I professionisti dell’informazione

I professionisti dell’informazione

Nestor halak per Comedonchisciotte .org

Dopo aver passato gli ultimi due anni in veste di imbonitori itineranti ottocenteschi ad ammaestrare le folle su come aver cura della propria salute e vivere per sempre attraverso il magico elisir, i “professionisti dell’informazione” sono passati ad un altro compito pedagogico importante e benemerito: catechizzarci sul giusto modo di comprendere la geopolitica, materia che molti di noi non coltivano con la necessaria assiduità.

Quella che segue è in sostanza la dottrina da loro predicata.

Per prima cosa ci hanno insegnato che per fortuna esiste al mondo una grande e santa nazione che ha a cuore le sorti di tutti, una nazione eletta dagli dei dove regna il benessere, la democrazia, il diritto e la giustizia. L’aspirazione più grande di questa grande e giusta nazione è quella di poter vedere tutto il mondo conformato a sua immagine e somiglianza, di poter esportare i suoi doni alle altre terre meno fortunate in modo che tutti i popoli del mondo ne possano godere allo stesso modo di come loro già fanno. Gli stati più illuminati e avanzati nella strada del bene la supportano e l’aiutano come possono in questa nobile missione che loro stessi si sono accollata. Naturalmente la nostra Italia e tutta l’Unione Europea, fanno parte di questa benedetta famiglia.

Ma purtroppo non tutto il mondo è governato da galantuomini che si sono incamminati sulla via del bene, purtroppo il male esiste e molti altri, anziché seguire i migliori su questa strada, si intestardiscono a voler prevaricare l’interesse generale anteponendogli i loro meschini tornaconti personali e di gruppo contrastando così il progresso dell’umanità e impedendo la pacifica convivenza dei popoli. Molti pensano che il compito e la posizione assegnatigli dalla santa alleanza dei buoni non siano giusti per loro.

Ovviamente l’interesse collettivo dei popoli sarebbe quello di obbedire e collaborare con chi è più avanti, ma nazioni cattive, dette anche “stati canaglia”, non perseguono i loro stessi interessi o meglio gli interessi della loro stessa gente, ma si oppongono per ignoranza, arretratezza e qualità morali meno sviluppate. Ma soprattutto molte popolazioni che in sé sarebbero pacifiche, sono obbligate a sottostare a governi maligni e tirannici che li sottomettono a mezzo dell’inganno, della menzogna, della minaccia, della paura e di false dottrine che li fanno deviare dalle verità di per sé evidenti delle leggi del mercato, delle “regole” e del politicamente corretto.

E’ notorio che in tutto il mondo le persone migliori e più avanzate vorrebbero assomigliare alla popolazione della nazione eletta, che il loro più grande desiderio è in realtà quello di avere la Carta Verde, di essere anche loro americani (salvo che gli italiani vorrebbero mantenere la loro cucina ed essere lodati per il grande “patrimonio artistico”, anche se in segreto di quest’ultimo non gliene potrebbe importare di meno), ma purtroppo sono tenuti prigionieri da spaventose dittature e da tiranni senza pietà.

La nazione eletta si batte contro tutti i tiranni, non per fini di guadagno o di potere, sebbene talvolta alcuni personaggi malvagi di natura possano peccare in tal senso, ma soprattutto affinché tutte le persone di buona volontà possano godere dei doni della libertà e della democrazia. Purtroppo emergono continuamente in giro per il mondo dittatori spietati e sanguinari, dei veri e propri psicopatici, che per salvaguardare il loro potere e la folle brama di espanderlo non esitano a sacrificare milioni di persone fra le quali la loro stessa popolazione. Gli esempi sono numerosissimi anche se partiamo da tempi relativamente recenti. Per citare solo i più famigerati possiamo provare a fare i nomi di Mao Tse Tung, Ho Ci Min, la dinastia dei Kim, Sukharno, Lumumba, Tito, Mossadek, Saddam Hussein, Khomeini, Fidel Castro, Noriega, Maduro, Ortega, Gheddafi, Milosevic e tanti altri.

