I parallelismi fra l’11 settembre e il Covid19

Kevin Ryan
off-guardian.org

Questa è la trascrizione (con qualche adattamento per renderne più scorrevole la lettura) del video di presentazione di Kevin Ryan per il 9/11 Truth Film Festival, tenutosi lo scorso settembre in occasione del 19° anniversario dell’evento. Vengono analizzati i numerosi parallelismi tra la narrativa ufficiale sul Covid19 e la “teoria della cospirazione” nata dopo l’attentato dell’11 settembre. Dall’incessante copertura mediatica basata sulla paura, ai segnali di corruzione, alla diffamazione dei critici da parte dei media mainstream, fino alle “simulazioni” stranamente preveggenti, anche nel caso del Covid19 i chiari segni di un’operazione psicologica sono tutti davanti ai nostri occhi.

Inizieremo dando uno sguardo ad alcune delle osservazioni che molti di noi hanno fatto sull’11 settembre, che altri semplicemente non riecono a fare per la paura di dove potrà condurli una scoperta del genere. Ci sono undici punti sull’11 settembre di cui vorrei parlare e li analizzeremo tutti. Di questi, il primo è l’incessante copertura mediatica, basata sulla paura, che ha accompagnato e seguito i fatti dell’11 settembre.

Per molti anni, il governo e i media hanno impegnato tutte le loro energie nell’alimentare la paura del terrorismo. Termini come 9/11 e 11 settembre sono stati ripetuti all’infinito e il terrorismo è ovunque diventato la narrativa principale, perché questa narrativa consentiva di portare avanti un’agenda di conquiste militari in diversi paesi. Ricordate i livelli di allarme terroristico codificati con colori diversi voluti dall’appena creato Dipartimento della Sicurezza Nazionale? I media ci informavano regolarmente se eravamo ad un elevato livello di rischio o in qualche altro stato di paura.

Allora, e durante l’invasione dell’Iraq, le notizie della stampa erano semplicemente le veline del Pentagono, sempre accettate in maniera acritica. Il New York Times, ad esempio, aveva continuato pubblicare propaganda di guerra e, sebbene abbia in seguito espresso rimorso per le bugie sulla guerra in Iraq, non si è mai scusato per aver ripetuto tutte le false storie sull’11 settembre inventate dal governo.

Un’altra osservazione è che non c’era stata una vera indagine, e non ci sarebbe mai stata, un’indagine sull’11 settembre. Cheney e gli altri hanno sempre cercato di impedirlo, poi abbiamo avuto l’inchiesta congiunta sull’11 settembre, condotta da quelli che erano anche i principali sospettati. Avevano redatto un rapporto di 28 pagine e lo avevano tenuto segreto per 15 anni. Nel frattempo, i familiari delle vittime avevano messo in imbarazzo il governo istituendo una commissione indipendente sull’11 settembre, ma, alla fine più, del 70% delle domande dei familiari erano rimaste senza risposta.

L’indagine del NIST sul World Trade Center era stata anch’essa un insabbiamento. Un’altra osservazione è che la risposta all’11 settembre ha causato la morte di molte più persone dello stesso attentato. L’11 settembre ci ha portato la guerra al terrorismo, in cui milioni di persone sono morte e altri milioni hanno avuto la vita sconvolta in modo irrimediabile. Con la guerra al terrorismo e le politiche autoritarie attuate a suo sostegno è stata anche attaccata la democrazia globale, così come le libertà personali in un mondo nuovo di sorveglianza di massa.

Sappiamo che ci sono stati falsi resoconti ufficiali sull’11 settembre. Il rapporto della Commissione sull’11 settembre era falso sotto molti aspetti: ignorava gran parte delle prove e la Commissione stessa aveva affermato di non essere nemmeno in grado di trovare riscontri su molti dei fatti più importanti relativi a questo crimine. Il rapporto era quindi in gran parte basato sul mito e su testimonianze ottenute con la tortura, senza nessun valore probatorio, come sanno tutti. Anche il rapporto del NIST aveva evitato di analizzare gran parte delle prove, aveva contraddetto i suoi stessi esperimenti scientifici e, alla fine, era ricorso all’uso di un modello computerizzato di cui, ancora oggi, non sappiamo nulla.

L’11 settembre era stato preceduto da esercitazioni che imitavano gli eventi reali: i registri mostrano che il NORAD aveva portato a termine 28 esercitazioni di dirottamento aereo nei due anni immediatamente precedenti l’attentato, sei di queste erano incentrate su dirottamenti totalmente all’interno degli Stati Uniti. In una di queste si simulava l’intercettazione di un aereo di linea dirottato che avrebbe dovuto schiantarsi contro l’edificio delle Nazioni Unite a New York City, solo a pochi isolati di distanza dal World Trade Center. Un’altra esercitazione, attuata solo tre mesi prima dell’11 settembre, includeva un documento di pianificazione con un’immagine di Osama Bin Laden in copertina. Il NORAD aveva affermato che per l’11 settembre erano state pianificate diverse esercitazioni, ed è chiaro che alcune di queste, tra cui Vigilant Guardian, si erano effettivamente svolte quel giorno. L’11 settembre era in corso anche un altro wargame, denominato Apollo Guardian, ed è chiaro dalle testimonianze delle persone coinvolte che queste esercitazioni avevano confuso e ostacolato le difese nazionali.

