I conti dello Stato sono già saltati da tempo: alla prima recessione l’Italia farà crack, causa tasse troppo alte che deprimono il PIL. Spieghiamo dunque cosa possa significare “fare crack”

I conti dello Stato sono già saltati da tempo: alla prima recessione l’Italia farà crack, causa tasse troppo alte che deprimono il PIL. Spieghiamo dunque cosa possa significare “fare crack”

DI MITT DOLCINO

mittdolcino.com

I conti dello Stato sono già saltati da tempo: alla prima recessione l’Italia farà crack, causa tasse troppo alte che deprimono il PIL. Spieghiamo dunque cosa possa significare “fare crack”


Mi sono messo di buona lena e ho voluto comparare le Note di Aggiornamento economico e finanziario dei governi gialloverde e giallorosso, che vi presenterò in un prossimo intervento. Vi lascio solo con solo un pezzo della conclusione ricavata da tale analisi: entrambi i governi avevano deciso di abbassare le tasse, mentre nei fatti hanno spudoratamente mentito. Il problema è che questo era davvero l’ultimo treno: da qui in avanti in numeri si avviteranno su se stessi in quanto la mole di bugie dette non potrà più essere sostenuta nemmeno dal un bugiardo matricolato. Nel senso, i risparmi degli italiani dovranno essere giocoforza attaccati, inevitabilmente, visto che il giochino è letteralmente scappato di mano. Ossia, in un momento non precisato tra la metà del 2020 e la fine del 2023 l’Italia – senza azioni che rompano lo status quo attuale, ad esempio uscendo dall’euro, comunque in modo “disordinato” – l’Italia farà crack.

Ma cosa significa fare crack? Semplice, controlli di capitale, ossia impossibilità di prelevare i propri soldi dai conti correnti. Prelievi forzosi dei propri soldi dai conti correnti, per emergenze finanziarie. Limitare l’erogazione delle pensioni. Questo nei casi più eclatanti.

NADEF Giallorosso (poco diverso da quello gialloverde): la spesa legata all’anzianità aumenta esponenzialmente fino al 2040 ma i conti dell’INPS restano in ordine? Mah….

Inizialmente si passerà per il salvataggio del primo pilastro sistemico che inevitabilmente crollerà, l’INPS. Ovvero, per vostra info, i conti dell’INPS salteranno bellamente, visto che base meccanismo a ripartizione su cui è fondato l’Ente, tutto funziona se c’è piena occupazione con stipendi non in netta discesa.

Nel caso di una anche solo piccola recessione globale la disoccupazione scenderebbe e gli stipendi anche, mentre la tassazione salirebbe, restando nell’euro (non vi dico cosa succederebbe se a tali eventi si aggiungesse una fiammata inflattiva, tipo guerra nel golfo, stagflazione depressiva...). A fronte di un debito pubblico in perenne salita e di un PIL in discesa, semplicemente, nell’arco di 18 mesi, tutti i conti andrebbero a catafascio (ricordo solo che con un PIL in stagnazione ed un debito a 2407 miliardi di euro, la matematica ci dice che il rapporto debito PIL è prossimo al 137%, checchè questo venga taciuto dagli astuti governanti, bravissimi solo a rabbonire gli italiani, ndr).

La prima mossa in tale caso sarà nazionalizzare i fondi pensione privati, come fecero l’Argentina e l’Ungheria durante l’ultima crisi (anche Monti stava per farlo nel 2011, poi la lobby bancaria ed assicurativa lo bloccò in extremis). A ciò seguirebbero tasse aumentate esponenzialmente ed assurde (su tutto, intendo), inclusa la fantomatica imposta patrimoniale di dimensioni stratosferiche, visto che i conti bucati dell’INPS da sempre sono coperti con la tassazione ordinaria (ogni anno lo stato prende dalle tasse che voi pagate circa 100 miliardi di euro per far tornare i conti dell’INPS, per vostra informazione [per la precisione ca. 108 miliardi nel 2018])

Chiaramente i giudici dalle Corti nazionali avalleranno gli estremi passi, ossia la stretta fiscale, in un altrettanto estremo tentativo di difendere anche le loro enormi pensioni prospettiche pagate in euro, mentre il resto della popolazione rischierà di cadere in miseria.

