua proprietà, a Calle Mayor, c’era un cimitero di cani e gatti, e un testimone osservò varie teste di animali che venivano tenute in contenitori di argento in una delle stanze. Si dice che Ella comprò molti cani ad Albacete, e che le dissezioni avessero luogo nella sua casa. Negò di avervi partecipato, dicendo solo che queste operazioni erano condotte da un veterinario. L’unico veterinario noto che avesse curato i suoi animali è Jaime Aguedo Trigueros, il quale disse che altre persone avevano condotto le autopsie degli animali.

Valee prosegue citando Andres Gomes, maggiordomo della Marchesa per ben dieci anni, da un’intervista pubblicata nel giornale Levante il 7 febbraio 1954. La proprietà aveva una camera sotterranea chiamata Cuarto del Moro. Era “un posto orribile, a cui si poteva scendere solamente attraverso una botola di metallo che poteva far passare solo due persone”. La botola era situata nel pavimento del bagno della Marchesa, e Gomes credeva che la mansione avesse altri passaggi sotterranei. “Passava molte ore lì. Non so cosa facesse esattamente, ma ne usciva pallida come un cadavere”.

Jim Keith fa notare in Casebook on the Men in Black che “la Marchesa era apparentemente esonerata dalla criminalità, perché non ci sono documenti per cui sia stata punita dopo la mutilazione di sua figlia. Allo stesso modo, non è mai stata provata una connection extra-terrestre, nonostante la faccenda si ingarbugliò quando un uomo, che si credeva essere un appostato della CIA a Madrid, offì un’ingente ricompensa per informazioni che lo avessero aiutato a trovare gli Ummiti”.

“UMMO” è certamente una bufala, probabilmente originata dal parapsicologo Jose Luis Jordan Peña come un “esperimento scientifico che mira a valutare il livello di credulità tra i ricercatori spagnoli”. Ma come ha ammesso lo stesso Peña, l’esperimento uscì dal suo controllo, nonostante alcuni ricercatori sostengano che sia stato deviato da una o più agenzie di intelligence con una propria agenda di sperimentazioni.

A Canuelas, Argentina, dietro una barriera alta sei piedi, Carlos Jerez aprì la cosiddetta “Struttura di Ricerca Medica Internazionale” nel 1973, che portava una placca con un simbolo rappresentate le due parentesi invertite con una croce: il simbolo di UMMO. Il centro medico sosteneva di perseguire una ricerca alternativa sul cancro e rilasciava stravaganti dichiarazioni di successo usando un trattamento con la radiazione gamma, attirando molti malati terminali con la speranza di una cura, la quale era definita di origine extraterrestre da Jerez. (Ricorda i “dottori danesi” e i loro “esperimenti psico-fisiologici” sulla malata terminale Margot Shelly). Vallee fa notare come, prima che le autorità argentine facessero chiudere la struttura ed egli scomparve senza lasciare tracce, Jerez scrisse in una lettera che “in segreto, ho creato un servizio di spionaggio nel mondo”.

E mentre l’Unione Sovietica incespicava verso la dissoluzione nella Primavera del 1989, nella città di Voronezh ebbero luogo una serie di eventi notevoli UFO, generando un raro interesse della stampa mainstream mondiale, tra cui un articolo in prima pagina nel New York Times. I testimoni dell’episodio erano bambini, e i loro schizzi della nave includevano un simbolo su di essa. Di nuovo, era il simbolo di UMMO.

Qualunque sia la natura della bufala di UMMO e della sua propagazione virale, essa appropriò alla sua leggenda qualcosa di genuinamente misterioso: l’oscura e macabra storia delle mutilazioni di Albacete. E il mistero, evidentemente, continua:

Da un post di Loren Coleman, 12 settembre 2003:

Jose de Zor, parapsicologo e ufologo di Albacete, uno dei principali esperti nel caso di UMMO, è stato arrestato dalla polizia e accusato dell’omicidio di un giovane pilota, Manuel Esposito.

Vale la pena notare che de Zor si è concentrato esclusivamente sui legami tra il caso di UMMO e la “mano amputata” di Albacete.

Il corpo di Manuel Esposito è stato trovato decapitato il 24 giugno. Venne avviata un’indagine in cui il termine “crimine rituale” fu tenuto in mente dagli investigatori della polizia per tutto il tempo.

Tutti gli indizi portano alla cittadina di Albacete, in particolare alla sua comunità gay… Jose de Zor ha ottenuto una certa popolarità, lo scorso anno, dopo aver praticato alcune regressioni ipnotiche alla TV spagnola.

Un altro resoconto aggiunge:

La data della morte di Esposito, il 24 giugno, e il metodo dell’omicidio – la decapitazione – hanno sollevato speculazioni che i colpevoli potrebbero essere legati alla Framassoneria. O potrebbero essere nemici della Framassoneria che cercano di “incastrare” le logge spagnole.

Il 24 giugno è noto come il giorno di San Giovanni, che commemora Giovanni Battista. Questo profeta del deserto e cugino di Gesù Cristo fu ucciso nel 28 AD, decapitato dai soldati di re Erode, su richiesta della principessa Salomè. Notoriamente la data è molto significativa nelle tradizioni massoniche ed occulte.

Come ha fatto notare la ricercatrice Eugenia Macer-Story, “Sì, c’è un pericoloso culto rituale di stregoneria ‘là fuori’, come ho spesso cercato di far capire a ricercatori statunitensi che si perdono nella programmazione ateista e umanista”.

(Non ho trovato un seguito alla storia di de Zor, anche se forse esiste in spagnolo).

E’ difficile dire e certamente sbagliato presumere quel che sta avvenendo. La mia congettura è che non fosse scienza quella che veniva condotta nel Cuarto del Moro della Marchesa, ma un rituale, e che persino quando la sua stessa figlia fu la cavia, essa venne protetta in virtù del suo rango nella Spagna fascista. I dottori “dall’aspetto scandinavo” potevano facilmente essere tedeschi, i quali nel 1952 trovavano meno problematico farsi passare per Danesi. E, più speculativamente, forse de Zor, la cui ricerca “si concentrava esclusivamente” sulle mutilazioni nella sua città natia, fu incastrato in una data di significato occulto dal “pericoloso culto rituale di stregoneria” a cui era appartenuta la stessa Marchesa. E così, l’adozione della storia da parte della forse psico-sfruttata leggenda di “UMMO”, o per caso o per volontà, è servita come un’assurda distrazione per le vite sotterranee della nobiltà fascista, oltre che come una bufala screditante dei fenomeni paranormali genuini.

Ma è difficile saperlo, ed è difficile non saperlo.

Jeff Wells
Fonte: http://rigint.blogspot.com
Link: http://rigint.blogspot.com/2007/01/demon-was-idea-part-two.html
04.01.2007

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da CARLO MARTINI

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