Dopo l’11 settembre, una dozzina di paesi avevano aperto indagini su episodi di insider trading correlati agli attacchi. C’erano molte prove di crimini finanziari che indicavano come alcune persone fossero al corrente dell’imminenza degli attacchi, come si poteva dedurre dalle opzioni put sulle società e sulle aziende che sarebbero state interessate dal disastro, dalle negoziazioni di buoni del tesoro e dalle transazioni tramite carte di credito effettuate al World Trade Center subito prima della sua distruzione.

Le persone incaricate delle indagini sull’insider trading avevano permesso ai sospettati di farla franca, con indagini farlocche e senza neanche interrogare i sospettati. Il governo degli Stati Uniti, alla fine, aveva concluso che, sebbene sembrasse che si fossero verificati episodi di insider trading, dal momento che non erano dovuti a persone legate ad Al Qaeda, non si era trattato di insider trading.

Poiché sapevamo tutti che era stata Al-Qaeda, anche gli altri paesi avevano seguito l’esempio e avevano abbandonato le loro indagini. È chiaro che, dopo l’11 settembre, ci sono stati molti vantaggi per i potenti. Dopo l’11 settembre molti miliardi di profitti erano affluiti alle industrie della difesa e le aziende che erano in procinto di rubare le risorse naturali, come petrolio e gas, avevano beneficiato enormemente della conquista dell’Afghanistan, dell’Iraq e di altri paesi. La narrativa ufficiali sull’11 settembre era stata molto redditizia per alcune persone. Dopo l’11 settembre, tutte le prove sull’attentato erano passate sotto il controllo dell’FBI e della CIA; la scena del crimine, i testimoni, le presunte prove contro i sospettati, comprese le testimonianze ottenute con la tortura su cui si basava il rapporto della commissione sull’11 settembre erano state tutte controllate e, in alcuni casi distrutte, dall’FBI e dalla CIA. In poche parole, il resoconto ufficiale dell’11 settembre è fondamentalmente un appello a fidarsi solo della CIA e dell’FBI.

Al-Qaeda era un nemico onnipotente. A credere alla narrativa non c’era luogo che non potesse raggiungere e, se necessario, aveva il potere di trascinare dalla sua parte anche persone ignare. Al-Qaeda ci ha sempre terrorizzati con modalità che hanno portato al sequestro di sempre più risorse [dai paesi invasi] e all’attuazione di politiche draconiane, come la sorveglianza di massa ingiustificata. Per anni, è sembrato che non avremmo potuto lanciare in aria un sasso senza colpire un affiliato ad Al-Qaeda. Catturavano le persone e le vestivano con tute arancioni, giravano video, disponevano di vaste reti finanziarie, sistemi di comunicazione estremamente efficienti, inclusi siti web, e niente di questo poteva essere fermato.

Dopo l’11 settembre, c’era stato un significativo abuso della scienza. Sembrava anzi che la scienza fosse stata completamente abbandonata, visto che nelle indagini ufficiali sulla distruzione del World Trade Center erano state esibite tutte le caratteristiche della pseudoscienza. Erano stati fatti pochi esperimenti, i risultati di quegli esperimenti erano stati ignorati o contraddetti nelle conclusioni, non era stata effettuata alcuna revisione paritaria e il contributo degli scienziati interessati era stato ignorato. I risultati non avevano potuto essere replicati o falsificati per mancanza di dati e l’ipotesi, supportata dalla maggior parte delle prove, della demolizione controllata degli edifici era stata completamente ignorata.

Un certo grado di censura del dissenso c’è sempre stato, ma, con l’11 settembre, ogni ipotesi e conclusione falsa fornita dalle agenzie governative nel corso degli anni è stata immediatamente e acriticamente ripetuta dai media mainstream. Nonostante il controllo dei media, all’inizio alcuni fatti erano trapelati  e ciò aveva portato ad alcune informazioni preziose, ma le molte domande che richiedevano una risposta e chiunque esprimesse un pensiero critico su ciò che poteva essere successo non erano ben accetti nella buona società. Chiunque osasse esprimere anche una sola di queste domande veniva considerato un teorico della cospirazione e chiunque osasse mettere in discussione il resoconto ufficiale veniva bollato dai media come teorico della cospirazione. Nel corso degli anni, video e siti web sono stati censurati, anche su Youtube e nelle ricerche su Google.