Ai nostri giorni, un dittatore particolarmente pericoloso, malvagio e sanguinario è giunto alla ribalta della scena del mondo: Vladimir Putin. Quest’uomo, psichicamente efferato ed instabile, è molto pericoloso perché è riuscito con violenza, sotterfugi ed inganni ad impadronirsi del potere in un grande e potente impero del male, la Russia, armato fino ai denti con armi atomiche e lo governa a mezzo della propaganda e del terrore approfittando anche di una naturale inclinazione della popolazione russa a farsi comandare da autocrati.

Putin, per ambizione di comando, brama smodata di potere e non ultima la sua scarsa stabilità mentale, ha improvvisamente deciso di invadere senza alcuna provocazione o ragione apparente l’Ucraina, uno stato confinante, pacifico e industrioso, modello di democrazia e amico della nazione eletta giusto nel febbraio dell’anno scorso. Ma gli eroici ucraini, pur essendo enormemente inferiori per numero, territorio e armamenti, non si sono fatti intimorire dalle orde degli orchi e hanno deciso di resistere passando anche al contrattacco e dando una sonora lezione agli invasori, tanto da fermarli, infliggergli devastanti perdite e costringerli a ritirarsi per ora parzialmente.

Naturalmente la nazione eletta e i suoi alleati non potevano restare sordi al grido di dolore che si levava da ogni parte d’Ucraina, non potevano lasciare che una nazione democratica, civile e amica fronteggiasse senza aiuto il barbaro e sanguinario aggressore ed hanno perciò reagito nell’unico modo che compassione e amor di libertà consentano: soccorrendola con aiuti straordinari in finanza ed armamenti e imponendo al nemico devastanti sanzioni economiche, evitando, però, data la loro natura pacifica, che aborre la guerra e la violenza, l’intervento diretto. Non per viltà, s’intende, chè notoriamente possiedono il più potente esercito della galassia, ma per motivi umanitari, per non correre il rischio di aumentare la carneficina, avvertendo però fermamente che sarebbero intervenuti con la loro invincibile potenza, se i malvagi russi, visto la oramai disperata situazione sul campo del loro esercito brutale, ma mal organizzato e arretratamente armato, avessero deciso, per colmo di barbarie, di usare l’arma atomica.

Va da sé che è preciso dovere dell’Europa e dell’Italia partecipare a questo sforzo del mondo libero contro la sopraffazione, la forza bruta e la tirannia, anche se ciò dovesse costare qualche piccolo sacrificio al popolo italiano. Cosa sono infatti un grado di meno di riscaldamento o qualche centesimo in più per la benzina di fronte alla libertà? Chi può essere così meschino da sacrificare la democrazia ad un punto di inflazione?

Questo, più o meno, è il catechismo cui i “professionisti dell’informazione” sottopongono la popolazione ventiquattro ore al giorno, sette giorni su sette. Qualsiasi voce diversa è implacabilmente bandita e ridotta al silenzio, qualsiasi programma, giornale, opuscolo, manuale d’istruzione, etichetta di acqua minerale, è saturo di propaganda.

Stupisce, comunque, e preoccupa che un simile raccontino, una simile favoletta per bambini, una simile ricostruzione sciocca, pomposa, sdolcinata, contraddittoria e lontana anni luce dai fatti, riesca in buona misura a convincere una popolazione che si reputa adulta. Ci costringe ad ammettere che la persona media è capace di credere a qualsiasi cosa che sia ripetuta abbastanza spesso da una voce autorevole, anche se assurda, inverosimile, contraria alla propria esperienza e ai propri interessi. Difficile farsene una ragione, ma difficile anche ritenere che per gran parte della gente, le conseguenze, quando arriveranno, non siano in fondo meritate.

