I risultati delle elezioni in Umbria mi sembrano emblematici su più fronti

DI ANDREA ZHOK

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I risultati delle elezioni in Umbria mi sembrano emblematici su più fronti.

In primo luogo, sono una risposta piuttosto chiara a quella parte di commentatori di genio che scrollano il capo sconsolati di fronte al ‘cripto-fascismo’ degli Italiani.

Che in una regione governata ininterrottamente da sinistra o centrosinistra per decenni la Destra vinca con 20 punti di distacco (e affluenza al 65%) dovrebbe mettere a tacere queste letture di comodo.

Temo però che ciò sia un’illusione.

Quei soggetti sinistro-liberali, ‘astuti come cervi’ (cit. Amici Miei), hanno infatti come stabile chiave di lettura politica della storia la Sfiga.

Capita, ahimé, che il destino ti mandi una generazione di malvagi in terra, e quando succede non c’è niente da fare.

Così, a fine ‘800 compaiono dal nulla i malvagi imperialisti, dopo la prima guerra mondiale compaiono dal nulla i malvagi fascisti, ed oggi (in Italia, come in tutto l’Occidente) compaiono dal nulla le malvagie Destre Populiste.
Nel frattempo noi, quelli buoni, amanti del mercato e del progresso, avevamo fatto tutto giusto e non possiamo rimproverarci nulla.
Ma contro il Destino che vuoi fare?

Purtroppo la sclerotizzazione politica del centrosinistra (che siano il PD o il M5S di Fico è uguale) è una sclerotizzazione ideologica profonda, che ostacola ogni autentico ripensamento, ogni tentativo di riformulazione delle basi (perché di questo si tratta).
Come gli Scolastici davanti alle scoperte di Galileo, temono che se metti in discussione un mattone l’intero edificio gli crolli addosso: e il problema è che si sono insediati comodamente troppo a lungo in una verità consuetudinaria per riuscire anche solo ad immaginare da che parte cominciare un ripensamento.

Perciò gli spazi per proposte politiche che rompano l’inerzia di un sistema al collasso finiscono per essere appaltate alla Destra, che non ha bisogno di impegnarsi in formulazioni troppo elaborate per apparire più realistica e propositiva.

Questa paralisi mentale prima ancora che operativa è evidente se si guarda alla breve favola del governo Conte bis da agosto ad oggi.
Era partito con un qualche seguito e qualche speranza. – Dopo tutto molti vedono chi è Salvini, e checché ne dicano i giornali di CSX, non è che gli italiani siano consistentemente ‘di destra’. Sono, questo sì, consistentemente stufi marci del nulla stagnante e decadente in cui sono immersi da decenni. – Dopo una partenza accettabilmente ottimistica si è cominciato a discutere del primo e fondamentale tema (quello che Salvini aveva lasciato sul piatto come polpetta avvelenata), ovvero la manovra finanziaria.
E qui la spinta ottimistica si è schiantata subito. La scommessa sul Conte bis in salsa sinistro-europeista era che, grazie al famoso ‘cambiamento del vento in Europa’, ci sarebbero stati finalmente spazi per un rilancio consistente di investimenti e consumi. Tutte le mancanze e tutto il reliquario ideologico obsoleto del CSX gli sarebbero stati condonati di fronte a una svolta economica. Ma ciò che è venuto fuori dalla montagna della ‘rinnovata simpatia europea’ è stato un imbarazzante topolino (sbandierato come “manovra responsabilmente espansiva”).

Eh, niente, a questo punto i giochi sono fatti. Le carte da giocare per uscire dal pantano sono state giocate e hanno mostrato di essere scartine.

Il governo si illude di poter giocare una partita di lungo periodo, ma difficilmente troverà condizioni più favorevoli di adesso per operare con incisività.
E in ogni caso, il vero problema è che non vedono proprio la necessità di farlo, né hanno idea di cosa inventarsi per farlo.

Dunque la prospettiva di medio termine è che si barrichino a Palazzo Chigi, in attesa degli eventi e sperando di non finire i viveri prima dell’elezione del prossimo Presidente della Repubblica.
Ma un paio di tuonate come quella umbra e qualunque barricata andrà a rotoli.
Se l’intera scommessa consiste nel ‘porre un argine a Salvini’ costi quel che costi, si tratta di una scommessa già perduta, per cui è iniziato il conto alla rovescia.

Fonte: www.facebook.com

Link: https://www.facebook.com/andrea.zhok.5/posts/1351237335057662

28.10.2019

10 Comments
  1. C'è fermento says

    Prima spallata. Forza che con un altro colpetto vanno gambe all’aria. ma non illudiamoci che Salvini e meloni siano poi quel granchè meglio,la spallatona va data a nato e UE, preparandoci bene, e vuol dire a soffrire anche un po’, ma quel tempo verrà, perchè quelli sono dei non-morti, come Nosferatu. Solo che fanno ancora male, come tutti i vampiri.

    1. Antonello S. says

      Io confido ancora che se Bruxelles e lo spread fanno svisceratamente il tifo per il governo giallo fucsia, vuol dire che temono come la peste non il centro destra nel suo complesso, ma la Lega in particolare.