Queste undici osservazioni sull’11 settembre che ho appena analizzato sono, in realtà, solo una parte dell’insieme di prove che fanno sempre più pensare ad un coinvolgimento interno. A causa dell’11 settembre, molti di noi ora si rendono conto di vivere all’interno di un sistema politico che, per portare avanti la propria agenda, non si ferma davanti all’uccisione di migliaia di suoi concittadini, con i media mainstream disposti a coprirlo. La successiva e ovvia domanda è: quanto potrà peggiorare questo processo? Beh, ovviamente abbiamo visto questo tipo di inganno anche prima dell’11 settembre, ad esempio con l’operazione Gladio in Europa, nella Guerra del Golfo del 1990 e lo abbiamo anche visto dopo l’11 settembre, con gli attacchi all’antrace e le famose armi di distruzione di massa. Ora si sa che l’antrace proveniva dai laboratori nazionali statunitensi e che non c’erano armi di distruzione di massa, proprio come nel 1990, quando non esistevano le immagini satellitari delle truppe irachene in procinto di invadere l’Arabia Saudita e non c’erano i neonati tirati fuori dalle incubatrici in Kuwait.

Queste erano  le cose che, all’epoca, avevano convinto il pubblico americano ad accettare l’invasione del Kuwait e la guerra contro l’Iraq. Quando i veri responsabili vogliono farci credere a questo tipo di bugie, ingaggiano società di pubbliche relazioni che creano false narrative per convincere il pubblico ad accettare i crimini, ma, per quanto riguarda il Covid19, è consentito il pensiero critico?

Anche la sola allusione che il Covid19 sia parte di un’operazione psicologica può indurre alcune persone a considerare immediatamente il suggerimento come la promozione di una bufala, perché ciò significherebbe che, in realtà, non esiste alcun virus e che, nell’inganno, devono essere coinvolti centinaia di paesi e di agenzie. Tuttavia, un virus può esistere realmente ed essere utilizzato per manipolare il pubblico a fini politici. Dopo tutto, il comunismo e il terrorismo esistevano anche prima di essere utilizzati per manipolazioni psicologiche. Si sarebbe potuto approfittare della crisi del coronavirus dopo l’originaria diffusione del virus o, in alternativa, la manipolazione della narrativa avrebbe potuto essere partita fin dall’inizio, attraverso il rilascio intenzionale del virus.

Le precedenti operazioni psicologiche mostrano che, affinché la maggior parte delle persone segua una sceneggiatura preordinata, non è necessario che tutti siano coinvolti, specialmente al giorno d’oggi, quando le informazioni sono incerte e le grosse multinazionali prendono la maggior parte delle decisioni politiche e mediatiche. In questa presentazione faremo un passo dopo l’altro, prima di suggerire una qualsiasi ipotesi. Vorrei rianalizzare gli undici punti relativi all’11 settembre e vedere se possono applicarsi alla situazione del Covid19.

Prima di tutto c’è stata una incessante copertura mediatica basata sulla paura, lo sappiamo tutti. Se siete attenti a ciò che sta accadendo nei media, si è trattato di una copertura mediatica costante e tutta incentrata sulla paura. Ma, inizialmente, a gennaio e febbraio, i leader statunitensi ci avevano detto di non preoccuparci del Covid19. In realtà, la svolta drastica della narrativa ufficiale si era verificata durante la prima settimana di marzo e, immediatamente dopo, la copertura mediatica era diventata continua e totale. Si doveva parlare dei morti, non importa quanti, poi dei tassi di mortalità previsti, si diceva che la gente morisse per la strada e che fossero necessarie fosse comuni, ma, in seguito, si è visto che gran parte di queste notizie erano false.

A maggio, gli stessi dati del CDC parlavano di un tasso di mortalità per l’infezione da Covid19 di circa lo 0,26%, paragonabile a quello di una brutta influenza. I dati di giugno mostrati qui in tabella indicano che, a metà mese, 100.000 decessi erano stati attribuiti al Covid19 e l’80% delle vittime aveva più di 65 anni. Infatti, a tutt’oggi, l’età media dei deceduti per covid è più o meno quella dell’aspettativa di vita, ma 100.000 sono sicuramente tanti decessi, anche se, come confronto, la stagione influenzale 2018 aveva causato la morte di 80.000 Americani. Dovremmo però notare una cosa, che il numero di morti all’anno negli Stati Uniti è aumentato in modo significativo negli ultimi 10 anni.

