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Hollywood e la teoria della cospirazione

DI NICOLAS BONNAL

dedefensa.org

Alcuni sostengano che Hollywood sia un agente dello Stato profondo americano. Sappiamo per esempio che la CIA ha imposto nel mondo il prototipo dei musei esistenti e l’espressionismo astratto, insomma tutta l’entropia artistica contemporanea. I capi della CIA sono dei «figli di papà usciti dall’Ivy League» (Manfred Holler) che hanno sempre gestito al meglio gli interessi finanziari e le collezioni d’arte di famiglia a Wall Street; d’altra parte le grandi star (Fred Astaire, John Wayne, James Stewart) hanno sempre assecondato l’agenda imperialista americana. Sappiamo che l’Esorcista di Friedkin fu prodotto e scritto da William Peter Blatty (ufficiale della CIA) con l’obiettivo di riprendere il controllo sulle popolazioni occidentali; serviva probabilmente per giustificare la campagna globale sull’aborto e la tripla guerra contro il povero Iraq (riguardatevi l’inizio).

Altri pensano al contrario che Hollywood, come la stampa, sia al servizio della libertà e denunci gli eccessi del governo e dei servizi segreti! Serge de Beketch mi disse che là è il trucco: una serie come X-Files è al servizio di obiettivi governativi ben precisi, quello di screditare le teorie di chi dubita. Denuncia stupidamente o eccessivamente tali eccessi – e la coraggiosa denuncia si annulla da sola. Un episodio di Miami Vice mostrava come il governo potesse gestisce il delirio alieno attraverso il ricorso alla psicanalisi e testando nuovi mezzi militari. Ma quali extraterresti, questa è la guerra fredda!

Parleremo di otto film, perché, com’è noto, il numero otto è il numero della CIA.

Matrix: prodotto per giovani universitari appassionati di tecnologia. È certamente il più cospirativo e il più gnostico dei nostri film. La realtà è una benda che ci viene agitata sotto il naso. Ma noi preferiamo la pillola amara alla buona. Il mondo presentatoci come autentico dai fratelli Washowski (ora diventate sorelle) è peggio di quello che vogliono distruggere. Guardate Matrix Reloaded! Da notare che il merovingio reso famoso dal Vinci Code è passato a salutarci in questo film-bidone per ricordarci quanto le nostre élite globaliste abbiano a cuore il priorato di Sion. Ciò che Matrix insegna è che si preferisce la matrice alla realtà. È la lezione di Cypher con la sua bistecca. Guardate gli idioti del villaggio mediatico che si radunano a Portmeirion per ripetere i fallimenti del prigioniero. Preferiscono la matrice della serie alla realtà del paesaggio o alla fuga del personaggio. Un altro bel ruolo anticristiano di Keanu Reeves è ovviamente l’Avvocato del diavolo, girato nell’appartamento di Donald Trump adiacente a Central Park.

Red: film sfacciato che vede Bruce Willis parodiare finalmente i suoi ruoli da salvatore del mondo! Si prende gioco della Cia, delle Merkel della Cia, dei Macron della Cia, umilia il vicepresidente, si prende gioco della vita con un esilarante John Malkovitch e, con l’escamotage di una storia d’amore, riconcilia l’America alla Russia. Anche il seguito è assurdo, allusioni a Wikileaks e alle «rock stars del massacro intellettuale di massa»…

Codice: Swordfish: mi ricordo l’articolo di Charlie Hebdo che ne parlava nel settembre 2001. Il film di Dominic Sena, con un John Travolta in piena forma mostrava esattamente come i servizi segreti occidentali vadano a caccia di hackers e organizzino loro stessi gli attentati per calmare le proprie popolazioni e punire tutti gli Iraq del pianeta. Da trasmettere a Bollyn.com; per Charlie è tardi.

Fuori controllo: un buon cristiano interpretato da Mel Gibson vendica sua figlia (un attrice serba!) martire dello Stato profondo e di un’associazione di attivisti ambientalisti. Il prodotto britannico è efficace e rende bene la paranoia. Il film tratta non tanto del nucleare quanto di chi lo protegge, delle polizie parallele, della violenza nascosta, dei territori proibiti (siamo circondati più da filo spinato che da allevamenti). Un ingenuo riferimento alla libertà di stampa. Ma come diceva Serge de Beketch, le persone hanno bisogno della vasellina (lo diceva a proposito di Erin Brockovich).