Una volta che la gente sarà scesa in strada a protestare, con disoccupati ed agricoltori in prima fila, magari con uno sciopero generale, le cose verrebbero affrontare con pugno duro dai detentori di cadrega. A tale punto, dopo innumerevoli prese in giro governative sui numeri e sulle tasse oltre che sulla reale situazione del Paese, con i governi succedutisi negli ultimi 10 anni messi alla berlina sui media, bisognerà valutare se le forze dell’ordine saranno solidamente attorno al governo o anche loro, a fronte del caos, inizierebbero a darsi malati piuttosto che pestare la povera gente scesa in strada che suppostamente potrebbe aver ragione. O peggio.

Pessimo segno…

Nel mentre Francia e Germania, non aspettando altro, non annullerebbero assolutamente l’austerità ed anzi imporrebbero la troika come in Grecia per fare tornare i conti, dimenticandosi che dal 2011 l’Italia paga i conti francesi e tedeschi in forza di tassi giunti negativi ed inutile austerità, l’ESM salvò infatti i conti delle banche EUropee ma NON di quelle italiane (…).

Da lì in avanti sarà terra di nessuno: nulla vieterebbero che, facendo valere il debito verso l’EU dell’Italia, la Francia cercasse di impossessarsi militarmente di Piemonte e Valle d’Aosta avanzando le sue guarnigioni incredibilmente disposte da mesi alla frontiera franco-italiana per ripetute esercitazioni, senza che nessuno si ponga dei dubbi in riguardo (…). Mentre Campione passerebbe alla Svizzera nottetempo con un accordo come si fa sempre da quelle parti, pacifico: una striscia di terra di pochi kilometri contro circa 140 milioni € di debito che l’Italia non onorerà.

Alla fine solo chi ha l’esercito che conta già disposto in Italia potrebbe fermare lo scempio, ossia le armate straniere. Ossia alla fine il salvatore di ultima istanza sarebbero sempre loro, gli USA (come dopo la fine della seconda guerra mondiale coi francesi che volevano annettere la Valle d’Aosta, ndr), con le loro basi atomiche nella Penisola. Ben sapendo che del nord Italia e soprattutto del nord ovest a Washington interessa relativamente poco, per gli americani quello che conta è il sud ed il Mediterraneo. Quello che verrebbe dopo immaginatelo voi….

Il prossimo anno si annuncia come l’inizio della tempesta perfetta: da un parte i conti italiani più che traballanti, sostenuti da una mole di bugie che l’EU fa chiaramente finta di non vedere, per ora (lo vedrete nel prossimo intervento). Dall’altra i dazi di Trump, in arrivo per l’EU ed anche per l’Italia. Sopra tutto l’austerità perenne imposta da Bruxelles, in forza dell’uso di una valuta comune in seno all’EU. A questo aggiungiamo la crisi globale in attesa di esplodere, fra recessioni varie e tassi negativi, oltre all’ingegnerizzazione di una crisi finanziaria globale a metà del prossimo anno che sembra finalizzata di boicottare la rielezione di Trump.

Lato italiano lo Stato sarà sempre meno rappresentativo per gli italiani votanti, stretti tra assenza di elezioni democratiche e partiti comunque – tutti, anche gli ex sovranisti – filo-EU, ricordando infatti che anche la Lega si è ufficialmente dichiarata e a più riprese come pro-Euro, ossia che dall’euro non si vuole più uscire (e gli imprenditori del nord sono perfettamente d’accordo, sbagliando clamorosamente secondo chi scrive).

NO Italexit? Ok, ma allora le tasse devono salire a dismisura, anche se si va in recessione…

Dunque bene essere consci di cosa potrà capitare nel prossimo futuro. Mi permetto solo un commento: come vedrete nel prossimo intervento, non si tratta di un problema giallorosso, gialloroverde, leghista, PD o M5S, o di qualche partito politico in particolare, assolutamente no. Il problema è dato dal fatto che, purtroppo senza distinzione, i politici romani hanno preferito preservare i loro interessi di cadrega che fare qualcosa di utile per gli italiani, per il Paese, da anni. Insomma, MANCA UNO STATISTA. Forse, all’apice della crisi, qualcuno potrebbe anche richiedere in futuro che TUTTI i detentori di uno scranno all’europarlamento o al Parlamento italiano negli ultimi 8 anni vengano in toto esclusi da prossime elezioni nazionali, imponendo il rinnovamento forzato. Ben conscio che una modifica del genere dell’assetto Costituzionale prevederebbe l’intervento di forze non solo necessariamente parlamentari.