C’è un grafico in questa diapositiva dove si vede che, intorno al 2010, i decessi avevano iniziato ad aumentare notevolmente e quest’anno ci aspettiamo circa 2,9 milioni di morti, anche senza covid. Negli Stati Uniti tutti i dati provengono dal CDC e, sebbene fossero stati riportati nuovi casi, fino a marzo i numeri erano stati più o meno gli stessi. Per il primo trimestre del 2020 i decessi erano stati superiori solo del 4% rispetto al 2019, anche con il covid. Visto che il tasso di mortalità non riusciva più a spaventare le persone, la nuova narrativa era stata quella di segnalare i casi, casi e altri casi ovunque. Ovviamente, tanti casi potrebbero essere considerati una buona cosa perché significa che molte persone non si ammalano in modo grave e che ci stiamo avvicinando all’immunità di gregge, ma non è così che ci è stata presentata la cosa. Al contrario, ogni storia doveva incutere paura.

Sappiamo anche che alcune delle cose sul Covid19 che abbiamo appreso dai media avrebbero dovuto far scattare un’indagine immediata, ad esempio quando, dopo mesi di leadership nazionale da parte del dott. Anthony Fauci, si era saputo che proprio lui aveva finanziato studi sull’acquisizione di funzioni presso il laboratorio di Wuhan, in cui si sospetta abbia avuto origine il virus. Questa notizia non è stata ritenuta degna di indagine e la risposta di Fauci alle domande su questa inspiegabile coincidenza è stata semplicemente quella di denunciarla come teoria complottista, piuttosto che affrontare direttamente le domande, proprio come avevano fatto i responsabili dell’insider trading, quando erano stati interrogati sul perché conoscessero in anticipo i fatti dell’11 settembre. Cos’è una ricerca sull’acquisizione di funzioni? Significa trasformare i virus in armi, rendendoli più efficaci nell’infettare le persone e più mortali. Fauci e il Pentagono hanno finanziato in tutto il mondo laboratori in grado di manipolare i virus secondo queste modalità. Inoltre, il fatto che le persone che guidano la narrativa sul Covid19 detengano molti brevetti relativi agli  stessi coronavirus avrebbe dovuto essere un serio motivo per un’indagine ufficiale su un eventuale conflitto di interessi.

La cosa più ovvia da osservare sul Covid19 è il fatto che la risposta alla pandemia, compresi i lockdown, ucciderà molte più persone del virus stesso. I modi in cui sta uccidendo sono numerosi, dalla mancanza di cure mediche, ai suicidi, alle overdosi da psicofarmaci, alle numerose carestie di proporzioni bibliche in tutto il mondo. Luoghi come il Libano, il Sud Africa e lo Yemen sono stati le prime vittime, ma la distruzione dell’economia e l’incapacità della gente di tornare a lavorare stanno devastando gran parte del mondo. Proprio come con la guerra al terrorismo, milioni di persone moriranno e milioni saranno rovinate, finanziariamente o comunque dai lockdown e dalla paura causata della narrativa ufficiale sul Covid19.

Ci sono stati falsi resoconti ufficiali? Sì, ci sono stati. Il terrore per il Covid19 era iniziato per davvero quando erano state diffuse le previsioni sui decessi, clamorosamente errate, elaborate dall’Imperial College di Londra guidata dal professor Neil Ferguson. Era poi venuto alla luceche Ferguson e il suo college avevano alle spalle una lunga storia di predizioni allarmistiche che, in precedenza, avevano causato enormi danni sociali. È importante notare che l’Imperial College riceve decine di milioni di dollari in sovvenzioni dalla Bill & Melinda Gates Foundation. La risposta mondiale al covid era stata basata sulle previsioni allarmistiche di Ferguson e, proprio come nel caso del rapporto ufficiale sulla distruzione del World Trade Center, questa era stata formulata in base ad un modello computerizzato che non ci è permesso consultare.

Un’altra somiglianza con l’11 settembre: il Covid19 è stato, ovviamente, preceduto da esercitazioni che ne simulavano gli eventi. C’è stata tutta una serie di esercitazioni sia pubbliche che private che simulavano una pandemia, Dark Winter nel 2001 e Atlantic Storm nel 2005, incentrate sul vaiolo, poi due anni di esercitazioni sulla biosicurezza, con Clade X nel 2018, Crimson Contagion nel 2019 ed infine Event 201, sul finire del medesimo anno.

Il gadget di Event 201

Event 201 simulava una crisi quasi identica a quella che si sarebbe verificata solo tre mesi dopo. Si trattava di un nuovo coronavirus e, durante l’esercitazione, ai partecipanti erano stati dati in omaggio gadget di peluche proprio a forma di coronavirus. Il programma della simulazione includeva, tra l’altro, l’analisi dei processi decisionali di pubbliche relazioni da parte dei leader aziendali, multinazionali farmaceutiche comprese. In collaborazione le con agenzie di intelligence, come la CIA, in questa simulazione si era anche discusso di come gestire le teorie del complotto, come censurare le informazioni condivise sui social media e come utilizzare i fact checker per ribattere a tutto ciò che avrebbe potuto contraddire la narrativa ufficiale.