Ben di peggio meriterebbero invece i nostri “professionisti dell’informazione” che hanno tradito la loro stessa professione. Nessuno che si alzi in un dibattito e sollevi un dubbio, faccia una domanda scomoda, evidenzi una delle tante contraddizioni di questa narrazione ridicola. Eppure, anche senza prendere alcuna posizione compromettente, basterebbe far notare che non solo il nostro paese non ha alcun dovere o interesse o vantaggio nel partecipare in qualunque forma a questa guerra tra nazioni terze, ma l’intervento, ed anche la fornitura di armi ad una parte belligerante gli è espressamente vietato dalla costituzione.

E se poi si volesse comunque intervenire in barba al diritto, al buon senso e all’opportunità, sarebbe la scelta di campo ad essere sbagliata. Le nostre importazioni energetiche, fattore chiave per il benessere e lo sviluppo di qualsiasi nazione moderna, provenivano in buona parte dalle Russia ed erano fornite ad un prezzo molto conveniente rispetto a quello di qualsiasi altro mercato: che senso può mai avere per noi litigare con la Russia se non quello di un suicidio economico? Perché aggredirla di nuovo visto che non ci ha mai fatto nulla di male, mentre noi - è utile ricordarlo – abbiamo inviato l’esercito ad invaderla neanche troppo tempo fa prendendoci la piena responsabilità, che ora amiamo dimenticare, di una guerra che ha fatto milioni di morti? Perché mai gli italiani dovrebbero soffrire per intervenire in un conflitto che non li riguarda? Non ripudiano forse la guerra quale strumento di risoluzione dei conflitti internazionali? Perché inimicarsi un mercato considerevole per le nostre merci di lusso, cioè tutta quella paccottiglia che pur non valendo quasi nulla riusciamo a vendere molto cara favoleggiando motivi di qualità, prestigio e distinzione? Ci è altrettanto necessaria l’Ucraina? Esattamente in cosa ci è utile l’Ucraina? Qual è il nostro interesse a stare dalla sua parte?

Se poi vogliamo parlare di giustizia o di etica, la faccenda diventa ancora più imbarazzante: in cosa il sistema di governo ucraino sarebbe superiore o più democratico o più legittimo di quello russo? Occorre ricordare che il regime di Kiev è nato da un colpo di stato finanziato e organizzato dall’estero e rappresenta la vera causa del conflitto? Che il presidente regolarmente eletto fu cacciato? Che il governo insediato non ha alcuna sovranità ma è diretto da Washington appositamente per condurre una guerra contro la Russia? Che lavora direttamente contro il sua popolo mandando a morte migliaia di giovani soldati per interessi altrui? Che per quanto riguarda gli affari interni è dominato da una fazione ultranazionalista di ispirazione nazista? Che vigono in Ucraina leggi razziali che impediscono a un buon terzo della popolazione di parlare la propria lingua madre? Che a partire dal 2014 sono state uccise decine di migliaia di persone per motivi di dissidenza politica e pregiudizio razziale? Che stiamo parlando di uno dei paesi più corrotti del mondo?

E d’altra parte esattamente in cosa noi italiani ci riteniamo “più democratici” del governo russo il cui presidente è stato regolarmente eletto con regole che non hanno nulla da invidiare alle nostre ed ha un appoggio popolare di gran lunga superiore a quello del nostro presidente o del nostro primo ministro? Se non altro si tratta di un governo indipendente e non succube, come il nostro, di padroni di oltre oceano.

In qualunque modo la mettiamo il semplice buon senso imporrebbe di mantenere una posizione di neutralità e quando mai volessimo abbandonarla, tutti i nostri interessi ci porterebbero ad appoggiare la Russia, non il regime di Kiev.

Se fossimo uno stato sovrano, sicuramente agiremmo in questo senso, ma purtroppo, anche grazie alla fattiva collaborazione dei “professionisti dell’informazione”, non lo siamo da molto tempo. Congratulazioni per questo importante servizio reso a tutti gli italiani.

A questo stadio della nostra storia, non siamo più indipendenti degli ucraini e, come accade per loro, la nostra autonomia non arriva neanche al punto di poter rifiutare la tazza di veleno che ci stanno porgendo.

