Il colpo di grazia al settore immobiliare

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La piccola proprietà immobiliare è da decenni sotto attacco, nel nostro paese più che altrove. “Ce lo chiede l’Europa” è stato lo stantio ritornello con il quale il diritto alla casa è stato messo a repentaglio attraverso una crescente e invasiva tassazione. I motivi sono noti: in Italia le famiglie proprietarie dell’immobile in cui vivono rappresentano circa i tre quarti della popolazione, un tasso assai maggiore di quello riscontrabile nei paesi nordeuropei. Nel processo di drenaggio della ricchezza dal basso verso l’alto, “aggredire” la prima casa è l’ultimo e decisivo passaggio. Nell’era covidista, questo esproprio viene condotto attraverso una nuova strategia mirante a dare il colpo di grazia al settore immobiliare; il cosiddetto “Green Pass per le case”, in base al quale, a partire dal 2027, tutti gli immobili che non rientrano in una certa “classe energetica” non potranno essere affittati né venduti, ed il valore ne uscirà praticamente polverizzato. Pure le case si stanno per prendere, e pure questo avverrà, ancora una volta, col consenso, drogato quanto si vuole, di tutti gli espropriati.

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