C’era stato dell’insider trading? È stato riferito che, a gennaio, quattro senatori statunitensi avevano venduto milioni di dollari in azioni dopo essere stati informati sulla minaccia del coronavirus. Poco dopo, quelle stesse azioni erano crollate ma quei senatori non avevano subito alcun danno finanziario. Il senatore Richard Burr è a capo del comitato dei servizi segreti del senato ed è ancora oggetto di indagini per insider trading relative al covid. Anche la senatrice Kelly Loeffler fa parte dello stesso comitato ed è sposata con il proprietario della Borsa di New York. Altri due senatori, Jim Inhofe dell’Oklahoma e Dianne Feinstein della California sono sospettati di insider trading.

Questi fatti suggeriscono che poche persone, ricche e potenti, erano in grado di prevedere ciò che non avrebbe potuto essere prevedibile. Ovviamente, ci sono stati vantaggi sospetti per pochi potenti e, quello che potrebbe essere un diverso tipo di insider trading, la paura del coronavirus, ha generato un enorme aumento di ricchezza per alcune potenti società. I miliardari ne hanno tratto grandi benefici, aumentando i loro patrimoni di quasi un trilione di dollari in soli sei mesi. A questo proposito è importante notare che 25 società sono più grandi e più potenti di molte nazioni, tra di esse Amazon, Walmart, Google, Apple, Microsoft, Facebook e Twitter. Per i leader di queste multinazionali, più potenti di interi stati, la paura del coronavirus si è rivelata un enorme vantaggio, proprio come [la paura del terrorismo] per le prime 25 aziende americane dopo l’11 settembre. All’epoca, ne avevano beneficiato società come Exxon Mobil, Royal Dutch Shell e Halliburton.

Nel momento in cui era partito il cambio narrativa sul Covid19, all’inizio di marzo, la Casa Bianca aveva annunciato che le informazioni sul virus all’interno degli Stati Uniti sarebbero state sotto il controllo del Consiglio per la Sicurezza Nazionale. Questo è in linea con le simulazioni che avevano preceduto gli eventi. Si è poi saputo che le agenzie di intelligence statunitensi stavano monitorando l’epidemia di coronavirus almeno da novembre, appena un mese dopo la simulazione di Event 201. Abbiamo anche appreso che società finanziate dalla CIA, come Palantir, di Peter Thiel, erano state imgaggiate per gestire in maniera confidenziale tutti i dati relativi al covid. Anche nel Regno Unito le agenzie di intelligence controllano i dati e dirigono la risposta del governo, proprio come dopo l’11 settembre.

In un certo senso, il nemico è lo stesso. Proprio come Al-Qaeda, il virus è sfuggente, potente e imprevedibile. In effetti, ci è stato raccontato che non è come nessun altro virus di nostra conoscenza. Ci è stato detto che gli asintomatici non solo possono diffonderlo, ma possono anche essere dei super diffusori. All’inizio si propagava solo attraverso l’aerosol ma poi è diventato aereo. Ci è stato detto che si può essere reinfettati, ma si è visto che è solo una questione di test difettosi, come vedremo tra un attimo. Farmaci poco costosi ed efficaci hanno sempre funzionato, anche il CDC aveva pubblicato una ricerca secondo cui la clorochina era efficace contro l’ultimo coronavirus ma, improvvisamente, con questo non funziona, nonostante la ricerca scientifica abbia dimostrato il contrario e, anche se gli altri coronavirus contagiosi per la specie umana hanno un andamento tipicamente stagionale e altamente prevedibile, questo no.

Stranamente, ci viene detto che non si può contrarre questo virus nelle manifestazioni di protesta, a meno che, naturalmente, non si protesti contro i lockdown e l’unico modo per rendere possibile una cosa del genere è che questo nuovo virus sia stato geneticamente modificato in qualche laboratorio, per agire in modo completamente diverso a seconda dei casi, ma ciò indicherebbe una necessità ancora maggiore di indagare sulle origini del virus, ma ci viene detto di non pensarci.

Questo ci porta al prossimo parallelo tra covid e 11 settembre: l’abuso della scienza come mezzo per influenzare la narrativa politica. Ci sono diversi esempi. Prima del cambio di narrativa, all’inizio di marzo, una rivista cinese di epidemiologia aveva pubblicato un articolo sottoposto a revisione paritaria in cui si sottolineava l’altissimo numero di falsi positivi nei covid-test eseguiti in Cina. La conclusione era stata che circa la metà dei test effettuati avevano dato falsi positivi. In altre parole, a molte persone veniva detto di avere il virus quando non era vero, erano casi falsi. Lo stesso problema è stato ampiamente segnalato negli Stati Uniti, ma con scarsi risultati. Abbiamo sentito di gente risultata negativa e positiva nello stesso giorno, che capre, frutta e ali di pollo congelate risultavano positive e che a molte persone è stato erroneamente diagnosticato il virus.