Commenti (38)

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Mostra commenti 38 caricati
    1. Balabiott 18 gennaio 2023

      Bruno Vespa che intervista ZeZè mentre a Kiev suonano le sirene; questo è grande giornalismo, impara Halak!!!..in più, quando ho saputo che il 'suonatore penieno di piano' interverrà al merdival di Sanremo non ho potuto trattenere le lacrime, brividoni!... mi sento veramente orgoglioso di far parte dell' Impero del Bene...

    1. FrancoMaloberti 18 gennaio 2023

      Interessante quanto scrive Pepe Escobar in All Quiet (Panic) on the Western Front

      ....

      Mentre ero in Sicilia all'inizio di quest'anno ho appreso che una risorsa del Pentagono di altissimo valore era atterrata a Roma, in fretta, come parte di una visita non programmata. Pochi giorni dopo il motivo della visita è stato stampato su La Repubblica, uno dei giornali del tossico clan Agnelli.

      Quella era una truffa mafiosa: un faccia a faccia “suggerimento” al governo Meloni di fornire imperativamente a Kiev, al più presto, il costoso sistema missilistico anti-Samp-T, sviluppato da un consorzio europeo, Eurosam, che unisce MBDA Italia, MBDA Francia e Thales.

      L'Italia possiede solo 5 batterie di questo sistema, non proprio brillante contro i missili balistici ma efficiente contro i missili da crociera.

      Il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan aveva già chiamato Palazzo Chigi per annunciare "l'offerta che non puoi rifiutare". A quanto pare non è bastato, da qui il frettoloso viaggio dell'inviato. La Roma dovrà mettersi in riga. O altro. Del resto, non dimenticate mai la terminologia usata dai generali USA per designare la Sicilia, e l'Italia nel suo complesso: AMGOT.

      AMGOT= Allied military government occupied territory

    1. Senna 18 gennaio 2023

      Ottime considerazioni!

    1. ric 18 gennaio 2023

      serve serve..la . commedia mediatica.. atta a a far dire al' governo attuale che in 30 anni nessuno l' ha arrestato ,loro in pochi mesi hanno fatte vedere cosa so deve fare..

      mentre ci siamo potremo chiede notizie alla sceriffa carciofara che tanto si imbelletta dell Italicus... Bologna.... Banco agricoltura.....Mattei,,,

    2. omega 18 gennaio 2023

      A onor del vero,bisognerebbe a questo punto chiedersi anche perchè gli altri non lo hanno arrestato prima.

    1. Primadellesabbie 18 gennaio 2023

      Per come si sono messe le cose, d'ora in avanti bisognerà scordarsi la pluralità dell'informazione.

      Nei decenni trascorsi abbiamo assistito all'accentramento della proprietà dei media, ne è risultato un sistema chiuso che si avvale di giornalisti che fanno a gara per superarsi nella piaggeria attiva.

      (Ho potuto godermi gli spregiudicati equilibrismi "spirituali" di due amici di gioventù, uno dei quali non c'è più, dopo che sono riusciti ad ascendere al gotha del mestiere).

      D'altra parte nel Nostro Paese abbiamo avuto la verità scelta e amministrata dall'Agenzia Stefani fin dai tempi del Regno di Sardegna, a tale solerte struttura, durante la dittatura, fu affidata di fatto la censura, con esiti eccellenti
      (foto della redazione di Roma da Wiki):

      https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/5/56/Cronisti_Stefani.jpg/220px-Cronisti_Stefani.jpg

      Nessuna meraviglia che gli italiani siano divenuti resistenti a tutto ciò che non sia palesemente 'ufficiale'.