Ormai siamo all’ultimo giro di valzer sul Titanic. E credetemi che le considerazioni – forti – qui presentate sono frutto di un’analisi sulle evidenti bugie sui numeri che emergono dai vari NADEF, vedrete nei prossimi giorni (purtroppo è fattuale).

Temo infatti ormai che anche l’uscita dall’euro avrebbe pochi effetti economici, oggi, il danno è enorme e ormai va affrontato, comunque, nelle conseguenza. Ossia la frittata è fatta. Certo, uscire dall’euro comunque eviterebbe all’Italia la schiavitù che verrà INEVITABILMENTE imposta dall’EU a seguito dell’esplosione del debito e del crack del paese, dunque ne varrebbe comunque la pena, assolutamente. Ma questa è un’altra storia.

Detto questo, ritengo che non solo i conti dell’Italia siano a rischio, ma anche l’Unità del Paese, oltre che il suo benessere e la pace sociale. Dunque, temo che in modo pacifico questa volta non se ne uscirà, purtroppo. Anche perchè i responsabili del crack inevitabilmente qualcuno direbbe che andrebbero ricercati e puniti, nel caso.


Nota:

la suddetta rappresentazione di un evento traumatico come il crack – per altro già visto in qualche forma in Grecia, ben ricordando però che la penisola ellenica non confina nè con la Francia nè con l’Austria/Germania – non ha l’ambizione di essere ne’ completa, ne’ esaustiva, ma solo dare un’idea di cosa potrebbe succedere, nel caso. Speriamo che possa servire a chi di dovere per assumersi le proprie responsabilità, a fronte di rischi enormi di tenuta del Paese.

Mitt Dolcino

Fonte: www.mittdolcino.com

Link: https://www.mittdolcino.com/2019/10/05/i-conti-dello-stato-sono-gia-saltati-cosa-asignifica-fare-crack/

5.10.2019


Commenti (19)

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    1. angelo 28 dicembre 2019

      finche' siamo nell'euro non ci sara' nessun crack ma una fine lenta come in grecia , se poi i tedeschi decidono di finire la storia della moneta del cazzo anche in questo caso una buona parte dei paesi piu' devastati si terrebbe l'euro svalutato di un bel 40% e voila' il gioco e' fatto yahooooo

    1. Holodoc 28 dicembre 2019

      L'Italia non ha mai prodotto statisti, al massimo profittatori della creduloneria italiota.

      All'epoca dei comuni medievali ci si affidava ad un Podestà di origine straniera... forse sarebbe il caso di riprendere la tradizione...

    1. Albert Nextein 28 dicembre 2019

      Decenni di socialdemocrazia sotto mentite spoglie catto-libero-comuniste ha prodotto danni insanabili.
      Su questo non ho dubbi.
      Si è dimostrato , oltre ogni ragionevole dubbio, che il debito pubblico è impagabile, la spesa corrente incontrollabile ed incoercibile, gli introiti fiscali in vano e continuo aumento, il numero dei poveri raddoppiato.
      I numeri lo certificano.
      Il tessuto economico e produttivo si sta sfaldando e rarefacendo.
      Il sistema finanziario ormai autoreferenziale è minato alla base.
      Il sistema monetario europeo alimenta ,coi propri interventi di QE Ltro etc, gli errori , le bolle, le cattive allocazioni di capitali che avranno un redde rationem esplosivo.
      Manca un innesco decente per far esplodere una situazione irreparabile e sbilenca da troppo tempo.
      Concordo con l'autore dell'articolo.
      In particolare quando vede il rischio di stagflazione.
      E' evidente che ,qualora si materializzi un crack italiano , si innescherà un effetto domino colossale che coinvolgerà il pianeta in un'unica direzione.
      La vera miseria ed un degrado assoluto in ogni ambito dell'azione umana.

    1. lady Dodi 28 dicembre 2019

      2011, Governo Monti. Nato e insediato in fretta e furia perchè, dicevano, il giorno dopo non avremmo avuto il becco di un quattrino nemmeno per pagare le pensioni e gli stipendi agli statali. Durato poco, non ricordo esattamente quanto ma ecco il Governo Letta. Ricordo il discorso di insediamento di Letta: ormai tutto va bene, abbiamo sistemato le cose e insomma un discorso per cui io non credevo alle mie orecchie.
      Ma una crisi del genere si sarebbe potuta superare in un anno o due? Impossibile anche per Superman. Delle due l'una: o la crisi era una bufala o non l'abbiamo superata affatto. Una crisi come quella prospettata da Monti non basterebbero 10 anni a superarla. Cosa è successo davvero alle nostre spalle?