Nello stesso momento in cui era partito il cambio di narrativa, il CDC aveva ammesso che i laboratori statali si erano lamentati dell’alto tasso di falsi positivi generato dal kit test del CDC. La cosa aveva attirato la mia attenzione e l’avevo esaminata più da vicino. Il kit test del CDC per la diagnosi dell’infezione è un test genetico chiamato test PCR, questi test possono essere molto sensibili, ma possono anche essere assai imprecisi. Il test dipende da reagenti critici, denominati primer, il kit test del CDC includeva originariamente tre primer, tutti specifici per un unico gene del virus, il gene n, o gene del nucleocapside. Questo gene ha un alto grado di conservazione tra i coronavirus, ovvero tutti i coronavirus hanno geni n molto simili tra loro. I tre primer sono chiamati n1, n2 e n3. Dopo le lamentele dei laboratori statali sui troppi falsi positivi, il CDC aveva dichiarato che il problema era dovuto solo al primer n3, il CDC aveva quindi detto a tutti di tralasciare il primer n3 e di continuare ad utilizzare il kit. Sorprendentemente, avevano anche affermato che i risultati positivi non dovevano più essere confermati. In ogni caso, il primer n3 non è l’unico responsabile dei falsi positivi, nel kit CDC anche il primer n1 non è specifico. Inoltre, una ricerca sul database nazionale di allineamento genetico, chiamato BLAST, mostra che il n2 non è più specifico del n1 o del n3.

Avevo trovato ulteriori prove di questo fatto a metà marzo, quando su Twitter avevo notato un post del dottor Benjamin tenOever, un professore di biologia esperto di virus presso la Mount Sinai School of Medicine. Il post del dott. tenOver mostrava alcuni risultati dell’elettroforesi su gel, in base ai quali i falsi positivi sarebbero un problema del kit test del CDC, perché le cellule umane non infette rispondono ai primer n1 e n3 come se fossero state infettate da Sars Covid2. Aveva fatto notare che questa è la prova che i primer del kit test CDC generano molti falsi positivi. In risposta al suo post, la dott.ssa Angela Rasmussen, una virologa della Columbia University School of Public Health e un altro virologo della Rockefeller University avevano rapidamente convenuto che i primer erano da buttare e che avrebbero causato molti falsi positivi. Il dottor tenOver presumeva erroneamente che il CDC avrebbe, ovviamente, corretto questo problema. Quello che invece aveva fatto il CDC, come abbiamo visto, è stato semplicemente rimuovere il primer n3 e modificare il protocollo, in modo che i positivi non dovessero essere più confermati, e questo è lo stesso kit test del CDC che viene utilizzato oggi.

Un altro modo in cui la scienza è stata abusata durante la crisi del covid è nelle modalità con cui vengono registrate le morti. Chiunque risulti positivo al Sars Covid2 e muoia ha Covid19 scritto sul certificato di morte. In altre parole, non viene fatta alcuna distinzione tra le persone che sono morte CON il virus e persone che sono morte PER il virus e non è nemmeno necessario testare il paziente, se si può anche solo presumere che il covid abbia avuto un ruolo. Se ci aggiungete il fatto che gli ospedali sono ricompensati finanziariamente per dichiarare il covid come causa di morte, vi renderete conto che l’inflazione dei decessi dovuti a covid è diventata un vero problema.

Ne aveva parlato il dottor Scott Jensen, senatore dello stato del Minnesota, dicendo che in tutti i suoi anni di carriera nessuno gli aveva mai detto che doveva scrivere una specifica causa di decesso su un certificato di morte, a meno che non fosse la vera causa di morte. All’inizio dell’estate i lockdown erano stati revocati e molte persone sono state sottoposte al test, incluso chiunque venisse ricoverato in un ospedale. Di conseguenza venivano segnalati molti più casi e, quando qualcuno di loro moriva dopo essere risultato positivo al test, come causa di morte veniva scritto “Covid.”

Questa politica è di per sé indifendibile, ma il problema dei falsi positivi peggiora ulteriormente le cose. Tornando alla modifica della narrativa partita agli inizi di marzo, ricordate quando tutti gli esperti ci dicevano di non indossare le mascherine perché non sarebbero state efficaci contro il covid? Beh, certamente io lo ricordo. Questo era il messaggio dell’OMS, del CDC, del Chirurgo Generale degli Stati Uniti e del dott.Anthony Fauci: dicevano tutti di non indossare le mascherine e non solo perché scarseggiavano, come si affermava allora, ma perché non c’era nessuna prova che le mascherine impedissero la diffusione delle infezioni virali, come quella da Covid19. In un brevissimo lasso di tempo, tutti questi esperti hanno fatto un’inversione di 180°, ma le argomentazioni scientifiche alla base delle raccomandazioni originali non sono cambiate e sono ancora valide.