      PS - Altrove non va meglio, ecco cosa è successo a un parlamentare conservatore inglese che ha twittato scrivendo che un suo amico cardiologo avrebbe detto che il vaccino è il peggior delitto dopo l'olocausto:

      https://www.bnnbloomberg.ca/tory-mp-suspended-for-comparing-covid-vaccine-to-the-holocaust-1.1868623

    2. BrunoWald 18 gennaio 2023

      È significativo il tono surreale dell'articolo di Bloomberg, nonché delle dichiarazioni del primo ministro.
      È "assolutamente inaccettabile" che un funzionario pubblico lanci l'allarme su un problema sanitario gravissimo, del quale Sunak e gli altri sono pienamente a conoscenza, ma che fingono di ignorare. E per distogliere l'attenzione del pubblico dalla gravità della situazione, si usa la solita cortina di fumo dell'"antisemitismo", che non ha la più remota relazione con le dichiarazioni di Andrew Bridgen.
      Anziché entrare nel merito, il giornalista si lancia nel consueto anatema contro la Germania nazista, e conclude con l'altrettanto classico sputtanamento ad personam, per le magagne reali o presunte del deputato.

      Per questo, non mi pare abbia molto senso disquisire sui cattivi regimi del passato, quando è evidente che siamo in piena dittatura, non da ieri e per di più globale, e che uscirne saranno cavoli amari. La propaganda, le manipolazioni, la retorica sono le stesse che nel Ventennio, se non peggiori; con la differenza che allora si cercò di costruire una nazione (in modo discutibile quanto si vuole...) mentre oggi si cerca di sfasciarla.

    3. Primadellesabbie 18 gennaio 2023

      Pensi che la dittatura odierna sarebbe stata progettata se non ci fosse stata la traccia e l'esperienza di quelle del secolo scorso?

    4. BrunoWald 18 gennaio 2023

      Se è per quello, il mondo in cui viviamo è stato inaugurato dalla dittatura giacobina. Un bel precedente...

    5. Primadellesabbie 19 gennaio 2023

      Ci risiamo qui qualcuno cancella i commenti.

    6. Primadellesabbie 19 gennaio 2023

      A Davos, i giacobini nemmeno sanno cosa siano, invece conoscono alla perfezione il funzionamento dei metodi per discriminare sperimentati fino ieri dai loro ispiratori e maestri.

    1. sbregaverse 17 gennaio 2023

      La Benemerita ha fatto gol e tutti ad esultare ed abbracciarsi( s'è intravista anche qualche lingua in bocc@); c'è stato un accenno di trenino entusiasta, prontamente sanzionato dagli uomini in nero (argentati e gallonati).

    1. nicolass 17 gennaio 2023

      E' solo un diversivo per cercare si far passare sotto banco l'approvazione del MES... non sarebbe certo la prima che il potere da in pasto all'opinione pubblica una notizia per nasconderne un'altra ben più grave

    1. BrunoWald 17 gennaio 2023

      "Stupisce, comunque, e preoccupa che un simile raccontino, una simile favoletta per bambini, una simile ricostruzione sciocca, pomposa, sdolcinata, contraddittoria e lontana anni luce dai fatti, riesca in buona misura a convincere una popolazione che si reputa adulta."

      Ma se siete quasi tutti più che disposti ad avallare le medesime panzane quando si applicarono a noi, quando il paese canaglia eravamo noi (insieme ad un altro ancora più Kanaglia...) e siamo stati trattati di conseguenza?
      Quella stessa nazione eletta e illuminata ci ha "disinteressatamente portato la Libertà" (come affermava Pertini, che in Toto Cutugno trovò il proprio Omero...) bombardando anche noi "back to the stone age" per poi invaderci.
      Con l'aiuto più o meno simbolico di alcuni indigeni, va aggiunto...

      O ci si sveglia completamente e una volta per tutte, cari amici, o tanto vale continuare a dormire.

    2. Primadellesabbie 18 gennaio 2023

      Si è trattato dell'ultimo ingombrante 'regalo' postumo del dittatore, non fossimo entrati in guerra, e con Balbo vivo sarebbe andata diversamente, non sarebbero venuti a liberarci.