  2. PietroGE says

    Dall’Europa non è uscito solo un topolino, ma anche il bastone con il quale si colpirà l’agricoltura italiana, e non solo quella, visto che con l’uscita della GB si devono ridiscutere i finanziamenti. E questo mentre al dittatorello turco, ancora candidato ad entrare in Europa, già si promettono altri miliardi. Ma Europa a parte, il voto umbro segna il passaggio dei 5S da Mov a meteora, destinata prima o poi a schiantarsi a terra. Voglio proprio vedere se Grillo insisterà con l’alleanza elettorale strategica con il Pd. Se lo farà sarà la prova provata che lui è sotto ricatto ed è disposto a sacrificare tutto. Chi ha perso veramente, infatti, non è stato il Pd ma i 5S, i quali rischiano di ritrovarsi con un consenso che sarà la metà della metà di quello delle elezioni politiche dell’anno scorso. E dire che la leadership era stata avvertita anche al suo interno da gente come Paragone o il DIbba.
    Contro il popolo non si può governare a lungo perché in democrazia prima o poi uno dovrà confrontarsi con le elezioni. Quando è noto che la grande maggioranza degli italiani è contro i porti aperti e lo ius soli, anzi è contro l’immigrazione tout court riproporre questi temi significa provocare la gente, dimenticando che poi la gente sono gli elettori, e che il redde rationem prima o poi arriva.
    Questo governo è una sgangherata armata Brancaleone che sta in piedi per paura e opera per soddisfare ambizioni politiche personali, senza una visione del Paese o almeno un programma credibile . Prima se ne va e meglio sarà per tutti, italiani in primis.

  3. Predator says

    I Sinistri Chierici dell’attuale consesso governativo potrebbero difendere il timone per atto di fede fino alla catastrofe se non si palesa una rivolta interna da una parte delle istituzioni che da dietro le quinte governano il governo. Sono pessimista: dall’esterno si potrà ben poca cosa con questo aggregato immondo di satiri della politica che governano il Paese senza il consenso come i loro colleghi d’oltr’alpe a danno dei Gilet Gialli, da mesi massacrati. Quelli si che sono Nazionalisti e Populisti e meritano di esserlo come da sempre.

    da Repubblica- Conte: “Voto da non trascurare, ma non incide sul governo”
    da Libero- Conte: “Se salto io, non può esserci nessun altro premier”
    da Libero- Conte, le strane parole dopo il voto in Umbria: “Io in discussione? Ho il sole, il cielo, il mare”

    Conte, ormai Intoccabile e Assoluto dei Sinistri Chierici al governo.

  4. Tipheus says

    Sul disastro dei Giallo-Fucsia siamo d’accordo e spero anche tutti contenti di ciò.
    Andiamo oltre.
    Cosa manca al Centro-Destra per essere credibile?
    Tanto, ancora troppo.
    Per me tre cose, per le quali non voterei mai per loro.
    1. Sbarazzarsi definitivamente della mummia col 5%, di Tajani e veline varie. Sono pochi, si stanno spegnendo, ma per me sarebbe importante dare un segno di discontinuità.
    2. Va bene le autonomie, anche il federalismo, ma non il nordismo sfegatato, che ancora c’è eccome. L’Italia sopravvive se si spostano risorse a Sud, non se se ne spostano ancora a Nord spaccando definitivamente il Paese. Poi decidete voi come. Ma la Questione è Meridionale, non Settentrionale. Poi se vogliamo dividere il paese, OK. Ci sto. E’ un’altra strategia. Ma stare insieme ampliando le distanze economiche e sociali è inaccettabile.
    3. L’Europa. Chiarezza. L’Italia ha bisogno nettamente di Italexit. E su questo Salvini NON è affatto dalla parte giusta.
    Con queste tare rischia di diventare la Nea Demokratia italiana.
    E ho detto tutto.

  5. silvano says

    Ha vinto una coalizione che tempo fa era sovranista e anti europeista ma ora no…e ha perso una coalizione che parte della quale una volta era anti europeista ma ora non più e l’altra parte è dichiaratamente europeista….sembra un pasticcio detto cosi e sicuramente il concetto si può esprimere meglio…ma alla fine ha comunque vinto l’Europa!

    1. Antonelli Franco says

      Si legge Europa e si pronuncia Banche e il banco vince sempre Se andassi a votare probabilmente voterei Salvini perché almeno in teoria cerca di salvare un minimo di identità nazionale Sorge però il dubbio che anche lui venga utilizzato per rendere inoffensiva una potenziale minaccia (per l’Europa) di stampo nazionalista Alla fine la sua posizione sull’Europa è quanto meno ambigua Il suo dubbio che sia tutta una messinscena è purtroppo legittimo caro signore

    2. Astrolabio says

      Quale Europa? La v.d. Leyen e’ in bilico.
      Si ringraziano i 5s che l hanno messa li coi loro voti.
      LEuropa non riesce a vincere manco barando.
      Almeno riusvisse a farsi oagare le tasse dalle corporations in Lussemburgo. Del resto nemmeno noi siamo capaci di far pagar le tasse al Vaticano da tanti anni.E si trova le casse in rosso,chi paghera’ mai?

    3. maxjuve says

      Quella parte della coalizione che ha perso sonoramente e che prima era antieuropeista nel senso di essere contro questa Europa tecnocratica e antidemocratica era una vera speranza e forse anche se difficile, potrebbe esserlo ancora se recupera il suo spirito originario di movimento realmente popolare del basso.
      Certo legandosi in un’alleanza col Pd partito sistema ed europeista per eccellenza non potrà mai averne la speranze di questo recupero.

  6. Rossi Mario says

    Ancora a perdere tempo con questi servi dei banchieri.Se si vogliono cambiare veramente le cose,si dovrebbe iniziare tutti ad usare le criptovalute,poi vedremo come vanno a finire i politici e i banchieri senza i loro schiavetti.

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