Scomodi omicidi: un bel film antisistema del cineasta maori Tahamori (il suo Once were warriors-Una volta erano guerrieri è un capolavoro sconosciuto) in cui tratta di uno scandalo sessuale (non vi ricorda niente?). Ambientato nei luminosi anni Cinquanta, Scomodi omicidi mostra l’ascesa dello Stato profondo e del complesso militar-industriale del presidente-generale Eisenhower. Quest’ultimo fu d’altronde il fondatore della DARPA [Defense Advanced Research Projects Agency], agenzia creata per replicare al programma Sputnik!

Shooter: un film assai audace del talentuoso cineasta nero Antoine Fuqua. Uno sniper incastrato dallo Stato profondo (è un patsy, come il povero Oswald) decide di vendicarsi e massacra tutto il suo mondo, senatore americano compreso. Come afferma Fuqua, è stato preferito questo finale a uno meno vendicativo. L’FBI ci viene qui presentato nelle vesti di una gentile e professionale agenzia in lotta (con il NYT?) contro il marcio del nostro Stato profondo.

L’invasione degli ultracorpi: grande classico degli anni Cinquanta considerato da Oliver Stone una critica all’anticomunismo di Forrestal! Non sono d’accordo (in più Forrestal fu dichiarato folle). Il film spiega esattamente (bisogna sempre essere letterali) come gli esseri umani rinascano sotto forma di baccelli; come voi e il vostro portatile, con la vostra personalità elettronica e tutto il resto. L’ultracorpo? Un’appendice connessa.

Un bacio e una pistola: il più classico dei classici, la mia prima recensione cinematografica. Il miglior film noir del cinema americano, incentrato anch’esso sullo Stato profondo, il nucleare, la paura del nucleare, l’arte contemporanea, l’FBI e compagnia bella. Il regista è Robert Aldrich, nipote del senatore e fondatore della Fed, sposato a una figlia di Rockefeller. Ricordiamo che la Fed fu fondata nel 1913 per finanziare la guerra imminente. Il caso Aldrich mostra che il serpente si morde la coda.

E questo è tutto… Per coloro che, come noi, non credono all’allunaggio della NASA (e come potremmo? Cinquant’anni dopo gli yankees ricorrono ai motori russi per lanciarsi nello spazio!!!) io raccomanderei Capricorne One (film mediocre di Hyams in cui mostra come il governo e i suoi agenti tentino di convincere la popolazione della conquista di Marte) con OJ Simpson. Come afferma Miles Mathis, ci sono «attori» che hanno uno strano destino (per Miles, anche il processo OJ era un film).

Concludo con le parole di Guy Debord: «Ma la massima ambizione dello spettacolare integrato è pur sempre che gli agenti segreti diventino rivoluzionari e che i rivoluzionari diventino agenti segreti».

 

Nicolas Bonnal

Fonte: www.dedefensa.org

Link: http://www.dedefensa.org/article/hollywood-et-la-theorie-de-la-conspiration

14.03.2017

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di VOLLMOND

Pubblicato da Davide

  • PietroGE

    Holliwood non c’entra niente con la cospirazione e il controllo mediatico. Chi decide è la lobby che ha creato Holliwood e lo usa per portare avanti la sua agenda di controllo dell’opinione pubblica mondiale. E come si fa a sapere chi c’è dietro Holliwood? Beh, basta vedere quanti sono i film che hanno ricevuto l’Oscar e che parlano di olocausto, quanto ha dovuto penare Mel Gibson per far uscire The Passion of the Christ che era stato censurato da chi comanda per ragioni di “antisemitismo”, quanti films sono antitedeschi (Il soldat Ryan) facendo finta di essere antinazisti (Indiana Jones).

    • Glock

      A volte i film da premiare se li vanno a cercare col lanternino nei bassifondi dei bassifondi, vedi “La vita è bella”, completo di licenza poetica in cui gli americani liberano Auschwitz…

  • fastidioso

    Io non ho visto nessuno di questi film, ma so solo che a Hollywod comandano i fratelli maggiori…