      Esemplare, storico discorso di Berlusconi al Congresso degli US:

    3. sbregaverse 18 gennaio 2023

      Già dopo l'applauso e PRIMA del discorso mi son sentito orgoglione del nostro paese.

    4. Primadellesabbie 18 gennaio 2023

      Ho saputo che recentemente, a una riunione del Monza (calcio) prima di un importante incontro, avrebbe detto: "Se vinciamo vi porto tutti a puttane!", mostrando così, intatta, la sua carica umana.

      Data l'età è anche comprensibile che si sia dimenticato che, da tempo, ci ha già portati tutti a puttane, non solo la squadra.

    5. LuxIgnis 18 gennaio 2023

      Sicuro che Pertini ha pronunciato quella frase? Mi pare dubbia.
      Pertini era contrario alla NATO ed era ben conscio dell'occupazione americana dal dopo guerra.
      "Siamo caduti nella zona di influenza americana: Piano Marshall, Patto atlantico, NATO. Gli americani temevano una rivoluzione e ci hanno impedito di fare ciò che avremmo dovuto. Ci hanno rimesso in mano i vecchi arnesi del fascismo, i questori Guida, sicché è un po' successo in Italia ciò che successe in Francia dopo la rivoluzione francese: quando tornarono a galla i vecchi arnesi del vecchio regime."

    6. omega 18 gennaio 2023

      Non da solo, però.

    7. BrunoWald 18 gennaio 2023

      Non dimenticare che quel dittatore era contemporaneo di Stalin, un collega al cui confronto il nostro sbiadiva un poco, come il Verrocchio con Leonardo.
      Era anche contemporaneo di Churchill e Roosevelt, due bugiardi matricolati al servizio di poteri oscuri, entrambi criminali di guerra, i quali ingannarono i loro popoli con rivoltante cinismo.
      Se quelli erano i "democratici", preferivo il duce.

      Dubito che Balbo avrebbe potuto impedire l'entrata in guerra, visto che la decisione non poteva essere del solo Mussolini, che anzi fu a lungo riluttante e non avrebbe mai potuto farlo senza l'assenso del re e dei vertici militari. È probabile che accordi segreti intercorsero tra questi ambienti e i loro amici britannici, attraverso i soliti canali.

      In ogni caso, l'Italia era troppo importante per essere lasciata in pace, prima o poi ci avrebbero "liberati" comunque, con le buone o con le cattive. Avevamo una flotta e un'aviazione in grado di spazzar via gli inglesi dal Mediterraneo, ma i traditori che infestavano l'alto comando ci sabotarono a regola d'arte. Colpa imperdonabile di Mussolini fu di essersi lasciato fregare, e noi con lui.

    8. BrunoWald 18 gennaio 2023

      L'ho visto e udito io stesso, alla televisione: ricordo persino il suo tono di voce. A meno che dopo tanti anni non mi sia rincoglionito...
      Ma quella frase la pronunciò da presidente, verso gli ultimi anni credo, mentre quelle che citi tu potrebbero essere precedenti. Sai bene che i politici cambiano discorso a seconda delle circostanze, e per le alte cariche si paga un prezzo.

    9. danone 18 gennaio 2023

      Se hai un'oretta e quaranta da perdere Bruno, fatti questa intervista, illuminante..

      UN'ALTRA STORIA D'ITALIA. Con Lamberto Rimondini e Maurizio Martucci
      https://www.youtube.com/watch?v=lUI7GeVQTyI

      Mussolini era l'ultimo che voleva entrare in guerra, ma lo costrinsero, ma c'è tanta tanta roba nel video, a partire dall'unità d'Italia e dal risorgimento.

    10. BrunoWald 18 gennaio 2023

      Grazie dan, la vedrò senz'altro.
      Sono a conoscenza delle tesi di Rimondini e cercherò di procurarmi il libro, compreso il secondo volume.
      Mi chiedo quanti decenni ci vorranno ancora, prima che si cominci ad avere una visione equilibrata di quegli anni. Troppi, temo, giacché le menzogne e le omissioni della versione canonica continuano a far comodo a tanti.