Cos’era successo al dottor Jensen dopo che aveva parlato della falsa attribuzione di covid come causa di morte? Era stato censurato ed era stata avviata un’indagine da parte del consiglio di sanità del Minnesota, che alla fine lo aveva scagionato. Il suo reato: aver semplicemente e apertamente affermato dei fatti e chiesto delucidazioni sulle politiche ufficiali in fase di attuazione. Molti altri hanno hanno dovuto subire un trattamento del genere solo per aver posto simili domande. Nonostante la censura e le prevaricazioni, molti medici hanno denunciato la irresponsabile e pericolosa risposta al problema del Covid19 e la maggior parte di loro è stata attaccata dai media mainstream e dai fact checker.

Quello di cui possiamo essere sicuri è che il giorno in cui questi fact checker verificheranno il rapporto della commissione sull’11 settembre sarà il giorno in cui potremo credere che stanno lavorando nel nostro interesse.

Riesaminiamo rapidamente questi paralleli. Con il Covid19, proprio come l’11 settembre, si è avuta una incessante copertura mediatica basata sulla paura, c’è stata una mancanza di indagini, è chiaro che la risposta al problema sta uccidendo molte più persone del problema stesso, ci sono stati falsi resoconti ufficiali, la crisi del covid è stata preceduta da eserctazioni che simulavano gli eventi, proprio come l’11 settembre, c’è stato insider trading, proprio come con l’11 settembre, ci sono guadagni sospetti per pochi potenti, abbiamo le agenzie di intelligence che controllano le informazioni, con il Sars Covid abbiamo a che fare con un nemico onnipotente e assolutamente sfuggente, proprio come con Al-Qaeda, ho fornito diversi esempi di abuso della scienza, anch’esso un segno distintivo dell’11 settembre e, infine, abbiamo la censura del dissenso.

È evidente che l’11 settembre e il Covid19 condividono molte caratteristiche e risultati e che, proprio come con l’11 settembre, sul Covid19 siamo stati scoraggiati dall’esercitare il pensiero critico. Ma ho un’ultima osservazione da fare: avete notato che quest’anno il terrorismo non è mai salito all’onore della cronaca? Ogni anno, dall’11 settembre in poi, negli Stati Uniti si è sempre verificato qualche grande evento e, ogni anno, molte persone sono morte a causa del terrorismo, ma non nel 2020. Potrebbe essere che il Covid19 stia in qualche modo sostituendo il terrorismo? Se è un’operazione psicologica dobbiamo chiederci chi c’è dietro. Forse non sarà di nuovo questo tizio (Dick Cheney), ma di certo sembra essere d’accordo. Quelli che ne traggono vantaggio sono i miliardari e alcune delle più grandi società ed organismi sovranazionali che, guarda caso, sono proprio quelli che ci forniscono le informazioni e le soluzioni, quelli di cui ci viene detto di fidarci. Negli Stati Uniti l’OMS, Bill Gates, il dottor Fauci e il CDC sono le entità di cui dovremmo fidarci, quindi diamo un’occhiata più da vicino a queste persone per vedere se veramente sono così umanitari, come ci viene fatto credere.

L’OMS ha guidato la maggior parte della risposta al Covid19. L’OMS è noto per sovrastimare le pandemie per aumentare i profitti delle aziende farmaceutiche, come nel 2005 con influenza aviaria, che, secondo l’OMS avrebbe dovuto provocare 150 milioni di morti. E, ancora nel 2009, quando l’OMS era stata ampiamente criticata per aver modificato la propria definizione di pandemia per aiutare a vendere i vaccini per l’influenza suina. L’OMS ottiene l’80% dei suoi finanziamenti da donatori privati, in gran parte da aziende farmaceutiche e da coloro che ne rappresentano gli interessi, tra i maggiori donatori vi è Gavi, la fondazione per i vaccini di Bill Gates. L’attuale direttore dell’OMS, Tedros Adhanom, è il primo non medico in quella posizione ed è stato soprannominato “doctor-cover-up” per gli sforzi fatti nel coprire le epidemie in Etiopia. Infine, che ci crediate o no, l’OMS ha ingaggiato la Hill & Knowlton per gestire la divulgazione delle notizie riguardanti il Covid19. Ricordate i neonati buttati fuori dalle incubatrici in Kuwait? Una completa finzione, mai avvenuta in realtà. Quello era un prodotto della Hill & Knowlton ed ora la stessa azienda ci sta raccontando la storia del Covid19 per conto dell’OMS.

Bill Gates non è un medico e, si spera, le persone dovrebbero rendersi conto che, in realtà, è uno spietato intrigante, questo secondo il co-fondatore di Microsoft, Paul Allen. La Bill and Melinda Gates Foundation ha monopolizzato l’industria sanitaria globale e ha investito molto nei meccanismi di controllo della popolazione tramite vaccini, dispositivi di identità biometrica ed una società senza contanti. La Fondazione Gates è uno degli sponsor delle simulazioni di questa crisi, incluso Event 201 e, durante una recente discussione sul Covid19, Gates ha dichiarato che dobbiamo prepararci per la prossima, “che attirerà l’attenzione, mentre questa io la chiamo la pandemia numero uno.”