    1. gix 28 dicembre 2019

      Magari in futuro sarà anche peggio di quello che si dice qui, ma se tutto questo non avverrà, a cominciare da cose trascurabili come l'aumento dell'iva, avremo il piacere di vedere un articolo riparatore da costui e dagli altri come lui?

    1. Sirius 28 dicembre 2019

      Spero, come altri speranzosi utenti, che il crack avvenga quanto prima.
      Il crollo del più grande schema ponzi fatto di stati e banche centrali, sarà uno spettacolo.
      Dai, che magari il medioevo sta per finire.

    1. cristina 28 dicembre 2019

      I conti dell'Inps non tornano perché hanno fatto delle mega-truffe sulla previdenza e contribuzione, truffa significa solo una cosa.

    1. mauriz 28 dicembre 2019

      Se il crack servisse allo smembramento dell'italia in molteplici territori ben venga.

    1. Predator 28 dicembre 2019

      Il piano B?
      Evadere!

    1. ton1957 28 dicembre 2019

      Vabbè queste sono le buone notizie, per quelle cattive ripasso domani?

    1. Rossi Mario 28 dicembre 2019

      Speriamo che questo accada al più presto.Se non avete un piano B,sono cavoli vostri.

    2. Holodoc 28 dicembre 2019

      Ancora non accettano prenotazioni per i viaggi su Marte

    1. Vincenzo Siesto da Pomigliano 28 dicembre 2019

      Ma smettiamola con questo tormentone diffuso dalla casta capitalista sulle tasse troppo alte, poiché nonostante questo e la crisi c'è gentaglia che diventa sempre più ricca facendo aumentare il divario tra ricchi e poveri: come mai?
      Dire di ridurre le tasse a tutti è una mera presa in giro. A parità di PIL, se da una parte tagli le tasse dall'altra devi tagliare i servizi e lo stato sociale e di conseguenza ridurre gli stipendi ai lavoratori e ai pensionati; è come una coperta corta: se cerchi di coprire la testa rimangono i piedi allo scoperto e viceversa.
      Semmai le tasse bisogna ridurle ma solo a chi sta in difficoltà, non ai soliti che si sono arricchiti nonostante la crisi ed evadendo le tasse.
      E siccome il PIL è destinato a ridursi sempre di più a causa dell' irreversibile e ineludibile crisi mondiale del capital-consumismo (la quale crisi paradossalmente arricchisce solamente i già ricchi e impoverisce il resto della popolazione) è necessaria applicare una tassazione solamente sugli stipendi e sui redditi d'oro nonché sulle rendite parassitarie di questa gentaglia.

    2. giovanni 28 dicembre 2019

      ovvero la gentaglia dai redditi d'oro che gestisce il governo del paese, nostro ed altrui, decide di tassarsi a nostro favore.
      ineccepibile!

    3. Sirius 28 dicembre 2019

      Il tormentone della casta capitalista? Abbassare le tasse? Vincenzo con tutto il rispetto ma che minc.. dici?
      La gente enormemente ricca lo è sempre di più perchè il popolino continua a dare valore e ad usare una moneta fasulla che viene creata dalle banche centrali all'infinito senza alcun costo, creata e trasferita direttamente nelle tasche di questi, ciò rende i super ricchi ancora più ricchi, rubando ai poveri con l'inflazione, tassa sull'ignoranza.

      Le tasse non devono nemmeno esistere in un mondo sano, sono un furto, un pizzo come si fa a non capirlo? Poi il termine "evadere" le tasse, interessante che si usi questo termine, dato che implica che prima ci si trovava in gabbia.

      Ma comunque possiedi delle cose? Sei un capitalista, complimenti.

    1. MONDO FALSO 28 dicembre 2019

      bene , la nostra schifo di societa' deve finire al piu' presto

    1. MONDO FALSO 28 dicembre 2019

      Adesso l'obiettivo numero uno dello Stato e cambiare leggi o regole per fregare i soldi dei risparmiatori italiani

    2. Astrolabio 28 dicembre 2019

      Infatti hanno notato che gli italiani hanno un bel gruzzolo di risparmi, sfruttabili s intende da loro

    1. lady Dodi 28 dicembre 2019

      Ma non preoccupiamoci per le pensioni: son ripresi gli sbarchi con negroni con valigioni pieni di soldi per andarli a depositare all'INPS come dice la Boldrini. Menomale che abbiamo "le risorse" per i pensionati.

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