    11. danone 18 gennaio 2023

      Difficile immaginare un dibattito pubblico su questi temi in Italia prima del XXII secolo :-))

    12. LuxIgnis 18 gennaio 2023

      Beh può essere. Ma Pertini precedentemente fu un fiero oppositore della Nato anche più del PCI.

    13. Primadellesabbie 18 gennaio 2023

      Chissà, forse in qualche angolo del mondo ci sarà stata gente anche peggiore: e con ciò?

      Non si può ragionare per confronti, è puerile.

      L'Italia era troppo importante?Non sarebbe stata lasciata in pace?

      Sono tue ipotesi, rispettabili ma sempre ipotesi, ne ho anch'io e suggeriscono il contrario, ma neanche per ipotesi si può parlare di storia.

      Il regime ha dichiarato guerra, il nemico che si è scelto ha vinto e da allora il Paese è occupato.

      Bell'affare.

    14. Cangrande1965 18 gennaio 2023

      D'accordo soprattutto su quel massone, sanguinario, assassino, vanaglorioso, vendicativo, servile ed incompetente di Pertini.
      Uno dei politici più torvi e squallidi che sia mai esistito in Italia.

    15. BrunoWald 18 gennaio 2023

      Non voglio fare confronti, ma considerare il contesto: si tendono a giudicare fascismo e comunismo come se fossero calati sul paese dei puffi. La finanza apolide dichiarò guerra all'umanità gettandola nella 1GM, seguita da rivoluzioni e crisi devastanti.
      I regimi totalitari ne furono la logica conseguenza. Furono anche la risposta, violenta, alla crisi spirituale di un mondo che sembrava aver perduto ogni punto di riferimento.
      Se mi avessero sbattuto per quattro anni in trincea, per poi mettermi sul lastrico, sarei ricorso alla violenza anch'io.

      Credi davvero che gli inglesi e la City, che ci considerano di loro proprietà, avrebbero mollato la presa sull'Italia?
      Basta vedere la sorte dei paesi dell'est, e persino di Svezia e Finlandia, per capire che saremmo stati fagocitati: tanto valeva combattere quando c'era una speranza di vittoria.

      Hai ragione, il regime ha dichiarato guerra, in modo irresponsabile, ha commesso errori clamorosi, e soprattutto ha permesso a generali cialtroni di condurci alla disfatta e alla vergogna dell'8 settembre. Le colpe di Mussolini sono inescusabili (tra cui spedire un'armata in Russia quando il nostro destino si decideva in Libia).
      Ma tu sai bene che chi spara il primo colpo non è sempre colui che voleva la guerra; sai che esistono questioni tutte da chiarire, come il carteggio del duce con Churchill e l'operato di casa savoia, della chiesa cattolica, dei massoni della Banca Commerciale ecc.

      Troppi conti non tornano, e la vulgata ufficiale è servita solo a mantenerci "cornuti e contenti", per dirla in modo colloquiale.

    16. Primadellesabbie 19 gennaio 2023

      Uno dei rischi fissi della dittatura è proprio ciò che si è verificato, quindi andiamoci piano a considerarla una possibilità.

      Ci sono molte cose di cui non si può trattare adeguatamente in un commento.

      Perché questi argomenti vengono tirati i ballo, da chi intende 'rivisitare' all'infinito quel passato, a ogni piè sospinto e in ogni occasione, anche quando l'articolo da commentare tratta della cottura delle rape?

      Dedichiamo uno spazio apposito, e liberiamo le possibilità di discutere di altri argomenti senza tirare in ballo ad ogni passo queste storie sulle quali molti di noi hanno le proprie legittime idee.

    17. Primadellesabbie 19 gennaio 2023

      Ci risiamo qui qualcuno cancella i commenti.