Che cosa dire poi del CDC e del suo leader, Robert Redfield? Anche il CDC ha fama di spingere narrative terrorizzanti per conto delle grandi aziende. Nel 1976 il CDC aveva esortato tutti gli Americani a farsi vaccinare contro l’influenza suina con un vaccino non testato, con conseguente sviluppo di disturbi neurologici in molte persone. Nel 2016, un gruppo di scienziati anziani del CDC aveva presentato una lamentela sull’etica dell’agenzia, affermando che “sembra che la nostra missione venga influenzata e plasmata da poteri esterni, partiti e loschi interessi.” Gli scienziati, nella loro denuncia, affermavano che, per perseguire obiettivi politici, erano state modificate le definizioni delle patologie e manipolati i dati. L’attuale direttore del CDC, Robert Redfield, aveva anche guidato la disastrosa risposta del Pentagono al problema dell’HIV negli anni ’80. Considerava l’AIDS come il risultato di una società immorale, secondo le sue opinioni religiose. Alla fine, nel 1994, era stato rimosso dall’incarico, dopo che gli investigatori militari lo avevano accusato di aver sistematicamente manipolato i dati, utilizzato analisi statistiche inappropriate e presentato dati fuorvianti, nell’apparente tentativo di promuovere l’uso di un vaccino inutile.

Ancora una volta, queste sono stesse le persone che guidano la crisi del coronavirus e la relativa risposta. E il dottor Anthony Fauci? Anche lui ha un passato sordido per quanto riguarda l’AIDS. Qualcuno ha per caso visto il film vincitore del premio Oscar, Dallas Buyers Club? Fauci era il cattivo, l’anonimo cattivo. Aveva fatto prescrivere ai pazienti affetti da HIV un inutile farmaco contro il cancro, l’azt, incoraggiandoli, nonostante i dati esistenti dimostrassero che era molto tossico. Molti erano morti a causa della sua tossicità e, come ho già detto, Fauci ha anche finanziato il progetto per la militarizzazione dei coronavirus a Wuhan, in Cina, virus proprio come quello del Covid19. Fauci si è anche vantato del fatto che la sua agenzia e la Gavi di Bill Gates “operano a stretto contatto nella promozione dei vaccini, con una collaborazione diretta nel definire lo standard di tutto ciò che serve.

Quindi, dopo aver passato in rassegna le persone di cui ci viene chiesto di fidarci, dobbiamo chiederci dove potrà portarci tutto questo. Penso che le persone vengano condizionate dai media e dal governo ad accettare i prossimo passi. È interessante notare che le leggi emanate dopo l’11 settembre, in conseguenza degli attacchi all’antrace, sono proprio quelle che renderanno possibile l’attuazione delle prossime misure. Ad esempio, il Bioshield Act del 2004 consente ai vaccini, in caso di emergenza, di superare rapidamente le usuali misure di sicurezza adottate normalmente; questi vaccini scarsamente testati verranno resi obbligatori, in un modo o nell’altro.

Nei media esiste un’infinità di discussioni su questo argomento ma Bill Gates ci ha detto che non abbiamo nessuna possibilità di scelta sull’essere vaccinati. È probabile che le identità biometriche vengano implementate insieme ad una nuova società senza contanti e questi passaggi consentiranno a chiunque controlli questi dati di tracciare e controllare realmente ogni singolo momento della nostra vita.

In sintesi, vorrei riassumere ciò di cui abbiamo parlato in questa presentazione. Prima di tutto, abbiamo osservato che il Covid19 ha molto in comune con l’11 settembre e che i ricchi e i potenti stanno diventando sempre più ricchi e potenti grazie ad esso e che i danni e i morti causati dalla risposta al Covid19 sono già di gran lunga superiori a quelli del virus. Tutto questo mi fa arrivare ad una ipotesi, potreste avere la vostra di ipotesi, questa è la mia.

La paura del coronavirus è un’operazione psicologica che ha lo scopo facilitare un nuovo livello di controllo della popolazione a beneficio di pochi potenti. È possibile che il Sars Covid2 sia stato artificialmente prodotto proprio a tale scopo, ma, senza ulteriori indagini e trasparenza, credo che la nostra società corra il pericolo di diventare uno stato totalitario globale. Che ci crediate o no, è tutto quello che ho da dire su questo argomento, grazie per l’ascolto e fatemi sapere se avete qualche domanda.

Kevin Ryan

Fonte: off-guardian.org
Link: https://off-guardian.org/2020/10/14/watch-the-parallels-between-9-11-and-covid19/
14.10.2020
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org