  • Tonguessy

    Non so cosa si sia fumato Bonnal mentre scriveva questo articolo.
    “Ciò che Matrix insegna è che si preferisce la matrice alla realtà.”
    Ma questo chi l’ha detto? Matrix (alcuni maligni ne attribuiscono la paternità a Baudrillard, che ha però smentito) ci informa del delirio iperreale che sta sostituendosi alla realtà. E’ la denuncia che il virtuale ha ormai preso il sopravvento sul sensibile, sostituendolo. Ormai chi non ha internet per scrivere e legggere ciò che una volta era scritto su carta (e fin qui andiamo ancora bene) o per fare amicizie, per “discutere” via whatsapp senza mai vedere in viso l’interlocutore, per chattare via skype e infine per farsi tracciare dalla SIM. E’ la matrice, bellezza. Il fatto che ci sia stato un film che ha messo in chiaro l’esistenza di questa situazione non significa che la preferisca al reale così come la modernità ce l’aveva consegnata. Non a caso tutto il plot avviene per la scelta della pillola della conoscenza, cosa che mi fa venire in mente i vangeli gnostici che dipingevano Eva come la vera portatrice di conoscenza (la mela) che svelava i piani del demiurgo (presuntuoso quanto basta): una volta svelati i piani ecco svanire il paradiso terrestre ed affiorare la matrice del reale, con i vari livelli di percezione.

  • VanderZande

    Ma che papocchio di articolo! Un film giudicato attraverso una o due frasi, senza alcuna spiegazione logica. Rileggetevi il povero John Kleeves, i suoi articoli su Attacco al potere, La sottile linea rossa e American Beauty, se volete leggere qualcuno che sa argomentare.

  • Holodoc

    Noi siamo più furbi degli americani: a Holliwood fanno film sulla CIA che tutti credono che sia una finzione… da noi fanno film sulla mafia e tutti sappiamo che e verità!

  • RenatoT

    Direi anche la normalitá della malattia presente in tutti i films che contribuisce ad far accettare come normale il fatto di avere un bimbo autistico, malato di cancro di asma o qualsiasi altra malattia… e quando i films sono sulle epidemie di virus potentissimi, esistono solo i vaccini come cura. Anche queste cose si radicano nelle menti delle persone e constribuiscono a mantenere il popolo nella menzogna globale…. e intanto tutti vengono terminati nello stesso modo… sotto flebo, avvelenati progressivamente fino alla morte.

  • Zerco

    A parte l’invasione degli ultracorpi (e un po’ matrix), bei film di mærda!
    Visti da quattro gatti, oltretutto. Se la CIA conta su quelli può star tranquilla che l’FSB la ciulerà sempre.

    • Gabriele Tronco

      non è vero: kiss me deadly ( un bacio e una pistola ) è un capolavoro.

      • Zerco

        vero, mi è… scappato

  • Toussaint

    Gente che ragiona in questo modo — “””«Il controllo economico non è il semplice controllo di un settore della vita umana che possa essere separato dal resto; è il controllo dei mezzi per tutti i nostri fini. E chiunque abbia il controllo dei mezzi deve anche determinare quali fini debbano essere alimentati, quali valori vadano stimati […] in breve, ciò che gli uomini debbano credere e ciò per cui debbano affannarsi». (F. von Hayek da “Verso la schiavitù”, 1944)””” — avrebbe mai potuto tenere Hollywood fuori dal controllo politico?

    Se avessi scritto io l’articolo, avrei pensato però ad altri films, a mio parere più significativi nel descrivere il supporto di Hollywood alle politiche statunitensi e che, anzi, a volte anticipano quelle stesse politiche, preparando la popolazione a quello che sta per accadere. Giusto come esempio, basti citare “Independence Day”, girato nel 1996 e di grande successo un po’ ovunque nel mondo. Gli Stati Uniti (e chi altro?) che salvano il mondo da un’invasione aliena (grazie al protagonista che è uno scienziato ebreo-americano) e che poi si pongono alla sua guida mentre, quando nel momento clou del film alcuni protagonisti recitano una preghiera, questa è tratta dalla Torah (ça va sans dire). Palese la simbologia (Stati Uniti e religione ebraica) e palese l’obbiettivo di preparare la popolazione a quello che sarebbe capitato solo pochi anni dopo con le guerre volute dall’Amministrazione Bush.

  • Truman

    Hollywood è propaganda, ma questo non vuol dire che non possiamo usare per i nostri scopi i film di Hollywood. La propaganda deve essere fortemente contestualizzata, il che costringe a sviluppare varianti dei film per vari mercati ed a produrre nuovi film in continuazione per continuare a lavare il cervello degli spettatori.
    Ma l’oggetto decontestualizzato può essere usato tempo dopo ed andare contro il potere centrale. L’invasione degli ultracorpi può essere utile ad illustrare la lenta penetrazione dell’idiozia nelle masse.
    Insomma i film sono armi, ma le armi usate possono essere riutilizzate anche da chi non le aveva prodotte, e possono ancora fare molto male ai nemici. Nella guerra di resistenza è una regola di base il saper riusare le armi rubate al nemico.