    1. Eugiorso 17 gennaio 2023

      Forse per distrarre il popolo italiota ultra-bue e far vedere che uno straccio di stato (italiano) esiste ancora?
      O anche per distrarre da certi temi - caro-benzina, caro-bollette, disoccupazione, salari e pensioni massacrati - spostando l'attenzione sul caso di cronaca bello ciccio e goloso?

      Cari saluti

    1. gix 17 gennaio 2023

      Tutto questo non è ignoto alla gran parte degli italiani, quelli che nonostante tutto, contro ogni previsione nefasta anche qui dentro, si sono tolti la mascherina, magari un pò in ritardo. Gli italiani, come buona parte del mondo intero, sanno più o meno come vanno le cose del mondo, se proprio non vogliamo pensarli tutti esperti di geopolitica. Ormai l'informazione è cosa loro, ovvero di coloro che la fanno, sta diventando roba da circoli ristretti, i giornali se li vendono tra loro, la TV generalista ormai la guarda solo una categoria ben precisa di popolazione, benchè ancora numerosa per motivi demografici. E' un mondo che sta per finire e chi ci ha lucrato sopra, lo sa; la fine inizia lentamente, ma dopo andrà sempre più veloce. Gli italiani se ne faranno una ragione, l'informazione dovranno conquistarsela con l'impegno e la critica personale.

    2. LuxIgnis 18 gennaio 2023

      È così. La verità è molto lenta ma prima o poi viene a galla.
      D'altronde basta vedere i dati sulla vendita dei giornali, se non avessero il finanziamento pubblico sarebbero tutti falliti.
      Ed è anche per questo che stanno utilizzando in pompa magna tutte le loro armi a disposizione. Perché mai avrebbero dovuto controllare i "social" se non avessero paura che vi fosse esposta la verità? Perché mai far tacere ogni voce di dissenso? Se avessero veramente il controllo non avrebbero bisogno di tutto questo, avrebbero automaticamente la maggior parte della gente dalla loro parte. Non è così. Hanno la maggioranza solo perché la maggior parte e che è loro contraria, ancora non è riuscita a coalizzarsi e va in ordine sparso.
      Non hanno così tanto consenso come sembra. È un'illusione.
      Secondo un sondaggio che ho letto qualche giorno fa, in Europa almeno una metà è contraria a un intervento nella situazione Russia Ucraina ma hanno una rappresentanza nelle istituzioni del 6% in media. Questo fa riflettere.

    3. omega 18 gennaio 2023

      Non sottovaluterei l'efficacia dell'informazione di regime, soprattutto nei confronti di coloro ritenuti più istruiti.

    1. Eugiorso 17 gennaio 2023

      Si potrebbe anche tagliar corto, con linguaggio da trivio e dire che "i professionisti dell'informazione" sono semplicemente puttane, in questo caso vili, che saltano nel cerchio della menzogna, scodinzolando davanti al padrone e leccandogli il culo, per riempirsi il ventre di escrementi e di soldi, per godere di fama del tutto immeritata e ingiusti privilegi ...

      Sarbbero capaci di vendere anche (quella puttana del)la loro madre, ma sicuramente l'hanno già venduta.

      Basta guardare le facce (di merda, per restare nel trivo) che hanno, l'atteggiamento strisciante davanti alle "autorità", o ascoltare le loro parole che suonano come moneta falsa ... Eppure, una popolazione in larga maggioranza di zombi, senza cerebro e nerbo, crede e ripete, come accade puntualmente in Italia.

      Cari saluti

    2. sbregaverse 18 gennaio 2023

      Accontentiamoci, mio orso buono, d'avere la rara fortuna di essere il più bel paese del mondo, con la più bella costituzione e la più bella democcckkkrazzziaaaaaaaahhhhhhh.

    1. sbregaverse 17 gennaio 2023

      Si mangia pane e il veleno d'un'informazione tossica letale.
      Ma finchè c'è il pane va bene così.

    2. sbregaverse 17 gennaio 2023

      Ma certo , mio secondo nome, son qua per farti da spalla e dettare la battuta.

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